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La Guardia di Finanza blocca un'auto piena di soldi


di PIERO CHIMENTI - La Guardia di Finanza durante una normale operazione di controllo ha bloccato un'auto, sulla strada che porta alla piana di Gioia Tauro, al cui interno sono state trovate banconote di piccolo taglio per un ammontare di un milione e 86 mila euro. Il denaro era stipato dietro il sedile passeggeri, nel porta bagagli e sotto i sedili anteriori. 

Alla guida dell'auto c'era un uomo di 44 anni originario di Locri, che non ha saputo spiegare l'origine del contante illecito, che le Fiamme Gialle sospettano possano essere frutto di evasione fiscale o di attività in lecita.

Gattino massacrato a bastonate dinanzi a bimbi


di PIERO CHIMENTI - Un gatto randagio entrato nell'aula della scuola elementare "Eugenio Montale" di Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, è stato ucciso a bastonate dal bidello, sotto gli occhi dei bambini.

A denunciare l'accaduto è stata l'associazione Animalisti Italiani Onlus auspicando che l'istituto prenda provvedimenti contro il bidello, oltre all'incontro chiarificatore con i genitori dei piccoli alunni, in cui chiederà scusa sull'accaduto.

Al fianco degli animalisti scende in campo anche la senatrice pentastellata Granato che ha annunciato che in Senato è stata depositata una proposta di legge che sanziona in maniera rigorosa gli autori di efferatezze simili nei confronti degli animali

Temporale a Crotone: migranti costretti a sbarcare


CROTONE - Sono 64 i migranti che sono stati fatti sbarcare al porto di Crotone dopo che dalle prime ore dell'alba erano a bordo di una motovedetta della Guardia Costiera italiana che li aveva soccorsi al largo della Costa calabrese.

Solo in seguito ad un forte temporale ed alle richieste delle forze dell'ordine locale è stato concesso il permesso di sbarcare dal ministero dell'Interno.

A bordo della motovedetta c'erano anche 18 bambini. Le 64 persone soccorse dalla Croce rossa italiana sono state trasportate al centro di accoglienza di Sant'Anna di Isola di Capo Rizzuto. 

Traffico internazionale di droga: Gdf arresta 16 persone


CATANIA - Le Fiamme gialle di Catania hanno eseguito 16 arresti disarticolando due organizzazioni che importavano droga da Spagna e Sud America e che pur avendo come base operativa il capoluogo etneo aveva ramificazioni attive a Torino, Siena e Reggio Calabria. Militari delle Fiamme gialle del Gico hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip su richiesta della Procura distrettuale, che ipotizza a vario titolo i reati di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e al commercio di hashish, marijuana, cocaina ed eroina. Sequestrati in tutto circa 100 chili di hashish, 70 di marijuana, 10 di cocaina e 4 di eroina. Il valore della droga, destinato al mercato della Sicilia orientale, avrebbe sfruttato oltre 5 milioni di euro.

Nuovo blitz contro il clan Casamonica: 22 arresti


ROMA - I carabinieri hanno inflitto un altro duro colpo al clan Casamonica. A Roma, Trapani, Foggia, Voghera (Pavia), Paola (Cosenza), Nuoro e Tornimparte (L'Aquila), i militari della Compagnia di Roma Casilina stanno eseguendo una ordinanza di custodia cautelare emessa, su richiesta della Dia, dal gip del Tribunale di Roma, nei confronti di 22 persone (di cui 21 in carcere e e una agli arresti domiciliari), tra i quali appartenenti alla nota famiglia.

Si tratta di un'indagine che dal mese di gennaio 2017 ha consentito di accertare "l'esistenza di un'associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, strutturata su un gruppo criminale a connotazione familiare che operava principalmente nei siti di via del Quadraro e Porta Furba a Roma, entrambi gestiti dai Casamonica, punti di smistamento di cocaina al dettaglio e importanti punti di snodo dei traffici di stupefacente".

L'organizzazione, oltre ai capi riconducibili ai Casamonica, era costituita da altri individui, tutti italiani, ai quali il clan aveva affidato ruoli e compiti ben precisi. È stato stimato un volume d'affari pari ad oltre 100 mila euro al mese.

