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Italia Libri: "Amarcord bianconero" di Ernesto Ferrero

Parliamo oggi del libro dal titolo "Amarcord bianconero" scritto da Ernesto Ferrero ed edito da Einaudi. Il calcio è come un album di famiglia in cui possiamo ritrovare noi stessi e il colore di un tempo perduto.
Con questo libro di memorie autobiografiche Ernesto Ferrero, qui in veste di giovane tifoso juventino, ci riporta a un momento in cui l'epica di un calcio dal volto umano era ancora parlata e scritta: affidata alle radiocronache di Nicolò Carosio, alle immaginifiche descrizioni dei settimanali sportivi e poi di Gianni Brera, a figurine un po' meste in cui i calciatori non sorridono mai. Ma l'amarcord va oltre le tinte bianconere. Perché il calcio è un linguaggio universale in cui c'è dentro tutto: il singolo e il gruppo, il valore e la fortuna, il metodo e l'estro, la beffa e il riscatto. Siamo nei primi anni del secondo dopoguerra, segnati dalla storica partita Italia-Inghilterra e dalla tragedia del Grande Torino, e poi negli anni Cinquanta e Sessanta, quelli di un trio indimenticabile: l'astuto «cardinal» Boniperti; John Charles, il gigante buono; e Omar Sivori, l'imprendibile, beffardo coboldo italo-argentino. Insieme a loro, altri campioni e gregari, un'intera città in amore, il suo carismatico monarca Gianni Agnelli. Il calcio diventa una lente con cui guardare un tempo incantato che sembra favolosamente remoto. Le storie famigliari (il padre che aveva giocato nelle squadre giovanili, la nonna che confeziona bandiere), gli incontri e i singoli ritratti si sciolgono con naturalezza in quella grande metafora della vita che è il calcio, in cui ritroviamo tutta l'incompiutezza e la fallibilità degli esseri umani, le loro grandezze e miserie e imprevedibilità. Anche per questo il calcio ha coinvolto e appassionato scrittori che, in dialogo con l'autore, vengono colti al volo in queste pagine. Cosí Mario Soldati, Pier Paolo Pasolini, Vittorio Sereni, Giovanni Arpino, Osvaldo Soriano diventano parte integrante di un album di famiglia che non smetteremmo mai di sfogliare.

Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio di Prem Dayal





Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio è un’opera di difficile collocazione, che sfugge a qualunque tentativo di contenerla in un genere definito, e probabilmente è lo specchio dello stesso autore, un uomo sui generis, maestro di meditazione e artista giramondo, sempre in cerca delle verità nascoste sotto le pesanti maschere di un’umanità vincolata all’apparenza, non interessato alle etichette e alle identificazioni ma solo alla vera natura, a quell’essenza primordiale che tenta disperatamente di sopravvivere in ogni essere vivente. L’opera è diventata un best seller da più di duecentomila copie vendute nella sua versione messicana dal titolo Me vale madres, pubblicata dalla casa editrice Penguin Random House.


TRAMA: Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio è un libro provocatorio che si propone di tracciare un autentico percorso di risveglio della coscienza, utilizzando un linguaggio comico e uno strumento improbabile: i “Mantra italiani”. Scrollandosi di dosso le facce serie, l’odore di muffa e gli eterni sorrisi New Age che spesso affliggono i lettori di testi spirituali, l’opera provoca le tradizioni nazionali e le credenze religiose di qualsiasi parte del mondo. Danzando fra la secchezza del trattato, il calore della narrativa, la corrosività di un foglio satirico e la delicatezza della poesia, invita il lettore a ridere, riflettere, ispirarsi o rimanere semplicemente scandalizzato. Il libro è diviso in due parti: “La Malattia” e “La Medicina”, e l’autore affida a Peppino Cocozza, un personaggio fantasioso che incarna la saggezza paradossale e borderline di un outsider abituato a vivere alla giornata, il compito di spiegare nel dettaglio i Mantra Italiani del Distacco, della Purificazione e della Disidentificazione, fondamentali nella ricerca del sé più autentico.


Prem Dayal, al secolo G. Pasculli, ha la classica biografia di un outsider che, saltando da un continente all’altro, ha diretto la sua ricerca su due traiettorie parallele: l’arte e la spiritualità. Attualmente vive in Messico dove è un riconosciuto maestro di meditazione e terapeuta, oltre che scrittore. La sua carriera artistica inizia al principio degli anni ottanta come artista di strada (mimo), per poi diventare coreografo, regista e drammaturgo. Per anni collabora con Armando Pugliese ed è aiuto di Dario Fo nell’allestimento dell’Arlecchino alla Biennale di Venezia. Fra le sue opere teatrali: Il Claus, C’ho l’Aids, Il Miles di Plauto, Un Negro Chiamato Nicola, I Love you… Bambolina, Aria Ruvida, Rock Pantomime.

Gli anni novanta li trascorre quasi interamente in India, dove apprende la meditazione e studia la terapia transpersonale. In quegli anni vive e lavora nell’Osho International Commune di Puna, senza trascurare le sue attività teatrali. Dal 2001 vive in Messico, dove ha fondato L’Osho Meditation Center Mexico, attraverso cui ha iniziato migliaia di persone alla ricerca interiore, formando intorno a sé una piccola comunità. Conduce conferenze sul “risveglio della coscienza” e segue decine di gruppi in cui usa uno stile terapeutico originale che combina la terapia con la meditazione e che ha chiamato “Reconnecting”. La Penguin Random House ha pubblicato il suo best seller Me Vale Madres (in Italiano Mavaffanguru. Guida spirituale per mistici senza Dio) con più di 200.000 copie vendute. Ha inoltre pubblicato Tantra e Salsiccia, Il Calendario Eterno e Autobiografia de un Pinche Guey (in italiano Mi Volevano Normale).

www.premdayal.mx









Le opere di Vincenzo Di Michele tra Storia e memoria



Vincenzo Di Michele è uno scrittore, storico e giornalista pubblicista romano, vincitore di diversi premi letterari e insignito di riconoscimenti istituzionali. Autore di opere di carattere storico e biografico, si è interessato anche di argomenti legati alla società e allo sport. Accanito difensore della verità storica e dell’obiettività nonostante le fazioni politiche e i pregiudizi, svolge il suo lavoro storiografico sostenuto da un’attenta e minuziosa ricerca delle fonti negli archivi e tra le testimonianze dirette di chi ha vissuto l’episodio che si accinge a narrare. Un esempio di racconto storico che non si ferma alla superficie, ma che scava profondamente alla ricerca della verità è l’opera L’ultimo segreto di Mussolini. Quel patto sottobanco fra Badoglio e i tedeschi. L’autore ha inoltre una particolare sensibilità nell’intrecciare vicende storiche e memorie familiari, come si evince dall’opera Cefalonia, io e la mia storia.


