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Nucleare: Papa Francesco fa appello agli scienziati

CDV - "Come fecero San Paolo VI e San Giovanni Paolo II chiedo agli scienziati l'attiva collaborazione al fine di convincere i governanti della inaccettabilità etica di tale armamento a causa dei danni irreparabili che esso causa all'umanità e al pianeta". A dichiararlo il Pontefice nel discorso rivolto oggi alla Pontificia Accademia delle Scienze ribadendo "la necessità di un disarmo di cui oggi sembra non si parli più a quei tavoli intorno ai quali si prendono le grandi decisioni".

"Che anch'io - ha sottolineato Papa Francesco - possa ringraziare Dio, come fece San Giovanni Paolo II nel suo testamento, perchè nel mio pontificato è stata risparmiata al mondo la tragedia immane di una guerra atomica. I cambiamenti globali sono sempre più influenzati dalle azioni umane".

Agli scienziati di tutto il mondo, il Pontefice ha chiesto anche "risposte adeguate per la salvaguardia della salute del pianeta e delle popolazioni, una salute messa a rischio da tutte quelle attività umane che usano combustibile fossile e deforestano il pianeta".

"La comunità scientifica - ha aggiunto Francesco - così come ha fatto progressi nell'identificare questi rischi, è ora chiamata a prospettare valide soluzioni e a convincere le società e i loro leader a perseguirle".

Caso Orlandi, Fittipaldi: "Vaticano non ha collaborato"

ROMA - Roma, riaccende il mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi il giornalista Fittapaldi spiega come l'antica inchiesta sia a un punto morto…

Papa Francesco proclama santi Paolo VI e Oscar Arnulfo Romero

CDV - Il Papa ha proclamato santi Paolo Vi e l'arcivescovo del Salvador, Oscar Arnulfo Romero. La folla è esplosa in un lungo applauso dopo la lettura della petizione da parte del cardinale Giovanni Angelo Becciu e la recita delle litanie con cui il Papa ha proclamato santi tutti e sette i beati. "Ad onore della Santissima Trinità - ha detto con voce solenne Papa Francesco - per l’esaltazione della fede cattolica e l’incremento della vita cristiana, con l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, dopo aver lungamente riflettuto, invocato più volte l’aiuto divino e ascoltato il parere di molti Nostri Fratelli nell’Episcopato, dichiariamo Santi i Beati".

Papa Francesco: "Abortire è come affittare un sicario"

CDV - Netta presa di posizione del Pontefice contro l'aborto. "Interrompere una gravidanza è come fare fuori uno. E’ giusto fare fuori una vita umana per risolvere un problema?", si interroga Papa Francesco ai fedeli di piazza San Pietro. "E’ giusto - ha aggiunto il Papa - affittare un sicario per risolvere un problema? Fare fuori un essere umano è come affittare un sicario per risolvere un problema", ha scandito Francesco.

Pedofilia: Papa Francesco dispone indagine sull'ex arcivescovo McCarrick

CDV - Continua la crociata di Papa Francesco contro la pedofilia nel clero. Il Pontefice ha disposto un'indagine integrativa negli archivi vaticani sul comportamento dell’arcivescovo di Washington, Theodore Edgar McCarrick, accusato di pedofilia. A diffondere la notizia un comunicato della Santa Sede, secondo cui Francesco ha chiesto "di integrare le informazioni raccolte tramite l'investigazione previa con un ulteriore accurato studio dell'intera documentazione presente negli Archivi dei Dicasteri e Uffici della Santa Sede riguardanti l'allora cardinale McCarrick, allo scopo di appurare tutti i fatti rilevanti, situandoli nel loro contesto storico e valutandoli con obiettività".


Nella nota si ricorda che Papa Francesco ha già detto che sulla pedofilia sarà seguita "la strada della verità, ovunque possa portarci" e si sottolinea: "Sia gli abusi sia la loro copertura non possono essere più tollerati e un diverso trattamento per i vescovi che li hanno commessi o li hanno coperti rappresenta infatti una forma di clericalismo mai più accettabile".

