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Terrorismo: 15 fermi a Palermo e Brescia


PALERMO - Scacco al terrorismo con l'operazione "Abiad", coordinata dalla procura di Palermo e condotta dai carabinieri del Ros, nelle province di Palermo, Trapani, Caltanissetta e Brescia. I militari hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di 15 indagati. Le accuse vanno dal terrorismo e associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

In particolare il traffico di uomini era molto attivo tra Tunisia e Mazara del Vallo. Ad essere fermati, gli organizzatori della tratta, ma è ricercato il capo dell'organizzazione accusato di aver fatto sui social, su Facebook, propaganda jihadista. La tariffa sarebbe stata di 5 mila dinari, che raddoppiava per coloro che in Tunisia erano latitanti per reati anche di terrorismo.

Le accuse vanno, a vario titolo, dall'istigazione a commettere più delitti in materia di terrorismo all'associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e al contrabbando di sigarette; oltre ad episodi di ingresso illegale di migranti clandestini nel territorio nazionale e all'esercizio abusivo di attività di intermediazione finanziaria, reati questi aggravati dall'averli commessi avvalendosi del contributo di un gruppo organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato. Un pentito avrebbe parlato di "rischio esercito kamikaze in Italia".

Brescia, morto quarto neonato. Si teme contagio

BRESCIA - Si segnala il quarto caso di neonato morto nel reparto di terapia intensiva neonatale degli Spedali Civili di Brescia. Ai tre casi già noti, si è aggiunto infatti anche quello di un neonato morto sabato mattina. Il piccolo sarebbe stato portato in reparto poco dopo la nascita e non è sopravvissuto. Disposti accertamenti dell'ospedale anche su quest'ultimo caso.

Intanto ieri il ministro della Salute Giulia Grillo aveva inviato a Brescia i Nas e avviato l'ispezione ministeriale agli Spedali Civili dopo la morte del piccolo Marco, nato prematuro un mese fa, il terzo neonato morto nella stessa struttura in pochi giorni. "È necessario fare chiarezza per capire se ci sia correlazione tra i diversi casi", ha spiegato il ministro Grillo, esprimendo ai genitori dei piccoli il suo cordoglio.

Brescia, bimbo muore in ospedale per infezione sconosciuta

BRESCIA - Lottava da oltre due settimane tra la vita e la morte ma ieri sera il cuore del piccolo Marco ha ceduto. Marco, nato prematuro, era ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale del Civile di Brescia. Il bimbo aveva contratto un'infezione batterica della quale i medici non erano ancora riusciti ad identificare la natura.

"Vogliamo la verità, non attacchiamo nessuno ma vogliamo capire come sia accaduto", ha dichiarato al Giornale di Brescia mamma Denise che aveva partorito Marco lo scorso 4 dicembre alla trentesima settimana, ma dopo i primi giorni difficili il bambino sembrava stare meglio.

Davanti alla morte del bambino i medici hanno ribadito sconsolati di non essere riusciti ad identificare il ceppo. Sarà ora l'autopsia a dover stabilire le cause che hanno portato alla morte del piccolo.

Mantova: in scena al Teatro Minimo lo spettacolo "Il medico per forza" di Molière

MANTOVA. Proseguono gli eventi a Mantova: fino al 20 gennaio e poi il 7 e l'8 giugno 2019 si tiene, al Teatro Minimo, lo spettacolo di Molière "Il medico per forza" con la regia e scena di Sergio De Marchi, i costumi di Ivonne Paltrinieri e Gabriella Ferramola e con la collaborazione di Grazia Ferramola e Franco Ubezio
Per quel che riguarda l’opera, risale al 1666. Si pensa che Molière abbia composto "Il medico per forza" per sostenere il misantropo che non attirava molto pubblico. Ma questa operina accompagnò l’altra solo a partire dalla ventiquattresima replica. Sganarello (interpretato da Sergio De Marchi) è un boscaiolo beone, che batte sistematicamente la moglie Martina. Per vendicarsi questa lo segnala come grande luminare a due donne che cercano un medico per Lucinda (interpretata da Ylenia Mezzani), figlia di Gerontina (interpretata da Fiorenza Bonamenti), che ha perso l’uso della parola. Martina rivela loro che Sganarello ammette di essere medico solo dopo essere stato bastonato a dovere. Cosa che puntualmente accade. Condotto a casa di Gerontina, Sganarello incontra Lucinda, stupisce tutte le donne con le sue chiacchiere e finge di diagnosticare la malattia della giovane. Lucinda però non è veramente muta: la malattia è un tiro mancino che essa gioca alla madre, che non vuole darla in sposa a Leandro, il suo innamorato. Sganarello si mette d’accordo con Leandro, che, travestito da farmacista, incontra Lucinda e la rapisce. Accortasi dell’inganno, Gerontina vuole fare impiccare Sganarello. 

