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Coronavirus: paziente barese sfebbrata, verso dimissioni

BARI - "La terapia potrebbe continuarla per bocca, la paziente sta già abbastanza bene. E' sfebbrata, ieri sera aveva 37 di temperature e non ci sono complicanze. Certo, nessuno vieta che abbia due malattie e non una. Ma se sarà confermata esclusivamente solo questa infezione da micoplasma, la terapia la può fare a casa e in 48 ore potrebbe essere dimessa". A spiegarlo Gioacchino Angarano, primario di malattie infettive al Policlinico di Bari, in merito alle condizioni della cantante ricoverata per sospetto coronavirus. I primi esami eseguiti a Bari hanno, già nella serata di ieri, individuato una positività al micoplasma pneumoniae, una specie di batterio che causa polmonite.

"La paziente è tranquilla - ha continuato il primario - perché è stata tranquillizzata da noi, ha capito che c'è stata la necessità di attivare l'isolamento e anche in reparto non c'è nessuna preoccupazione".

ArcelorMittal: stop Acciaieria 1

TARANTO - Oggi l'azienda ArcelorMittal ha convocato i sindacati annunciando il fermo immediato dell'Acciaieria 1 di Taranto e una riduzione di personale da 477 a 227 unità, determinando la collocazione di 250 lavoratori in Cig. A renderlo noto Fim, Fiom e Uilm. La previsione di fermata è di circa 2 mesi, fino al 31 marzo 2020.

I sindacati spiegano che - secondo il colosso dell'acciaio - i nuovi assetti produttivi sono dovuti a "uno scarso approvvigionamento di materie prime e all'attuale capacità produttiva legata alle commesse".

Palombella (Uilm): “Scongiurata la fermata dell’afo 2, a Taranto si continuano a fermare gli impianti” - “Come abbiamo avuto modo di evidenziare ripetutamente nel corso di questi mesi, la sola continuità di marcia dell’altoforno 2 decisa lo scorso 7 gennaio, con l’accoglimento da parte del Tribunale di Taranto del ricorso presentato dai Commissari di Ilva AS, non avrebbe modificato le quantità di ghisa prodotta e aumentato i livelli occupazionali e produttivi. Oggi a Taranto i tre altoforni hanno una marcia ridotta, vicina ai minimi storici, con meno di 4 milioni di tonnellate all’anno prodotte”. Così Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm, dopo la decisione di ArcelorMittal di chiudere dal prossimo 23 gennaio l’acciaieria 1, fino al 31 marzo, del sito di Taranto con la conseguente messa in cigo di ulteriori 250 lavoratori.

“Paradossalmente – dichiara il leader Uilm - con tre altoforni in marcia si ferma l’acciaieria 1, avendone già predeterminato, nei mesi scorsi, le condizioni fermando una linea di agglomerato. Non può essere sufficiente la temporanea marcia del treno lamiere, prevista dal prossimo 10 febbraio per quattro settimane, a far considerare positivamente il bilancio produttivo, dopo la decisione di fermare l’acciaieria 1 per due mesi”.

“ArcelorMittal – prosegue - continua a programmare assetti di marcia che vedono un ricorso molto elevato alla cassa integrazione, a rallentare gli investimenti di ambientalizzazione. Con meno di 4 mln di tonnellate all’anno prodotte si continuano a perdere consistenti quote di mercato. Tra qualche giorno scoppierà nuovamente il tema del mancato pagamento dello scaduto alle aziende dell’appalto”.

“In questo scenario – conclude - così complicato e drammatico, il Governo e ArcelorMittal continuano a perdere tempo prezioso. La scadenza di fine gennaio è ormai imminente e si continuano a prefigurare, attraverso organi di stampa, assetti societari che aumentano le nostre preoccupazione e di tutti i lavoratori. Perché bisogna attendere altro tempo? Ilva, Alitalia, Whirlpool, ancora una volta tre grandi vertenze che continuano a rimanere drammaticamente irrisolte”.