L'ex sindaco di Riace si candida a consigliere comunale


REGGIO CALABRIA - L'ex sindaco di Riace, Mimmo Lucano, è tra i dieci candidati alla carica di consigliere comunale che sostengono la lista “Il cielo sopra Riace” capeggiata da Maria Spanò, assessore uscente ai Lavori pubblici. Il centro, in provincia di Reggio Calabria, è balzato agli onori della cronaca per l'operazione Xenia che ha coinvolto Lucano mettendo in discussione il suo stesso modello d'accoglienza. 

Tre nel paesino del reggino le liste presentate: oltre quella di Spanò in cui è candidato Lucano, sono in lizza come candidato sindaco anche l’ex vicesindaco Maurizio Cimino (Riace 2.0) a cui Lucano ritirò le deleghe nel 2016, e Antonio Trifoli, vigile urbano che guida la lista civica “Riace rinasce, trasparenza e legalità”.

Violenze di gruppo su 18enne: 3 arrestati

REGGIO CALABRIA - Sono tre i ventenni finiti in manette per violenza sessuale di gruppo ai danni di una ragazza poco più che 18enne. Gli arresti sono stati eseguiti dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria.

La violenza, secondo quanto emerso dalle indagini, è avvenuta la notte di San Lorenzo quando i giovani, tutti sui 20 anni, approfittando dello stato di ebbrezza della ragazza, l'hanno condotta fuori dalla discoteca in cui si trovavano e hanno abusato a turno di lei sulla spiaggia. Il dramma si è consumato in una località del basso Ionio reggino.

Secondo le indagini è emerso che la diciottenne aveva subito violenza da almeno tre ragazzi sulla spiaggia libera. A dare l'allarme alcuni passanti al personale della Polizia di Stato in servizio di ordine pubblico fuori dal locale.

Truccavano aste giudiziarie, 12 arrestati

LAMEZIA TERME (CZ) - Le Fiamme Gialle di Lamezia Terme hanno condotto una vasta operazione che ha consentito di smantellare un sistema di condizionamento delle aste giudiziarie. Eseguiti in tutto 12 arresti, 9 le misure interdittive. Dall'inchiesta coordinata dal Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme è emersa una serie di turbata libertà degli incanti al fine di condizionare l'esito delle aste giudiziarie. 

Tra le persone nei confronti delle quali sono state eseguite le misure cautelari ci sono, secondo quanto si è appreso, avvocati, commercialisti, pubblici dipendenti, curatori fallimentari e custodi giudiziari. Le accuse nei confronti degli arrestati vanno dall'associazione per delinquere finalizzata alla commissione ad una serie di reati contro la pubblica amministrazione ed il patrimonio.

Gioia Tauro: sequestrati 450 kg di cocaina purissima

GIOIA TAURO - Maxi-sequestro di droga in Calabria. E' stato individuato e sequestrato dalle Fiamme Gialle un container in transito nel porto di Gioia Tauro, proveniente da Paranagua (Brasile) e formalmente diretto a Port Said West (Egitto), contenente 450 chilogrammi di cocaina suddivisi in 420 panetti del valore complessivo al dettaglio di circa 90 milioni di euro.

L'operazione è stata messa a segno dai militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria in sinergia con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Gioia Tauro, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri. 

Attraverso una complessa attività di indagine eseguita tramite analisi di rischi e riscontri fattuali da parte della Guardia di Finanza su 750 contenitori provenienti dal Sud America e supportata dalle apparecchiature scanner in dotazione all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, è stato possibile selezionare il container positivo contenente il prezioso carico di oro bianco, nascosto tra la merce lecitamente trasportata costituita da compensato di legname, e pronto per essere recuperato dai destinatari del carico.

Gli oltre 400 panetti di cocaina avrebbero fruttato ben 90 milioni di euro alle organizzazioni criminali di stampo 'ndranghetistico' che operano nel settore.

Calabria, paziente morto resta in reparto per ore

REGGIO CALABRIA - Nuovo presunto caso di malasanità con problemi irrisolti che si ripropongono. È quello accaduto nell'ospedale di Serra San Bruno (Calabria), che ha riguardato un pensionato sessantaseienne, residente a Fabrizia. L'uomo era ricoverato in ospedale, quando, ieri pomeriggio, le sue condizioni di salute si sono aggravate ed è morto. A causa, però, dell'ascensore rotto non è stato possibile per ore trasferire la salma dal reparto di medicina in obitorio. I responsabili dell'ospedale di Serra San Bruno, dove si sono registrati problemi e criticità anche in passato, hanno subito contattato l'azienda che ha montato gli ascensori. 