Sondrio, alpinista salvato la notte di San Silvestro

SONDRIO - Paura nella notte di capodanno sulle montagne del Sondriese per un alpinista disperso e tratto in salvo. L’uomo, un 56enne di Lurate Caccivio (Como), è stato salvato dal Soccorso Alpino della VII Delegazione di Valtellina e Valchiavenna e dai militari del Sagf della Guardia di Finanza. Era precipitato in un dirupo nella zona del ghiacciaio dei Forni, ad alta quota, nel territorio di Valfurva (Sondrio). Versava in uno stato di ipotermia avanzata.

Il 56enne si era avventurato in montagna per un’escursione con le caspole verso il ghiacciaio dei Forni, in zona capanna Pizzini. Non era però più rientrato, forse a causa della tormenta di neve che imperversava sull'area, facendo allarmare così la moglie che ha allertato soccorsi. Nelle ricerche sono stati impegnati circa 20 uomini. Grazie anche ai fari e alle torce, l’escursionista ferito è stato localizzato e portato in superficie. Ora si trova ricoverato all’ospedale di Sondalo per i vari traumi subiti nella caduta e lo stato di ipotermia.

Milano, rogo in struttura per anziani: 1 ferito grave

MILANO - Attimi di paura a Milano per un incendio divampato, nella tarda serata di ieri, all'istituto Palazzolo, una struttura medica per anziani lungodegenti. Gravemente ferito un paziente, mentre tutto il reparto è stato evacuato. Le persone coinvolte sono state in tutto 18, trasportate una in codice rosso, una in giallo e 15 in verde. Il ferito più grave è ricoverato all'ospedale di Niguarda.

Secondo le prime ricostruzioni il principio d'incendio sarebbe avvenuto all'interno di una stanza, dove si trovava l'uomo che ha subito le ustioni più gravi. Il personale del'ospedale, aiutato dai vigili del fuoco, ha provveduto a liberare il reparto e a portare i pazienti in un un reparto vicino della stessa struttura. L'uomo ricoverato, secondo quanto riferito dai carabinieri, che conducono gli accertamenti, verserebbe in condizioni gravi ma stabili.

Teatro: l'eroe 'etico' di Verdi incendia l'apertura di stagione della Scala


di ILARIA STEFANELLI - Alla Scala continuano a piovere applausi e manifestazioni di ampio consenso da parte del pubblico per Attila, capolavoro giovanile di Giuseppe Verdi, opera scelta accuratamente dalla direzione artistica per riportare l’attenzione del pubblico sulle opere meno popolari del celebre maestro tanto caro ai melomani di tutto il mondo.

Dopo “la sfida” lanciata con Giovanna d’Arco nel 2015, che vide una strepitosa Netrebko nei panni della celebre “martire” della giustizia francese, fino all’8 gennaio sarà Attila interpretato da Ildar Abdrazakov , a infiammare il pubblico del prestigioso teatro milanese, cosa che sembra verificarsi puntualmente ad ogni replica del lavoro con una massiccia presenza in sala di giovani provenienti da tutto il mondo, tutti pronti a lasciarsi ammaliare dalla direzione impeccabile di Chailly e dalla lettura registica innovativa e profondamente cinematografica di Livermore e  dalla sua  squadra formata da Giò Forma per le scene, dai video di D-Wok, le luci di Antonio Castro e dai costumi di Gianluca Falaschi.

Attila è per Giuseppe Verdi un’opera di estrema importanza. Il titolo è su libretto di Temistocle Solera rivisto da Francesco Maria Piave (per questa revisione Solera si offese e non collaborò mai più con Giuseppe Verdi). L’opera andò in scena al Teatro La Fenice di Venezia il 17 marzo 1846, non riscosse il successo immaginato ma ben presto il pubblico mostrò di apprezzare questa partitura, tenendola in grande considerazione.

