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Trapani, ritrovato il corpo di Nicoletta: arrestati due giovani

TRAPANI - Sono scattati gli arresti per due persone per l'uccisione di Nicoletta Indelicato, 25 anni, la giovane scomparsa domenica scorsa a Marsala, il cui corpo è stato trovato dagli investigatori in contrada Sant'Onofrio, nelle campagne di Marsala. Si tratta di un 34enne e di una 29enne, indagati per omicidio e soppressione di cadavere. Il decreto di fermo è stato emesso dalla procura di Marsala.

Bufera alla Blutec: arrestati i vertici, sequestrata azienda

(ANSA)
Arresti domiciliari per il presidente del consiglio di amministrazione e l'ad della Blutec di Termini Imerese, la società che si è insediata nell'ex stabilimento Fiat. In corso di esecuzione decreto di sequestro dell'intero complesso aziendale e di beni per oltre 16,5 milioni di euro. Il blitz è scattato nell'ambito di un'attività investigativa coordinata dalla procura della Repubblica di Termini Imerese. 

Contestualmente, è stato emesso un decreto di sequestro preventivo dell'intero complesso aziendale e delle relative quote sociali, nonché delle disponibilità finanziarie, immobiliari e mobiliari riconducibili agli indagati fino all'importo di 16,5 milioni di euro.

Sotto choc gli operai Blutec a Termini Imerese: uomini della Guardia di finanza stanno apponendo i sigilli agli impianti della fabbrica su disposizione della Procura che ha emesso provvedimenti di arresto nei confronti del presidente e dell'amministratore delegato, Roberto Ginatta e Cosimo Di Cursi, per malversazione ai danni dello Stato. I lavoratori stanno assistendo al sequestro da parte dei finanzieri che si trovano negli uffici amministrativi.

Palermo: rapina a mini market sfocia nel dramma: ucciso bandito

PALERMO - Sfocia nel dramma una rapina nel centro storico di Palermo. Un magrebino ha tentato di portare a segno un colpo in un minimarket all'alba di oggi ma in una violenta colluttazione con il gestore del mini market, un cittadino del Bangladesh, ha perso la vita. Ad intervenire in difesa del commerciante anche un suo dipendente. La vittima sarebbe stata presa a bastonate.

Quando gli agenti della Squadra mobile sono intervenuti hanno trovato il rapinatore per terra, un bastone sporco di sangue e alcuni cocci di vetro di una bottiglia in frantumi. Gli investigatori stanno visionando le immagini di una telecamera di sorveglianza per ricostruire la dinamica dell'omicidio.

Sicilia, maxi-operazione antimafia: arrestato ex deputato regionale

TRAPANI - Le forze dell'ordine hanno assestato un durissimo colpo alla riorganizzazione della mafia di Trapani. Sono 25 gli arresti eseguiti nell'intera provincia dai carabinieri su richiesta dei pm della Dda di Palermo. Tra i destinatari della misura restrittiva anche un ex deputato regionale del Pd, accusato di associazione mafiosa e considerato a disposizione del clan nel regno di Matteo Messina Denaro. L'indagine è coordinata dal procuratore capo Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Gianluca De Leo e Claudio Camilleri.

Contestati i reati di associazione mafiosa, scambio elettorale politico mafioso, estorsione, danneggiamento e altro. Duecento i carabinieri in azione nell'operazione denominata "Scrigno" che smantella il mandamento mafioso di Trapani e permette, per la prima volta, di individuare l'articolazione di Cosa nostra di Favignana.

La famiglia trapanese aveva creato una nuova cellula sull'isola di Favignana e tre sono finiti in carcere. Arrestati i fratelli capimafia Francesco e Pietro Virga, figli di Vincenzo Virga boss ergastolano di Trapani, in carcere dal 2001 quando fu arrestato da latitante. I due - secondo le indagini - decidevano le cose importanti della famiglia trapanese e avrebbero raccolto voti per il politico, tre volte parlamentare regionale, nella scorsa legislatura anche deputato questore, in cambio di favori e soldi. Il politico è stato arrestato con l'accusa di associazione mafiosa.

