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Albano: "Non abbandono la musica"


ROMA - Nessun addio alle scene. Albano smentisce la notizia legata al suo addio alla musica. "Ma quale ritiro! Ma chi l'ha detto! - ha spiegato ai microfoni di Radio 2 - Ho solo detto che devo revisionare tutte le mie corde vocali per tre mesi".

"Mi hanno offerto una fiction di sei puntate e quindi praticamente tra prove e registrazioni sarò impegnato e farò riposare le mie corde vocali".

Il cantante pugliese parla anche del gossip: "Su di me fanno gli scoop, non ci si capisce più niente, ma ormai ci ho fatto il callo. Evidentemente parlare di Albano e Romina fa salire gli ascolti, nemmeno mi arrabbio più. Mi dispiace solo che prendano in giro gli ascoltatori. Io non mi ritiro. Non ho alcuna intenzione di ritirarmi. Perché dovrei? La mia salute è perfetta al 95%. E' chiaro, quando subisci un infarto e una ischemia devi prendere un po' di pillole, cose che non ho mai preso in vita mia. Ma da qui a ritirarmi ce ne vuole".

Albano: "Non mi ritiro dalle scene"

ROMA - Albano ha confermato che non si ritirerà dalle scene. Durante un suo intervento ai microfoni di Rai Radio 2 nella trasmissione ‘I Lunatici’, il cantautore pugliese ha smentito categoricamente la notizia legata al suo ritiro dalle scene musicali: “Ma quale ritiro! Ma chi l’ha detto! Ho solo detto che devo revisionare tutte le mie corde vocali per tre mesi. E’ arrivato il momento di fare una pausa di intelligente e salutare riflessione. Poi, visto che il destino si diverte pure, mi hanno offerto una fiction di sei puntate e quindi praticamente tra prove e registrazioni sarò impegnato e farò riposare le mie corde vocali”.

“Su di me fanno gli scoop, non ci si capisce più niente, ma ormai ci ho fatto il callo. Evidentemente parlare di Albano e Romina fa salire gli ascolti, nemmeno mi arrabbio più. Mi dispiace solo che prendano in giro gli ascoltatori. Io non mi ritiro. Non ho alcuna intenzione di ritirarmi. Perché dovrei? La mia salute è perfetta al 95%. E’ chiaro, quando subisci un infarto e una ischemia devi prendere un po di pillole, cose che non ho mai preso in vita mia. Ma da qui a ritirarmi ce ne vuole. Se mi ha chiamato Romina? Non voglio fare gossip, lei comunque è in America. L’importante è che mi abbiate chiamato voi”.

Candy Arena di Monza, ospiti illustri al Charity Dinner per San Patrignano


MONZA - Il Candy Arena di Monza ha ospitato una Charity Dinner in favore della Comunità di San Patrignano che da anni si impegna con dedizione a sostenere ed ad aiutare ragazzi in difficoltà. Ideatori della serata sono stati: Alessandra Marzari, Ambasciatrice della Comunità romagnola e Presidente del Consorzio Vero Volley di Monza, e Aldo Fumagalli, Presidente UCID Monza e Brianza.

Ovviamente nella serata non poteva mancare la musica: ad accompagnare la chiusura della serata, Lorenzo Licitra, vincitore dell’undicesima edizione di X-Factor.

Graditi invitati speciali della presidentessa Alessandra Marzari e del referente della Candy Arena Gianpaolo Martire anche la senatrice Daniela Sbrollini, il presidente del Milan Paolo Scaroni, il direttore d'orchestra di fama internazionale Beatrice Venezi e l'imprenditore Christian Gaston Illan.

Decorazioni e ricette per la notte di Halloween

Il 31 ottobre in quasi ogni angolo del mondo viene celebrata la festa di Halloween, una ricorrenza di origine anglosassone, ormai diffusa in tutta Europa. Questa festa è solitamente accompagnata da una decorazione cupa e spaventosa, che ricorda la morte ed il mondo dell’oltretomba e della magia con tanto di zombie, fantasmi e streghe. Non di rado, in vista del 31 ottobre, negozi ed esercizi pubblici si divertono a creare spettacolari decorazioni di Halloween e ad illuminare le strade con le immancabili e classiche zucche dal sorriso terrificante. I bambini (a volte anche gli adulti) corrono ad infilare il costume di Halloween per partire casa per casa alla ricerca di dolcetti e leccornie varie.

Organizzare una festa di Halloween: gli addobbi per la sala
Nonostante Halloween sia una festa relativamente “nuova” per l’Italia, quasi nessuno si fa trovare impreparato per la notte delle streghe. Per organizzare un party di Halloween, il primo passo è sempre allestire una bella decorazione di Halloween, sotto il segno del macabro o dell’ironico in base a gusti di ognuno. Spesso la scelta della decorazione dipende semplicemente dagli invitati alla festa: i decori di Halloween più scherzosi si adattano a meraviglia alle feste per bambini. Per una serata tra adulti, via libera agli addobbi di Halloween più terrificanti non adatti ai deboli di cuore!

