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Tir piomba sulla pattuglia della stradale: 3 morti

MESSINA - Dramma sulla Messina-Catania, dove una pattuglia della stradale è stata travolta da un camion. Il grave incidente è costato la vita a tre persone e si è verificato intorno alle 4 del mattino sull'autostrada A18 all'altezza di Itala (Messina). Tra i morti anche un poliziotto, in servizio alla Polizia stradale. L'agente era lì per gestire un altro incidente.

Ancora incerta dinamica. L'incidente si è verificato all'altezza del chilometro 13: secondo una prima ricostruzione, un camion per cause da accertare è finito contro alcune auto tra cui quella della Polizia. Il Tir sarebbe piombato su un furgone proprio mentre l'equipaggio della pattuglia cercava di soccorrere l'autista di un camion fermo sulla corsia di emergenza. Tratto della A18 chiuso, rilievi in corso.

Terrorismo: 15 fermi a Palermo e Brescia


PALERMO - Scacco al terrorismo con l'operazione "Abiad", coordinata dalla procura di Palermo e condotta dai carabinieri del Ros, nelle province di Palermo, Trapani, Caltanissetta e Brescia. I militari hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di 15 indagati. Le accuse vanno dal terrorismo e associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

In particolare il traffico di uomini era molto attivo tra Tunisia e Mazara del Vallo. Ad essere fermati, gli organizzatori della tratta, ma è ricercato il capo dell'organizzazione accusato di aver fatto sui social, su Facebook, propaganda jihadista. La tariffa sarebbe stata di 5 mila dinari, che raddoppiava per coloro che in Tunisia erano latitanti per reati anche di terrorismo.

Le accuse vanno, a vario titolo, dall'istigazione a commettere più delitti in materia di terrorismo all'associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e al contrabbando di sigarette; oltre ad episodi di ingresso illegale di migranti clandestini nel territorio nazionale e all'esercizio abusivo di attività di intermediazione finanziaria, reati questi aggravati dall'averli commessi avvalendosi del contributo di un gruppo organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato. Un pentito avrebbe parlato di "rischio esercito kamikaze in Italia".

Il maltempo non dà tregua all'Italia: correnti dall'Artico, gelo e bufere fino a domenica

ROMA - Italia ancora nella morsa del maltempo, che imperverserà ad ondate fino a domenica con il termometro pronto a salire e scendere anche sensibilmente da un giorno all'altro. Un flusso di correnti fredde presente in quota determinerà nelle prossime ore un rafforzamento dei venti su buona parte dell'Italia, con raffiche di burrasca su diverse regioni.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso una allerta meteo che prevede, a partire dal pomeriggio di oggi, venti forti occidentali con raffiche di burrasca su Sardegna, Sicilia e Calabria centro-meridionale in estensione, dalla serata, a Piemonte, Emilia-Romagna e Lombardia, ma a anche la Puglia sarà interessata da temporali e gelo perdurante.

Secondo i meteorologi di ILMeteo.it un nuovo impulso gelido proveniente dall'Europa nord-orientale si scaglierà tra mertedì e mercoledì verso l'Italia, provocando ancora una volta condizioni di maltempo, soprattutto al Centro-Sud, che entro la notte su mercoledì sarà interessato da precipitazioni diffuse, nevose a quote via via più basse. Un po' ai margini solamente la Toscana, per quanto riguarda le regioni centrali, ma anche tutto il Nord.

Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito, avverte che nella giornata di mercoledì avremo rovesci e temporali ancora frequenti al Centro-Sud, con neve a quote collinari. Interessati soprattutto il medio versante adriatico e i settori meridionali del Paese. Ancora instabilità sulle stesse aree nella giornata di giovedì. Le temperature tenderanno dunque nuovamente ad abbassarsi, non solo sulle regioni centro-meridionali, ma anche su quelle settentrionali.

Etna: 100 sgomberi nell'area. Terra trema ancora

CATANIA - Il sindaco di Zafferana Etnea, Alfio Vincenzo Russo, ha firmato un centinaio di ordinanze di sgombero per inagibilità, totale o parziale, delle case causata dal sisma di Santo Stefano. A renderlo noto il Comune sottolineando che i proprietari degli immobili inutilizzabili potranno "attingere al Contributo di autonoma sistemazione la cui entità varia a seconda del numero di componenti del nucleo familiare".