'Mafiabet', affari e giochi online all'ombra di Messina Denaro: 3 fermi

PALERMO - I carabinieri del Comando Provinciale di Trapani, della Compagnia di Mazara del Vallo e del Ros hanno eseguito tre fermi e un sequestro beni per circa 5 milioni di euro. Il fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Dda di Palermo riguarda tre imprenditori nel settore delle scommesse di Campobello di Mazara.

Le indagini hanno permesso di monitorare la rapidissima ascesa imprenditoriale di uno dei tre nel mondo delle scommesse e giochi on line. Ascesa favorita dagli affiliati ai mandamenti mafiosi di Castelvetrano e Mazara del Vallo, che obbligavano i vari esercizi commerciali ad istallare le apparecchiature delle società degli imprenditori, a fronte di pesanti ritorsioni. 

Sono accusati di associazione mafiosa, estorsione e altro.

Sea Watch: Procura di Catania apre inchiesta


CATANIA - La Procura di Catania ha aperto un'inchiesta sullo sbarco di 47 migranti della Sea Watch. Il fascicolo, a carico di ignoti, ipotizza l'associazione a delinquere finalizzata all'agevolazione dell'immigrazione clandestina. Secondo il procuratore Carmelo Zuccaro, "dalle risultanze investigative sul soccorso in mare non è emerso, pertanto, alcun rilievo penale nella condotta tenuta dai responsabili della nave della Ong.

Le indagini, affidate allo Sco della polizia di Roma, alla squadra mobile della Questura e alla guardia di finanza di Catania, sono "finalizzate ad individuare i trafficanti libici e gli scafisti che hanno condotto il gommone poi soccorso dalla Sea Watch 3 ed accertare la liceità della condotta tenuta dai responsabili" della nave della Ong.

Su quest'ultimo punto, le attenzioni degli investigatori si sono concentrate su "alcuni aspetti critici ritenuti meritevoli di approfondimento", costituiti da "un lato dalla scelta della motonave di non dirigersi verso le coste tunisine, come fatto da alcuni pescherecci che in condizioni di mare critiche si erano rifugiati presso quelle coste", dall'altro dalle dichiarazioni rese dal comandante della motonave e dal coordinatore del team sul "non funzionamento del motore e la mancanza di una persona che fosse alla guida del gommone, dichiarazioni che apparivano contraddette da quelle rese da alcuni migranti che hanno invece asserito che il motore del gommone era funzionante al momento del soccorso e che il natante era guidato da uno di loro".

Sea Watch: Guardia costiera emette divieto di avvicinamento


SIRACUSA - Dopo l'intervento di ieri di alcuni parlamentari, saliti a bordo dell'imbarcazione, il comandante della Capitaneria di porto di Siracusa, Luigi D'Aniello, ha emesso un'ordinanza che dispone il divieto di navigazione, ancoraggio e sosta nel raggio di 0,5 miglia dalla posizione della Sea Watch, la nave olandese con 47 migranti ancorata ad un miglio dalla Baia di Santa Panagia.

Il provvedimento, che vieta anche la balneazione, le immersioni e la pesca, è stato sollecitato dal prefetto di Siracusa: "Alla luce di quanto emerso durante l'odierna riunione tenutasi in prefettura in presenza delle forze di polizia", ha richiesto alla Capitaneria di porto di Siracusa "l'adozione di urgenti provvedimenti di disciplina della navigazione e dell'accesso nell'area di mare circostante il punto di fonda dell'unità Sea Watch 3, nell'ambito della baia di santa Panagia, mediante interdizione del tratto di mare interessato in considerazione del fatto che la presenza e/o la navigazione di altre imbarcazioni attorno alla stessa motonave possono creare problemi riguardanti l'ordine pubblico e la sanità pubblica".

Migranti: la Sea Watch è al largo di Siracusa, Toninelli: "Se ne occupi Olanda"


SIRACUSA - La ong Sea Watch 3 è entrata nelle acque territoriali italiane ed è ancorata ad un miglio a largo delle coste di Siracusa, a nord di Punta Maglisi: a renderlo noto la Guardia Costiera italiana. L'ingresso è stato consentito a causa delle cattive condizioni meteo per garantire la sicurezza dei 47 migranti che si trovano a bordo, ormai da una settimana, e della stessa imbarcazione.