Papa Francesco in Lituania, in 100mila per salutarlo

KAUNAS - Sono oltre 100mila le persone che hanno accolto papa Francesco al suo arrivo a Kaunas, sua seconda tappa in Lituania, dove quest'oggi celebra la messa e recita l'Angelus nel Parco Santakos. Inizialmente gli organizzatori avevano distribuito 90 mila biglietti ma gli arrivi sono stati di gran lunga superiori. Numerose le persone che hanno salutato il Papa sulla 'papamobile' aperta anche lungo le vie di accesso al parco.

 "La vita cristiana attraversa sempre momenti di croce, e talvolta sembrano interminabili. Le generazioni passate avranno avuto impresso a fuoco il tempo dell'occupazione, l'angoscia di quelli che venivano deportati, l'incertezza per quelli che non tornavano, la vergogna della delazione, del tradimento". Così il Papa, facendo riferimento alle vicende storiche della Lituania, nella messa nel Parco Santakos, a Kaunas.

"Quanti di voi hanno visto anche vacillare la loro fede perché non è apparso Dio per difendervi - ha detto -; perché il fatto di rimanere fedeli non è bastato perché Egli intervenisse nella vostra storia". "Kaunas conosce questa realtà - ha sottolineato Papa Francesco -; la Lituania intera lo può testimoniare con un brivido al solo nominare la Siberia, o i ghetti di Vilnius e di Kaunas, tra gli altri".

Papa in Sicilia: stop a usura e dipendenza

ENNA - Ferma denuncia di Papa Francesco dei mali che affliggono la Sicilia nel suo discorso davanti a 40mila persone a Piazza Armerina, durante la prima tappa di una visita per la commemorazione di Don Puglisi. La regione secondo il Pontefice è afflitta da "piaghe" che si chiamano "sottosviluppo sociale e culturale; sfruttamento dei lavoratori e mancanza di dignitosa occupazione per i giovani; migrazione di interi nuclei familiari; usura; alcolismo e altre dipendenze; gioco d'azzardo; sfilacciamento dei legami familiari".

"Di fronte a tanta sofferenza, la comunità ecclesiale", ha osservato Francesco, "può apparire, a volte, spaesata e stanca; a volte invece, grazie a Dio, è vivace e profetica, mentre ricerca nuovi modi di annunciare e offrire misericordia soprattutto ai fratelli caduti nella disaffezione, nella diffidenza, nella crisi della fede".

"Oggi faremo memoria grata del sacerdote martire Pino Puglisi. Ho saputo che, 25 anni fa, appena un mese prima della sua uccisione, egli trascorse alcuni giorni qui, a Piazza Armerina", ha spiegato Papa Francesco nella cittadina dell'Ennese.

Papa Francesco: lavoro e genio creativo per nuovo ordine economico

CDV - "Sbaglia chi pensa che i soldi si fanno con i soldi: i soldi, quelli veri, si fanno con il lavoro": così Papa Francesco in un'intervista rilasciata al Sole 24 Ore, in cui ha indicato il lavoro e il genio creativo come le basi per "un nuovo ordine economico". "La persona che mantiene se stessa e la sua famiglia con il proprio lavoro sviluppa la sua dignità, il lavoro crea dignità", ha sottolineato il Papa, "i sussidi, quando non legati al preciso obiettivo di ridare lavoro e occupazione, creano dipendenza e deresponsabilizzano".

Per Francesco occorre "uscire dall'economia dello scarto perché il lavoro crei lavoro e il denaro non sia un idolo". "Non avere un progetto condiviso sulla riduzione delle diseguaglianze in un sistema sempre più globalizzato può determinare 'l'economia dello scarto', dove le stesse persone diventano 'scarti'".

E ancora: "Quando la persona non è più al centro, quando fare soldi diventa l'obiettivo primario e unico siamo al di fuori dell'etica e si costruiscono strutture di povertà, schiavitù e di scarti".

