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Tragedia in Calabria: sono aumentati a 10 i morti


Nella notte sono aumentati a 10 i morti della tragedia delle Gole del Raganello in Calabria, che ha visto un nutrito gruppo di escursionisti essere travolti dalla piena di un torrente. L'ultima vittima, è deceduta all'ospedale di Cosenza per un trauma toracico. Sono ricoverate in ospedale altre 11 persone ferite restano ricoverate in ospedale, di cui 6 sono in gravi condizioni. Si cercano ancora altri tre dispersi.

Il capo della protezione civile della Regione Calabria, Carlo Tansi, ha fatto presente che "la difficoltà di avere un quadro chiaro di chi manca all'appello è dovuta al fatto che gli escursionisti erano in gruppi sparsi". Le ricerche "non si sono mai interrotte e sono andate avanti tutta la notte". Le operazioni si sposteranno anche più a valle, fino alla foce del torrente, in quanto è alto il timore che alcune delle vittime possano essere state trascinate fino al mare.

Cosenza, arrestato boss ricercato per droga

COSENZA - E' stato arrestato all'alba di oggi dalla Polizia di Stato, a Cassano dello Jonio (Cosenza), il boss della 'ndrangheta Luigi Abbruzzese, 29 anni. Al momento della cattura aveva 2 pistole, munizioni e un documento falso. Abbruzzese, inserito nell'elenco dei ricercati pericolosi, è il capo dell'omonima cosca, egemone nella Sibaritide. Condannato in appello a 20 anni per traffico di droga, è destinatario di una misura cautelare sempre per droga.

Dramma in Calabria: treno investe e uccide due bimbi

REGGIO CALABRIA - Dramma nel reggino, lungo la linea jonica, dove due bambini sono morti dopo essere stati investiti da un treno mentre attraversavano i binari insieme alla madre. La madre dei ragazzini, investita anche lei dal convoglio, é rimasta ferita in modo grave ed é stata ricoverata in ospedale con prognosi riservata.

La tragedia si è consumata in contrada "San Giorgio", tra Brancaleone e Locri. La donna ed i due figli stavano attraversando i binari per raggiungere il mare. I tre, secondo una prima ricostruzione, non si sono accorti del sopraggiungere del treno, che li ha investiti in pieno.

L'incidente potrebbe essere stato causato dalla bambina che è sfuggita di mano alla madre mentre insieme a lei ed al fratellino attraversavano i binari. La donna sarebbe stata costretta così ad inseguire la figlia per raggiungerla e farla allontanare dai binari insieme al figlio.

Dopo pochi istanti sarebbe sopraggiunto il treno regionale partito da Reggio Calabria e diretto a Catanzaro Lido che ha travolto il gruppo familiare, uccidendo sul colpo i due bambini.

I due bambini, un maschio ed una femmina, avevano 12 e 6 anni. La madre, di 49 anni, é stata portata negli Ospedali riuniti di Reggio Calabria. Le sue condizioni sono molto gravi.

Calabria, sequestrata l'erba della 'ndrangheta: scoperte 26mila piante di marijuana

VIBO VALENTIA - Colpo grosso della Polizia di Stato che ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 18 persone ritenute responsabili di appartenere ad un'associazione per delinquere dedita al narcotraffico. Otto sono andati in carcere, nove ai domiciliari e per uno è scattato l'obbligo di dimora. Altre 21 persone sono indagate in stato di libertà.

Sequestrate nel corso delle indagini 26 mila piante per un valore sul mercato di circa 20 milioni di euro, camuffate in giganteschi campi nascosti fra Nicotera, Ioppolo e Capistrano.

Lo hanno scoperto gli investigatori della Questura di Vibo Valentia. A capo dell'organizzazione, per l'accusa, c'era Emanuele Mancuso, figlio di Pantaleone, esponente di spicco dell'omonima cosca. É stato anche accertato che Mancuso controllava i terreni destinati alla coltivazione tramite droni. Alle indagini hanno contribuito le dichiarazioni dello stesso Mancuso, diventato collaboratore di Giustizia.