L'imbarcazione è affiancata da motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza.

"Per riparare dalle condizioni meteo in ulteriore peggioramento - scrive Sea Watch in un tweet - ci hanno assegnato un 'posto di fonda' a 1,4 miglia dal porto di Augusta, Marina di Melilli, Siracusa. Un 'posto di fonda' invece di un Pos".

"Io fornisco anche un'alternativa: siccome sulla Sea Watch c'è una bandierina olandese che sventola e siccome non mi pare che gli olandesi abbiano ancora detto nulla, trovino la maniera migliore per prendersi in carico i migranti". Lo afferma il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, a margine della commemorazione delle vittime della tragedia ferroviaria di Pioltello

Mafia, Cupola 2.0: due boss pentiti, nuovo blitz


PALERMO - Prosegue l'operazione 'Cupola 2.0' in Sicilia. In queste ore si registra il fermo di sette persone, tra cui i due boss di Ciaculli e San Lorenzo, eseguiti dai carabinieri del Roni e del Comando provinciale, la recente collaborazione dei due capi mandamento Francesco Colletti e Filippo Bisconti.

I due boss hanno ammesso il loro ruolo ai vertici di Villabate e Belmonte Mezzagno; poi hanno confermato la riorganizzazione della commissione provinciale di Cosa nostra, specificando le dinamiche interne, fornendo importanti elementi a sostegno delle accuse nei confronti di Leandro Greco e Calogero Lo Piccolo, nipoti di Michele Greco e Salvatore Lo Piccolo e hanno anche detto di avere preso parte al summit che voleva ridare vigore alla 'Cupola' di Cosa nostra. L'importanza della loro collaborazione viene sottolineata alla procura diretta da Francesco Lo Voi.

L'operazione "Cupola 2.0" il 4 dicembre aveva aveva già assestato un colpo durissimo all'intero gotha della mafia di Palermo, pilastri della rinnovata commissione provinciale. Tra i 46 fermati di allora, il nuovo capo della 'Cupola', l'80enne gioielliere palermitano Settimo Mineo (capo mandamento di Pagliarelli), prescelto, quale più anziano tra i capi mandamento, e una parte dei componenti della commissione provinciale, Francesco Colletti (capo mandamento di Villabate), Filippo Bisconti (capo mandamento di Belmonte Mezzagno) e Gregorio Di Giovanni (capo mandamento di Porta Nuova).

Tir piomba sulla pattuglia della stradale: 3 morti

MESSINA - Dramma sulla Messina-Catania, dove una pattuglia della stradale è stata travolta da un camion. Il grave incidente è costato la vita a tre persone e si è verificato intorno alle 4 del mattino sull'autostrada A18 all'altezza di Itala (Messina). Tra i morti anche un poliziotto, in servizio alla Polizia stradale. L'agente era lì per gestire un altro incidente.

Ancora incerta dinamica. L'incidente si è verificato all'altezza del chilometro 13: secondo una prima ricostruzione, un camion per cause da accertare è finito contro alcune auto tra cui quella della Polizia. Il Tir sarebbe piombato su un furgone proprio mentre l'equipaggio della pattuglia cercava di soccorrere l'autista di un camion fermo sulla corsia di emergenza. Tratto della A18 chiuso, rilievi in corso.

Terrorismo: 15 fermi a Palermo e Brescia


PALERMO - Scacco al terrorismo con l'operazione "Abiad", coordinata dalla procura di Palermo e condotta dai carabinieri del Ros, nelle province di Palermo, Trapani, Caltanissetta e Brescia. I militari hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di 15 indagati. Le accuse vanno dal terrorismo e associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

In particolare il traffico di uomini era molto attivo tra Tunisia e Mazara del Vallo. Ad essere fermati, gli organizzatori della tratta, ma è ricercato il capo dell'organizzazione accusato di aver fatto sui social, su Facebook, propaganda jihadista. La tariffa sarebbe stata di 5 mila dinari, che raddoppiava per coloro che in Tunisia erano latitanti per reati anche di terrorismo.