Il lavoro, si snoda per oltre due ore in modo assolutamente fluido e piacevole, conducendo lo spettatore a una immedesimazione fisica ed emotiva alle vicende rappresentate.

Lo straordinario talento vocale e interpretativo di Abdrazakov domina la scena in modo assoluto, egli è assolutamente a suo agio in questo ruolo complesso, che necessita di molta interpretazione oltre che di salda tecnica, la voce è copiosa, il timbro brunito, il fraseggio espressivo. È nell’aria Mentre gonfiarsi l’anima nel I atto che riesce a caratterizzare vocalmente al meglio il terribile conquistatore unno, mettendo in luce con grande maestria il doppio volto del personaggio : autorevole e arcigno da un lato e ragionevole e sentimentale dall’altro, dando vita a un ruolo di carne e sangue, naturale e sciolto, ovazione assoluta dopo la cabaletta Oltre quel limite, dopo la quale il pubblico gli è ufficialmente “in pugno”.

Al suo debutto alla Scala nei panni del complesso ruolo di Odabella,  Saioa Hernandez, nonostante qualche incertezza negli acuti, si apprezzano la tempra ferina, la baldanza della sortita, in definitiva i tratti forti del carattere della donna aquileiese. Emerge la capacità squisitamente attoriale di questa artista, abilità recitativa e vocalità che ne fanno una protagonista femminile di tutto rispetto.

L’interpretazione vocale e scenica del baritono romeno  George Petean è eccellente. La sua aria Dagli immortali vertici e la successiva cabaletta È gettata la mia sorte sono eseguite con un bellissimo fraseggio e rese in modo convincente dal punto di vista interpretativo. Tra i momenti più trascinanti, grazie anche alla musica galoppante voluta da Verdi, è il duetto tra Attila e Ezio Tardo per gli anni, e tremulo … Vanitosi! Che abbietti e dormenti.

Notevole anche il Foresto di Fabio Sartori: il timbro è squillante, la pulizia d’emissione e la caparbia presenza scenica gli fanno guadagnare meritati consensi.

Imponente il Pontefice Leone I, interpretato da Gianluca Buratto, con una voce molto bella per un ruolo purtroppo molto piccolo. Corretto anche l’Uldino di Francesco Pittari.

Molto buona la prova vocale del coro diretto da Bruno Casoni, che risulta ben preparato e dotato di voci tonanti, specialmente quando i cantanti si portano sul proscenio.

La regia di Davide Livermore lascia con il fiato sospeso, a dispetto delle critiche mosse al regista riguardo al taglio “politico” della sua lettura, appare invece estremamente convincente l’astrazione spazio temporale della vicenda rispetto all’originale dell’opera, rendendo appieno la tragicità del contesto e il messaggio di patriottismo consapevole verdiano. I “quadri” seducono per la loro potenza visiva profondamente cinematografica che porta lo spettatore a quelle suggestioni tipiche del neorealismo italiano, a metà tra Roma Città aperta e Ladri di biciclette. Nella scena dell’apparizione di Papa Leone Magno è stato ricostruito, con una cura ossessiva dei costumi, delle pose e dei fondali in 3D, l’affresco con L’Incontro di Leone Magno ed Attila dipinto da Raffaello Sanzio nella Stanza di Eliodoro nei Palazzi Vaticani.

 I video riprodotti sui fondali hanno reso maggiormente incisive le vicende rappresentate determinando un impatto fortemente emotivo e la scenografia ricostruiva perfettamente anche i mosaici della Basilica di Santa Maria Assunta di Aquileia. Il tutto, senza mai dimenticare la cura per la recitazione di ogni singolo componente in scena, accurata anche la scelta delle luci “stato d’animo”.

Encomiabile la direzione di Chailly che ha reso viva e piacevole quest’opera, trovando i tempi più adatti e senza attirare indebita attenzione su sé, ma lasciando al centro dello spettacolo unicamente la musica, ottima prestazione per l’orchestra del Teatro alla Scala,  che ha regalato una tinta sonora assolutamente avvincente.

