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Palermo, scatta l'Operazione Delirio: arresti e sequestri

PALERMO - E' scatta a Palermo l'"Operazione Delirio" contro la criminalità organizzata. Il Nucleo di Polizia Valutaria della Guardia di finanza, coordinato dalla Dda di Palermo ha eseguito 28 arresti, perquisizioni e sequestri di società e immobili per diversi milioni di euro. I dettagli dell'operazione nel corso di una conferenza stampa alle 11 presso la sede del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria di Palermo.

In tutto 28 arresti, di cui 24 in carcere e 4 ai domiciliari. Boss, gregari, prestanome e professionisti, come un avvocato finito ai domiciliari. Nella rete anche 19 indagati - tra cui il titolare di un bar della borgata marinara di Mondello - per i quali è stato disposto il divieto di dimora in città. Un duro colpo assestato ai nuovi progetti di rinascita di Cosa nostra e ai suoi affari.

Sbarcati i 67 migranti sulla Diciotti, tensioni Colle-Viminale

TRAPANI - Dopo una lunga attesa si è svolto velocemente lo sbarco dei 67 migranti ospiti della nave Diciotti. Sono scesi in poco più di 40 minuti. Determinante l'intervento del Colle che ha interloquito con Palazzo Chigi e che ha portato il premier Conte all'annuncio: "lo sbarco inizierà stasera".

Sulla Diciotti "andrò fino in fondo fino a quando qualcuno non verrà assicurato alla giustizia". Lo ha detto il ministro dell'Interno Matteo Salvini a Rtlm sottolineando di essere "ministro dell'Interno e farò di tutto per difendere la sicurezza degli italiani, quello che sto facendo è bloccare partenze, sbarchi e morti".

"Io credo che se il presidente è intervenuto bisogna rispettare le sue decisioni", ha dichiarato il vicepremier Luigi Di Maio, rispondendo ad una domanda sulla vicenda dei migranti sulla Diciotti ad Agorà su Rai tre.

Se Salvini "abbia esagerato o meno non mene frega niente, la cosa importante è che con l'intervento del presidente si sia sbloccata la situazione".

"Io penso - ha aggiunto - che abbia competenza la magistratura, ma deve esserci un messaggio chiaro: i cittadini si aspettano che la giustizia trionfi sempre e in questi casi bisogna accertare che (se ci sono stati degli illeciti ndr) le persone siano individuate e perseguite".

Trapani: arriva la Diciotti con 67 migranti

TRAPANI - E' pronta ad approdare nel porto di Trapani, al molo Ronciglio, la nave 'Diciotti' della Guardia costiera con 67 migranti trasbordati domenica dal mercantile italiano Vos Thalassa.

Nei programmi l'approdo era stato stabilito verso le 8, ma nel corso delle ore ha subito uno slittamento - forse intorno alle 10 - per consentire alle forze dell'ordine salite ieri a bordo di mettere insieme gli elementi e le testimonianze raccolte durante le operazioni di identificazione dei protagonisti delle tensioni che hanno determinato il trasferimento dal cargo.

Sul molo sono arrivati gli agenti e i blindati della polizia. Presenti anche numerosi giornalisti. Accanto i tendoni per accogliere i migranti. "La nave è vicina - si apprende da una fonte della polizia - ma stanno definendo alcune cose, quindi c'e' ancora qualche incertezza sui tempi".

Loris: confermata condanna a 20 anni per Veronica

CATANIA - La Corte d'assise d'appello di Catania ha condannato a trent'anni di reclusione Veronica Panarello. E' la sentenza pronunciata dalla Corte d'assise d'appello di Catania per l'uccisione e l'occultamento del cadavere del figlio Loris, 8 anni, assassinato con delle fascette di plastica il 29 novembre del 2014 nella loro casa di Santa Croce Camerina. I giudici, accogliendo la richiesta dell'Accusa, il Pg Maria Aschettino e il Pm Marco Rota, hanno confermato la decisione di primo grado emessa il 17 ottobre del 2016 dal Gup di Ragusa, Andrea Reale, col rito abbreviato.

