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Aggressione sull'A2, in manette ultras Catania

CATANIA - Nuove evoluzioni sulla vicenda dell'aggressione degli ultras del Catania sull'A2. La Polizia ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un gruppo di tifosi catanesi che il 29 aprile scorso, durante la trasferta a Matera, ha aggredito inermi cittadini agli imbarcaderi di Messina e dato fuoco con un fumogeno dopo averla inseguita sull'autostrada A2, a un auto i cui occupanti erano stati erroneamente scambiati per tifosi del Siracusa e che sono stati anche picchiati e rapinati vicino alla stazione ferrovia di Lamezia Terme.

L'assalto degli ultras è stato interrotto dall'intervento di un operatore Polfer e da altri poliziotti giunto immediatamente in aiuto.

I reati ipotizzati nei confronti degli indagati sono, a vario titolo, rapina impropria, danneggiamento aggravato, incendio, lesioni aggravate, violenza privata, tentato omicidio, utilizzo di oggetti atti ad offendere in occasione di manifestazioni sportive, resistenza a pubblico ufficiale e detenzione abusiva di materiale esplodente. Disposto il Daspo per tutti.

Ragusa, azienda con peperoni coltivava anche marijuana: 3 arresti

RAGUSA - Un'azienda ragusana produceva peperoni, ma era solo una copertura per nascondere i filari di marijuana. Gli uomini della Squadra mobile di Ragusa stavano effettuando un controllo in territorio di Vittoria contro lo sfruttamento lavorativo ed hanno così scoperto che gli operai in realtà stavano curando la crescita della marijuana.

Sequestrati 30 kg di sostanza stupefacente custoditi in una "serra bunker" che erano già pronti per essere immessi sul mercato e avrebbero fruttato un milione di euro. Tre le persone arrestate: il titolare dell'azienda agricola e due suoi operai del Bangladesh, tutti accusati di coltivazione di marijuana. Sequestrati anche diversi contenitori con olio di marijuana, droga potentissima utilizzata anche per preparazioni culinarie.

Trattativa Stato-Mafia: condannati vertici dei carabinieri, Dell'Utri e i boss Bagarella e Cinà

di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - La Corte di Assise di Palermo ha confermato il ricatto della Mafia allo Stato, condannando gli ex vertici del Ros Mori, Subranni, De Donno, l'ex senatore Dell'Utri, Ciancimino e i boss Bagarella e Cinà. Agli ex generali Mori, Subranni e all'ex senatore Dell'Utri sono stati dati 12 anni di carcere e 8 anni per l'ex colonnello De Donno, tutti condannati per il reato di minaccia a corpo politico dello Stato.

Il boss Bagarella ha ottenuto 28 anni di reclusione e il supertestimone del processo Ciancimino è stato condannato ad 8 anni per calunnia all' ex capo della polizia De Gennaro, che è stato invece assolto dall'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa.

Il Pm Teresi ha dedicato questa sentenza a Borsellino, a Falcone e a tutte le vittime della mafia. I Pm Di Matteo, Del Bene e Tartaglia hanno dichiarato che in quei mesi uomini dello Stato avrebbero trattato con Cosa Nostra, per eliminare il ricatto delle bombe, trasformandosi però, in "ambasciatori" mafiosi.

Mancino, assolto, ha espresso il suo sollievo dichiarando: "Ho sempre avuto fiducia che a Palermo ci fosse un giudice. Sono stato vittima di un teorema che doveva mortificare lo Stato. Sono stato volutamente additato ad emblema di una trattativa, benchè il mio capo di imputazione, che oggi è caduto, fosse di falsa testimonianza".

Mafia: rete smistava pizzini di Messina Denaro, 21 fermi

TRAPANI - Importante operazione congiunta delle forze dell'ordine in provincia di Trapani contro boss e fiancheggiatori vicini a Matteo Messina Denaro: 21 in tutto i fermati. L'operazione ha consentito di individuare la rete utilizzata dal capo di Cosa nostra per lo smistamento dei 'pizzini' con i quali dava le disposizioni agli affiliati.

Le indagini di Polizia, Carabinieri e Dia hanno ribadito sia il ruolo di vertice di Messina Denaro sulla provincia di Trapani sia quello del cognato, reggente del mandamento di Castelvetrano in seguito all'arresto di altri familiari.

Da pedinamenti, appostamenti e intercettazioni è emersa la conferma di come Cosa nostra eserciti un controllo capillare del territorio e ricorra sistematicamente alle intimidazioni per infiltrare il tessuto economico e sociale.