"Un'etica amica della persona diventa un forte stimolo per la conversione. Abbiamo bisogno di conversione. Manca la coscienza di un'origine comune, di una appartenenza a una radice comune di umanità e di un futuro da costruire insieme. Questa consapevolezza di base permetterebbe lo sviluppo di nuove convinzioni, nuovi atteggiamenti e stili di vita".

"Si può dire che agire bene rispettando la dignità delle persone e perseguendo il bene comune fa bene all'azienda. C'e' sempre una correlazione tra azione dell'uomo e impresa, azione dell'uomo e futuro di un'impresa", ha concluso il Pontefice.

Siria, appello di Papa Francesco: "Scongiurare pericolo di catastrofe umanitaria"

CDV - L'Angelus domenicale di Papa Francesco in Piazza San Pietro. Soffermandosi sul messaggio del Vangelo, il pontefice ha ammonito i fedeli: "Ipocrita è chi si mostra credendo, giudicando e condannando gli altri, ma vive nella superbia e nella vanità", per poi analizzare eventi di attualità, in particolare sulle tensioni in Siria: "Mi appello alla comunità internazionale per scongiurare il rischio di una catastrofe umanitaria".

Pedofilia, mons.Pierre: 'Papa seriamente preoccupato'


(ANSA) - Sulla situazione dei preti pedofili negli Usa "vedo una preoccupazione seria dei vescovi e anche da parte del Papa. Dobbiamo aiutare questa Chiesa e il Santo Padre a superare questa crisi e questo scandalo". Lo dice monsignor Christophe Pierre, Nunzio apostolico negli Usa al Meeting di Cl.

"Permettetemi di essere molto discreto in questo contesto di scandalo e sofferenza, perché è importante da parte nostra non aumentare la confusione. La tentazione sarebbe di parlare e straparlare. Tutti i membri della Chiesa, e non solo i vescovi ed i preti - sostiene il rappresentante diplomatico della Santa Sede negli Usa, mons. Christoph Pierre, parlando al Meeting di Rimini - devono trovare risposte per essere Chiesa e devono dare una risposta vera al problema. Non deve essere solo una risposta giuridica e di organizzazione per evitare il male, perché sappiamo che non riusciremo mai a evitare il male anche con i migliori sistemi giuridici. Nel momento di crisi io conosco bene i vescovi americani e vedo una preoccupazione seria che è anche quella del Santo Padre".

Papa Francesco 'rockstar', 160mila giovani in due giorni

CDV - Oltre 90mila al Circo Massimo, 70mila in Piazza San Pietro. I numeri dei giovani che sono giunti a Roma per raccogliere il saluto del Papa in vista del Sinodo di ottobre sono concorrenziali con quelli di un concerto di una qualsiasi e stra-famosa band musicale.

Papa Francesco: Dio? Non è un padrone

CDV - Il Pontefice ha chiesto durante l'Angelus di domenica 5 agosto 2018 un applauso per Paolo VI a 40 anni dalla sua morte, avvenuta la sera del 6 agosto 1978. "Lo ricordiamo con tanta venerazione e gratitudine, in attesa della sua canonizzazione, il 14 ottobre prossimo", ha dichiarato il Pontefice. "Dal cielo interceda per la Chiesa che tanto ha amato e per la pace nel mondo. A questo grande Papa della modernità lo salutiamo con un applauso tutti".

Francesco è anche tornato a mettere in guardia i fedeli dalla "tentazione comune di ridurre la religione alla pratica delle leggi, proiettando sul nostro rapporto con Dio l'immagine del rapporto tra i servi e il loro padrone: i servi devono eseguire i compiti che il padrone ha assegnato, per avere la sua benevolenza". Gesù, ha sottolineato il Pontefice, è "il pane della vita" capace di "saziare la nostra fame di verità, di giustizia, di amore".

Papa Francesco: la pena di morte è inammissibile

CDV - La pena di morte "è inammissibile" e la Santa Sede "si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo". A dichiararlo il Pontefice che ha approvato una modifica al testo del Catechismo della Chiesa Cattolica, disponendo che venga tradotta nelle diverse lingue e inserita in tutte le edizioni.

