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Cultura in lutto: addio a Tom Wolfe

Il mondo della cultura è in lutto: martedì 15 maggio 2018 è morto, all'età di 87 anni, Tom Wolfe, all'anagrafe Thomas Kennerly Wolfe Jr. 
Nato a Richmond, fu un saggista, giornalista, scrittore e critico d'arte. Tra le sue opere più famose troviamo "Il falò delle vanità".
Fu inoltre l'inventore di alcuni neologismi entrati a far parte del lessico, tra cui radical chic.

Nella Pinacoteca provinciale di Potenza, dal 18 maggio, si terrà la mostra "Io sono"

(Credits: ANSA)

Interessante iniziativa artistica nella Pinacoteca provinciale di Potenza, che vedrà esposte dal 18 maggio, le immagini e le storie dei migranti, raccolte nella mostra "Io sono" di Luisa Menazzi Moretti. Il materiale fotografico e testuale che verrà esposto, è stato realizzato nel 2017, assieme ai rifugiati che sono stati accolti nei progetti Sprar della Basilicata. L'iniziativa, promossa dalla Provincia di Potenza e dal Comune di Matera e gestita da Fondazione Città della Pace, Cooperativa Sociale Il Sicomoro ed Arci Basilicata.rientra in "Videomigrazioni - Storie di persone in viaggio" un programma di eventi, per celebrare la Giornata mondiale del Rifugiato del 20 giugno.

Cinema in lutto: addio al grande Ermanno Olmi

Il cinema italiano è in lutto. Il regista Ermanno Olmi è morto all’ospedale di Asiago, dov’era stato ricoverato d’urgenza venerdì scorso, 4 maggio. Aveva 87 anni e combatteva da tempo contro una grave malattia. Intramontabile firma del grande schermo italiano, ha firmato capolavori come “L’albero degli zoccoli” (nel video sotto).

Olmi era nato a Bergamo il 24 luglio 1931. Nel 1978 vinse la Palma d’Oro al Festival di Cannes con i film “L’albero degli zoccoli”. Nel 1989 fu premiato al Festival di Venezia con il Leone d’Oro per “La leggenda del santo bevitore”. Nel 2004 ha ricevuto il Pardo d’onore al Festival di Locarno.

Teatro: addio al grande Paolo Ferrari


ROMA - Il teatro italiano piange la scomparsa di Paolo Ferrari, avvenuta a Roma ad 89 anni. Ferrari è uno degli ultimi grandi maestri teatrali che è riuscito a fondere esperienze e stili molto diversi.

Memorabile la sua presenza nell'"Opera da tre soldi" di Brecht sul palcoscenico del Piccolo Teatro di Milano con Giorgio Strehler e poi nella sua collaborazione con Luca Ronconi. Per il grande pubblico però diventò il "Signor Ferrari" grazie alla pubblicità in tv di una nota marca di detersivi e poi per gli sceneggiati che connotava spesso da splendido co-protagonista come nel "Nero Wolfe" in coppia con Tino Buazzelli.

In tv fece coppia con Vittorio Gassman nel "Mattatore", conduce "Giallo Club", duetta con Ave Ninchi e Paolo Stoppa, finisce perfino sul palcoscenico del Festival di Sanremo che conduce nel 1960 insieme a Enza Sampò. Sono tutti segni di un talento multiforme che incarna una nuova Italia, fiduciosa del futuro, garbata e gentile nei rapporti umani, desiderosa di specchiarsi nell'eleganza innata di quell'attore che sa sempre replicare con un sorriso e una battuta sdrammatizzante. Il cinema piace a Paolo Ferrari che alla fine interpreterà oltre 40 lungometraggi, ma è la televisione a dargli la notorietà, il doppiaggio a garantirgli una carriera costante e senza scosse, mentre il teatro resta il suo grande amore coronato dal Premio Gassman alla carriera nel 2006. Negli ultimi anni, dopo felici apparizioni in miniserie come "Oltraggio", "Incantesimo", "Notte prima degli esami", si era ritirato in campagna, vicino a Roma dove era stato colpito da una lunga e dolorosa malattia che lo ha portato alla morte. 
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Sposato due volte con compagne di lavoro (prima Marina Bonfigli e poi Laura Tavanti che gli è stata vicina fino agli ultimi giorni) ha avuto tre figli, il maggiore dei quali Fabio ha seguito le sue orme come attore recitando con lui in "Notte prima degli esami - la serie".