TRAMA CEFALONIA, IO E LA MIA STORIA:
L’opera ripercorre la storia dell’eccidio di Cefalonia della divisione Acqui durante la seconda guerra mondiale. L’autore narra parallelamente di suo zio Clorindo che, allora ventenne, con altre migliaia di soldati si scontrò in guerra a Cefalonia con le truppe tedesche e risultò disperso. La prima metà di quest'opera è narrativa, ma nella seconda parte viene dato più spazio alla macrostoria, per inserire la vicenda in un contesto più chiaro. Nei fatti l’esercito italiano, dopo la proclamazione dell’armistizio con gli alleati dell’otto settembre 1943, si dissolse nel nulla. In molti disertarono, altri passarono al nemico, altri ancora furono fatti prigionieri e c’è stato anche chi – come raccontato nella testimonianza trascritta in un diario e riportata nel libro – dovette lottare fino alla morte per sopravvivere, perché doveva ritornare a casa da una figlia di sette anni che mai aveva conosciuto. 

Una vicenda narrata anche dal punto di vista della famiglia dell’autore che non si è mai arresa e mai ha perso la speranza, perché il loro parente non era ancora considerato ufficialmente morto, ma “disperso”. Una storia come quella di tante altre famiglie, i cui congiunti non tornarono più. In tale contesto si è sviluppata anche una visione specifica dell’autore, il quale ha inquadrato l’intera vicenda storica in una diversa rivisitazione, a cominciare da una scomoda verità sulla debolezza del generale Gandin, che nei fatti consentì a quei pochi sovversivi di prevalere sulla massa dei deboli, e proseguendo con una rilettura a proposito degli eroi di Cefalonia che furono immolati in nome della Resistenza, e consacrati nel corso degli anni come i salvatori della nuova Patria: “L’Italia antifascista”. Ma soprattutto, viene narrato come, e perché, quella strage stracolma di sangue e vite umane stroncate nel fiore degli anni si poteva evitare.

Vincenzo Di Michele (Roma, 1962), laureato in Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma, è uno scrittore, giornalista, docente e storico, relatore in diversi convegni su temi storici, sociali e sportivi. Pubblica romanzi e saggi che hanno importanti riscontri su quotidiani nazionali, riviste e blog, tra cui Il Tempo, Libero, La Repubblica, La Stampa, Il Giornale, L’Unità, Lettera 43.


Italia Libri: "La casina di campagna. Tre memorie e un racconto" di Andrea Camilleri

Parliamo oggi del libro dal titolo "La casina di campagna. Tre memorie e un racconto" scritto da Andrea Camilleri ed edito da Henry Beyle.
Il libro parla di tre ricordi degli anni giovanili e un’invenzione narrativa, a delineare, intorno alla casa di campagna dei nonni, un’idea di felicità.
Tre testi autobiografici e una prosa d’invenzione a ricostruire precisi ricordi d’infanzia. La memoria della casa di campagna attraverso le lunghe estati – da maggio a settembre – trascorse da Andrea Camilleri in un luogo dalle numerose stanze, dal ricco frutteto e dalla vista che si estendeva verso il mare, deposito di antiche automobili e di paramenti sacri, popolato da una vasta parentela, da accorti ingegneri, anziani poeti, topi di inaudita intelligenza. Carte pregiate, tra cui quella giapponese di sovraccopertina dal particolare impasto a richiamare la superficie di una antica parete, e la riproduzione di nove piastrelle maiolicate applicate a mano, delle quali una proveniente proprio dalla residenza estiva, rivelano, accanto ai testi, la luminosità e i colori della casa, e racconti, carta, immagini affidano ai lettori la conservazione di un luogo unico che il tempo, nella sua realtà, ha irrimediabilmente distrutto.
Il libro è realizzato con Carta Tatami Ivory. Sovraccopertina carte giapponesi. Tela Light Blue e Tant Select. Nove immagini applicate a mano.

Italia Libri: "Serotonina" di Michel Houellebecq

Parliamo oggi del libro dal titolo "Serotonina" scritto da Michel Houellebecq ed edito da La nave di Teseo.
Serotonina è il capolavoro di Michel Houellebecq: serrato, lirico, a tratti umoristico, crudele, chirurgico, profetico. Romanzo d'amore, politico, esistenziale e, soprattutto, radiografia del futuro prossimo che incombe sulle nostre vite.
Questa la trama: Florent-Claude Labrouste è un quarantaseienne funzionario del ministero dell'Agricoltura, vive una relazione oramai al tramonto con una torbida donna giapponese, più giovane di lui, con la quale condivide un appartamento in un anonimo grattacielo alla periferia di Parigi. L'incalzante depressione induce Florent-Claude all'assunzione in dosi sempre più intense di Captorix, grazie al quale affronta la vita, un amore perduto che vorrebbe ritrovare, la crisi della industria agricola francese che non resiste alla globalizzazione, la deriva della classe media. Una vitalità rinnovata ogni volta grazie al Captorix, che chiede tuttavia un sacrificio, uno solo, che pochi uomini sarebbero disposti ad accettare.

