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Ue, doccia fredda per Salvini: "Porti libici non sicuri"

ROMA - Doccia fredda per Salvini dopo le dichiarazioni dell'Ue: "I porti libici non sono sicuri". La risposta negativa di Bruxelles arriva dopo che il ministro dell'Interno aveva lanciato da Mosca una precisa richiesta all'Unione Europea: “Dobbiamo cambiare la normativa e rendere i porti libici porti sicuri, c’è questa ipocrisia di fondo in Europa, in base alla quale si danno soldi ai libici, si forniscono le motovedette e si addestra la Guardia costiera, ma poi si ritiene la Libia un porto non sicuro. Questo bipolarismo europeo va superato".

A replicare per l'Unione europea la portavoce della Commissione, Natasha Bertaud, che, rispondendo ai giornalisti che chiedevano un commento alle parole di Salvini, è stato chiara: “Nessuna operazione europea e nessuna imbarcazione europea” riporta i migranti salvati in mare in Libia, perché “non consideriamo che sia un Paese sicuro”.

Sbarcati a Pozzallo tutti i 450 migranti. Paesi Ue pronti ad accoglierne 50 ciascuno

Sono sbarcati nella notte a Pozzallo, in Sicilia, i 380 migranti rimasti a bordo delle due navi di Frontex e della Guardia Costiera, i pattugliatori Protector e Monte Sperone. Il via libera del Viminale era arrivato nella tarda serata di domenica, dopo l'impegno di Malta, Francia, Germania, Spagna e Portogallo ad accoglierne 50 ciascuno.

"È una vittoria politica", esulta il ministro dell'interno, Matteo Salvini, alla notizia.

"Oggi per la prima volta potremo dire che sono sbarcati in Europa", si afferma dalla presidenza del Consiglio.

Lo sbarco iniziato dopo le due si è concluso all'alba. Nella serata di ieri erano state fatte scendere le donne e i bambini e alcune profughe bisognose di assistenza sanitaria con i loro figli

Berlusconi: "L'azione del governo appare confusa e contraddittoria"

ROMA - "Credo che l’eccezionalità della situazione politica nazionale non debba compromettere la coesione dei programmi e dei contenuti della nostra coalizione. Sta piuttosto a chi ha voluto dare vita al governo Conte riuscire a far valere quelle stesse idee e quegli stessi contenuti nell’azione di governo nazionale. Un’azione che appare ancora confusa e contraddittoria, caratterizzata da provvedimenti disastrosi per le aziende e i lavoratori come il cosiddetto Decreto Dignità" ha dichiarato il leader di Fi, Silvio Berlusconi.

"Il M5S conferma non soltanto di essere del tutto inadatto a governare, ma anche prigioniero di vecchie ideologie di sinistra ormai abbandonate anche dalla parte più matura del sindacato. Di tutto l’Italia avrebbe bisogno meno che di politiche vetero-comuniste, giustizialiste, illiberali, che già stanno determinando effetti preoccupanti. Forza Italia combatterà una dura battaglia in Parlamento sui temi economici e del lavoro: speriamo, con l’aiuto di tutto il centrodestra, di riuscire a correggere la rotta dell’Esecutivo".

Salvini: "L'Italia non è più un paese colabrodo: è stata scossa l'ipocrisia europea"

ROMA - "Sono al Viminale da un mese e mezzo e sono sbarcate 3.716 persone. Nello stesso periodo dell’anno scorso erano state 31.421" ha dichiarato il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in una lettera al Corriere della Sera in risposta a un editoriale di Antonio Polito.