Una volta stabiliti il target ed il tema della festa di Halloween, eccoci alla scelta dei colori: il multicolor è perfetto per una festa per bambini o per una festa per adulti che punta tutto sull’originalità. Una serata tema Dia de los muertos (la tradizionale celebrazione messicana del Giorno dei Morti) è un’ottima idea per godersi colori vivaci e caldi del Messico. Si va sul classico con la scelta del nero e del bianco per un effetto piuttosto chic, oppure del viola e del fucsia o del nero e l’arancione, per una decorazione sempre colorata, ma che rievoca i tradizionali simboli della festa di Halloween (zucche, pipistrelli, ragnatele e ragni, streghe, vampiri…).

L’allestimento del buffet di Halloween
Si sa, la location ha la sua importanza. Che si scelga di festeggiare Halloween a casa o in una sala per feste, la decorazione giusta è un must. Tuttavia, non si può negare che l’attenzione degli invitati si concentra spesso e volentieri sul buffet, anch’esso essenziale nell’annunciare il tema della serata (oltre a mettere in bella mostra le leccornie che allieteranno le papille degli invitati). Dopo aver fatto il pieno di coordinati tavola usa e getta e decorazioni per la tavola, dedicatevi quindi anche alla decorazione delle pietanze preparate per la festa. Sembra una grande impresa, ma in realtà il tutto può rivelarsi molto semplice: le armi segrete da avere a disposizione sono stecchini decorativi, decorazioni di zucchero per dolci, pasta di zucchero colorata e qualche goccia di colorante alimentare per trasformare un buffet banale in una distesa di colori e curiosità in pieno stile Halloween.

In ogni caso, per una festa di Halloween (per adulti o per bambini, è indifferente) gli elementi essenziali per un buffet sono una marea di caramelle e dolciumi, delle bibite colorate ed originali e degli stuzzichini da condire con un pizzico di fantasia e creatività. Qualche esempio?

Idee per cocktail di Halloween
Un buon cocktail è gustoso e dissetante. Un buon cocktail di Halloween è anche ben presentato! È assolutamente facile preparare dei cocktail alcolici o analcolici non solo dal gusto sorprendente, ma anche dal colore adatto grazie a qualche goccia di colorante da aggiungere alla bibita (solitamente l’arancione, il verde ed il blu fanno un certo effetto; il rosso è ideale per riprodurre il sangue).

Stuzzichini a tema
Per quanto riguarda le ricette di Halloween salate, i tramezzini a forma di bara sono una vera e propria chicca e sono facilissimi da realizzare! Anche le dita da strega, con pasta sfoglia, wurstel e mandorle, sono un gioco da ragazzi. Per i dolci poi, la scelta è vastissima: se non siete specialisti del cake design e preferite evitare torte con decorazioni spaventosamente realistiche, optate per cupcakes e muffins decorati o biscotti in pasta frolla dalle forme più impensabili, che fanno sempre piacere agli invitati di tutte le età. Ecco una semplice ricetta per biscottini di Halloween a forma di fantasmi, zucche, pipistrelli e mostriciattoli vari:


Ingredienti per 6 persone:

150 gr di farina
125 gr di zucchero
125 gr di burro
1 uovo
1 pizzico di sale
Tagliapasta, pasta di zucchero colorata e l’essenziale per decorare i biscotti

Ricetta:
L’impasto dei biscotti (se non acquistato già pronto) è molto semplice da realizzare: mescolare in una ciotola l’uovo con lo zucchero ed il sale. Aggiungere la farina e continuare a mescolare con le mani. Continuare nella stessa maniera, aggiungendo il burro morbido (non fuso) per ottenere un impasto liscio ed omogeneo.
Stendere l’impasto con un matterello e creare uno strato di 3 mm circa, con il quale potersi divertire a creare biscotti dalle forme originali con i tagliapasta. Cuocere per 10 minuti circa a 180°C. Una volta pronti e raffreddati, i biscotti di Halloween potranno essere decorati con della pasta di zucchero colorata (da far aderire grazie ad un sottilissimo strato di marmellata o composto cremoso).
Con un pizzico di immaginazione, l’allestimento di un buffet di Halloween goloso e divertente diventa una passeggiata, e la decorazione un divertimento per grandi e piccoli!

Muore per overdose il rapper Mac Miller

ROMA - Dramma per il rapper statunitense Mac Miller trovato morto nella sua camera da letto, nella casa nella San Fernando Valley, in California. Il cantante sarebbe rimasto ucciso da un'overdose, secondo il sito TMZ.