Italia Libri: "Dolcissima abitudine" di Alberto Schiavone

Parliamo oggi del libro dal titolo "Dolcissima abitudine" scritto da Alberto Schiavone ed edito da Guanda.
Questa la trama del libro: Torino, 2006. Piera, sessantaquattro anni, sta partecipando al funerale del suo ultimo cliente. Per gran parte della sua vita Piera Cavallero è stata Rosa, una prostituta. Ha avuto molto. Ha avuto niente. Ha avuto soldi, tanti, un piccolo impero economico insieme a una sua emancipazione personale. E ha avuto un figlio, che però non la conosce. Ma Rosa negli anni non ha mai perso di vista questo figlio. Gli è stata accanto passo dopo passo senza farglielo sapere. Ora, giunta a fine carriera, sente che è arrivato il momento di chiudere i conti con il passato. Un passato che ripercorriamo dai primi anni Cinquanta, quando nella Torino in espansione del dopoguerra Rosa inizia il mestiere in casa con la madre, che le ha trasmesso la professione appena adolescente. Seguiamo le sue vicende e la sua caparbia evoluzione. Gli uomini incontrati, le cadute, la solitudine rotta dai pochi amici e dai clienti che l’hanno accompagnata. La storia di Rosa, minuscola eppure incredibile, ispirata a figure e ambienti reali, si mischia con la storia del Novecento fino ad arrivare ai giorni nostri, insieme alla necessità spietata di trovare una difficile pace.

Italia Libri: "Rien ne va plus" di Antonio Manzini

Parliamo oggi del libro dal titolo "Rien ne va plus" scritto da Antonio Manzini ed edito da Sellerio Editore Palermo.
E' questo un nuovo capitolo del grande Romanzo di Rocco Schiavone, un uomo duro con se stesso prima che con gli altri, ruvido, intransigente, svogliato e vigile; dietro il suo cinismo una umanità insospettabile e un senso della giustizia tutto suo. E nel raccontarcelo Antonio Manzini ci parla anche dell'Italia di oggi, inquieta e inquietante.
"Rien ne va plus" prende il via poche ore dopo gli eventi che concludono il precedente romanzo, "Fate il vostro gioco"; le indagini sull'omicidio di Romano Favre, il pensionato del casinò di Saint-Vincent dove lavorava da «ispettore di gioco», ucciso con due coltellate, si sono concluse con l'arresto del colpevole, ma il movente è rimasto oscuro. Schiavone non può accontentarsi di una verità a metà. Mentre si mobilita insieme alla sua squadra di poliziotti, ben altra coltellata lo pugnala: Enzo Baiocchi, l'assassino di Adele, la vecchia amica di Rocco uccisa mentre dormiva in casa sua, ha chiesto di parlare col giudice Baldi rivelando un segreto che riguarda proprio Schiavone, una pagina inconfessabile del suo recente passato che potrebbe sconvolgergli per sempre la vita. Turbato, incerto su come muoversi, Rocco si ritrova a indagare su una rapina: è scomparso un furgone portavalori che doveva consegnare alla banca di Aosta l'incasso del casinò. Ma ad Aosta non è mai arrivato, se ne sono perse le tracce dopo una curva e sembrerebbe svanito nel nulla, se non fosse che l'autista viene ritrovato semiassiderato in Valsavarenche.

Casa editrice PubMe: in uscita la Collana Policromia diretta da Emanuela Navone





PubMe è una giovane casa editrice che ha scelto di seguire la strada dell’innovazione e dell’originalità, non rinunciando alla solida professionalità con cui accompagna i suoi autori dalla fase di editing a quella di promozione delle loro opere. Attenta alle nuove voci del panorama letterario italiano, sceglie con cura gli scrittori che andranno a far parte delle diverse collane autogestite di cui si compone. Tra di esse, una menzione particolare va alla collana Policromia, che raccoglie opere eterogenee che non possono essere costrette in un genere definito, e il cui focus principale è l’umanità in tutte le sue infinite, meravigliose e anche controverse sfumature. Tra i titoli contenuti nella collana Policromia: L’ultimo sorriso di Alfonso Pistilli e L’illusione della Fenice di Demetrio Verbaro.


PubMe è un polo editoriale che ha fatto della sperimentazione la sua missione, cercando sempre nuove strade e creando originali percorsi letterari attraverso le sue collane, gestite autonomamente da editor professionisti. La casa editrice pubblica gratuitamente i suoi autori, e si avvale di operatori editoriali qualificati che seguono un manoscritto dall’editing, passando per l’impaginazione e per la grafica, per la stampa in cartaceo e la creazione di e-book, fino alla distribuzione e alla promozione. In soli due anni, la casa editrice ha venduto più di centomila e-book, e vanta di una buona distribuzione digitale nei più importanti store online, e cartacea su tutto il territorio nazionale.






PubMe è organizzata in collane editoriali distinte, che funzionano come piccole case editrici: cinque collane ospitano i generi Romantico, Eros e Storico (Floreale; Un cuore per capello; Dark love; Literary romance; Bright love), tre collane trattano invece dei generi Fantasy e Sci-fi (Starlight; Nhope; Il piacere di scrivere) e la collana Policromia si occupa della Narrativa contemporanea, non ascrivibile a un genere definito. La collana Policromia è curata dall’editor e scrittrice Emanuela Navone, e raccoglie racconti “di ordinaria follia”, di quelle vite vissute oltre i propri limiti, al di là della normalità. Storie intense di esseri umani straordinari, che non saranno facilmente dimenticate. Ne L’ultimo sorriso di Alfonso Pistilli un inconcludente venditore di vacanze porta a porta si trova a investigare sul presunto suicidio di un’amica, scoprendo una fitta trama di inganni nel torbido mondo del calcioscommesse. L’umanità del protagonista Alessandro Cocco illumina la narrazione, mostrando un personaggio che fino a quel momento ha solo osservato la vita da spettatore, e che grazie alla forza che alberga in ogni essere umano riuscirà a diventare un eroe del suo quotidiano. Una storia di riscatto da una vita vissuta ai margini, e di riflessione sulla dicotomia realtà/apparenza. Ne L’illusione della Fenice di Demetrio Verbaro ci si trova di fronte a un romanzo complesso e imprevedibile, che stupisce per la profonda caratterizzazione dei personaggi e per la solida costruzione degli ambienti in cui si muovono. La Fenice del titolo si riferisce all’inesauribile forza degli esseri umani di rialzarsi e di reinventarsi, e quindi di rinascere dalle proprie ceneri. Il romanzo racconta tre storie, ambientate in diverse epoche e in diversi luoghi, ma legate dai destini dei vari personaggi che si intrecciano e si influenzano dando vita a una narrazione che sorprende ed emoziona dalla prima all’ultima pagina. Un romanzo sulla ricerca del significato della vita, sulla relatività del tempo e sul bisogno di una costante che orienti il cammino dell’uomo.


