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ICC: la Juve si aggiudica il derby d'Italia ai rigori

di ANTONIO GAZZILLO - Quando si affrontano Juventus e Inter non è mai un'amichevole e infatti le due squadre hanno dato il loro massimo. Nel primo tempo la squadra di Conte, alla prima partita contro la sua ex squadra, ha espresso meglio il suo calcio fatto di aggressività e compattezza e ha trovato anche il vantaggio con un autogol di De Ligt. Su un calcio d'angolo di Sensi, il difensore olandese ha deviato nella sua rete. 

Nella ripresa i bianconeri si sono ripresi sfruttando un calo della squadra nerazzurra. Ronaldo ha siglato il pareggio con un calcio di punizione deviato da Gagliardini. Il match è stato poi deciso ai calci di rigore per 5 a 4 a favore della Juventus che ha battuto il penalty decisivo con Demiral.

Juve, solo un pari contro l'Udinese, mister Del Neri blocca la sua ex squadra


di ALESSANDRO NARDELLI - Brutta Juve quella che è stata fermata sul pari, il primo del campionato per i bianconeri, in trasferta al Dacia Arena dall'Udinese dell'ex Gigi Del Neri.

Gli uomini di Allegri, che avevano l'occasione di allungare a + 10 sulla Roma, sconfitta ieri dal Napoli di Sarri, si fermano invece a + 8, guadagnando un punto, e mantenendo comunque un notevole vantaggio sui giallorossi. Friulani in vantaggio al 37' con l'indiavolato Zapata, raggiunti al 60' sul pari grazie a Leo Bonucci.

Non la più bella Juve di sempre, ma ci può stare, dopo un periodo in cui Dybala e compagni hanno dato tutto, essendo impegnati in ben tre competizioni, Campionato, Coppa Italia e Champions League. non al top ma comunque capace di reagire. Ha i suoi meriti anche l'Udinese, con Del Neri che aveva studiato il punto di forza bianconero, le cinque stelle offensive, in modo da limitarle, e così è stato. Un raddoppio costante sulle fasce da parte dei padroni di casa, ha tolto aria e spazio agli avanti juventini, che non potendo giocare come al solito in ampiezza, non sono riusciti a fare la differenza. Annullati Cuadrado, Dybala e Mandzukic, sono mancati di conseguenza i rifornimenti per il "Pipita" Higuain, un'anima in pena nell'area avversaria. Importante anche la chiusura degli avversari su Miralem Pjanic, che non ha avuto la lucidità giusta per reagire, risultati poco efficace. L'unico a salvarsi nel grigiore totale è stato Leonardo Bonucci, che con una ripresa super fatta di un gol e di tanti salvataggi difensivi, riscatta un primo tempo da incubo, che lo vede protagonista in negativo sul gol di Zapata.

Il prossimo match verrà disputato dalla Juventus, venerdì alle ore 20:45, in casa allo Stadium contro il Milan di Vincenzo Montella. Occasione di riscatto per i ragazzi di Allegri, dopo la bruciante sconfitta di Doha in Supercoppa Italiana per mano dei rossoneri, lo scorso dicembre.

Coppa Italia: trionfo Juve tra le polemiche, contro il Napoli la decidono Dybala e Higuain

(Foto ANSA)

di ALESSANDRO NARDELLI - Trionfo Juve nell'importantissimo match di andata di Coppa Italia che ha visto Dybala e compagni superare 3-1 il Napoli di Maurizio Sarri. Una gara che ha visto alcune decisioni dubbie da parte di Valeri, che ha concesso due rigori agli uomini di Max Allegri, scatenando la violenta reazione della dirigenza azzurra a fine match, con il ds Giuntoli che ha tuonato: "Sono decisioni vergognose che fanno male al calcio italiano". I bianconeri, messi da parte screzi di spogliatoio, e rinsaldata la posizione del proprio tecnico, come sempre accade, sembrano usciti ancora più forte da dicerie, voci e quant'altro, e, la vittoria contro l'Empoli di sabato, prima, e il successo contro i partenopei ieri, poi, lo hanno dimostrato appieno. Sembra finalmente una squadra matura quella di Massimiliano Allegri, pronta a dare l'assalto a qualsiasi obbiettivo, senza paura e conscia di avere finalmente quella capacità di poter controllare ogni match, che appartiene solo alle grandi dell'Olimpo del calcio. Tornando alla sfida di Coppa Italia, la Vecchia Signora, leggermente in sofferenza nel primo tempo, è passata in svantaggio al 36', con il Napoli in vantaggio grazie a Callejon. Nella ripresa invece, meglio la Madama, che al 47' ha trovato il pari con un rigore di Dybala, ha raddoppiato al 64' con l'ex Higuain, e ha messo il sigillo alla gara ancora con Dybala, sempre su rigore, questa volta al 69' minuto.

Questa sfida ha dimostrato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che la Juventus diventa devastante con il 4-2-3-1, modulo ideale che permette di esaltare le caratteristiche dei tanti campioni presenti tra le file dei bianconeri. Ieri, con il 3-4-3 iniziale, si è si vista una squadra pericolosa, ma poco cinica e oramai meno abituata a giocare in questo modo, avendo acquisito, molto in fretta a dire il vero, i giusti automatismi con il nuovo sistema tattico. Infatti, nel secondo tempo, con l'entrata del colombiano Cuadrado e il conseguente cambio di modulo, la partita è svoltata. Se Allegri capirà che l'unica soluzione è schierare così la squadra, allora nulla potrà essere precluso ai suoi uomini.

Migliori in campo in assoluto, proprio Cuadrado e Dybala, veri e propri trascinatori della squadra bianconera. Il primo con la sua velocità e la sua costante spinta, ha mandato in tilt il malcapitato Strinic. inoltre si è procurato il secondo rigore trasformato dalla "Joya", ed è stato perfetto anche in fase difensiva, salvando su una pericolosa azione avversaria con una chiusura difensiva meravigliosa. Dybala, invece, dopo un primo tempo così e così, si è acceso nella ripresa, realizzando dal dischetto per due volte, glaciale dagli undici metri. Inoltre, tra le linee ha dato spettacolo, illuminando il gioco bianconero

Male invece Lichtsteiner ed Asamoah, il primo molto nervoso e mai puntuale, il secondo protagonista in negativo sul gol del vantaggio del Napoli di Callejon. Il ghanese non ha chiuso sullo spagnolo, suo diretto avversario, facendo la frittata.

La prossima sfida verrà disputata dalla Juventus, questa domenica alle ore 15:00 al Dacia Arena di Udine, contro i friulani dell'ex Gigi Del Neri, primo tecnico della Vecchia Signora, nell'era Marotta. Per Allegri potrebbe essere l'occasione per far riposare qualche titolare, che ha giocato dal primo minuto contro il Napoli in Coppa Italia.