"E' colpa tua, ti ammazzo con le mie mani. Sei contento adesso?". Sono le parole pronunciate da Veronica Panarello che ha reagito urlando in aula rivolta al suocero alla lettura della sentenza della Corte d'Assise d'Appello di Catania che ha confermato la sua condanna a trent'anni di reclusione per l'omicidio del figlio Loris.

La donna ha sempre sostenuto che ad assassinare il bambino sarebbe stato Andrea Stival perché il bambino aveva scoperto una loro presunta relazione.

Borsellino, Corte Caltanissetta: tra più gravi depistaggi storia Italia

"Uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana" con protagonisti uomini dello istituzioni. La corte d'assise di Caltanissetta usa parole durissime anche nei confronti di chi condusse le indagini dell'assassinio di Paolo Borsellino, avvenuto nell'ormai lontano 19 luglio 1992: il chiaro riferimento è al gruppo che indagava sulle stragi del '92 guidato da Arnaldo la Barbera, funzionario di polizia poi morto.

Sarebbero stati loro a indirizzare l'inchiesta e a costringere Scarantino a raccontare una falsa versione della fase esecutiva dell'attentato. Sarebbero stati loro a compiere "una serie di forzature, tradottesi anche in indebite suggestioni e nell'agevolazione di una impropria circolarità tra i diversi contributi dichiarativi, tutti radicalmente difformi dalla realtà se non per la esposizione di un nucleo comune di informazioni del quale è rimasta occulta la vera fonte".

E in una motivazione lunga 1865 pagine, depositata nel tardo pomeriggio di sabato, punta il dito contro i servitori infedeli dello Stato che imbeccarono piccoli criminali, assurti a gole profonde di Cosa nostra, costruendo una falsa verità sugli autori dell'attentato al giudice Borsellino.

Ma quali erano le finalità di uno dei più clamoroso depistaggi della storia giudiziaria del Paese? Si chiedono i giudici. La corte tenta di avanzare delle ipotesi: come la copertura della presenza di fonti rimaste occulte, "che viene evidenziata - scrivono i magistrati - dalla trasmissione ai finti collaboratori di giustizia di informazioni estranee al loro patrimonio conoscitivo ed in seguito rivelatesi oggettivamente rispondenti alla realtà", e, sospetto ancor più inquietante, "l'occultamento della responsabilità di altri soggetti per la strage, nel quadro di una convergenza di interessi tra Cosa Nostra e altri centri di potere che percepivano come un pericolo l'opera del magistrato".

Borsellino, Corte Caltanissetta: tra più gravi depistaggi storia Italia

"Uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana" con protagonisti uomini dello istituzioni. La corte d'assise di Caltanissetta usa parole durissime anche nei confronti di chi condusse le indagini dell'assassinio di Paolo Borsellino, avvenuto nell'ormai lontano 19 luglio 1992: il chiaro riferimento è al gruppo che indagava sulle stragi del '92 guidato da Arnaldo la Barbera, funzionario di polizia poi morto.

Sarebbero stati loro a indirizzare l'inchiesta e a costringere Scarantino a raccontare una falsa versione della fase esecutiva dell'attentato. Sarebbero stati loro a compiere "una serie di forzature, tradottesi anche in indebite suggestioni e nell'agevolazione di una impropria circolarità tra i diversi contributi dichiarativi, tutti radicalmente difformi dalla realtà se non per la esposizione di un nucleo comune di informazioni del quale è rimasta occulta la vera fonte".

E in una motivazione lunga 1865 pagine, depositata nel tardo pomeriggio di sabato, punta il dito contro i servitori infedeli dello Stato che imbeccarono piccoli criminali, assurti a gole profonde di Cosa nostra, costruendo una falsa verità sugli autori dell'attentato al giudice Borsellino.

