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Allarme caldo: è luglio 2019 è il mese più torrido degli ultimi anni

ROMA - La multinazionale canadese Solar Power Network, leader mondiale nel settore del fotovoltaico industriale, lancia l'allarme: il mese più caldo del 2019 sarà quello di luglio, mentre agosto sarà il mese estivo con più temporali. Proprio a Ferragosto l'Italia sarà infatti bersaglio di gocce fredde in quota che scateneranno fenomeni temporaleschi nelle ore pomeridiane, soprattutto nelle zone interne, non escludendosi grandinate e trombe d'aria.

Durante questo mese di luglio, invece, tutto il Paese sarà interessato da correnti calde provenienti dall'Africa (anticiclone sub-tropicale) e da quelle provenienti dalle Azzorre (anticiclone azzorriano). Queste due figure bariche regaleranno ai vacanzieri lunghe fasi di bel tempo durante tutto il mese, ma anche temperature elevatissime con la colonnina di mercurio che in alcuni giorni supererà i 36 gradi in molte località, arrivando anche a picchi di oltre 40 gradi e perfino 42 gradi in Puglia e Sicilia.

Gli elevati tassi di umidità renderanno poi il caldo afoso ed insopportabile, soprattutto nelle grandi città, dove le temperature saranno alte anche di notte. Notti tropicali quindi a Roma e Milano, con temperature da allarme rosso che si registreranno anche a Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Latina, Napoli, Perugia, Rieti, Torino, Venezia, Verona e Viterbo.

«Prepariamoci dunque ad un mese particolarmente torrido» avvertono gli analisti di Solar Power Network che sul fotovoltaico ha organizzato un momento di incontro e confronto dal titolo "The Rise of Solar Relief" l'11 luglio prossimo a Milano presso lo Spazio Solferino 40 (info: www.solarpowernetwork.it/the-rise-of-solar-relief - accrediti stampa e aziende: info@aj-com.net).

Il primato di estate più calda dal 1880 potrebbe dunque passare al 2019, con importanti ripercussioni non solo per i cittadini ma anche per molte aree del processo industriale, dalla grande distribuzione (logistiche refrigerate) al farmaceutico e all'alimentare, dove il mantenimento di determinate temperature è essenziale.

«Ad essere percepito a livello dei cittadini non è tuttavia tanto il riscaldamento medio quanto l'excursus climatico: gli estremi di caldo o di freddo. Eppure il fatto, anche se meno percepito a livello di opinione pubblica, è che il nostro Paese si sta riscaldando in termini di temperature medie annuali» commenta Giorgio Mottironi, senior partner di BAngel che per Solar Power Network svolge un ruolo di supporto all'analisi di mercato e sviluppo della strategia.

«Una parte importante del surriscaldamento è riconducibile alla scarsa attenzione all'ambiente» commenta l'ingegner Peter Goodman, presidente e ceo di Solar Power Network, secondo il quale un maggiore utilizzo del fotovoltaico consentirebbe non solo di diminuire considerevolmente le emissioni di gas climalteranti ma anche una mitigazione diretta del caldo, attraverso -ad esempio- impianti rinnovabili che favoriscano l'ombreggiamento.

Leader mondiale nel settore solare industriale, Solar Power Network (www.solarpowernetwork.ca) ha al suo attivo contratti per la generazione di energia elettrica per oltre 400 MW di potenza generata attraverso il sole in ben 678 località, tra siti industriali ed edifici commerciali, dal Canada agli Stati Uniti passando per il Giappone e per l'Australia e dal 2019 anche in parte dell'Africa.

«We have cracked the code» puntualizza orgogliosamente l'ingegner Peter Goodman. E vero è infatti che negli ultimi 10 anni, in tutto il mondo, dagli Stati Uniti al Canada, dal Giappone all'Australia passando anche per l'Africa, Solar Power Network ha ridefinito il modo per le aziende di integrare il solare all'interno delle loro strategie energetiche, rimodulando i parametri ingegneristici ed economici ed approfondendo i parametri normativi per essere in grado di massimizzare:

i) l'abbattimento dei costi, perché Solar Power Network si impegna a ridurre il prezzo dell'elettrica ed a mantenerlo fisso per tutta la durata dell'installazione, a differenza dell'energia elettrica di rete che ha un prezzo imprevedibile e variabile;

ii) la riduzione delle emissioni, perché l'energia solare auto-prodotta in loco da Solar Power Network compensa i generatori su scala industriale alimentati a gas e a carbone, consentendo -unitamente alle batterie di accumulo- di compensare fino al 100% delle emissioni di carbonio;

iii) l'affidabilità ed il miglioramento dell'immagine aziendale, perchè con Solar Power Network l'energia solare fornisce potere ed energia direttamente nelle mani degli imprenditori, riducendo la dipendenza dalla rete elettrica nazionale e migliorando perfino l'immagine perché l'azienda diventa sostenibile non solo economicamente ma anche socialmente, con una particolare attenzione all'ambiente.

«Solar on your needs» aggiunge il presidente e ceo di Solar Power Network. La multinazionale canadese, infatti, per ogni cliente definisce una specifica soluzione, creando una specifica relazione per rendere il solare il più importante e profittevole simbolo della transizione energetica. L'idea vincente è che il solare deve essere concepito e dimensionato sulle reali esigenze delle imprese e che quindi non deve mai essere sovradimensionato, come fanno in molti.