Miller, 26 anni, ex fidanzato di Ariana Grande, da tempo combatteva con problemi legati al consumo di stupefacenti. Mac Miller aveva pubblicato il suo quinto album giusto un mese fa. In una dichiarazione, la famiglia ha confermato la sua morte definendo il rapper (il cui nome era Malcolm McCormick) "una luce brillante in questo mondo per la sua famiglia, i suoi amici e i suoi fan".

La morte di Miller arriva diversi mesi dopo la conclusione del fidanzamento di due anni con Ariana Grande, che è stata spesso vista come l'ispirazione per le sue canzoni.

La Grande in quel momento scrisse sui social media che aveva a lungo cercato di aiutare Miller a diventare sobrio, ma descrisse la loro relazione come "tossica" e aggiunse: "Io non sono una babysitter o una madre e nessuna donna dovrebbe sentirsi necessaria". 

Gianfranco Spinazzi pubblica 'La zanzara muta'



La zanzara muta di Gianfranco Spinazzi è un romanzo molto particolare. I suoi protagonisti, due anziani con una vita interiore spesso confusa e irrazionale, colpiscono il lettore per la loro complessa caratterizzazione: il loro stanco muoversi nell’esistenza con un pesante carico di rabbia e sogni infranti si bilancia a una visione della vita fanciullesca e a tratti magica. I due personaggi, prima costretti nei ruoli di vittima e carnefice, si ritrovano a essere lo specchio in cui riflettere ognuno le proprie illusioni e i propri “ingorghi mentali”. In un dialogo serrato e sofferto, questi uomini ritrovano il senso di una condivisione scomparsa da troppo tempo, e pur se arroccati nelle loro storie e nelle loro idiosincrasie, individuano un punto di incontro nella lucida consapevolezza dei loro fallimenti. E la zanzara muta del titolo diventa metafora di un’assoluzione giunta forse troppo tardi ma necessaria a entrambi, la fine di un incessante ronzio nelle orecchie e nell’anima come chiusura di una vita di rimpianti. In una Venezia ostile e instabile come gli stessi protagonisti, i due anziani uomini arrivano a firmare una sorta di armistizio con le loro esistenze, prima trascinate nella solitudine e ora, forse, illuminate da un incontro accidentale quanto disperatamente cercato. Gianfranco Spinazzi offre al lettore uno squarcio sulla crudezza di una vecchiaia organizzata in rigidi schemi con cui i protagonisti cercano illusoriamente di controllare le proprie vite, per poi creare un incidente in cui ogni labile certezza crolla, e in cui non c’è più posto per l’ostilità verso il genere umano ma solo comprensione e accettazione. Il romanzo offre un nuovo modo di intendere la delicata fase della senilità, sostituendo al senso di vacuità e di fine, metaforicamente rappresentata dall’immagine del piccione che va a morire solo e in disparte, una prospettiva di rinascita e di redenzione dagli errori commessi e dalle scelte non intraprese. Una storia che non si dimentica, due personaggi stravaganti ma anche dolorosamente umani e un messaggio profondo e universale: l’esistenza ha un senso e l’incompiutezza dell’uomo trova soluzione solo nella condivisione e nell’apertura verso gli altri.



TRAMA. Due vecchi si incontrano in un bar veneziano gestito da un nano che si veste in stile “belle époque”. Stabiliscono di incontrarsi a casa di uno dei due per approfondire il comune interesse per gli alianti, e qui, a visita avvenuta, il padrone di casa aggredisce l'invitato colpendolo alla testa. Non si tratta di un colpo mortale. I due si fronteggiano in un serrato dialogo in cui affiorano ricordi, amarezze e squarci dell'infanzia perduta. I toni sono spesso concitati ed enigmatici, soprattutto da parte del padrone di casa, un uomo incattivito dalla solitudine e preda di idiosincrasie. Nella seconda parte del romanzo si inquadra la figura dell'aggredito, con i suoi dolori e il suo bisogno di comprendere le proprie scelte di vita. E sarà proprio il confronto con questo semi sconosciuto, un confronto prima subìto e poi cercato, che porterà l’uomo a ripercorrere la propria vita, e ad analizzare la complessità della natura umana.


Gianfranco Spinazzi è nato a Barcellona (Spagna) nel 1941 e vive a Venezia. Ha debuttato nel 1997 con Le Fototette per Supernova Edizioni. Per la stessa casa editrice ha pubblicato nel 2001 Foghera a Venezia–C'erano una volta i cinematografi (finalista “Premio Calvino”). Nel 2006 pubblica per la casa editrice Il Filo Cartoline e carichi pesanti (targa “Premio Letterario Internazionale Città di Cava de' Terreni”) e nel 2008 Attenti a quei due. Del 2011 è A.A.A. Venezia cercasi (Supernova Edizioni) e del 2012 Nel pozzo (Book Sprint Edizioni). Con la Tragopano Edizioni pubblica nel 2013 Pagine Elisha, nel 2014 la trilogia sulle “Botteghe veneziane”: L'emporio a bussola di calle delle Bande; I mari del sud di calle dei Fabbri; Meridiano Toletta. Nel 2015 pubblica per Tragopano Edizioni la raccolta di racconti La catastrofe degli elementi, e partecipa con un racconto al romanzo collettivo Il Palazzo. Per la stessa casa editrice pubblica Clessidra nel 2016 e La zanzara muta nel 2018.

