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WhatsApp, Facebook e Instagram ancora down

Di nuovo problemi, ad un mese esatto dal blocco di Fb più lungo della storia, per le piattaforme di Mark Zuckerberg. Un blocco andato avanti da mezzogiorno alle 15 ora italiana ha paralizzato non solo il social n.1 al mondo, ma anche Instagram e la app di messaggistica Whatsapp, che sono risultate inaccessibili per milioni di utenti in Europa e Stati Uniti.

Secondo le rilevazioni di DownDetector, servizio che monitora l’accessibilità dei domini del web, i problemi si sono riscontrati in Europa e Stati Uniti. 

L’interruzione dei servizi è arrivata a trenta giorni dal 13 marzo scorso, quando le piattaforme di proprietà di Facebook erano state parzialmente irraggiungibili per un giorno in varie parti del mondo.

Questo genere di problemi può capitare: certamente però è difficile non notarlo quando si tratta del social network più utilizzato al mondo, con più di due miliardi di utenti.

Il nuovo down non è passato inosservato neanche su Twitter: piattaforma storicamente utilizzata proprio per segnalare i vari #down degli altri servizi. Così anche #FacebookDown e #InstagramDown sono già trendtopic. Allo stato attuale, sembra che solo l’account Twitter di Facebook non abbia twittato a riguardo.

Finti accrediti sulla PostePay: nuovo phishing con la truffa online

ROMA - Torna ciclicamente la frode online del “blocco della PostePay” attraverso una massiva attività di phishing, ossia l’invio di migliaia di mail truffaldine ad ignari utenti della rete ed ancora una volta è un post pubblicato dalla Polizia Postale sulla sua pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia a rilanciare il tema delle truffe telematiche mediante furto di dati attraverso falsi messaggi che simulano in tutto e per tutto prodotti e loghi di note aziende del settore creditizio.

Il rischio che hacker e truffatori telematici si insinuino nei nostri dispositivi, come andiamo ripetendo noi dello “Sportello dei Diritti”, è ormai all’ordine del giorno è ad essere particolarmente nel mirino di questi malintenzionati sono i conti correnti e i prodotti creditizi di Poste Italiane per la loro diffusione tra la platea dei residenti in Italia e per la circostanza che molti tra coloro che hanno un qualsiasi rapporto con l’azienda in questione sono anziani, giovanissimi o stranieri e quindi più vulnerabili. Non passa istante, infatti, che sul territorio nazionale non si senta qualcuno che abbia ricevuto sulla propria mail o sul proprio dispositivo quale smarthpone, tablet o pc, un messaggio che inviti a mettere mano ai propri dati o a cliccare su qualche link che riguarda la propria Postpay, il proprio conto BancoPosta o prodotti similari. 

In questo caso, la Polizia Postale pubblica anche lo screenshot del tipico messaggino che potrebbe giungere sulle nostre email e ci ricorda di far “attenzione a regali o accrediti inaspettati che se pur possibili rimangono altamente improbabili”. È questo il testo del post pubblicato che, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ci ricorda che il modo migliore per difendersi è quello di prestare sempre attenzione ad ogni messaggio che ci giunge, leggendolo attentamente e cestinarlo subito dopo, una volta verificato il contenuto truffaldino. 

È sufficiente, quindi, non cliccare sui link cui solitamente conducono, non rispondere alle richieste di dati personali o bancari o aprire gli allegati che spesso sono contenuti, per evitare qualsiasi tipo di conseguenza pregiudizievole. È bene ripetere ancora una volta che Poste Italiane non utilizza mai queste modalità per le proprie procedure o attività. Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.

Centinaia di italiani spiati da software

Centinaia di italiani sarebbero stati infettati da uno spyware - software che raccoglie informazioni - sviluppato da un'azienda italiana, distribuito sui dispositivi Android e capace di bypassare i filtri di sicurezza Google. Si chiama Exodus, è stato identificato da un gruppo di ricercatori, la storia è ripresa dal sito Motherboard che parla di "malware governativo". 

"Riteniamo - sostengono i ricercatori - che sia stato sviluppato dalla società eSurv, di Catanzaro, dal 2016". "Abbiamo identificato - proseguono i ricercatori - copie di uno spyware sconosciuto che sono state caricate con successo sul Google Play Store più volte nel corso di oltre due anni. Queste applicazioni sono normalmente rimaste disponibili per mesi". 

Google, contattata dai ricercatori ha rimosso le applicazioni e ha dichiarato che "grazie a modelli di rilevamento avanzati, Google Play Protect sarà ora in grado di rilevare meglio le future varianti di queste applicazioni".

Nello specifico erano due gli step seguiti dallo spyware: prima raccoglieva informazioni base di identificazione del dispositivo infetto (in particolare il codice Imei che consente di identificare in maniera unica uno telefono ed il numero del cellulare), poi, individuate queste informazioni si passava alla fase due, in cui veniva installato un file che raccoglieva dati e informazioni sensibili dell'utente infettato come la cronologia dei browser, le informazioni del calendario, la geolocalizzazione, i log di Facebook Messenger, le chat di WhatsApp. 

Violò brevetti, Apple dovrà risarcire 31 mln a Qualcomm

SAN DIEGO - Duro colpo per Apple inferto dalla giustizia Usa. Una giuria ha deciso che Cupertino dovrà pagare 31 milioni di dollari di danni per la violazione dei brevetti di una tecnologia, di proprietà del produttore di chip Qualcomm, che aiuta gli iPhone a connettersi rapidamente a internet e prolungare la durata della batteria.