«It's time for Italy to switch towards solar» conclude l'ingegner Peter Goodman riferendosi al Bel Paese, dove i costi dell'energia elettrica sono tra i più alti del mondo e dove più del 60% dell'energia è prodotta da fonti fossili, seppure proprio nel nostro Paese vi sia una disponibilità della risorsa solare tra le più alte al mondo. (AJ-Com.Net).

Forlì: dal 27 al 29 marzo gli esperti di Algatan alla Fiera di Forlì

FORLI'. Proseguono le interessanti iniziative a Forlì: dal 27 al 29 marzo, presso la Fiera di Forlì, nel Padiglione A stand 75, ci saranno gli esperti di Algatan che insegneranno il metodo Antibiotic Free.
Per i partecipanti ci sarà in omaggio una maglietta.
Per quel che riguarda la linea Algatan, si tratta di un mangime complementare, la cui composizione si differenzia a seconda della specie e dello stato fisiologico dell’animale.  Algatan è un mangime complementare composto esclusivamente da prodotti naturali. Associa le proprietà dei polifenoli all’attività delle alghe marine ed è in grado di rafforzare le naturali difese dell’organismo, stimolare il metabolismo basale ed i processi fisiologici. E’ naturalmente ricco di minerali, presenti in forma organica e maggiormente assimilabili dall’organismo.
Per ulteriori informazioni: www.lombardatrading.com - info@lombardatrading.it - Tel. +39 0374 361007 - Fax +39 0374361457 - Facebook: lombardatrading - Instagram: lombardatrading.

Ambiente: a Roma il seminario Rotary su cambiamenti climatici, sostenibilità e innovazioni

ROMA. Proseguono gli eventi nella città di Roma: il 9 febbraio presso la sala del Convitto Nazionale i giovani dell’Interact Rome International (Rotary International) hanno tenuto un seminario per la salvaguardia del Pianeta Terra. E’ una guerra di distruzione, in cui le cieche logiche del potere e dell’economia stanno divorando se stesse. L’allarme è stato dato ieri, se per ieri si intendano alcuni decenni. Oggi la distruzione è in atto. La terra, l’acqua e l’aria sono già ammalate. Già insufficienti.
La sala è gremita di giovani. Rappresentano la generazione che sta per ereditare il pianeta con le conseguenze di quanto finora fatto a danno dell’ambiente. Fra le altre ‘i cambiamenti climatici.
L’Interact Rome International - con la collaborazione del Rotary Club Rome International e di Global Action - ha voluto dare vita a un Seminario sul Pianeta Terra. Argomenti: Cambiamenti climatici, sostenibilità e innovazioni, che ci danno una fotografia della situazione attuale e portano a nostra conoscenza alcuni degli strumenti disponibili per la prevenzione. 
Man mano che la Conferenza procede, emergono pesanti problematiche. I governi, gli esperti di settore, le aziende e gli utenti finali, tutti dovrebbero mettersi in gioco e collaborare per uno sviluppo sostenibile che, se vorrà avere qualche possibilità di successo, dovrà coniugarsi con le logiche economiche dell’industria. 
Viene ricordato un recente discorso del Segretario Generale ONU Antonio Guterres: "Siamo stati avvertiti ma non abbiamo ascoltato. Ora non c’è più tempo. Ogni giorno che passa ci porta più vicino ad un Fato che nessuno vuole". 
L’effetto-serra è il processo per cui il calore prodotto dalle radiazioni che colpiscono la superficie terrestre non viene disperso nell’atmosfera, ma provoca il surriscaldamento dell’ambiente. Processo che oggi vede in atto vari fenomeni ad esso correlati: anomalie nelle temperature e nei fenomeni atmosferici, innalzamento degli oceani, carenza di cibo, effetti nocivi sulla salute, per citarne solo alcuni.
Fabrizio Bresciani ci ricorda che, purtroppo, è già stata fortemente danneggiata l’intera area asiatica, una delle maggiori riserve per il nutrimento del pianeta. Le piogge, in forte diminuzione, rendono i terreni sempre più aridi. I nostri attacchi al sistema-pianeta hanno creato necessità d’acqua, aumento dei cicloni e innalzamento del livello del mare, il cui sale brucia i territori che sommerge. Da questi dissesti ne escono danneggiati soprattutto i raccolti di grano e riso. L’Asia sta subendo duri colpi: il delta del Mekong è devastato dalle alluvioni e dalla salinizzazione. Le torbiere, ricche di biodiversità e supporto per l’alimentazione di comunità locali, si stanno degradando. 
Grande accusata, come sempre, l’anidride carbonica (CO2), e con essa l’insensata politica economica e agricola che le ultime generazioni hanno condotto e stanno ancora conducendo.
Potremmo però ancora tentare di rimediare tramite nuove tecnologie, infrastrutture mirate e nuove istituzioni ad hoc. Un esempio pratico del cammino da percorrere è la creazione di semi resistenti alle alluvioni: "un primo esperimento con il riso ha avuto successo – spiega Bresciani - ma non è semplice come si possa pensare: il nuovo cibo deve conservare i principi nutritivi, deve avere un buon sapore, deve essere resistente alle temperature e alle alluvioni e infine deve essere competitivo sul mercato. Cosa non facile, visto che le ricerche sono molto care". 
Ci sarà bisogno, nel prossimo futuro, di distribuire su enormi estensioni di terreno piccoli serbatoi d’acqua adatti alle economie locali. Dovremo costruire dighe per sottrarre la terra al mare che si innalza, come fanno gli Olandesi dagli inizi del 1900.
Se vogliamo salvare il Pianeta dobbiamo costruire sistemi informativi locali di precisione per l’allarme inondazioni e altri cataclismi come pure scuole dedicate alle materie connesse al clima. I Governi devono recepire che l’agricoltura è il cuore pulsante dell’azione sul clima e che l’agricoltore è il soggetto più esposto e che più va tutelato: perché è lui il primo a subire gli effetti delle politiche agricole sbagliate. I Governi devono ricordarsi che, alla fine della catena produttiva, vi sono singoli uomini che non vanno lasciati soli né abbandonati; vanno piuttosto coinvolti, istruiti, tutelati.
La denuncia prosegue. Nella soluzione dei cataclismi sopra descritti, è investito appena il 10% di quanto sarebbe necessario. I Governi, le aziende e tutti gli stakeholders devono prendere coscienza che se vogliono continuare a far profitti e guadagnare, devono investire nel futuro del pianeta, nel benessere della catena produttiva. Dobbiamo riuscire a mobilitare non solo i Governi ma anche i Grandi Donatori e le Agenzie di Sviluppo.
Samuel Varas fa una breve carrellata di come l’innovazione digitale, protagonista dei nuovi scenari, possa essere usata: monitoraggio del clima dallo spazio; portale dedicato alla produttività dell’acqua; sistema-indice di stress climatico. Zeng Meng interviene profilando la necessità di applicazioni per i cellulari – che specialmente gli agricoltori possano consultare con facilità - dedicate alle condizioni atmosferiche e ai raccolti; la necessità di creare un calendario dei raccolti, corsi di insegnamento digitale per far fronte ai mutamenti climatici; droni per il monitoraggio e la prevenzione dei danni apportati dalle locuste.
Non potremo sbaragliare la fame nel mondo se non sbarreremo il passo al disordine climatico. 
Interessante la visione profilata da Marcorelli e Molina sull’ultimo ma non meno importante argomento presentato a chiusura del Seminario: il riciclaggio degli scarti provenienti dai vari tipi di plastica per la produzione di nuova energia. La Get Energy Prime Italia da anni investe nella ricerca di procedimenti di lavoro meno inquinanti. Oggi riesce a lavorare con il 40% in meno della energia riducendo quindi, a monte, l’inquinamento dovuto al procedimento stesso. 
Peccato che il tempo che avevamo per prepararci sia scaduto: siamo già all’indomani. I temuti cataclismi già sono in atto. Ora dovremmo entrare in azione. Subito.
A chiusura vogliamo rendere onore ai giovani dell’Interact Rome International e alla loro presidente Valeria che, in apertura di Seminario, ha brevemente illustrato il piano d’azione del Club per l’a.r. 2019-20. L’Agenda del Club Interact include la collaborazione con un’Ambasciata per la Formazione Diplomatica (quest’anno l’aiuto è prestato dall’Ambasciata di Norvegia) e un NIMUN2 (Netherlands & Italy Model United Nations) che si sostanzia nella simulazione dei lavori delle Nazioni Unite in cui il ruolo degli ambasciatori è interpretato da studenti . 