L'uomo acquistava online semi di canapa indiana. Per questo la polizia ha effettuato 18 perquisizioni nelle sedi di una società attiva nella vendita online di semi di canapa.

Calabria, appalti sui rifiuti: arrestati sindaco e imprenditori

COSENZA - Appalti sui rifiuti in Calabria. Il sindaco di Cariati, in provincia di Cosenza e alcuni imprenditori e funzionari pubblici sono stati arrestati per il reato di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. I finanzieri della Compagnia di Rossano, coordinati da questa Procura della Repubblica, hanno eseguito l'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Castrovillari.

Le indagini, durate poco più di un anno, hanno consentito di ricostruire le dinamiche relative all'affidamento del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti solidi urbani nel Comune di Cariati rilevando condotte in violazione della normativa in materia di appalti pubblici, frutto di accordi collusivi volti a condizionare le modalità di scelta del soggetto a cui affidare, in via diretta il servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani.

Trema la Calabria: terremoto di magnitudo 4,4 al largo di Tropea

TROPEA - Una forte scossa di terremoto di magnitudo 4,4 é stata registrata dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) al largo delle coste di Tropea, in Calabria, a una profondità di 57 km. 

Anche la popolazione ha avvertito distintamente il sisma, con decine di chiamate ai Vigili del fuoco e alla Polizia anche da parte dei turisti che affollano le località balneari calabresi, ma non si registrano danni o feriti.

In particolare, il terremoto ha avuto come epicentro il tratto di mare ricompreso fra Parghelia e Tropea, lungo la costa del Vibonese. Il sisma è stato chiaramente avvertito nei centri di Ricadi, Drapia, Nicotera, Parghelia, Zaccanopoli, Zungri, Joppolo, Tropea, Zambrone e nella città di Vibo Valentia.

Lungo lo stesso tratto di costa del Vibonese si erano già registrate e scosse di terremoto il 15 e 20 febbraio scorsi e il 26 dicembre 2017. 

'Ndrangheta: estorsioni sull'eolico calabrese, 13 arresti

REGGIO CALABRIA - I carabinieri di Reggio Calabria hanno eseguito 13 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di imprenditori e presunti 'ndranghetisti implicati in quella che era una sistematica infiltrazione delle cosche nel settore dell'eolico calabrese.

Le indagini hanno accertato numerosi episodi estorsivi a danno delle aziende committenti dei lavori. Le estorsioni erano rese possibili dall'apporto di imprese colluse con le compagini mafiose egemoni sulle aree in cui sono state realizzate le opere.

Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, illecita concorrenza con violenza o minaccia e danneggiamento.

Rimborsi elettorali: arrestati sindaco di Palizzi e 2 consiglieri nel Reggino

REGGIO CALABRIA - Nuovo caso di rimborsi elettorali gonfiati dalla Calabria. Il sindaco di Palizzi (Rc), Arturo Walter Scerbo, due consiglieri comunali e altre due persone sono stati arrestati stamane dai carabinieri del comando provinciale di Reggio Calabria. Dovranno rispondere a vario titolo di abuso d'ufficio, peculato, concussione, corruzione e induzione indebita a dare e promettere utilità, falsità ideologica, tentata truffa ai danni dello stato.

Secondo l'accusa gli indagati avrebbero emesso mandati di pagamento con fondi del Comune per rimborsi relativi a spese gonfiate a proprio favore e liquidato a terzi soldi per prestazioni mai eseguite o diverse da quelle per cui i fondi erano stanziati.

Il danno procurato all'amministrazione e' stimato in 340mila euro. Nell'inchiesta risultano indagate altre 21 persone, fra cui consiglieri dimissionari e dipendenti comunali.