"Polito sostiene che il sottoscritto abbia subìto 'il primo smacco della campagna d’estate' nell’affaire della nave Diciotti. Non sono d’accordo: in un primo momento due immigrati sono stati indagati e tutti gli altri interrogati. D’altronde, le violenze a bordo non sono tollerabili. Per questo avevo chiesto l’immediato accertamento delle responsabilità. E ieri sono scattati dei fermi. Avrei preferito delle misure più severe fin da subito? Certo. Ma non dipendevano, come è noto, dal ministro dell’Interno. Di sicuro non siamo più un Paese colabrodo. Lo stesso Polito mi riconosce 'l’indiscutibile merito' di aver scosso l’ipocrisia europea. L’ultimo risultato sono i cento immigrati che volevano arrivare in Sicilia e che Francia e Malta hanno accettato di accogliere. Non era mai successo. Eppure non mi basta: voglio invertire la rotta rispetto ai disastrosi anni del Pd. Intensificheremo il monitoraggio sui centri di accoglienza: chiuderemo quelli con i gestori coinvolti in inchieste giudiziarie. E proprio per tenere alla larga i furbetti, ridurremo le spese per l’accoglienza. Lo faremo in collaborazione con l’Autorità nazionale anticorruzione. Nessun intento disumano: semplicemente, vogliamo uniformarci ad altri Paesi europei e togliere ossigeno a chi utilizza l’immigrazione come business. Da 35 euro al giorno per immigrato scenderemo a circa 25 - senza ridurre i servizi - con un risparmio di 500 milioni l’anno e che investiremo in sicurezza. Polito sostiene che non si parla di espulsioni. Forse non se ne parla abbastanza, ma ci sto lavorando dal primo giorno. L’obiettivo a medio termine è aumentare i rimpatri volontari assistiti, tanto che il 16 luglio sarà sottoscritto con la Commissione europea il primo progetto da 6 milioni. A breve ne seguiranno altri tre. Proprio per moltiplicare le espulsioni e bloccare le partenze (e quindi evitare i morti in mare) abbiamo un piano di aiuti. In particolare per la Libia. Per Polito, qualcuno si chiede 'se c’è un pilota ai comandi'. Dato che c’è una rotta chiara, mi pare proprio di sì. I cittadini, poi, giudicheranno la qualità delle scelte".

Conte: "Finalmente l’Italia inizia ad essere ascoltata a livello europeo"

ROMA - "Francia e Malta prenderanno rispettivamente 50 dei 450 migranti trasbordati sulle due navi militari. A breve arriveranno anche le adesioni di altri Paesi europei" ha dichiarato, sul suo profilo Facebook, in merito alle due navi militari cariche di migranti ferme al largo delle coste siciliane, il premier Giuseppe Conte.

"È un risultato importante ottenuto dopo una giornata di scambi telefonici e scritti che ho avuto con tutti i 27 leader europei. Ho ricordato loro la logica e lo spirito di condivisione che sono contenuti nelle conclusioni del consiglio europeo di fine giugno e che prevedono il pieno coinvolgimento di tutti i paesi dell’Ue. È proprio rifacendomi a questi principi, che ho chiesto loro di farsi carico di una parte di questi migranti. Le stesse cose le ho ribadite anche nella lettera che, come annunciato, ho inviato proprio oggi al Presidente della Commissione europea Juncker e al Presidente del Consiglio europeo Tusk, sollecitando una attuazione immediata delle conclusioni del Consiglio europeo. Finalmente l’Italia inizia ad essere ascoltata davvero".

Dl Dignità, Di Maio e Tria: mai accusati Mef e Ragioneria

ROMA - Il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, "non ha mai accusato né il ministero dell'Economia e delle finanze, né la Ragioneria generale dello Stato di alcun intervento nella predisposizione della relazione tecnica al dl dignità".  "Certamente, però, bisogna capire da dove provenga quella 'manina' che, si ribadisce, non va ricercata nell'ambito del Mef", si legge in una nota ministeriale.

In merito poi alla relazione tecnica, il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ritiene che "le stime di fonte Inps sugli effetti delle disposizioni relative ai contratti di lavoro contenute nel decreto siano prive di basi scientifiche e in quanto tali discutibili".

Mondiali: anche Salvini a finalissima con Putin e Macron

MOSCA - Il presidente russo Vladimir Putin assisterà oggi alla finale dei Mondiali di Russia 2018, che vedrà affrontarsi allo stadio Luzhiniki di Mosca, Francia e Croazia. E sarà proprio lo 'zar' del Cremlino, al termine della partita, a premiare la squadra vincitrice. Insieme al leader russo, allo stadio saranno presenti oltre 10 presidenti, diversi primi ministri e molti altri "funzionari di alto livello" provenienti da paesi stranieri, ha reso noto il consigliere presidenziale, Yuri Ushakov, tra cui spicca la presenza del presidente francese Emmanuel Macron, con cui Putin avrà anche colloqui.

Sugli spalti siederanno, tra gli altri l'emiro del Qatar, i presidenti di Croazia, Bielorussia, Armenia, Moldavia, Gabon e Sudan, e quelli delle repubbliche di Abkhazia e Ossezia del Sud, i primi ministri di Ungheria e Kirghizistan e anche il vice premier e ministro dell'Interno italiano, Matteo Salvini, il cui arrivo è atteso nelle prossime ore a Mosca.