NOTE SUL SEMINARIO:

1 Organizzazione: Interact Rome International con l’ausilio di Rotary Club Rome International e Global Action 

Oratori: 

* SHI Jiaoqun, Deputy Permanent Representative, Counselor Permanent Repr. of the People’s Republic of China to the UN; 

* Fabrizio Bresciani, Lead Economist, Asia and Pacific, International Fund for Agricultural Development (IFAD);

* Dilva Terzano, Environment and Natural Resource Management Specialist, Int. Fund for Agricultural Development (IFAD);

* Samuel Varas, Director of IT Division & Chief Information Officer (CIO), Food and Agriculture Organization of the UN (FAO);

* Zeng Meng, Digital Strategy and Innovation Specialist, Food and Agriculture Organization of the UN (FAO);

* Gianluca Marcorelli, CEO, Get Energy Prime Italia;

* David Molina, Production Manager, Get Energy Prime Italia;

* Pierfrancesco Torrisi, Vice-President, Global Action and Diplomacy Education Italia;

Moderatore:

John D. Stewart, Head of Business Development, Unity Financial Partners.

2 MUN significa Model United Nations, ed è sempre preceduto dalle iniziali dei Paesi organizzatori. Il NIMUN nasce dalla collaborazione tra Global Action, i Ministeri degli Affari Esteri di Italia e Olanda, l’Ambasciata d’Olanda e la Missione olandese presso l’ONU a Roma, il KNIR – Reale Istituto Neerlandese in Italia.

Ambiente: "Governo riconsideri Sistema Infea nelle proprie programmazioni"

ROMA. "Il tema dell’educazione ambientale e conseguentemente il Sistema Infea (Informazione, formazione ed educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità) hanno un’importanza fondamentale per chiunque abbia davvero a cuore il tema della sostenibilità. Per questi motivi la commissione ambiente ha proposto alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome un ordine del giorno che è stato approvato con cui ha richiamato l'attualità e la vitalità della rete Infea, come chiaramente emerso dagli interventi e testimonianze di tutte le regioni che hanno partecipato alla Conferenza Nazionale per il rilancio dei Sistemi INFEA, svoltasi a Cagliari nei giorni 22 e 23 novembre 2018 e a cui hanno partecipato i coordinamenti dei sistemi regionali Infea, il Sistema Nazionale a rete per la Protezione Ambientale (Snpa), l’Ispra, le Agenzie regionali per la Protezione Ambientale e molti altri qualificati interlocutori che  hanno svolto un’azione qualificata e diffusa a sostegno dell’educazione alla sostenibilità".