Serie A, Juve cinica contro l'Empoli, il Milan passa contro il Sassuolo tra le polemiche. Nainggolan stende l'Inter

SERIE A. Juventus-Empoli 2-0, settima vittoria consecutiva per i bianconeri


di FRANCESCO LOIACONO - La Juve ha vinto per 2-0 in casa contro l’Empoli. Tre punti importanti per i bianconeri nella corsa verso lo scudetto. Si portano a +12 sul Napoli sconfitto a sorpresa 2-0 al “San Paolo” dall’Atalanta. Nel primo tempo la squadra di Allegri insidiosa. Un tiro di destro di Higuain è terminato di poco fuori. Si è fatto notare Mandzukic con una botta di sinistro, palla di un soffio a lato. L’Empoli in contropiede. El Kaddouri in girata non ha inquadrato la porta.Mandzukic tutto solo ha incredibilmente tirato addosso al portiere Skorupski.Per i toscani Pucciarelli si è fatto anticipare dal portiere Neto. Un colpo di testa di Mandzukic ha lambito il palo.

Nel secondo tempo la Juve più propositiva. Una acrobazia di Higuain è stata intercettata da Skorupski. L’Empoli in contropiede. Josè Mauri al volo, Neto ha detto di no. La Juve è passata in vantaggio con una autorete di Skorupski che ha deviato involontariamente nella sua porta una inzuccata di Mandzukic. La squadra di Martuscello ha replicato. El Kaddouri di sinistro, sfera di poco lontana dalla porta.I bianconeri hanno raddoppiato per merito di Alex Sandro il quale con un tiro di sinistro ha sorpreso Skorupski. Per il difensore brasiliano secondo gol stagionale. Higuain è andato vicino alla terza rete con un diagonale di destro che ha sfiorato la traversa. Un tentativo di Dani Alves non ha avuto fortuna. Annullato un gol all’argentino della Juve Dybala per un fuorigioco di Higuain. La squadra di Allegri velocissima. Un destro di Dybala si è perso di un niente sul fondo. Settima vittoria consecutiva in serie A per i bianconeri.

Trentesimo successo della Juve allo “Stadium” davanti ai suoi tifosi se si comprende anche quelli dello scorso campionato. Eccellente la prova di Bonucci al rientro dopo l’esclusione per motivi disciplinari nella gara di andata vinta per 2-0 in trasferta col Porto in Coppa dei Campioni. Abbastanza rapido e concreto Mandzukic. Valido il contributo di Higuain. La Juve è in grado di vincere il sesto scudetto consecutivo.

SERIE A. Il Milan sfata tra le polemiche il tabù Mapei Stadium


di PIERO CHIMENTI - Il Milan regala il successo a quella che dovrebbe essere l'ultima domenica da presidente di Silvio Berlusconi, dopo 31 anni alla guida del club, che il 3 marzo dovrebbe cedere la mano alla cordata cinese SES. La partita ha subito regalato emozioni con il rigore al 12' per il Sassuolo, per fallo di Kucka per Duncan. Dal dischetto Berardi calcia al lato. Dopo appena dieci minuti di gioco è il Milan a vedersi assegnare il penalty per fallo di Aquilani su Bertolacci. Dal dischetto Bacca, seppur scivolando, realizza il vantaggio rossonero.

Il secondo tempo, come la prima frazione, è piena di veleni con i neroverdi che reclamano due presunti rigori su un fallo di mano di Sosa prima, ed atterramento di Paletta su Politano poi, ma l'arbitro Calvarese fa proseguire. Gli uomini di Di Francesco, a caccia del pareggio, cercano di schiacciare il Diavolo nella loro metà campo, collezionando corner, ma sono gli ospiti prima con Zapata e poi con Suso a sfiorare più volte il raddoppio.

Super Nainggolan a San Siro: la Roma è superiore dell’Inter


di LUIGI LAGUARAGNELLA - A San Siro la Roma comanda. Ributta indietro i sogni d’alta classifica dell’Inter confermando di essere più vicina al passo della Juve e non a quello delle altre avversarie che guarda dall’alto. Nel posticipo serale i giallorossi contro l’Inter vincono per 3-1 con assoluto merito: gli uomini di Spalletti sono reattivi, rapidi, sicuri dei propri schemi e delle indicazioni date dal loro allenatore.

I nerazzurri sono imbrigliati negli schemi degli ospiti. La dinamicità di Salah e Nainggolan destabilizza la qualità di Brozovic, Gagliardini e Perisic. Alle discese di Bruno Peres e agli spazi che ha creato Dzeko, la squadra di Pioli ha proposto troppo spesso lanci lunghi su cui Icardi non può far niente dinanzi alla stazza di Fazio. 

La Roma passa già nel primo tempo. Nainggolan sfodera un tiro ad effetto pregevole, dopo aver vinto un duello con Gagliardini. Il centrocampista giallorosso è il protagonista della gara: testardo, veloce, intelligente, aggressivo. E’ l’uomo ovunque. Il secondo gol arriva nel secondo tempo. Dopo una lunga cavalcata il tiro potente è imprendibile per Handanovic. Tra le due reti l’Inter ha provato a reagire, ma perdendosi in eccessivi individualismi Szczesny non corre grandi pericoli. Joao Mario ci va solo vicino, mentre Perisic è lontano molte volte dal gioco. La Roma, invece, continua ad essere padrona del campo e il tiro velenoso di Dzeko è intercettato da Handanovic.

Nel secondo tempo l’Inter appare un po’ più caparbia. Ci provano Candreva e Perisic, ma sono imprecisi. La Roma approfitta degli spazi e oltre alla seconda rete di Nainggolan, offendono con Salah e col rientrante Perotti. C’è un rigore che l’Inter potrebbe recriminare per fallo su Eder, sul risultato del 2-1. La rete di Icardi, rapace sul tiro in diagonale di Perisic, riaccende le speranze, ma dopo una ripartenza il fallo di Medel su Dzeko è da rigore che Perotti realizza. 

La Roma espugna San Siro e ottiene adrenalina per provare almeno a preoccupare la Juve. L’Inter è ridimensionata, ma probabilmente il suo non può essere lo stesso campionato dei giallorossi.