SuperEnalotto: assegnato a Caltanissetta il premio più alto al mondo

Il SuperEnalotto ha assegnato, nella serata di martedì 17 aprile 2018, il premio più alto al mondo. La vincita record, la quinta più alta mai assegnata in 20 anni di storia, con un 6 da 130.215.989,08 di euro, è stata registrata a Caltanissetta presso il punto vendita Totocalcio Superenalotto Edicola Totip Tris Uno situato in via Vitaliano Brancati 15. La vincita è stata realizzata con una schedina 2 pannelli. Si è trattata della prima vincita con punti sei del 2018. La sestina vincente è stata: 12,23,39,54,72,73 - Jolly 53 - SuperStar 75. Il sei mancava dall’1 agosto 2017 quando è stato Caorle (VE) ad aggiudicarsi il Jackpot del SuperEnalotto da 77,7 milioni di euro. 
"Per Caltanissetta è un momento di forte crisi" ha dichiarato il titolare della ricevitoria, Fabrizio Sunseri "Magari questa vincita può risollevare le sorti della città. Spero soltanto che il vincitore si ricordi di noi. Di sicuro è stato uno tra i clienti più affezionati: non ricordo negli ultimi due giorni facce estranee. E spero che sia uno dei clienti storici, tra coloro che da decenni giocano sempre gli stessi numeri. Non è la prima volta che qui si ottengono vincite importanti, insomma portiamo fortuna agli altri. Ci auguriamo adesso di essere premiati".

Catania, bimbo di 10 mesi muore di morbillo

CATANIA - Dramma a Catania, dove un bambino di 10 mesi è deceduto stamattina nell'ospedale Garibaldi di Catania per complicanze legate al morbillo. Il bimbo era stato ricoverato ad Acireale trasferito da due giorni nel nosocomio del capoluogo etneo per l'aggravarsi delle condizioni respiratorie e cardiocircolatorie.

Il bambino è morto alle 10.15 nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Garibaldi-Centro di Catania. Il piccolo era ricoverato nel reparto di pediatria dell'ospedale di Acireale perché affetto da morbillo, quando nel pomeriggio di due giorni fa le condizioni respiratorie e cardiocircolatorie si erano aggravate tanto da richiedere la necessità di un ricovero in Rianimazione.

Già sofferente per un difetto cardiaco era stato ricoverato dal 3 al 16 marzo scorsi nel reparto dia pediatria dell'ospedale Garibaldi-Nesima per una broncopolmonite e bronchiolite in presenza di un virus respiratorio sinciziale e da dove era stato dimesso migliorato con programmato di un controllo a distanza di 10 giorni.

"Il tragico evento occorso al piccolo paziente, che non era nell'età da poter essere vaccinato e quindi ha contratto l'infezione da chi vaccinato non era, deve essere di monito affinché tutti capiscano che vaccinandosi, si protegge non solo se stessi ma tutta la comunità". Lo afferma, contattato dall'ANSA, il dottore Sergio Pintaudi, direttore del reparto di rianimazione dell'ospedale Garibaldi-Centro di Catania dove stamattina è morto un bambino di 10 mesi per i postumi di un'infezione da morbillo.

Assenteismo: in comune messinese indagati metà impiegati

Caso record di assenteismo da un comune del messinese. Sono ventitré su quaranta i dipendenti del Comune di Ficarra (Messina) ad essere indagati per assenteismo. Un numero da record che emerge da un'inchiesta della Procura di Patti che ha portato alla sospensione dalla funzione per 16 persone. Ad eseguire il provvedimento cautelare interdittivo i militari del Comando Provinciale di Messina su disposizione del gip. Per i 23 tra impiegati e dirigenti le accuse sono di truffa aggravata e continuata ai danni dell'ente pubblico e di false attestazioni o certificazioni.

Il provvedimento nasce da un'indagine avviata nel 2016 dai carabinieri della Compagnia di Patti che hanno accertato, anche attraverso riprese video, una cronica, diffusa e generalizzata abitudine degli indagati, dipendenti a vario titolo del Comune, ad allontanarsi per motivi personali dall'ufficio. I dipendenti finiti sotto inchiesta evitavano la timbratura dei cartellini o della scheda magnetica in modo da non far risultare i periodi di assenza dal lavoro e subire le decurtazioni di stipendio. Nel complesso gli inquirenti hanno accertato 650 assenze arbitrarie per un ammontare di oltre 12.500 minuti. Tra i 16 destinatari della misura cautelare figurano, tra l'altro, 3 dirigenti, rispettivamente delle area tecnica, amministrativa ed economico-finanziaria, che rispondono in concorso con gli altri perché avrebbero omesso di controllare i colleghi.

