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Governo: M5S-Lega, chiuso accordo premier e squadra

ROMA - Nuovo incontro stamattina tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Il capo politico M5s e il leader della Lega hanno avuto un faccia a faccia durato circa due ore, dalle 11 fino alle 13.

Il colloquio si è tenutoin un luogo che viene definito "privato", lontano da giornalisti e telecamere.

Il segretario leghista aveva garantito sabato che a Palazzo Chigi non andranno né lui né il capo politico dei M5s. Ma "abbiamo delle idee" su una figura 'terza' ai partiti, ha spiegato dopo aver votato, a Milano, in uno dei mille gazebo che - dice - hanno accolto oltre 100 mila persone nel referendum sul contratto di governo.

Monito al futuro Governo italiano dal ministro francese dell'economia, Bruno Le Maire, che mette in guardia dal rischio che la stabilità della zona euro sia "messa a rischio" dal nuovo governo. "Se il nuovo governo non rispetterà i suoi impegni sul debito, sul deficit, ma anche sul consolidamento delle banche, l'intera stabilità finanziaria della zona euro sarà minacciata", ha avvertito nel corso di una trasmissione televisiva.

No Tav, Di Maio: "Diremo alla Francia che non serve"

ROMA - Nel contratto di governo tra Movimento 5 Stelle e la Lega "c'è il blocco di un'opera che è inutile. Andremo a parlare con la Francia e gli diremo che la Torino-Lione poteva valere trent'anni fa, ma non più oggi. Non serve più". A dichiararlo il leader pentastellato, Luigi Di Maio, che a Ivrea ha dato inizio al tour per illustrare l'accordo di governo con il Carroccio.

Il leader politico M5S, durante il suo intervento a Ivrea, ha definito quella contro la Tav "una battaglia storica, che molti anni fa ha dato inizio a tutto questo".

Intanto migliaia di persone si sono radunate in bassa Valle di Susa per partecipare al corteo No Tav da Rosta a Avigliana. Vi sono anche alcuni parlamentari del Movimento 5 Stelle e consiglieri comunali pentastellati di Torino tra i presenti. Hanno aperto il corteo i sindaci di diversi paesi della valle.

Governo: Casaleggio, Di Maio premier ideale

ROMA - Secondo Davide Casaleggio il premier ideale "è Luigi Di Maio". A dichiararlo ad Ivrea dove ha partecipato ad un incontro con lo stesso Di Maio. A chi gli chiedeva se è possibile che questo si concretizzi, Casaleggio ha risposto:"Non lo so, non mi sto occupando di questo tema".

Governo: Salvini, "Il premier? Un professionista incontestabile"

ROMA - Matteo Salvini vuole a Palazzo Chigi "un professionista" di altissimo profilo: "Ne' io ne' di Maio premier? Questo mi sembra chiaro fin dall'inizio", ha risposto il leader del Carroccio ai giornalisti dopo aver votato al referendum sul contratto di governo in un gazebo della Lega a Milano. La figura che indicheremo come presidente del Consiglio sarà, ha aggiunto il segretario leghista, "una figura che vada bene a entrambi, con esperienza professionale incontestabile e che condivida e abbia contribuito alla stesura del programma".

Di Maio: "Sono felice: si è definito il Contratto per il Governo del Cambiamento"

ROMA - "Oggi si è finalmente definito in tutte le sue parti il Contratto per il Governo del Cambiamento. Sono davvero felice. Sono stati 70 giorni molto intensi, sono accadute tantissime cose, ma alla fine siamo riusciti a realizzare quanto avevamo annunciato in campagna elettorale. Per tutta la giornata di oggi, a partire dalle 10 e fino alle 20, saranno attive su Rousseau le votazioni sul contratto per il governo del cambiamento" ha dichiarato il leader del M5S, Luigi Di Maio, in un post pubblicato sul Blog delle Stelle.