"Per molto tempo - sottolinea Papa Francesco nel rescritto pubblicato oggi - il ricorso alla pena di morte da parte della legittima autorità, dopo un processo regolare, fu ritenuta una risposta adeguata alla gravità di alcuni delitti e un mezzo accettabile, anche se estremo, per la tutela del bene comune. Oggi è sempre più viva la consapevolezza che la dignità della persona non viene perduta neanche dopo aver commesso crimini gravissimi. Inoltre, si è diffusa una nuova comprensione del senso delle sanzioni penali da parte dello Stato. Infine, sono stati messi a punto sistemi di detenzione più efficaci, che garantiscono la doverosa difesa dei cittadini, ma, allo stesso tempo, non tolgono al reo in modo definitivo la possibilità di redimersi".

"Pertanto - spiega Francesco nel breve documento affidato alla Congregazione per la Dottrina della Fede - la Chiesa insegna, alla luce del Vangelo, che la pena di morte è inammissibile perché attenta all’inviolabilità e dignità della persona e si impegna con determinazione per la sua abolizione in tutto il mondo".

Pedofilia: Papa Francesco accetta dimissioni vescovo Adelaide

CDV - Sono state accolte dal Pontefice le dimissioni di monsignor Philip Wilson, il vescovo di Adelaide, in Australia, condannato a 18 mesi di carcere per aver coperto gli abusi sessuali di un sacerdote. Wilson è il più alto prelato cattolico al mondo ad aver ricevuto ad una simile condanna.

I crimini di cui Monsignor Wilson sarebbe stato a conoscenza e che non avrebbe denunciato alla polizia sarebbero avvenuti negli anni Settanta nella regione di Hinger da parte del sacerdote Jim Fletcher, abusatore seriale morto in prigione nel 2006 a 65 anni, un anno dopo la condanna per pedofilia per aver abusato di una 13enne tra il 1989 e il 1991. Fletcher avrebbe anche violentato 4 chierichetti.

Wilson non andrà immediatamente in carcere, infatti il tribunale deciderà il prossimo 14 agosto se potrà ottenere i domiciliari.

LDCV: domenica 15 luglio 2018 "Prese a mandarli"

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,7-13)

In quel tempo, Gesù chiamò a sé i Dodici e prese a mandarli a due a due e dava loro potere sugli spiriti impuri. E ordinò loro di non prendere per il viaggio nient’altro che un bastone: né pane, né sacca, né denaro nella cintura; ma di calzare sandali e di non portare due tuniche. 
E diceva loro: «Dovunque entriate in una casa, rimanetevi finché non sarete partiti di lì. Se in qualche luogo non vi accogliessero e non vi ascoltassero, andatevene e scuotete la polvere sotto i vostri piedi come testimonianza per loro». 
Ed essi, partiti, proclamarono che la gente si convertisse, scacciavano molti demòni, ungevano con olio molti infermi e li guarivano.

Per mezzo dei suoi messaggeri, Dio ha preparato l’umanità, nel corso di una lunga storia, alla venuta di suo Figlio e alla rivelazione della salvezza da lui portata. Partendo dal popolo di Israele, il suo amore redentore doveva estendersi a tutti gli uomini. È il motivo per cui Gesù ha chiamato i Dodici a formare il nucleo del popolo definitivo di Dio e li ha fatti suoi collaboratori. Sono stati incaricati di vincere il potere del male, di guarire e di salvare gli uomini che avessero creduto al loro messaggio. 
Solo una piccola parte del popolo di Israele ha creduto in Gesù e in quelli che egli ha mandato. Dopo la sua risurrezione, Gesù ha di nuovo mandato i suo discepoli e accresciuto la loro missione e i loro poteri. Da allora gli inviati di Dio si recano presso tutti i popoli per offrire agli uomini il perdono di Dio e la vita nuova. 
Ma non vi è che una piccola parte dell’umanità che ha sentito l’offerta divina e ha trovato la fede nell’amore di Dio e nella sua salvezza. Oggi che sono state smascherate le ideologie moderne del razionalismo e del nazionalismo, del fascismo e del socialismo, che si sono rivelate false dottrine di salvezza, si è operata una nuova apertura per il Vangelo presso molti popoli e molti uomini. E noi cristiani siamo tenuti, in modo nuovo, a portare la nostra testimonianza al nostro prossimo: per mezzo della nostra preghiera e del nostro impegno personale. Da questa testimonianza dipende non solo l’avvenire dell’umanità, ma anche quello della comunità ecclesiale ed il destino di ogni cristiano. 