Dl Dignità, Di Maio: 8mila posti in meno? Non è numero del Governo

ROMA - Arriva la contestazione da parte del ministro dello Sviluppo e del Lavoro sulla relazione tecnica che accompagna il decreto dignità che ipotizza che si possano perdere 8.000 posti di lavoro per effetto del provvedimento. In una diretta su Facebook, Luigi Di Maio precisa: "Quel numero per me non ha nessuna validità, perché nessuno ha spiegato davvero cosa significava. E' apparso nella relazione tecnica al decreto la notte prima che si inviasse il decreto al presidente della Repubblica. Non è una cosa che ci hanno messo i miei ministeri, non è una relazione che hanno chiesto i miei ministeri e soprattutto la relazione non e' stata chiesta dai ministri della Repubblica, perché qualcuno potrebbe cominciare a dire che sto andando contro altri ministri".

Non è insomma, ha ribadito, "un numero messo dal governo".

Svuotato il barcone dei migranti. Nuovo scontro tra Italia e Malta

E' stato completato il trasbordo dei 450 migranti che erano a bordo del barcone a largo di Linosa: 176 persone sono infatti sul pattugliatore 'Protector', inserito nel dispositivo Frontex, e altre 266 sul 'Monte Sperone' della Gdf. Otto persone, tutte donne e bambini, sono invece state già trasportate a Lampedusa a bordo di motovedette della Guardia Costiera per motivi sanitari.

Ieri intanto erano scoppiate le polemiche sull'approdo in Italia dell'imbarcazione.

SALVINI: 'NON VENGA IN ITALIA' - "Un barcone con 450 CLANDESTINI a bordo è da questa mattina in acque di competenza di Malta, che si è fatta carico di intervenire. A distanza di ore però nessuno si è mosso, e il barcone ha ripreso a navigare in direzione Italia. Sappiano Malta, gli scafisti e i buonisti di tutta Italia e di tutto il mondo che questo barcone in un porto italiano NON PUÒ e NON DEVE arrivare. Abbiamo già dato, ci siamo capiti?". E' quanto scrive il ministro dell'Interno Matteo Salvini sui profili twitter e Facebook.


DI MAIO: 'IMMIGRAZIONE IN ITALIA E' FUORI CONTROLLO' - “Il tema vero è che l’immigrazione è un fenomeno fuori controllo sul territorio nazionale” e sul fronte delle partenze dall’Africa “la prima che deve intervenire sempre, e noi dobbiamo accodarci alle sue decisioni, è la guardia costiera libica”. A dichiararlo il vicepremier Luigi Di Maio, rispondendo a chi chiedeva dell’ostilità crescente nei confronti dei migranti e su una situazione che i dati dicono non essere una invasione.

“Se volete rispondere alla percezione degli italiani sull’immigrazione con i numeri vi fate male perché non ha alcun senso dire agli italiani che gli immigrati che arrivano sono meno di quelli che immaginate”, ha detto Di Maio.

“Il tema vero – ha continuato il vicepremier – è che l’immigrazione è un fenomeno fuori controllo sul territorio nazionale. L’immigrazione ha due fenomeni: le partenze e gli sbarchi e la gestione sul territorio”. “Noi vogliamo bloccare le partenze e per farlo abbiamo potenziato la dotazione della guardia costiera libica. La prima che deve intervenire sempre, e noi ci dobbiamo accordare alle sue decisioni, è la guardia costiera libica” e per quanto riguarda il territorio nazionale per Di Maio bisogna ” imporre agli enti che stanno gestendo l’immigrazione di rendicontare i soldi che usano”.


FARNESINA: 'SOCCORSO SPETTA A MALTA' - La responsabilità del soccorso al barcone con 450 migranti a bordo, individuato in acque Sar maltesi, spetta a Malta e lo sbarco dovrà avvenire in territorio maltese. È quanto sottolinea la Farnesina in una nota inviata all'ambasciata della Repubblica di Malta a Roma.

Nella nota viene ricostruita la cronologia del nuovo avvistamento, a partire dalle 04:25 di oggi quando il Maritime Rescue Coordination Center italiano "riceveva una segnalazione inerente un'imbarcazione con circa 450 persone a bordo in area Sar maltese. I migranti riferivano della presenza a bordo di minori con necessità di assistenza urgente".