Champions League: Juve, più concreta che bella, contro il Porto decidono i subentrati Pjaca e Dani Alves

(Foto ANSA/EPA)

di ALESSANDRO NARDELLI - E' una Juve più concreta che bella quella che esce dallo stadio "Do Dragao" di Porto, vittoriosa per 0-2 e con più di metà qualificazione ai quarti in tasca, in quella che verrà ricordata come la settimana del caso "Bonucci", escluso per motivi disciplinari, e in tribuna con Marotta e Nedved, dopo una lite con Max Allegri. La Juve, in superiorità numerica dal 27' del primo tempo, per via dell'espulsione del calciatore brasiliano Alex Telles, è stata imbrigliata da una tattica ultra difensiva adottata dal Porto, sia in 11 uomini che, ancor di più in con un uomo in meno. I bianconeri però, forti di un collettivo, di un modulo e di un gioco già rodato, se nella prima frazione di gioco ci provano, senza riuscire a pungere, vuoi per meriti avversari, vuoi per demeriti propri, vuoi per sfortuna (vedasi il palo colpito da Dybala dopo un gran sinistro). Nel secondo tempo, il Porto alla lunga ha sofferto quello che è stato un vero e proprio assalto al fortino di Casillas. Provvidenziali gli innesti del tecnico bianconero, Pjaca prima, con la sua freschezza, e Dani Alves poi, con la sua esperienza, mosse che hanno spaccato la partita, infatti entrambi hanno trovato le fondamentali reti (prima rete europea per il croato), al 72' e al 74', che mettono al sicuro il passaggio del turno. Entrambi, dopo un periodo di appannamento, fisiologico all'adattamento al calcio italiano, si sono ritrovati in una delle partite decisive della stagione, e tanto di cappello a Max Allegri per averli inseriti al momento giusto.cambi decisivi. Ottimi anche Alex Sandro e Dybala, con il primo, un ex della partita, che dopo un primo tempo sufficiente, ha letteralmente trascinato la Juventus nella ripresa, divenendo padrone della fascia sinistra, mandando in crisi la difesa portoghese. In più il cross decisivo per il 2-0 di Dani Alves. na partita di grandissima sostanza. L'argentino invece, protagonista del tiro più pericoloso per la Vecchia Signora nel primo tempo, con un palo che grida ancora vendetta. Dybala ha cercato poi più volte di imbeccare i compagni, e ha creato tantissimi problemi agli avversari, dimostrandosi un giocatore imprescindibile per gli schemi di Allegri.

La prossima sfida verrà disputata dalla Juventus questo Sabato alle 20:45 in casa contro l'Empoli di Giovanni Martusciello, prossimo passo per la cavalcata trionfale verso il sesto scudetto di fila, un record.

Juve, sei un rullo compressore, e con questi Dybala e Higuain nulla ti è precluso

(Foto ANSA)

di ALESSANDRO NARDELLI - Il rullo compressore della Juventus di Massimiliano Allegri non risparmia neanche il povero e ormai "derelitto" Palermo di Diego Lopez, sconfitto sonoramente dai bianconeri, nell'anticipo del venerdì, causa impegni di coppa, per 4-1, un risultato rotondo che permette ai bianconeri di aumentare a + 10 la distanza dalla Roma seconda, in attesa dei match che i giallorossi disputeranno domani alle 18:00 in casa contro il Torino. Autori dei gol, Marchisio al 13'. Dybala al 40' e all'89' e Higuain al 63' per i padroni di casa, mentre gli ospiti hanno segnato con Chochev al 93' minuto.

Questa agevole vittoria contro i siciliani, dimostra la piena e completa maturità tecnico - tattica della Juventus, una squadra che dopo la batosta con la Fiorentina, ha saputo trovare la forza morale di risollevarsi, aiutata dalla scelta vincente del tecnico Allegri di cambiare il modulo, con un 4-2-3-1, che in realtà ieri sera è variato più volte nel corso del match, senza stravolgimenti di sorta, nè nel gioco, nè, conseguentemente nel risultato. Trame ben precise, e azioni sempre ben articolate, con sprazzi di calcio champagne e la solita grinta e spirito di sacrificio di Marchisio e compagni, che non hanno mai mollato tenendo botta, sulle rarissime folate offensive degli avversari. Insomma il gioco c'è ed è ai livelli delle grandi d'Europa, un segnale incoraggiante per il mister della Juventus, che è consapevole di potersela comunque giocare in Europa, soprattutto con una coppia Dybala - Higuain in crescita esponenziale, e, anche ieri, in grado di fare sfracelli, con il primo autore di una pennellata d'autore su punizione, dell'assist per il "Pipita", e del terzo gol, su assist proprio del generosissimo ex Napoli. Il secondo invece, sempre presente in fase offensiva, al di là della rete e del passaggio decisivo per il 4-0 della Vecchia Signora. In mediana, ottimo Marchisio, vero padrone del ruolo da regista, nel centrocampo a tre, dove riesce a dare ordine ed equilibrare il gioco. In più l'1-0 che porta la sua firma, con il "Principino" bravo a ribadire in rete un rimpallo finito sui suoi piedi.

Il prossimo match verrà disputato dalla Madama, questo mercoledì alle ore 20:45, in trasferta contro il Porto, in una sfida di Champions che si preannuncia abbastanza tranquilla per i ragazzi di Allegri, ma assolutamente da non sottovalutare, anche perché la tradizione vede le italiane uscire sempre sconfitte dalle trasferte di Champions contro il Porto, con 4 KO e 1 pareggio ottenuti finora.

Juve, Higuain è una sentenza, demolito il Cagliari


di ALESSANDRO NARDELLI - Il campionato di calcio di Serie A, è entrato oramai nel vivo del torneo, e il match di ieri sera ha dimostrato una cosa, semmai ce ne fosse stato ancora bisogno, che la Juventus sembra essere davvero Inarrestabile. I bianconeri, per la seconda volta consecutiva, trascinati dal proprio alfiere Gonzalo Higuain, sono venuti fuori con tranquillità da due trasferte per nulla facili. Prima il Crotone nel recupero infrasettimanale, ora il Cagliari, due squadre che lottano per la salvezza, e che, almeno con le big, fanno del catenaccio il loro credo di gioco. Attendere il momento giusto, sfruttando l'enorme potenziale tecnico a disposizione, questa la soluzione giusta che ha permesso agli uomini di Max Allegri di avere ragione dei calabresi prima e dei sardi poi, avvicinandosi passo dopo passo al sesto scudetto consecutivo, un incredibile record assoluto per la Serie A. La gara contro il Cagliari è terminata ieri 0-2, con una doppietta dello scatenato Higuain al 37' e al 47', con l'argentino attuale capocannoniere con 18 reti, ben 11 nelle ultime 9 partite. Sardi in 10 dal 67' per espulsione di Barella (doppia ammonizione). Questo successo proietta i bianconeri a + 7 dalla Roma di Spalletti e a + 9 dal Napoli di Sarri.

Una Juventus come già detto, anche ieri attendista e in grado di imporre la sua forza della tranquillità, da non scambiare per assenza di aggressività, contro avversari che fanno del difensivismo la ragione di essere in partite dove giustamente partono supersfavorite. Al momento giusto i bianconeri riescono sempre a sfruttare la propria forza e a colpire, gestendo poi magistralmente la gara.

Migliore in campo in assoluto Higuain, un vero e proprio leone in area di rigore, un cecchino che sotto porta non perdona. Giocare da centravanti lo ha rivitalizzato e gli ha dato nuovo smalto. Lui è quel bomber che mancava da troppi anni in casa Juventus, e se riuscirà ad essere decisivo anche nelle prossime gare europee, nulla può essere precluso per gli uomini di Allegri.

In una squadra pienamente sufficiente, l'unico un po' in sofferenza è stato Mandzukic, provato dal lavoro difensivo che ancora una volta ha dovuto sobbarcarsi, e che non gli ha permesso di essere lucido in fase offensiva.