Maxi-operazione polizia a Foggia

FOGGIA - Nuova-maxi operazione da parte delle Forze di Polizia nel cuore della città di Foggia. Centinaia di agenti della Polizia di Stato, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza hanno eseguito decine di perquisizioni e controlli a "tappeto", in contemporanea, nelle aree più sensibili del capoluogo alla ricerca di armi, sostanze stupefacenti e eventuali soggetti latitanti.

Contestualmente, personale della Polizia di Stato ha eseguito alcuni provvedimenti di fermo emessi da un pool di magistrati della Dia di Bari e della Procura di Foggia nei confronti di soggetti ritenuti autori di tentate estorsioni a danno di imprenditori foggiani.

Dia: "A Foggia clan emulano la 'ndrangheta"

FOGGIA - La malavita foggiana vuole assumere "nuovi assetti organizzativi, più consolidati e fondati su strategie condivise, emulando in tal modo, anche in ottica espansionistica, la 'ndrangheta". A sostenerlo la Direzione investigativa antimafia, nella relazione semestrale al Parlamento, in cui descrive la mafia foggiana, spiegando che "anche in provincia di Foggia si sta consolidando un'area grigia, punto di incontro tra mafiosi, imprenditori, liberi professionisti e apparati della Pa. Una 'terra di mezzo' dove affari leciti e illeciti tendono a incontrarsi e a confondersi".

Foggia, bomba in centro anziani

(Foto d'archivio)
FOGGIA - Nuovo attentato dinamitardo a Foggia, questa volta contro un centro per anziani del gruppo 'Sanità più' il cui responsabile delle risorse umane è Cristian Vigilante. L'uomo è stato già vittima di un attentato dinamitardo il 3 gennaio scorso. L'ordigno è esploso mentre all'interno del centro era al lavoro una donna delle pulizie che è rimasta illesa. La donna, prontamente soccorsa da personale del 118, è stata portata al pronto soccorso in stato di choc.

L'esplosione all'ingresso del centro "Il Sorriso di Stefano" in via Vincenzo Acquaviva, in una zona semicentrale della città e ha provocato danni esterni alla struttura, divelto l'insegna luminosa e danneggiato alcune auto in sosta. Ad intervenire sul posto è intervenuta la polizia. Vigilante è testimone in un'inchiesta della Dda contro la mafia foggiana.

Migranti: Open Arms e Sea Watch 3 assegnate a Messina e Taranto

TARANTO - Alle ong Open Arms e Sea Watch 3 sono stati assegnati, rispettivamente, i porti di Messina e Taranto. A renderlo noto il Viminale, che evidenzia che "Francia, Germania, Portogallo e Irlanda hanno già dato la loro disponibilità ad accogliere i richiedenti asilo a bordo". La disponibilità, secondo il ministero, è stata offerta sulla base dell'apertura della procedura di ridistribuzione dei migranti a livello europeo avviata dalla Commissione Ue anche sulla scorta del pre-accordo di Malta.

Migranti: in 33 sulle coste pugliesi

LECCE - Proseguono gli sbarchi nel Salento. Protagonista un gruppo di 33 migranti curdo-iracheni e curdo-iraniani, rintracciato nella notte dalle forze dell'ordine lungo il litorale adriatico salentino, a San Cataldo, marina di Lecce.

Tra i migranti si segnala la presenza di due donne, un nucleo familiare con due bimbi di 5 e 9 anni, e minori non accompagnati. Dieci le persone trovate completamente bagnate e in stato di seria ipotermia, costrette a scendere in mare dal natante che li trasportava per raggiungere la riva.

Una donna e un ragazzo sono stati ricoverati per una sospetta lussazione. Soccorsi e accolti dalla squadra emergenze della Croce Rossa hanno trovato riparo nei mezzi di soccorso a San Cataldo dove i due bimbi curdo-iracheni si sono addormentati al caldo in una Volante della polizia di Stato. Il gruppo è stato trasferito al centro Don Tonino Bello di Otranto.