Toninelli, Salvini ha sprecato la sua occasione

ROMA - Nuova frenata su una possibile intesa M5S-Lega sull'esecutivo. “Salvini ha sprecato la migliore occasione della sua vita per fare governo, altro che di sei mesi. Poteva fare un governo con M5s ma ha deciso di stare con Silvio Berlusconi, pluricondannato”. A dichiararlo il capogruppo del M5s al Senato, Danilo Toninelli, a ‘Matrix’ su 105.

“Quindi l’occasione Salvini l’ha avuta e l’ha sprecata, non facciamo governo balneari”, aggiunge.

Gallipoli, successo del giornalista Marino Bartoletti alla presentazione del suo libro


GALLIPOLI (LE) - Grandissimo successo in terra salentina del famosissimo giornalista Marino Bartoletti, che nella suggestiva location di Borgo Rossoterra, in Contrada Masseria Bianca, a Gallipoli (LE), nelle giornate del 25 e 26 aprile, ha presentato il suo libro: “BarToletti così ho sfidato Facebook”.

Un pomeriggio culturale che ha visto i tantissimi presenti, rimanere ammirati nell’ascoltare uno dei più stimati giornalisti e conduttori televisivi in Italia, che ha raccontato diversi aneddoti che hanno caratterizzato una carriera professionale lunga cinquant’anni. Un salto nel passato, a rimembrare ricordi sbiaditi col tempo, con quel pacato romanticismo proprio di chi ha da sempre considerato il proprio lavoro una passione. Al termine dell’evento, che ha visto anche la presenza di Idris Sanneh, amico storico di Bartoletti, c’è stato anche spazio per uno stimolante dibattito, in cui i presenti hanno posto diverse domande, riguardanti sia il programma “Quelli che il Calcio”, di cui Bartoletti è stato ideatore e conduttore, sia le esperienze che più hanno segnato il giornalista.

A chiudere la serata un delizioso aperitivo salentino, offerto da Borgo Rossoterra, un Resort immerso tra ulivi secolari, muretti e antiche masserie. Nel suo volume di 187 pagine, Bartoletti ha raccolto quelli che sono i suoi pensieri, affidati inizialmente, soltanto alle pagine di Facebook, che spaziano da racconti e aneddoti su uomini di sport, a ricordi di vecchi amici, alcuni, come l’indimenticabile Fabrizio Frizzi, tragicamente scomparsi. Ma c’è anche spazio per la musica, uno dei grandi amori del giornalista forlivese; in particolare, è nota la sua passione per il Festival di Sanremo.

Italia Libri: "La tentazione di andarsene" di Lorenzo Bini Smaghi

Parliamo oggi di un libro dal titolo "La tentazione di andarsene: Fuori dall'Europa c'è un futuro per l'Italia?" scritto da Lorenzo Bini Smaghi nel 2017 ed edito da Il Mulino.
L’Italia è a un bivio: essere protagonista in Europa portando avanti un’azione riformatrice oppure temporeggiare, sperando che il vincolo esterno sopperisca alle debolezze interne. Ma chi non ha la forza di prendere in mano il proprio destino dovrà accettare quello che gli viene imposto dagli altri. L’Europa, diversamente dagli Stati Uniti, non si è ancora del tutto ripresa dalle intemperie della crisi soprattutto per l’incompletezza del suo disegno istituzionale; al suo interno l’Italia è l’anello debole (Grecia a parte) che può costituire un rischio sistemico per l’intera area. Il senso di frustrazione per lo status quo alimenta la tentazione di andarsene, nell’illusione di poter scaricare sull’Europa le colpe di un male tutto italiano. In realtà il destino dell’Italia e quello dell’Europa sono strettamente collegati: solo agendo con una coraggiosa azione riformatrice l’Italia può ritrovare un suo ruolo da protagonista e insieme contribuire al completamento del progetto europeo.

Scompare a 28 anni il dj Avicii

STOCCOLMA - Il dj svedese Tim Bergling, noto in tutto il mondo come Avicii, è stato trovato morto a Mascate, in Oman. Aveva 28 anni. Nato a Stoccolma nel 1989 ed esploso su scala internazionale con singoli come Levels, Avicii ha vinto due Mtv Music Awards, un Billboard Music Award e conquistato due nomination ai Grammy.