Il prossimo match verrà disputato dalla Vecchia Signora questo Venerdì alle 20:45 in casa contro il Palermo di Diego Lopez, altra squadra invischiata nella lotta salvezza.

SERIE A. Juve - Inter, la polemica infinita, tra video su presunti errori arbitrali e dichiarazioni al vetriolo




di ANTONIO GAZZILLO - Juventus – Inter non finisce mai. Dentro e fuori dal campo. La partita, giocata domenica sera e vinta dalla squadra bianconera con un goal di scarto su un’ Inter comunque propositiva, ha lasciato una scia interminabile di polemiche generando un continuo botta e risposta tra le due società.

Al centro del dibattito e delle recriminazioni della squadra nerazzurra c’è la prestazione non molto convincente dell’arbitro Rizzoli, accusato dagli uomini di Pioli di non aver valutato in maniera corretta alcuni episodi avvenuti in area di rigore e di essere stato troppo severo per quanto riguarda le squalifiche di Perisic e del capitano Icardi.

Proprio un video diffuso dall’Inter sugli episodi dubbi del match di Torino, ha suscitato la reazione in primis di Marotta che si è detto imbarazzato dal comportamento della società nerazzurra rivendicando una cultura della sconfitta assente in Italia.

La dichiarazione che più ha fatto scalpore, però, è stata quella di John Elkann che, riprendendo le parole di Marotta, ha sottolineato l’incapacità dell’Inter di non saper perdere nonostante, ha aggiunto, fosse anche abituata.


La risposta dell’Inter non è tardata ad arrivare. Prima Moratti ha appoggiato il “saggio silenzio di Zhang”, la miglior medicina alle polemiche. La sera, invece, il sito web della società nerazzurra ha diffuso il comunicato di risposta all’attacco di Elkann:

“ Abbiamo, nei toni corretti e nelle sedi appropriate, creato un confronto su quelle che riteniamo decisioni discutibili in una partita importante per noi e per la serie A. Ognuno ha la propria storia, noi abbiamo la nostra e ne siamo orgogliosi.”

Per quanto ancora proseguiranno le polemiche?

Juve, per superare un tenace Crotone bastano un super Mandzukic e il Pipita

(Foto ANSA)

di ALESSANDRO NARDELLI - La pazienza è la virtù dei forti dice un vecchio detto, e deve pensarla così Massimiliano Allegri, che ha applicato alla lettera queste parole nella sua Juventus. La partita di ieri contro il Crotone, vinta per 0-2 con reti di Mandzukic al 60' e di Higuain al 74', è stata, forse una delle più brutte gare dell'anno, con i calabresi arroccati totalmente in difesa, da buona provinciale, conscia dei propri limiti, e i bianconeri all'assalto di Fort Cordaz, portiere avversario di scuola Inter, che a 34 anni è riuscito a trovare un posto fisso da titolare in Serie A, inanellando anche discrete prestazioni. Questa la fotografia di un match che ha visto scendere in campo una Juventus con il solito modulo 4-2-3-1, con la presenza dall'inizio di Dani Alves, al ritorno dal primo minuto dopo il grave infortunio che lo aveva fermato, sulla destra, di Rugani al centro della difesa, di Asamoah sulla sinistra, dell'acquisto di gennaio, l'ex genoano Rincon in mediana, e del talentino Pjaca, finalmente titolare, nei tre davanti in appoggio ad Higuain. Un giusto turnover per dare respiro ad una squadra che ha disputato e continuerà a farlo, tante e tante partite, tra campionato e coppe.

La gara ha visto, come già detto, la Vecchia Signora arrembante fin dai primi minuti, ma incapace di scardinare la difesa avversaria, ben disposta dal sorprendente Davide Nicola, un allenatore in cerca di riscatto dopo le delusioni in terra pugliese con il Bari. A lungo andare però Allegri ha trovato la chiave di volta per risolvere il match, dando a Dybala compiti quasi di regista avanzato, chiedendo lui di ritornare a centrocampo a prendere palla per far ripartire l'azione. In questo modo, i terzini, Dani Alves e Asamoah hanno così avuto la possibilità di giocare più larghi e di spingere sulle fasce di loro competenza. Proprio un passaggio di Dani Alves ha infatti dato il la all'azione del vantaggio della Madama.

Migliori in campo in assoluto gli attaccanti, Mandzukic e Higuain, con il primo schierato nell'inedita posizione di trequartista, ruolo che ha interpretato alla perfezione, con la solita prestazione generosa, che lo ha visto, tanto segnare il vantaggio bianconero, quanto ritornare in difesa per una chiusura da consumato difensore centrale. Non ci si stupisce più oramai della versatilità di "Super Mario", un uomo che ha avuto una trasformazione tattica repentina, alla quale si è adattato benissimo, e che, anzi, gli sta permettendo di dare il meglio di se, con compiti di recupero palla e, quando possibile, anche di finalizzazione. Anche Higuain ha trovato giovamento dal nuovo modulo, in quanto, il Pipita, da centravanti puro esalta il suo KILLER INSTINCT. Anche ieri, l'argentino ha aspettato l'occasione giusta per superare l'incerto Cordaz e realizzare la rete decisiva per chiudere il match, la sua nona segnatura delle ultime otto gare.

Delirio Juventus, Cuadrado cola a picco l'Inter di Pioli

(Foto ANSA)

di ALESSANDRO NARDELLI - Delirio Juventus nel match più sentito per la tifoseria bianconera, quello contro l'Inter di Stefano Pioli, con gli uomini di Allegri che avevano il compito di riscattare la sconfitta patita in trasferta nel match di andata, quando i nerazzurri erano ancora allenati da Frank De Boer. In quello che si può tranquillamente definire un crocevia per il sesto scudetto di fila per la Vecchia Signora, ci ha pensato Juan Cuadrado a stendere l'Inter al 45', con un missile da fuori area che non ha lasciato scampo all'incolpevole Handanovic. Un successo che porta i bianconeri a + 6 dal Napoli e a + 7 dalla Roma, che deve giocare però martedì contro la Fiorentina. La Juventus invece, deve recuperare, questo mercoledì, il match contro il Crotone, rimandato per dar spazio alla Supercoppa.

Una sfida che ha visto scendere in campo le squadre con un modulo speculare, un 4-2-3-1, interpretato benissimo da Pjanic e compagni, nell'ennesima grande prestazione di questa Juve. La svolta tattica sta dando i suoi frutti, consentendo, anche ieri, di avere equilibrio in mediana con una grandissima prova di sostanza di Khedira, protagonista tra l'altro di una chiusura fondamentale nella ripresa su Eder. Inoltre, ieri hanno fatto la differenza Cuadrado, Chiellini, Mandzukic e Higuain. La tecnica e la velocità del primo sono state importanti; il colombiano, partito un po' in ombra, ha avuto il merito di sbloccarla con un siluro a fine primo tempo, e da allora la sua prestazione è migliorata. Ottimo in difesa Chiellini, che ha spento quasi ogni velleità dei calciatori nerazzurri presenti nella sua zona, dimostrando di essere pienamente ritrovato. Decisive infine, ancora una volta, la forza fisica e l'intelligenza tattica di Mandzukic e Higuain, con il croato che è stato schierato nel solito ruolo di esterno sinistro di centrocampo, ma che ha agito quasi da terzino, recuperando palloni importantissimi. L'argentino invece, sembra essere completamente rinato nel suo ruolo di centravanti puro, con compiti di recupero palla a centrocampo; ieri per lui un passaggio bellissimo non sfruttato da Pjanic, due tiri sbagliati e tanto lavoro sporco.