I componenti contestati sono quelli utilizzati su iPhone 7, 8 e X. Questo giudizio "è l'ultima vittoria nella nostra disputa legale mondiale per riconoscere che Apple sta usando le nostre tecnologie senza pagare", ha commentato Qualcomm in una nota.

I due gruppi sono stati impegnati in una lotta giudiziaria e normativa in tutto il mondo per diversi anni e molti procedimenti sono tuttora in corso. Qualcomm essenzialmente accusa il marchio Apple di utilizzare le sue tecnologie senza pagare una licenza. Apple, da parte sua, ritiene che Qualcomm abbia chiesto royalties ingiustificate.

Facebook e Instagram down: migliaia di utenti coinvolti

Facebook e Instagram sono 'down'. Come sottolinea DownDetector, dalle 17 in poi ci sono state oltre 20mila segnalazioni di malfunzionamento tra Instagram e Facebook in tutto il mondo. Criticità anche per WhatsApp: alcune centinaia di utenti hanno infatti segnalato malfunzionamenti nell'invio di foto e video.

Sarebbero migliaia gli utenti coinvolti in tutto il mondo. Forti rallentamenti nell'utilizzo di Facebook (è apparso il messaggio «Facebook tornerà disponibile a breve»), impossibile caricare alcune pagine e post, e alcuni utenti che affermano di aver riscontrato problemi anche con Instagram e con Messenger, l'applicazione che gestisce la posta privata del social network blu.

Ridda di messaggi su Twitter di chi si chiede il perché di quanto sta accadendo, e in tanti ironizzano su quanto accade solitamente in questi casi: chi usa sempre Facebook e Instagram, e apre Twitter solo se i primi due non funzionano. L'hashtag #Instagramdown è attualmente al primo posto in tendenza in Italia.

Decolla la navetta SpaceX-Nasa: a bordo un fantoccio ispirato ad 'Alien'

CAPE CANAVERAL - E' decollata, con il razzo vettore Falcon 9 di Space X, la Crew Dragon, la navetta spaziale destinata alla stazione spaziale internazionale. Nessun astronauta a bordo, ma un fantoccio ispirato dal tenente Ripley, impersonato da Sigourney Weaver nella serie cinematografica di 'Alien'. 

La capsula è stata lanciata con il razzo Falcon 9 dalla base di Cape Canaveral alle 8,49 italiane. A bordo della capsula c'è solamente il manichino sosia dello Starman che sta sfrecciando nello spazio a bordo della Tesla dal febbraio 2018. Il suo nome si riferisce a Ellen Ripley, la protagonista del film 'Alien' del 1979.

Chiamata Demo-1, la missione è cruciale per raccogliere tutti i dati che permetteranno di programmare al meglio la prima missione con astronauti a bordo, in programma in luglio.

Tariffe cellulari: italiani sempre più affamati di GB. Essere iperconnessi ormai costa meno

La connessione internet dello smartphone è diventata indispensabile per gli italiani, che sono ormai "famelici" di GB. Le tariffe mobili con più appeal sono quelle con 5-10 o addirittura 20 giga, che fino a due anni fa erano interessanti solo per pochi. A tal punto che gli operatori propongono tariffe con 20 giga a prezzi più convenienti delle offerte con meno internet, invitando a un uso più massiccio della rete. A rivelarlo è l'ultima indagine SosTariffe.it, che ha preso in esame i dati del proprio comparatore di telefonia nel corso dell’ultimo biennio (2017-18).

Cos'è cambiato negli ultimi due anni: sempre più gettonate le tariffe da 10 GB in sù
Con buona probabilità ha giocato un ruolo importante nella "liberalizzazione" di internet da dispositivi mobili l'avvento recente dei nuovi operatori virtuali Iliad e Ho mobile, con le loro promozioni a basso costo comprensive di molti GB. Fatto sta che dalla differenza di richieste giunte al comparatore tra il 2017 e il 2018 emerge un dato chiaro: gli italiani vogliono essere iperconnessi e navigare senza pensieri né preoccupazioni per i GB consumati.
In due anni le richieste degli utenti di SosTariffe.it di tariffe che comprendono da 1 a 5 gigabyte di internet hanno subito un netto calo (-76,5%), a vantaggio delle comparazioni riguardanti offerte che propongono da 6 a 10 gigabyte almeno (+143%). Ma le più gettonate stanno progressivamente diventando le tariffe con oltre 10 gigabyte (+405%).

Almeno 2GB la soglia minima di “sopravvivenza telematica”: mai senza sul proprio device
Nel corso dell'anno 2017 la maggior parte degli utenti di SosTariffe.it (ovvero il 44,85% del totale) si accontentava di navigare con 2 gigabyte di traffico internet. Accanto ad essi, un gruppo un po' più ristretto (30,57%) di esigenti che già avevano bisogno del doppio di dati (4 GB al mese). Meno ambite le tariffe con 3 gigabyte (6,85%) o un solo giga (9,79%).
Nel 2018 le esigenze cambiano. La maggior parte degli utenti (32,42%) tende ad assicurarsi sempre i 2 gigabyte indispensabili per svolgere le proprie attività quotidiane sul web. Ma a seguire c'è anche un gruppo che ha bisogno almeno di 5 Gb (21, 47%). Gli "ingordi" di dati mobili sono ancora una minoranza: ovvero coloro che hanno bisogno di 10 giga mensili (15,99%) o addirittura 20 gigabyte al mese (16, 14%).