LA REPLICA DI MALTA: 'MIGRANTI HANNO SCELTO LAMPEDUSA' - Sono stati i migranti a bordo del barcone a scegliere di dirigersi verso Lampedusa. A sostenerlo è stato il portavoce del governo maltese, Kurt Farrugia, in un tweet, ritwittato a sua volta dal premier Joseph Muscat.

"Il Centro di coordinamento dei soccorsi di Roma - si legge - ha notificato al centro soccorsi di Malta la presenza del peschereccio con circa 450 migranti a bordo quando la nave era a circa 53 miglia da Lampedusa e a 110 da Malta. Contattate, le persone a bordo hanno detto che volevano procedere verso Lampedusa".

Di Maio: "Bisogna rispettare la volontà del Presidente della Repubblica"

ROMA - "Se il presidente della Repubblica è intervenuto in questa vicenda bisogna rispettarlo e soprattutto fare in modo che quando ci sono delle questioni del genere le procedure siano più veloci" ha dichiarato il vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, ad Agorà Estate su Raitre.

"Perché io e Salvini avevamo la stessa preoccupazione: cioè fare in modo che chi aveva in qualche modo aggredito l’equipaggio del rimorchiatore, e per questo aveva causato l’intervento della nostra nave militare, dovesse essere perseguito".

14 luglio 1948, Togliatti ferito da una P38

di NICOLA ZUCCARO. Roma, 14 luglio 1948. Sono da poco passate le 11.30 quando Palmiro Togliatti, uscendo da Montecitorio, viene colpito da 3 colpi di pistola sparati a distanza ravvicinata da Antonio Pallante.

Giovane studente di Giurisprudenza con idee anticomuniste e qualunquiste e proveniente da Catania, compì questo gesto con una vecchia pistola calibro 38, ancora in buono stato. Nel frattempo Togliatti, ricoverato d'urgenza, fu operato con successo dal chirurgo Pietro Valdoni e Pallante fu arrestato subito dai carabinieri in servizio a Montecitorio e ai quali non oppose resistenza. Fu condannato poi a 13 anni e 8 mesi di carcere, poi ridotti a 10 anni e 8 mesi. Una pena successivamente amnistiata per la metà e che gli consentì di uscire dal carcere nel 1953, dopo 5 anni di reclusione.

La reazione a Roma e nel resto d'Italia fu violenta, tanto da riproporre lo spettro della guerra civile di Resistenza e di Liberazione, combattutasi fino a 3 anni prima. Si registrarono nei duri scontri fra manifestanti e Reparti della Celere (afferenti al Corpo di Pubblica sicurezza) morti e feriti che non risparmiarono la Puglia. A Taranto perì un operaio e a Bari una donna fu ferita di striscio da una pallottola sparata in aria da un agente negli scontri che si verificarono in via Brigata Regina. In queste ore di scontri, durante le quali si attendeva l'esito dell'intervento chirurgico, si diffusero diverse voci sullo stato di salute di Togliatti, fra cui anche quella della sua morte.

Fino al 16 luglio la tenuta dell'ordine pubblico rischiò di sfuggire di mano al Ministro dell'Interno, il democristiano Mario Scelba, tanto da provocare un bilancio finale di 16 morti e di 600 feriti. Ma nel Paese distratto dalla vittoria di Gino Bartali al Tour de France, tornerà la calma, non solo grazie all'esito positivo dell'operazione che riuscì a salvare Togliatti, ma anche all'invito alla calma lanciato via radio dallo stesso Segretario del Partito Comunista italiano.    

Salvini: barcone con 450 migranti non venga in Italia

ROMA - "Un barcone con 450 CLANDESTINI a bordo è da questa mattina in acque di competenza di Malta, che si è fatta carico di intervenire. A distanza di ore però nessuno si è mosso, e il barcone ha ripreso a navigare in direzione Italia. Sappiano Malta, gli scafisti e i buonisti di tutta Italia e di tutto il mondo che questo barcone in un porto italiano NON PUÒ e NON DEVE arrivare. Abbiamo già dato, ci siamo capiti?". E' quanto scrive il ministro dell'Interno Matteo Salvini sui profili twitter e Facebook.

