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Strage nel Foggiano, un arresto

BARI - E' stato arrestato dai carabinieri l'uomo di aver partecipato alla strage di San Marco in Lamis, nel Foggiano, in cui il 9 agosto 2017 furono uccise con colpi di kalashnikov quattro persone. L'arresto è avvenuto su disposizione della magistratura barese. In manette anche un altro indagato accusato di altri reati.

Perirono nell'agguato due contadini innocenti, i fratelli Luigi e Aurelio Luciani, di 47 e di 43 anni, 'rei' di aver assistito involontariamente all'uccisione del boss Mario Luciano Romito e di suo cognato, Matteo De Palma: per questo furono inseguiti e fucilati.

I delitti rientrano nella cosiddetta faida del Gargano, che anche nella zona di San Marco in Lamis vede il clan Romito contrapposto ai Li Bergolis per il controllo dei traffici illeciti.

Roma, arrestato dipendente dell'Agenzia delle Entrate

ROMA - Nuovo caso di corruzione dalla Capitale. I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma stanno dando esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per corruzione, accesso abusivo a sistema informatico, truffa aggravata ai danni dello Stato e frode informatica nei confronti di un dipendente delle Agenzie delle Entrate e di un commercialista romano.

Il funzionario, secondo le accuse, avrebbe "percepito indebite somme di denaro per alterare i dati fiscali di diversi contribuenti, in modo da procurare loro un ingiusto profitto consistente nella illegittima diminuzione dell'importo dell'imposta dovuta all'erario", si apprende in una nota.

Il danno erariale causato dalle condotte illecite del funzionario ammonta a circa 550.000 euro.

Detenuti in rivolta nel carcere di Sanremo

GENOVA - Momenti di tensione nel carcere Calle Armea di Sanremo, dove una rivolta dei detenuti si è scatenata nella notte. Due agenti sono rimasti intossicati. A renderlo noto il sindacato Uilpa-Polizia penitenziaria. La rivolta - ha spiegato in una nota il segretario regionale, Fabio Pagani - è stata sedata dopo quattro ore "di violenze e devastazioni".

"All'arrivo del direttore e del comandante sono stati individuati i principali rivoltosi e sono stati isolati. La sezione appare un vero e proprio campo di battaglia, le fiamme, causate da televisioni lanciate nel corridoio e lenzuola imbevute di olio, sono state spente grazie all'utilizzo dell'idrante da parte della polizia penitenziaria".

Il carcere di Sanremo puo' ospitare al massimo 190 detenuti. Ne sono presenti, invece, 270 per l'impossibilità del trasferimento ad altre strutture dopo il crollo del ponte Morandi. Ad accendere la rivolta sono stati 46 detenuti, per i quali, afferma Pagani, "dovrà essere inevitabile il trasferimento immediato ad altra struttura penitenziaria". Gli agenti feriti sono stati curati nel pronto soccorso cittadino.

Genzano, esplode palazzina: 2 feriti gravi

ROMA - Attimi di paura nella notte a Genzano, alle porte della capitale, dove due persone sono rimaste ferite in modo grave nello scoppio di una palazzina. Squadre dei Vigili del Fuoco del comando di Roma sono intervenute in piazza Vittorio Buttaroni al civico 17.

L'appartamento si trova al primo piano di un edificio di due. I due occupanti sono stati trasportati in Ospedale dal personale medico del 118, in codice rosso. Le famiglie dalle due palazzine coinvolte dalla deflagrazione sono state evacuate. Tra le prime ipotesi, quella che a causare la deflagrazione sia stato il gas fuoriuscito da una bombola.

L'appartamento è stato sequestrato. Tutto l'edificio è stato al momento dichiarato inagibile e i 27 condomini accolti in strutture ricettive del comune.

Giallo di Ragusa, fermato il marito

RAGUSA - E' stato emesso il provvedimento di fermo di indiziato di delitto nei confronti di Giuseppe Panascia, 74 anni, indagato per omicidio volontario con l'accusa di avere ucciso la moglie Maria Zarba, 66 anni, a Ragusa giovedì. Il provvedimento è stato adottato al termine del sopralluogo condotto dalla Squadra mobile assieme all'indagato dopo un lungo interrogatorio.