Bastano 15 euro per essere sempre online: i pacchetti da 5 o 20 GB hanno costi simili
Ma se navigare tanto sta diventando una necessità, quali sono i costi per farlo?
Se consideriamo le medie delle principali tariffe per telefonia mobile, comprensive del traffico dati, sul mercato alla data del 31 dicembre 2018, notiamo come le più economiche siano ancora quelle con 2 gigabyte inclusi (in media 13 euro). Ma per chi vuole navigare di più, ormai non occorre spendere troppo. È interessante notare come i pacchetti con 5 giga inclusi e quelli con 20 gigabyte abbiano grossomodo lo stesso prezzo, cioè in media 15 euro. Un invito, implicito, a navigare di più spendendo lo stesso. Mentre invece, per assurdo, risultano meno convenienti quelle con un traffico internet di 10 gigabyte incluso nell'offerta, le quali si aggirano intorno a 21 euro.
Per scoprire le tariffe più congeniali alle nostre necessità è possibile utilizzare il comparatore di SosTariffe.it, grazie al quale sono stati rilevati alcuni dati di questa indagine: https://www.sostariffe.it/tariffe-cellulari/.

Clienti Vodafone truffati via Whatsapp. "Non fornite alcun documento"

ROMA - Occhio all’ennesimo tentativo di truffa online di massa, o meglio, per gli utenti di una compagnia telefonica primaria come Vodafone. Infatti, come segnalato dalla Polizia Postale sulla pagina Facebook “Commissariato di Ps-online” e come ritiene opportuno rilanciare lo “Sportello dei Diritti”, bisogna stare molto accorti perché la frode è dietro l’angolo se non si sta accorti.

“Facciamo attenzione - comincia così il post della Polizia Postale - Diversi utenti che si sono rivolti al servizio assistenza dell’operatore Vodafone per segnalare guasti sulla rete fissa sono stati contattati su WhatsApp, da un fantomatico “reparto Tecnico” il quale, al fine di sollecitare l’intervento di personale tecnico, richiedeva con varie scuse, copia dei propri documenti di riconoscimento e, in alcuni casi, anche una copia di un secondo documento d’identità. Ricordiamo che gli operatori telefonici non richiedono mai copie di documenti per interventi di assistenza né tantomeno utilizzano whatsapp per comunicare con la propria clientela. In alcuni casi invece i truffatori informano gli utenti di inesistenti rincari della loro tariffa telefonica invitando gli stessi a passare ad altro operatore telefonico. Nel dubbio è opportuno sincerarsi attraverso il call center dedicato all’assistenza. Vodafone Italia anche a tutela della propria clientela ha sporto regolare denuncia all'Autorità giudiziaria”.

Un altro modo per appropriarsi delle identità altrui per poter tentare le più disparate ipotesi di truffa, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, che ancora una volta ritiene opportuno diffondere questa nuova allerta per le possibili implicazioni per gli utenti della rete. Attenzione dunque, perché la truffa online è sempre dietro l’angolo.

Recesso da ADSL e fibra ottica: da gennaio al via le nuove regole, ma i prezzi sono già bassi

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha stabilito che a partire da gennaio 2019 i costi di disdetta richiesti dalle compagnie telefoniche dovranno essere proporzionati al valore reale del contratto: addio costi di recesso eccessivi e balzelli aggiuntivi.
Per lasciare un provider si dovrà pagare al massimo una somma pari al canone mensile. Alla luce delle nuove linee guida dell’Authority, SosTariffe.it ha stimato i costi di recesso anticipato attualmente applicati dagli operatori e le relative penali. La ricerca ha preso in esame le tariffe di fibra ottica (FTTH e FTTC) e Adsl tradizionale proposte dai principali provider internet attivi in Italia nel mese di novembre 2018.

Chiudere un’utenza è un salasso, soprattutto per l’Adsl
Nel complesso i canoni mensili delle varie tariffe internet presenti sul mercato si equivalgono, ma le offerte fibra ottica FTTH, la più veloce, allettano i consumatori con canoni promozionali più duraturi (in media 13 mesi).
Le offerte Adsl sono meno costose in caso di recesso per cambio compagnia e anche in caso di disdetta prima del vincolo di tempo imposto dal contratto, l’ideale per chi voglia passare da un operatore all'altro con disinvoltura.
I costi medi di recesso in anticipo dalle offerte rispetto alla scadenza del contratto (che in genere vincola per 24 mesi) sono nel complesso bassi, salvo per la fibra ottica veloce.

Fibra ottica con tecnologia FTTH: il recesso anticipato costa caro
Oggi attivare un contratto per internet fisso con fibra ottica a tecnologia FTTH costa circa 33 euro al mese. Un prezzo nella media, che per il primo periodo promozionale può calare anche fino a 27 euro. E lo sconto dura anche tanto: in media 13 mesi. Poi sono dolori. Chi voglia cessare del tutto la linea, per decesso del titolare ad esempio, deve sborsare ben 57 euro (o comunque una cifra compresa tra 40 e 65 euro). Nel caso invece si voglia passare a un altro provider, si dovrà sostenere un costo di 42 euro in media (ma può oscillare dai 35 ai 56 euro). Guai a recedere in anticipo rispetto alla scadenza naturale del contratto: la penale (che si deve aggiungere ai costi visti in precedenza) per recesso anticipato in media è di 21 euro, molto più alta rispetto alla fibra ottica FTTC e all’Adsl tradizionale.