L’ordine del giorno della Conferenza delle Regioni è stato consegnato al Governo dal presidente Stefano Bonaccini nel corso della Conferenza Stato-Regioni che si è tenuta il 13 dicembre.

"Le Regioni – ha spiegato Donatella Spano, Assessore della Regione Sardegna e coordinatrice della commissione ambiente della Conferenza delle Regioni - nel ribadire l’importanza del Sistema INFEA hanno sottolineato la necessità di continuare a sostenerne le attività che in questi anni ha realizzato a livello territoriale nel campo dell’educazione ambientale. Con questo ordine del giorno le Regioni chiedono con forza al Governo di ricominciare a svolgere con decisione il ruolo di coordinamento all’interno di tale sistema, così come previsto nelle Linee di indirizzo e nel Nuovo quadro programmatico di cui agli accordi approvati in sede di Conferenza Stato-Regioni. L’esecutivo – ha concluso Donatella Spano - deve riconsiderare il Sistema Infea nelle proprie programmazioni sia in termini di attività sia in termini di attribuzione che di risorse finanziarie".

Clima, Onu: 12 anni per arginare catastrofe

NEW YORK - "Il cambiamento climatico corre molto più in fretta di noi. Siamo in ritardo, non c'è tempo da perdere". Sono le parole choc di Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, a commento del rapporto sull'ambiente pubblicato dall'Intergovernmental Panel on Climate Change, l'agenzia Onu intergovernativa che monitora scientificamente i cambiamenti climatici. Secondo questo studio, l'umanità ha a disposizione solo 12 anni per correre ai ripari e mantenere il riscaldamento globale ad un massimo di 1,5 gradi.

Lo studio sottolinea inoltre come anche mezzo grado in più potrebbe provocare danni devastanti e peggiorare ulteriormente la situazione innalzando il rischio di siccità, inondazioni, calore fuori controllo. Tutti fattori che provocherebbero una catastrofe, causando povertà per milioni di persone.

L'allarme dell'IPCC è arrivato dalla Corea del Sud, dove si è tenuto un summit a cui hanno partecipato scienziati e amministratori da tutto il mondo. Per il numero uno del Palazzo di Vetro si tratta di un "campanello di allarme per il mondo" .

Ilva, Di Maio: "gara illegittima, ma non si può annullare"


TARANTO - "La gara è illegittima, ma non si può annullare. Per questo é un delitto perfetto" perpetrato con "eccesso di potere". Con queste parole si è espresso Luigi Di Maio durante una conferenza stampa al Mise, convocata proprio riguardo il parere dell'Avvocatura di Stato relativo alla gara di aggiudicazione ad ArcelorMittal dell'Ilva di Taranto. "Mittal - ha aggiunto - è sempre stata in buona fede. Il delitto perfetto lo ha fatto lo Stato creando una procedura piena di vizi e illegittimità".

Il ministro dello Sviluppo Economico ha anche aggiunto che "se un'azienda ci chiedesse di partecipare alla gara, ci sarebbero le ragioni di opportunità, noi potremmo revocarla", sottolineando che "saremo al tavolo con le parti sociali: un accordo che porta lavoro a Taranto rappresenta l'interesse pubblico attuale e concreto da tutelare, che eviterebbe la revoca della gara".

Di Maio ha poi concluso rimarcando che non ci saranno proroghe all'amministrazione straordinaria dell'Ilva, prossima alla scadenza del 15 settembre.

Trivelle, Consiglio di Stato rigetta ricorso Puglia

BARI - Il Consiglio di Stato, respingendo i ricorsi presentati dalla Regione Abruzzo contro il ministero dell'Ambiente e la società Spectrum Geo Lfd, ha di fatto dato il via libera alle attività di trivellazione, cioè di prospezione e ricerca di gas al largo della costa adriatica, dall'Emilia Romagna fino alla Puglia. Le decisioni, anticipata dal Nuovo Quotidiano di Puglia, sono contenute in una serie di sentenze pubblicate tra il 28 febbraio e l'8 marzo.

"Il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso presentato da alcune Regioni, tra cui la Puglia, contro il decreto Via relativo a dei permessi rilasciati ad una compagnia inglese per la ricerca di gas e petrolio nel mare Adriatico. Una decisione che apprendiamo con rammarico, perché non c'è nulla possa giustificare la devastazione dei nostri mari". Lo dichiara il vicepresidente del Consiglio regionale, Giandiego Gatta.

"Quando sosteniamo che il nostro petrolio sia il mare – aggiunge - non pronunciamo uno slogan, ma una verità incontrovertibile: il settore turistico, legato alle nostre straordinarie bellezze paesaggistiche, dà lavoro a circa 3 milioni di italiani e la pesca occupa circa 350 mila cittadini. Senza considerare che con le estrazioni di idrocarburi nei nostri mari si coprirebbe circa l'1% del fabbisogno del Paese. Ergo, si rischia i deturpare un preziosissimo tesoro naturalistico, che abbiamo il dovere di preservare per le future generazioni, per una percentuale a dir poco risibile”.

