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E' ufficiale: Sarri è il nuovo allenatore della Juventus


TORINO - Mancava solo l'ufficialità: Maurizio Sarri e’ il nuovo allenatore della Juventus. Lo riporta la società bianconera su twitter.

Nazionale: Insigne e Verratti ribaltano la sfida contro la Bosnia

(Getty)
TORINO - Un secondo tempo giocato con maturità e cuore permette all'Italia di Roberto Mancini di vincere contro la Bosnia e restare prima a punteggio pieno, con 12 punti in quattro giornate. Da segnalare anche il primo gol incassato, in un primo tempo giocato davvero male, con Mancini in difficoltà sulla corsia destra. Nella ripresa la svolta, con Insigne salito in cattedra ed autore di un eurogol per il pareggio. Nel finale gol di Verratti su assist del solito Insigne per il definitivo 2-1.

Una tripletta di Ronaldo stende la Svizzera

(ANSA/EPA)
GUIMARAES - Il Portogallo batte la Svizzera e vola in finale di Nations League nel segno di Cr7. Protagonista della serata, nemmeno a dirlo, è Ronaldo, autore di una tripletta che ha fissato il risultato sul 3-1 finale. Prima su punizione al 25’, poi due gol nel finale, dopo un rigore assegnato alla Svizzera e realizzato da Ricardo Rodriguez, per decidere una gara che sembrava destinata a a protrarsi ai tempi supplementari. I lusitani ringraziano l’attaccante della Juventus e aspettano l’altra finalista che uscirà dalla semifinale tra Olanda e Inghilterra in programma domani sera.

La Fiorentina passa dai Della Valle a Rocco Commisso


di NICOLA ZUCCARO - Da domani - giovedì 6 giugno 2019 - con il closing (operazione di chiusura della vendita del pacchetto di maggioranza di una Società di calcio), Rocco Commisso sarà il nuovo proprietario della Fiorentina. La fumata bianca per la cessione del club viola sì è levata nella tarda serata di martedì 4 giugno 2019 presso gli Uffici della Tod's di Milano.

Al termine di un colloquio della durata di due ore fra la famiglia Della Valle (già proprietaria) e il magnate americano è stata raggiunta l'intesa con la vendita a 170 milioni di euro del sodalizio gigliato. Nel contempo, presso uno studio notarile della città meneghina, sono stati avviati i passaggi di consegne fra il presidente operativo della Fiorentina Mario Cognini e il braccio destro del magnate americano Joe Saputo.

Champions League: è di Ronaldo il gol più bello


ROMA - Benchè non sia riuscito a portare la Juve in finale a Madrid, Cristiano Ronaldo può sorridere comunque. Il gol più bello della Champions League, infatti, porta la sua firma ed è quello realizzato in Juventus-Manchester United, al volo di destro dopo una corsa di quaranta metri. Fu il primo in Europa in maglia bianconera. La classifica è stata stilata dall'Osservatorio Tecnico della Uefa e pubblicata sul sito stesso dell'organizzazione europea. Ve la riportiamo con tanto di giudizi:

1- Cristiano Ronaldo (Juventus v Manchester United) – giornata quattro fase a gironi, 07/11/2018. Gli Osservatori tecnici dicono: un perfetto passaggio lungo e una conclusione al volo strepitosa.

2 - Lionel Messi (Barcelona v Liverpool) – andata semifinali, 01/05/2019. Gli Osservatori tecnici dicono: una punizione precisa e potente.

3 - Sadio Mané (Bayern v Liverpool) – ritorno ottavi, 13/03/2019. Gli Osservatori tecnici dicono: un lancio preciso alle spalle del terzino seguito da un gran controllo, una giravolta e un tiro.

4 -  Ivan Rakitić (Tottenham v Barcelona) – giornata due fase a gironi, 03/10/2018. Gli Osservatori tecnici dicono: una straordinaria conclusione al volo dal tasso di difficoltà elevatissimo.

5 - Leroy Sané (Manchester City v Hoffenheim) – giornata sei fase a gironi 12/12/2018. Gli Osservatori tecnici dicono: una punizione potente e precisa.