Fino ad ora sono 1.322 i sopralluoghi eseguiti fino per la verifica dell'agibilità delle costruzioni a Zafferana Etnea - soprattutto nelle frazioni maggiormente colpite dal movimento tellurico: Fleri, Poggiofelice e Pisano - a fronte di 2.289 richieste.

Al momento gli immobili agibili sono 566, quelli parzialmente agibili 364 e 392 gli edifici inagibili. Gli sfollati sono 501, e sono alloggiati in alberghi grazie alla convenzione stipulata con la Regione siciliana. La via Vittorio Emanuele, strada principale che attraversa l'abitato di Fleri, resta ancora chiusa per alcune criticita' post terremoto non ancora del tutto risolte. Intanto la terra stamattina ha continuato a tremare: due scosse sono state rilevate a Milo, alle 6.15 e alle 6.42, di magnitudo, rispettivamente, di 2.4 e 2.2.

Trema il Siracusano: scossa più forte di magnitudo 3.2

ROMA - Prosegue l'intenso sciame sismico in in Sicilia ma stavolta più a sud dell'area etnea, nel Siracusano. Registrate nella notte ben tre scosse di la cui più forte di magnitudo 3,2. L'Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha localizzato l'epicentro di quest'ultima a due chilometri da Sortino e una profondità di 6 chilometri.

La prima, di magnitudo 2,7, è stata registrata alle 2:45. La seconda, la più forte con 3,2, è arrivata due minuti dopo, alle 2:47 e la terza alle 2:49, con magnitudo 2,7, con un epicentro più spostato sulla costa siracusana.

Nuove scosse nell'area dell'Etna: la più forte è di magnitudo 3,5

ROMA - Non si ferma lo sciame sismico nell'area etnea, dove alle 5,10 è stata registrata una scossa di magnitudo 3,5 con epicentro a 7 km da Ragalna, nel Catanese. Nella notte l'Istituto Nazionale di geofisica e vulcanologia ha registrato nell'area altre sette scosse in sette ore, con una magnitudo compresa tra 2,3 e 3,0.

Etna: quasi 5mila richieste di sopralluoghi

PALERMO - Prosegue l'opera dei tecnici incaricati di verificare le abitazioni danneggiate dal terremoto di magnitudo 4.8 nel giorno di Santo Stefano che ha colpito i comuni alle pendici dell'Etna: sono salite a 4.733 le richieste di sopralluoghi, 1.265 sono state già eseguite. Al momento sono risultate inagibili 338 case, 337 parzialmente agibili e 590 quelle agibili.

Controllate anche 47 strutture scolastiche: 38 sono risultate agibili, 7 parzialmente inagibili, due non agibili. Rimane invariato il numero degli sfollati, 1.096 cittadini: sono 300 quelli che hanno fatto ricorso a sistemazioni autonome e 794 quelli ospitati in alberghi convenzionati con la Regione siciliana; due le persone ospitate in strutture pubbliche.

“A grandi linee, la Sicilia è ubicata in corrispondenza dello scontro tra la placca africana e quella euroasiatica, ciò spiega l’elevata sismicità dell’area che in passato è stata causa di terremoti distruttivi: nel 1693 (54.000 vittime), nel 1908, nel 1968 e nel dicembre 1990”. Lo afferma Fabio Tortorici, Presidente della Fondazione Centro Studi CNG in merito alla forte scossa di terremoto di magnitudo 4.6 che si è registrata il 6 ottobre alle 2:34 con epicentro a Santa Maria di Licodia, in provincia di Catania, a una profondità di nove chilometri. Il sisma può essere collegato a una ripresa dell’attività eruttiva dell’Etna? “La raccolta di dati geofisici in atto, - risponde Tortorici - ci permetterà di stabilire se l’evento, nella notte tra venerdì e sabato, è un terremoto di natura tettonica o vulcanica e quali sono stati i meccanismi di rottura che lo hanno generato e soprattutto se si stanno verificando fenomeni di ricarica delle tensioni vulcaniche. Per ora, è certo che il sisma non è scaturito direttamente dall’interno del principale condotto vulcanico. I geologi dell’INGV a breve verificheranno se il terremoto è collegato al movimento di masse magmatiche periferiche. In ogni caso, nell’area etnea si è sempre delineata una complessa interazione tra le strutture crostali tettoniche e la struttura del vulcano”.

Etna, due scosse nella notte


ROMA - Trema ancora il Catanese. Sono due le scosse di terremoto di magnitudo 2.9 registrate nella notte in provincia di Catania. Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), la prima è avvenuta a 00:36 con epicentro vicino Adrano mentre la seconda alle 4:12 non lontano da Ragalna e Zafferana Etnea. Non si segnalano ulteriori danni a persone o cose.