“Noi non ci stiamo - conclude Gatta - e ci auguriamo che il prossimo governo mostri maggiore attenzione e sensibilità verso l'ambiente e la tutela delle nostre risorse naturali, che non possono essere svendute agli interessi miliardari delle multinazionali degli idrocarburi".

Addio a Carlo Ripa di Meana, politico e ambientalista italiano

Piange il mondo della politica: venerdì 2 marzo è morto, all'età di 88 anni, Carlo Ripa di Meana. Il politico e ambientalista italiano si è spento in un ospedale romano in seguito a complicazioni respiratorie. Carlo Ripa di Meana è morto a meno di due mesi di distanza dalla scomparsa della moglie Marina.
"Apprendiamo con profondo dispiacere della scomparsa di Carlo Ripa di Meana, già Presidente nazionale dei Verdi, un grande ambientalista le cui battaglie sono state importanti e significative per la difesa del patrimonio culturale, paesaggistico e storico del nostro Paese" ha dichiarato in una nota il coordinatore nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli "Un intellettuale attento e impegnato, che si è speso sempre generosamente nel solco del cambiamento ecologista. I Verdi italiani lo ricordano e lo salutano con grande affetto per quello che ha fatto in difesa dell'ambiente e del patrimonio paesaggistico italiano".

Ambiente, Raggi: stop diesel nel centro di Roma dal 2024

ROMA - Stop ai veicoli privati a diesel nel centro storico di Roma a partire dal 2024. Ad annunciarlo su Facebook la sindaca Virginia Raggi che ha parlato della misura ieri durante la riunione del C40 a Città del Messico. "Roma ha deciso di impegnarsi in prima linea e a Città del Messico, durante il Convegno C40, ho annunciato che, a partire dal 2024, nel centro della città di Roma sarà vietato l'uso di veicoli privati alimentati a diesel", ha scritto la Raggi.

"Le nostre città - ha aggiunto - rischiano di trovarsi di fronte a sfide inattese.
"Assistiamo sempre più spesso a fenomeni estremi: siccità per lunghi periodi, come sta avvenendo nel Lazio; precipitazioni che in un giorno possono riversare sul terreno la pioggia di un mese intero; o anche nevicate inusuali a bassa quota come quelle che in questi giorni stanno investendo l'Italia. Per questo dobbiamo agire velocemente", ha detto la Raggi.

Ambiente, 2018: addio ai sacchetti di plastica ultraleggeri


Importante novità in arrivo dal 1 gennaio 2018: ipermercati e supermercati diranno addio ai sacchetti di plastica leggeri usati per imbustare frutta, verdura, pesce, carne ed affettati. I vecchi sacchetti saranno sostituiti da buste biodegradabili, ma a pagamento e - infatti - già molti parlano di ennesima stangata a carico dei consumatori.

Replica, tuttavia, il direttore generale di Legambiente, Stefano Ciafani, che dichiara: "L'innovazione ha un prezzo ed è giusto che i bioshopper siano a pagamento, purché sia garantito un costo equo che si dovrebbe aggirare intorno ai 2/3 centesimi a busta. Così come è giusto prevedere multe salate per i commercianti che non rispettano la vigente normativa. In questi anni gli italiani hanno apprezzato molto il bando dei sacchetti non biodegradabili, siamo sicuri che accoglieranno bene questa importante novità riguardante gli shopper leggeri e ultraleggeri finalmente compostabili. Occorre affrontare con efficacia il problema dell'usa e getta e allo stesso tempo contrastare il problema dei sacchetti illegali, ancora troppo diffusi, e promuovere le filiere delle produzione industriali innovative e rispettose dell'ambiente. Allo stesso tempo auspichiamo che l'Italia continui a seguire, con impegni e azioni concrete, la strada tracciata in questi anni e la strategia messa a punto, basata sulla corretta gestione dei rifiuti da parte dei comuni, l'economia circolare promossa dalle imprese e il contrasto al marine litter, grazie anche alle ultime novità arrivate dalla legge bilancio, e infine una maggiore tutela e salvaguardia dell'ambiente marino e della biodiversità".

Ilva: ArcelorMittal chiede modifiche a contratto

ROMA - La società ArcelorMittal ha comunicato ai commissari di Ilva di voler apportare "modifiche e aggiunte" al contratto di acquisto dell'azienda per tutelarsi da 'contestazioni legali' in Italia. Secondo quanto si apprende i commissari hanno inviato al Mise il 21 dicembre una lettera in cui fanno presente tutte le osservazioni e richieste di modifica al contratto arrivate loro da AmInvestCo.

Ostuni: giovedì 14 dicembre incontro sulla cura contro la Xylella

OSTUNI (BR). Proseguono le interessanti iniziative nella città di Ostuni: giovedì 14 dicembre 2017, a partire dalle ore 16:30 presso la Cava San Giovanni (entrata a destra sopra la crosta della cava), si terrà un incontro organizzato da Cinzia Battistini, fondatrice ed ideatrice di ExpoYes, per agronomi interessati ad una cura biologica contro la Xylella attraverso i tannini.

All'incontro sarà inoltre presente il dottor Rodolfo Graziani, veterinario esperto di botanica.

Per prenotare e confermare la presenza, contattare il numero 3393692339.