I carabinieri hanno svelato l'esistenza - scrive il gip - di un vero e proprio "sistema fraudolento e patologico" ai danni della pubblica amministrazione, sviluppatosi e rafforzatosi nel tempo in un contesto di "anarchia amministrativa". 

Voto di scambio: arrestati in Sicilia due esponenti della Lega

Arresti in Sicilia per presunti casi di voti di scambio alle politiche di marzo. L'ex parlamentare regionale ed ex sindaco di Monreale di An Salvatore Caputo detto Salvino, avvocato penalista e commissario straordinario per i comuni della provincia di Palermo del movimento "Noi con Salvini" durante le elezioni amministrative della scorsa primavera, è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di voto di scambio insieme al fratello Mario, anche lui avvocato, e candidato alle ultime elezioni all'Ars sempre con la Lega. Lo rende noto l'Ansa.

L'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari è stata emessa dal Gip di Termini Imerese su richiesta della Procura.

I carabinieri hanno arrestato anche un 62enne, indicato dagli investigatori come "procacciatore di voti nel termitano".

La Procura della Repubblica, nel corso delle indagini, avrebbe accertato dodici episodi di compravendita di voti in cambio di promesse di posti di lavoro o altre utilità posti in essere da due degli arrestati insieme ad altri indagati.
 

Catania, forte esplosione in palazzina: 3 morti

(ANSA)
CATANIA - Dramma a Catania, dove due vigili del fuoco sono deceduti ed una terza persona, un sessantenne che risiedeva nella palazzina, è stata trovata carbonizzata: è il primo bilancio dell'esplosione che ha interessato un'abitazione cittadina. Altri due pompieri sono ricoverati in gravi condizioni all'ospedale Garibaldi.

(ANSA)
L'esplosione, dovuta probabilmente ad una fuga di gas, si è verificata al piano terra di una palazzina in via Sacchero. Secondo le prime informazioni, la squadra dei vigili del fuoco sarebbe stata chiamata per una fuga di gas e, una volta arrivata in zona, avrebbe tentato di aprire una porta. In quel momento l'esplosione, che avrebbe coinvolto tutta la squadra.

Uccisa e buttata in un pozzo: compagno ha confessato

SIRACUSA - E' in stato di fermo per omicidio il compagno di Laura Petrolito, la giovane di Canicattini trovata morta ieri mattina in un pozzo. Il giovane nella notte è stato accompagnato in carcere, nel penitenziario di Cavadonna, a Siracusa, dopo aver trascorso parecchie ore nella caserma della stazione dei carabinieri.

Durante il suo interrogatorio, il presunto omicida avrebbe fatto delle ammissioni sulle sue responsabilità. Ad attendere la sua uscita oltre cinquanta persone, parenti ed amici della vittima.

Vulcani: Stromboli spara cenere a 350 metri

Lo Stromboli è in piena attività esplosiva e lo ha dimostrato una prima esplosione, avvenuta alle 19.27 di ieri dalle bocche dell’area centro-sud, che ha emesso abbondante cenere frammista a materiale incandescente e blocchi lavici di grosse dimensioni che sono ricaduti in zona sommitale e lungo la Sciara del fuoco. I detriti vulcanici hanno superato un’altezza di 350 metri sopra la 'terrazza craterica', come evidenziato dalle telecamere di videosorveglianza dell’Osservatorio etneo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.

Una quarantina di secondi dopo la prima, si è verificata una seconda esplosione di minore intensità. E' stata emessa in questo caso cenere e materiale più grossolano (lapilli e bombe) che hanno raggiunto un’altezza di circa 100 metri. In ambedue le esplosioni è stata generata una nube di cenere che si è dispersa rapidamente nei quadranti orientali del vulcano.

Ventenne uccisa e buttata in un pozzo, indagato compagno

NOTO - Giallo a Noto, in Sicilia, dove una ragazza è stata prima accoltellata a morte e poi gettata in un pozzo artesiano. La vittima è una giovane di appena vent'anni, Laura Petrolito, mamma di una bimba di 8 mesi, la cui scomparsa era stata denunciata dal proprio genitore ieri sera. Il rinvenimento del cadavere in contrada Stallaini, tra Canicattini e Noto, nel Siracusano.