Le accuse vanno, a vario titolo, dall'istigazione a commettere più delitti in materia di terrorismo all'associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e al contrabbando di sigarette; oltre ad episodi di ingresso illegale di migranti clandestini nel territorio nazionale e all'esercizio abusivo di attività di intermediazione finanziaria, reati questi aggravati dall'averli commessi avvalendosi del contributo di un gruppo organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato. Un pentito avrebbe parlato di "rischio esercito kamikaze in Italia".

Il maltempo non dà tregua all'Italia: correnti dall'Artico, gelo e bufere fino a domenica

ROMA - Italia ancora nella morsa del maltempo, che imperverserà ad ondate fino a domenica con il termometro pronto a salire e scendere anche sensibilmente da un giorno all'altro. Un flusso di correnti fredde presente in quota determinerà nelle prossime ore un rafforzamento dei venti su buona parte dell'Italia, con raffiche di burrasca su diverse regioni.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso una allerta meteo che prevede, a partire dal pomeriggio di oggi, venti forti occidentali con raffiche di burrasca su Sardegna, Sicilia e Calabria centro-meridionale in estensione, dalla serata, a Piemonte, Emilia-Romagna e Lombardia, ma a anche la Puglia sarà interessata da temporali e gelo perdurante.

Secondo i meteorologi di ILMeteo.it un nuovo impulso gelido proveniente dall'Europa nord-orientale si scaglierà tra mertedì e mercoledì verso l'Italia, provocando ancora una volta condizioni di maltempo, soprattutto al Centro-Sud, che entro la notte su mercoledì sarà interessato da precipitazioni diffuse, nevose a quote via via più basse. Un po' ai margini solamente la Toscana, per quanto riguarda le regioni centrali, ma anche tutto il Nord.

Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito, avverte che nella giornata di mercoledì avremo rovesci e temporali ancora frequenti al Centro-Sud, con neve a quote collinari. Interessati soprattutto il medio versante adriatico e i settori meridionali del Paese. Ancora instabilità sulle stesse aree nella giornata di giovedì. Le temperature tenderanno dunque nuovamente ad abbassarsi, non solo sulle regioni centro-meridionali, ma anche su quelle settentrionali.

Etna: 100 sgomberi nell'area. Terra trema ancora

CATANIA - Il sindaco di Zafferana Etnea, Alfio Vincenzo Russo, ha firmato un centinaio di ordinanze di sgombero per inagibilità, totale o parziale, delle case causata dal sisma di Santo Stefano. A renderlo noto il Comune sottolineando che i proprietari degli immobili inutilizzabili potranno "attingere al Contributo di autonoma sistemazione la cui entità varia a seconda del numero di componenti del nucleo familiare".

Fino ad ora sono 1.322 i sopralluoghi eseguiti fino per la verifica dell'agibilità delle costruzioni a Zafferana Etnea - soprattutto nelle frazioni maggiormente colpite dal movimento tellurico: Fleri, Poggiofelice e Pisano - a fronte di 2.289 richieste.

Al momento gli immobili agibili sono 566, quelli parzialmente agibili 364 e 392 gli edifici inagibili. Gli sfollati sono 501, e sono alloggiati in alberghi grazie alla convenzione stipulata con la Regione siciliana. La via Vittorio Emanuele, strada principale che attraversa l'abitato di Fleri, resta ancora chiusa per alcune criticita' post terremoto non ancora del tutto risolte. Intanto la terra stamattina ha continuato a tremare: due scosse sono state rilevate a Milo, alle 6.15 e alle 6.42, di magnitudo, rispettivamente, di 2.4 e 2.2.

Trema il Siracusano: scossa più forte di magnitudo 3.2

ROMA - Prosegue l'intenso sciame sismico in in Sicilia ma stavolta più a sud dell'area etnea, nel Siracusano. Registrate nella notte ben tre scosse di la cui più forte di magnitudo 3,2. L'Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha localizzato l'epicentro di quest'ultima a due chilometri da Sortino e una profondità di 6 chilometri.