www.facebook.com/alberto.spinazzi

Addio all'attore statunitense Burt Reynolds

MIAMI - E' scomparso a 82 anni l'attore statunitense Burt Reynolds. L'interprete di pellicole cult come "Boogie Nights" e "Un tranquillo weekend di paura" si è spento al Jupiter Medical, in Florida. Reynolds, che soffriva da tempo di problemi di cuore e che nel 2010 era stato operato d'urgenza, è stato stroncato da un infarto.

Vincitore di un Golden Globe e con all'attivo una nomination all'Oscar, ha ha recitato in oltre 70 film ed è stato tra i sex symbol più amati di sempre. In Italia era noto anche per la serie tv "Hawk l'indiano". Recentemente era stato parte del cast della pellicola di Quentin Tarantino "Once upon a time in Hollywood", che uscirà negli Usa il 26 luglio prossimo.

Ex stella del football universitario, Reynolds lascia un figlio nato dal tempestoso matrimonio con Loni Anderson, durato dal 1988 al 1993.

Asia Argento: mai avuto relazione sessuale con Bennet, stop ai pagamenti

NEW YORK - L'attrice romana Asia Argento ha smentito di aver avuto una relazione sessuale con Jimmy Bennet, annunciando di aver sospeso i pagamenti, concordati dall'ex compagno Anthony Bourdain, per il silenzio del giovane. Lo rende noto tramite il suo nuovo avvocato, Mark Jay Heller, con dichiarazioni riportate da Page Six, sito di celebrità del New York Post.

"La sua relazione con Bennet non è stata mai sessuale, ma è stata una amicizia a distanza per molti anni", ha dichiarato Heller. Il legale ha riconosciuto che il defunto ex di Argento, Bourdain, ha chiuso un accordo da 380.000 dollari con Bennett per proteggere Argento.

Ma, ha continuato, "ora che il signor Bourdain e' morto e non e' in grado di commentare il suo desiderio di evitare potenziali scandali ... Asia non permetterà che nessun'altra rata del pagamento di 380 mila dollari concordato sia pagata a Bennett, che ha già ricevuto 250 mila dollari da Anthony Bourdain".

Teatro, addio a Neil Simon


USA - Muore a 91 anni in una clinica di Manhattan per le complicazioni di una polmonite lo scrittore e drammaturgo Neil Simon.

Nato il 4 luglio del 1927 a New York, Simon si attesta fra i più prolifici e acclamati autori teatrali della seconda metà del Novecento. Molti i suoi lavori adattati per il cinema, tra cui A piedi nudi nel parco e La strana coppia.

Iniziò come autore televisivo, ebbe al suo attivo più di 40 commedie rappresentate a Broadway sin dal 1961. Spaziava dall'humor anni '60 ai lavori più introspettivi e autobiografici degli anni '70 e '80.

Nella lunga carriera ha scritto anche libretti di opere musicali e sceneggiature cinematografiche dando voce alla middle-class americana. Ha avuto 4 mogli. La seconda, l'attrice Marsha Mason, è stata spesso protagonista delle sue commedie.

E' morta Aretha Franklin

DETROIT - Scompare a Detroit, all'età di 76 anni la grande Aretha Franklin. La Queen of Soul, come era stata soprannominata, si è spenta dopo una lunga malattia. Ad annunciarlo la sua portavoce Gwendolyn Quinn.

Vera icona della cultura nera, con una forte personalità e dalla voce sublime, Aretha, nata a Memphis il 25 marzo 1942, è andata oltre le definizioni, rompendo schemi e imponendosi come un vero e proprio fenomeno della natura.

Tra i suoi brani più famosi, Respect e Think (che cantò anche nel film The Blues Brothers). La sua ultima esibizione è stata lo scorso novembre a New York al gala della fondazione di Elton John per la lotta all'Aids. Il suo ultimo concerto, invece, nel giugno 2017. Nel 2009 ha cantato per l'insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca (e si è rifiutata, invece, di farlo quando è stata la volta di Donald Trump).

Letteratura: scompare lo scrittore anglo-caraibico Naipaul, Nobel nel 2001

Si è spento all'età di 85 anni Vidiadhar Surajprasad (V.S.) Naipaul, lo scrittore originario di Trinidad premio Nobel per la Letteratura nel 2001 e autore di una trentina di romanzi e saggi di successo internazionale. A renderlo noto la moglie. Naipaul, che aveva vissuto quasi sempre in Inghilterra, si è spento nella sua casa di Londra. Lo scrittore era nato nel 1932 a Trinidad e Tobago, all'epoca colonia britannica, da una famiglia di immigrati indù arrivati dall'India alla fine dell'800. Dopo il trasferimento a Oxford, la sua prima opera fu "Il Massaggiatore mistico" nel 1957.