Ilva, Emiliano: "Disposti a diventare soci"

BARI - "Ci sono 10 miliardi del Green new deal se il Governo nazionale ci concede una deroga, io come Regione entro nel capitale sociale dell'ex Ilva, non si può fare ma se il governo inserisce una deroga nel decreto io lo faccio. Abbiamo resistito per 4 anni e mezzo, ma ora siamo riusciti a convincere gli altri, un risultato straordinario per la Regione Puglia". Sono le parole del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano parlando della decarbonizzazione dell'ex Ilva durante il confronto televisivo su TeleNorba con gli altri tre sfidanti alle primarie del centrosinistra, Fabiano Amati, Elena Gentile e Leonardo Palmisano.

"Ci siamo battuti a lungo affinché non si semplificasse la vicenda Ilva. Ci siamo impegnati - ha continuato il governatore pugliese - in uno studio approfondito sulle tecnologie innovative, sulla decarbonizzazione. Dopo essere stati irrisi, adesso il governo nazionale in carica approva la nostra linea, la sostiene e si accinge a chiedere all'Ue i finanziamenti e ha deciso di entrare nel capitale della fabbrica".

Popolare di Bari: indagini su truffe a risparmiatori

BARI - Sono decine i nuovi fascicoli d'inchiesta con l'ipotesi di truffa aggravata che sono stati aperti dalla Procura di Bari sulla base di altrettante denunce che quasi quotidianamente vengono depositate negli uffici giudiziari dai risparmiatori della Banca Popolare di Bari. Secondo l'Ansa, che riporta la notizia, ogni querela starebbe dando vita ad un'autonoma indagine ma tutte ipotizzano, al momento a carico di persone da identificare, lo stesso reato.

Migranti: in 33 in barca a vela nel Salento

SANTA MARIA DI LEUCA (LE) - Proseguono gli sbarchi sulle coste salentine. 33 migranti sono arrivati nella notte sulla costa di Santa Maria di Leuca. Il gruppo è formato da 21 iraniani, 10 iracheni e due ucraini. Tra loro anche una donna e due ragazzini di 14 e 15 anni.

La barca a vela sulla quale viaggiavano si è incagliata alla scogliera sul lungomare Cristoforo Colombo a Leuca. Alcuni migranti sono stati portati in salvo dalla Guardia di Finanza, altri sono stati rintracciati sulla terraferma.

I migranti erano tutti in evidente stato di ipotermia, provati dalla traversata. Qualcuno ha ferite lievi ed è stato medicato sul posto; un migrante è stato ricoverato per accertamenti. Sul posto anche la Caritas e rappresentanti del Comune di Castrignano del Capo che hanno fornito supporto materiale e logistico durante le operazioni di accoglienza.

Ex Ilva, Uilm: "Nuovo piano non credibile nè praticabile. Inaccettabili migliaia di esuberi"

ROMA - “Quello che è stato firmato ieri tra ArcelorMittal e i commissari dell’ex Ilva non è un accordo ma un compromesso per andare avanti e superare il giudizio della Magistratura.  Il nuovo piano industriale non è né credibile nè praticabile in quanto prevede due società distinte, di cui una a partecipazione pubblica, che produrrebbe acciaio esclusivamente da forni elettrici, in presenza di gravi difficoltà di approvvigionamento dell’energia elettrica e gas, oltre a migliaia di lavoratori che difficilmente tornerebbero a lavoro dopo il 2023”. Lo dichiara Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm, durante il suo intervento a “Dentro i fatti” su Tgcom 24.

“La situazione - continua il leader Uilm - potrebbe peggiorare se il 30 dicembre il Riesame confermerà lo spegnimento dell’altoforno 2. In questo caso ci troveremmo di fronte a una produzione di 3,6 milioni di tonnellate che comporterebbe oltre 3mila esuberi”.