La prima, di magnitudo 2,7, è stata registrata alle 2:45. La seconda, la più forte con 3,2, è arrivata due minuti dopo, alle 2:47 e la terza alle 2:49, con magnitudo 2,7, con un epicentro più spostato sulla costa siracusana.

Nuove scosse nell'area dell'Etna: la più forte è di magnitudo 3,5

ROMA - Non si ferma lo sciame sismico nell'area etnea, dove alle 5,10 è stata registrata una scossa di magnitudo 3,5 con epicentro a 7 km da Ragalna, nel Catanese. Nella notte l'Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato nell'area altre sette scosse in sette ore, con una magnitudo compresa tra 2,3 e 3,0.

Etna: quasi 5mila richieste di sopralluoghi

PALERMO - Prosegue l'opera dei tecnici incaricati di verificare le abitazioni danneggiate dal terremoto di magnitudo 4.8 nel giorno di Santo Stefano che ha colpito i comuni alle pendici dell'Etna: sono salite a 4.733 le richieste di sopralluoghi, 1.265 sono state già eseguite. Al momento sono risultate inagibili 338 case, 337 parzialmente agibili e 590 quelle agibili.

Controllate anche 47 strutture scolastiche: 38 sono risultate agibili, 7 parzialmente inagibili, due non agibili. Rimane invariato il numero degli sfollati, 1.096 cittadini: sono 300 quelli che hanno fatto ricorso a sistemazioni autonome e 794 quelli ospitati in alberghi convenzionati con la Regione siciliana; due le persone ospitate in strutture pubbliche.

“A grandi linee, la Sicilia è ubicata in corrispondenza dello scontro tra la placca africana e quella euroasiatica, ciò spiega l’elevata sismicità dell’area che in passato è stata causa di terremoti distruttivi: nel 1693 (54.000 vittime), nel 1908, nel 1968 e nel dicembre 1990”. Lo afferma Fabio Tortorici, Presidente della Fondazione Centro Studi CNG in merito alla forte scossa di terremoto di magnitudo 4.6 che si è registrata il 6 ottobre alle 2:34 con epicentro a Santa Maria di Licodia, in provincia di Catania, a una profondità di nove chilometri. Il sisma può essere collegato a una ripresa dell’attività eruttiva dell’Etna? “La raccolta di dati geofisici in atto, - risponde Tortorici - ci permetterà di stabilire se l’evento, nella notte tra venerdì e sabato, è un terremoto di natura tettonica o vulcanica e quali sono stati i meccanismi di rottura che lo hanno generato e soprattutto se si stanno verificando fenomeni di ricarica delle tensioni vulcaniche. Per ora, è certo che il sisma non è scaturito direttamente dall’interno del principale condotto vulcanico. I geologi dell’INGV a breve verificheranno se il terremoto è collegato al movimento di masse magmatiche periferiche. In ogni caso, nell’area etnea si è sempre delineata una complessa interazione tra le strutture crostali tettoniche e la struttura del vulcano”.

Etna, due scosse nella notte


ROMA - Trema ancora il Catanese. Sono due le scosse di terremoto di magnitudo 2.9 registrate nella notte in provincia di Catania. Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), la prima è avvenuta a 00:36 con epicentro vicino Adrano mentre la seconda alle 4:12 non lontano da Ragalna e Zafferana Etnea. Non si segnalano ulteriori danni a persone o cose.

Terremoto nel Catanese: Governo stanzia 10 milioni e dichiara lo stato d'emergenza

ROMA - "Avevamo promesso che in Consiglio dei ministri avremmo varato lo stato di emergenza e così è stato. Sono stati stanziati i primi dieci milioni di euro per l'emergenza". A sottolinearlo il vicepremier Luigi Di Maio in un video su Facebook, insieme al capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. Il vicepremier ha ricordato di aver visitato i luoghi colpiti dall'eruzione dell'Etna nella zona del catanese.

"Cominceremo ad aiutare da subito le persone in difficoltà", ha evidenziato Di Maio, "questo è solo un primo passo. C'è ancora tanto da fare. Noi manteniamo le promesse non solo con le parole, ma anche con i fatti: nessuno verrà lasciato indietro".