Bossetti, confermato ergastolo. Pg Cassazione: "Nessun dubbio su colpevolezza"

ROMA - È definitiva la condanna all'ergastolo per Massimo Giuseppe Bossetti, ritenuto responsabile dell'omicidio di Yara Gambirasio, la tredicenne brembatese scomparsa il 26 novembre 2010 e ritrovata morta in un campo a poca distanza dal suo paese 3 mesi dopo. La prima sezione penale della Cassazione, dopo circa 4 ore di camera di consiglio, ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato, che è detenuto nel carcere di Bergamo. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile anche il ricorso presentato dalla Procura generale di Brescia e confermato così l'assoluzione di Bossetti per il reato di calunnia ai danni di un collega.

"Non c'è un ragionevole dubbio" sulla colpevolezza di Massimo Bossetti. Sono parole che non lasciano spazio a dubbi quelle del sostituto procuratore generale di Cassazione Mariella de Masellis, che chiedono la conferma del carcere a vita per l'imputato, accusato dell'omicidio di Yara.

"Si tratta di una condanna gravissima - ha evidenziato il pg - ed è giusto interrogarsi se ci sia solo il dubbio per crederlo innocente, ma per affermare l'innocenza di Bossetti dovremmo dire che le analisi genetiche hanno contaminato il profilo portando a un Dna identico al suo, che si è creato un profilo sintetico, che vi era la necessità di trovare in Bossetti, di cui nessuno allora aveva mai sentito parlare, un capro espiatorio. Se tutto questo non c'è, non c'è ragionevole dubbio".

"Non è stato cercato un colpevole ad ogni costo", ha aggiunto de Masellis, rilevando che nelle indagini sull'omicidio di Yara "tutti gli accertamenti sono stati condotti con estremo scrupolo". 

Ucciso l''angelo di Ragusa'

RAGUSA - Giallo a Ragusa. Maria Zarba, 66 anni, soprannominata l''angelo' della cittadina siciliana per le sue continue attività di assistenza agli infermi, è stata assassinata nella casa di via Giambattista Odierna dove viveva. Madre di quattro figli - due maschi e due femmine tutti e quattro lontani da Ragusa per lavoro - era molto conosciuta in città, dove ha cresciuto generazioni di ragazzi al Liceo Classico.

Sposata da anni, la Zarba dormiva un nipote che al termine del lavoro teneva compagnia alla nonna. La casa della donna, molto ben voluta da tutti, dedita al'assistenza e alla beneficenza nel quartiere e ministrante (il laico che aiuta il sacerdote durante le funzioni) era frequentata anche dagli altri nipoti e da amici e conoscenti. Maria Zarba e il marito erano molto religiosi; la donna portava la comunione alle persone malate, dedicava la vita ad aiutare gli altri.

Il corpo senza vita è stato trovato nel soggiorno-cucina, dove probabilmente stava guardando la televisione. In Questura nella nottata, per ricostruire quanto avvenuto, sono stati sentiti alcuni i nipoti, uno dei quali, trovato il corpo  della donna, ha chiamato i soccorsi. Sentito anche il marito, oltre ad alcuni conoscenti.

Al lavoro nella notte la Squadra mobile, le volanti della Polizia, i tecnici della Scientifica assieme al sostituto procuratore Giulia Bisello e al medico legale Giuseppe Iuvara che ha effettuato la prima ispezione sul corpo della vittima, che presenta ferite alla testa inferte con un corpo contundente.

Gli agenti hanno controllato le telecamere private di videosorveglianza dell'area da cui potrebbero arrivare elementi importanti in aiuto degli investigatori. L'abitazione è sita nel centro storico superiore di Ragusa, a due passi dal municipio, in un dedalo di viuzze. 