Ma quali erano le finalità di uno dei più clamoroso depistaggi della storia giudiziaria del Paese? Si chiedono i giudici. La corte tenta di avanzare delle ipotesi: come la copertura della presenza di fonti rimaste occulte, "che viene evidenziata - scrivono i magistrati - dalla trasmissione ai finti collaboratori di giustizia di informazioni estranee al loro patrimonio conoscitivo ed in seguito rivelatesi oggettivamente rispondenti alla realtà", e, sospetto ancor più inquietante, "l'occultamento della responsabilità di altri soggetti per la strage, nel quadro di una convergenza di interessi tra Cosa Nostra e altri centri di potere che percepivano come un pericolo l'opera del magistrato".

Mafia: tornano in carcere 10 boss scarcerati

ROMA - Vasta operazione antimafia dei carabinieri del Comando provinciale di Agrigento in cui sono state eseguite dieci ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di elementi di vertice di cosche mafiose di Cosa nostra agrigentina e del palermitano, che erano stati rimessi in libertà a febbraio dopo l’imponente operazione denominata in codice “Montagna”.

Il blitz, ordinato dalla Dia di Palermo, è stato eseguito nel cuore della notte da oltre 100 militari, supportati da un elicottero, da unità cinofile e dallo Squadrone Eliportato Carabinieri Cacciatori di Sicilia.

L’operazione, scaturita da attività investigative effettuate tra febbraio e maggio, ha di fatto inflitto un ulteriore duro colpo agli attuali assetti di Cosa nostra, consentendo di documentare ulteriormente estorsioni, ai danni di 7 aziende. Numerose perquisizioni alla ricerca di droga e armi.

Palermo, serbi truccavano bancomat e clonavano carte

PALERMO - Sono due i serbi di 22 e 42 anni dietro la manomissione di diversi sportelli bancomat del centro di Palermo. Veri e propri 'cyber criminali', talmente abili nell'uso di skimmer, da avere violato la segretezza di numerosi accessi bancomat. Entrambi sono stati denunciati dalla polizia di Stato per falsificazione, alterazione o soppressione del contenuto di comunicazioni informatiche o telematiche.

E' il risultato dell'attività di una task force di esperti creata dalla Questura e che fa capo al commissariato Oreto-Stazione. Dalle indagini è emerso che i malviventi erano riusciti ad alterare il funzionamento dei bancomat, attraverso l'uso di skimmer, sofisticati sistemi elettronici che, collocati come cloni nella parte anteriore dell'erogatore di banconote e dotati di un sistema miniaturizzato di lettura del codice segreto, riescono a carpirne la relativa sequenza, permettendo di prelevare dal conto degli ingnari clienti.

In un Atm del centro storico era stato applicato un dispositivo in plastica uguale, per colore e dimensioni, alla fessura che eroga lo scontrino riepilogativo del prelievo. Sul retro c'era un circuito elettronico contenente una memory card e una micro telecamera utilizzata per riprendere chi usava il Bancomat. Infine, un ulteriore dispositivo elettronico di colore verde, perfettamente incastrato nella zona d'inserimento del bancomat, riusciva a leggere e memorizzare i dati delle carte inserite.

Eguale meccanismo in uno sportello all'interno di una struttura ricettiva del centro della città. Attraverso le immagini delle telecamere di sorveglianza, e' stato possibile studiare il flusso di utenti di quest'ultimo sportello Bancomat e risalire a uno dei due cittadini serbi. Una perquisizione in casa dell'uomoi ha consentito di sequestrare denaro e gli indumenti usati dal serbo all'atto della manomissione e ripresi dalla telecamera.

Il titolare di una casa vacanze del centro storico in cui i due alloggiavano senza essere stati registrati, è stato denunciato.

Messina, rogo in appartamento: morti 2 fratellini

MESSINA - Dramma a Messina, dove due fratellini di 10 e 13 anni sono deceduti in un pauroso incendio la notte scorsa in una palazzina storica di via dei Mille, nel centro della città. Le fiamme si sarebbero sprigionate intorno alle 4,10 nell’abitazione di una famiglia interessando due piani, il primo ed il secondo, dello stabile.