Migranti: incendio nella baraccopoli di San Ferdinando

SAN FERDINANDO (FG) - Un vasto incendio è divampato nella baraccopoli di San Ferdinando (Reggio Calabria). La struttura è occupata da migranti che lavorano come braccianti nella Piana di Gioia Tauro. Tre baracche adibite a dormitorio sono state distrutte dalle fiamme, divampate per cause in corso di accertamento, all'interno della baraccopoli. Ad intervenire prontamente i Vigili del fuoco che sono riusciti ad evitare che il rogo si propagasse. Oltre alle tre baracche adibite a dormitorio, ne sono andate distrutte altre due più piccole.

Vibo Valentia, sparatoria contro migranti: 1 morto

REGGIO CALABRIA - Potrebbe essere legato ad una vedetta per un furto che la vittima stava compiendo insieme ad alcuni complici il movente dell'omicidio del migrante maliano Sacko Soumali, di 29 anni, e del ferimento degli altri due connazionali avvenuto ieri sera.

Sarebbe questa l'ipotesi che viene seguita dalla Procura della Repubblica di Vibo Valentia in relazione a quanto accaduto in località "ex Fornace" di San Calogero. In Procura si sono tenute riunioni per fare il punto sulle indagini e e altre sono in programma in giornata.   

GLI SPARI, POI LA TRAGEDIA - E' finita nel dramma la sparatoria avvenuta ieri sera a San Calogero, in provincia di Vibo Valentia. A perdere la vita un cittadino del Mali di 29 anni, deceduto dopo essere stato ferito a colpi di fucile, sparati da ignoti.

Sono di nazionalità straniera anche i due feriti, che si trovavano in compagnia della vittima. Il fatto è accaduto in località Ex Fornace dove i tre si trovavano, verosimilmente, secondo la Prefettura di Reggio Calabria, per compiere un furto.

Il cittadino del Mali è stata soccorso dal 118 e trasportato nel reparto di neurochirurgia dell'ospedale di Reggio Calabria dove è deceduto. Indagano sull'episodio i carabinieri del Comando provinciale di Vibo Valentia.

Tangenti: 21 arresti, anche ex magistrato e avvocati

MONZA - Sono 21 le persone arrestate dalla Guardia di Finanza di Monza in esecuzione di un'ordinanza del gip della città lombarda per associazione a delinquere finalizzata a reati tributari e fallimentari, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio e corruzione.

Tra gli arrestati, dieci dei quali sono in carcere, figurano un ex magistrato e due avvocati. Gli arresti sono stati eseguiti in provincia di Milano, Monza e Brianza, Lecco, Bologna, Asti e Reggio Calabria.

L'inchiesta ha preso spunto da un esposto di una lista d'opposizione di un Comune monzese che aveva denunciato presunte irregolarità nell'esecuzione di lavori pubblici. In cambio pubblici ufficiali avrebbero preso tangenti.
 
L'inchiesta ha portato allo smantellamento di un gruppo di società riconducibili a un imprenditore edile calabrese, residente in Brianza, accusato anche di aver emesso fatture per operazioni inesistenti per circa 95 milioni di euro, con distrazioni patrimoniali per un valore di 234 milioni di euro.

Sparatorie nel Vibonese, il killer si costituisce

VIBO VALENTIA - Si è costituito ed è ora in carcere a Vibo Valentia Francesco Olivieri, il 31enne di Nicotera che ha aperto il fuoco venerdì uccidendo due persone e ferendone altre tre. L'uomo si è consegnato la notte scorsa ponendo così fine alla sua fuga. Ieri pomeriggio i carabinieri avevano trovato la sua auto bruciata in una contrada di Spilinga.

Non trapela ancora nulla sui motivi alla base degli omicidi dell' 80enne Giuseppina Mollese, del 68enne Michele Valerioti e del ferimento di Pantaleone Timpano (fratello del proprietario di un'auto colpita a Caroni sempre da Olivieri), Pantaleone D'Agostino, ex gestore dello stesso bar, e l'avvocato Francesco Di Mundo.