Fibra ottica FTTC: in promozione per troppo pochi mesi
Le famiglie che navigano su internet con fibra ottica a tecnologia FTTC, meno veloce della FTTH, pagano in media 34 euro al mese di canone. Per i primi mesi in genere è in promozione a 28 euro. Ma gli sconti si concludono già dopo soli sei mesi.
Anche in questo caso la cessazione della linea si paga a peso d’oro: in media 57 euro (ma a seconda dei provider la somma può oscillare dai 49 ai 70 euro). Note dolenti anche per passare a un altro provider. Chi prova ad abbandonare la compagnia per approfittare di un'offerta della concorrenza dovrà sborsare ben 43 euro (cifra che oscilla dai 35 ai 56 euro, a seconda dell'operatore). La penale per recesso anticipato qui è lievemente più bassa rispetto alla tecnologia FTTH: circa 18 euro.

Adsl tradizionale: recedere in anticipo si può, ma cessare la linea non conviene
I l canone mensile, per chi ancora usufruisce della normale banda larga, in genere si aggira intorno ai 33 euro, che diventano 28 in promozione, in genere per i primi sette mesi. In questo caso, cessare la linea comporta un impegno economico significativo, pari a 61 euro in media (con cifre che oscillano dai 49 ai 70 euro). Chiudere un contratto Adsl, in sostanza, costa di più rispetto a 'salutare' una linea in fibra ottica. Si risparmia viceversa nel passaggio ad altro provider, che costa 39 euro in media (cifre comprese 35 e 56 euro). Anche la penale per il recesso anticipato è light: solo 11 euro.
Si tratta dunque di un buon momento per cambiare operatore, potendo beneficiare del risparmio garantito dalle nuove linee guida fissate dall’Authority. Per individuare le offerte internet per la casa più convenienti, si può usare lo strumento di comparazione delle tariffe ADSL e fibra ottica di SosTariffe.it che permette di confrontare tutte le proposte delle principali compagnie attive oggi nel nostro Paese: http://www.sostariffe.it/confronto-offerte-adsl/.

Tariffe cellulari: per chi attiva online e paga con ricarica, prezzi mini e più internet

La soluzione ideale per risparmiare sulle offerte per la telefonia mobile del nostro smartphone approfittando di ottime condizioni è far addebitare la tariffa mensile sul credito residuo, attivando il pacchetto possibilmente sul web. Meglio stare alla larga invece dall'attivazione in negozio. Non è una buona idea neanche l'addebito diretto in conto corrente, tramite Rid bancario. A rilevarlo è l'ultimo osservatorio SosTariffe.it che ha posto a confronto quattro diverse combinazioni possibili di addebito e modalità di attivazione delle offerte ora sul mercato.

Poker di soluzioni: la scelta migliore è attivare online e pagare con le ricariche
L’optimum per spendere poco con lo smartphone e godere di prestazioni di buon livello è scegliere di addebitare le somme mensili sul credito residuo, pagando con ricarica mese per mese. Ma occhio ad attivare il pacchetto online. Si risparmia sul costo mensile di recesso, e si può beneficiare di internet a non finire. Meglio evitare invece di attivare l'offerta nei negozi o rivenditori automatici: in tal caso le condizioni offerte peggiorano di molto, sul fronte minuti, giga, sms. Per scoprirlo l'indagine di SosTariffe.it ha posto a confronto quattro diverse opzioni disponibili:
- addebito su conto corrente con attivazione online;
- addebito su conto corrente con attivazione tramite altri canali;
- addebito su credito residuo con attivazione online;
- addebito sul credito residuo con attivazione tramite altri canali.
Le rilevazioni sono state condotte sulle offerte attivabili al 31 ottobre 2018 da parte delle compagnie telefoniche Tim, Vodafone, Wind Tre, Iliad e Ho mobile.

Pagamento con credito residuo: prezzi piccoli per navigare in libertà
La soluzione in assoluto più conveniente tra le quattro prese in considerazione dall'osservatorio SosTariffe.it, è l'addebito sul credito residuo, a patto che si attivi il pacchetto online. Scegliere di ricaricare il credito mese per mese, conviene. L'attivazione telematica consente una serie di vantaggi economici rispetto a tutte le altre soluzioni: il costo mensile è in media il più basso (circa €14). Esigui anche i costi di recesso (in media 13 euro). Con prezzi mini è possibile navigare serenamente, con 28 GB mensili inclusi. L'obbligo di permanenza è fino a 24 mesi. Nella media i minuti inclusi (circa 2376) e gli sms (1519). Anche i costi di attivazione sono tra i più bassi: circa 4 euro.
Pagando con il credito residuo ma attivando l'offerta nei negozi o rivenditori automatici si può beneficiare di condizioni scadenti. Bisognerà limitarsi nell'uso d’internet, con soli 23 GB compresi nell'offerta e anche tagliare corto nelle conversazioni (con soli 2145 minuti inclusi di telefonate), senza potersi rifare con gli sms (solo 707 in media). Si tratta di una soluzione che è consigliabile evitare per i costi medio alti, di recesso (circa 20 euro), mensili (in media 15 euro) e di attivazione (8 euro).