Il decesso arriva a pochi giorni dalla sua nomination ai Billboard Music Award per il suo EP “Avicii (01). Alla carriera da disc jockey, che lo aveva visto collaborare con star come Robbie Williams e David Guetta, Avicii aveva aggiunto l’attività di produttore discografico.

Il suo addetto stampa negli Stati Uniti ha dato conferma del decesso, chiedendo di portare rispetto al dolore della famiglia. «La famiglia è devastata e chiedo a tutti di rispettare il loro bisogno di privacy in questo momento difficile», si legge nella nota stampa diramata oggi. Al momento non sono emerse possibile cause della morte e non sono stati aggiunti dettagli sull’accaduto.

Avicii aveva interrotto i live nel 2016. Il dj aveva sospeso l’attività live nel 2016, a causa di «problemi di salute». Secondo il portale Vanity, fra i primi a dare la notizia, l’artista soffriva di problemi cardiaci e di pancreatite acuta, in parte per abuso di alcool. 

Conchita Wurst choc, "Positiva all'HIV"


di REDAZIONE - Su un lungo post apparso sul suo profilo Instagram, la cantante Conchita Wurst, scrive:"E' giunto il momento di liberarsi dalla mia Spada di Damocle: sono positiva all'HIV da molti anni...". La celebre drag queen, vincitrice all’Eurovision Song Contest nel 2014, ha deciso di rendere pubblico il suo segreto più intimo. Lo ha fatto, come spiega lei stessa, "forzata" dalla minaccia di un suo ex di rivelare questa informazione privata al mondo intero: "Non permetto a nessuno di mettermi paura e di influenzare la mia vita..."

Poi ha aggiunto che fare outing è molto meglio che lasciare che altri lo facciano per lei e questo le fa sperare: "Di poter incoraggiare le persone che, a causa delle loro azioni o per colpe che non sono le loro sono state infettate dall'HIV, e di poter fare un passo in avanti contro la loro stigmatizzazione".

Ed infine Conchita rassicura i suoi fan: "L'informazione sul mio stato potrà essere una novità per voi, ma sappiate che sto bene e sono più forte, motivata e libera che mai. Grazie per il vostro sostegno".

Taviani, Mattarella: cinema italiano perde protagonista indiscusso

ROMA - "La scomparsa di Vittorio Taviani costituisce un grave lutto per il cinema e la cultura italiani, che perdono un indiscusso e amato protagonista". E' quanto dichiara il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

"Il fecondo sodalizio, umano e artistico, con il fratello Paolo ha prodotto capolavori indimenticabili, nei quali la cifra stilistica, di estrema raffinatezza e di alta poesia, si è sempre coniugata con un forte sentimento di passione civile. Nell'inviare alla moglie, ai figli e al fratello Paolo, il mio cordoglio più sentito, desidero ricordare anche il tratto umano - generoso, affabile e riservato - del regista appena scomparso".

Addio al regista Vittorio Taviani, aveva 88 anni

ROMA - Si è spento a Roma il grande regista Vittorio Taviani, 88 anni, che con il fratello Paolo ha firmato capolavori della storia del cinema italiano da Padre Padrone (Palma d'oro a Cannes nel '77) a La Notte di San Lorenzo a Caos fino a Cesare deve morire (Orso d'oro a Berlino). Ad annunciarlo una delle figlie, Giovanna. Per volontà della famiglia non ci saranno camera ardente ne funerali ma il corpo del regista verrà cremato in forma strettamente privata.

Libri: sabato 14 aprile a Sorrento presentazione di "Trump. Vita di un presidente contro tutti" di Gennaro Sangiuliano

SORRENTO (NA). Proseguono gli eventi culturali nella città di Sorrento: sabato 14 aprile, alle ore 18:30, nella sala Tasso del Palazzo Municipale, il vice direttore del Tg1, Gennaro Sangiuliano, presenterà il suo ultimo libro dal titolo "Trump. Vita di un presidente contro tutti" edito da Mondadori.

All'incontro prenderanno parte il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo, il vice sindaco, Maria Teresa De Angelis, il presidente dell'Asmef, Salvo Iavarone e il capo redattore di Rai Parlamento, Paolo Corsini.