"Un contratto di governo che vincola due forze politiche, che sono e rimangono alternative, a rispettare e fare quanto hanno promesso ai cittadini. Sono davvero felice perchè in questo contratto non ci sono solo delle proposte, non c'è solo un'idea di Paese, non ci sono solo le nostre battaglie storiche. In questo contratto ci sono le persone che ho incontrato in campagna elettorale. C'è la qualità della vita delle mamme che lavorano, ci sono i giovani della mia generazione che pensano al futuro, ci sono le famiglie in difficoltà, ci sono i lavoratori che hanno diritto a un salario dignitoso, gli insegnanti vittime di una riforma scellerata, gli italiani che sono emigrati all'estero, ci sono gli anziani che mantengono intere famiglie con la propria pensione, ci sono gli imprenditori che fanno grande il made in Italy, ci sono le forze dell'ordine che tutelano la nostra sicurezza, ci sono i pescatori, ci sono le vittime di reati di violenza che non devono essere lasciati soli dallo Stato. Ci sono gli italiani in questo contratto. Ci sono io in quanto cittadino italiano. Ci sei tu qui dentro. Leggi questo contratto e sentiti parte di questa ondata di cambiamento che sta per infrangersi sulle speranze di chi voleva che tutto restasse così com'era e sentiti orgogliosamente italiano oggi perché una nuova era sta per cominciare. La cosa più bella - spiega - è che ognuno di voi, come me, oggi possa dire: #IoSonoNelContratto. Sono soddisfatto di quanto abbiamo fatto e ringrazio ognuno di voi per essermi stato vicino in questi mesi. Ringrazio tutti i nostri che hanno preso parte al tavolo che in una settimana, in tempi record, ha redatto questo contratto: Alfonso Bonafede, Laura Castelli, Giulia Grillo, Danilo Toninelli, Vincenzo Spadafora, Daniel De Vito, Tommaso Donati e Rocco Casalino. Ringrazio anche la delegazione della Lega. Ringrazio gli attivisti che non si sono mai fermati. E' anche grazie a voi e alla vostra tenacia se oggi siamo qui e sarà grazie a voi se cambieremo l'Italia".

Salvini, "Il premier? Nè io nè Di Maio"

MILANO - "Il premier? "Né io né Di Maio". Lo dichiara Matteo Salvini in diretta su Skytg24 da Aosta. In una successiva diretta, questa volta a Rainews24, il leader della Lega risponde così alla domanda "se il premier è Di Maio?": "No. Per me sarebbe stato un onore rappresentare ma i numeri sono numeri e stiamo trovando la persona più adatta a rappresentare questo governo".

"Creata la base del governo, stiamo ragionando anche sul nome del premier. Dobbiamo ancora dirimere. Sono sicuro che troveremo una soluzione. Sono fiducioso che troveremo una soluzione. Creata la base di governo, creata ogni cosa il chi non sarà un problema": così ha detto Luigi Di Maio arrivando a Monza.

Dombrovskis: "Il nuovo governo italiano dovrà ridurre il debito pubblico"

ROMA - "E' chiaro che l'approccio alla formazione del nuovo Governo e l'approccio rispetto alla stabilità finanziaria deve essere quello di rimanere nel corso attuale, riducendo gradualmente il deficit e riducendo gradualmente il debito pubblico" ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis.

"La Commissione raccomanderà di ridurre debito e deficit e di mantenere gli impegni europei così come richiesto anche dal capo dello Stato, Sergio Mattarella".

Macron, "In Italia forze paradossali su un progetto che non vedo"

ROMA - "Bisogna accettare quello che i popoli decidono", "non so quali saranno le posizioni del nuovo governo italiano, quello che vedo ora sono forze eterogenee e paradossali che potrebbero allearsi su un progetto che non vedo": a dichiararlo il presidente francese Emmanuel Macron a Sofia, nel corso di una conferenza stampa al termine del vertice Ue sui Balcani occidentali e rispondendo a una domanda sul futuro governo in Italia.