Addebito sul conto corrente: sms a non finire, ma i prezzi s’impennano
Chi opta per l'addebito in conto corrente e sceglie di attivare online ha diversi vantaggi:
può contare su una valanga di sms (circa 1550) e GB (in media 28 al mese) e anche su i costi di attivazione comprensivi della SIM tra i più bassi (4 euro). In compenso è vincolato a un obbligo di permanenza nella media, pari a 24 mesi. Tuttavia il costo mensile medio che deve sostenere è il più alto tra le quattro soluzioni considerate (circa 17.50 euro al mese), e in cambio di 2592 minuti di conversazione deve fronteggiare un costo di recesso non bassissimo, 15 euro in media.
Fermo restando che si opti per addebito in conto corrente, ma attivando tramite altri canali come i negozi o i rivenditori automatici, la situazione è in parte diversa. In questo caso i vantaggi sono due: si può contare su più minuti di conversazione di tutte le altre soluzioni (circa 2650) e 1550 sms, e anche una discreta quantità di giga, circa 27. In questo caso però, a parità di obbligo di permanenza fino a 24 mesi, il recesso è un salasso: 24 euro circa. E anche i costi del canone mensile e di attivazione, rispettivamente di 17 e 6 euro, sono da capogiro.
Per scoprire le tariffe più congeniali alle nostre necessità è possibile utilizzare il comparatore di SosTariffe.it, grazie al quale sono stati rilevati alcuni dati di questa indagine: https://www.sostariffe.it/tariffe-cellulari/.

Fonte: Sostariffe.it

Instagram: lasciano la società i cofondatori Kevin Systrom e Mike Krieger

LOS ANGELES - Novità per il social network Instagram: i cofondatori Kevin Systrom e Mike Krieger lasciano la società a cui avevano dato vita nel 2010.

"Lasciamo per tornare a esplorare la nostra curiosità e creatività" ha dichiarato Kevin Systrom. "Siamo pronti per il nostro prossimo capitolo. Costruire cose nuove richiede un passo indietro, di capire cosa di ispira e incrociarlo con ciò di cui ha bisogno il mondo. Questo è quanto intendiamo fare".

Per quel che riguarda la piattaforma social per la condivisione di fotografie, ha mille uffici in tutto il mondo e oltre un miliardo di utenti. Quando nacque come startup, aveva 13 dipendenti. Nel 2012 è stata acquistata da Facebook per un miliardo di dollari. 

Messaggi truffa a gogo per Whatsapp da rinnovare

ROMA - “Salve Rinnova il Suo Whats-App o verra disattivato. clicca qui”. Recita più o meno così, con un italiano a dir poco stentato, uno dei messaggini che può pervenire sui nostri dispositivi e che in realtà è un tentativo di truffa con il quale uno sconosciuto afferma falsamente che Whatsapp sta scadendo e che si dovrà effettuare un fantomatico rinnovo cliccando un determinato link. Niente di più falso e pericoloso! Ancora una volta lo “Sportello dei Diritti” è costretto ad interviene per chiarire che questi finti messaggi, non sono altro che dei tentativi per carpire la nostra buona fede ed accedere ai nostri dati.

Anche la Polizia Postale sulla sua pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia” ha ricordato con un post con tanto di screenshot del tipico messaggino che “Il servizio WhatsApp non prevede abbonamento né tanto meno il pagamento”. È bene ricordare ancora una volta - sottolinea Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” - che “Whatsapp”, almeno per il prossimo futuro e salvo diverse indicazioni ufficiali degli sviluppatori e titolari del marchio, è un’applicazione completamente gratuita.

In tal senso, va sottolineato che i titolari di App compreso Whatsapp utilizzano specifici canali per i loro aggiornamenti ed in particolare Apple Store per i sistemi IOS dei dispositivi Apple e i Market Store (tra cui Google Play Store) per i dispositivi Android. È evidente, quindi, che questi messaggi sono falsi e vanno semplicemente cancellati per evitare conseguenze dannose per i nostri dispositivi.

Facebook down per diverse ore

ROMA - Un black out social totale nel primo pomeriggio di ieri: in diversi paesi di tutto il mondo centinaia di persone hanno avuto problemi di accesso su Facebook. In centinaia hanno segnalato anche su Twitter - dove gli hashtag #facebookdown sono diventati subito trending topics - di non riuscire a collegarsi agli account social da desktop.

In particolare, sembrava impossibile accedere a Facebook o postare contenuti. Ancora una volta i server riscontrano problemi. Le prime segnalazioni i social sono iniziate ieri sera, ma la situazione sembra essere tornata alla normalità

Telefonia: inizia l'era della rete 5G

ROMA - "Inizia oggi una nuova tappa del percorso che porterà l’Italia a dotarsi di una tecnologia innovativa, la rete 5G , che non è semplicemente un’evoluzione del 4G ma è una piattaforma che apre nuove opportunità di sviluppo per il nostro sistema economico, una tecnologia che rappresenta un punto di rottura con il passato, sia per quanto riguarda la velocità sia il tempo di latenza e offre potenzialità enormi sul fronte dei servizi che potranno essere sviluppati" ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi di Maio.