Provvidenziale l'intervento dei genitori che sono riusciti a portare in salvo due dei quattro figli, e hanno tentato di salvare gli altri due ma il fuoco ha sbarrato loro la strada. Ad intervenire sul posto i Vigili del fuoco con undici mezzi e tre squadre. A svolgere le indagini gli agenti della polizia.

Mafia: sequestrati 45 milioni al 're' degli imballaggi

ROMA - Le Fiamme gialle di Catania hanno sequestrato beni per 45 milioni di euro a Giombattista Puccio, 58 anni, detto "Titta 'u ballerinu", tra attività commerciali, immobili, autovetture e disponibilità finanziarie. Raggiunto da un provvedimento restrittivo a dicembre per reati di mafia, intestazione fittizia di imprese e traffico illecito di rifiuti, è riuscito a costruire una posizione dominante nel settore della realizzazione di imballaggi destinati alle produzioni ortofrutticole di Vittoria (Ragusa). Puccio, detenuto nel carcere di Siracusa, avrebbe creato un vero e proprio cartello mafioso di imprese che ha assunto il monopolio negli imballaggi a Vittoria.

Palermo, dito mozzato nel gelato

di PIERO CHIMENTI - Macabra scoperta per un palermitano, che ha trovato nel proprio gelato un dito mozzato. I carabinieri, giunti sul posto, dopo aver interrogato titolare e dipendenti della gelateria, hanno scoperto che era di uno dei lavoratori in nero che si era tranciato nel laboratorio della pasticceria senza cercare la propria falange mancante.

Droga: sequestrate 10 tonnellate di hashish su una nave al largo della Sicilia

PALERMO - Una vasta operazione antidroga si è svolta in queste ore nel Mediterraneo, davanti alle coste siciliane: le Fiamme Gialle hanno sequestrato oltre 10 tonnellate di hashish nascoste in un ex peschereccio oceanico battente bandiera dei Paesi Bassi, denominato “Quest”. Sono scattate le manette per gli 8 componenti dell’equipaggio e il capitano dell'imbarcazione per traffico internazionale di stupefacenti. Anche la nave è stata sequestrata.

L'operazione è stata condotta dai finanzieri del Gruppo Aeronavale di Messina e del Nucleo di Polizia Economico-finanziaria di Palermo, con la collaborazione del Servizio centrale investigazione criminalità organizzata.

Le misure adottate nella flagranza del reato sono state convalidate dal Gip del Tribunale di Catania il 6 giugno. L’operazione si inquadra nell'attività investigativa di respiro internazionale denominata “Libeccio International”, nel cui ambito la Direzione centrale dei Servizi Antidroga del ministero dell’Interno svolge la funzione di raccordo informativo e di attivazione della cooperazione internazionale.

Blitz contro fiancheggiatori Messina Denaro: 17 indagati

Dall'alba sono in corso una serie di perquisizioni disposte dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo in diversi comuni della provincia di Trapani contro la rete di fiancheggiatori che protegge la latitanza del boss Matteo Messina Denaro. In tutto sono 17 gli indagati nella nuova inchiesta.

Le perquisizioni sono scattate a Castelvetrano, Mazara del Vallo, Partanna, Santa Ninfa, Salaparuta e Campobello di Mazara nei confronti di soggetti che nel corso degli anni sono stati arrestati per associazione mafiosa o che hanno avuto collegamenti con personaggi riconducibili a Cosa Nostra. Tra i 17 indagati anche persone che storicamente hanno avuto stretti rapporti con Messina Denaro.

Oltre 150 uomini del Servizio centrale operativo (Sco), delle squadre mobili di Trapani e Palermo e del Reparto prevenzione crimine stanno perquisendo abitazioni, terreni, attività commerciali e imprenditoriali - anche con strumenti in grado di individuare covi o bunker nascosti - con l'obiettivo di raccogliere ogni possibile elemento utile alla cattura del boss. Il blitz arriva a poco più di un mese da un'altra indagine della Dda che ha portato in carcere 21 persone tra boss e gregari dei clan di Castelvetrano, Partanna e Mazara del Vallo. A dicembre altri 30 presunti mafiosi erano finiti indagati dalla Dda sempre per aver favorito la latitanza di Messina Denaro.