"Il presidente Mattarella - ha aggiunto Macron - ha indicato che il governo è legato a una strategia europea. C'è una parte di incertezza a questo stadio, ma ho anche un elemento di fiducia perchè Mattarella ha sottolineato e indicato che il governo dovrà lavorare con l'Ue e che per lui questo è uno dei criteri relativi al nuovo esecutivo".

Meloni: "L'Italia ha bisogno di un governo: chiedo a Salvini se sia convinto della scelta migliore"

"L'Italia, per carità, ha bisogno di un governo ma chiedo ancora oggi a Salvini se davvero sia convinto che questa sia la scelta migliore o se sia il caso di tornare a chiedere con forza un incarico del centrodestra al Presidente della Repubblica perché non ho fatto mistero di non condividere le scelte di Mattarella, che ha fatto tutto tranne che dare l'incarico a chi aveva vinto le elezioni" ha dichiarato il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, incontrando i giornalisti a Catania "Se fosse passata la nostra proposta di legge elettorale, noi oggi - ha aggiunto - avremmo un governo di centrodestra da due mesi. Quindi, chi aveva torto e chi aveva ragione? Io ho sempre lavorato tanto per dare soddisfazione alla volontà popolare. Ognuno poi fa le proprie scelte. Speravo che le cose andassero diversamente dall'inizio. Speravo che Forza Italia e Lega Nord non votassero una legge elettorale vergognosa che ovviamente avrebbe consegnato l'Italia al caos. Fratelli d’Italia non la votò. Fummo noi tacciati di voler dividere la coalizione e spiegammo invece che quella legge elettorale avrebbe impedito all'Italia di avere un governo di centro destra, che é quello che volevano gli italiani. Ce l'hanno dato il 4 marzo, ce l'hanno detto quando si è votato in Molise, in Friuli Venezia Giulia e adesso pure ad Udine e abbiamo vinto anche lì. Gli italiani ce l’hanno detto in tutti i modi".

Gentiloni: "Nell'Unione Europea c'è un grande bisogno di protagonismo del nostro Paese"

"Nell'Unione Europea c'è un grande bisogno di protagonismo del nostro Paese. Abbiamo dimostrato con i fatti che rispettando le regole europee si può anche concorrere a modificarle. Penso che i risultati siano stati molto positivi" ha dichiarato il premier Paolo Gentiloni, a Sofia a margine del vertice vertice Ue - Balcani occidentali "Se si uscisse da questo percorso, se si andasse fuori strada, a essere danneggiati non sarebbero gli euroburocrati ma i cittadini italiani. Il nostro Paese è in questo momento al centro dell'attenzione dei leader europei. L'Italia in questi cinque-sei anni ha recuperato solidità e credibilità. C'è un riconoscimento unanime nell'Unione sul fatto che ci troviamo con un'economia più solida. Abbiamo dimostrato una capacità di gestire i flussi migratori che nessuno prevedeva. Siamo considerati un partner credibile", ha sottolineato il presidente del Consiglio, che alla domanda se ci sia il rischio di un nuovo 2011 ha risposto: "Non faccio il profeta di sventura. Come presidente del Consiglio, rappresentando l'Italia, il mio compito è anche quello di sottolineare la solidità della situazione economico del nostro Paese, e la situazione diversa dell'Eurozona rispetto al 2011. Negli anni della crisi abbiamo portato il debito dal 100 al 130%, poi l'abbiamo stabilizzato, e adesso lo stiamo portando verso il 122%. Penso sia irrealistico fare paragoni con cose capitate 5-6 anni fa, tuttavia darebbe dei problemi andare fuori strada rispetto a questo percorso così faticoso, facendo politiche a debito, promesse elettorali o post elettorali mirabolanti. Non ci sarebbero le conseguenze del 2010-2011, ma bisogna fare attenzione a non disperdere un patrimonio che non è di questo o quel governo, ma del Paese e dello sforzo collettivo fatto".