L'unico difetto per la Juventus nel match di ieri è stato quello di non chiudere la partita quando avrebbe potuto, un po' per errori propri, un po' per una prestazione monstre del portiere avversario Handanovic.

La prossima sfida vedrà i bianconeri impegnati all'Ezio Scida, contrapposti al Crotone di Davide Nicola, nel recupero del 18° turno, non disputato da Juventus e Milan, impegnate in Supercoppa Italiana.

Serie A, Juve travolgente, crollano Milan e Roma

Juve, il nuovo modulo convince sempre di più: 0-2 in trasferta contro il Sassuolo, ed è super Higuain


di ALESSANDRO NARDELLI - Tre vittorie su tre con il nuovo modulo per la Juventus di Allegri, che, nel match pomeridiano delle ore 15:00, supera agevolmente in trasferta il Sassuolo di Eusebio Di Francesco per 0-2 e convince pienamente, rimanendo lucida e attenta per tutti e 90 i minuti. Una prestazione importante, che lancia un segnale forte, il mister bianconero, dopo i primi indizi delle scorse partite, ha avuto la prova che il 4-2-3-1 è il modulo che più si adatta alle esigenze e alle necessità di una squadra tecnicamente superiore a tutte le squadre italiane, e anche a molte rivali estere.

Ora la prossima gara contro l'Inter sarà fondamentale per spazzare via anche gli ultimi dubbi, e battezzare definitivamente come riuscita la svolta tattica in casa Juventus. Autori dei gol Higuain al 9' su assist di Alex Sandro, e Khedira al 25' su passaggio del Pipita.

Nella sfida di oggi, la Vecchia Signora ha fornito un'encomiabile prova offensiva, con un gioco collettivo che ha reso irresistibile e inarrestabile il reparto avanzato della squadra bianconera. In più un continuo e decisivo sacrificio in fase difensiva, vera e propria chiave tattica di questo nuovo modulo, che a una spiccata propensione in avanti, richiede una conseguente copertura arretrata. Migliore in campo in assoluto Gonzalo Higuain, un gol e un assist per lui, rivitalizzato dal ritorno alla sua posizione naturale di centravanti, e capace anche oggi di adempiere con dedizione al suo compito di tuttocampista.

La prossima partita verrà disputata dalla Juventus domenica prossima alle ore 20:45 allo Stadium contro la rigenerata Inter di Stefano Pioli. Una gara molto difficile per Buffon e compagni, che avranno il compito di fermare la lanciatissima squadra nerazzurra, alla settima vittoria consecutiva.

Suicidio Roma: ko con la Sampdoria e addio sogni di gloria


di STELLA DIBENEDETTO - La Roma manda a monte tutti i risultati delle ultime settimane che avevano fatto sognare i tifosi giallorossi. A Genova, contro la Sampdoria, dopo aver trovato il vantaggio, sbaglia tutto perdendo per 3-2. Una sconfitta dolorosissima che segna la fine dei sogni di gloria dei romanisti e consente alla Juventus di dare il via ad una mini fuga.

Spalletti lascia fuori Manolas e rilancia Vermaelen dal via, Giampaolo davanti sceglie una coppia veloce come Muriel-Quagliarella in grado di far malissimo alla difesa romanista. A passare in vantaggio, però, è la squadra di Spalletti che trova il gol dopo appena cinque minuti con Bruno Peres. Dopo la rete, però, la Roma, invece, di mordere l'avversario come dovrebbe fare una squadra per continuare a rincorrere la Juventus, si perde per strada lasciando l'iniziativa ad una Sampdoria in grado di fare malissimo ai difensori. Il punto di forza della squadra di Giampaolo è Luis Muriel che brucia sul tempo un Vermaelen lento nei movimenti. I blucerchiati trovano così la rete del pareggio con Quagliarella dopo un tap-in in corsa sull'ennesimo spunto di Muriel.

Nella ripresa, la Roma cerca di riprendere in mano le redini del gioco trovando la rete del raddoppio con Edin Dzeko che anticipa Skriniar (fermo) e insacca tra Puggioni e il pallo. La Samp, però, non si arrende. Giampaolo prova la mossa vincente inserendo Schick, con Muriel a fare il trequartista ed è proprio il ceco a trovare il gol del 2-2 superando di testa De Rossi. La Roma va in palla mentre i blucerchiati sentono l'odore dei tre punti che arrivano tre minuti dopo, quando su punizione (con deviazione di Nainggolan) è Muriel a fare centro da 20 metri.

Crollo rossonero: il Milano perde partita e De Sciglio


di PIERO CHIMENTI - Un altro flop per i rossoneri, che non riescono più a ripartire in campionato, scivolando al 7° posto. Montella si affida in attacco a Bonaventura, lasciando in panchina il neo acquisto Deulofeu. Il Milan, con la casacca bianca da trasferta, parte bene, trovando il vantaggio con Bonaventura che all'8° minuto trova il gol su cross di Suso.

I friulani escono di misura, trovando con Thereau il pareggio al 31'. L'azione è viziata da un errore in uscita di Locatelli, sui cui si avventa Hallfredsson, che serve il compagno che può battere Donnarumma.

Nel secondo tempo ci si aspetta la partenza arrembante del Milan, ed invece è ancora l'Udinese che crea. L'ex aeroplanino cerca di dare nervo ai suoi uomini, con l'ingresso di Lapadula al posto di Bacca, senza avere gli effetti sperati. Al 70' De Paul, 'affonda' De Sciglio in uno scontro di gioco, che rimarrà il terzino a terra dolorante. Per lui si teme una frattura, e da lì a poco sarà costretto a lasciare il campo.

L'argentino, qualche minuto più tardi, trova il vantaggio che vale il suo primo gol di Serie A, con la conclusione di destro, su cui il baby portiere rossonero può solo piegarsi. Gli ospiti non riescono a reagire, anzi nei minuti di recupero la porta viene salvata da Donnarumma con una prodezza su Zapata.