Nazionale U20: l'Italia di rigore accede ai quarti


di PIERO CHIMENTI - L'Italia U20 batte la Polonia ed accede ai quarti con un rigore di Pinamonti al 38' per un tocco in area con il braccio di Steczyk. Dal dischetto il capitano azzurro firma il vantaggio con delizioso pallonetto. Nel prosieguo della partita è Plizzari a disinnescare i pericoli polacchi blindando il risultato che permette agli uomini di Nicolato di accedere ai quarti.

Ruiz nella storia: mette al tappeto il campione dei pesi massimi Joshua

(ANSA)
di PIERO CHIMENTI - Il campione del mondo dei pesi massimi Joshua ha subito, al Madison Square Garden, la sua prima sconfitta avvenuta per Ko da parte del poco quotato messicano Ruiz. I primi due round sono una fase di studio, ma dal terzo si inizia a fare sul serio, con il diretto destro al mento che stende il messicano. 

Ruiz rimane lucido e inizia a colpire l'inglese a testa bassa, mandandolo al tappeto per due volte, la campanella salva il campione da un finale da scritto, che si consuma alla settima ripresa quando il non scultoreo Ruiz che manda ancora per due volte al tappeto Joshua. Il campione ancora in piedi si appoggia sulle corde per il ko tecnico, che incorona il nuovo campione del mondo dei pesi massimi.

Il Liverpool vince la sesta Champions League


MADRID - I Reds hanno vinto la Champions League 2019, sconfiggendo in finale il Tottenham 2-0 (1-0). I gol su rigore di Salah, al 2' del primo tempo, e di Origi al 42' del secondo. Per i Reds e' la sesta Coppa: l'ultima l'avevano vinta nel 2005, ai rigori contro il Milan. La Champions vinta dal Liverpool e' la sesta nella storia dei Reds. Ora il club inglese e' al terzo posto nell'albo d'oro, dopo Real Madrid (13) e Milan (7).

E' ufficiale: Antonio Conte è il nuovo allenatore dell'Inter


MILANO -"Antonio Conte sarà il nuovo allenatore dell’Inter!": è arrivato stamattina all'alba in un tweet l'attesissimo annuncio ufficiale della società nerazzurra. 

Da stamani inoltre sul sito ufficiale del club campeggia una grande immagine in home page del nuovo tecnico nerazzurro col presidente Steven Zhang.

Gattuso dice addio al Milan


MILANO - Gennaro Gattuso ha ufficializzato l'addio alla panchina del Milan. La decisione è stata presa dopo un incontro con l'ad Gazidis. Lascerà la società anche Leonardo il cui addio era già stato però ampiamente previsto. Parte il 'toto nomine' per il sostituto di Gattuso. Tra i nomi Giampaolo, Simone Inzaghi nonché Allegri.

"Decidere di lasciare la panchina del Milan non è semplice. Ma è una decisione che dovevo prendere", ha dichiarato Gennaro Gattuso, a Repubblica.it. "Non c'è stato un momento preciso in cui l'ho maturata - spiega - è stata la somma di questi diciotto mesi da allenatore di una squadra che per me non sarà mai come le altre. Mesi che ho vissuto con grande passione, mesi indimenticabili. La mia è una scelta sofferta, ma ponderata". Gattuso annuncia anche di rinunciare ai due anni di contratto.

F1: addio a Niki Lauda


Scompare all'età di 70 anni l'ex pilota austriaco Niki Lauda, leggenda della Formula 1 tre volte campione del mondo. Lo rende noto la famiglia. "Con profondo dolore annunciamo che il nostro amato Niki è morto pacificamente circondato dalla sua famiglia lunedì 20 maggio 2019. I suoi successi unici come sportivo e imprenditore sono e rimarranno indimenticabili", hanno comunicato i familiari in una nota inviata agli organi di stampa.

Nell'estate del 2018 Niki Lauda aveva dovuto sottoporsi ad un complicato trapianto di polmoni. A causa di problemi ai reni era stato trasferito in un centro di riabilitazione per una dialisi proprio alla vigilia dell'inatteso decesso.