Terremoto nel Catanese: Governo stanzia 10 milioni e dichiara lo stato d'emergenza

ROMA - "Avevamo promesso che in Consiglio dei ministri avremmo varato lo stato di emergenza e così è stato. Sono stati stanziati i primi dieci milioni di euro per l'emergenza". A sottolinearlo il vicepremier Luigi Di Maio in un video su Facebook, insieme al capo della Protezione civile, Angelo Borrelli. Il vicepremier ha ricordato di aver visitato i luoghi colpiti dall'eruzione dell'Etna nella zona del catanese.

"Cominceremo ad aiutare da subito le persone in difficoltà", ha evidenziato Di Maio, "questo è solo un primo passo. C'è ancora tanto da fare. Noi manteniamo le promesse non solo con le parole, ma anche con i fatti: nessuno verrà lasciato indietro".

"I soggetti attuatori saranno i sindaci", spiega il vicepremier a proposito degli stanziamenti, "inoltre è già stata firmata l'ordinanza di protezione civile".

Sisma a Catania: intenso sciame sismico vicino l'Etna

CATANIA - Un intenso sciame sismico sta interessando il Catanese a seguito dell'attività dell'Etna. Nella notte l'Ingv, l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, ha registrato una decina di scosse con magnitudo superiore a 2 ma non si registrano ulteriori danni e la notte è passata abbastanza tranquilla per gli abitanti della zona. La scossa più forte è stata avvertita in mattinata intorno alle 7,15 di magnitudo 2,7 ed è stata riscontrata nella zona di Adrano a 4 chilometri di profondità.

L'Etna si risveglia: terremoto 4.8 a Catania, feriti

(ANSA)
CATANIA - L'Etna torna a far paura. Sono 28 le persone rimaste ferite a causa dei danni causati dalla scossa di terremoto di magnitudo 4.8 sul vulcano verificatasi nella notte.  E' quanto emerso dalle due riunioni che si sono tenute, alle 4.30 e alle 6:00, del Centro coordinamento soccorsi convocato dal prefetto di Catania, Claudio Sammartino.

Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a solo 1 km di profondità ed epicentro vicino ai comuni di Viagrande e Trecastagni. Gente in strada, soprattutto famiglie con bambini piccoli, nei paesi vicini all'epicentro. Il terremoto è stato leggermente avvertito anche a Taormina, nel Siracusano e nel Ragusano. Nelle ultime ore l'Etna ha fatto registrare un'ulteriore impennata dei valori dei tremori dei suoi condotti magmatici interni, segnale della presenza di grande 'energia' e di magma in movimento che spinge sulle pareti dell'edificio vulcanico.

Momenti di paura anche durante i soccorsi: oltre ai due feriti registrati nella casa di Fleri, nella stessa frazione di Zafferana Etnea un 80enne è stato estratto da soccorritori dalle macerie della sua abitazione dove il sisma lo ha sorpreso nel sonno: portato in ospedale con un'ambulanza è stato accettato nel pronto soccorso in codice verde per delle contusioni alla testa. Lo stesso per un abitante di Pisano. Registrati a Pennisi dei crolli nella chiesa del paese, ma senza danni alle persone.

"Vivi per miracolo", ripete una famiglia di 4 persone - madre, padre e due figli minori - dopo che le pareti della loro casa sono crollate per il terremoto avvenuto alle 3:19 a nord di Catania. Sono due i feriti in maniera lieve: escoriazioni e un po' di sangue. "Eravamo a letto - ricostruisce il capo famiglia -, ci siamo svegliati di soprassalto e visto le pareti crollarci addosso. Per fortuna i mobili ci hanno protetti dalle macerie: siamo vivi per miracolo". Altre antiche costruzioni sono crollate a Fleri, Santa Venerina e Zafferena Etna.

Sopralluogo del capo della Protezione Civile Borrelli nelle zone colpite dal sisma per fare il punto dei danni, e pianificare gli interventi di assistenza alla popolazione e di verifica dell' agibilità degli edifici. Il prefetto Sammartino ha fatto aprire scuole e palestre comunali per accogliere le persone che non possono o non vogliono rientrare nella propria casa, perché inagibile o per paura. L'assistenza è stata delegata alla Croce rossa.