"La connessione sarà sempre più veloce e alla portata di tutti, coerentemente con gli obiettivi della Next Generation Mobile Networks Alliance, l’associazione di operatori, venditori, produttori e istituti di ricerca operanti nel settore della telefonia mobile, che prevede che le reti 5G dovranno anche soddisfare le esigenze di nuovi casi d'uso, come l'Internet of things (dispositivi connessi a Internet) nonché servizi di trasmissione e linee di comunicazione d'importanza vitale in occasione di disastri naturali. E' stato approvato il bando di gara e il relativo disciplinare, i cui testi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale saranno disponibili sul sito internet del Ministero. La procedura di gara per l’assegnazione dei diritti d’uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di comunicazione elettronica in larga banda mobili terrestri bidirezionali nelle bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26.5-27.5 GHz prende l’avvio delle disposizioni della legge di bilancio 2018 che prevedeva importanti misure economiche per favorire la transizione alla nuova tecnologia 5G. Con la pubblicazione del bando e del disciplinare di gara, l'Italia si conferma tra i paesi leader in Europa per lo sviluppo del 5G. Questo atto rappresenta, infatti, un’importante decisione strategica che ci pone all'avanguardia sia per la quantità e la qualità dello spettro messo a disposizione degli operatori di comunicazione elettroniche sia per le potenzialità di sviluppo di servizi innovativi per i cittadini, le imprese e per la stessa pubblica amministrazione. Le caratteristiche di tale nuova tecnologia consentirà la digitalizzazione di ampi settori economici: dai trasporti all’industria, all’agricoltura, alla cultura, alla scuola, alla sanità, al turismo, all’ambiente, garantendo ampi margini di crescita per il nostro Paese. Le differenze tra il 4G e il 5G vanno al di là della maggiore velocità e si traducono, come già anticipato, in un più elevato numero di dispositivi connessi simultaneamente, in una più elevata efficienza spettrale di sistema (volume di dati per unità di area), un più basso consumo delle batterie, una migliore copertura, alte velocità di trasmissione in porzioni più grandi dell'area di copertura, latenze inferiori, un più elevato numero di dispositivi supportati, costi più bassi per l'installazione delle infrastrutture, una più elevata versatilità e scalabilità e, infine, una più elevata affidabilità delle comunicazioni. Voglio infine rimarcare come la connessione a Internet sia espressione di democrazia e debba essere considerata un diritto primario di ogni cittadino. Tutti i consumatori avranno diritto alla fruizione dei servizi di fonia e internet a un prezzo accessibile, come stabilito dagli artt. 79 e 80 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche approvato dal Parlamento Europeo. C’è libertà degli Stati di prevedere fondi interamente nazionali o privati per sostenere la misura. C’è inoltre libertà degli Stati di prevedere che le fasce deboli abbiano pacchetti agevolati in modo tale che non siano socialmente escluse arrivando a erogare il servizio gratis, se ritenuto necessario, compatibilmente con il regolamento sul regime di aiuti di stato. Internet deve essere considerato un bene di prima necessità, alla stregua dell’acqua e dell’energia elettrica, accessibile a tutti, in special modo ai più svantaggiati economicamente".

Ora c'è la conferma scientifica: lo smartphone danneggia la vista

ROMA - Tablet, smartphone e computer: fissiamo questi dispositivi molte ore al giorno. Il costante e breve fissare lo schermo e la tensione dei muscoli interni dell'occhio peggiora la circolazione sanguigna e rallenta il cambiamento della visione vicina e lontana. Ora gli esperti dell'associazione tedesca Verein Kuratorium gutes Sehen (KGS) confermano: la visione digitale è un enorme onere per il nostro corpo, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti.” Utilizzarlo a letto, per esempio, può influire negativamente sulla qualità del sonno, ma non solo.

La luce blu dei dispositivi elettronici è stata legata a gravi problemi di salute fisica e mentale. La luce blu fa parte dello spettro luminoso a cui siamo esposti ogni giorno. Tuttavia, l’esposizione notturna a questo tipo di illuminazione può danneggiare la vista causando la cecità temporanea da smartphone. Questa condizione è una forma speciale di cecità temporanea. È caratterizzata da una perdita della vista a breve termine e inoffensiva in un solo occhio.

Tipicamente, questo fenomeno si verifica a letto la sera quando viene utilizzato un solo occhio durante la lettura sullo schermo mentre l'altro è coperto dal cuscino. Questo fenomeno non è basato sulla malattia organica ma sul normale adattamento dell'occhio alle mutevoli condizioni di luce. La cecità temporanea richiede solo un periodo di tempo limitato e può avere cause diverse. Cecità da un fulmine luminoso e improvviso, specialmente di notte, quando le pupille sono dilatate e molta luce colpisce la retina.

Sulla retina dell'occhio sono le cosiddette aste e coni, che sono responsabili del vedere in diverse condizioni di luce. I picchi sono utilizzati per la visione a colori alla luce del giorno e le bacchette sono responsabili della visione crepuscolare (visione da oscurità). Nella transizione dal buio alla luce, vi è un passaggio dall'avvistamento da bastone a perno. La pigmentazione visiva rodopsina contenuta nelle aste, detta anche viola visiva a causa del suo colore, decade quando la luce cade e trasmette il segnale "luce" al cervello. Questo processo di adattamento alla luce intensa richiede solo pochi secondi a minuti.

L'adattamento degli occhi all'oscurità richiede molto più tempo. Per essere in grado di percepire qualsiasi luce presente nell'oscurità, la prima rodopsina scomposta deve essere riassemblata. Questo processo (rigenerazione della rodopsina) dura fino a 20 minuti. La cecità temporanea dello smartphone è un fenomeno che viene sempre più osservato con l'avvento dell'uso intensivo di smartphone. Si verifica solo quando, al buio, la persona in questione sta leggendo con un occhio solo sullo schermo mentre l'altro occhio è coperto dal cuscino. Dopo aver utilizzato lo smartphone, l'occhio attualmente visibile viene percepito come "cieco" per un massimo di 15 minuti.