Salvini: stop Sicilia campo profughi d'Europa

(ANSA)
CATANIA - Il ministro dell'Interno Matteo Salvini fa tappa a Catania e riapre la questione immigrazione. "Sui migranti non terremo una linea dura, ma di buon senso", ha dichiarato Salvini prima di una conferenza stampa col candidato a sindaco del centrodestra, Salvo Pogliese."Basta alla Sicilia campo profughi d'Europa. Non assisterò senza far nulla a sbarchi su sbarchi su sbarchi. Servono centri per espellere", ha aggiunto Salvini.

"Le contestazioni? Chissenefrega, ci sono cose più importanti che dobbiamo fare", ha anche detto Salvini in piazza Verga circondato da decine e decine di persone tra giornalisti e sostenitori. "Con i giornalisti - ha detto Salvini - parlo dopo, adesso fatemi incontrare la gente assieme al candidato sindaco di Catania Salvo Pogliese". Diversi cori accompagnano la lenta passeggiata di Salvini: quelli dei contestatori si alternano a quelli dei sostenitori del leader della Lega.

Giardini Naxos, monoposto precipita in mare: pilota salvo per miracolo

(ANSA)
MESSINA - Dramma sfiorato ai Giardini Naxos, nel messinese, dove un aereo monoposto è precipitato in mare nell'area del molo di Schisò, davanti agli stabilimenti balneari del lungomare messinese.

Per cause ancora da accertare, il velivolo ha improvvisamente perso il suo assetto di volo ed il pilota ha tentato un ammaraggio avvenuto a pochi metri dalla battigia. Il pilota si è miracolosamente salvato, soccorso e portato a riva.

Non è ancora chiara al momento la dinamica dell'incidente che è al vaglio dei carabinieri e della Guardia Costiera. Ad intervenire sul posto anche i Vigili del fuoco ed i medici del 118.

Aggressione sull'A2, in manette ultras Catania

CATANIA - Nuove evoluzioni sulla vicenda dell'aggressione degli ultras del Catania sull'A2. La Polizia ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un gruppo di tifosi catanesi che il 29 aprile scorso, durante la trasferta a Matera, ha aggredito inermi cittadini agli imbarcaderi di Messina e dato fuoco con un fumogeno dopo averla inseguita sull'autostrada A2, a un auto i cui occupanti erano stati erroneamente scambiati per tifosi del Siracusa e che sono stati anche picchiati e rapinati vicino alla stazione ferrovia di Lamezia Terme.

L'assalto degli ultras è stato interrotto dall'intervento di un operatore Polfer e da altri poliziotti giunto immediatamente in aiuto.

I reati ipotizzati nei confronti degli indagati sono, a vario titolo, rapina impropria, danneggiamento aggravato, incendio, lesioni aggravate, violenza privata, tentato omicidio, utilizzo di oggetti atti ad offendere in occasione di manifestazioni sportive, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione abusiva di materiale esplodente. Disposto il Daspo per tutti.

Ragusa, azienda con peperoni coltivava anche marijuana: 3 arresti

RAGUSA - Un'azienda ragusana produceva peperoni, ma era solo una copertura per nascondere i filari di marijuana. Gli uomini della Squadra mobile di Ragusa stavano effettuando un controllo in territorio di Vittoria contro lo sfruttamento lavorativo ed hanno così scoperto che gli operai in realtà stavano curando la crescita della marijuana.

Sequestrati 30 kg di sostanza stupefacente custoditi in una "serra bunker" che erano già pronti per essere immessi sul mercato e avrebbero fruttato un milione di euro. Tre le persone arrestate: il titolare dell'azienda agricola e due suoi operai del Bangladesh, tutti accusati di coltivazione di marijuana. Sequestrati anche diversi contenitori con olio di marijuana, droga potentissima utilizzata anche per preparazioni culinarie.