Contatti Casa editrice PubMe


Italia Libri: "Sette giorni perfetti" di Rosie Walsh

Parliamo oggi del libro dal titolo "Sette giorni perfetti" scritto da Rosie Walsh ed edito da Longanesi. Si tratta di un romanzo che sta piano piano conquistando i lettori di tutto il mondo.
Questa la trama: si incontrano per caso in un caldo pomeriggio di giugno alla fermata dell'autobus e fin dal primo momento Sarah e Eddie si piacciono da morire. A quasi quarant'anni e con un divorzio alle spalle, Sarah non si è mai sentita così viva. E le sembra che Eddie la aspettasse da sempre. Così, dopo una settimana perfetta passata insieme, quando Eddie parte per un viaggio fissato molto prima di conoscerla e promette di chiamarla dall'aeroporto, Sarah non ha motivo di dubitare. Ma quella telefonata non arriva. E non arriva nemmeno il giorno dopo, né gli altri a seguire. Incredula, gli occhi fissi sullo schermo del cellulare che non suona, Sarah si chiede se lui l'abbia semplicemente scaricata o se invece gli sia successo qualcosa di grave. Dopo giorni di silenzio, mentre tutti gli amici le consigliano di dimenticarlo, Sarah si convince sempre più che ci sia qualcosa dietro l'improvvisa sparizione. Tuttavia le settimane passano e Sarah non sa più darsi spiegazioni. Fino al giorno in cui inaspettatamente scopre di aver avuto sempre ragione. C'è un motivo se Eddie non l'ha più chiamata. Un segreto doloroso che li avvicina e insieme li allontana. L'unica cosa che non si sono detti in quei sette giorni trascorsi insieme... Il romanzo d'esordio di Rosie Walsh non è solo una storia d'amore che sorprenderà tutti quelli che sanno cosa significa aspettare una chiamata che non arriva, ma è molto di più. Scava nel profondo dei nostri sentimenti e delle nostre paure: la paura di non essere amati, la paura di essere rifiutati, la paura di affrontare il passato. E lo fa dosando sapientemente suspense e passione, emozioni e dramma, lasciando il lettore con il fiato sospeso fino all'ultima pagina.

Calabria: in arrivo oltre 1 milione di euro per le biblioteche regionali

Sono state pubblicate, in Calabria, le graduatorie definitive dell’Avviso pubblico "Programma a sostegno al sistema bibliotecario calabrese per il 2018", finanziato con fondi del Piano di Azione e Coesione della Regione Calabria, per un importo complessivo di 1.143.538,07. In totale sono state ammesse a finanziamento 99 biblioteche, tra quelle comunali, diocesane, scolastiche e di interesse locale, quindi anche quelle appartenenti a fondazioni e associazioni culturali.
"Il finanziamento dei progetti delle biblioteche è un passo decisivo per rafforzare le politiche per la diffusione della lettura in Calabria" ha dichiarato l’assessore all’Istruzione e Attività Culturali Maria Francesca Corigliano "una regione in cui gli indici su questo versante devono necessariamente crescere. Per questo si conferma l’impegno della Giunta regionale, anzi si accresce, avendo aumentato le risorse dagli iniziali 800.000 euro messi a bando ad oltre 1.140.000 euro. Con i finanziamenti disposti, le attività del 2018 abbiamo sostenuto l’incremento della dotazione libraria, la digitalizzazione del patrimonio, l’accessibilità e la fruibilità, l’accrescimento del catalogo regionale disponibile su bibliotechecalabria.it, così come il potenziamento dei servizi al pubblico, la realizzazione di progetti sulla lettura e la conservazione dei beni librari. Ritengo sia molto importante sottolineare- prosegue- che per la prima volta sono state comprese anche le biblioteche scolastiche, per una specifica volontà politica di rafforzamento dei servizi connessi al libro e alla lettura per gli studenti calabresi. Tra i soggetti partecipanti al bando anche i sistemi bibliotecari territoriali che operano in ottica integrata e di rete e le principali biblioteche della regione, che sono istituzioni  di primo piano nell’offerta culturale in Calabria.  A tutti gli operatori del settore, che svolgono un lavoro di grande responsabilità sul territorio, talvolta in situazioni di difficoltà, va il mio plauso e il mio incoraggiamento. Le biblioteche costituiscono un luogo di cultura, di dibattito e confronto, di crescita per la società che dobbiamo salvaguardare, nelle città come nei piccoli centri. Finalità che condividiamo assieme al Presidente Mario Oliverio, con il quale riteniamo sia indispensabile guardare alle biblioteche come a presìdi irrinunciabili sul territorio, per cui ogni finanziamento si trasforma in un investimento sulla crescita delle comunità locali e di tutta la comunità regionale". 

Golden Globes: trionfano Green Book, Bohemian Rhapsody e Roma

LOS ANGELES - Alla 76ma edizione dei Golden Globes trionfano "Green Book", con tre premi, insieme a "Bohemian Rhapsody" e "Roma", con due a testa. Delude invece "A Star is Born" nonostante le sue cinque nomination.