I Cc della Compagnia di Noto avrebbero portato in caserma il compagno della giovane, per interrogarlo. L'uomo risulterebbe indagato.

Da un primo esame esterno del cadavere e sulla base della segnalazione di scomparsa fatta dal padre della vittima, il delitto sarebbe avvenuto nella tarda serata di ieri, intorno alle 22.

Sequestrati 150mila euro a ex pm Ingroia

PALERMO - Le Fiamme Gialle hanno sequestrato oltre 151 mila euro all'ex pm di Palermo Antonio Ingroia nell'ambito dell'inchiesta in cui l'ex magistrato è indagato per peculato. Si tratta di un sequestro per equivalente disposto dal gip su richiesta della Procura del capoluogo.

Ingroia, da amministratore unico di Sicilia e Servizi, società a capitale pubblico che gestisce i servizi informatici della Regione siciliana, secondo l'accusa avrebbe percepito indebitamente rimborsi di viaggio per 34 mila euro e si sarebbe liquidato un'indennità di risultato sproporzionata rispetto agli utili realizzati dalla società: 117 mila euro. Nella vicenda sarebbe coinvolto anche Antonio Chisari, all'epoca dei fatti revisore contabile della società partecipata regionale Sicilia e Servizi s.p.a.

Appalti multimilionari: Dia arresta funzionari e imprenditori tra Catania, Roma e Milano

CATANIA - L'Antimafia di Catania sta eseguendo in queste ore misure cautelari nel capoluogo etneo, a Roma e Milano nei confronti di funzionari pubblici, con ruolo dirigenziale, del Comune ed imprenditori impegnati nel settore Ecologia e Ambiente indagati per reati contro la Pubblica amministrazione.

Al centro delle indagini, dirette dal capo centro Dia Renato Panvino e coordinate dal procuratore Carmelo Zuccaro, l'affidamento di un appalto dell'importo complessivo di 350 milioni di euro suddivisi in tre anni.

Tra i destinatari del provvedimento cautelare emesso dal Gip  ci sono due funzionari dell'amministrazione ai vertici del settore Ecologia del Comune di Catania e un imprenditore romano che opera nel settore della raccolta dei rifiuti in Sicilia. Le ordinanze sono state eseguite dalla Dia di Catania nell'ambito dell'inchiesta 'Garbage affair' coordinata dalla Procura Distrettuale di Catania. 

Mafia: 12 arresti nel clan Messina Denaro

PALERMO - Vasta operazione dei Carabinieri del Nucleo investigativo di Trapani, del Raggruppamento operativo speciale e della Dia, che stanno eseguendo 12 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip di Palermo su richiesta della Dda. Le accuse per gli arrestati sono di associazione mafiosa, estorsione, favoreggiamento e fittizia intestazione di beni, tutti aggravati da modalità mafiose. L'operazione nasce da un'inchiesta avviata nel 2014 su esponenti delle famiglie di Vita e Salemi, ritenuti favoreggiatori del capomafia latitante Matteo Messina Denaro.

Le indagini, coordinate dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall'aggiunto Paolo Guido, hanno consentito di individuare i capi dei due clan e di scoprire gregari ed estorsori delle cosche. Gli arrestati, servendosi anche di professionisti nel settore di consulenze agricole e immobiliari, sarebbero riusciti attraverso società di fatto riconducibili all'organizzazione mafiosa ma fittiziamente intestate a terzi a realizzare notevoli investimenti in colture innovative per la produzione di legname e in attività di ristorazione.

Parte dei ricavi derivanti dagli investimenti delle cosche trapanesi di Vita e Salemi (Trapani), azzerate dai carabinieri e dalla Dia che oggi hanno arrestato 12 tra capimafia e gregari, sarebbe stata destinata al mantenimento del boss latitante Matteo Messina Denaro ricercato dal 1993. In particolare, i due clan avrebbero realizzato ingenti guadagni investendo nel settore delle agricolture innovative e della ristorazione. I Carabinieri, nel corso dell'operazione, hanno sequestrato tre complessi aziendali, comprensivi degli immobili e dei macchinari, fittiziamente intestati a terzi ma ritenuti strumento per il business dell'organizzazione criminale.