Olivieri deve rispondere di duplice omicidio e triplice tentato omicidio, oltre che di lesioni aggravate, porto e detenzione illegale di arma da fuoco, danneggiamento e spari in luogo pubblico.

Due sparatorie in poche ore nel Vibonese, 2 morti e 3 feriti

Far West nel Vibonese, dove due sparatorie si sono consumate nel giro di poche ore. Due morti e tre persone ferite è il bilancio due conflitti a fuoco avvenuti da poco in due distinte località del vibonese, Limbadi e Nicotera, probabilmente ad opera della stessa persona che viene ricercata dai carabinieri.

A farne le spese Michele Valarioti, di 63 anni. L'uomo è stato ucciso a colpi di fucile a Nicotera nei pressi di casa sua. Nello stesso Paese è stata ferita una donna che era per strada. In precedenza, a Limbadi, tre persona, una delle quali imparentata con la vittima, erano state ferite in un bar.

Nel caso di Limbadi, secondo una prima ricostruzione, l'individuo è arrivato a bordo della propria autovettura. Quindi è sceso imbracciando un fucile da caccia ed ha esploso un colpo sull'uscio del locale e un secondo all'interno, ferendo tre persone. Dopo di che si è allontanato, sempre a bordo della propria vettura, dileguandosi. L'uomo avrebbe agito a volto scoperto e avrebbe una trentina d'anni.

Da Limbadi, sempre secondo una prima, frammentaria, ricostruzione, sarebbe andato a Nicotera dove ha sparato a Valarioti e poi ad una donna che abita ad un centinaio di metri dalla vittima. Al via le indagini dei carabinieri.

SMENTITA CATTURA UOMO - E' stata smentita la cattura dell'uomo che nel pomeriggio ha ucciso due persone a colpi di fucile e ne ha ferite altre 3 in tre diverse occasioni tra Nicotera e Limbadi, in Calabria. Si tratta di Francesco Oliveri, 31 anni legato al clan della 'ndrangheta dei Mancuso.

Catanzaro, arrestata banda caveau

CATANZARO - Sono stati catturati dalla polizia gli autori della rapina compiuta nel dicembre 2016 al caveau dell'istituto di vigilanza Sicurtransport di Catanzaro. Il colpo, messo a segno con metodi paramilitari e l'uso di mitra e sofisticate apparecchiature elettroniche, fruttò oltre 8 milioni di euro. I malviventi sfondarono con un mezzo cingolato i muri corazzati del caveau e bloccarono le strade di accesso incendiando 11 auto.

Agli arrestati viene contestata l'aggravante della metodologia mafiosa perché una parte dei proventi è stata corrisposta alle famiglie di 'ndrangheta della zona. Le indagini sono state coordinate dalla Dda di Catanzaro e condotte dallo Sco e dalle Squadre mobili di Catanzaro e Foggia. La rapina fu possibile grazie anche ad un dipendente dell'Istituto che fece da basista.

Dalle indagini è emerso uno stretto collegamento tra soggetti pugliesi "specializzati nel settore" e basisti locali.

'Ndrangheta, arrestato latitante cosca Pesce

GIOIA TAURO - Importante scacco alla 'ndrangheta messo a segno dai carabinieri, che hanno arrestato in località Ponte Vecchio di Gioia Tauro Vincenzo Di Marte, di 37 anni, indicato come elemento di spicco della cosca "Pesce".
 
Di Marte era latitante dal giugno 2015 quando si era sottratto ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Reggi Calabria, su richiesta della Procura Distrettuale, perché ritenuto responsabile di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti aggravato dalla transnazionalità della condotta e con la finalità di agevolare il rafforzamento economico delle cosche di 'ndrangheta dei "Pesce" di Rosarno e degli "Alvaro" di Sinopoli (operazione "Santa Fé"). Capi di accusa che nello scorso luglio hanno portato alla sua condanna in primo grado a 14 anni di reclusione.
   