Dapprima aveva attinto ai racconti del padre per storie immaginarie su Trinidad, poi l'ispirazione gli era venuta dai viaggi in giro per il mondo, in particolare con la trilogia di saggi sull'India, nata dalla profonda disillusione sperimentata visitando la terra dei suoi avi. Tra le opere più note c'è anche "La perdita dell'El Dorado" del 1969, una storia della colonizzazione di Trinidad.

La giuria del Nobel che lo premiò nel 2001 aveva definito "un capolavoro" il suo libro del 1987 "L'enigma dell'arrivo". Per l'Accademia di Svezia aveva "unito una narrazione acuta e capacità d'osservazione insopprimibile in lavori che ci obbligano a vedere la presenza di storie dimenticate".

Nadia Toffa: a settembre torno in tv

di PIERO CHIMENTI - Buone notizie per i fans di Nadia Toffa, che pare abbia superato i problemi di salute ed annunciato tramite Instagram che a settembre indosserà nuovamente i panni di iena con le nuove dirette. Poco prima dell'annuncio la bresciana era apparsa sui social sorridente con cappellino e sciarpa pronta per uscire.

Demi Lovato ricoverata per overdose


Apprensione per le condizioni di Demi Lovato, la cantante e attrice 25enne statunitense, ricoverata in ospedale per una sospetta overdose. Lo riporta il magazine People, dopo che il sito americano Tmz ha rivelato che la pop star è stata trasportata dalla sua casa sulle colline di Hollywood in un ospedale della zona di Los Angeles.

La 25enne è stata trovata priva di sensi e sottoposta d'urgenza a un trattamento con un il Narcan, utilizzato nei casi di overdose da sostanze come eroina o morfina. Secondo People, tuttavia, non si e' trattato di un'overdose da eroina. Demi Lovato aveva già avuto in passato problemi di dipendenze da sostanze stupefacenti.

Sofferenza e condizione umana: per una sociologia del negativo nella società globalizzata di Giudo Giarelli

MILANO - Si può vivere senza sofferenza? È possibile ricondurla nell'ambito di un discorso scientifico a partire dalla consapevolezza della comune “condizione umana” che la globalizzazione induce? Sono le domande a cui cerca di rispondere il saggio del sociologo e antropologo Guido Giarelli Sofferenza e condizione umana. Per una sociologia del negativo nella società globalizzata.

Viviamo in un tempo di grande sofferenza: non le sofferenze atroci prodotte dalle grandi tragedie del ’900, ma un malessere sociale diffuso che si esprime sotto forma di sofferenza talora esplicita e mediatizzata, talora impalpabile, silenziosa e occultata dai mass media.

Un libro che si rivolge non soltanto agli specialisti, ma anche a chi voglia cercare di comprendere le cause dei diversi tipi di sofferenza, cercando per quanto possibile di eliminare le sofferenze inutili, specie quelle causate dall’uomo, come le sofferenze sociali che originano dal mancato rispetto della dignità umana; senza per questo illudersi di eliminarle completamente, dal momento che esse rappresentano una componente costitutiva della condizione umana, una forma di adattamento all’ambiente in cui ci è dato vivere.

L'esodato ultracinquantenne espulso dal mercato del lavoro, il giovane disoccupato o inoccupato che ha già perso ogni speranza di trovare un impiego, il lavoratore sfruttato e ridotto a “fattore produttivo”, i migranti sottoposti ai lavori più umilianti e alle condizioni di vita più degradanti, gli anziani che sempre più vedono sfumare la possibilità di una vecchiaia sicura e di una pensione adeguata a causa del deterioramento costante dei sistemi di protezione sociale pubblica. «Nonostante tutte queste sofferenze, abbiamo perso la capacità di spiegarle e quindi di cercare di affrontarle per poterle eliminare, per quanto possibile.

E l’abbiamo persa – spiega Giarelli – perché, al pari della malattia, della disabilità, della vecchiaia e della morte, abbiamo considerato la sofferenza qualcosa di sconveniente, impresentabile, inaccettabile, “pornografica” in qualche modo, in una società sempre più salutista e performativa nella quale la bellezza, la salute, la necessità di essere sempre prestanti e all’altezza delle situazioni è diventato un dovere, un obbligo sociale se si vuole essere “in”, per non rischiare di diventare “out”. È così che la sofferenza è divenuta un tabù, rispetto al quale non sappiamo più parlare, spiegare e agire: questo libro cerca di ridarci la parola, di superare l’afasia che caratterizza la nostra società su questo tema». Elaborando una tipologia fenomenologica della sofferenza analizzata sulla base di un modello connessionista, il volume esplora quindi il contributo che tre studiosi classici (Karl Marx, Emile Durkheim e Max Weber) e tre contemporanei (Hans Jonas, Irving K. Zola e Margaret Archer) possono offrire attraverso i concetti di alienazione, anomia, razionalizzazione, limite, vulnerabilità e riflessività fratturata per una comprensione delle cause profonde della sofferenza umana. Ad emergere è così quella “dimensione del negativo” che, spesso interpretata dalle diverse mitologie, filosofie e teodicee religiose come prova dell’esistenza del “male”, rappresenta in realtà una componente intrinseca della condizione umana che una “sociologia del negativo” critica e riflessiva può consentire di analizzare sulla base di nuove piste di ricerca ormai ineludibili nella società globalizzata.