In carcere è finito anche Vito Nicastri, il "re dell'eolico", il "signore del vento", tra i primi in Sicilia a puntare sulle energie pulite. 

Mafia: sequestrati beni per 120 mln a 're' della fibra ottica

PALERMO - Posti sotto sequestro dalle Fiamme Gialle beni per un valore complessivo di oltre 120 milioni all'imprenditore agrigentino Calogero Romano, titolare di numerose aziende che operano nel campo delle telecomunicazioni e della fibra ottica, nel settore edile ed anche di un autodromo.

Il provvedimento è stato emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Agrigento, su proposta della Procura di Palermo.

Corruzione: 8 arrestati, anche sindaco di Acireale

CATANIA - Sono otto le persone arrestate dalla guardia di finanza di Catania per corruzione e turbativa d'asta a conclusione di indagini sui Comuni di Acireale e Malvagna (Messina). Tra i destinatari del provvedimento, cinque in carcere e tre ai domiciliari, emesso dal Gip su richiesta della Procura distrettuale etnea, anche il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, eletto con una lista civica.

Barbagallo, 42 anni, era stato eletto sindaco di Acireale nel giugno del 2014. Con i suoi 15.573 voti, appoggiato da liste civiche del centrosinistra, aveva quasi doppiato, nel turno di ballottaggio, il candidato del centrodestra, Michele Di Re (8.939 preferenze). Laureato in ingegneria civile all'università degli Studi di Catania con una specializzazione in idraulica è un libero professionista. Nel 2009 era stato il primo degli eletti al consiglio comunale di Acireale.

Prostituta a 9 anni, genitori in manette

PALERMO - Avevano fatto prostituire la figlia di nove anni: con l'accusa di violenza sessuale e sfruttamento della prostituzione minorile sono stati arrestati dai carabinieri il padre e la madre della piccola vittima. I fatti si sono svolti in un paese del palermitano. Oltre alla coppia sono stati arrestati i due uomini con cui la bambina ha avuto rapporti sessuali a pagamento.

Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Compagnia di Partinico. Per i 4 indagati il gip ha disposto i domiciliari.

Pornografia minorile, perquisizioni anche a Lecce: 6 indagati

CATANIA - Maxi-operazione in mezza Italia contro la pornografia minorile: è stata la Procura distrettuale di Catania a coordinare l'azione di contrasto alla pornografia minorile online, condotta dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni etnea, e conclusasi con l'esecuzione di perquisizioni in varie città d'Italia ed il sequestro di numeroso materiale informatico. Sono sei le persone indagate per divulgazione di immagini e video pedopornografici.

Ad avviare l'indagine la Polizia Postale di Catania a seguito di una segnalazione dell'associazione Meter che indicava la presenza sulla Rete di un forum che rinviava ad uno spazio virtuale contenente un archivio di migliaia di video/foto di pornografia minorile denominato "La Bibbia 3.0".

All'interno dell'archivio i file erano minuziosamente catalogati in cartelle. Il creatore del forum invitava gli utenti a immettere altri file di simile contenuto: "carica una cartella contenente video e foto (preferibilmente le ragazze devono essere minorenni)".

Le investigazioni informatiche hanno consentito di individuare il presunto creatore del forum, successivamente chiuso, residente in provincia di Napoli, nonché gli altri cinque soggetti che avevano diffuso tramite altre piattaforme web, tra cui anche servizi di file sharing, il predetto archivio informatico. Sono ancora in corso le attivita' per l'identificazione delle minori. Presenze del vasto archivio informatico sono state rinvenute anche sul Deep Web.

Le perquisizioni sono state compiute presso le residenze degli indagati nelle provincie di Napoli (3), Bologna (1), Chieti (1) e Lecce (1). Il materiale informatico sarà sottoposto ad analisi da parte del personale specializzato della Polizia Postale. 

Corruzione nella P.a., indagati altri due magistrati

MESSINA - Anche due magistrati sono coinvolti nell'indagine dell'inchiesta della Procura di Messina che ha visto l'arresto dell'ex pm di Siracusa Giancarlo Longo con le accuse di corruzione, associazione a delinquere e falso.

Longo da alcune ore sta rendendo interrogatorio. I due magistrati, nei cui confronti sono state effettuate perquisizioni, hanno ricevuto l'avviso di garanzia nei giorni scorsi.

Secondo i pm di Messina, Longo, in cambio di denaro e regali, avrebbe pilotato una serie di indagini per favorire i clienti di due avvocati siracusani.