Calabria, scoppia auto candidato Comune: ipotesi bomba

(ANSA)
Torna la paura nel Vibonese, in Calabria, dove un uomo di 42 anni, Matteo Vinci, è morto a Limbadi nello scoppio dell'autovettura che stava guidando. Ferito gravemente il padre di 70 anni. Secondo le prime ipotesi dei carabinieri, che indagano sotto le direttive della Procura della Repubblica di Vibo Valentia, è che a provocare lo scoppio sia stata una bomba collocata nel vano portabagagli della vettura. Matteo Vinci, ex rappresentante di medicinali, era stato candidato alle ultime elezioni comunali nella lista "Limbadi libera e democratica".

Il padre dell'uomo, Francesco Vinci, é stato ricoverato con prognosi riservata nell'ospedale di Vibo Valentia. Le sue condizioni, secondo quanto si è appreso, sarebbero gravi. Lo scoppio dell' auto (una Ford Fiesta) si é verificato in località "Cervolaro" mentre la vettura condotta da Matteo Vinci sta percorrendo una strada provinciale. Sul posto, per il coordinamento delle indagini, ci sono il pm di turno della Procura della Repubblica di Vibo Valentia ed un magistrato della Procura antimafia di Catanzaro. Gli artificieri dei carabinieri stanno effettuando gli accertamenti tecnici per verificare dinamica e cause dell'esplosione.

Limbadi è uno dei centri della provincia di Vibo Valentia a più alta densità mafiosa, al centro di numerose inchieste della Procura antimafia di Catanzaro.

Il prefetto di Vibo Valentia, Guido Longo, ha convocato d'urgenza il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica per fare il punto sulle indagini. 

'Ndrangheta: fermati 4 imprenditori nel reggino

REGGIO CALABRIA - Sono quattro gli imprenditori di Reggio Calabria, ritenuti affiliati alle cosche di 'ndrangheta cittadine, fermati nel corso di un'operazione condotta dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale e coordinata dalla Dda reggina.

Le accuse per gli imprenditori sono, a vario titolo, di associazione mafiosa, intestazione fittizia di beni e autoriciclaggio, ed avrebbero contato sull'appoggio delle più pericolose cosche cittadine per accumulare enormi profitti illeciti, riciclati poi in fiorenti attività commerciali.

Nell'ambito dell'operazione, in cui sono stati impiegati oltre 100 carabinieri del Comando provinciale di Reggio Calabria, sono state anche sequestrate numerose aziende, centinaia di appartamenti e decine di terreni edificabili nel capoluogo, per un valore complessivo di oltre 50 milioni .

Crotone, incidente sul lavoro: due operai muoiono schiacciati

CROTONE - Drammatico incidente sul lavoro a Crotone: due operai hanno perso la vita ed un terzo è rimasto ferito per il crollo di un muro in un cantiere edile. Il dramma si è consumato lungo la via che porta dalla città alla zona archeologica di Capo Colonna.

Due operai sono rimasti schiacciati, morendo sul colpo. Il terzo è stato estratto dai Vigili del Fuoco e trasportato in ospedale. Sul posto varie squadre dei pompieri che stanno mettendo in sicurezza l'area.

Calabria, arrestato latitante cosca Pesce

REGGIO CALABRIA - Arrestato dalla polizia a Rosarno il latitante Antonino Pesce, 26enne appartenente alla omonima cosca della 'Ndrangheta. Ricercato da un anno per associazione mafiosa, Pesce è stato bloccato dagli uomini della squadra mobile e del Servizio centrale operativo (Sco) in un appartamento della cittadina nella piana di Gioia Tauro.

Il 26enne latitante era sfuggito alla cattura durante l'operazione della Polizia e della Dda di Reggio Calabria che un anno fa ha portato in carcere diversi esponenti della cosca. Pesce, secondo gli inquirenti, gestiva assieme ad altri il trasporto su gomma degli agrumi da Gioia Tauro alle regioni italiane. Si è arreso alzando le mani. Con l'arresto di oggi, sono stati tutti catturati i latitanti della cosca Pesce.