Cucchi: imputato accusa 2 colleghi

ROMA - Svolta nel caso Cucchi. Il pm Musarò ha reso noto un'attività integrativa di indagine dopo che uno dei carabinieri imputati, Francesco Tedesco, in una denuncia ha ricostruito i fatti di quella notte e ha "chiamato in causa" due dei militari imputati per il pestaggio.

"Il 20 giugno 2018 - ha dichiarato il pm - Tedesco ha presentato una denuncia contro ignoti in cui dice che quando ha saputo della morte di Cucchi ha redatto una notazione di servizio". Sulla base di questo atto, il rappresentante dell'accusa ha detto che è stato iscritto un procedimento contro ignoti nell'ambito del quale lo stesso Tedesco ha reso tre dichiarazioni.

"In sintesi - ha continuato il pm - ha ricostruito i fatti di quella notte e chiamato in causa gli altri imputati: Mandolini, da lui informato; D'Alessandro e Di Bernardo, quali autori del pestaggio; Nicolardi quando si è recato in Corte d'Assise, già sapeva tutto". I successivi riscontri della procura hanno portato a verificare che "è stata redatta una notazione di servizio - ha detto il pm - che è stata sottratta e il comandante di stazione dell'epoca non ha saputo spiegare la mancanza". Sotto processo ci sono Alessio Di Bernardo, Raffaele D'Alessandro e Francesco Tedesco, tutti imputati di omicidio preterintenzionale e abuso di autorità, Roberto Mandolini di calunnia e falso, e Vincenzo Nicolardi di calunnia.

Sanità Abruzzo: Del Turco condannato a 3 anni e 11 mesi

Ottaviano Del Turco è stato condannato in via definitiva a 3 anni e 11 mesi per induzione indebita nel processo sulla ‘Sanitopoli abruzzese’. La Cassazione ha confermato la pena decisa nel dicembre 2017 dalla Corte d’Appello di Perugia nell’appello-bis. L'indagine prese avvio dalla denuncia dell'imprenditore Angelini: Del Turco venne arrestato nel luglio 2008 e passò 28 giorni in carcere, poi due mesi ai domiciliari.

Qualche giorno dopo l'arresto, si dimise dall'incarico di presidente della Regione e si autosospese dal Pd. Nell'udienza di ieri, il sostituto pg Elisabetta Ceniccola avea sollecitato il rigetto dei ricorsi, con il solo accoglimento, per quanto riguardava Cesarone, del punto relativo ai risarcimenti alle Asl.

Con Del Turco è stato condannato in via definitiva anche Camillo Cesarone, a 3 anni e 9 mesi, ex capogruppo della Margherita nella Regione Abruzzo. In sostanza dell’iniziale insieme di accuse sono state confermate quelle di induzione indebita per fatti avvenuti tra il 2006 e il 2007. Del Turco era stato arrestato nel 2008 ed era rimasto in carcere per 28 giorni, poi 2 mesi ai domiciliari. In primo grado Del Turco era stato condannato a 9 anni e 6 mesi per associazione a delinquere e altri reati, in appello la pena era scesa a 4 anni e 2 mesi.

In primo grado Del Turco era stato condannato a 9 anni e 6 mesi, pena ridotta in appello a 4 anni 2 mesi. La Cassazione, nel dicembre 2016, annullò con rinvio la sentenza di secondo grado relativamente al reato associativo, per il quale i giudici umbri, in appello-bis, hanno pronunciato l'assoluzione.

Sbranato dai suoi due grossi cani da combattimento

GROSSETO - Momenti di terrore per un giovane che abita in un podere isolato a Istia d'Ombrone, in provincia di Grosseto, aggredito e sbranato dai propri cani. Provvidenziale l'intervento dei vigili del fuoco per salvarlo. L'uomo, da quello che si è appreso, era nella sua casa con gli animali, due grossi cani di razza Amstaff (American Staffordshire Terrier), quando è stato assalito. Ha provato a difendersi ma ha subito notevoli ferite ed avrebbe perso molto sangue. Ad intervenire sul posto anche i sanitari del 118. L'uomo è stato trasferito al pronto soccorso dell'ospedale Misericordia di Grosseto dove si trova in gravi condizioni.