“Da oggi fino al 2023  - prosegue - avremmo circa 6mila lavoratori in esubero che il Governo non sa come gestire. Non possono essere delle vere soluzioni quelle proposte da Patuanelli, ovvero un call center con 300 posti e Fincantieri con altri 100. E le altre migliaia di lavoratori che fine faranno?”.

“Dopo la firma dell’intesa tra ArcelorMittal e Commissari - sottolinea - nè un Ministro nè un Sottosegretario ci ha informato di quanto fosse stato previsto e realizzato. È un Governo che litiga continuamente al suo interno e che non è in grado di dare una posizione comune sul destino di migliaia di lavoratori e sul risanamento ambientale”.

“L’accordo del 2018 lo trovammo dopo un anno di trattativa - aggiunge - Ora come si farà a trovare in un mese? Il Governo sarà il responsabile degli esuberi, della mancanza di risanamento ambientale e della continuità produttiva”.

“Continueremo a chiedere al Governo - conclude - che non ci siano accordi pre confezionati. Vogliamo essere liberi di discutere senza paletti, partendo da tre princìpi fondamentali: zero esuberi, risanamento ambientale e vere prospettive lavorative. Non saremo corresponsabili di scempi che prevedono il disastro occupazionale e non dà un futuro a un’intera comunità“.

ArcelorMittal: raggiunto accordo di massima

MILANO - E' stata trovata l'intesa di base tra i commissari straordinari dell'ex Ilva e Arcelor Mittal per la trattativa della ristrutturazione del contratto originario di affitto e vendita degli stabilimenti e per l'operazione finanziaria di rilancio del polo siderurgico con base a Taranto.

Puglia: ritrovato il 63enne scomparso Giuseppe Tesoro

BARI - Durante la trasmissione Pomeriggio Norba, il programma di infotainment di Telenorba condotto da Grazia Rongo e Daniela Mazzacane, è stato ritrovato Giuseppe Tesoro, l’uomo 63enne di Terlizzi (Ba) di cui non si avevano notizie da lunedì. In tanti si erano mobilitati per ritrovarlo compresa la trasmissione televisiva di Rai Tre “Chi l’ha Visto”. Lo rende noto Telenorba.

Proprio durante il collegamento con Pomeriggio Norba, la moglie Anna ha ricevuto una telefonata da Giuseppe. In lacrime le ha raccontato di trovarsi all’Ospedale Umberto I di Roma ma di non ricordare perché fosse partito.

L’uomo non è ricoverato ma solo ospitato nel reparto di Pronto Soccorso, in attesa dell’arrivo dei parenti che sono immediatamente partiti dopo aver ricevuto la telefonata. Giuseppe sta bene e ha rassicurato tutti coloro che si erano preoccupati per il suo stato di salute.

Ricordiamo, infatti, che è cardiopatico e diabetico. Quando lunedì scorso, intorno alle 18.45, ha chiuso la saracinesca del bar di cui è proprietario ed è scomparso, non aveva portato con sè le medicine.

Popolare di Bari, Salvini chiede il carcere per i responsabili


di NICOLA ZUCCARO - "Io voglio la galera per chi ha rubato nella Banca Popolare di Bari". Nella serata in cui il Governo dovrà varare il decreto di Salvataggio dell'Istituto di credito barese e senza indugi, nella serata di domenica 15 dicembre 2019, Matteo Salvini ha auspicato dallo Spazio 7 della Fiera del Levante di Bari che il temuto crack dello stesso conosca dei consistenti sviluppi penali.

Lo strano scherzo del destino ha voluto che il leader della Lega esternasse questo suo pensiero dal luogo presso il quale si svolge l'annuale assemblea degli azionisti della Banca Popolare di Bari.

Brindisi: terminato disinnesco ordigno bellico, evacuate 54mila persone

BRINDISI - Alle ore 11.10 sono terminate le operazioni di disinnesco dell’ordigno bellico ritrovato nel cinema multisala Andromeda.

Gli artificieri hanno completato la rimozione della spoletta danneggiata e del detonatore.

