Revocato il fermo della Sea-Watch 5: la ong pronta a tornare in mare


Catania - Il tribunale di Catania ha revocato il provvedimento di fermo della nave Sea-Watch 5, annullando i 15 giorni di sequestro e la relativa multa. La decisione riguarda il salvataggio di 18 migranti avvenuto lo scorso 25 gennaio, tra cui due bambini piccoli, in acque internazionali nella zona SAR libica. La ong tedesca ha dichiarato: “Presto torneremo nel Mediterraneo e saremo pronti a supportare le persone in transito”.

La sanzione era stata disposta dalle autorità italiane poiché la Sea-Watch 5 non avrebbe comunicato alle autorità libiche le posizioni di soccorso, scelta motivata dalla ong con le “continue violazioni dei diritti umani” in Libia.

Risarcimento per il blocco del 2019

La revoca arriva pochi giorni dopo il dispositivo del tribunale di Palermo, che aveva stabilito il risarcimento alla ong per 76mila euro, più circa 14mila euro di spese legali, a seguito del blocco subito nel 2019 dopo il caso della comandante Carola Rackete.

Morti di migranti legate al ciclone Harry

Parallelamente, la Sea-Watch segnala il ritrovamento di almeno 15 cadaveri di migranti sulle coste di Calabria e Sicilia negli ultimi giorni, vittime del ciclone Harry che a fine gennaio ha devastato le coste siciliane. “Vite che si sono concluse ai confini dell’Europa. E queste sono solo quelle che vediamo”, scrive la ong sui social.

Il portavoce dell’Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo, Flavio Di Giacomo, ha lanciato un appello urgente: “È necessario un intervento per prevenire ulteriori morti”.

Secondo gli ultimi dati dell’Organizzazione internazionale delle migrazioni (OIM), nel 2026 sono già 547 i migranti morti lungo le rotte del Mediterraneo: 485 nel Mediterraneo centrale, 27 in quello occidentale e 35 in quello orientale.

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