«Vivere senza sofferenza è stata la grande illusione della società occidentale contemporanea, figlia della nostra idea di progresso lineare, indefinito, senza limiti: è così che si arriva all’illusione dell’ospedale senza dolore, del mondo senza sofferenza. Oggi stiamo scoprendo che la realtà ha dei limiti, e lo stiamo facendo a nostre spese: cambiamenti climatici, disastri ambientali, effetto serra, ma anche l’illusione delle pratiche anti-invecchiamento, di un’eterna giovinezza, di usare la criogenesi per sconfiggere la morte. Lo sapevano bene le società precedenti: un tempo il limite era inscritto nell’impotenza tecnologica dell’uomo di fronte all’onnipotenza incontrollabile della natura.



Oggi, la mutata natura dell’agire umano consiste proprio nelle nuove e crescenti conquiste tecnologiche che la nostra società ha saputo mettere in campo, ma che rischiano di rivoltarsi contro di noi. Dobbiamo allora ritrovare quel limite autoimponendocelo secondo quel “principio di responsabilità” di cui parla Hans Jonas, per cui non tutto ciò che si può fare si deve fare, se vogliamo evitare di creare aspettative irrealistiche che non ci portano da nessuna altra parte se non alla nostra autodistruzione. Ciò che dobbiamo riscoprire è una nuova “cultura del limite” adeguata alla tarda modernità in crisi che stiamo vivendo, senza alcuna deviazione luddista e anti-tecnologica (fondamentalmente reazionaria), ma che sappia però tener conto dell’esistenza di limiti biologici, psicologici, esistenziali, sociali ed ecologici con i quali ci confrontiamo quotidianamente: è ciò che chiamo la dimensione del “negativo”, che racchiude tutti questi limiti, e rappresenta una dimensione fondamentale e ineliminabile della condizione umana quanto quella del positivo, con la quale dobbiamo tornare a familiarizzare, nella piena consapevolezza di questa ambivalenza della condizione umana, per cui non c’è positivo senza negativo, felicità senza sofferenza, gioia senza dolore. Perché, come afferma Salvatore Natoli “Il negativo colpisce il positivo, ma il positivo lo precede e ne è la sua ineliminabile condizione”».

Guido Giarelli, Ph.D. alla University College London, è professore associato di Sociologia generale presso la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università “Magna Græcia” di Catanzaro. Presso la medesima università è stato direttore del Centro di Ricerca Interdipartimentale sui Sistemi sanitari e le Politiche di welfare (C.R.I.S.P.) dal 2006 al 2010 e del Master di II livello in “Management integrato dei servizi sociali e sanitari”; è attualmente direttore del Master di II livello in “Medicina integrata”. È stato research associate dell’Institute of African Studies dell’Università di Nairobi, adjunct associate professor della School of Health Sciences della Oakland University di Rochester (Michigan), visiting scholar alla New York Academy of Medicine e alla Harvard Medical School di Boston, visiting professor all’Università di Oviedo (Spagna), all'Escola de Saúde Pública do Ceará di Fortaleza (Brasile) e al Centre for Sociological Theory and Research on Health Division and Population Health della University College London. Fondatore e primo presidente della Società Italiana di Sociologia della Salute (SISS) dal 2002 al 2005, segretario e poi membro del Consiglio scientifico della Sezione di Sociologia della salute e della medicina dell’Associazione Italiana di Sociologia (AIS) dal 2005 al 2011, presidente della European Society for Health and Medical Sociology (ESHMS) per il mandato 2006-2010, è attualmente vice-Presidente del Consiglio direttivo del Research Committee 15 (Sociology of Health) dell’International Sociological Association (ISA). Dal 2004 è membro dell’Osservatorio sulle Medicine Non Convenzionali della Regione Emilia-Romagna.

Italia Libri: "Senza senso" di Daniele Stampacchia

Parliamo oggi del libro dal titolo "Senza senso" scritto da Daniele Stampacchia, uscito nel 2018 ed edito da Edizioni Esperidi.