Link: http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20180715.shtml

Papa Francesco a Bari: "In Medioriente le radici delle nostre stesse anime"

(credits: Ladisa)
di LUIGI LAGUARAGNELLA - Il monito del Papa all’inizio della preghiera ecumenica con i patriarchi in largo Giannella è un vero e proprio incitamento alla pace, a guardare al Medioriente, perché “lì c’è un tesoro da custodire con tutte le nostre forze, lì ci sono le radici delle nostre stesse anime”.

Il Pontefice ha continuato: “Da lì si è propagata nel mondo intero la luce della fede. Lì sono sgorgate le fresche sorgenti della spiritualità e del monachesimo; si conservano riti unici e ricchezze inestimabili dell’arte sacra e della teologia”.

Accenna, poi, a quello che il Medioriente sta vivendo: “Su questa regione si è addensata, una fitta coltre di tenebre: guerre, violenze, distruzioni e forme di fondamentalismo, migrazioni forzate e abbandono e abbandono, il tutto nel silenzio di tanti e la complicità di molti”. In modo deciso afferma: “Un Medioriente senza cristiani non sarebbe Medioriente”.

La preghiera di questa giornata, continua Bergoglio, “è luce divina che diradi le tenebre del mondo. I cristiani sono luce del mondo, non solo quando tutto intorno è radioso, ma anche quando nei momenti bui della storia non si rassegnano all’oscurità che tutto avvolge e alimentano lo stoppino della speranza con l’olio della preghiera e dell’amore. Perché quando si tendono le mani in preghiera e quando si tende la mano al fratello senza cercare il proprio interesse, arde e risplende il fuoco dello Spirito”.

E conclude: “Su di te sia pace: è il grido dei tanti Abele di oggi che sale al trono di Dio. Vogliamo dare voce a chi non ha voce, a chi può solo inghiottire lacrime, perché il Medioriente tace, piange e soffre, mentre altri lo calpestano in cerca di potere e ricchezze”.

LDCV: domenica 8 luglio 2018 "Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria"

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6,1-6)