Un teatro da tutto esaurito ad ogni rappresentazione e la massiccia presenza di pubblico giovanile, fanno presagire una resurrezione del genere operistico tra le nuove generazioni di fronte a lavori che pur nella loro complessità trovino interpreti, registi e direttori che , come in questo caso, riescano  a trascinare anche il pubblico più diffidente ( e i giovani lo sono) direttamente sul palcoscenico,  toccando semplicemente le corde dell’anima, con l’ausilio sapiente e non artefatto di suono e immagine alchemicamente intrecciati.

Ragazzo morto in Valmalenco, è giallo sul ritrovamento del corpo

SONDRIO - E' giallo sulla morte di Mattia Mingarelli, il 30enne scomparso misteriosamente in Valmalenco lo scorso 7 dicembre e ritrovato ieri in un bosco. Gli inquirenti non si sbilanciano, anche se non è da escludere che la morte sia imputabile a una disgrazia durante l'escursione del giovane comasco.

Al vaglio anche altre ipotesi, tra cui l'omicidio. Ad alimentare non pochi sospetti è che il corpo sia stato trovato in luoghi a lungo battuti da decine di uomini del Soccorso Alpino, della Guardia di finanza, dei Vigili del fuoco e della Protezione civile, anche con l'ausilio di cani molecolari, ovvero animali specializzati nell'individuazione di corpi senza vita.

Si sono susseguiti sino a notte inoltre gli accertamenti dei carabinieri del Sis di Milano. Il magistrato di turno ha disposto l'autopsia.
 

Kenya: Silvia Romano forse è ancora viva

NAIROBI - Potrebbe essere ancora viva la volontaria italiana Silvia Romano, rapita il 20 novembre in una località vicino a Malindi. A riferirlo il comandante della polizia regionale Noah Mwivanda, citato dall'emittente keniana Ntv.

Furto in casa, rubano l'urna con le ceneri della madre: "Aiutateci a ritrovarla"

BUSTO ARSIZIO - Hanno svaligiato una casa a Busto e si sono portati via un’urna in cui erano custodite le ceneri di una donna. A darne notizia è stata Graziella Leporati, la figlia. La casa è stata messa soqquadro dai ladri e le ceneri sparite, quelle della sua mamma.

Non hanno rubato altro, solo quel contenitore dall’apparente basso valore economico, ma con un significato speciale per i cuori dei famigliari. Sulla scatola, che i ladri potrebbero aver scambiato per un portagioie, un laccio d’oro. «Se qualcuno notasse questa scatola, abbandonata o buttata da qualche parte, ci avvisi subito. Dentro ci sono le spoglie della mia amata madre".

Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” rilanciando l'accorato appello della sig.ra Leporati, chiede a chiunque l’abbia ritrovata di restituire l’urna. Un caso simile si era verificato il 16 novembre a Monza. Episodio analogo a Rimini il 23 dicembre 2011, oltre ai gioielli asportata l’urna che successivamente venne restituita. Speriamo nella stessa soluzione positiva per la sig.ra Leporati che sarà scossa dopo uno choc simile.

Milano vince la 29ma edizione della 'Qualità della vita' a cura de Il Sole 24 Ore

MILANO - Una bellissima notizia per la città di Milano: è stata infatti vinta la 29esima edizione della "Qualità della vita", a cura dell’indagine annuale del Sole 24 Ore. La provincia si piazza ben sette volte su 42 nei primi tre posti per le performance conseguite negli indicatori del benessere e conquista così lo scettro di provincia più vivibile d’Italia, dopo averlo sfiorato per quattro volte, fermandosi al secondo posto nel 2003 e 2004 e poi nel 2015 e nel 2016.

Come ogni anno l’indagine del Sole 24 Ore scatta una fotografia delle città italiane, scegliendo di inquadrare la questione della vivibilità urbana tramite 42 parametri per ciascuna provincia (107 in tutto), suddivisi in sei macro aree tematiche (Ricchezza e consumi, Affari e lavoro, Ambiente e servizi, Giustizia e sicurezza, Demografia e società, Cultura e tempo libero), riferiti all’ultimo anno appena trascorso.

Milano svetta dunque negli indicatori reddituali, di lavoro e per i servizi. Al primo posto per depositi in banca pro capite, celebra un buon tasso di occupazione e vince l’iCityrate 2018 come migliore smart city. Anche la cultura sale sul podio, con la spesa media dei milanesi al botteghino. Tra i punti deboli la sicurezza e l’indice di litigiosità nei tribunali.