Di Maio: "Se noi e la Lega facciamo il governo, sarà una bomba"

ROMA - "Noi abbiamo un obiettivo molto importante, portare a casa in questa legislatura i risultati per i cittadini italiani. Nella nostra storia siamo sempre stati una forza politica che correva da sola e lo abbiamo sempre fatto perché delle altre forze politiche non ci fidavamo e abbiamo subito proposto un contratto e non un'alleanza, perché degli altri non ci siamo mai fidati. Abbiamo sempre utilizzato il contratto per potere sottoscrive, insieme a un'altra forza politica, gli obiettivi che volevamo potare a termine perché è quel contratto che potremo rivendicare nel momento in cui non ci sono più i presupposti per andare avanti" ha dichiarato, in un video su Facebook, il leader del M5S Luigi Di Maio.

"Vedo tante persone, tanti opinionisti, tanti esperti di politica ironizzare su questo contratto, ma se ne facciano una ragione, per noi e' una cosa seria, e' il perno di qualsiasi governo si stia per costituire e lo stiamo costruendo insieme alla Lega. Noi abbiamo quasi concluso questo lavoro in sei giorni, in Germania ci hanno messo sei mesi. Molti dicono che stiamo perdendo tempo? Ma come si può dire? Abbiamo già ottenuto un reddito di cittadinanza che non è assistenzialismo, una flat tax equa, il taglio delle pensioni d'oro, che le opere pubbliche non costino più il doppio o il triplo, i vincoli europei che vanno rivisti dialogando con gli altri Paesi, ma vanno cambiati. Questo è il nucleo di quello che vogliamo portare a casa, i nomi o i ministri vengono dopo. Sono importanti, ma sono quelli che dovranno mettere mano al programma che stiamo firmando. Non c'è un solo giornale che non tifi per il fallimento, oggi ci sono eurocrati che parlano, il Financial Times che dice che 'Roma apre la porta ai nuovi barbari': ma come si permettono? Più riceviamo attacchi, più io sono motivato, perché vuol dire che l'establishment ha paura del cambiamento e che la strada è giusta. Questo è il momento di avere coraggio, di andare fino in fondo e cambiare veramente le cose. I presupposti ci sono? Dipende se riusciamo a chiudere il contratto e fare partire questo governo. Se ce la facciamo sarà una bomba, in senso positivo. Se riusciamo sarà la strada del cambiamento, vogliamo andare fino in fondo. Potremmo avere l'occasione per cambiare veramente tutto. Noi vogliamo andare fino in fondo, vogliamo fare una rivoluzione gentile".

Grillo, "Governo? Serve un pò di tempo ma arriva"

ROMA - I Cinquestelle formeranno un governo con la Lega? "Ci vorrà ancora un po' di tempo, ma accadrà - sottolinea Beppe Grillo al settimanale Usa Newsweek, rilanciandolo sul proprio blog -. Se puntiamo a ridurre le imposte per le piccole e medie imprese, se puntiamo a un reddito di cittadinanza, se vogliamo migliorare la vita delle persone, allora possiamo trovare un accordo". 

"L'Unione europea in passato aveva molti meriti, ma ora è disfunzionale, ha bisogno di riforme - aggiunge il cofondatore del Movimento -. Il Parlamento europeo non ha alcun potere, le decisioni sono prese dai commissari. E se si guarda a chi siede nelle commissioni, si trova un politico circondato da sette lobbisti. Indovina chi prende le decisioni?". La visione M5S dell'Ue "si ispira al modello svizzero di democrazia diretta". Grillo sull'Euro ribadisce "siamo favorevoli a un referendum consultivo.

Potrebbe essere una buona idea avere due Euro, per due regioni economiche più omogenee. Uno per l'Europa settentrionale e uno per l'Europa meridionale".