È un giovane di 28 anni ed è ricoverato in ospedale in prognosi riservata, ma il ferito non è considerato in pericolo di vita. In base a ricostruzioni il 28enne si sarebbe trovato da solo nell'abitazione quando i due cani lo hanno assalito per cause da accertare. Sarebbe stato lo stesso giovane proprietario a chiamare, mentre si difendeva e parava gli attacchi, i vigili del fuoco per essere soccorso. Una squadra è partita da Grosseto per raggiungere Istia d'Ombrone, località che dista circa sei chilometri dal comando dei vigili del fuoco, situato nel capoluogo. Quando sono arrivati al podere, i pompieri hanno bloccato le due bestie mettendole in sicurezza e soccorso col personale del 118 il ferito, subito portato in ospedale.

Hacker: attacchi alla Nasa e a siti italiani, indagato 25enne di Salò

BRESCIA - La Polizia postale ha individuato l'hacker responsabile della violazione di 60 siti web istituzionali di enti territoriali (fra cui quelli della Polizia penitenziaria, di alcune province della Toscana e della Rai) e di otto domini collegati alla Nasa. Si tratta di un disoccupato di 25 anni residente a Salò, nel bresciano, che è accusato dei reati di accesso abusivo e danneggiamento a sistema informatico. L'uomo ha ammesso la sua responsabilità negli attacchi informatici.

A risultargli fatale è stata la rivendicazione delle proprie gesta sui principali social quale appartenente alla cosiddetta crew “Master Italian Hackers Team”, comunità già nota per aver messo a segno numerosi attacchi a vari siti istituzionali. La sua notorietà si era molto accresciuta dopo le violazioni dei siti collegati alla Nasa, l'ente spaziale americano.

Ancona, atterraggio d'emergenza per guasto ai comandi dell'aereo: panico a bordo

ANCONA - Poco prime delle 11 di ieri, il volo 2B 224 della compagnia aerea albanese Albawings, stava sorvolando sopra l’Aeroporto delle Marche Raffaello Sanzio di Falconara, vicino ad Ancona, quando il pilota ha lanciato il "Mayday" e richiesto l’atterraggio di emergenza. L’aereo era decollato dall’aeroporto di Venezia Marco Polo alle ore 9:35 con direzione Tirana, quando ha iniziato ad avere dei problemi mentre stava sorvolando il Mare Adriatico all’altezza del Centro Italia. Il pilota ha segnalato alla torre di controllo un problema ai comandi e ha chiesto l’atterraggio di emergenza.

L’Enav, Ente nazionale per l’assistenza al volo, ha dato l’ok all’atterraggio del Boeing di Albawings allo scalo marchigiano, bloccando tre voli in partenza per lasciare libera al pista. Nel frattempo a bordo pista sono arrivati i vigili del fuoco e i mezzi del 118, per prestare soccorso a passeggeri ed equipaggio del velivolo.

L’aereo, nonostante i problemi, è atterrato in sicurezza. Nessuno tra passeggeri ed equipaggio a bordo è rimasto ferito, ma si sono verificate scene di panico. Una volta fatti scendere dall’aereo, i 135 passeggeri che viaggiavano sul Boieng di Albawings sono stati assistiti dal personale di Aerdorica, la società che gestisce l’aeroporto di Falconara-Ancona. Ad alcuni è stata data assistenza sanitaria a causa di malori legati allo spavento.

L’aereo dopo le verifiche ed interventi tecnici sul guasto ai comandi dell'aeromobile è ripartito atterrando a Tirana alle 16:35. E' evidente, commenta Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” che ci sono troppi incidenti sfiorati anche a causa delle omessa revisione degli aeromobili.