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. 
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo. 
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Nella storia, nel quotidiano più ordinario, il Dio eterno si fa prossimo dell’uomo. Attira la sua attenzione e gli invia dei “segni”: per esempio, facciamo l’esperienza inattesa del suo aiuto; incontriamo un uomo che testimonia di lui con forza. La sua preghiera ci coinvolge e noi “prendiamo gusto a essere con Dio”. Ascoltiamo la sua parola in modo nuovo. Scopriamo subito il suo intervento negli avvenimenti della nostra vita e scopriamo sempre più chiaramente il “filo conduttore”. Ma può accadere che talvolta percepiamo l’incontro con lui come una esigenza che ci disturba, che ci irrita e ci provoca. È necessario abbandonare la terra ferma, osar affrontare l’ignoto, forse cambiare. 
E subito ricominciamo a fare questi ragionamenti: Perché dare un senso particolare a tale avvenimento? Non è piuttosto il caso a ordinare tutto, le leggi naturali come gli obblighi sociali? Perché prendere le elucubrazioni del nostro spirito come “messaggi di Dio”? Uno psicologo potrebbe spiegare meglio i diversi motivi delle nostre reazioni. 
Il nostro io percepisce un rischio, e rifiuta, per pigrizia o per autodifesa. Peggio: la nostra vita prende allora una cattiva direzione. 
Gesù viene nella sua città natale. L’interesse che suscita aumenta sempre di più. Il suo insegnamento suscita meraviglia. Da lui emana una saggezza indicibile. Ma molto presto l’attrattiva che egli esercita si altera: La gente è stupita: “Donde gli vengono queste cose? Non è costui il carpentiere?”, rampollo di una famiglia ordinaria? E trasmetterebbe una nuova dottrina? Annuncerebbe una esigenza? 
Era certamente in gioco l’invidia. E soprattutto il “buon senso”. 
È per questa ragione che i contemporanei di Gesù rifiutano di riconoscere l’azione di Dio nell’avvenimento. E non è tutto: deformano l’evento di Cristo e lo trasformano in “scandalo”, in una forza del male che spinge al peccato. Tale interpretazione “tenebrosa” finisce per rassicurarli, dopo una simile provocazione. 
Ecco una tranquillità pagata molto cara! La fede in Dio e la redenzione in Gesù Cristo diventano inaccessibili. Invece, gli abitanti di Nazaret avrebbero dovuto rischiare di abbandonarsi. Soltanto colui che ha una relazione di intimità con il Redentore sarà salvato. Colui che si è blindato nell’autoconservazione rimane chiuso alla salvezza. E sospettare con cattiveria che l’attrazione di Cristo sia una tentazione contro Dio in realtà non fa che rassicurare il suo egoismo, per quanto “ragionevoli” possano apparire i suoi argomenti. 

Link: http://www.lachiesa.it/calendario/Detailed/20180708.shtml

Francesco, quinto Papa in visita a Bari

di NICOLA ZUCCARO - Francesco sarà il quinto Papa che giungerà sabato 7 luglio 2018 a Bari e il quarto che visiterà la Basilica di San Nicola. Prima di Bergoglio, fu solo Benedetto XVI (che venerò più volte da cardinale le reliquie di San Nicola) che tornò nel capoluogo pugliese il 29 maggio 2005 per la conclusione dei lavori del XXIV Congresso eucaristico nazionale con la Santa Messa celebrata presso l'Ansa di Marisabella. Sono stati solo 4 i Papi che hanno reso visita al tempio nicolaiano.

Urbano II (1088-1099) giungerà a Bari una prima volta nel 1089 per riporre le reliquie del Santo sotto l'altare della Cripta. Vi ritornerà nel 1098 per presiedere un sinodo locale, conosciuto come il "Concilio di Bari", al quale parteciperà il futuro Papa Pasquale II che subentrò a Urbano II e che regnò fino al 1118.

Callisto II raggiungerà Bari nel 1120 per liberare Costanza, vedova di Boemondo, dalla prigionia cui l'aveva costretta Grimoaldo. Non è certo se in quella occasione rese omaggio alle reliquie di San Nicola.

Anacleto II (1130-1138), eletto (anti)papa, nel 1130 verrà a Bari per un Concilio che sarà poi celebrato in altra sede. Avrà senz'altro venerato le reliquie del Vescovo di Myra, perchè prima di essere eletto Papa era stato Cardinale-diacono di San Nicola in carcere a Roma.

Innocenzo II (1130-1143) verrà a Bari nel 1137 e scriverà una delle pagine più gloriose della Basilica, quando alla presenza dell'Imperatore Lotario celebrerà solennemente la festa della Pentecoste.

Giovanni Paolo II (1978-2005) verrà pellegrino sulla tomba del Santo, il 26 febbraio 1984, dopo aver pronunciato in Basilica un celebre discorso ecumenico e accenderà, insieme con il Metropolita di Myra Chrysostomos Konstantidinis, la lampada uniflamma.

Questo rito sarà ripetuto da Francesco, sabato 7 luglio 2018, con i Patriarchi quale immagine di una Chiesa in comunione. 

Pedofilia: 12 mesi ad arcivescovo di Adelaide

NEWCASTLE - Un nuovo caso di pedofilia scuote il Vaticano. Condannato l'arcivescovo cattolico di Adelaide, Philip Wilson, a 12 mesi di reclusione per aver coperto un prete pedofilo. Wilson, 64 anni, era stato dichiarato colpevole in maggio da un tribunale di Newcastle, a nord di Sydney.