Razov auspica per l'Italia un governo stabile

di NICOLA ZUCCARO - Formare in Italia un Governo stabile. Quanto auspicato nella mattinata di martedì 15 maggio 2018 a Bari dall'Ambasciatore della Federazione Russa Sergey Razov, in occasione della cerimonia di insediamento del Consolato russo, non è solo un augurio ma anche un richiamo finalizzato alla formazione di un esecutivo che nel pieno delle proprie funzioni possa assumere un ruolo di primo piano (in virtù della strategica posizione geografica della Penisola italica) nella politica estera ed in particolare per quella relativa all'area euro-mediterranea.

Toti: "L’ipotesi di votare tra pochi mesi è pericolosa"

"L’ipotesi di votare tra pochi mesi è pericolosa, e quella di andare alle urne addirittura in estate era grottesca" ha dichiarato Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e consigliere politico di Silvio Berlusconi, in un'intervista al Corriere della Sera "E' il momento di essere chiari su alcuni punti. Il primo è il programma: Lega e M5S partono da posizioni molto lontane, che non sono compatibili o lo sono molto difficilmente. Noi siamo per le grandi opere, la defiscalizzazione, il salvataggio della siderurgia, la banda larga, una giustizia più veloce, loro fanno tintinnare le manette sul fisco, hanno una furia iconoclasta verso opere pubbliche che servono al Paese, pensano alla decrescita felice. Vedremo quale sarà la sintesi, e anche come sarà presentata. La narrazione di questo governo deve essere chiara da parte della Lega. Si deve dire che è un governo di traghettamento, che nasce da uno stato di necessità, che servirà un nuovo voto e una nuova legge elettorale per poi ripartire con la coalizione di centrodestra. Non si deve dare l’impressione che sia nato un nuovo asse politico, che ci sia una sorta d infatuazione per un nuovo scenario. No a date di scadenza. Ci sono cose da fare e si vedrà in quali tempi, ma ripeto: questo non è un governo nato dalle urne, e la nostra benevolenza critica può esistere solo nella chiarezza".

Governo: avanti il tavolo M5S-Lega, ancora aperti capitoli giustizia, migranti e grandi opere

(ANSA)
ROMA - Proseguono i lavori del tavolo tecnico tra Lega e M5S per mettere a punto il contratto sul programma di governo, con l'obiettivo di chiudere entro giovedì. "Oggi contiamo di trovare la quadra, domani" si affronteranno "i temi sottolineati in rosso" spiegano fonti autorevoli del Movimento.

A restare ancora aperti i capitoli giustizia, migranti, grandi opere e vincoli Ue sui quali, osservano in casa leghista, i Cinque Stelle restano "più prudenti". In mattinata tra i temi affrontati turismo e tassa di soggiorno, con lo studio di una rimodulazione di quest'ultima. Sul capitolo tasse sembra invece ormai consolidata l'idea di un sistema a doppia aliquota, non più quindi una flat-tax, al 15% e al 20%.

Deputati e senatori dei due schieramenti sono giunti a Montecitorio alla spicciolata con la prospettiva di portare avanti il lavoro per tutto il giorno. Al momento non ci sono i leader Luigi Di Maio e Matteo Salvini. In mattinata diversi componenti del tavolo si dovranno assentare per seguire le audizioni di enti locali e parti sociali sul Def, a partire dal presidente della commissione Speciale di Montecitorio Nicola Molteni.

"Buona giornata Amici! Coerenza, pazienza, voglia di fare, umiltà e concretezza, e serve anche fortuna. Vi voglio bene": lo ha scritto su Twitter il leader della Lega Matteo Salvini postando la foto di un cappuccino con tanto di disegno di un cuore di cacao.

Valdis Dombrovskis, Ue
"Nell'approccio alla formazione del nuovo governo e nell'approccio alla stabilità finanziaria" l'Italia deve "mantenere la rotta" degli ultimi anni "riducendo gradualmente il deficit e il debito". E' l'avvertimento lanciato dal vice-presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, durante il suo intervento ad un dibattito organizzato da Politico.eu.