Cremona, spray al peperoncino a scuola: 5 studenti intossicati

MILANO - Dilaga la fobia dello spray al peperoncino nelle scuole italiane. Cinque ragazzi sono finiti al pronto soccorso in codice verde per un'intossicazione dovuta al temuto spray nell'Istituto tecnico di Soncino, in provincia di Cremona. A diffondere la notizia l'Areu, l'Azienda Regionale Emergenza Urgenza.

Un episodio simile è accaduto questa mattina in una scuola di Pavia, dove un alunno ha spruzzato spray al peperoncino in classe richiedendo l'intervento del 118, finito con il ricovero di 30 studenti in codice verde e 3 in giallo (non gravi).

Milano: martedì 11 dicembre cocktail natalizio per la raccolta di doni ai bimbi dell'IRCCS San Raffaele Pisana

MILANO. Proseguono le interessanti iniziative nella città di Milano: martedì 11 dicembre 2018 dalle ore 18 alle ore 20 presso il Four Seasons Hotel in Via Gesù 6/8, la dottoressa Rossana Rodà, presidente di Asigitalia e dell'Associazione Haziel, organizza un cocktail natalizio per una raccolta di doni da destinare ai piccoli bambini dell'IRCCS San Raffaele Pisana con la sinergia della Fondazione Silvana Paolini Angelucci Onlus a Roma e ai piccoli bimbi dell’associazione Alveare.

Milano, urla e calci a bimbi: maestro ai domiciliari

MILANO - Ancora una storia di violenze su minori dal Milanese, dove un maestro di scuola dell'infanzia è stato messo ai domiciliari per maltrattamenti nei confronti dei bambini. Sono ben 42 gli episodi violenti che i carabinieri di Pero, il comune a Nord del capoluogo, hanno documentato in un mese di indagine.

Le vittime avevano tra i due e i cinque anni. La misura nei confronti dell'uomo, un italiano, è stata convalidata dal gip di Milano. I bambini venivano scaraventati a terra, o sgridati violentemente e tirati per le orecchie. Alcune immagini delle videocamere, che hanno 'smascherato' l'uomo, ritraggono il maestro tirarli giù dai loro lettini prendendoli di peso, mentre in un altro 'frame' ancora si vedono chiaramente i bimbi seduti a terra in

Milano: domenica 25 novembre dibattito sulla 'Giornata mondiale contro la violenza sulle donne'

MILANO. Si è svolto domenica 25 novembre a Milano a Palazzo Marino, nella Sala delle Commissioni, il dibattito sulla "Giornata mondiale contro la violenza sulle donne". 

Relatori sono stati: Laura Specchio Presidente Commissione Politiche per il Lavoro, Sviluppo Economico, Attività Produttive, Commercio, Risorse Umane, Moda e Design - Comune di Milano; Rossana Rodà Presidente di Asigitalia e Haziel International; Silvia Muto Avvocata civilista esperta in diritto di famiglia e minori, diritto contrattuale nazionale ed internazionale; Capitano Matteo Martellucci.

Si è parlato delle diverse forme di violenza: da  quella psicologica, a quella economica, fino ad arrivar al femminicidio,  il gesto estremo. Si è inoltre discusso della violenza non solo tra le mura domestiche, ma anche sul luogo di lavoro.

"Come si può risolvere o ridurre questo enorme problema? Con la formazione, con la formazione a più livelli. Si dovrebbe già iniziare a parlarne nelle scuole elementari, e insegnare ai bambini il rispetto, che deve essere alla base di tutte le culture" ha dichiarato la Presidente di Asigitalia e Haziel International, Rossana Rodà "Sarebbe auspicabile anche reintrodurre nelle scuole l’educazione civica, perché ne abbiamo perso i valori. Formare anche chi 'informa', chi passa le notizie, avere contatti più stretti con le istituzioni. Nello specifico il Comune di Milano, si sta già attivando per venire incontro alle donne con campagne istituzionali, fornendo servizi gratuiti in diversi settori: da quello  giuridico,  a quello sanitario, provvedendo un sostegno a quelle donne che trovandosi in un paese diverso dal proprio, non ne  conoscono i modi di comportamento. Anche Asigitalia, attraverso i propri servizi, fornirà un orientamento legale finalizzato alla conoscenza delle norme di salvaguardia che possono tutelare le  difficoltà e i disagi delle donne e non solo".