I varchi resteranno chiusi fino a quando non sarà completata l’intera procedura. Si raccomanda di non tornare ancora in città perché non sarà possibile rientrare.

41 VARCHI DI ACCESSO CHIUSI - L'evacuazione della zona rossa era iniziata all'alba. L'ordigno bellico era stato trovato il 2 novembre scorso nel cantiere di ampliamento di un cinema multisala. Non si sono registrati al momento intoppi o problemi di traffico. I 41 varchi di accesso alla città sono chiusi. Sono quasi 54.000, secondo le stime, le persone che hanno lasciato le proprie abitazioni. In molti hanno scelto di dormire fuori già da ieri.

Insediato nella Città delle due colonne nella la sede della protezione civile, il Centro coordinamento soccorso presieduto dal prefetto Umberto Guidato, e composto dai rappresentanti di forze dell'ordine, protezione civile, esercito e tutti gli enti coinvolti nella maxi evacuazione della città, necessaria per la messa in sicurezza di un ordigno bellico. Al di là di qualche ingorgo in uscita, non sono state rilevate criticità particolarmente gravi. Gli artificieri hanno spiegato di essere pronti a intervenire non appena ci sarà l'ok del prefetto.

OLTRE 1000 UNITA' IMPEGNATE IN OPERAZIONI - Sono più di 1000 gli operatori di forze dell'ordine impegnati nelle operazioni, circa 250 i volontari di protezione civile. Gli artificieri dell'undicesimo reggimento genio guastatori di Foggia potrebbero avviare le loro attività per la messa in sicurezza e poi lo spostamento dell'ordigno all'incirca alle 9. La bomba, di fabbricazione inglese, pesa 500 libbre, è lungo un metro e contiene 40 chili di tritolo. E' stato sganciato presumibilmente nel 1941. La spoletta è stata danneggiata durante il ritrovamento.

Banca Popolare di Bari commissariata da Bankitalia. Tensioni nel governo

ROMA - La Banca d'Italia ha disposto lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo della Banca Popolare di Bari e la sottoposizione della stessa alla procedura di amministrazione straordinaria, ai sensi degli articoli 70 e 98 del Testo Unico Bancario, in ragione delle perdite patrimoniali. Lo si legge sul sito della banca pugliese.

Bankitalia ha nominato Enrico Ajello e Antonio Blandini commissari straordinari e Livia Casale, Francesco Fioretto e Andrea Grosso componenti del comitato di sorveglianza. A questi ultimi, si legge nella nota, è affidato il presidio della situazione aziendale, la predisposizione delle attività necessarie alla ricapitalizzazione della banca nonché la finalizzazione delle negoziazioni con i soggetti che hanno già manifestato interesse all'intervento di rilancio della banca.

Nonostante il commissariamento il governo non è riuscito in serata a varare il decreto per portare in salvo l'istituto barese, con un intervento attraverso un aumento di capitale di Mediocredito Centrale. In particolare per la popolare di Bari, che non rispetta i requisiti patrimoniali minimi e necessita di un miliardo di euro, il decreto ipotizza un salvataggio in tandem con il sistema bancario, attraverso il Fidt, e dello Stato, che dovrebbe mettere in campo Mediocredito Centrale. Lo schema di Decreto predisposto dal Mef prevede un potenziamento delle capacità patrimoniali e finanziarie della Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale (MCC), interamente controllata da Invitalia, attraverso un primo aumento di capitale per consentire a MCC, insieme con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) e ad eventuali altri investitori, di partecipare al rilancio della Banca Popolare di Bari (BPB).
"Al momento non c'è nessuna necessità di intervenire con nessuna banca". Lo dice il premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa al termine dell'Eurosummit, rispondendo a una domanda su un possibile salvataggio della Banca Popolare di Bari.