L'arcivescovo, vice presidente della Conferenza Episcopale Australiana, é il più alto prelato cristiano al mondo ad essere condannato per questo reato. Era imputato di aver tenuto segreti gli abusi sessuali su 4 minori compiuti dal sacerdote James Fletcher negli anni '70.

LDCV: domenica 1 luglio 2018 "Fanciulla, io ti dico: Àlzati!"

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 5,21-43)

In quel tempo, essendo Gesù passato di nuovo in barca all’altra riva, gli si radunò attorno molta folla ed egli stava lungo il mare. E venne uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, come lo vide, gli si gettò ai piedi e lo supplicò con insistenza: «La mia figlioletta sta morendo: vieni a imporle le mani, perché sia salvata e viva». Andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
Ora una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza alcun vantaggio, anzi piuttosto peggiorando, udito parlare di Gesù, venne tra la folla e da dietro toccò il suo mantello. Diceva infatti: «Se riuscirò anche solo a toccare le sue vesti, sarò salvata». E subito le si fermò il flusso di sangue e sentì nel suo corpo che era guarita dal male.
E subito Gesù, essendosi reso conto della forza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi ha toccato le mie vesti?». I suoi discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che si stringe intorno a te e dici: “Chi mi ha toccato?”». Egli guardava attorno, per vedere colei che aveva fatto questo. E la donna, impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. Ed egli le disse: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace e sii guarita dal tuo male».
Stava ancora parlando, quando dalla casa del capo della sinagoga vennero a dire: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, soltanto abbi fede!». E non permise a nessuno di seguirlo, fuorché a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. 
Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava forte. Entrato, disse loro: «Perché vi agitate e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della bambina e quelli che erano con lui ed entrò dove era la bambina. Prese la mano della bambina e le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico: àlzati!». E subito la fanciulla si alzò e camminava; aveva infatti dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. E raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e disse di darle da mangiare.

Ecco due miracoli di Gesù legati uno all’altro. Il loro messaggio è complementare. Si tratta di due donne: una all’inizio della sua vita, l’altra al termine di lunghe sofferenze che la sfiniscono. Né l’una né l’altra possono più essere salvate dagli uomini (vv. 23 e 26). Ma sia l’una che l’altra saranno salvate dall’azione congiunta della forza che emana da Gesù e dalla fede: per la donna la propria fede, per la bambina la fede di suo padre (vv. 34 e 36). Bisogna notare soprattutto che la bambina ha dodici anni (v. 42) e che la donna soffre da dodici anni (v. 25). Questo numero non è dato a caso. C’è un grande valore simbolico poiché esso è legato a qualcosa che si compie. Ci ricordiamo che Gesù fa la sua prima profezia a dodici anni (Lc 2,42 e 49). Gesù sceglie dodici apostoli, poiché è giunto il tempo. Significano la stessa cosa le dodici ceste di pane con le quali Gesù sfama i suoi discepoli (Mc 6,43). E la fine dei tempi è simboleggiata dalle dodici porte della Gerusalemme celeste (Ap 21,12-21). Così come la donna dell’Apocalisse (immagine di Maria, della Chiesa) è coronata da dodici stelle (Ap 12,1). Senza parlare dell’albero della vita originale che si trova, in un parco, al centro della città e dà dodici raccolti. E quando sappiamo che il giorno per Gesù conta dodici ore (Gv 11,9) capiamo che i nostri due miracoli non sono semplici gesti di misericordia, ma che nascondono una rivelazione: essendo giunto il tempo, l’umanità peccatrice (Gen 3,12) è liberata dai suoi mali. Gli uomini non possono fare nulla per lei, e lo riconoscono (v. 35), ma per Dio nulla è impossibile (Lc 1,37). Gesù non chiede che due cose: “Non temere, continua solo ad aver fede” (v. 36).