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Taser, Salvini: buone notizie da Milano e Catania

ROMA - Sperimentazione del Taser, "altre buone notizie". Lo evidenzia su un post Facebook il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. "Dalla Lombardia alla Sicilia, la Polizia di Stato ha risolto - senza rischi né feriti - altre due situazioni - spiega il ministro sul social - A Milano un maliano che passeggiava brandendo un coltello è stato 'convinto' a lasciare l'arma, senza bisogno di usare fino in fondo lo strumento (è bastato fargli sentire il crepitio). Idem a Catania, dove un clandestino nigeriano mezzo nudo spaventava i passanti con due coltelli: per calmarlo i poliziotti hanno mostrato il Taser e l'africano si è arreso. Grazie alla Polizia di Stato! Siamo sempre più convinti che questa sperimentazione vada estesa anche alle forze dell'ordine che lavorano nelle stazioni e nelle carceri, oltre che alla Polizia Locale".

Diciotti: Salvini indagato per sequestro aggravato. Stop di Bonafede

Il ministro Salvini è indagato per sequestro aggravato. I magistrati palermitani hanno modificato le contestazioni ipotizzate inizialmente dalla Procura di Agrigento nei confronti del ministro, Matteo Salvini, contestandogli il reato di sequestro di persona aggravato. Il capo di Gabinetto Piantedosi non risulta indagato.

Attacca Salvini che apre in diretta Facebook la busta consegnatagli da carabinieri e inviata dalla Procura di Palermo. "Non mi ritengo nè un sequestratore nè un eversore. E magari mi assolvono", dice, poco prima di aprire il plico.

"Qui c'è la certificazione che un organo dello Stato indaga un altro organo dello Stato, con la piccolissima differenza che questo organo dello Stato, pieno di difetti e di limiti, per carità, è stato eletto, altri non sono eletti da nessuno", dice ancora Salvini

"Grazie ai magistrati, grazie al procuratore di Genova, grazie a tutti: mi date solo più forza", ha affermato ancora il ministro. "Sono pronto ad andare dai magistrati domani, a farmi ascoltare: mi costituisco", ha detto leggendo l'avviso di garanzia. "Mi accusano di sequestro di persona - ha aggiunto - e i migranti in gran parte si sono dileguati". "Sono preoccupato? No. Né per questa vicenda né per quella di Genova" sui fondi della Lega. "Non mollo, finché me lo chiedono gli italiani", ha aggiunto. "E se domani in Italia dovesse arrivare un'altra nave di clandestini, in Italia non sbarca".

STOP DI BONAFEDE - "Il ministro può ritenere che un magistrato sbagli ma rievocare toghe di destra e di sinistra è fuori dal tempo - ha commentato il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede - . Non credo che Salvini abbia nostalgia di quando la Lega governava con Berlusconi. Chi sta scrivendo il cambiamento non può pensare di far ritornare l'Italia nella Seconda Repubblica".

ANM: "DICHIARAZIONI INCOSTITUZIONALI" - Le dichiarazioni di oggi del Ministro dell'Interno, intervenute dopo la notifica degli atti da parte della Procura di Palermo in merito alla vicenda della nave Diciotti, rappresentano un chiaro stravolgimento dei principi costituzionali - afferma l'Anm in una nota -, che assegnano alla magistratura il compito e il dovere di svolgere indagini ed accertamenti nei confronti di tutti, anche nei confronti di chi è titolare di cariche elettive o istituzionali.

Palermo, aggressione a migranti: 7 migranti

PALERMO - Sono sette le persone finite arrestate dai carabinieri di Partinico, nel Palermitano, con l’accusa, a vario titolo, di lesioni e violenza privata, aggravati dalla finalità dell’odio etnico e razziale, commessi ai danni di 6 giovani extracomunitari. I militari hanno eseguito un’ordinanza del gip del locale Tribunale: dei 7 indagati (tra i quali 2 donne) 4 sono finiti in carcere e 3 agli arresti domiciliari.

L’indagine della Procura di Palermo è partita dopo la denuncia presentata lo scorso 16 agosto dalle vittime, sei giovani migranti di origine gambiana ospiti della comunità/alloggio “Mediterraneo” di Partinico e un’educatrice dello stesso centro: avevano raccontato di essere stati assaliti, con futili pretesti e senza alcun valido motivo, da un gruppo di italiani la sera del 15 agosto, mentre si trovavano in località “Ciammarita” di Trappeto per i festeggiamenti del Ferragosto.