Gli investigatori stavano cercando Pesce da un anno con il coordinamento della Dda reggina guidata dal procuratore facente funzioni Gaetano Paci. Quando hanno avuto conferma che il latitante si nascondeva in un appartamento a Rosarno, i poliziotti hanno isolato il condominio e poi hanno fatto irruzione. Alla loro vista Pesce si è subito arreso. Gli agenti adesso, stanno vagliando la posizione di altre persone che erano nell'appartamento.

Pesce, nonostante la giovane età, è ritenuto dagli investigatori un elemento di rilievo della cosca, in considerazione anche del fatto che tutti i boss sono detenuti. L'uomo, secondo l'accusa, dalla latitanza, avrebbe assunto, di fatto, la direzione della cosca. Tra l'altro era incaricato di gestire con metodologia mafiosa, insieme ad altri esponenti di spicco della 'ndrina, il trasporto su gomma dei prodotti agrumicoli dalla Piana di Gioia Tauro verso altre regioni d'Italia.

Il 26enne si era dato alla latitanza dall'aprile dello scorso anno quando sfuggì alla cattura nell'operazione Recherche con la quale fu smantellata la rete dei fiancheggiatori che per anni avevano protetto la latitanza del boss Marcello Pesce, di 54 anni, considerato il capo strategico del clan, attivo in importanti settori criminali e con diramazioni nel nord Italia, soprattutto in Lombardia, arrestato nel dicembre 2016 dopo 6 anni di latitanza.
   

Gdo: il Gruppo Megamark investe 45 milioni di euro per 7 nuovi punti vendita in Puglia e piattaforma logistica in Campania

TRANI - Il Gruppo Megamark di Trani, tra le realtà leader del Mezzogiorno nella distribuzione moderna con oltre 5.000 addetti e circa 500 punti vendita a insegna Dok, A&O, Famila, Iperfamila e Sole365 investirà 45 milioni di euro entro metà 2019 per sette nuovi punti vendita in Puglia e una nuova piattaforma logistica in Campania; il piano d’investimento prevede l’assunzione di 160 persone.

Presente in Puglia, Campania, Molise, Basilicata e Calabria il gruppo ha registrato nel 2017, a parità di rete commerciale, una crescita delle vendite al pubblico del 6,7% rispetto al 2016, a fronte di un calo del mercato dell’1,25% (dati Like for Like, fonte Nielsen). Il totale delle vendite alle casse nel 2017 (a rete corrente) ha raggiunto 1,43 miliardi di euro contro 1,250 miliardi del 2016 (+14,4%).

Nel 2017 si è assistito a una svolta salutistica nei consumi dei clienti dei supermercati del gruppo: consolidatasi la scelta del biologico con una crescita delle vendite in volume del 32,5% e degli alimenti che rispondono a stili alimentari più sani (+16% per gli alimenti senza olio di palma) o alle intolleranze (+32,2% per i prodotti per celiaci), si è registrato un vero e proprio boom dei prodotti di alta qualità (+54,7%). Da sottolineare, inoltre, la battuta d’arresto (-2,9%) dei prodotti-base come farine 00, zuccheri o basi per pizze che, negli anni della crisi, avevano vissuto un’impennata nei consumi delle famiglie, più propense a cucinare tra le mura domestiche e ad approvvigionarsi di ‘alimenti-base’.

«Stiamo assistendo – afferma il Cavaliere del lavoro Giovanni Pomarico, presidente del Gruppo Megamark – a un cambiamento delle abitudini alimentari dei nostri clienti, sempre più attenti alla qualità degli alimenti, soprattutto nei freschi; si preferisce ‘mangiare meno mangiando meglio’, modello di consumo che condividiamo e a cui miriamo. L’affermarsi della qualità sulla quantità segnala, oltre che una maggiore attenzione al proprio benessere, anche una ritrovata fiducia e consapevolezza del consumatore sull’apporto degli alimenti per un corretto stile di vita».