Serie A, Juve ospite del Sassuolo

(Foto ANSA)

di PIERO LADISA – Dopo la vittoria contro il Milan in Tim Cup, che ha spianato la strada IN semifinale dove affronterà il Napoli, la Juventus torna a dirottare le proprie attenzioni sul campionato. Ad attendere i campioni d’Italia in carica c’è la trasferta di Reggio Emilia col Sassuolo, in uno stadio (il Mapei Stadium, ndr) dove Max Allegri non ha ancora vinto da quando siede sulla panchina bianconera: «Ho pareggiato un anno e perso quello successivo, è ora di vincere – ha ricordato il tecnico toscano nella conferenza stampa della vigilia – Paradossalmente, le partite precedenti erano più facili: con la Lazio dovevamo rifarci dopo Firenze, con il Milan c’era una semifinale in ballo e poi con i rossoneri avevamo perso due volte in due occasioni. Ora ci attende una importante a livello di gioco, per continuare a capire come ci troviamo con questo sistema, e poi a livello di approccio alla partita».

QUI SASSUOLO. Di Francesco dovrebbe affidare le chiavi dell’attacco neroverde al tridente visto nell’ultima gara col Pescara: Matri punta centrale, con Berardi e Politano sugli esterni. Defrel, obiettivo di mercato della Roma, non partirà titolare. Coperta corta in difesa, dove Lirola è out e Cannavaro dovrebbe accomodarsi in panchina.

QUI JUVE. Per la terza partita consecutiva Allegri si affiderà 4-3-2-1, il modulo ultra offensivo che nelle due precedenti uscite ha fruttato altrettante vittorie. La linea difensiva a quattro dinanzi a Buffon – ieri il portiere bianconero ha compiuto 39 anni – sarà formata da Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini e Alex Sandro. In mediana spazio al duo composto da Pjanic e Khedira. Marchisio, recuperato, difficilmente scenderà in campo. Alle spalle dell’unica punta Higuain agirà il terzetto composto da Dybala, Mandzukic e Cuadrado.

PROBABILI FORMAZIONI SASSUOLO-JUVENTUS

Sassuolo (4-3-3): Consigli, Antei, Letschert, Acerbi, Peluso, Pellegrini, Aquilani, Mazzitelli, Berardi, Matri, Politano
A disposizione: Pegolo, Pomini, Gazzola, Cannavaro, Terranova, Dell'Orco, Sensi, Duncan, Ragusa, Defrel, Iemmello, Ricci
Allenatore: Di Francesco

Squalificati: -
Indisponibili: Magnanelli, Missiroli, Biondini, Lirola, Adjapong


Juventus (4-2-3-1): Buffon; Lichtsteiner, Bonucci, Chiellini, Alex Sandro; Pjanic, Khedira; Cuadrado, Dybala, Mandzukic; Higuain
A disposizione: Neto, Audero, Rugani, Barzagli, D. Alves, Mattiello, Asamoah, Sturaro, Rincon, Marchisio, Hernanes, Pjaca
Allenatore: Allegri

Squalificati: -
Indisponibili: Benatia, Lemina

La procura della Figc vuole deferire il presidente della Juventus Andrea Agnelli


di ANTONIO GAZZILLO - Mafia e calcio. Un accostamento che spaventa tutti e che dovrebbe essere semplicemente un’utopia ma che in realtà rappresenta l’ultima indagine della Commissione Antimafia e della Figc.

Un vero e proprio contropiede se si pensa che tutto ciò potrebbe riguardare una delle società più importanti nel calcio italiano ed europeo come la Juventus.

Proprio così, perché la procura della Figc vuole deferire il presidente Andrea Agnelli e altri tre dirigenti della stessa società bianconera a causa di una responsabilità diretta per quanto riguarda le infiltrazioni della ‘ndrangheta nella curva dei tifosi.

Ma qual è la responsabilità di Andrea Agnelli in questa indagine? Secondo la procura, nelle stagioni tra il 2011/12 e 2015/16, per mantenere l’ordine pubblico in quei settori dello stadio occupati dagli ultras, il presidente bianconero avrebbe autorizzato il suo personale a ricorrere all’aiuto della malavita organizzata, fornendo loro in cambio biglietti e alimentando così uno dei fenomeni più spiacevoli come il bagarinaggio.

L’accusa sul suo conto, però, si aggrava proprio a causa della sua partecipazione ad incontri con esponenti della malavita organizzata e della tifoseria.

L’esito delle indagini accerta anche che, in occasione del derby del 23 febbraio 2014, consentì l’introduzione allo stadio di materiale pirotecnico vietato e striscioni con la motivazione di voler fare un piacere agli ultras.


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Altri interessati in questa indagine sono Francesco Calvo, ex dirigente del settore commerciale bianconero; Alessandro D’Angelo, security manager, e Stefano Merulla, responsabile del commercio dei biglietti.

Juve, hai visto che Pjanic? Milan in 10 e KO, ora il Napoli per i bianconeri

(Foto LAPRESSE)

di ALESSANDRO NARDELLI - Alla terza finalmente vittoria, questa la frase che potrebbe riassumere l'ennesima sfida stagionale tra la Juventus di Massimiliano Allegri, uscita con le pive nel sacco per ben due volte su tre, ed il Milan di Vincenzo Montella. Una gara che ha visto i fantasiosi e più lucidi bianconeri superare i comunque caparbi rossoneri, per 2-1, con reti di Dybala al 10' minuto su assist di Cuadrado, e di Pjanic al 21', su un perfetto calcio di punizione che non ha lasciato scampo a Donnarumma, per i padroni di casa, e di Bacca al 53' per gli ospiti, rimasti in 10 uomini dal 54' dopo l'esplusione per doppia ammonizione di Locatelli. Adesso la Vecchia Signora dovrà affrontare in semifinale il Napoli di Maurizio Sarri, vittorioso martedì contro la Fiorentina di Paulo Sousa.

Dopo l'esperimento riuscito contro la Lazio domenica scorsa, Allegri ha riproposto lo stesso modulo vincente, il 4-2-3-1 con gli stessi interpreti in mediana e in attacco, e, come unici cambi, l'inserimento di Neto in porta, di Barzagli come terzino e di Rugani come difensore centrale. Una tattica coraggiosa che ancora una volta ha premiato, con la Juventus totalmente padrona del campo per i primi 45 minuti di gioco, in cui sembrava aver messo in ghiaccio il match, con due gol pesantissimi, soprattutto il primo, di Dybala, fondamentale per scacciare gli incubi di Doha. Nella ripresa però, è venuto fuori anche il Milan, approfittando di un calo più mentale che fisico da parte degli uomini di Allegri, che potranno dirsi perfetti quando saranno in grado di gestirsi per tutto il match, vera pecca della squadra bianconera al momento.

Migliore in campo in assoluto Pjanic, un giocatore che pian piano si sta ritrovando, riuscendo a mettere in mostra il grandissimo talento che lo contraddistingue, ma che finora aveva quasi centellinato, mostrandosi discontinuo e decisivo principalmente su calcio di punizione. Nel suo nuovo ruolo da playmaker, dopo la grande prestazione contro la Lazio, il bosniaco si è ripetuto contro i rossoneri, portando in vantaggio la sua squadra sempre su calcio piazzato, un tiro perfetto che ha battuto Donnarumma, ma anche mostrandosi perfetto in cabina di regia, illuminando la scena con lanci precisi ed intelligenti. Ottima anche la prestazione di Dybala, che realizza la rete del vantaggio su assist di Cuadrado, senza sbagliare come accaduto in finale di SuperCoppa, gioca la solita partita da uomo ovunque, trequartista a volte anche regista avanzato, e, cosa non da poco, costringe Locatelli a commettere l'ingenuo fallo che gli costa l'espulsione.