Giallo a Roma: magistrato trovato morto, autorizzò arresti clan Spada

ROMA-  Giallo nella capitale, dove è stato rinvenuto il corpo senza vita del magistrato Simonetta D'Alessandro, 58 anni. Nella sua carriera ha seguito importantissime inchieste sulla criminalità organizzata e reati contro la Pubblica Amministrazione. Ieri pomeriggio è stata trovata morta nella sua casa al centro storico della Capitale.

La D'Alessandro ha ricoperto il ruolo di gip occupandosi di importanti inchieste come di recente quella sul 'clan' Spada con 32 arresti ma anche una tranche di 'Mafia Capitale legata all'assegnazione dei lavori in alcuni campi nomadi, firmando 13 rinvii a giudizio.

Simonetta D'alessandro, 58 anni
A dare l'allarme il figlio che, preoccupato perché non aveva più notizie della madre, si è presentato nel pomeriggio alla stazione Prati dei carabinieri. Così i militari sono entrati nell'abitazione trovando all'interno il cadavere del magistrato. In casa tutto era in ordine: nessun segno di effrazione sulla porta o sulle finestre. Il medico legale, nel corso di un primo esame, non ha riscontrato segni evidenti di violenza. Gli investigatori ipotizzano un malore.

Nata a Foggia 58 anni fa Simonetta D'Alessandro è stata titolare dell'inchiesta Fini-Tulliani e all'inizio dell'anno ha firmato come gip l'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 32 persone considerate appartenenti al 'clan' Spada. Nella sua lunga carriera si è occupata anche di terrorismo e nuove Brigate rosse.

Roma, viceprefetto investito e ucciso da bus turistico

ROMA - Dramma nella Capitale per il viceprefetto Giorgio De Francesco, 54 anni, morto investito da un bus turistico a via Cavour.di 54 anni investito e ucciso da un bus turistico mentre attraversava via Cavour, poco distante dai Fori Imperiali. Alla guida del mezzo un 58enne, anche lui italiano.

L'uomo stava attraversando in compagnia della moglie, che è stata letteralmente sfiorata dal bus, restando illesa: il mezzo era appena ripartito dall'hotel Palatino dove era sceso un gruppo di turisti e l'impatto è avvenuto poche decine di metri più avanti, all'altezza delle strisce pedonali.

Il conducente del bus si è subito fermato ed è stato accompagnato in ospedale per rilevare l'eventuale presenza di alcol e droghe nel sangue e nelle urine: i primi test hanno dato esito negativo. Il bus come da procedura è stato sequestrato e verrà sottoposto a perizia per verificarne l'efficienza.

Brianza, pedoni travolti e uccisi sulla provinciale

VIMERCATE - Questa notte in Brianza, a Vimercate, due uomini di 33 e 38 anni sono stati travolti da un’auto. Il dramma è avvenuto intorno alle 3.45 nella frazione di Bellusco sulla Sp2. Da una prima ricostruzione i due stavano camminando a piedi quando sono stati travolti. Alla guida dell’auto una giovane di 21 anni soccorsa in stato di choc e portata all’ospedale della cittadina in provincia di Monza e Brianza.

Ad intervenire sanitari del 118, intervenuti con 3 ambulanze e un’automedica e i vigili del fuoco impegnati con 4 mezzi: si cerca infatti una terza persona, che potrebbe essere stata investita. Le ricerche avvengono sotto il coordinamento dei carabinieri.

Maltempo: mamma e figlioletto morti nel Lametino


LAMEZIA TERME - Dramma nel Lametino per una famiglia. I corpi della mamma e di suo figlio di 7 anni, dispersi a Lamezia Terme a seguito dell'ondata di maltempo, sono stati rinvenuti ad una cinquantina di metri l'uno dall'altro nel letto di un torrente nei comuni di San Pietro a Maida e San Pietro Lametino. In corso le ricerche del secondo figlio della donna, di due anni, che risulta ancora disperso.

La famiglia, secondo quanto confermato dalle forze dell’ordine, si trovava a bordo di un’autovettura nella zona di San Pietro Lametino, dove è stato registrato un netto peggioramento delle condizioni meteo.