A "Green Book" di Peter Farrelly il premio per la migliore commedia o film musicale, per il miglior attore non protagonista (Mahershala Ali) e la migliore sceneggiatura (Nick Vallelonga, Brian Currie e lo stesso Farrelly).

Grande sorpresa della serata è stata "Bohemian Rhapsody" che ha ottenuto il riconoscimento come miglior film drammatico e quello per il protagonista, Rami Malek, miglior attore per il suo ritratto di Freddie Mercury.

Il premio come miglior film straniero è andato a "Roma" e ad Alfonso Cuaron quello per miglior regista. E il regista messicano, sul palco, ha ringraziato "Netflix, che lo ha prodotto (il film, un racconto autobiografico e in bianco e mero della sua infanzia a Città del Messico, aveva già vinto il Leone d'Oro a Venezia) e "ha consentito che questo film così improbabile abbia avuto risalto mondiale".

Uno dei premi più contesi della serata, quello come migliore attrice, è andato a Glenn Close per "The Good Wife", che ha battuto così Lady Gaga (favoritissima per "A star is born"). Tra le lacrime, Glenn Close ha ricordato la madre, "sempre oscurata ed eclissata" dal marito. "Le donne sono le persone che si prendono cura e accudiscono gli altri", ha detto, ma "dobbiamo perseguire la nostra realizzazione personale e inseguire i nostri sogni. Lo dobbiamo fare e ce lo dobbiamo permettere".

Italia Libri: "L'uomo di fumo" di Steven Price

ROMA - Parliamo oggi del libro dal titolo "L'uomo di fumo" scritto da Steven Price ed edito da Bompiani.

Questa la trama del libro: Londra, 1885. In Edgware Road viene ritrovato il cadavere di una donna. La testa spiccata riaffiora a dieci miglia di distanza dalle acque melmose del Tamigi. L'ennesimo delitto orrendo che rischia di restare irrisolto in una città abitata da relitti umani, attraversata da fogne a cielo aperto, popolata da spiriti vagabondi, fasciata in una perenne nebbia sporca. Il nascondiglio perfetto per l'uomo di fumo, Edward Shade, il criminale che tutti cercano e tutti accusano. Allan Pinkerton, il detective più celebre di tutti i tempi, è morto senza riuscire a catturarlo; e ora tocca al figlio William, che ha ereditato l'ossessione, portare a termine l'impresa fallita.

Ma anche Adam Foole, gentiluomo trasformista che viaggia accompagnato da un gigante e da una bambina, ha le sue ragioni per ritrovare Shade: e sono ragioni che alludono a un amore perduto, a una lettera, a un viluppo di segreti. Le miniere di diamanti del Sudafrica, i campi di battaglia della Guerra Civile americana, un paesaggio vittoriano modellato sul dolore e sulle speranze infrante: questi i fondali di un romanzo dal passo epico e dall'architettura stupefacente.

Italia Libri: "La ragazza della luna. Le sette sorelle" di Lucinda Riley

Parliamo oggi del libro dal titolo "La ragazza della luna. Le sette sorelle" scritto da Lucinda Riley ed edito da Giunti Editore.
Si tratta di un viaggio in un esotico passato che porterà Tiggy a scoprire un lato di se stessa finora sconosciuto e a capire qual è il suo vero posto nel mondo. "La ragazza della luna" è il quinto episodio della saga delle Sette Sorelle.
Sono trascorsi ormai sei mesi dalla morte di Pa' Salt, e Tiggy, la quinta delle sorelle D'Aplièse, accetta un lavoro nella riserva naturale di Kinnaird. In questo luogo selvaggio e completamente isolato nelle Highlands scozzesi, si dovrà occupare di una razza felina a rischio di estinzione per conto di Charlie, l'affascinante proprietario della tenuta. Qui Tiggy incontra Cal, il guardacaccia e coinquilino, che presto diventerà un caro amico; Zara, la figlia adolescente e un po' ribelle di Charlie e Zed Eszu, corteggiatore insistente nonché ex fidanzato di una delle sorelle. Ma soprattutto incontra Chilly, un vecchio gitano che sembra conoscere molti dettagli del suo passato e di quello di sua nonna: la famosa ballerina di flamenco Lucía Amaya Albaycín. Davvero una strana coincidenza, ma Tiggy ha sempre avuto un intuito particolare, una connessione profonda con la natura. Questo incontro non è casuale, è parte del suo destino e, quando sarà pronta, non dovrà fare altro che seguire le indicazioni di Pa' Salt e bussare a una porticina azzurra nel Cortijo del Aire, a Granada. Dai paesaggi incontaminati della Scozia allo splendore assolato della Spagna, "La ragazza della luna" è il nuovo magico episodio della saga delle Sette Sorelle.

Italia Libri: "La regina delle ombre. Il trono di ghiaccio" di Sarah J. Maas

Parliamo oggi del libro dal titolo "La regina delle ombre. Il trono di ghiaccio" scritto da Sarah J. Maas ed edito da Mondadori.
Nel libro si parla di Calaena Sardothien, la nuova eroina del fantasy che ha conquistato il cuore e l'immaginazione di milioni di lettori in tutto il mondo.
Ancora una volta nascosta sotto il suo manto da assassina, Celaena è tornata a Rithfold, ma non è più una schiava. Eppure le prove non sono finite: dovrà scavare tra i ricordi più dolorosi, combattere per la sopravvivenza e lottare contro una passione che potrebbe consumarla. Ma soprattutto si troverà ancora una volta di fonte al suo vecchio padrone, il Re degli Assassini. Pronta a reclamare vendetta.