"Come può nel giro di poche ore il premier sostenere che sulla Banca popolare di Bari non ci sarà nessun intervento salvo convocare un cdm d'urgenza a distanza di poche ore mentre Bankitalia ordina il commissariamento dell'istituto? Un pacato "no comment" avrebbe evitato una farsa e sarebbe stato più serio anche a mercati aperti. Vorremmo capire cosa è successo: dal tutto bene al fallimento. Siamo nelle mani di una persona instabile o incapace che guida il governo del Paese. Conte si dimetta immediatamente: facciamo appello ai partiti di questa maggioranza per far finire al più presto questa disastrosa e pericolosa esperienza". Lo dichiarano Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti.

Tromba d'aria colpisce Potentino: 28 enne gravissima


POTENZA - Una tromba d'aria ha colpito ieri sera Lauria, nel Potentino, provocando diversi feriti. La più grave, una giovane di 28 anni, è stata operata nella notte all'ospedale San Carlo di Potenza, nel cui reparto di Rianimazione è ricoverata in gravissime condizioni. Nell'ospedale del capoluogo lucano sono ricoverate, in condizioni meno gravi, altre tre persone: una nel reparto di Neurochirurgia e due in quello di Otorinolaringoiatria. In totale i feriti sono stati otto: ma le condizioni degli altri quattro non destano preoccupazioni.

Ex Ilva, Palombella (Uilm): “Parole di Conte allarmanti"

TARANTO - “Dopo l’incontro di ieri al Mise e il silenzio assordante da parte del Governo sulla fermata dell’altoforno 2 e sulle conseguenti denunce di esuberi strutturali di 3.500 da parte di ArcelorMittal, adesso arriva la dichiarazione del Presidente del Consiglio Conte che ci allarma ulteriormente. Siamo passati dall’impegno del Premier che confermava l’attuale piano industriale con zero esuberi, firmato un anno fa e che ha avuto il 93% del consenso dei lavoratori, a un nuovo progetto, di cui non conosciamo i contenuti se non generici, che non esclude esuberi ma solamente in un numero minore rispetto a quanto previsto da quanto prospettato dall’azienda la scorsa settimana”. Lo dichiara Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm, dopo aver appreso delle dichiarazione del Premier Conte durante la conferenza stampa dopo l’Eurosummit a Bruxelles.

“Assistiamo a dichiarazioni di rappresentanti del governo, come il sottosegretario Fraccaro, che ritengono il settore siderurgico strategico per il Paese ma che poi non vengono concretizzate con interventi strutturali che ne salvaguardano la continuità e garantiscono il futuro” aggiunge il leader Uilm.

“A questo punto – conclude - è urgente e non procrastinabile un incontro prima che la trattativa sia in uno stato avanzato e si siano compiuti atti vincolanti. Non firmeremo mai accordi che prevedono esuberi. Si deve ripartire dall’accordo del 6 settembre 2018”.

ArcelorMittal, Palombella (Uilm): “Non firmeremo nessun accordo che prevede migliaia di lavoratori in cassa integrazione”


ROMA - “Non firmeremo nessun accordo che preveda la cassa integrazione per migliaia di lavoratori. La decisione dell’azienda è arrivata come una bomba a orologeria, poche ore dopo il rigetto dell’istanza dei commissari straordinari da parte de Giudice di Taranto. Potevano aspettare e valutare meglio tutte le soluzioni praticabili per ovviare alla chiusura dell’altoforno 2, invece hanno deciso di strumentalizzare la decisione giudiziaria per continuare e accelerare la loro decisione di arrivare alla fermata dello stabilimento di Taranto, scongiurata solamente dalle indagini delle Procure di Milano e Taranto”. Così Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm, durante il suo intervento a Tgcom 24 prima dell’incontro previsto al Mise.

“Le azioni di Mittal - dichiara il leader Uilm -  vanno sanzionate sotto ogni punto di vista: economico, penale ma anche di responsabilità sociale dell’azienda. Non si può consentire la prosecuzione di questa campagna di terrorismo psicologico contro i lavoratori”

“ArcelorMittal - continua - sta continuando a dettare le condizioni al Governo e questo non può essere tollerato. Finora il Governo ci ha lasciato fuori dal negoziato che sta avendo con la multinazionale”.