Mattarella concederà il recupero?

di NICOLA ZUCCARO. Roma, lunedì 14 maggio 2018. La data precedente menzionata corrisponde al settantunesimo giorno dalla tornata elettorale per il rinnovo del parlamento nazionale e dal Quirinale si è levata per la quarta volta (in occasione del mini-giro di consultazioni che ha visto salire sul Colle, alle 16.30, il M5S e alle 18 la Lega) quella fumata nera che potrebbe segnare la parola "fine" all'infinita quanto interminabile pazienza (rapportata al prorogarsi dei termini fissati dal capo dello Stato) celatamente espressa da Sergio Mattarella per la formazione del nuovo Governo.

La richiesta inoltrata nel pomeriggio del 14 maggio da Di Maio e da Salvini al presidente della Repubblica di disporre di qualche altro giorno in più per sciogliere la riserva del Premier da proporre a Mattarella rappresenterà quella spinta giusta affinché l'attuale inquilino del Quirinale mostri la schiena dritta, quella schiena dritta mostrata quando il 26 luglio 1990 si dimise da Ministro della Pubblica istruzione perché Andreotti aveva posto la fiducia sulla Legge Mammì, quella che sanava definitivamente le 3 reti televisive del Cavaliere Silvio Berlusconi?

Il richiamo anti-notarile espresso il 12 maggio a Dogliani, in occasione del 70mo anniversario dell'insediamento di Luigi Einaudi alla presidenza della Repubblica, potrebbe corrispondere ad una buona intenzione. Ma Sergio Mattarella, dopo 4 consultazioni, avrà preso consapevolezza del fatto che, in virtù e in linea con il suo passato arbitrale (richiamato l'8 maggio dinanzi alle delegazioni del Milan e della Juventus ricevute al Quirinale alla vigilia della Finale della Coppa Italia 2018) di fronte all'attuale quadro politico, poco chiaro e convincente, dover concedere un tempo massimo di recupero potrebbe rappresentare quella terza via. Una via alternativa al governo di garanzia e/o ad un eventuale ritorno in tempi brevi (non si esclude l'eventualità di domenica 22 luglio) alle urne. 

Martina: "Credo tantissimo nella riprogettazione del Pd"

ROMA - "Mai immaginato che si devono fare passi indietro o andare oltre il Pd. Credo tantissimo nella riprogettazione del partito, so benissimo che dobbiamo cambiare, abbiamo commesso tanti errori" ha dichiarato il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, ospite di Rtl 102.5.

"Quando immagino il Pd, lo immagino ancora come partito di combattimento. Per me la chiave per la sinistra è la comunità. Quanto ai rapporti con Renzi, non si tratta di sudditanza psicologica; Matteo ha una personalità di primo piano, io ho sempre lavorato per cercare punti di equilibrio, non è una battaglia di posizionamento, ora la questione fondamentale è riprendere il lavoro verso il Paese, e farlo tutti insieme. Inoltre, non credo a questo scenario di un soggetto politico fuori dal Pd organizzato da Renzi, lo ha già smentito. Lo conosco, non ci credo e non è questo il tema. Noi abbiamo avuto punti di vista diversi in queste settimane, come sui M5S. Non penso di essere Goldrake e non voglio diventarlo. Sono una persona normale che, con altri, vuole fare un percorso. Adesso la questione fondamentale è riprendere il lavoro verso il Paese dopo un risultato elettorale molto negativo, farlo tutti insieme. Poi arriverà il tempo di una discussione più aperta tra di noi. Tornando al percorso per ricostruire il Pd, io ho detto una cosa semplice: l'assemblea dovrà decidere se fare un congresso subito o eleggere un segretario. Ritengo che serva un lavoro dal basso per arrivare al congresso e non esasperare il contesto e rimettere in gioco i fondamentali delle nostre idee. Ho bisogno di costruire risposte con tanti su temi decisivi, come sull'immigrazione. Bisogna ricostruire le idee, cosa che non può essere semplificata con una conta sulle idee. In questi anni abbiamo fatto scelte di cambiamento importanti e democratiche, come il reddito di inclusione, poi si può dire si può fare di più. Quanto al nuovo governo che sembra prendere forma, Vediamo cosa succede in queste ore, sono le ore cruciali. Penso che il messaggio debba essere semplice: dicano se sono nelle condizioni di avanzare una forza di governo, questo tira e molla ha stancato, ora è il tempo della chiarezza. È chiaro che adesso sono al dunque, capiremo oggi se sono in grado di fare un a proposta e quale sarà. A me interessa contrastare una deriva su scelte che considero pericolose per il Paese e pronti alla sfida. Se si vuole parlare di cose concrete allora misuriamoci e confrontiamoci. Quello che  ho visto è un racconto di grandi cose di propaganda, ma molto più modestamente dicano cosa vogliono fare per l'Italia e poi vediamo".