Italia Libri: "L'ultima volta che ti ho vista" di Alafair Burke

Parliamo oggi del libro dal titolo "L'ultima volta che ti ho vista" scritto da Alafair Burke ed edito da Piemme. 
Si tratta di un nuovo thriller psicologico in cui ogni certezza viene smontata, ogni verità capovolta, e ogni paura moltiplicata per mille.
Questa la trama: metropolitana di New York. Un video sgranato, girato col cellulare da un passante, mostra una donna che salva un ragazzo da una caduta fatale sui binari. Una notizia che fa gola ai giornali locali, perché la donna, subito dopo, scompare senza lasciare traccia. Come i suoi colleghi, anche la giornalista McKenna Jordan è a caccia di storie. D'altra parte, dopo un passato da assistente procuratore distrettuale che non ama ricordare, questa è la sua vita adesso: cercare notizie barcamenandosi tra fonti inaffidabili e scoop passeggeri. Ma quando le capita tra le mani quel video, ciò che vede la lascia senza fiato. In quella donna ancora senza nome, McKenna riconosce qualcuno. Susan Hauptmann. Un nome che appartiene al passato suo e di suo marito Patrick. Una vecchia amica di cui da dieci anni non si hanno più notizie. Se è lei, e se è ricomparsa, vuol dire che forse vuole essere trovata. Per McKenna è arrivato il momento di cercarla davvero, come nessuno ha mai fatto, e di rintracciare il detective Scanlin, che all'epoca aveva velocemente archiviato il caso. Ben presto McKenna si accorgerà, però, che ci sono molte cose che non ha mai saputo di Susan. Perché non sempre sappiamo tutto di quelli che amiamo di più.

Italia Libri: "Donne che non perdonano" di Camilla Läckberg

Parliamo oggi del libro dal titolo "Donne che non perdonano" scritto da Camilla Läckberg ed edito da Einaudi.
Il libro parla di una donna tradita dall'uomo per il quale ha rinunciato alla sua carriera. Una donna che vive al limite, sfruttata, abusata. Una donna che subisce violenza proprio dal marito che tanto ha amato. Tre donne che il destino unisce per un fine comune. I conti, alla fine, si pagano. 
Questo romanzo non è ambientato a Fjällbacka e la protagonista non è Erica Falck. Ma chi ama la sua scrittura troverà qui una trama perfetta. Camilla Läckberg è una fuoriclasse.

Teatro: l'eroe 'etico' di Verdi incendia l'apertura di stagione della Scala


di ILARIA STEFANELLI - Alla Scala continuano a piovere applausi e manifestazioni di ampio consenso da parte del pubblico per Attila, capolavoro giovanile di Giuseppe Verdi, opera scelta accuratamente dalla direzione artistica per riportare l’attenzione del pubblico sulle opere meno popolari del celebre maestro tanto caro ai melomani di tutto il mondo.

Dopo “la sfida” lanciata con Giovanna d’Arco nel 2015, che vide una strepitosa Netrebko nei panni della celebre “martire” della giustizia francese, fino all’8 gennaio sarà Attila interpretato da Ildar Abdrazakov , a infiammare il pubblico del prestigioso teatro milanese, cosa che sembra verificarsi puntualmente ad ogni replica del lavoro con una massiccia presenza in sala di giovani provenienti da tutto il mondo, tutti pronti a lasciarsi ammaliare dalla direzione impeccabile di Chailly e dalla lettura registica innovativa e profondamente cinematografica di Livermore e  dalla sua  squadra formata da Giò Forma per le scene, dai video di D-Wok, le luci di Antonio Castro e dai costumi di Gianluca Falaschi.

Attila è per Giuseppe Verdi un’opera di estrema importanza. Il titolo è su libretto di Temistocle Solera rivisto da Francesco Maria Piave (per questa revisione Solera si offese e non collaborò mai più con Giuseppe Verdi). L’opera andò in scena al Teatro La Fenice di Venezia il 17 marzo 1846, non riscosse il successo immaginato ma ben presto il pubblico mostrò di apprezzare questa partitura, tenendola in grande considerazione.

Il lavoro, si snoda per oltre due ore in modo assolutamente fluido e piacevole, conducendo lo spettatore a una immedesimazione fisica ed emotiva alle vicende rappresentate.

Lo straordinario talento vocale e interpretativo di Abdrazakov domina la scena in modo assoluto, egli è assolutamente a suo agio in questo ruolo complesso, che necessita di molta interpretazione oltre che di salda tecnica, la voce è copiosa, il timbro brunito, il fraseggio espressivo. È nell’aria Mentre gonfiarsi l’anima nel I atto che riesce a caratterizzare vocalmente al meglio il terribile conquistatore unno, mettendo in luce con grande maestria il doppio volto del personaggio : autorevole e arcigno da un lato e ragionevole e sentimentale dall’altro, dando vita a un ruolo di carne e sangue, naturale e sciolto, ovazione assoluta dopo la cabaletta Oltre quel limite, dopo la quale il pubblico gli è ufficialmente “in pugno”.

Al suo debutto alla Scala nei panni del complesso ruolo di Odabella,  Saioa Hernandez, nonostante qualche incertezza negli acuti, si apprezzano la tempra ferina, la baldanza della sortita, in definitiva i tratti forti del carattere della donna aquileiese. Emerge la capacità squisitamente attoriale di questa artista, abilità recitativa e vocalità che ne fanno una protagonista femminile di tutto rispetto.

L’interpretazione vocale e scenica del baritono romeno  George Petean è eccellente. La sua aria Dagli immortali vertici e la successiva cabaletta È gettata la mia sorte sono eseguite con un bellissimo fraseggio e rese in modo convincente dal punto di vista interpretativo. Tra i momenti più trascinanti, grazie anche alla musica galoppante voluta da Verdi, è il duetto tra Attila e Ezio Tardo per gli anni, e tremulo … Vanitosi! Che abbietti e dormenti.

Notevole anche il Foresto di Fabio Sartori: il timbro è squillante, la pulizia d’emissione e la caparbia presenza scenica gli fanno guadagnare meritati consensi.

Imponente il Pontefice Leone I, interpretato da Gianluca Buratto, con una voce molto bella per un ruolo purtroppo molto piccolo. Corretto anche l’Uldino di Francesco Pittari.

Molto buona la prova vocale del coro diretto da Bruno Casoni, che risulta ben preparato e dotato di voci tonanti, specialmente quando i cantanti si portano sul proscenio.