La prossima sfida verrà disputata dai rossoneri questa domenica alle ore 15:00 al Mapei Stadium contro il Sassuolo di Eusebio Di Francesco e di Domenico Berardi.

Coppa Italia: La Juventus aspetta il Milan per il riscatto


di PIERO CHIMENTI - Allo Juventus Stadium andrà in scena il quarto di coppa italia tra Juventus-Milan, sotto la guida dell'arbitro Irrati. La Juventus potrà riscattarsi, dopo le sconfitte patite ai danni dei rossoneri in campionato ed in finale di Super coppa a Doha. Nello Stadium, i padroni di casa non hanno mai perso. L'unico mezzo passo falso risale al pareggio contro il Frosinone nel 2015.

In casa Milan c'è da rassenerare gli animi dopo i risultati poco incoraggianti in campionato, ultima è la sconfitta contro il Napoli. Il tecnico Montella ha deciso di non convocare Niang, distratto dalle voci di mercato per far posto a Deulofeu in attesa del transfert.

La Juventus cerca di raggiungere un altro record: essere l'unica squadra ad aver vinto la Coppa Italia tre volte consecutive. Gli allenatori pare abbiano deciso di schierare gli uomini con lo stesso modulo del 4-3-3, con la possibilità di dare spazio a qualche seconda linea, come Rincon e Pjaca per i padroni di casa ed Lapadula per l'attacco del Diavolo, mentre è ballottaggio tra Zapata-Paletta per affiancare Romagnoli al centro della difesa.

Tracollo Juventus, la Fiorentina passa ed è furia social contro Allegri

(Foto LAPRESSE)

Tracollo Juventus, che cade per 2-1 contro la Fiorentina di Paulo Sousa, e scatena la rabbia di parte della tifoseria, che sui social attaccano pesantemente l'allenatore Massimiliano Allegri, reo, a loro dire, di aver presentato in campo una squadra psicologicamente non pronta ad affrontare una sfida così sentita come quella contro i viola. Sembra essere sempre Firenze il crocevia del risveglio bianconero, se sarà così anche questa volta non lo si può sapere, ma una cosa è certa, una Juventus così brutta la si era vista forse soltanto contro il Genoa di Juric, e adesso toccherà ad Allegri ritrovare il bandolo della matassa, recuperando prima di tutto mentalmente una squadra prima in campionato e che non può rischiare ulteriori passi falsi, per non pregiudicare il cammino verso lo scudetto. Autori dei gol Kalinic al 37' su assist dello scatenato Bernardeschi, e Badelj al 54' per i gigliati, e di Higuain al 58' per la Vecchia Signora. Questo passo falso porta la Roma a + 1 dalla Madama che deve però recuperare la gara contro il Crotone, rinviata per l'impegno di Supercoppa Italiana.

Come già detto una non Juve, nel senso di una squadra scesa in campo solo fisicamente, senza il giusto approccio mentale, cosa grave già di per sé, ma con l'aggravante di giocare contro una storica avversaria, non solo dentro, ma anche fuori dal campo, con le tifoserie rivali da sempre. Male tutti, a partire dalla difesa, dove ci sono state delle preoccupanti distrazioni, da parte di uomini come Barzagli, Chiellini e Bonucci, con quest'ultimo giustificato parzialmente dalle non perfette condizioni fisiche, gente che solitamente non sbaglia nulla o quasi. Il centrocampo poi, troppo lento e molle, con tutti o quasi i duelli, vinti dai centrocampisti avversari. In particolare malissimo Marchisio, annullato totalmente da Federico Bernardeschi, che ha giocato quasi ad uomo sul principino bianconero, togliendogli spazio e lucidità. In attacco, infine, a un Higuain solito cecchino, a cui basta una sola palla buona per realizzare, fa da contraltare un Dybala spento e senza idee, quasi irritante quando nel finale calcia alle stelle il possibile pallone del 2-2.

La prossima sfida verrà disputata dalla Juventus, domenica alle ore 12:30, nel lunch match casalingo contro la lanciatissima Lazio di Simone Inzaghi, vero e proprio banco di prova per la squadra di Allegri, che dovrà dimostrare come la sconfitta contro la Fiorentina sia stata solamente un fisiologico incidente di percorso.

Serie A, la Juve fa visita alla Fiorentina

(Contro la Fiorentina Allegri si affiderà al tandem Dybala-Higuain. ANSA)

di PIERO LADISA - Archiviato positivamente l’ottavo di Tim Cup con l’Atal
anta, non senza patemi d’animo, la Juventus torna a dirottare le proprie attenzioni sul campionato, arrivato al giro di boa della stagione. Ad attendere questa sera i campioni d’Italia in carica ci sarà la Fiorentina, in una sfida per storia e tradizione per nulla banale. 

L’importanza del match è tangibile, come dichiarato da Max Allegri nella conferenza stampa della vigilia. Per il tecnico toscano infatti la gara del Franchi rappresenta un test importante in ottica tricolore: «Per noi questa partita apre un ciclo molto importante, perché se riuscissimo a mantenere un buon vantaggio in classifica potrebbe essere molto utile per il campionato. Sarà un match complicato, perché per la Fiorentina questa è da sempre la partita dell'anno e spero che possa essere una bella serata di sport».

QUI VIOLA. Paulo Sousa pare intenzionato ad utilizzare il 4-2-3-1. A comporre il pacchetto arretrato davanti a Tatarusanu saranno Tomovic, Rodriguez, Astori ed Olivera. Badelj e Borja Valero comporranno la linea mediana. Per quel che concerne il fronte offensivo, alle spalle di Kalinic agiranno Chiesa, Ilicic e Bernardeschi.

QUI JUVE. Allegri pare intenzionato a rispolverare il 3-5-2. In difesa si rivedrà Bonucci, dopo il guaio muscolare che lo ha costretto ai box per circa un mezzo e mezzo, che dovrebbe formare con Barzagli e Chiellini la classica linea difensiva a tre. Anche se la condizione fisica di quest’ultimo – colpito da attacco febbrile – sarà monitorata con attenzione fino all'ultimo. Squalificato Lichtsteiner, e con Dani Alves ancora out, sulla fascia destra toccherà all’ex Cuadrado mentre a sinistra tornerà Alex Sandro. A centrocampo giocheranno Khedira, Marchisio e Sturaro. In attacco spazio al tandem argentino Dybala-Higuain.


PROBABILI FORMAZIONI FIORENTINA-JUVE

Fiorentina (4-2-3-1): Tatarusanu; Tomovic, Rodriguez, Astori, Olivera; Badelj, Borja Valero; Tello, Ilicic, Bernardeschi; Kalinic.

Juventus (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Cuadrado, Khedira, Marchisio, Sturaro, Alex Sandro; Dybala, Higuain.