La vettura è stata trovata, ma della donna nessuna traccia. In corso le operazioni di ricerca da parte di forze dell’ordine, Vigili del Fuoco e volontari. Non trapelano notizie al momento. Un appello è stato lanciato su Facebook da una nipote della donna, che riferisce che da ieri sera la zia non risponde al telefonino che risulta spento.

Sila, cane-eroe salva 2 cercatori di funghi

REGGIO CALABRIA - Provvidenziale salvataggio da parte di un cane dell'unità cinofila del Soccorso alpino calabrese di due cercatori di funghi di 47 e 42 anni che sono stati tratti in salvo sulle montagne della Sila. L'allarme era stato dato giovedì sera alle 19 dai familiari per il mancato rientro dei due che erano andati a cercare funghi in un bosco vicino al Monte Curcio.

Ad intervenire prontamente nella zona i Carabinieri della stazione di Camigliatello e una squadra del Soccorso Alpino Calabria locale che hanno trovato l'automobile dei due dispersi sulla strada delle "vette" e hanno avviato le ricerche con l'ausilio dell'Unita' Cinofila da Ricerca di superficie del Soccorso Alpino.

Proprio il cane, un grigione di quattro anni di nome Full, ha ritrovato i due dispersi presso i boschi di Macchia Sacra, in buone condizioni, che sono stati riaccompagnati all'auto sotto una pioggia battente.

Bergamo, professore massacrato con un'accetta e carbonizzato

BERGAMO - È ancora un giallo l'omicidio di Cosimo Errico, 58 anni, di Bergamo, insegnante all'istituto Natta. Il docente è stato massacrato con un'accetta e poi parzialmente bruciato nel tentativo di nascondere le tracce dell'aggressione mortale. Il cadavere è stato trovato all'alba di ieri dal figlio, nella fattoria didattica di Entratico che gestiva con alcuni collaboratori.

Il giovane si era allarmato perché il padre non rispondeva alle telefonate e quando è giunto alla 'Cascina dei fiori' ha trovato l'edificio al buio. I carabinieri non hanno trovato segni d'effrazione e la vittima aveva ancora orologio e portafogli. Gli inquirenti stanno valutando la pista di una lite per motivi economici nell'ambito del lavoro nero.

Macerata, Traini condannato a 12 anni

MACERATA - Luca Traini dovrò scontare dodici anni di reclusione per le accuse di strage aggravata dall'odio razziale e porto abusivo d'arma. E' la condanna inflitta dalla Corte d'assise di Macerata nei confronti del 29enne, autore della sparatoria contro migranti del 3 febbraio scorso. Oltre alla pena, che coincide con la richiesta della Procura, l'imputato dovrà scontare poi anche tre mesi di libertà vigilata e dovrà risarcire le parti civili con somme da quantificare in sede civile.

Traini nel momento dell'arresto
"Scusate, ho sbagliato" ha detto Traini durante il processo con rito abbreviato (a porte chiuse) in Corte d'Assise. "Non provo nessun odio razziale - ha aggiunto leggendo frasi scritte su fogli - volevo fare giustizia contro pusher per il bombardamento di notizie sullo spaccio diffuso anche a causa dell'immigrazione: anche la mia ex fidanzata assumeva sostanze. In carcere ho maturato una nuova cognizione dei fatti".

Bimba morta in incidente d'auto, condannati genitori

MILANO - Hanno patteggiato una pena a un anno e 4 mesi per omicidio stradale i genitori che persero la loro bambina di nemmeno un anno e mezzo, morta in un incidente stradale la notte tra il 2 e 3 maggio del 2017. La coppia non aveva assicurato la bimba al seggiolino di sicurezza e, pertanto, la piccola viaggiava in braccio alla madre sul sedile anteriore.

Il giovane che causò l'incidente, e che risultò con una tasso alcolico superiore a quello consentito per legge, è stato condannato sempre per omicidio stradale a sedici mesi, quindi alla stessa pena dei due genitori, al termine del processo con il rito abbreviato.