La regia di Davide Livermore lascia con il fiato sospeso, a dispetto delle critiche mosse al regista riguardo al taglio “politico” della sua lettura, appare invece estremamente convincente l’astrazione spazio temporale della vicenda rispetto all’originale dell’opera, rendendo appieno la tragicità del contesto e il messaggio di patriottismo consapevole verdiano. I “quadri” seducono per la loro potenza visiva profondamente cinematografica che porta lo spettatore a quelle suggestioni tipiche del neorealismo italiano, a metà tra Roma Città aperta e Ladri di biciclette. Nella scena dell’apparizione di Papa Leone Magno è stato ricostruito, con una cura ossessiva dei costumi, delle pose e dei fondali in 3D, l’affresco con L’Incontro di Leone Magno ed Attila dipinto da Raffaello Sanzio nella Stanza di Eliodoro nei Palazzi Vaticani.

 I video riprodotti sui fondali hanno reso maggiormente incisive le vicende rappresentate determinando un impatto fortemente emotivo e la scenografia ricostruiva perfettamente anche i mosaici della Basilica di Santa Maria Assunta di Aquileia. Il tutto, senza mai dimenticare la cura per la recitazione di ogni singolo componente in scena, accurata anche la scelta delle luci “stato d’animo”.

Encomiabile la direzione di Chailly che ha reso viva e piacevole quest’opera, trovando i tempi più adatti e senza attirare indebita attenzione su sé, ma lasciando al centro dello spettacolo unicamente la musica, ottima prestazione per l’orchestra del Teatro alla Scala,  che ha regalato una tinta sonora assolutamente avvincente.

Un teatro da tutto esaurito ad ogni rappresentazione e la massiccia presenza di pubblico giovanile, fanno presagire una resurrezione del genere operistico tra le nuove generazioni di fronte a lavori che pur nella loro complessità trovino interpreti, registi e direttori che , come in questo caso, riescano  a trascinare anche il pubblico più diffidente ( e i giovani lo sono) direttamente sul palcoscenico,  toccando semplicemente le corde dell’anima, con l’ausilio sapiente e non artefatto di suono e immagine alchemicamente intrecciati.

Italia Libri: "M. Il figlio del secolo" di Antonio Scurati

Parliamo oggi del libro dal titolo "M. Il figlio del secolo" scritto da Antonio Scurati ed edito da Bompiani.

Si tratta del primo romanzo sul fascismo raccontato attraverso Benito Mussolini: il figlio di un secolo che ci ha reso quello che siamo.

Lui è come una bestia: sente il tempo che viene. Lo fiuta. E quel che fiuta è un'Italia sfinita, stanca della casta politica, della democrazia in agonia, dei moderati inetti e complici. Allora lui si mette a capo degli irregolari, dei delinquenti, degli incendiari e anche dei "puri", i più fessi e i più feroci. Lui, invece, in un rapporto di Pubblica Sicurezza del 1919 è descritto come "intelligente, di forte costituzione, benché sifilitico, sensuale, emotivo, audace, facile alle pronte simpatie e antipatie, ambiziosissimo, al fondo sentimentale". Lui è Benito Mussolini, ex leader socialista cacciato dal partito, agitatore politico indefesso, direttore di un piccolo giornale di opposizione. Sarebbe un personaggio da romanzo se non fosse l'uomo che più d'ogni altro ha marchiato a sangue il corpo dell'Italia. La saggistica ha dissezionato ogni aspetto della sua vita. Nessuno però aveva mai trattato la parabola di Mussolini e del fascismo come se si trattasse di un romanzo. Un romanzo – e questo è il punto cruciale – in cui d'inventato non c'è nulla. Non è inventato nulla del dramma di cui qui si compie il primo atto fatale, tra il 1919 e il 1925: nulla di ciò che Mussolini dice o pensa, nulla dei protagonisti – D'Annunzio, Margherita Sarfatti, un Matteotti stupefacente per il coraggio come per le ossessioni che lo divorano – né della pletora di squadristi, Arditi, socialisti, anarchici che sembrerebbero partoriti da uno sceneggiatore in stato di sovreccitazione creativa. Il risultato è un romanzo documentario impressionante non soltanto per la sterminata quantità di fonti a cui l'autore attinge, ma soprattutto per l'effetto che produce. Fatti dei quali credevamo di sapere tutto, una volta illuminati dal talento del romanziere, producono una storia che suona inaudita e un'opera senza precedenti nella letteratura italiana. Raccontando il fascismo come un romanzo, per la prima volta dall'interno e senza nessun filtro politico o ideologico, Scurati svela una realtà rimossa da decenni e di fatto rifonda il nostro antifascismo.

Libri: Run Hide Tell DI Francesco Cotti

In Run Hide Tell, lo scrittore Francesco Cotti riesce a trasportare il lettore all’interno del fittizio Prestige Village, il villaggio turistico della costiera marchigiana, teatro dell’immaginario attentato terroristico che ha causato un centinaio di morti. Attraverso la narrazione degli eventi in tempo reale, lo scrittore riesce a trasmettere l’angoscia, la paura e la rabbia dei numerosi protagonisti che compaiono nel libro, dedicando vari paragrafi a ognuno di essi. Un modo per avvicinare il lettore alla storia, immedesimandosi nei personaggi e capire quello che avrebbe passato lui nel caso fosse stato ostaggio di un gruppo organizzato di terroristi estremizzati. Francesco Cotti, nella stesura del libro, ha deciso di non suddividere il testo per capitoli, rendendo quindi la narrazione un filone unico, raccontato secondo per secondo, di pagina in pagina. Dopo una breve introduzione, la storia inizia prima molto lentamente con il primo gruppo di terroristi che arriva sulla spiaggia del villaggio turistico a bordo di un motoscafo. Da quel punto, invece, la storia inizia a prendere sempre più velocità, e a mescolarsi con la paura dei presenti, che cercano di fuggire davanti alla furia omicida di questi uomini, senza un cuore, che sparano indistintamente a uomini, donne e bambini, uccidendo chiunque trovino nella loro traiettoria.