E i tecnici si sono messi al lavoro per riparare il guasto. Già nel dicembre scorso,evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, la stessa struttura sanitaria, riconosciuta come ospedale di montagna, era stata al centro delle cronache per un ascensore in avaria, rimasto inutilizzabile per l'ultima settimana dell'anno. A gennaio, inoltre si era registrata un'insufficienza degli spazi dell'obitorio dell'ospedale, situazione che aveva costretto alla sistemazione delle bare in un corridoio adiacente.

Incendio nella tendopoli di San Ferdinando: 1 morto

REGGIO CALABRIA - Attimi di paura stanotte nella tendopoli di San Ferdinando, che il 7 marzo scorso ha preso il posto della baraccopoli. Si registra un morto nel vasto rogo divampato nel reggino. La vittima, di cui ancora non sono state rese note le generalità, era da sola nella tenda in cui per cause in corso di accertamento si sono sviluppate le fiamme. 

Al via le indagini del commissariato di Gioia Tauro diretto dal primo dirigente Diego Trotta. Il prefetto di Reggio Calabria, Michele Di Bari, ha convocato a San Ferdinando una riunione tecnica di coordinamento con le forze dell'ordine. La nuova tendopoli sorge a ridosso della vecchia baraccopoli, dove si erano verificati altri roghi che avevano causato tre morti.

Dà fuoco ad ex moglie: in manette 42enne

REGGIO CALABRIA - E' stato catturato ieri sera a Reggio Calabria dalla Polizia Ciro Russo, il 42enne di Ercolano (Napoli) che ieri aveva tentato di uccidere la moglie, Maria Antonietta Rositani, anche lei 42enne, dandole fuoco, dopo averle cosparso addosso del liquido infiammabile, mentre la donna era in auto. Russo é stato bloccato nei pressi di una pizzeria dagli agenti della Squadra Mobile reggina e del Servizio centrale operativo.

Reggio Calabria, dà fuoco all'auto dell'ex moglie: è caccia all'uomo

REGGIO CALABRIA - Attimi di follia a Reggio Calabria, dove è in corso una caccia all'uomo per individuare e bloccare l'uomo che ha dato fuoco all'auto all'interno della quale si trovava l' ex moglie che ha riportato gravi ustioni.

Ricercato in tutta la città un 42enne, pregiudicato originario di Ercolano (Napoli). L'uomo, rende noto la Questura di Reggio Calabria, di corporatura robusta, brizzolato, alto 1.88 metri, con occhi marroni, si è allontanato a bordo di un'autovettura Hyundai i30 di colore grigio scuro.

Il pregiudicato si sarebbe avvicinato alla vettura della ex consorte. La donna, dopo un tentativo di fuga andato male, è finita con l'auto contro un muro. Il 42enne, a quel punto, ha gettato liquido infiammabile all'interno del mezzo ed ha appiccato il fuoco, dandosi poi alla fuga.

La malcapitata, immediatamente soccorsa da alcuni cittadini, è stata portata agli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria con gravi ustioni.

Sbanda con l'auto, muore 16enne: giovane alla guida era ubriaco

COSENZA - Finisce nel dramma una sera come tante di un gruppo di giovani calabresi. A pagare con la vita qualche drink di troppo un ragazzo di 16 anni, morto in un incidente stradale che si è verificato nella notte sulla Sp132 in località Arcomano del comune di San Donato di Ninea (Cosenza). Erano cinque le persone che viaggiavano a bordo di un fuoristrada che è sbandato.

Francesco Pio Talarico, sedicenne, ha perso la vita mentre un'altra persona è rimasta gravemente ferita ed è ricoverata nell'ospedale di Cosenza. Feriti in maniera più lieve gli altri tre occupanti del mezzo, portati nell'ospedale di Castrovillari (Cs).

Gli esami tossicologici ed alcolemici hanno poi appurato che il conducente della macchina, un 25enne di Firmo (Cs), era ubriaco ed è stato arrestato dai carabinieri per omicidio stradale. Il giovane si trova ora ai domiciliari. 

Iniziato lo sgombero della baraccopoli di San Ferdinando

REGGIO CALABRIA - Al via le operazioni di sgombero della baraccopoli di San Ferdinando, nel reggino. Secondo quanto si apprende dal Viminale sono 600 gli uomini in campo tra forze dell'ordine, vigili del fuoco e servizi sanitari. Presenti 18 pullman per trasferire in strutture di accoglienza circa 900 persone. 