In particolare, secondo quanto ricostruito, i giovani extracomunitari erano stati avvicinati da alcuni degli arrestati in prossimità della spiaggia di Trappeto, insultati e aggrediti con violenza, nonché apostrofati con frasi a sfondo razziale. Anche dopo essere riusciti a salire sull’automezzo della loro comunità, che li attendeva nei pressi del luogo dell’aggressione per riportarli nella struttura, erano stati inseguiti in auto dai loro aggressori assieme ai loro familiari, fino al centro abitato di Partinico, dove erano stati raggiunti, bloccati e costretti a scendere dal veicolo, per poi essere nuovamente aggrediti violentemente con calci, pugni, bastoni e pietre.

Per l’aggressione i giovani extracomunitari (cinque dei quali minorenni) e l’educatrice della comunità avevano tutti riportato lesioni e contusioni con prognosi tra i quattro e i venti giorni.

Travolge con l'auto i vicini: in manette bracciante

CATANIA - E' stato preso l'uomo che venerdì scorso aveva intenzionalmente travolto con l'auto alcuni vicini di casa, uccidendo una donna e ferendo altre sette persone. Si tratta di un bracciante, che è stato intercettato dopo la segnalazione ai carabinieri di un cittadino che lo aveva visto rientrare a piedi a Palagonia, nel Catanese, luogo del dramma. L'uomo, secondo quanto si è appreso, avrebbe agito in seguito a vecchie ruggini con i vicini di casa.

Sicilia, travolge vicini con l'auto: anziana muore e 7 feriti

CATANIA - Dramma in Sicilia. Una donna di 87 anni, Maria Napoli, è morta e altre sette persone sono rimaste ferite, due delle quali in maniera grave, dopo essere state travolte più volte con un'auto da un vicino di casa. E' accaduto la notte scorsa a Palagonia (Ct). Le vittime erano sedute su tavoli in una strada chiusa quando l'uomo, forse anche per vecchi contrasti di vicinato, è salito sulla vettura e volontariamente le ha più volte travolte ed è fuggito.

“E’ stato certamente un gesto volontario: ha travolto le famiglie dei vicini con l’auto e poi ha fatto marcia indietro cercando di colpire le persone”. A dichiararlo a Sky TG24 il procuratore di Caltagirone, Giuseppe Verzera, in merito all’investimento.

Il guidatore dell’auto killer si è dato alla fuga ed è ricercato. “Lo stiamo cercando e lo assicureremo alla giustizia. Quando avrò chiara la dinamica dell’accaduto valuterò cosa contestare e non escludo il reato di tentativo di strage”, ha detto ancora il procuratore Verzera.

Nave Diciotti: sbarcati tutti i migranti

(credit: Ansa)

CATANIA - È stato completato lo sbarco dei 137 migranti a bordo della nave Diciotti, dopo 5 lunghi e intensi giorni che hanno messo l'Italia in primo piano sul piano internazionale.

I primi a scendere dal pattugliatore della guardia costiera, finora rimasto ormeggiato nel molo di Levante presso il porto di Catania, sono stati 12 giovanissimi.

Tutti i 137, dopo l'identificazione, saranno smistati fra Chiesa italiana, Albania ed Irlanda, in gruppi rispettivamente da 100, 20 e 20 unità.

Nave Diciotti, ispettori sanitari a bordo

(credits Ansa)

CATANIA - L'ufficio di Sanità marittima di Catania ha ordinato lo sbarco immediato dalla nave Diciotti di 11 donne e 5 uomini, di cui due con sospetta tubercolosi. Ci sarebbe, a quanto si è appreso, l'ok anche del ministero dell'Interno.

"C'è assoluta tranquillità e non cambia la linea della fermezza". Sui migranti a bordo della nave Diciotti la linea del Viminale, secondo quanto apprende l'ANSA, non cambia. Matteo Salvini conferma la tranquillità e sottolinea di essere al lavoro, "con buone prospettive", per "una soluzione positiva" del caso. "Ogni denuncia è per me una medaglia al valore", ha detto. (ANSA)

Diciotti: minori scesi dalla nave Diciotti: minori scesi dalla nave


CATANIA - Sono scesi tutti dalla nave Diciotti, ancorata nel porto di Catania, i minorenni che si trovavano a bordo dell'imbarcazione della Guardia costiera. In tutto si tratta di 27 minori non accompagnati. A dare il via libera era stato il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, dopo l'ispezione effettuata a bordo dal procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, e i numerosi appelli, tra cui quello della Procura per i minori del Tribunale di Catania che aveva inviato una richiesta ufficiale. I minori sbarcati saranno ora accompagnati in strutture di accoglienza, mentre resta incerto il destino degli adulti rimasti a bordo.