Per quel che riguarda le pagine del libro, raccontano la vicenda personale, imprenditoriale e politica di Donald Trump senza sconti e pregiudizi. Dalle origini tedesche della famiglia all’incredibile ascesa politica, una storia americana iniziata con lo sbarco del nonno a New York. Attraverso il suo personaggio è possibile definire un paradigma del nostro tempo partendo dalla crisi di sovranità in cui sembrano precipitate le democrazie occidentali.

All’indomani della inattesa vittoria alle presidenziali contro Trump si è scatenata una sorta di isteria mediatica eppure alcuni atti di governo, dai dazi alla grande riforma fiscale pongono sul tappeto questioni rilevanti per tutto l’Occidente. Il dovere è capire senza pregiudizi, stare ai fatti.

"Trump non è un intellettuale ma ha colto il senso del tempo" ha dichiarato Gennaro Sangiuliano "Potrebbe rivelarsi la risposta sbagliata a problemi reali e a rivendicazioni fondate. Demonizzarlo non serve. Non aiuta a capire".

Cinema: giovedì 3 maggio nelle sale cinematografiche arriva "Dopo la guerra"

Novità nelle sale cinematografiche italiane: da giovedì 3 maggio arriva il film "Dopo la guerra", opera prima di Annarita Zambrano distribuita da I Wonder Pictures. 
Il film, riconosciuto di interesse culturale dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali è interpretata da Giuseppe Battiston, Barbora Boboulova, Fabrizio Ferracane, Elisabetta Piccolomini, Marilyne Canto, Charlotte Cétaire e Jean-Marc Barr. 
Questa la trama: Bologna, 2002. La protesta contro la riforma del lavoro esplode nelle università. L’assassinio di un giuslavorista riapre vecchie ferite politiche tra Italia e Francia. Marco, ex-militante di sinistra, condannato per omicidio e rifugiato in Francia da 20 anni grazie alla Dottrina Mitterand che permetteva agli ex terroristi di trovare asilo oltre Alpe, è sospettato di essere il mandante dell’attentato. Quando il governo Italiano ne chiede l’estradizione, Marco decide di scappare con Viola, sua figlia adolescente. La sua vita precipita, portando nel baratro anche quella della sua famiglia italiana, che, da un giorno all’altro, si (ri)trova costretta a pagare per le sue colpe passate.

Cultura: dall'11 aprile al 19 agosto al Museo di Roma la mostra "Canaletto 1697-1768"

ROMA - Proseguono i grandi eventi nella città di Roma: dall'11 aprile al 19 agosto, al Museo di Roma, si terrà la mostra "Canaletto 1697-1768" con la quale si intende celebrare il 250° anniversario della morte del grande pittore veneziano presentando il più grande nucleo di opere di sua mano mai esposto in Italia, 68 tra dipinti e disegni e documenti, inclusi alcuni celebri capolavori.

Canaletto è uno dei più noti artisti del Settecento europeo. Con il suo genio pittorico ha rivoluzionato il genere della veduta, ritenuto fino ad allora secondario, mettendolo alla pari con la pittura di storia e di figura, anzi, innalzandolo a emblema degli ideali scientifici e artistici dell’Illuminismo.

Le opere in mostra provengono da alcuni tra i più importanti musei del mondo, tra cui il Museo Pushkin di Mosca, il Jacquemart-André di Parigi, il Museo delle Belle Arti di Budapest, la National Gallery di Londra e il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Presenti anche alcune opere conservate nelle collezioni britanniche per le quali sono state appositamente create e altre provenienti dai musei statunitensi di Boston, Kansas City e Cincinnati. Tra le istituzioni museali italiane presenti in mostra con le loro opere: il Castello Sforzesco di Milano; i Musei Reali di Torino; la Fondazione Giorgio Cini. Istituto per il Teatro e il Melodramma e le Gallerie dell'Accademia di Venezia; la Galleria Borghese e le Gallerie Nazionali d'arte Antica Palazzo Barberini di Roma.

Tra i capolavori in mostra spiccano due opere della Pinacoteca Gianni e Marella Agnelli di Torino: Il Canal Grande da nord, verso il ponte di Rialto, e Il Canal Grande con Santa Maria della Carità, esposti per la prima volta assieme al manoscritto della Biblioteca Statale di Lucca che ne illustra le circostanze della commissione e della realizzazione.