Lauda era nato a Vienna il 22 febbraio del 1949. E' stato campione del mondo di Formula 1 nel 1975 e nel 1977 con la Ferrari e poi nel 1984 con la McLaren. Ha fondato e diretto due compagnie aeree, la Lauda Air e la Niki e dal 2012 era presidente esecutivo della scuderia tedesca Marcedes Amg F1. Era soprannominato "il computer" per la sua meticolosità e la sua capacità di individuare anche il più piccolo difetto della vettura che guidava.

In molti ricordano il drammatico incidente sul circuito del Nurburgring nell'agosto del 1976 che gli lasciò il volto sfigurato. Ma poco dopo è tornato in pista sottolineando come la l'auto si "guida con il sedere" e non con la faccia. È considerato tra i migliori piloti di sempre. Nel corso della sua carriera ha disputato 171 Gran Premi vincendone 25 e segnando 24 pole position e altrettanti giri veloci. 

Juve, Allegri commosso: "Mio addio una scelta del club"


TORINO - "Sono qui per celebrare Massimiliano Allegri, un allenatore che ha fatto da solo la storia della Juventus": sono le parole con cui il presidente bianconero, Andrea Agnelli, ha introdotto la conferenza stampa congiunta con il tecnico che lascerà il club a fine stagione dopo 5 anni e altrettanti scudetti.

"E' arrivato il momento per lasciarsi nel migliori dei modi. Lascio una società solida,con gruppo di giocatori straordinari". E' un Massimiliano Allegri commosso quello che spiega il suo addio alla Juventus accanto al presidente. A salutare il ct l'intera squadra.

"Lo dico subito, non risponderò a nessuna domanda sul futuro allenatore", ha chiarito Agnelli in apertura di conferenza stampa.