Lite condominiale sfocia in una strage. Arrestato un 60 enne per l'omicidio del proprio vicino


Quella che sembrava poter essere soltanto l'ennesima lite condominiale, è sfociata invece in una tragedia. Un uomo di 43 anni, Cosimo D'Aleo, è stato ferito a morte da un 60 enne, con dei colpi di pistola, nella borgata marinara di Sferracavallo, a Palermo. I due uomini, entrambi inquilini dello stesso palazzo, erano ai ferri corti, e litigavano da mesi per diverse questioni di vicinato. Martedì sera dopo l'ennesima discussione, questa volta causata dal fumo del barbecue di D'Aleo, si è trasformata in una strage. L'assassino è stato rintracciato e arrestato. Interrogato, ha confessato di essere l'autore del delitto.

Scompare a 73 anni Rita Borsellino

PALERMO - Se ne è andata a a 73 anni Rita Borsellino. La sorella del magistrato tragicamente scomparso si è spenta oggi a Palermo dopo una lunga malattia. Ad esprimere "Grandissimo dolore" Leoluca Orlando, che ricorda la sorella del magistrato vittima della mafia nel '92 dicendo che "con la sua dolce determinazione ha combattuto tante battaglie non solo di legalità e civiltà nella nostra Isola e nel nostro Paese".

"Rita - prosegue il sindaco di Palermo - ha saputo trasformare la tragedia e la violenza che hanno colpito la sua famiglia in impegno civile; un impegno che ha contribuito a trasformare Palermo e che rimarrà scolpito nella storia e nella memoria di questa città. In questo momento triste sono vicino alla sua straordinaria famiglia, cui va un caloroso abbraccio".

Le 'mani' di Cosa nostra sul mercato ortofrutticolo di Palermo, confiscati 150 milioni

PALERMO - Cosa nostra aveva pian piano messo radici sul mercato ortofrutticolo di Palermo, su un impero da 150 milioni di euro. La Dia di Palermo ha eseguito la confisca di un ingente patrimonio sottratto a due imprenditori, ritenuti contigui alla mafia. Il provvedimento è della sezione Misure di prevenzione del Tribunale palermitano.

In particolare le indagini hanno fatto luce sull'infiltrazione della criminalità organizzata nel Mercato ortofrutticolo del capoluogo, sia direttamente sia attraverso prestanome, sotto l'influenza della potente cosca dell'Acquasanta capeggiata dai Galatolo.

I due imprenditori, titolari di vari stand, avevano monopolizzato l'attività del mercato attraverso i servizi forniti dalla Cooperativa Carovana Santa Rosalia, attiva nella compravendita di merce e servizi come facchinaggio, parcheggio, trasporto e vendita di cassette di legno e materiale da imballaggio. Posti sotto sequestro numerosi fabbricati, appartamenti, terreni, negozi e magazzini, quote di partecipazione societaria, autocarri, auto e moto veicoli e diversi rapporti bancari e rapporti finanziari.

Siracusa, si finge interessato ad acquisto immobile e la violenta

SIRACUSA - Nuovo caso di violenze sulle donne dalla Sicilia. Un romeno è stato arrestato a Francofonte, alle porte di Siracusa, con l'accusa di aver aggredito e violentato una donna dopo essere entrato con un pretesto nella sua abitazione.

La vittima è una 38enne di nazionalità straniera, che aveva messo un annuncio per la vendita di alcuni mobile e il romeno, un giovane di 24 anni, si è presentato dicendo di essere interessato. Una volta in casa, ha violentato la donna. La straniera ha sporto subito denuncia ai carabinieri e ha fornito una descrizione del suo aggressore, che e' stato rintracciato e arrestato dai militari.

Ragusa, botte e rapine ai gay: 3 arresti

RAGUSA - Tre persone sono finite in manette a Vittoria, nel Ragusano, per rapine, estorsioni, lesioni gravi e violenza privata: di fatto di notte picchiavano e rapinavano gay in cerca di un partner occasionale. L'operazione chiamata 'Zona' dal nome dell'area industriale della città in cui sono avvenute le aggressioni, ha visto impegnati 30 poliziotti.