Luigi De Filippo, oggi la camera ardente

NAPOLI - I funerali del grande attore napoletano Luigi De Filippo, spentosi il 31 marzo ad 87 anni, saranno celebrati martedì 3 aprile alle 11.30 nella Chiesa degli Artisti di piazza del Popolo a Roma.

Lutto nel teatro italiano: addio a Luigi De Filippo

Lutto nel mondo del teatro: è morto sabato 31 marzo a Roma Luigi De Filippo. L'attore, commediografo e regista di teatro napoletano aveva 87 anni. Figlio del grande Peppino, era nato nel capoluogo campano il 10 agosto del 1930. Era il direttore artistico del Teatro Parioli di Roma e fino a un paio di mesi fa era andato in scena, proprio nella Capitale, nel "classico" di famiglia "Natale in casa Cupiello", commedia tragicomica scritta dallo zio Eduardo.

Per quel che riguarda Luigi De Filippo, era l'ultimo erede della drammaturgia italiana e napoletana. Aveva iniziato la carriera nel 1951, a soli 21 anni, nella compagnia del papà Peppino. Dagli anni Sessanta ha recitato in qualche commedia all'italiana per il cinema: il teatro però è la sua vera passione. Nel 1978 ha fondato una propria compagnia, lasciando quella del padre.

Nel 2001, in occasione dei suoi 50 anni di attività, ha ricevuto il premio "Personalità Europea" in Campidoglio. In televisione ha preso parte a "Storie della camorra", del 1978, diretto da Paolo Gazzara, e a "La piovra 3" nel 1987. Tante le tournèe di Luigi De Filippo in Europa. Poi, nel 2011, e' stato protagonista del salvataggio del Teatro Parioli di Roma, del quale è stato fino a oggi il direttore artistico, rinominandolo "Teatro Parioli Peppino De Filippo", in memoria del padre. 

Fabrizio Frizzi scompare a soli 60 anni

ROMA - Si è spento a soli 60 anni Fabrizio Frizzi. A dare l'annuncio è la famiglia del conduttore in una nota. "Grazie Fabrizio per tutto l'amore che ci hai donato". Così la moglie Carlotta, il fratello Fabio ed i familiari. Frizzi, 60 anni, si è spento nella notte all'ospedale Sant'Andrea di Roma, in seguito ad una emorragia cerebrale. Il 23 ottobre scorso Fabrizio Frizzi venne colto da un malore, una ischemia, durante la registrazione di una puntata del programma "L'Eredità".

(ANSA)
Frizzi fu ricoverato al Policlinico Umberto I di Roma dove fu dimesso alcuni giorni dopo. Il conduttore tornò in tv a dicembre, sempre alla guida del programma di RaiUno. "L'Eredità è una gioia, fa bene anche al fisico - scherzò con Vincenzo Mollica annunciando il suo ritorno sugli schermi -. L'adrenalina sento che mi aiuta a stare meglio".

(Frizzi nel 1998 con Romina Power)
Il 5 febbraio scorso Frizzi ha compiuto 60 anni. In merito alla malattia disse: "Non è ancora finita". "Se guarirò - sottolineò - racconterò tutto nei dettagli, perché diventerò testimone della ricerca. Ora è la ricerca che mi sta aiutando". 

Milano: inaugurata venerdì 23 marzo l'esposizione delle opere dell'artista tunisino Mohamed Ben Arfa

MILANO. E' stata inaugurata a Milano, venerdì 23 marzo, l'esposizione delle opere dell'artista tunisino Mohamed Ben Arfa presso la Camera del lavoro di Milano. L'evento è stato promosso dal console generale della Repubblica Tunisina di Milano, Nasr Ben Soltana. Mohamed Ben Arfa, nelle sue opere, vuole rappresentare l'evoluzione dell'uomo attraverso i fattori di varie società, culture e condizioni sociali.

"Ringrazio il dottor Massimo Bonini segretario generale della camera del lavoro per questa opportunità" ha dichiarato il console generale Nasr Ben Soltana. "Ritengo molto importante lo scambio culturale".

"Ringrazio la città di Milano per questa bella opportunità" ha dichiarato l'artista tunisino Mohamed Ben Arfa.