La persona colpita ha l'impressione di una perdita della vista, che è completamente reversibile. Anche con ripetute occorrenze del fenomeno non si prevedono conseguenze a lungo termine. Può essere evitato solo indirizzando entrambi gli occhi sullo schermo. In posizione sdraiata, quando un occhio è coperto dal cuscino, vi è una diversa regolazione di entrambi gli occhi rispetto alle condizioni di illuminazione prevalenti. L'occhio rivolto verso il cuscino è adattato al buio, mentre l'occhio "leggente" è adattato alla luminosità dello schermo. Se lo smartphone è spento, quello precedentemente adattato alla luce si comporta come se fosse chiuso. Ci vuole un po 'di tempo perché la rodopsina riesca a rigenerarsi per attirare l'attenzione dell'oscurità.

Le persone interessate sperimentano questo processo di adattamento come una perdita temporanea della vista. Gli oculisti raccomandano un uso moderato di smartphone e pc. Anche un uso eccessivo di telefoni e altri dispositivi, come computer, tablet e TV a schermo piatto, può portare a danni visivi a lungo termine e addirittura irreparabili. L’esposizione diretta può causare danni alla retina. L’American Macular Degeneration Foundation avverte che i danni retinici causati dalla luce blu possono portare alla degenerazione maculare, che provoca la perdita della visione centrale, ossia la capacità di vedere ciò che ci sta di fronte. Potrebbe anche esistere un legame tra cataratta e luce blu, anche se gli studiosi stanno ancora indagando su questo dato.

Social network: Instagram lancia l'app IgTv

Novità per il social network Instagram: a breve sarà lanciato un servizio che permetterà di caricare i video per un massimo di un'ora di lunghezza. La nuova funzione estende la durata del video dagli attuali 60 secondi per il tempo di un'ora per i creatori di contenuti e il pubblico in generale.

IgTv è "una nuova applicazione per la visione di long-form, il video verticale Instagram. Per quel che riguarda l'applicazione IGTV sarà resa disponibile a livello globale nel corso delle prossime settimane su Android e iOS.

Truffe online: utenti Apple ancora nel mirino

ROMA - L’invito alla reimpostazione delle proprie credenziali quali User ID e password sta diventando un vero e proprio incubo perché troppo spesso accade che dietro ad un messaggio, apparentemente innocuo – come ricordiamo da tempo noi dello “Sportello dei Diritti” - ci può essere un tentativo di frode da parte di hacker e truffatori telematici che non aspettano altro la disattenzione del primo tra i tanti che ci può cascare.

Uno dei tipici messaggi che può pervenirci tramite email o app di messaggeria istantanea è quello pubblicato dalla Polizia Postale con uno degli ultimi post pubblicati sulla sua pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia” che ha rilanciato il rischio che ci può essere per gli utenti Apple che “possono essere ingannati da questo tipo di messaggio che se pur confezionato bene è pur sempre falso.

L’unica sicurezza è non seguire i link ma accedere nelle proprie aree riservate attraverso la digitazione degli indirizzi ed inserimento delle credenziali richieste.” È così che la forza di polizia impegnata in prima linea nelle attività investigative a tutela degli utenti della rete, per Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ci ricorda che è semplice cadere nella trappola se non si presta attenzione. È bene sottolineare che questo tipo di messaggi del tutto estemporanei debbano essere ignorati e quindi cancellati. Le credenziali necessarie per gli accessi ai nostri dispositivi, possono essere reimpostate solo attraverso i siti e le procedure ufficiali.

Purtroppo però ancora troppi continuano a cadere nella trappola per la verosimiglianza dei messaggi e della grafica utilizzata dagli hacker molto simile a quelle ufficiale anche per il format ed i loghi utilizzati. L’unico strumento, quindi, per evitare di subire conseguenze negative è quello di leggere sempre le comunicazioni che pervengono sui nostri dispositivi.

Nel caso siate comunque incappati nella frode potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per valutare tempestivamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.

5 consigli prima di giocare su internet

Il fenomeno del gioco su internet è in continua espansione, tanto che negli ultimi anni sono stati milioni gli utenti che si sono avvicinati a questo genere di attività. Il tutto dipende dalle nuove tecnologie che consentono agli utenti di vivere delle esperienze indimenticabili, paragonabili a quelle provate quando ci si reca in un vero e proprio casino tradizionale, stando però comodamente seduti davanti al pc oppure utilizzando il proprio smartphone.

Ci sono, quindi, 5 consigli da seguire prima di giocare su internet: 

Il primo consiglio, che è anche il più importante, è quello di scegliere solo siti affidabili. In caso di casino online è fondamentale scegliere solo quelli autorizzati dall’AAMS che ci tengono alla larga da truffe e raggiri di ogni genere, lasciandoci giocare tranquillamente alle slot machine o agli altri titoli presenti sul web. Questo ente non solo controlla le società che gestiscono i casinò, ma anche i software utilizzati, per dare la certezza ai giocatori di avere le corrette probabilità di vincita, senza essere truffati. Internet sta soppiantando altri metodi per giocare d'azzardo grazie alla sua ampia versatilità. Per giocare in rete basta avere qualche euro e una connessione, anche da smartphone poco importa. Molti siti infatti permettono di puntare anche meno di un euro, portando così anche i soggetti che un tempo non avrebbero potuto avvicinarsi alt avolo verde a riuscire a dedicare del tempo a questo passatempo, senza dovrà spendere una fortuna. Il tutto senza uscire di casa.
L’altro consiglio è quello di stabilire un budget se si sceglie di giocare con denaro e, una volta superata tale soglia, fermarsi. È importante, dunque, avere il controllo della situazione ed i siti di casino online consentono di stabilire precedentemente il budget massimo da giocare, oltre il quale non sarà possibile andare.
È poi fondamentale cominciare a giocare alle versioni demo qualora il mondo dei casinò sia praticamente nuovo per noi. I migliori siti di casino online consentono di giocare alle versioni demo per un primo periodo, prima di cominciare a giocare con denaro vero. In questo modo gli utenti possono misurarsi con questa nuova realtà ed imparare a giocare prima di giocare con denaro vero.