Questa la trama: Il mondo dell’adolescente Giuseppe è fatto di interessanti lezioni di filosofia, polverose partitelle di calcio e timidi approcci con le ragazze. Quando torna a casa, Giuseppe trova sempre un padre arrabbiato per i sui ritardi, una mamma e due sorelle consolatrici. E, proprio in casa, tra furibondi litigi e lunghe riflessioni sul balcone, ammirando la sua amata Roma, che il giovane sente forte il richiamo alla lotta per la libertà. Giuseppe si unisce al dibattito politico in corso, in prima persona, partecipando a incontri, e scontri, con i suoi nuovi amici, le "zecche rosse": così i comunisti vengono chiamati dai fascisti. Alla soglia dei diciotto anni, Giuseppe pensa di essere ormai pronto a tutto, di aver costruito una "nuova" coscienza, di aver trovato il senso delle cose, ma gli eventi funesti della primavera del ’78 rimetteranno tutto in discussione. (Immagine di copertina di Matteo De Carlo; Foto in quarta di copertina di Mattia Cacciatore).

Per quel che riguarda Daniele Stampacchia, nato a Brindisi nel 1999, non contento di studiare preparandosi, tra le altre cose, alla maturità scientifica, inizia a scrivere questo libro nella primavera del 2017. La sua passione per la politica maturata nella sua fervida vita associativa (socio di Arci Brindisi, associato a Libera e tesserato ANPI), lo porteranno, tra qualche mese ad iscriversi alla Facoltà di Giurisprudenza, purtroppo lontano dal mare che ama tanto. Questo è il suo primo romanzo.

Italia Libri: "Ogni respiro" di Nicholas Sparks

Parliamo oggi del libro dal titolo "Ogni respiro" scritto da Nicholas Sparks, uscito nel 2018 ed edito da Sperling & Kupfer.
"Ogni respiro" è la storia di un incontro voluto dal caso. È la storia di un amore che toglie il respiro. Tru Walls non è mai stato in North Carolina. Lui è nato e cresciuto in Africa, dove fa la guida nei safari. Si ritrova a Sunset Beach dopo aver ricevuto una lettera da un uomo che sostiene di essere suo padre, e spera finalmente di sciogliere il mistero che ha sempre circondato la sua vita. E quella della madre, perduta insieme ai suoi ricordi nell'incendio che l'ha portata via tanti anni fa. Hope Anderson è a un punto cruciale della vita: ha sempre immaginato un futuro diverso, ma è fidanzata da sei anni con un eterno bambino e non si aspetta più una proposta di matrimonio. Dopo l'ennesima pausa di riflessione, Hope decide di visitare per l'ultima volta il cottage di famiglia a Sunset Beach, dove ha passato le meravigliose estati della sua infanzia. Quando Hope e Tru s'incontrano, tra loro nasce un'intesa immediata, qualcosa di forte e disarmante, come se si fossero riconosciuti oltre il tempo e lo spazio. Come se si fossero sempre amati in attesa di trovarsi. Ma la realtà presenta presto il conto e ognuno deve fare una scelta: tra amore e dovere, tra passato e presente, tra rimpianti e felicità. Nicholas Sparks ritorna con una storia d'amore travolgente, una storia destinata a durare oltre il tempo, a spaziare oltre i continenti e a sfidare i capricci del destino. Ogni respiro è un romanzo profondo sulle diverse facce dell'amore, sui rimpianti che spezzano il cuore e sulle speranze che non muoiono mai, sugli effetti del tempo e sulla durata di un sogno. Che può diventare infinito.

Italia Libri: "Meet me alla boa" di Paolo Stella

Parliamo oggi del libro dal titolo "Meet me alla boa" scritto da Paolo Stella, uscito nel 2018 ed edito da Mondadori nella collana "Novel".
Questa la trama: con il cuore in apnea, Franci si imbarca sul primo aereo disponibile e arriva puntuale all'obitorio. Soltanto trenta passi lo dividono dalla cella refrigerata dove giace quel corpo da riconoscere. Varcato il portone, il tempo rallenta e a ogni passo rivede il film clamoroso e coinvolgente della sua meravigliosa storia d'amore. Lui e Marti. Vita, viaggi, discussioni, amore e bellezza, sorprese e giuramenti. Una storia fra due persone che si sono amate, donandosi il bene prezioso della libertà reciproca, qualcosa capace di superare anche la morte.
"Meet ma alla boa" è l'esordio narrativo di Paolo Stella, che impasta con strabiliante freschezza i due elementi classici del sentimento, Eros e Thanatos, aggiungendo una scrittura brillantissima. Un libro che trasmette perfettamente la sensazione totalizzante di quando l'amore si impossessa della tua vita e la cambia per sempre.

Italia Libri: 'Resto qui' di Marco Balzano

MILANO - Parliamo oggi del libro dal titolo "Resto qui" e scritto da Marco Balzano, uscito nel 2018 ed edito da Einaudi per la collana "Supercoralli".