Intervenuti sul posto 4 mezzi del genio militare, oltre a operatori della protezione civile e della Caritas."Come promesso, dopo anni di chiacchiere degli altri, noi passiamo dalle parole ai fatti" ha commentato il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

In fiamme baraccopoli di San Ferdinando: muore un migrante

(ANSA)
GIOIA TAURO - Alta tensione tra i migranti che vivono nella baraccopoli di San Ferdinando dopo l'ennesimo incendio che ha provocato una vittima. Le fiamme sono divampate la scorsa notte nella baraccopoli ed hanno provocato una vittima: si tratterebbe di un 35enne di nazionalità senegalese.

Distrutte nel rogo una ventina di baracche.

L'incendio potrebbe essere stato causato da uno dei tanti fuochi accesi dai migranti per riscaldarsi: una scintilla avrebbe provocato le fiamme che poi si sono rapidamente propagate tra le abitazioni di fortuna fatte di materiale infiammabile come legno e plastica.

'Ndrangheta: catturato pericoloso latitante


COSENZA - La notte scorsa i carabinieri di Reggio Calabria e Cosenza hanno arrestato il latitante Francesco Strangio, definito dagli stessi militari "pericoloso". L'uomo, in fuga da un anno, è stato rintracciato a Rose, piccolo centro del cosentino: si nascondeva in un appartamento all'ultimo piano di un condominio nel centro abitato.

Strangio viene definito dai militari un "pluripregiudicato" e ritenuto contiguo alla cosca Strangio-Janchi di San Luca.

Ora dovrà scontare una condanna a 14 anni di reclusione per narcotraffico internazionale per avere negoziato e gestito l'importazione di ingenti quantità di cocaina dal Sudamerica.

Mamma e figlia disperse sull'Aspromonte: ritrovate nella notte


REGGIO CALABRIA - Storia a lieto fine quella di due donne calabresi, una 46enne e sua figlia di 14, che si erano smarrite nelle montagne dell'Aspromonte. Le due donne sono state ritrovate in nottata, nei pressi di un torrente, dopo aver vagato per diverse ore tra i monti. A dare l'allarme il marito della donna. Le ricerche si sono rese da subito complesse per la presenza della neve, del terreno impervio oltre che dell'assenza totale di copertura telefonica.

La svolta intorno alle 22.30 quando la donna è riuscita a fare una telefonata ad un numero di emergenza e a indicare di essere con la figlia nei pressi di un torrente senza però dare ulteriori informazioni.

Concentrate le ricerche lungo uno dei torrenti lì esistenti, le due disperse sono state ritrovate con principi di ipotermia, rendendosi poi necessario per entrambe il trasporto in barella. Sono state consegnate al 118 in codice giallo. Ben sei squadre del Soccorso Alpino e Speleologico Calabria della Stazione Aspromonte hanno partecipato alle ricerche insieme a numeroso personale di carabinieri, vigili del fuoco e associazioni di Protezione civile.

Narcotraffico: 25 fermi nel Vibonese


CATANZARO - Duro colpo al narcotraffico in Calabria. I militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Catanzaro e dello Scico di Roma hanno eseguito 25 fermi per traffico internazionale di stupefacenti nell'ambito di un'operazione della Dda di Catanzaro che riguarda il Vibonese.

I particolari saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa che si terrà alle ore 11 nella sede del comando provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro alla presenza del procuratore Nicola Gratteri e del generale Fabio Contini. I provvedimenti coinvolgono persone ritenute vicine al clan Mancuso di Limbadi.

Mafia: inchiesta su 15 magistrati calabresi

ROMA - Sarebbero quindici i magistrati in servizio nel distretto giudiziario di Catanzaro, con diversi incarichi, indagati dalla procura di Salerno. A riportare la notizia stamane "Il Fatto quotidiano", secondo cui i reati contestati a vario titolo sono diversi, fra cui il favoreggiamento mafioso, la corruzione e la corruzione in atti giudiziari. Il relativo fascicolo sarebbe stato aperto dopo che la procura di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, nel luglio scorso ha trasmesso gli atti per competenza ai magistrati della città campana. Coinvolti gli uffici del capoluogo calabrese, di Cosenza e di Crotone.