Oscar: 'La forma dell'acqua' di Del Toro è il miglior film, una statuetta a 'Chiamami col tuo nome'

(ANSA/EPA)
LOS ANGELES - E' "La forma dell'acqua" il miglior film alla notte degli Oscar 2018. In totale la pellicola diretta da Guillermo Del Toro ha vinto 4 statuette questa sera: oltre al riconoscimento più importante, anche quelle per la miglior regia, la scenografia e la colonna sonora. Delusione per l'Italia che era in corsa con "Chiamami col tuo nome" di Luca Guadagnino, che ha portato a casa la statuetta per la miglior sceneggiatura non originale. Ad annunciare il trionfatore, anche in questa edizione Warren Beatty e Faye Dunway che lo scorso anno avevano letto il nome sbagliato.

(ANSA/AP)
La statuetta per la miglior sceneggiatura non originale a James Ivory per il film di Luca Guadagnino "Chiamami col tuo nome" è il primo riconoscimento della serata per l'Italia alla 90esima edizione degli Academy Awards. È anche il primo Oscar per l'89enne Ivory che è stato nominato quattro volte. L'Oscar come miglior film straniero è invece andato a 'Fantastic Woman'.

Cultura in lutto: addio a Gillo Dorfles

Il mondo della cultura è in lutto: è morto venerdì 2 marzo, a Milano, all'età di 107 anni, Gillo Dorfles. Durante la sua vita si è occupato di medicina  filosofia, arte, architettura, musica, moda.
Nato a Trieste, si laurea in medicina, con specializzazione in psichiatria. Parallelamente agli studi in ambito medico, sin dai primi anni trenta si dedica allo studio della pittura, dell'estetica e in generale delle arti. 
Professore di estetica presso le università di Milano, di Cagliari e Trieste, nel 1948 fonda, insieme ad Atanasio Soldati, Galliano Mazzon, Gianni Monnet e Bruno Munari, il Movimento per l'arte concreta. Per tutti gli anni cinquanta prende parte a numerose mostre del MAC, in Italia e all'estero: espone i suoi dipinti alla Libreria Salto di Milano nel 1949 e nel 1950 e in numerose collettive, tra le quali la mostra del 1951 alla Galleria Bompiani di Milano, l'esposizione itinerante in Cile e Argentina nel 1952, e la grande mostra "Esperimenti di sintesi delle arti", svoltasi nel 1955 nella Galleria del Fiore di Milano.
Nel 1954 risulta componente di una sezione italiana del gruppo ESPACE. Nel 1956 dà il suo contributo alla realizzazione dell'Associazione per il disegno industriale. Solo nel 1986, con la personale presso lo Studio Marconi di Milano, torna a rendere pubblica la propria produzione pittorica, che coltiva anche negli anni successivi.
Considerevole è il suo contributo allo sviluppo dell'estetica italiana del dopoguerra, a partire dal Discorso tecnico delle arti (1952), cui hanno fatto seguito tra gli altri Il divenire delle arti (1959) e Nuovi riti, nuovi miti (1965). Nelle sue indagini critiche sull'arte contemporanea Dorfles si sofferma spesso ad analizzare l'aspetto socio-antropologico dei fenomeni estetici e culturali, facendo ricorso anche agli strumenti della linguistica. È autore di numerose monografie su artisti di varie epoche (Bosch, Dürer, Feininger, Wols, Scialoja); pubblica due volumi dedicati all'architettura (Barocco nell'architettura moderna, L'architettura moderna) e un famoso saggio sul disegno industriale (Il disegno industriale e la sua estetica, 1963).
Nel 1995 contribuisce al Manifesto dell'antilibro, presentato ad Acquasanta in provincia di Genova, in cui esprime la valenza artistica e comunicativa dell'editoria di qualità e il ruolo del lettore come artista. 
Nel 2009 pubblica un inedito d'eccezione: Arte e comunicazione, in cui mette la teoria alla prova con alcune applicazioni concrete particolarmente rilevanti e problematiche come il cinema, la fotografia, l'architettura.
Il 24 marzo 2010 esce Irritazioni - Un'analisi del costume contemporaneo. Con la sua ironia Dorfles raccoglie le prove della sua inconciliabilità con i tempi che corrono. Nel libro c'è una critica sarcastica e corrosiva all'attuale iperconsumismo. Nel settembre 2010, Comunicarte Edizioni, pubblica 99+1 risposte di Gillo Dorfles nella collana Carte Comuni.