Discorso integrale di Agnelli: "Prendo la parola io prima, in questa giornata inevitabilmente diversa dalle altre. Mi fa piacere avere qui non solo il ds Paratici, ma anche la prima squadra. Ricordo a chi farà le domande prima di iniziare, siano essi giocatori o giornalisti, che io oggi non risponderà a nessuna domanda sull'allenatore della Juventus della stagione 19/20. Max ha ricordato bene ieri sera, un allenatore ci sarà e di questo potete stare tutti tranquilli. Oggi sono qui personalmente per celebrare Max. Un allenatore che da solo ha scritto la storia della Juventus. Fino ad allora quando si parlava di 5 scudetti consecutivi si parlava della Juve del quinquennio, della Juve di Edoardo Agnelli, si parlava degli anni'30 ed era da allora che non si vincevano cinque scudetti consecutivi e questo Max l'ha fatto da solo. Alcuni aneddoti prima di arrivare alla conclusione di una storia straordinaria. Mi ricordo quando a maggio del 2013 eravamo a Londra con Fabio eravamo in fondo a un pullman della UEFA intenti ad andare ad assistere alla finale di Champions tra Bayern e Borussia e mentre eravamo lì esce dallo stesso albergo Max. Io tocco Fabio con il gomito e gli dico, guarda un po' lì, secondo me quello sarà il prossimo allenatore della Juventus. Così è iniziata la storia con Max. Era il maggio 2013, prima di vederlo sulla panchina della Juve abbiamo aspettato 14 mesi, perché arriva il 16 luglio 2014, come tutti ricorderete, accettando di diventare, tra le contestazioni generali, l'allenatore della Juventus. Anche in questo caso ci sono un paio di aneddoti divertenti. Andando alla Continassa veniamo informati che i tifosi ci aspettano di fronte a Vinovo e l'autista decide di girare da dietro per passare da un ingresso secondario che non ho capito ancora dov'è perché fermai Matteo dicendo di passare da davanti perché non avevamo nulla da nascondere, dovevamo passare davanti a testa alta, fermamente convinti della scelta fatta. Chiudiamo quell'anno e ci fu uno dei miei primi tweet, uno dei pochi che faccio, e lo confermo: per prendere la Juve il 16 luglio e portarla a vincere ci vogliono attributi. Quella fu una scelta di Max dove dimostrò grandissimo coraggio. Da lì possiamo partire con i dati statistici: il terzo allenatore della storia per presenze, il più longevo consecutivo dopo Trapattoni, il primo allenatore della storia per media punti, 2,41, il primo allenatore della storia per percentuali di successi, 75.5%. Contiamo i trofei, 5 scudetti, 4 Coppe Italia, 2 Supercoppe, le 2 finali di Champions. Sono numero incredibili e io posso confermare che per me questi sono stati cinque anni bellissimi. Affetto, stima, amicizia, riconoscenza, condivisione, sconfitte, lavoro, fatica e soprattutto tante tante vittorie. Inoltre in questi 5 anni abbiamo vissuto un anno e mezzo da vicini di casa, io al terzo piano, lui al primo, con Barzagli che mediava come terzo vicino, quindi quasi un anno a fare colazione insieme, poi le famose cene, piacevolissime con la condivisione non solo sulla Juve, ma sulla vita. Confronti su tanti argomenti, i figli, che abbiamo visto crescere io i suoi e lui i miei. Tornando alla parte sportiva e non fermandoci ai freddi numeri pensiamo a un'inaspettata cavalcata fino a Berlino, l'anno successivo arriviamo a ottobre in una situazione abbastanza critica per poi fare 15 vittorie consecutive tra ottobre 2015 e febbraio 2016 quando tutti stavano preparando il necrologio della Juventus, poi il testa a testa con il Napoli l'anno scorso, poi qualcosa di incredibile quest'anno, vincendo sostanzialmente il campionato alla trentesima, quindi con otto giornate di sconto rispetto alle altre squadre, ed è fantastico. In tutto questo, in questo percorso, la cosa che mi rende più orgoglioso è che io penso di aver trovato un amico, che è la parte più importante. Oltre ad aver condiviso progettualità professionali, ho trovato un amico sincero con cui potermi confrontare su tanti argomenti. In questo momento devo fare una valutazione sulla progettualità della Juventus. La prima squadra quando si troverà a luglio avrà come al solito l'obiettivo di vincere e la dirigenza avrà quello di potenziare questo gruppo per metterlo nelle condizioni di esprimersi al meglio. Abbiamo grandi progetti con le donne, l'U23 che entrerà nell secondo anno e potrò portare ancora più contributi, abbiamo un'idea per una casa per le donne e l'U23, con un impianto idoneo e non averle a Vinovo o Alessandria. Come ho accennato ieri sera come società calcistica dobbiamo valutare gli investimenti sulle nuove tecnologie in particolare l'intelligenza artificiale e capire che declinazioni possono avere nelle metodologie di allenamento. Sui programmi futuri, che dovranno vedere una Juventus sempre all'avanguardia io ho una massima fiducia in Nedved, Paratici, Re e Ricci che hanno la leadership operativa della società. Per concludere, quando non ci sono elementi reali e fattuali al di là di alcune dietrologie che ho letto questi giorni, devo dire che quando pensavo tra me e me dopo la sconfitta con l'Ajax di andare avanti con Max era un pensiero assolutamente sincero. Poi sono seguite una serie di riflessioni che dimostrano la capacità di analisi di un gruppo, incluso l'allenatore, nel saper prendere la giusta decisione. In questo non nascondo che ci sia un po' di tristezza e commozione, perché è stato difficile capire tutti insieme che questo era probabilmente il momento giusto di chiudere uno dei più straordinari cicli della storia della Juventus. Questo straordinario ciclo ha avuto Max come allenatore e come primo interprete, per questo vorrei fare un gesto inusuale, che ti dobbiamo tutti, nonostante le magliette si diano all'arrivo e non quando si lascia.. Un grazie sincero per quello che hai dato alla Juventus e a me". Agnelli consegna una maglia con numero 5 con scritto "History Alone" ad Allegri.

Dopo 18 anni De Rossi lascia la Roma


di PIERO CHIMENTI - Si ammaina una delle ultime bandiere della Serie A. Dopo 18 anni di matrimonio con la Roma, De Rossi lascerà i colori giallorossi per proseguire la sua carriera da calciatore molto probabilmente all'estero. Il divorzio è dato dal mancato rinnovo del contratto come calciatore al centrocampista da parte del club capitolino, che gli aveva sottoposto la possibilità di diventare dirigente. Daniele De Rossi indosserà per l'ultima volta i colori della Lupa nell'ultima giornata di campionato contro il Parma che si disputerà all'Olimpico, davanti ai propri tifosi che certamente potranno abbracciare il loro Capitan Futuro.