La prima rapina della banda risale a giugno, quando i tre hanno aggredito, ferito e rapinato un uomo: uno dei rapinatori si è avvicinato alla vittima, convincendolo a spostarsi in un angolo piu' appartato e una volta lì sono sopraggiunti due complici che hanno portato via tutto alla vittima e l'hanno costretto a recarsi a un bancomat ad Acate per prelevare altro denaro, insultandolo con frasi omofobe.

Dopo appena tre giorni da questa cruenta rapina, gli indagati ne consumavano un'altra sempre nella zona industriale e sempre a persone che cercavano partner occasionali. Preso il guinzaglio del cane di una vittima, trovato in macchina, l'hanno colpita ripetutamente, ripetendo sempre gli stessi insulti omofobi. Altre persone sono state aggredite e ferite oltre che derubate di ogni oggetto di valore.

L'analisi delle immagini di impianti di videosorveglianza ha agevolato l'indagine della polizia che in poco tempo, grazie anche alla collaborazione delle vittime, ha individuato i tre, che sono ora rinchiusi nel carcere di Ragusa. 

Mafia: confiscati beni per 400 mln ad ex deputato siciliano

PALERMO - Maxi-confisca di beni della Dia per un valore stimato di 400 milioni di euro all'ex deputato regionale siciliano Giuseppe Acanto, 58 anni, ritenuto legato ai vertici del clan mafioso di Villabate (Palermo).

Il provvedimento, emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale su proposta del direttore della Dia, giunge al termine di indagini secondo cui Acanto gestiva la contabilità di società riconducibili alla famiglia mafiosa di Villabate.

Secondo la Dia, Acanto fin dagli anni '90 era socio in affari illeciti con Giovanni Sucato, il cosiddetto "mago dei soldi" che, dopo aver truffato migliaia di persone, tra cui anche alcuni appartenenti a Cosa nostra, sparì con un ingente capitale e venne trovato morto nella sua auto bruciata nel 1996.

All'epoca Acanto, dopo aver subito l'incendio del suo studio professionale, si rese irreperibile. Nel 1994, dopo essere stato "perdonato" grazie alla mediazione di elementi di spicco della famiglia di Villabate, riprese l'attività di commercialista, dedicandosi alla costituzione di società in nome e per conto degli uomini d'onore.

In tale ambito, riuscì a trovare interlocutori privilegiati all'interno dell'amministrazione del Comune di Villabate (in seguito sciolto per infiltrazioni mafiose), tanto da farsi nominare direttore del Mercato ortofrutticolo. Avvicinatosi all'attività politica, si occupò di sviluppare ogni operazione economica d'interesse del clan di Villabate, come la costruzione di un centro commerciale.

Candidato alle elezioni regionali del 2001 con la lista Biancofiore, risultò il primo dei non eletti ma a seguito delle dimissioni di un parlamentare ottenne poi il seggio all'Assemblea regionale siciliana.

La confisca ha riguarda beni mobili e immobili, rapporti bancari, l'intero capitale sociale e i compendi aziendali di varie società, e quote societarie per un valore complessivo di oltre 400 milioni di euro. Acanto, inoltre, è stato ritenuto dal Tribunale di Palermo "socialmente pericoloso" e per questo sottoposto alla sorveglianza speciale di P.S. per 4 anni a partire dal 2018.

Palermo, sequestrata nave con 20 tonnellate di hashish

PALERMO - Sequestrati dai finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo, con il supporto operativo del gruppo aeronavale di Messina e la collaborazione del servizio centrale investigazione criminalità organizzata oltre 20 tonnellate di hashish, 400 mila litri di gasolio e la nave che li trasportava, 'Remus', battente bandiera panamense. Le Fiamme Gialle hanno arrestato i componenti dell'equipaggio: 11 persone del Montenegro. A coordinare l'operazione la Dda di Palermo. La nave, abbordata in acque internazionali, è stata scortata nel porto di Palermo per l'ispezione.

Mutilavano gambe e braccia migranti per truffare le assicurazioni: 11 fermati a Palermo

PALERMO - Storia dell'orrore dalla Sicilia: mutilavano braccia e gambe a migranti e altre vittime compiacenti per truffare le assicurazioni. La Polizia di Stato ha fermato 11 persone nell'ambito di un'operazione che ha sgominato "due pericolosissime organizzazioni criminali dedite alle frodi assicurative". Coinvolto anche un infermiere dell'ospedale Civico di Palermo.