"I soggetti attuatori saranno i sindaci", spiega il vicepremier a proposito degli stanziamenti, "inoltre è già stata firmata l'ordinanza di protezione civile".

Sisma a Catania: intenso sciame sismico vicino l'Etna

CATANIA - Un intenso sciame sismico sta interessando il Catanese a seguito dell'attività dell'Etna. Nella notte l'Ingv, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha registrato una decina di scosse con magnitudo superiore a 2 ma non si registrano ulteriori danni e la notte è passata abbastanza tranquilla per gli abitanti della zona. La scossa più forte è stata avvertita in mattinata intorno alle 7,15 di magnitudo 2,7 ed è stata riscontrata nella zona di Adrano a 4 chilometri di profondità.

L'Etna si risveglia: terremoto 4.8 a Catania, feriti

(ANSA)
CATANIA - L'Etna torna a far paura. Sono 28 le persone rimaste ferite a causa dei danni causati dalla scossa di terremoto di magnitudo 4.8 sul vulcano verificatasi nella notte.  E' quanto emerso dalle due riunioni che si sono tenute, alle 4.30 e alle 6:00, del Centro coordinamento soccorsi convocato dal prefetto di Catania, Claudio Sammartino.

Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a solo 1 km di profondità ed epicentro vicino ai comuni di Viagrande e Trecastagni. Gente in strada, soprattutto famiglie con bambini piccoli, nei paesi vicini all'epicentro. Il terremoto è stato leggermente avvertito anche a Taormina, nel Siracusano e nel Ragusano. Nelle ultime ore l'Etna ha fatto registrare un'ulteriore impennata dei valori dei tremori dei suoi condotti magmatici interni, segnale della presenza di grande 'energia' e di magma in movimento che spinge sulle pareti dell'edificio vulcanico.

Momenti di paura anche durante i soccorsi: oltre ai due feriti registrati nella casa di Fleri, nella stessa frazione di Zafferana Etnea un 80enne è stato estratto da soccorritori dalle macerie della sua abitazione dove il sisma lo ha sorpreso nel sonno: portato in ospedale con un'ambulanza è stato accettato nel pronto soccorso in codice verde per delle contusioni alla testa. Lo stesso per un abitante di Pisano. Registrati a Pennisi dei crolli nella chiesa del paese, ma senza danni alle persone.

"Vivi per miracolo", ripete una famiglia di 4 persone - madre, padre e due figli minori - dopo che le pareti della loro casa sono crollate per il terremoto avvenuto alle 3:19 a nord di Catania. Sono due i feriti in maniera lieve: escoriazioni e un po' di sangue. "Eravamo a letto - ricostruisce il capo famiglia -, ci siamo svegliati di soprassalto e visto le pareti crollarci addosso. Per fortuna i mobili ci hanno protetti dalle macerie: siamo vivi per miracolo". Altre antiche costruzioni sono crollate a Fleri, Santa Venerina e Zafferena Etna.

Sopralluogo del capo della Protezione Civile Borrelli nelle zone colpite dal sisma per fare il punto dei danni, e pianificare gli interventi di assistenza alla popolazione e di verifica dell' agibilità degli edifici. Il prefetto Sammartino ha fatto aprire scuole e palestre comunali per accogliere le persone che non possono o non vogliono rientrare nella propria casa, perché inagibile o per paura. L'assistenza è stata delegata alla Croce rossa.

Chiuso precauzionalmente al traffico un tratto dell'autostrada Catania-Messina, la A18, per la presenza di 'lesioni' sospette sull'asfalto createsi dopo il terremoto. Il blocco si registra tra i caselli di Acireale e Giarre. L'eventuale riapertura sarà decisa dopo sopralluoghi e verifiche su sicurezza e stabilità del tratto autostradale al momento chiuso al traffico. L'eruzione sull'Etna, ancora in piena attività, e l'intensa attività sismica sul vulcano al momento non hanno alcun impatto sull'attività dell'aeroporto internazionale di Catania, che è pienamente operativo.