Wrestling: morte in diretta sul ring

LONDRA - Wrestling, infarto sul ring: muore "Silver King"…

Barcellona travolto dal Liverpool

(credits: Liverpool Fc)
di PIERO CHIMENTI - I Reds, privi di Salah e Firmino, hanno cancellato all'Anfield Road il Barcellona con un sonoro 4-0 conquistando la finale al Wanda Metropolitano di Madrid. Ad infiammare il match ci pensa al 7' Origi, bravo a ribattere a rete la respinta di Ter Stegen sulla conclusione di Handersen. La rimonta prende forma nella ripresa. Fondamentale l'ingresso in campo di Wijnaldum, che già al 54' sfrutta al meglio il cross di Alexandro-Arnold, battendo il portiere del Barca con un rasoterra, per poi ripetersi qualche minuto più tardi con il colpo di testa Shaquiri con la marcatura che porterebbe le due squadre ai supplementari. Il gol che fa esplodere lo stadio è firmato ancora da Origi, su corner battuto velocemente da Alexandro-Arnold, che trova la difesa catalana distratta, permettendo all'attaccante belga di calare il poker che vale il sorpasso Reds.

Europa League: pari Chelsea, vittoria per l'Arsenal

(credits: Chelsea Fc)
di STELLA DIBENEDETTO - Le due semifinali di Europa League non deludono le aspettative dei tifosi. Dopo i primi novanta minuti, la sensazione è che la finale possa essere tutta inglese con Chelsea e Arsenal leggermente in vantaggio su Valencia e Eintracht. Al Commerzbank-Arena, il Chelsea pareggia con Eintracht. La partita d'andata finisce 1-1. A passare per primi in vantaggio sono i tedeschi che sbloccano il match al 23’ con il solito Jovic. Il pareggio degli uomini di Sarri arriva con Pedro che fissa il risultato sull'1-1 poco prima dell'intervallo. Nella ripresa, i ritmi sono più lenti. Il Chelsea, tuttavia, cerca la rete del vantaggio che, però, non arriva. Il match, così, finisce 1-1 e tutto si deciderà nella gara di ritorno. 

Nella seconda semifinale, invece, non c'è storia. A portare a casa una vittoria netta ipotecando il passaggio alla finale è l'Arsenal che batte il Valencia 3-1. A sbloccare il match, però, sono gli ospiti che passano in vantaggio con il colpo di testa di Diakhaby, che supera Cech. La reazione dell'Arsenal non si fa attendere. Gli inglesi trovano prima il pareggio con Lacazette che poi porta i suoi in vantaggio ribaltando il risultato. Il finale di partita regala le ultime emozioni con il 3-1 dei Gunners firmato Aubameyang che ipoteca la  finalissima.

Seicento volte Messi

(ANSA/AP)
di PIERO CHIMENTI - In 14 anni di Barcellona, dopo il primo gol contro l'Albacete, Leo Messi ha messo in fila 600 reti in 683 incontri. A far tagliare il prestigioso traguardo di reti, che condivide con il suo storico rivale Ronaldo, è stata la doppietta contro il Liverpool per le semifinali di andata di Champions League. Il suo piede 'magico' è il sinistro con cui ha realizzato 491 marcature, 85 col destro e, nonostante la statura, la Pulce vanta anche 22 reti di testa. Tra le italiane che hanno incrociato l'argentino, solo in due ne sono uscite indenni dalle sue marcature: l'Inter e Udinese.

Champions: Messi travolge il Liverpool


di ANTONIO GAZZILLO - Dopo la vittoria dell'Ajax contro il Tottenham, la seconda semifinale di andata di Champions League non riserva sorprese. Infatti il Barcellona si è imposto per 3 a 0 sul Liverpool, risultato che permette alla squadra di Valverde di intravedere la finale e rendere la partita di ritorno quasi una formalità. Nonostante la poca brillantezza dei padroni di casa e le diverse occasioni sprecate dai reds, i blaugrana hanno sbloccato il match con Suarez al 26'. L'uruguagio ha firmato il suo primo gol in questa edizione della Champions League con una zampata rapace su preciso assist di Jordi Alba. 