"Le due associazioni criminali disarticolate dalla Polizia di Stato con le indagini dirette dalla Procura di Palermo hanno evidenziato la particolare cruenza degli adepti delle due organizzazioni che scagliavano pesanti dischi di ghisa come quelli utilizzati nelle palestre sugli arti delle vittime, in modo da procurare delle fratture che spesso menomavano le parti coinvolte costringendole anche per lunghi periodi all'uso di stampelle e a volte alla sedia a rotelle", ha spiegato la Questura.

E' stata ricostruita, grazie alle indagini condotte nell'ambito dell'operazione "Tantalo" sulle truffe alle assicurazioni con le mutilazioni degli arti, anche la triste vicenda di un cittadino tunisino, trovato morto su una strada alla periferia di Palermo, nel gennaio del 2017.

La morte, in un primo momento considerata conseguenza di un sinistro stradale, in realtà era stata determinata dalle fratture multiple provocate da appartenenti ad una delle due associazioni criminali coinvolte nelle truffe proprio per inscenare un finto incidente.

La spettacolare tromba marina al largo della costa di Pantelleria


Una spettacolare tromba marina si è verificata sabato 4 agosto 2018. Il filmato è cortesia della pagina Facebook ILovePantelleria…

Messina, maxi-operazione Dia: in manette imprenditori e politici

CATANIA - La Dia di Messina, sin dalle prime ore del mattino, in sinergia con il centro Operativo di Catania, supportata dai Centri e Sezioni di Reggio Calabria, Palermo, Bari, Roma, Caltanissetta, Catanzaro ed Agrigento, sta dando esecuzione a numerose ordinanze cautelari, emesse dal Gip presso il Tribunale di Messina, nei confronti di esponenti di spicco della politica cittadina e della criminalità peloritana, nonché imprenditori e faccendieri di origine messinese.

Sono in atto contestualmente - si apprende in una nota - anche ingenti sequestri che colpiscono diverse imprese e beni immobili, per un valore di numerosi milioni di euro. L’attività d’indagine denominata “Terzo livello” è stata coordinata dalla Procura della Repubblica-DDA di Messina, diretta dal Procuratore Capo Maurizio De Lucia, ed ha evidenziato, in sintesi, una rete di rapporti clientelari/affaristici nella gestione della cosa pubblica.

Tra le persone coinvolte a vario titolo anche l'ex presidente del consiglio comunale di Messina, imprenditori ed esponenti di società miste messinesi. All'ex presidente è contestato il reato di associazione a delinquere ed altro.

Le indagini della Dia coordinata dalla procura diretta dal procuratore Maurizio de Lucia hanno riguardato quattro anni di gestione della cosa pubblica svelando una rete di rapporti clientelari e affaristici nella gestione della cosa pubblica. In corso ingenti sequestri che colpiscono imprese e beni immobili, per un valore di numerosi milioni di euro.

Senegalese indagato nel Palermitano: indagato aggressore

PALERMO - Risulterebbe indagato il 34enne di Partinico per il pestaggio del senegalese diciannovenne Khalifa Djembe, picchiato al grido di "vattene sporco negro" a Partinico (Palermo). L'uomo è stato denunciato dai carabinieri per lesioni con l'aggravante dell'odio razziale: sarebbe uno degli aggressori.

Stamattina il 34enne è stato condotto nella caserma dei carabinieri di Partinico che indagano sul caso di razzismo, per essere interrogato. Il giovane senegalese vive in una comunità e serviva ai tavoli di un bar quando sarebbe stato insultato e poi aggredito da un gruppo di abitanti del posto.

Falegname ucciso: arrestato marito dell'amante

PALERMO - Secondo gli investigatori sarebbe chiaro il movente passionale nell'omicidio del falegname Nicolò Bifara, 46 anni, ucciso ieri a Partinico, in provincia di Palermo. La polizia, nella tarda serata di ieri, dopo una rapida indagine, ha arrestato Leonardo Celestre, 50 anni, colpito da provvedimento di fermo emesso dalla Procura di Palermo.

I poliziotti sono risaliti all'indagato grazie a un amico di Bifara, testimone dell'omicidio, commesso in contrada Margi. Celestre aveva risentimento nei confronti di Bifara perché questi avrebbe avuto una relazione con sua moglie.