Calciomercato: La Juve chiude per Caldara, 25 milioni il costo totale e all'Atalanta fino al 2018

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Fumata bianca per la Juventus che acquista ufficialmente il giovane e promettente difensore Mattia Caldara dall'Atalanta. Il costo totale dell'affare è di 25 milioni di euro, 15 milioni di euro subito, e 6 di bonus alla squadra bergamasca, che otterrà in prestito gratuito il ragazzo per due anni, con premio di valorizzazione a loro favore di 4 milioni. I bianconeri si assicurano così un altro ragazzo dal futuro assicurato, che sta stupendo tutti nell'Atalanta di Gasperini, sempre più lanciata verso un posto in Europa. Adesso il duo Marotta - Paratici cercherà di chiudere anche la trattativa con l'Ascoli per Orsolini e Favilli, per potersi garantire due dei migliori giovani di prospettiva della Serie B.

Coppa Italia: Juve, Atalanta KO, super Dybala, ma che sofferenza

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di Alessandro Nardelli - Qualificazione sofferta per la Juventus, che, trascinata da uno stratosferico Dybala, autore di un gol e di un assist, supera la tenace e vogliosa Atalanta di Gasperini, con un risultato di 3-2, fino alla fine in discussione. Sempre la solita Juve, bella per una parte di match, e poi in calo, fino a soffrire maledettamente, specie squadre che corrono e non mollano mai come l'Atalanta. Autori dei gol Dybala al 22', Mandzukic al 34' e Pjanic al 75' su rigore per i bianconeri, e Konko al 72' e Latte Lath all'81' per i bergamaschi. A nulla è servito l'ingresso di Gomez per la Dea, nel finale, mossa con la quale Gasperini puntava a raggiungere il pari. La Vecchia Signora adesso affronterà nei quarti, la vincente tra Milan e Torino, che giocheranno questa sera.

Turnover per Allegri, che conferma in porta Neto, e come terzino sinistro Asamoah, a dimostrazione della volontà di puntare sul ghanese come vice Alex Sandro, visto l'ormai imminente addio di Evra. A centrocampo esordio, molto positivo, di Rincon, che ci mette grinta e il carattere necessario al centrocampo bianconero, e sfiora anche la rete con un tiro da fuori.  Ma il migliore in campo in assoluto, come già detto è lui, la "Joya" Paulo Dybala, che con una prestazione monstre mette in vetrina tutto il suo bagaglio tecnico, spazzando via le ultime critiche. Un gol e un assist per lui. In occasione della rete dell'1-0 Mandzukic gli serve di testa la palla perfetta, e l'argentino fulmina l'incolpevole Berisha con un sinistro al volo meraviglioso. Poi ricambia il favore, offrendo un passaggio al bacio per l'attaccante croato, che raddoppia. La Juventus ora più che mai deve affrettarsi a rinnovare il contratto a Dybala, stoppando le sirene che lo vorrebbero in Spagna, destinazione Real Madrid. Male infine Neto e Lichtsteiner. Il primo colpevole sul secondo gol dell'Atalanta di Latte Lath, nato proprio da un errore dello svizzero, che non riesce a chiudere sul giovane calciatore della Dea.

La prossima gara verrà disputata dalla Vecchia Signora, questa domenica alle ore 20:45, in trasferta al Franchi di Firenze, contro la squadra viola dell'ex Paulo Sousa. Una gara molto sentita, vista la storica rivalità tra le due compagini.

Coppa Italia: Napoli ai quarti, stasera tocca alla Juve

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Un ottimo Napoli quello che ieri sera, al San Paolo, ha battuto lo Spezia per 3 a 1 nel match di apertura degli ottavi di finale di Coppa Italia.
Nonostante le molte riserve mandate in campo da Sarri, ieri assente per squalifica, il Napoli è riuscito comunque a proporre il bellissimo gioco che lo contraddistingue. Pronti via e al terzo minuto la squadra partenopea è passata già in vantaggio con Zielinski che, dopo una delle sue tipiche incursioni nella difesa avversaria, ha battuto l’estremo difensore dello Spezia, Chichizola, con un tiro a giro.
Sul finale del primo tempo, il Napoli ha abbassato i ritmi ed è stato punito. In una delle poche accelerazioni offensive dello Spezia, è arrivato il pareggio: Piu ha affondato sulla fascia, mettendo in area un cross che, dopo la respinta del portiere, è stato calciato da Piccolo, trovando la sfortunata deviazione di Albiol a spiazzare Rafael.
Nella ripresa non c’è stato più alcuno spazio per la leziosità, e il Napoli in tre minuti ha colorato la partita di tinte azzurre. Al decimo Insigne ha scucchiaiato la palla in area di rigore per Giaccherini che, con un movimento alle spalle del difensore degno del miglior Callejon, ha colpito in rete al volo. Il Napoli non si è però ferma e al dodicesimo ha ottenuto il punto della sicurezza grazie ad un’ avanzata del talentino Rog che ha trovato il petto vincente di Gabbiadini, attaccante che continua a segnare nonostante sia sul piede di partenza. La squadra partenopea accede così ai quarti di finale grazie soprattutto all’ottima prestazione del suo centrocampo che ha visto in gran spolvero Diawara, Rog e Zielinski.

Questa sera alle ore 21.00, invece va in scena Juventus – Atalanta, seconda gara del torneo. Si prospetta un match molto importante per le due squadre. La Juve deve rispondere alla vittoria del Napoli e dimostrare di poter arrivare fino in fondo anche in Coppa. L’Atalanta, invece, vuole proseguire le sue prestazioni positive e confermare la sua posizione nell’olimpo delle grandi squadre. Chi passa il turno affronterà la vincente di Milan- Torino. Arbitra Giacomelli della sezione di Vicenza.

PROBABILI FORMAZIONI: Entrambi gli allenatori effettueranno turnover. La Juve dovrebbe giocare con il 4-3-3: Neto in porta; Lichsteiner, Barzagli, Rugani e Asamoah in difesa; a centrocampo Khedira, Hernanes e Rincon; tridente offensivo con Cuadrado, Mandzukic e Pjaca.
L’Atalanta si disporrà invece con un 3-5-2: tra i pali Sportiello; Raimondi, Caldara e Masiello in difesa; D’alessandro e Spinazzola sugli esterni con Freuler, Kurtic e Grassi in mediana; attacco formato da Petagna e Pesic.

STATISTICHE: Sono tredici le volte in cui queste due squadre si sono incontrate in Coppa Italia: tre vittorie per parte e sei pareggi. Ma sono tre le volte in cui si sono affrontate agli ottavi: due volte ha passato il turno l’Atalanta e una volta la Juve. L’Atalanta ha battuto la Juve nell’ultimo incrocio in questa competizione nel 2004/05. Le ultime dieci volte in cui i bianconeri hanno giocato gli ottavi di finale, hanno sempre passato il turno mentre i bergamaschi, nelle ultime quattro edizioni sono sempre stati eliminati ai quarti di finale.