Chiuso precauzionalmente al traffico un tratto dell'autostrada Catania-Messina, la A18, per la presenza di 'lesioni' sospette sull'asfalto createsi dopo il terremoto. Il blocco si registra tra i caselli di Acireale e Giarre. L'eventuale riapertura sarà decisa dopo sopralluoghi e verifiche su sicurezza e stabilità del tratto autostradale al momento chiuso al traffico. L'eruzione sull'Etna, ancora in piena attività, e l'intensa attività sismica sul vulcano al momento non hanno alcun impatto sull'attività dell'aeroporto internazionale di Catania, che è pienamente operativo.

Sisma a Catania: feriti salgono a 28

CATANIA - Il bilancio è di 28 persone rimaste ferite nel terremoto che ha colpito la città di Catania. Dieci sono state soccorse da ambulanze, altre 18 si sono presentate da sole: la maggior parte ha ferite lievi, alcune si sono presentate sotto shock o colpite da attacchi di panico.

Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta esprime in un tweet la sua "vicinanza e solidarietà ai siciliani per il terremoto di Catania: pronti ad aiutare e supportare la popolazione in questo momento di grave emergenza".

Sisma a Catania: salvati tre cuccioli di cane

Il personale Usar dei vigili del fuoco ha salvato, a Zafferana, tre cuccioli di cane rimasti intrappolati nelle macerie del crollo di un solaio per il terremoto della notte scorsa nel Catanese. La proprietaria ha chiamato i pompieri sentendo i guaiti dei cani che provenivano dalla sua abitazione. I cuccioli sono sani e salvi.

L'Etna si scuote alla Vigilia di Natale

di NICOLA ZUCCARO - Boati e scosse sismiche avvertite nella Provincia di Catania sin dalla prima mattinata di lunedì 24 dicembre 2018, per una frattura rilevata in un cratere del vulcano Etna. 
E' la prima diagnosi riscontrata dall'Unità di Crisi che, in queste ore, sta costantemente monitorando, presso lo scalo aereo di Catania, l'evolversi della lunga scia di fumo levatasi dai rispettivi monti e per quella che, sia pure impropriamente, è stata già definita l'Eruzione della Vigilia di Natale.

Paura a Catania: due forti scosse di terremoto

CATANIA - Trema la Sicilia alla vigilia di Natale. Una scossa di terremoto di magnitudo 4 è stata registrata alle 13,08 a Catania a 2,1 chilometri di profondità. Poco prima un'altra scossa, di magnitudo 3,9, era stata localizzata a un chilometro di profondità sull'Etna. Non si registrano al momento danni alle persone o alle cose.

Sicilia, in salvo speleologa rimasta intrappolata sulle Madonie

PALERMO - E' stata tratta in salvo, dopo 12 ore di calvario, la speleologa 45enne che era rimasta intrappolata sulle Madonie, nei pressi di Palermo, dopo essere precipitata in una grotta a 100 metri di profondità. I soccorritori, dopo lavorato tutta la notte per salvarla, hanno riferito con orgoglio che è in buone condizioni, nonostante la sospetta frattura riportata a una gamba.

L'Abisso del Vento, il nome della cavità dove la speleologa era caduta, si sviluppa per due chilometri con stretti cunicoli e una temperatura inferiore ai 10 gradi e un'umidità dell'80%. In alcuni tratti la profondità è di 220 metri. I soccorsi all'interno della grotta di Isnello sono stati resi possibile grazie al soccorso alpino e dal Cnas, corpo specializzato nel soccorso in ambiente impervio, insieme a due medici e alla X delegazione speleo giunta da Catania.

Messina Denaro: blitz Ros contro fiancheggiatori

ROMA - L'impero criminale del boss Matteo Messina Denaro è sotto assedio: i carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Trapani hanno eseguito un fermo e decine di perquisizioni a Castelvetrano e in altri centri del Trapanese. In manette l’imprenditore dell'eolico, Matteo Tamburello, figlio del boss di Mazara del Vallo Salvatore, morto l'anno scorso, uno dei fedelissimi del superlatitante. Il fermato è ritenuto tra i più ascoltati dai vertici della mafia del territorio come emerge dell'operazione “Eris” coordinata dalla Dda di Palermo.

Le perquisizioni ordinate dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall'aggiunto Paolo Guido hanno riguardato anche Mazara del Vallo, Campobello di Mazara, Salemi, Santa Ninfa, Marsala e il centro di Palermo.