Clima, Macron: stiamo perdendo la battaglia

(ANSA/AP)
PARIGI - Due anni fa, il segretario di stato americano John Kerry ha condiviso gli applausi e lo champagne a Parigi quando le potenze mondiali hanno suggellato un accordo globale sul clima. Ritornando nella capitale francese martedì per un nuovo summit, ha manifestato una cifra amara e delusa.

L'impegno degli Stati Uniti nella lotta al cambiamento climatico - qualcosa che sia Kerry che l'ex presidente Barack Obama speravano sarebbe stato una parte fondamentale del loro retaggio congiunto - è stato rovesciato a giugno quando Donald Trump ha annunciato che avrebbe ritirato l'America dal patto di Parigi.

La mancanza di leadership americana nell'affrontare quello che Obama aveva definito "una minaccia esistenziale" è stata facilmente ravvisabile al One Planet Summit nella capitale francese, martedì in cui oltre 50 leader mondiali e dozzine di ministri si sono incontrati per colloqui.

Solo il presidente Trump e il siriano Bashar al-Assad non sono stati invitati. Il governo americano era rappresentato dal diplomatico di secondo grado dell'ambasciata di Parigi che non appariva da nessuna parte nel programma ufficiale degli eventi.

"È molto deludente, è peggio che deludente, è in realtà una vergogna quando si considerano i fatti, la scienza, il buon senso, tutto il lavoro che è stato fatto", ha detto Kerry all'AFP quando gli è stato chiesto quali fossero i suoi pensieri sull'assenza degli Stati Uniti.

Quando ha firmato l'accordo di Parigi a nome degli Stati Uniti durante una cerimonia alle Nazioni Unite lo scorso aprile, Kerry ha portato sul palco la sua nipotina Isabelle di due anni per sottolineare la sua convinzione che l'accordo fosse per le generazioni future.

MACRON: "SUL CLIMA STIAMO PERDENDO BATTAGLIA" - "Per salvare il clima ogni attore della società deve impegnarsi ogni giorno": a dichiararlo il presidente francese Emmanuel Macron aprendo il vertice One Planet Summit a Parigi. "Oggi si gioca una nuova tappa della nostra lotta collettiva", ha continuato, spiegando tuttavia che "non dobbiamo sbagliarci, ma stiamo perdendo la battaglia". Con l'uscita degli Usa, l'accordo siglato nel 2015 alla Cop21 di Parigi "è più fragile" e "non andiamo abbastanza veloci", ha avvertito.

La "guerra" contro i cambiamenti climatici "non è ancora vinta": lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, intervenendo al One Planet summit di Boulogne-Billancourt, alle porte di Parigi. Per lui, sostenere le energie fossili, che rimangono ancora oggi "molto pesantemente sovvenzionate", significa "investire nella nostra perdita". "Dobbiamo investire nel futuro, non nel passato", ha insistito il leader Onu. Quindi l'invito affinché i Paesi ricchi onorino l'impegno di fornire 100 miliardi di dollari all'anno fino al 2020, in particolare, per i Paesi in via di sviluppo. Il "treno del clima non aspetta, imbarco immediato, perché non c'è un piano B".

FRANCIA: 12 PROGETTI PER IL CLIMA - L'ufficio del presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato 12 progetti da centinaia di milioni di dollari per combattere il cambiamento climatico, che sono stati presentati al vertice sul clima "One Planet Summit" a Parigi. Tra questi, un programma per lo sviluppo di auto elettriche in otto stati americani, un fondo di investimento per i paesi caraibici colpiti dagli uragani e finanziamenti per fondazione di Bill Gates che sostiene gli agricoltori. I progetti puntano anche ad accelerare la fine dei motori a combustione, nell'ambito degli accordi siglati alla conferenza Onu Cop21 per ridurre le emissioni.

Torre Guaceto. Zizza: "Massima collaborazione con il nuovo Presidente del Consorzio, Mario Tafaro"

BRINDISI - "La designazione da parte del Comune di Carovigno, supportato dal Comune di Brindisi e da WWF Italia, dell'ex prefetto, Mario Tafaro, a Presidente del Consorzio di Torre Guaceto, è sinonimo di qualità e garanzia per il nostro territorio e la riserva medesima" ha dichiarato il senatore e Vice Presidente 13° Commissione Ambiente, Vittorio Zizza, in seguito alla nomina del nuovo presidente del Consorzio di Torre Guaceto.

"Una figura di questo livello e dal curriculum eccellente, non potrà che portare valore aggiunto all'ottimo lavoro svolto fino ad oggi dal Consorzio della riserva naturale. Un ringraziamento va al presidente uscente Vincenzo Epifani per i traguardi raggiunti. Già prefetto di Brindisi, Bari e Lecce, Tafaro, saprà dare il proprio contributo per affrontare tutte le questioni legate alla gestione dell'area protetta, salvaguardando le inestimabili ricchezze paesaggistiche, di flora e fauna presenti nella riserva. In questa battaglie troverà sempre la mia piena disponibilità e la massima collaborazione da parte della Commissione Ambiente del Senato, della quale sono Vice Presidente. Ho espresso personalmente le mie congratulazioni al neo eletto Presidente, ringraziandoLo per aver dato la Sua disponibilità e per il lavoro che farà nell'interesse del nostro territorio".