Di Maio: l'immigrazione in Italia è fuori controllo

ROMA – “Il tema vero è che l’immigrazione è un fenomeno fuori controllo sul territorio nazionale” e sul fronte delle partenze dall’Africa “la prima che deve intervenire sempre, e noi dobbiamo accodarci alle sue decisioni, è la guardia costiera libica”. A dichiararlo il vicepremier Luigi Di Maio, rispondendo a chi chiedeva dell’ostilità crescente nei confronti dei migranti e su una situazione che i dati dicono non essere una invasione.

“Se volete rispondere alla percezione degli italiani sull’immigrazione con i numeri vi fate male perché non ha alcun senso dire agli italiani che gli immigrati che arrivano sono meno di quelli che immaginate”, ha detto Di Maio.

“Il tema vero – ha continuato il vicepremier – è che l’immigrazione è un fenomeno fuori controllo sul territorio nazionale. L’immigrazione ha due fenomeni: le partenze e gli sbarchi e la gestione sul territorio”. “Noi vogliamo bloccare le partenze e per farlo abbiamo potenziato la dotazione della guardia costiera libica. La prima che deve intervenire sempre, e noi ci dobbiamo accordare alle sue decisioni, è la guardia costiera libica” e per quanto riguarda il territorio nazionale per Di Maio bisogna ” imporre agli enti che stanno gestendo l’immigrazione di rendicontare i soldi che usano”.

Sbarcati i 67 migranti sulla Diciotti, tensioni Colle-Viminale

TRAPANI - Dopo una lunga attesa si è svolto velocemente lo sbarco dei 67 migranti ospiti della nave Diciotti. Sono scesi in poco più di 40 minuti. Determinante l'intervento del Colle che ha interloquito con Palazzo Chigi e che ha portato il premier Conte all'annuncio: "lo sbarco inizierà stasera".

Sulla Diciotti "andrò fino in fondo fino a quando qualcuno non verrà assicurato alla giustizia". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini a Rtlm sottolineando di essere "ministro dell'Interno e farò di tutto per difendere la sicurezza degli italiani, quello che sto facendo è bloccare partenze, sbarchi e morti".

"Io credo che se il presidente è intervenuto bisogna rispettare le sue decisioni", ha dichiarato il vicepremier Luigi Di Maio, rispondendo ad una domanda sulla vicenda dei migranti sulla Diciotti ad Agorà su Rai tre.

Se Salvini "abbia esagerato o meno non mene frega niente, la cosa importante è che con l'intervento del presidente si sia sbloccata la situazione".

"Io penso - ha aggiunto - che abbia competenza la magistratura, ma deve esserci un messaggio chiaro: i cittadini si aspettano che la giustizia trionfi sempre e in questi casi bisogna accertare che (se ci sono stati degli illeciti ndr) le persone siano individuate e perseguite".

Grillo: "Il sistema delle carceri in Italia non funziona più"

"Il sistema punitivo che stiamo adottando è antico come il mondo, ma soprattutto non funziona" ha dichiarato sul suo blog Beppe Grillo, in un post dal titolo 'Un mondo senza carceri' "L'ultimo rapporto dell'Associazione Antigone parla chiaro: dalla fine del 2015 ad oggi il numero dei detenuti in Italia è cresciuto davvero tanto, ben 6.098 in più. Il sovraffollamento è pari al 115,2%. Inoltre molte sezioni di molti carceri non vengono utilizzate. Ma il vero problema è un altro, sono i recidivi. Ad oggi sono un numero incredibile. Su circa 58.000 detenuti, solo il 37% non avevano mai commesso altri crimini, per il restante 63% le mura dello Stato erano già note, addirittura il 13% di loro (più di 7.000 persone) avevano dalle 5 alle 9 precedenti carcerazioni. Di tutti i detenuti, circa il 35% sono in custodia cautelare. Cioè quasi 20.000 persone. Aumentano anche chi viene arrestato preventivamente ed è ancora in attesa di una sentenza di primo grado. Oggi sono più di 10.000 persone. Sono numeri incredibili, allarmanti. E' chiaro che servono mezzi alternativi. Dobbiamo capire che lo stato delle nostre prigioni non solo è il prodotto del crimine, ma dello stato generale della cultura di un paese. Dobbiamo tendere a un mondo a carceri zero, o almeno, al minimo possibile. Come il Canada che con il welfare ha dimostrato come sia possibile limitare il ricorso alla detenzione e indirizzare il denaro verso lo stato sociale invece che verso lo stato penale. La soluzione penale diventa una delle possibilità, non più la sola. La punizione diventa una, ma solo una, tra diverse opzioni. La pena non è mai la riposta adeguata al crimine per la sua soluzione; anzi si limita a fabbricarlo. La prigione, il più delle volte, è dannosa per gli individui. La cosa importante nella politica carceraria di un qualsiasi paese civile sarebbe cercare misure alternative al carcere e molto spesso questo significa accompagnarli verso uno standard di vita accettabile: provare a cercare un'abitazione, cercare alternative nei periodi di disoccupazione, rieducare, reintegrare, far sì che si possa ricreare una vita. Per davvero".