Oltre a questo aspetto è importante, poi, considerare tale esperienza come un gioco, un passatempo, che non può e non deve diventare niente di più. Il gioco online, infatti, non può diventare un lavoro ed è bene, dunque, considerare il tutto come un passatempo attraverso il quale è possibile vincere buone somme di denaro scommettendo relativamente poco. I nuovi casino online, infatti, hanno un payout molto alto e questo si traduce in una vincita più alta e più frequente per tutti gli utenti che giocano in rete. Insomma, non bisogna far altro che divertirsi e giocare, in maniera responsabile, per godere dei vantaggi offerti dalla rete.

Aumentano le vittime di sextorsion: i ricattati online sono sempre di più

ROMA - Sta raggiungendo numeri da capogiro, quello che, purtroppo, sta diventando un fenomeno criminale di massa e del quale lo “Sportello dei Diritti” ha parlato più volte: la cosiddetta sextorsion. Non si contano più, infatti, le segnalazioni online e i fatti di cronaca che riguardano questo tipo di ricatto che viene effettuato attraverso l’adescamento e il coinvolgimento di ignari utenti della rete che diventano vittime, loro malgrado di tentativi o vere e proprie estorsioni di denaro o favori sessuali. E a fronte della miriade di denunce ricevute dall’autorità, vi è la certezza che altrettante vittime preferiscano il silenzio per vergogna e per non far sapere che si è caduti nella trappola.

A ricordarci costantemente di prestare la massima attenzione ai messaggi che riceviamo da sconosciuti e che ci propongono allettanti conversazioni che diventano via via sempre più “piccanti” è la Polizia di Stato sulla sua pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia”. Proprio in data odierna, la Polizia Postale ha pubblicato un post con tanto di screenshot di uno dei messaggi tipo che possono giungere sulle nostre messaggerie istantanee come Messenger di Facebook da parte di contatti ignoti e che ci propongono chat erotiche. Solitamente si presentano con immagini carpite da altri profili di belle ragazze o ragazzi e che proprio per questo diventano ancor più allettanti.

Ovviamente, ricorda Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, si tratta di malintenzionati di ogni tipo che nascondono la loro vera identità dietro profili virtuali quasi sempre falsi e il cui unico scopo è quello di estorcerci del denaro o prestazioni sessuali. L’unico modo di evitare di cadere nella trappola, come ricorda la Polizia Postale, è quello di non rispondere mai o attivare le nostre cam quando riceviamo messaggi di questo tipo da parte di sconosciuti. E se purtroppo si è incappati nel tranello e quindi nel ricatto, è sempre opportuno provvedere a sporgere prontamente denuncia all’autorità giudiziaria che, è bene ricordare, ha sempre un obbligo di riservatezza nei confronti delle vittime di reati e quindi anche in questo particolare tipo di estorsione.L’allerta della Polizia Postale sulla pagina Facebook “Commissariato di PS Online”. Lo “Sportello dei Diritti” rilancia i consigli della Polizia: “Anche se allettanti non accettate mai offerte di conversazioni o altro in cam con sconosciuti”. E se cadete nella trappola denunciate prontamente.

Truffe online, ancora messaggi con pericolosi allegati: l’ultimo una finta comunicazione Tim

ROMA - Ormai è un’attività quotidiana, tra le tante dello “Sportello dei Diritti” a tutela degli utenti della rete e dei possessori di dispositivi comunque connessi, quella dell’informazione circa i potenziali rischi che si nascondono nella miriade di messaggi che giungono sulle nostre email e che troppo spesso nascondono insidie che possono causare danni ai nostri sistemi o pericolose intrusioni.

In tale ottica, segnaliamo quanto postato in data odierna dalla Polizia di Stato sulla sua pagina Facebook “Commissariato di PS On Line – Italia” in merito ad un fantomatico messaggio di Tim con tanto di screenshot che c’invita ad aprire un allegato. Dietro quest’ultimo, in particolare, si cela il pericolo per l’utente. Ecco perché la Polizia Postale c’invita a prestare attenzione e ci ricorda: “Allegati pericolosi. Dedicare una manciata di secondi in più ci può far evitare dei problemi”

Insomma, ancora una volta, rileva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è l’attenzione di chi riceve messaggi di questo tipo a costituire il miglior modo per evitare qualsiasi tipo di conseguenza negativa. È sufficiente, infatti, non aprire allegati di questo tipo e cestinare prontamente il messaggio. Nel caso siate comunque incappati in frodi analoghe potrete rivolgervi agli esperti della nostra associazione tramite i nostri contatti email info@sportellodeidiritti.org o segnalazioni@sportellodeidiritti.org per valutare immediatamente tutte le soluzioni del caso per evitare pregiudizi.