Lancet: "Quasi 9 milioni di morti l’anno a causa dell'inquinamento"

ROMA - "Quasi 9 milioni di morti l’anno. Sono questi i numeri (relativi al 2015) riferibili all’inquinamento e che emergono dai risultati di un progetto di ricerca durato due anni" si legge in una nota pubblicata dalla rivista Lancet.

"A fare la parte del leone è l’inquinamento atmosferico (smog, particolato nell’aria ma anche inquinamento da uso domestico di combustibili fossili), responsabile di 6,5 milioni di morti l’anno (in gran parte per malattie cardiovascolari e respiratorie). Le forme di inquinamento associate allo sviluppo industriale quali l’inquinamento atmosferico ambientale, l’inquinamento chimico, occupazionale e del suolo fanno oggi più vittime che in passato: si è passati da 4,3 milioni nel 1990 a 5,5 milioni nel 2015. A questi dati allarmanti diffusi recentemente dalla stampa si aggiunge la notizia relativa al superamento dei livelli tollerabili sempre più frequenti di polveri sottili nelle principali città italiane. A Milano i livelli di smog non scendono al di sotto della soglia limite per la salute umana, fissata per il PM10 a 50 µg/m³ , e da una settimana la concentrazione di polveri sottili ha superato i 100 µg/m³. Anche in Veneto e Piemonte la qualità dell’aria resta pessima con 114 µg/m³ registrati a Torino e 92 µg/m³ a Venezia Mestre. Questo inquinamento è figlio sia delle produzioni energetiche di fonti fossili sia del cambiamento climatico, prodotto a sua volta dalle emissioni climalteranti. È inevitabile di fronte ad uno scenario così drammatico avviare una riflessione profonda e seria sul presente e sul futuro dei nostri figli. Dati così allarmanti devono preoccupare i pubblici decisori, troppo spesso inerti sui temi della salvaguardia ambientale, delle fonti rinnovabili e della mobilità sostenibile. Il settore delle Fonti Rinnovabili è in attesa da ormai 10 mesi del Decreto Ministeriale che regoli il settore per il periodo 2017 - 2020. Un tale vuoto normativo non consente alle aziende del settore eolico e del settore rinnovabili di lavorare per produrre quell’energia pulita necessaria per contrastare questo pericolo per la salute umana, perdendo inoltre gli enormi benefici economici e ambientali che ne conseguono. L’auspicio è che le Istituzioni tutte, comprese le Regioni, prendano in carico l’impegno di tutelare la salute dei cittadini, evitando di porre ostacoli di natura normativa allo sviluppo del settore eolico e delle rinnovabili". 

Junker: la app per differenziare correttamente i rifiuti

di NICOLA ZUCCARO - Junker (si legge Gianker), un servizio fruibile tramite app (per smartphone Android o Apple) che riconosce con un solo clic il rifiuto e informa i cittadini su come smaltirlo secondo le norme vigenti del territorio comunale di Bari. Scansionando il codice a barre del prodotto o dell'imballaggio, Junker lo riconosce grazie ad un database di oltre 1 milione di prodotti identificati e ne indica la scomposizione delle materie prime e i bidoni a cui sono destinati.

Inoltre, la moderna applicazione telematica può essere aggiornata quotidianamente anche grazie al contributo dei cittadino: se il prodotto scansionato non viene riconosciuto, l'utente può trasmettere alla app la foto del prodotto e ricevere una risposta in tempo reale, mentre la referenza viene aggiunta a quelle esistenti.

Uno strumento innovativo che contribuirà sia a posizionare la città di Bari in linea con la filosofia delle smart cities europee, sia a mantenere basse le aliquote relativa all'eco-tassa. Quest'ultima, come hanno evidenziato l'assessore all'Ambiente Pietro Petruzzelli ed il Presidente dell'Amiu Sabino Persichella durante la presentazione alla stampa della app nella mattinata odierna a Palazzo di Città, negli ultimi anni non ha subìto alcun aumento per gli effetti dovuti all'incessante opera di diffusione e di sensibilizzazione della raccolta differenziata, e con particolare attenzione ai RAEE, condotta dal Comune di Bari.

Caso Pfas: trovate tracce nel sangue degli adolescenti. Zaia: "Abbasserò i limiti"

di ANTONIO GAZZILLO - In Veneto è riesploso il caso Pfas. Sono stati eseguiti dei controlli su 1342 adolescenti, nati tra il 1997 e il 2001, di Brendola, Lonigo, Sarego e Alonte, paesi che si trovano a nord-ovest di Vicenza vicini alla fabbrica svizzera Miteni, che produce Pfas.

I risultati delle analisi hanno mostrato che i perfluoroalchilici, sostanze prodotte dalla fabbrica sopra citata e usati nel nostro quotidiano per esempio nel cartone della pizza, scorrono nel sangue dei ragazzi della provincia di Vicenza.

Il Pfas si è diffuso tramite i rubinetti e l’acqua potabile mentre si è scoperto che nel sangue di un operaio che ha lavorato per undici anni alla Miteni si sono depositati 91.000 nanogrammi di solfuro di carbonio e acido fluoridrico.

Infatti nel reparto di produzione dell’azienda dal 1965 sono morte ventuno persone su sessantanove.

Per questo non è difficile trovare nella provincia di Vicenza le cause del cancro al rene per le donne e del cancro ai testicoli per gli uomini.