Di Maio: "Oggi è una giornata storica: tagliati i vitalizi"

ROMA -Via libera dall'ufficio di presidenza della Camera alla delibera sul taglio dei vitalizi.

"Oggi è una giornata storica, almeno per il simbolo che rappresenta questa decisione che dopo oltre 30 anni sancisce un principio chiaro, se hai versato i contributi allora il vitalizio ti spetta, se non hai versato no" ha dichiarato il vice premier e ministro per lo Sviluppo economico e per il Lavoro Luigi Di Maio a Unomattina sul taglio dei vitalizi in programma alla Camera.

"È un principio di giustizia. Mi avevano sempre detto che non si poteva fare. Siamo arrivati noi e in meno di 100 giorni li abbiamo tagliati. Annuncio anche una sforbiciata per le pensioni anche sopra i 4.000 euro, per coloro che non hanno versato i contributi a sufficienza. L'obiettivo è quello di tagliare le pensioni d'oro per ridare alle minime. Chiederemo all'Unione europea di esser trattati come tutti gli altri Paesi come Spagna e Francia che hanno finanziato per anni riforme per famiglie che fanno figli, avendo concessioni di bilancio. Siamo un Paese fondatore, anche noi vogliamo le stesse concessioni. La voce dell'Italia in Europa si sentirà forte e chiara, perché il problema principale in Italia sono lavoro ed economia e questo è il momento in cui si trovano le risorse per fare il reddito di cittadinanza, le modifiche alla legge Fornero e la flat tax".

Salvini: "Per la questione migranti, il modello italiano diventerà europeo"

INNSBRUCK - "Esprimo grande soddisfazione perché le proposte italiane potranno diventare proposte europee: riduzione delle partenze, degli sbarchi, dei morti e quindi dei problemi ma anche dei costi economici e sociali di un'immigrazione che non siamo più in grado di sostenere. Se il modello italiano diventerà europeo, sarà per noi motivo di orgoglio" ha dichiarato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, in conferenza stampa con i colleghi ministri austriaco e tedesco, Kickl e Seehofer.

"Chiederemo alle autorità libiche sostegno per fare sempre meglio il loro lavoro, alle missioni internazionali di evitare di usare l'Italia come unico punto di arrivo. Se si riduce il problema a monte ci saranno meno problemi a valle, quindi penso che questo nucleo di amicizia e di intervento serio, concreto ed efficiente Austria, Germania e Italia potrà dare un impulso positivo a tutta l'Europa per riconoscere il diritto d'asilo a quella minoranza di persone che scappano davvero dalla guerra, ma per evitare l'arrivo e la morte di altre decine di migliaia di persone che non scappano da nessuna guerra. I fattori che ci uniscono e ci uniranno al tavolo sono la maggioranza rispetto a quelli che saranno oggetto di discussione di un lavoro che inizia già la settimana prossima. Contiamo che l'Ue ritorni a difendere i suoi confini e il diritto alla sicurezza di 500 milioni di cittadini europei".

Migranti: nasce 'asse dei volenterosi' tra Italia, Austria e Germania

ROMA - Raggiunta un'intesa tra paesi dell'Ue guidata da Austria, Germania e Italia per frenare le partenze dei migranti e gli sbarchi in Europa: l’accordo è stato siglato a Innsbruck al termine di un incontro trilaterale tra il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, e i colleghi tedesco Horst Seehofer e austriaco Herbert Kickl.

"Siamo vicini e andiamo d’accordo su cose molto importanti che riguardano il futuro dell’Europa in una materia dove per molto tempo c’è stata mancanza di ordine", ha sottolineato Kickl, "vogliamo evitare che i migranti possano arrivare facilmente in Europa, a parte le persone veramente vulnerabili".

Kickl ha annunciato un nuovo incontro a tre il 19 luglio a Vienna "per continuare la collaborazione positiva e realizzare questo grande progetto".