Oltre duecento militari hanno passato al setaccio Castelvetrano, Mazara del Vallo, Campobello di Mazara e Custonaci, svolgendo mirate attività di perquisizione nei confronti di 25 indagati, ritenuti fiancheggiatori e favoreggiatori della latitanza di Messina Denaro. Una ulteriore fase, spiega chi indaga, della manovra di "progressivo depotenziamento dei circuiti di riferimento e il depauperamento delle risorse economiche del sodalizio".

Le perquisizioni dei numerosi obiettivi individuati (tra cui abitazioni, proprietà rurali ed esercizi commerciali) hanno già permesso di arrestare in flagranza di reato due degli indagati, trovati rispettivamente in possesso di pistole illegalmente detenute (una Baby Browning calibro 635 munita di caricatore con 5 colpi e un revolver calibro 22 con 20 cartucce); di sequestrare apparecchiature informatiche e per le telecomunicazioni, nonché documentazione, materiale questo che è già al vaglio dei tecnici e degli analisti del Ros.

Eseguito dai militari anche il fermo di indiziato di delitto emesso dalla procura distrettuale antimafia di Palermo nei confronti dell'imprenditore Matteo Tamburello esponente di spicco della famiglia di Cosa nostra di Mazara del Vallo, indagato per associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori e violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale. Scarcerato nel 2015 era tornato riferimento di clan e affari.

In cima ai suoi interessi economici l'eolico e stava realizzando un nuovo impianto con un imprenditore mazarese, oggi interessato dalle perquisizioni.

Catania, spara e uccide moglie e i due figli di 4 e 6 anni

CATANIA - Stermina la propria famiglia accecato dalla gelosia. E' quanto accaduto ad un consulente finanziario di 34 anni che ha ucciso a colpi di pistola la moglie di 34 anni e i suoi due figli minorenni di 4 e 6 anni. Il dramma si è consumato nella tarda mattinata di oggi a Paternò, nel Catanese. Movente del delitto la gelosia. L'arma era detenuta legalmente.

L'uomo si è poi tolto la vita. La strage è avvenuta nella casa di via Libertà 25, nel centro di Paternò. A chiamare i soccorsi sono stati i parenti, che non avevano più avuto notizie dei loro familiari. Al via le indagini dei carabinieri.

Evade dai domiciliari e dà botte ai prof

GELA - Ancora violenze su un docente dalla Sicilia. Un uomo di Gela è evaso dai domiciliari per andare a picchiare un docente di un istituto superiore di frequentato dal figlio. Secondo quanto ricostruito dagli agenti che lo hanno arrestato, l'aggressione è nata dopo un rimprovero al ragazzo  che disturbava in classe.

Il giovane, dopo aver subito una nota sul registro di classe, con tono concitato e minaccioso, aveva preteso che la nota gli fosse tolta. L'insegnante, dopo aver rimproverato e ricondotto al proprio posto lo studente, aveva ripreso regolarmente le lezioni.

Dopo qualche ora all'interno dell'istituto scolastico si è presentato il nonno del ragazzo per parlare con il docente, ma mentre questi spiegava le ragioni della nota, il padre lo ha sorpreso alle spalle e lo ha colpito con un pugno all'occhio destro.

Mafia, 'Cupola 2.0': arrestato capoclan Bolognetta

PALERMO - I Cc del comando provinciale di Palermo hanno arrestato Stefano Polizzi, 63 anni, indicato come capo della famiglia mafiosa di Bolognetta. L’uomo - tra i destinatari dei fermi disposti dalla Dia di Palermo, che ieri ha azzerato la “Cupola 2.0”, è stato rintracciato questa notte.

LE ACCUSE - L’accusa nei suoi confronti è di partecipazione all’associazione mafiosa con l’aggravante delle funzioni direttive, che avrebbe espletato mantenendo il controllo sul territorio ed intrattenendo rapporti frequenti e qualificati con Salvatore Sciarabba; prendendo parte ad almeno due summit mafiosi tenutisi a Misilmeri il 13 e 27 maggio 2017; risolvendo le "questioni imprenditoriali" sorte con altri mafiosi o persone vicine ai mafiosi locali, anche mediante il ricorso all’intervento di Sciarabba. Polizzi avrebbe anche veicolato i messaggi trasmessi, mediante "pizzini", da Sciarabba e ponendo in essere condotte volte ad eludere le investigazioni. Si sarebbe poi prodigato, anche su richiesta di soggetti terzi, per recuperare beni provento di furto.