In merito alla vicenda è intervenuto il presidente della regione Veneto, Luca Zaia, che ha affermato di voler abbassare ai livelli della Svezia i livelli di Pfas nell’acqua.

Il ministro dell’Ambiente, Luca Galletti, invece, ha accusato Zaia di aver speso solo 8 dei 90 milioni stanziati nel 2005 dallo Stato per far fronte a tale emergenza.

Intanto i controlli proseguono nelle quattro province colpite: Vicenza, Verona, Rovigo e Padova.

G20: confermata intesa sul clima senza Usa

(ANSA/AP)
AMBURGO - Il G20 conferma l'impegno sul clima senza gli Usa, che si sono sganciati dall'intesa. "Sul clima ci siamo resi conto che dove non c'è un consenso bisogna esprimere il dissenso nel comunicato - ha detto Angela Merkel alla fine del G20 -. Sappiamo che gli Usa hanno detto che vogliono uscire dall'accordo sul clima, ma io sono lieta di dire che tutti gli altri sono concordi sul fatto che non si possa tornare indietro". Intanto il presidente francese Emmanuel Macron, a margine del G20 di Amburgo, ha annunciato un summit sul clima il 12 dicembre a Parigi.

INTESA SUL COMMERCIO - Il G20 si riconosce nella battaglia contro il protezionismo, ma questa posizione nel comunicato sarà comunque condizionata, con la citazione esplicita del legittimo ricorso a strumenti di difesa nazionali. Nel comunicato si riconosce il commercio aperto come motore della crescita, della produttività, dell'innovazione e della creazione di posti di lavoro.

PUGLIA. Xylella: Stefàno "Mipaaf difenda produzione vitivinicola da iniziative sleali"


"Non sono assolutamente soddisfatto della risposta del viceministro che sembra solo aver letto le premesse della mia interrogazione senza illustrare quali azioni si stiano mettendo in campo per evitare le misure di slealtà commerciale che investono la zona dichiarata infetta da Xylella". A dirlo è il senatore Dario Stefàno, capogruppo in Commissione Agricoltura di Palazzo Madama, che nel pomeriggio di oggi, in Aula, è intervenuto per replicare alla risposta del Viceministro Andrea Olivero a una sua interrogazione dello scorso dicembre sulle misure sleali che stanno colpendo il vivaismo vitivinicolo della Terra d'Otranto.

"Nessuno - continua Stefàno - in Italia può vantare la qualità della produzione di barbatelle, e l'autenticità da un punto di vista fitosanitario, che può garantire il Salento, considerato che ai nostri produttori sono state imposte specifiche misure che rendono ipercontrollata la produzione, come ad esempio con il termotrattamento, senza dimenticare gli argomenti scientifici che escludono che la Xylella possa insediare il settore vitivinicolo".

"Non devono essere i vivaisti della Terra d'Otranto a rivendicare al Marocco, e al suo ufficio fitosanitario, la qualità delle proprie produzioni o gli studi che ne attestano l'immunità alla Xylella. Dovrebbe farlo il Servizio Sanitario Nazionale o il Ministero, dandone evidenza anche nelle relazioni di natura istituzionale".

"C'è un territorio che sta soffrendo ma non si adottano nemmeno misure di promozione che possano mettere in evidenza la qualità di questi prodotti. Io credo - conclude Stefàno - che si stia dando scarsissima considerazione a questa vicenda, nonostante le tante promesse che sono state fatte, in occasione di visite e sopralluoghi. Chiedo, dunque, che il Ministero cambi passo perché ne va della dignità non solo di un intero territorio, ma della storia vitivinicola che quel territorio ha saputo imprimere al Paese".

Riscaldamento climatico, i fiori alpini a rischio estinzione

I cambiamenti climatici, aumento della temperatura e scioglimento dei ghiacci, e l’opera dell’uomo stanno mettendo a serio repentaglio moltissime specie anche vegetali come le piante alpine. Se il clima dovesse diventare più caldo e con proliferare di parassiti e agenti patogeni, queste piante si troverebbero in una situazione di pericolo.

Allo scopo di studiare il futuro delle genziane e delle stelle alpine, ricercatori dell’Istituto federale per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) guidati da Loïc Pellissier hanno trapiantato dieci tonnellate di tappeto erboso alpino da 2100 a 1400 m d’altezza.

Per l’esperimento in collaborazione con il Politecnico federale (ETH) di Zurigo, i ricercatori hanno trasferito complessivamente 80 zolle di prato misto a radici settecento metri più in basso grazie a 20 voli di elicottero. Da analisi preliminari emerge l’ipotesi che l’avvenire delle piante alpine si prospetta difficile. Nel 2012, colleghi di Pellissier all’ETH avevano fatto un esperimento simile, mettendo in luce come le piante alpine prosperano a stento a temperature inferiori.

Un’inversione della tipicità della flora è già stata rilevata, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”: infatti sono in aumento determinate specie di piante sulle montagne del nord e del centro d’Europa, mentre sono in via di estinzione e di declino le specie delle regioni montuose del Mediterraneo.

I fiori alpini che crescono soltanto sulle vette europee sono in serio pericolo di estinzione anche se l’adattamento ai cambiamenti climatici ha fatto sviluppare una migrazione delle piante di montagna europee verso altitudini maggiori. La regione mediterranea, dunque, è destinata ad affrontare, nei prossimi decenni, una maggiore scarsità di acqua e aridità del suolo.