"Sarà una soddisfazione se le proposte italiane potranno diventare europee con una riduzione delle partenze, degli sbarchi, dei morti e dei costi. Se il modello italiano diventerà europeo è motivo di orgoglio", ha dichiarato il ministro dell'Interno Salvini. La a priorità secondo Salvini resta la difesa dei confini esterni, “deciso questo ci accorderemo anche sulla redistribuzione dei migranti già arrivati”.

Dl dignità: Di Maio, testo definitivo? Tra oggi e domani

ROMA - "Tra oggi e domani" ci sarà il testo definitivo del dl Dignità. A dichiararlo il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, in audizione nelle commissioni Industria, commercio, turismo e Lavoro, previdenza sociale in Senato. Anche il ministro dell'Interno, Matteo Salvini in precedenza aveva detto che il provvedimento sarebbe stato 'rapidamente' pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Il Governo "sta già lavorando a un intervento volto a strutturare un modello di reddito di cittadinanza rispetto al quale talune risorse del Fondo sociale europeo potranno essere utilizzate nell'ambito delle finalità del Fondo stesso". Così al Question time il ministro agli Affari europei, Paolo Savona.

"In questo senso - ha aggiunto Savona - l'intuizione del ministro Di Maio mi appare corretta e conferma che il governo intende rispettare i parametri fiscali ricercando le risorse europee nell'ambito di quelle già esistenti; tuttavia richiede che lo stesso ministero del lavoro se ne dia carico nel Consiglio europeo competente". Savona ha osservato che "non si può ignorare che le disponibilità messe a disposizione dell'Italia a questo titolo non sono abbondanti ma resta in ogni caso l' impegno ad utilizzare tutte gli strumenti finanziari idonei a coprire le misure ritenute prioritarie all'azione di governo".

"Ok ai voucher, ma attenzione agli abusi" - Se i voucher possono servire a settori come l'agricoltura e il turismo, per specifiche competenze, allora ben vengano", "l'unica cosa che chiedo alle forze di maggioranza è quella di evitare abusi in futuro", ha detto il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, presentando le linee guida dei suoi dicasteri al Senato.

Quota 100: Governo al lavoro - Su 'quota 100' per il pensionamento il governo "è a lavoro" e sta "valutando: non tutte le possibili combinazioni sono convenienti", aggiunge Di Maio. Sempre in tema di flessibilità in uscita dovrebbero beneficarne coloro che hanno maturato i "41 anni" indipendentemente dall'età anagrafica. E ha ribadito: "aboliremo le pensioni d'oro o di privilegio, sopra i 4-5mila euro netti e non legate alla contribuzione, anche per finanziare quelle di cittadinanza".

Sbarca la Diciotti a Trapani. Conte: da immigrazione rischio di arrivo foreign fighters

Il tema dell'immigrazione tiene ancora banco tra le fila del Governo Conte. "Le minacce sul fronte Sud per quanto riguarda il terrorismo sono molto significative", ha dichiarato il premier al suo arrivo al vertice Nato a Bruxelles, sottolineando l'importanza del rafforzamento dell'hub Nato di Napoli.

"Dalla stessa immigrazione - ha aggiunto Conte - potrebbero arrivare rischi e pericoli di foreign fighter".

"L'incontro con Salvini" di stamattina "è andato molto bene, ci siamo aggiornati. A breve assumeremo iniziative italiane per dare continuità alle conclusioni del vertice Ue di giugno" precisa Conte.

In mattinata si è tenuto il vertice tra il premier, Giuseppe Conte, e lo stesso ministro dell'Interno. "Con Conte c'è una linea comune: rafforzare la sicurezza dei cittadini cittadini italiani ponendo al centro del Vertice il fatto che non possiamo essere lasciati soli", ha detto Salvini al termine della riunione.

A tal riguardo, Salvini porterà a Innsbruck un documento sui migranti condiviso da tutto il governo italiano. A riferirlo il titolare della Farnesina Enzo Moavero Milanesi rispondendo "sì" ad una domanda in merito dei giornalisti al suo arrivo al vertice della Nato con il premier Giuseppe Conte.

E' sbarcata intanto a Trapani la nave Diciotti della Guardia Costiera con a bordo i 67 migranti salvati dal rimorchiatore italiano Vos Thalassa davanti alla Libia. L'approdo, a quanto si apprende, è previsto nel primo pomeriggio di oggi.