Finalista al Premio Strega 2018, è questa una storia civile e attualissima, che cattura fin dalla prima pagina. Quando arriva la guerra o l'inondazione, la gente scappa. La gente, non Trina. Caparbia come il paese di confine in cui è cresciuta, sa opporsi ai fascisti che le impediscono di fare la maestra. Non ha paura di fuggire sulle montagne col marito disertore. E quando le acque della diga stanno per sommergere i campi e le case, si difende con ciò che nessuno le potrà mai togliere: le parole. L'acqua ha sommerso ogni cosa: solo la punta del campanile emerge dal lago. Sul fondale giace il mistero di Curon. Siamo in Sudtirolo, terra di confini e di lacerazioni: un posto in cui nemmeno la lingua che hai imparato da bambino è qualcosa che ti appartiene fino in fondo. Quando Mussolini mette al bando il tedesco e perfino i nomi sulle lapidi vengono cambiati, allora non resta che scegliere le parole una a una per provare a raccontare. Trina è una giovane madre che alla ferita della collettività somma la propria: invoca di continuo il nome della figlia, scomparsa senza lasciare traccia durante gli anni del fascismo. Da allora non ha mai smesso di aspettarla, di scriverle nella speranza che le parole gliela possano restituire. Finché la guerra viene a bussare alla porta di casa, e Trina segue il marito disertore sulle montagne, dove entrambi imparano a convivere con la morte. Poi il lungo dopoguerra, che non porta nessuna pace. E così, mentre il lettore segue la storia di questa famiglia e vorrebbe tendere la mano a Trina, all'improvviso si ritrova precipitato a osservare, un giorno dopo l'altro, la costruzione della diga che sommergerà le case e le strade, i dolori e le illusioni, la ribellione e la solitudine.

Alessio Di Palma: arriva nelle radio il nuovo singolo 'Regalame' feat Gipsy Prince


 Il 10 Luglio è arrivato in tutte le radio e sulle piattaforme digitali il nuovo singolo di Alessio Di Palma ‘Regalame feat. Gipsy Prince’.

Il brano anticipa l’uscita del nuovo progetto discografico del cantautore e musicista romano dal titolo ‘Ogni mio respiro’, che sarà rilasciato il 28 luglio. ‘Regalame’ è un brano dai suoni reggaeton e dal ritmo coinvolgente che ti trasporta nel mondo colorato dei suoni latini e ti fa ballare. Coinvolgente, orecchiabile ed energico.

Alessio Di Palma, nel corso della sua carriera, ha prodotto 2 album in studio e ha suonato in molti paesi d’Italia e all'estero ( Londra, Malta e altre città ). Si tratta del più grande artista emergente della storia della musica nel genere Pop / R&B e dance in Italia.



Italia Libri: 'Il metodo Catalanotti' di Andrea Camilleri

MILANO - Parliamo oggi del libro dal titolo "Il metodo Catalanotti" scritto da Andrea Camilleri, uscito nel 2018 ed edito da Sellerio Editore Palermo per la collana "La memoria".

Mai come in questo libro Camilleri inventa storie e personaggi e li fa recitare fra le quinte di un teatro di cui è lui il regista. E noi assistiamo alla messinscena che è dramma e commedia insieme. Questa volta Mimì Augello se la vede brutta: nella casa dell’amata di turno rientra inaspettatamente il marito; così Mimì è costretto a calarsi dalla finestra per salvare pelle e reputazione. Da un pericolo all’altro: nell’appartamento del piano di sotto dove ha cercato riparo, nel buio intravede un corpo steso sul letto, completamente vestito e irrigidito dal gelo della morte. Di un morto ammazzato ritrovato sul letto viene informata la polizia, solo che non si tratta di quel morto, perché è in tutt’altra casa, anche lui con l’abito buono.

Come può essere accaduto? E che ne è stato dell’altro cadavere? Perché tutta la scena del crimine ha qualcosa di strano che sa di teatro? Parte da questo groviglio la nuova indagine di Salvo Montalbano, ed è proprio il teatro il protagonista del romanzo; la vittima, Carmelo Catalanotti, aveva una vera passione per le scene e dedicava tutto il proprio tempo alla regia di drammi borghesi. Si era anche inventato un metodo personalissimo per mettere gli attori in condizione di recitare: affrancarli dai loro complessi, aiutarli a liberare le emozioni, una vera e propria operazione di scavo nelle coscienze. Catalanotti conservava scrupolosamente annotazioni e commenti su tutti i potenziali attori con cui veniva in contatto, oltre che appunti di regia e strani quaderni pieni di cifre e di date e di nomi.

Il commissario Montalbano spulcia tutti i dossier di Catalanotti, i testi teatrali ai quali lavorava, le note sui personaggi e soprattutto il dramma che stava per mettere in scena, Svolta pericolosa. Poco a poco si lascia coinvolgere dall’indagine e dalla nuova responsabile della scientifica, Antonia, che sul commissario ha l’effetto di una calamita. Sarà proprio il teatro a fargli trovare la soluzione del doppio cadavere.