Nella ripresa è salito in cattedra il vero protagonista della serata: Leo Messi. Il fenomeno argentino ha messo a segno il raddoppio al 75' dopo un'azione rocambolesca, ribadendo in rete un tiro di Suarez respinto dalla traversa. All'82' Messi ha firmato la sua doppietta personale con una fantastica punizione che si è insaccata all'incrocio dei pali. Nel finale, da segnalare, un palo colpito da Salah a porta libera che ha spento definitivamente le speranze della squadra inglese.

Iker Casillas colpito da infarto

(Getty)
LISBONA - Il mondo del calcio si è stretto intorno al portiere spagolo Iker Casillas, che nel corso dell’allenamento odierno con il Porto è stato colpito da un infarto. Al portiere è giunto anche il messaggio di Cristiano Ronaldo: i due hanno giocato a lungo insieme nel Real Madrid.

«Molta forza amico! Spero che tu possa recuperare presto» ha scritto il campione portoghese, postando una foto con l’amico portiere ai tempi del Real Madrid. Fortunatamente, Casillas adesso sta bene ed è fuori pericolo.

MotoGP 2019: formula, date e curiosità sull’evento


Il Motomondiale è il campionato del mondo di velocità, ovvero la competizione più importante al mondo di corse motociclistiche, la cui struttura prevede la disputa di più Gran Premi in diversi circuiti del mondo. Le motociclette che partecipano al Motomondiale sono dei prototipi non disponibili sul mercato, un aspetto che mette in contrapposizione in Motomondiale con le altre tipologie di corse motociclistiche: nella Superbike, ad esempio, vengono impiegate delle versioni modificate di motociclette tranquillamente acquistabili in commercio.

Motomondiale: come funziona la competizione

Al Motomondiale vengono ammesse 4 categorie di motociclette, suddivise per cilindrata e tipologia del motore:
  1. MotoE: con motore elettrico
  2. Moto3: fino a 250 cm³ con motore a quattro tempi monocilindrico
  3. Moto2: fino a 600 cm³ con motore a quattro tempi fornito dalla Honda (il motore diventa un Triumph 3 cilindri quattro tempi da quest’anno)
  4. MotoGP: fino a 1000 cm³ con motore obbligatoriamente a quattro tempi
Al di là di alcune eccezioni, il Motomondiale si svolge in tre giornate, solitamente dal venerdì alla domenica. Il weekend di gara inizia il venerdì mattina, con 40 minuti di prove libere per la Moto3, 45 minuti di prove libere per la Moto2 e 45 minuti di prove libere per la MotoGP (valide per l'accesso alla Q2). Lo stesso programma è previsto per il venerdì pomeriggio.
Il sabato mattina si prosegue con 40 minuti di prove libere per la Moto3, 45 minuti di prove libere per la Moto2 e 45 minuti di prove libere per la MotoGP (valide per la Q2). Il pomeriggio prevede  40 minuti di qualifiche per la Moto3, 30 minuti di prove libere della MotoGP (non valide per l'accesso alla Q2), 15 minuti di Q1 della MotoGP, 15 minuti di Q2 della MotoGP e 45 minuti di prove ufficiali per la Moto2.
La domenica mattina è dedicata al Warm Up per ciascuna classe, per un totale di 20 minuti. Il pomeriggio della domenica è dedicato alla gara (45 minuti circa): il numero dei giri è differente per ogni classe.

Calendario Motomondiale 2019

Il calendario del Motomondiale 2019 è il seguente:

  • 01 di 19 GP Qatar - Losail 10-03-2019, ore 18.00
  • 02 di 19 GP Argentina - Rio Hondo 31-03-2019, ore 20.00
  • 03 di 19 GP Americhe - Austin 14-04-2019, ore 21.00
  • 04 di 19 GP Spagna - Jerez 05-05-2019, ore 14.00
  • 05 di 19 GP Francia - Le Mans 19-05-2019, ore 14.00
  • 06 di 19 GP Italia - Mugello 02-06-2019, ore 14.00
  • 07 di 19 GP Catalogna - Barcellona 16-06-2019, ore 14.00
  • 08 di 19 GP Olanda - Assen 30-06-2019, ore 14.00
  • 09 di 19 GP Germania - Sachsenring 07-07-2019, ore 14.00
  • 10 di 19 GP Repubblica Ceca - Brno 04-08-2019, ore 14.00
  • 11 di 19 GP Austria - Spielberg 11-08-2019, ore 14.00
  • 12 di 19 GP Gran Bretagna - Silverstone 25-08-2019, ore 14.00
  • 13 di 19 GP San Marino - Misano Adriatico 15-09-2019, ore 14.00
  • 14 di 19 GP Aragona - Alcaniz 22-09-2019, ore 14.00
  • 15 di 19 GP Tailandia - Buriram 06-10-2019, ore 9.00
  • 16 di 19 GP Giappone - Motegi 20-10-2019, ore 7.00
  • 17 di 19 GP Australia - Phillip Island 27-10-2019, ore 6.00
  • 18 di 19 GP Malesia - Sepang 03-11-2019, ore 8.00
  • 19 di 19 GP Comunità Valenciana - Valencia 17-11-2019, ore 14.00

Motomondiale: criteri di punteggio

Per ogni Gran Premio, ai primi 15 classificati di ogni classe vengono assegnati dei punti in ordine decrescente. A fine stagione, la somma dei punti decreta il pilota Campione del Mondo della classe di riferimento.
Per quanto riguarda il prestigioso Titolo Costruttori, riservato alle case motociclistiche, il punteggio viene stabilito a seconda dei punti assegnati ai piloti, sommando solamente i punti conquistati dal migliore piazzamento per gara di ogni scuderia.

Motomondiale: curiosità

Il primo campionato mondiale di motociclette fu disputato nel 1949 sull'Isola di Man. Le marche più prestigiose dell’evento erano le inglesi AJS, Triumph e Norton contro le italiane Mondial, Benelli, Moto Guzzi e Gilera. Le categorie in gara erano la 125, la 250, la 350, la 500 ed i sidecar.
Le gare furono 6 (Isola di Man, Svizzera, Paesi Bassi, Belgio, Irlanda del Nord e Italia) e il talento dei piloti italiani iniziò ad emergere dalle competizioni motociclistiche: Nello Pagani, Bruno Ruffo, Carlo Ubbiali, Umberto Masetti, Giacomo Agostini, che nel corso della sua carriera si è aggiudicato 123 gare e ben 15 Mondiali e Valentino Rossi, il primo pilota ad aver conquistato il primo posto in quattro diverse categorie (nel 1997 nella Classe 125, nel 1999 nella Classe 250, la MotoGP dal 2002 al 2005, nel 2008 e nel 2009 e nella Classe 500 nel 2001).

Motomondiale: scommettere sui motori

Riparte la grande stagione dei motori con la manifestazione più seguita nell’ambiente delle due ruote: si ricomincia finalmente a scommettere con la MotoGP 2019.
Terminata la stagione 2018 con la vittoria di Marquez, che ormai vanta ben 5 titoli iridati nella classe MotoGP, il 2019 si apre con grandi cambiamenti, che ci assicureranno otto mesi di forti emozioni.
Guardando alle prestazioni dei piloti, va detto che il primo nome ad emergere è quello di Jorge Lorenzo che lascia la scuderia di Borgo Panigale per passare alla Honda al posto del connazionale Dani Pedrosa che si è ritirato dopo 18 anni.
Il posto in Ducati viene preso dal ternano Danilo Petrucci, che avrà finalmente l’opportunità ufficiale di dimostrare il proprio valore in sella.
In casa Aprilia arriva Andrea Iannone, che si affianca ad Aleix Espargaro.
Debutto in un team ufficiale anche per Johann Zarco che ha firmato un contratto con la KTM fino al 2020.
Valentino Rossi sarà invece alla sua ventiquattresima edizione del Motomondiale. Con ben 9 titoli conquistati, il centauro italiano punterà a coronare il sogno del decimo, cercando di accorciare le distanze con i record stabiliti da Angel Nieto (13 titoli) e da Giacomo Agostini (15 titoli).
Queste le informazioni di base, ma è chiaro che in pista è tutta un’altra storia. Segui qui tutte le quote aggiornate dell’evento e preparati per 8 di sfide al cardiopalma.