Per tutta la durata del libro, il lettore conosce i protagonisti sempre più, arrivando verso la fine ad avere una concezione chiara delle loro vite, scombinate dall’attentato terroristico a cui hanno dovuto assistere. Non sono solamente gli ospiti del villaggio turistico, ma anche membri dei reparti speciali, che dopo aver studiato un piano d’azione spiegato nei dettagli, penetrano nella struttura, alla ricerca di superstiti e per fermare il gruppo terrorista. Cotti dedica un paragrafo anche ai personaggi secondari, in modo da fornire a tutti una storia, seppur breve. Lo scrittore racconta come ogni protagonista vive delle particolari scene e l’intera esperienza. I primi due protagonisti a comparire nella prima pagina del romanzo, Emanuele e Mauro, padre e figlio, attraverso un drone scoprono gli attentatori e danno l’allarme caricando il video su You Tube. Il soldato dell’Esercito Italiano, Alfonso, che dopo aver messo al sicuro la moglie salva alcuni ostaggi. E tra gli ultimi, il medico Marco Antonio, che farà di tutto per salvare gli ospiti feriti, mostrando però tutta la sua paura, fino a crollare in un pianto liberatorio. Questi sono alcuni dei personaggi che compaiono nella storia, e che il lettore spera di rivedere alla fine del libro, vivi. Francesco Cotti, grazie ai dettagli attraverso i quali racconta le modalità d’intervento delle forze speciali, si dimostra un vero esperto del settore, fatto che rende ancora più credibile uno splendido libro.

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Libri: 'Al di là delle cose scontate' di Emanuele Mazzocco

MILANO - Al di là delle cose scontate è un viaggio. Un viaggio che richiede il coraggio di percorrere strade impervie e poco battute, difficili e in salita. E poco importa se esse si trovino in Argentina o sulle montagne italiane. È un viaggio alla ricerca di sé stessi, alla scoperta dell’io più profondo e autentico, che non è rappresentato dai titoli accademici o dai traguardi professionali che si riesce a conquistare. Un percorso difficile e complicato in cui nessuno sarà mai da solo se, al suo fianco, ci saranno gli unici due valori fondamentali della vita: l’amore e l’amicizia, che nessuno dovrebbe mai dare per scontati.

Un viaggio alla scoperta delle inviolabili vette dell’Argentina che è il lettore stesso, grazie alle splendide descrizioni, a osservare attraverso gli occhi del neolaureato Samuele. Tra le pagine del romanzo Al di là delle cose scontate si scoprono non solo lo splendore di una terra lontana e dall’aria quasi mistica, ma soprattutto la bellezza dell’amore e dell’amicizia, due sentimenti forti e fondamentali nella vita di ogni essere umano.

È il sostegno che può dare una storia d’amore, magari anche agli inizi, nell’affrontare le difficoltà della vita, nel mettere un piede dopo l’altro, nel percorrere sentieri impervi e in salita, con la terra umida e poco battuta che rallenta il passo, e che rende più difficile la scalata. Una mano che stringe la tua e che, con un dolce sorriso sulle labbra, aiuta a intraprendere la strada giusta per il proprio futuro, mettendo ordine nei pezzi sparsi del proprio confuso passato. Un romanzo unico e toccante che affronta diversi temi con delicatezza e profondità, con uno stile coinvolgente e mai banale. Pagina dopo pagina scopriamo le meraviglie di una terra remota, sogno di molte persone. Pagina dopo pagina scopriamo sentimenti diversi, che si uniscono e si fondono fino all’ultima indimenticabile riga. Il lettore segue con passione e si innamora della storia di Samuele e Ana che, con una profondità di sentimenti non banale, costruiscono un rapporto che solo chi ha provato il vero amore, che solo chi ha sentito il cuore saltare un battito ogni volta che si incrociano un paio di occhi, può capire.


Toccando temi delicati come il lavoro giovanile e la crisi generazionale, Emanuele Mazzocco riesce a creare una storia appassionante e coinvolgente, a far scoprire Baires con le sue piazze e i suoi profumi, e a far vivere tra le pagine un popolo lontano con le sue particolari tradizioni, che la magia della letteratura riesce ad avvicinare a noi lettori.

TRAMA. In un giorno di luglio, Samuele dà l’ultimo addio a Mario, suo migliore amico e compagno di escursioni. Il racconto riprende poi dagli eventi del dicembre precedente, quando il ragazzo si laurea a pieni voti in economia aziendale. Un senso di angoscia lo opprime riflettendo sul futuro da affrontare e sul minor tempo che potrà dedicare alla montagna, per lui sinonimo di pace e ritmi di vita umani. Mario gli consegna il suo regalo di laurea: i biglietti per andare insieme a Buenos Aires. Sull’aereo, Samuele conosce Ana, una bellissima ragazza italo-argentina che studia a Napoli e condivide la sua passione per Springsteen, e che in seguito lo accompagnerà per le vie più vivaci di Baires. Tornato in patria, Samuele si dedica esclusivamente alla ricerca di lavoro. I colloqui lo lasciano sempre più spaesato, facendolo sentire come una cavia in un esperimento scientifico. Intanto, lui e Ana sfruttano ogni occasione per vedersi. Per il ragazzo arriva la possibilità di lavorare tre mesi in Belgio, dove Ana lo raggiunge. I due però non riescono a stare molto insieme, perché l’ufficio assorbe tutto il tempo e le energie di Samuele, trascinandolo in una grigia routine.
Ma il destino è in agguato in modi imprevedibili, che metteranno Samuele davanti a bivi fondamentali per la sua vita...

Emanuele Mazzocco è nato a Isernia nel 1989. Laureato in Imprenditorialità e Innovazione, è un appassionato di fotografia, ecologia ed escursionismo. Al di là delle cose scontate è il suo romanzo d’esordio.