“Tra poco - conclude - il Governo ci presenterà il piano al Mise deve prevedere zero esuberi e nessun ammortizzatore sociale,  garanzie sugli investimenti ambientali e sulla continuità produttiva”.

ArcelorMittal: stop Afo2, 3500 lavoratori in Cig

TARANTO - ArcerorMittal ha reso noto alle organizzazioni sindacali che, in seguito al rigetto dell'istanza avanzata dai Commissari dell'Ilva in amministrazione straordinaria di proroga allo spegnimento di Afo2, a breve invieranno alle stesse l'avvio della procedura di cassa integrazione straordinaria per 3.500 unità". Ad annunciarlo la Fim Cisl Taranto-Brindisi, precisando che "nelle 3.500 unità sono compresi 1.273 che sarebbero stati collocati in Cigo".

I commissari straordinari dell'Ilva in As stanno valutando il ricorso al Tribunale dell'appello contro la decisione del giudice Francesco Maccagnano, che ieri ha respinto l'istanza di proroga della facoltà d'uso che scadrà venerdì 13 dicembre.

L'impianto fu sequestrato nel giugno del 2015 dopo l'incidente sul lavoro costato la cita all'operaio Alessandro Morricella, investito da una fiammata mista a ghisa incandescente mentre misurava la temperatura del foro di colata dell'Altoforno 2.

Palombella (Uilm): “Da azienda progetto criminale. Vogliono chiudere stabilimento di Taranto utilizzando lavoratori come scudi umani” - “ArcelorMittal ha comunicato alle organizzazioni sindacali nazionali e alle Rsu del sito di Taranto, la loro decisione di avviare la procedura di richiesta di cassa integrazione straordinaria per il sito pugliese per 3.500 lavoratori, dopo il rigetto dell’istanza del Giudice sulla continuità produttiva dell’altoforno 2. La decisione di ArcelorMittal è di una gravità inaudita poichè, anzichè verificare tutte le alternative possibili per non ricorrere ad uno strumento cosi invasivo, utilizza il provvedimento del Giudice per ottenere i risultati che si era prefissata: utilizzare i lavoratori come scudi umani. La multinazionale non aspettava altro che lo stop all’altoforno 2 per accelerare il suo progetto di morte per lo stabilimento di Taranto e degli altri siti italiani del Gruppo. Un atteggiamento da sciacalli sulla pelle di migliaia di lavoratori e di famiglie”. Così Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm, dopo la decisione della multinazionale franco-indiana di avviare la procedura per la cigs di 3.500 lavoratori del sito di Taranto.

 “Gli impianti coinvolti  - dichiara il leader Uilm - sarebbero l’altoforno 2, l’intera l’acciaieria 1, metà acciaieria 2 e altri impianti a monte e a valle del processo produttivo”.

 “Il buon senso vorrebbe – continua – la messa a punto di una valutazione approfondita dei tempi e delle modalità di spegnimento dell’afo 2, con una programmazione basata su dati di fatto. Invece da parte dell’azienda assistiamo all’ennesimo atto offensivo, vergognoso e intollerabile contro i lavoratori”.

 “Chiediamo urgentemente l’intervento del governo contro questa multinazionale – conclude - Ci rivolgiamo anche alle autorità giudiziarie affinchè verifichino che non ci siano violazioni che pregiudicherebbero l’integrità degli impianti e avrebbero effetti devastanti sui livelli occupazionali. Diciamo ai lavoratori di vigilare sulle azioni che i responsabili aziendali porranno in essere sugli impianti, in attesa di ulteriori comunicazioni dagli organismi nazionali contro questo progetto criminale che sta portando avanti ArcelorMittal. Domani sera chiederemo conto al ministro Patuanelli su come vuole risolvere questo disastro che si sta consumando in queste ore”.