Erano presenti in sala, oltre a un nutrito numero di donne di diversi paesi, anche rappresentanti del Corpo Consolare dei Paesi dell’area Mediterranea ed Euro-Asiatica. 


Sgominata la banda dei tir

BARI - Sgominata la banda dei tir, che agiva indisturbata tra Puglia, Lombardia e Veneto. Sette persone, componenti di una banda specializzata nel razziare la merce trasportata da camion ed autoarticolati durante i periodi di sosta notturni, sono finite in manette.

L'arresto dei sette, colti in flagranza di reato dalla polizia, è avvenuto in provincia di Monza dopo il loro ultimo colpo portato a termine in provincia di Bergamo.

Gli arrestati sono tutti provenienti da comuni della provincia di Bari ed erano nell'occhio degli investigatori, che da diverse notti avevano predisposto servizi mirati per intercettare il gruppo criminale, dopo una serie di furti commessi a danno di autotrasportatori.

Milano, quindicenne sequestrato e torturato da coetanei

di PIERO CHIMENTI - Un ragazzo di 15 anni sarebbe stato sequestrato davanti la scuola media di Varese da lui frequentata e torturato da alcuni suoi coetanei. La vittima, inoltre, sarebbe stata rinchiusa all'interno di un garage, dove avrebbe subito le violenze. Il Gip di Milano ha confermato gli arresti per i tre minorenni che sarebbero i presunti autori del rapimento, che ora dovranno rispondere dei reati di sequestro di persona, lesioni personali aggravate, rapina aggravata, e torture.

Operaio travolto da convoglio sulla Brescia-Milano

BRESCIA - Tragedia sulle rotaie. Questa mattina un operaio è stato investito e ucciso da un treno fra Milano e Brescia. La circolazione ferroviaria è stata interrotta sia sulla linea ad alta velocità sia su quella convenzionale. La vittima apparteneva a una ditta esterna che stava lavorando per conto di Rfi. Per accertare le cause dell’incidente è stata avviata un’inchiesta interna.

Il dramma si è consumato all'altezza di Roncadelle, in provincia di Brescia, questa mattina alle 5. L'operaio, un 35enne, stava svolgendo lavori di manutenzione sulla linea.

Nel comunicato, Rete Ferroviaria Italiana esprime "il proprio cordoglio e la propria vicinanza ai familiari" dell'operaio.

Kenya, rapita volontaria italiana

NAIROBI - Paura in Kenya per una volontaria italiana di 23 anni rapita sulle coste del Kenya. A renderlo noto il capo della polizia kenyota Joseph Boinnet, secondo cui il rapimento sarebbe avvenuto ieri sera intorno alle 20 ora locale, nella contea di Kilifi. Ferite nell'attacco, di cui non è ancora chiaro il motivo, altre cinque persone. Nella zona ci sono stati rapimenti di altri stranieri da parte dei fondamentalisti islamici.

Secondo la polizia keniota nell'attacco, molto cruento, gli uomini armati hanno "sparato indiscriminatamente" ferendo 5 persone, tra cui due ragazzini di 10 e 12 anni le cui condizioni sono stabili. Ricoverato in ospedale anche un 23enne, colpito al petto, le cui condizioni sono invece critiche, insieme ad altri due giovani feriti uno al ginocchio e l'altro alla coscia.

La polizia sta lavorando "per scovare i criminali", hanno assicurato.

Sgombero campo rom Gallarate, la rabbia dei sinti: "Non siamo i Casamonica, ci sono bambini tra noi"

(Agenzia Vista) Gallarate, 21 novembre 2018. "Non si possono lasciare i bambini in mezzo alla strada, noi non siamo i Casamonica siamo gente povera". Sono partiti dal campo di via Lazzaretto i circa 200 sinti che hanno attraversato la città per protestare contro la decisione del sindaco Andrea Cassani di voler abbattere le strutture abusive a partire dal 23 novembre. "Troviamo un accordo, siamo disposti a confrontarci ma non possiamo andare sulla strada".