Trattativa Stato-Mafia: condannati vertici dei carabinieri, Dell'Utri e i boss Bagarella e Cinà

di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - La Corte di Assise di Palermo ha confermato il ricatto della Mafia allo Stato, condannando gli ex vertici del Ros Mori, Subranni, De Donno, l'ex senatore Dell'Utri, Ciancimino e i boss Bagarella e Cinà. Agli ex generali Mori, Subranni e all'ex senatore Dell'Utri sono stati dati 12 anni di carcere e 8 anni per l'ex colonnello De Donno, tutti condannati per il reato di minaccia a corpo politico dello Stato.

Il boss Bagarella ha ottenuto 28 anni di reclusione e il supertestimone del processo Ciancimino è stato condannato ad 8 anni per calunnia all' ex capo della polizia De Gennaro, che è stato invece assolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Il Pm Teresi ha dedicato questa sentenza a Borsellino, a Falcone e a tutte le vittime della mafia. I Pm Di Matteo, Del Bene e Tartaglia hanno dichiarato che in quei mesi uomini dello Stato avrebbero trattato con Cosa Nostra, per eliminare il ricatto delle bombe, trasformandosi però, in "ambasciatori" mafiosi.

Mancino, assolto, ha espresso il suo sollievo dichiarando: "Ho sempre avuto fiducia che a Palermo ci fosse un giudice. Sono stato vittima di un teorema che doveva mortificare lo Stato. Sono stato volutamente additato ad emblema di una trattativa, benchè il mio capo di imputazione, che oggi è caduto, fosse di falsa testimonianza".

Mafia: rete smistava pizzini di Messina Denaro, 21 fermi

TRAPANI - Importante operazione congiunta delle forze dell'ordine in provincia di Trapani contro boss e fiancheggiatori vicini a Matteo Messina Denaro: 21 in tutto i fermati. L'operazione ha consentito di individuare la rete utilizzata dal capo di Cosa nostra per lo smistamento dei 'pizzini' con i quali dava le disposizioni agli affiliati.

Le indagini di Polizia, Carabinieri e Dia hanno ribadito sia il ruolo di vertice di Messina Denaro sulla provincia di Trapani sia quello del cognato, reggente del mandamento di Castelvetrano in seguito all'arresto di altri familiari.

Da pedinamenti, appostamenti e intercettazioni è emersa la conferma di come Cosa nostra eserciti un controllo capillare del territorio e ricorra sistematicamente alle intimidazioni per infiltrare il tessuto economico e sociale.

SuperEnalotto: assegnato a Caltanissetta il premio più alto al mondo

Il SuperEnalotto ha assegnato, nella serata di martedì 17 aprile 2018, il premio più alto al mondo. La vincita record, la quinta più alta mai assegnata in 20 anni di storia, con un 6 da 130.215.989,08 di euro, è stata registrata a Caltanissetta presso il punto vendita Totocalcio Superenalotto Edicola Totip Tris Uno situato in via Vitaliano Brancati 15. La vincita è stata realizzata con una schedina 2 pannelli. Si è trattata della prima vincita con punti sei del 2018. La sestina vincente è stata: 12,23,39,54,72,73 - Jolly 53 - SuperStar 75. Il sei mancava dall’1 agosto 2017 quando è stato Caorle (VE) ad aggiudicarsi il Jackpot del SuperEnalotto da 77,7 milioni di euro. 
"Per Caltanissetta è un momento di forte crisi" ha dichiarato il titolare della ricevitoria, Fabrizio Sunseri "Magari questa vincita può risollevare le sorti della città. Spero soltanto che il vincitore si ricordi di noi. Di sicuro è stato uno tra i clienti più affezionati: non ricordo negli ultimi due giorni facce estranee. E spero che sia uno dei clienti storici, tra coloro che da decenni giocano sempre gli stessi numeri. Non è la prima volta che qui si ottengono vincite importanti, insomma portiamo fortuna agli altri. Ci auguriamo adesso di essere premiati".