Salvini: "L'accordo ancora non c'è: stiamo facendo uno sforzo enorme"

ROMA - "Stiamo facendo uno sforzo enorme, e non per interessi personali. Se dovessimo ragionare per interessi personali e in base ai sondaggi sarebbe meglio per noi tornare a votare. Non stiamo questionando sui nomi" ha dichiarato il leader della Lega Matteo Salvini, dopo le consultazioni con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

"Se troviamo la quadra si parte, ma l'ultima cosa che vogliamo fare è prendere in giro il presidente e gli italiani dicendo che c'è l'accordo quando su qualche tema importante, come le infrastrutture, l'accordo ancora non c'è. Gli accordi un tanto al chilo non fanno per me".

Governo, accordo M5s-Lega non si chiude. Di Maio, "Nomi non ne facciamo"

ROMA - Non si chiude l'accordo fra M5s e Lega per il nuovo governo. Il leader M5S Di Maio ha chiesto al presidente della Repubblica Mattarella altro tempo per proseguire la trattativa con Salvini. I 'tempi supplementari' chiesti dal capo politico dei 5 stelle al Quirinale serviranno sì alla definizione del contratto di governo con la Lega ma anche, ha confermato lo stesso Di Maio a consultare gli iscritti al Movimento: saranno loro “a decidere con un voto online se fare partire il governo con questo contratto oppure no”.

"Sia io che Salvini siamo d'accordo sul fatto che nomi pubblicamente non ne facciamo" ha dichiarato Di Maio al termine del colloquio con il presidente della Repubblica.

Ai colloqui al Quirinale ha partecipato la delegazione M5S, composta dal capo politico Luigi Di Maio e i capigruppo Giulia Grillo e Danilo Toninelli.

Martina, "stanno scrivendo la storia? Consiglierei a Di Maio piedi per terra"

ROMA - "Di Maio dice che sta facendo la storia? Consiglio di stare con i piedi per terra". A dichiararlo il segretario reggente del Partito democratico Maurizio Martina in un'intervista stamane a RTL.

"Segnalo che si stanno raccontando scelte che messe tutte in fila costano 100 miliardi di euro. Come le coprono? Leggo di ipotesi di condoni. Sarebbe un grave errore per il nostro Paese. Con la flat tax si farebbe una grande operazione di disuguaglianza e di iniquità. Ragionano sul rivedere i trattati. Nessun Paese puo' rivedere da solo i trattati. Noi siamo pronti a costruire alternativa a queste scelte". "Noi siamo un partito e abbiamo delle personalità. Renzi è una di queste personalità. La questione fondamentale adesso per noi è riprendere il nostro lavoro per il Paese e farlo tutti insieme. Arriverà il tempo di una discussione più aperta ma ora c'è bisogno dell'aiuto di tutti" ha detto Martina.