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Messina, spara e uccide due persone per un parcheggio

MESSINA - Dramma a Messina, dove un giovane è stato fermato nella notte dai carabinieri con l'accusa di essere il responsabile della sparatoria costata la vita a due persone a Ucria. Le vittime sono Antonino e Fabrizio Contiguglia, rispettivamente 60 e 30 anni, zio e nipote.

All'origine della folle sparatoria una banale discussione per un parcheggio, degenerata nell'esplosione di alcuni colpi di pistola. Nell'episodio è rimasto ferito anche un parente delle due vittime.

L'uomo è stato rintracciato subito dopo dai carabinieri del posto che lo hanno portato in caserma e fermato. Le indagini sono coordinate dalla procura di Patti (Messina).

La Open Arms fa rotta verso Lampedusa

LAMPEDUSA - "Ci dirigeremo verso Lampedusa, secondo il Tar possiamo entrare in acque italiane, ora vediamo in che modo. Verrà assicurato il soccorso alle persone da 13 giorni a bordo della nave". A renderlo noto fonti di Open Arms. A quanto riferito tutti i 147 passeggeri a bordo della nave avrebbero bisogno di soccorso e quindi di essere sbarcati. La Ong spagnola ha fatto sapere che il Tar del Lazio ha accolto il suo ricorso e ha disposto la sospensione del divieto di ingresso in acque territoriali italiane per permettere il soccorso delle persone a bordo.

Bimbi travolti da Suv, Salvini si commuove: "Bisogna sconfiggere la paura"

VITTORIA - Il Ministro dell'Interno Matteo Salvini a Vittoria ha incontrato i familiari dei due bambini travolti e uccisi da un Suv / courtesy LaPrima TV

Salvini contestato a Catania

CATANIA - Salvini contestato in Sicilia. Ieri ad attendere il vicepremier della Lega a Catania, in piazza Duomo, una cinquantina di manifestanti che urlano "buffone buffone" ed espongono cartelli con scritto "vergogna" e "traditore". E contestazioni ci sono state anche all'uscita dal municipio. Qualche centinaio di manifestanti gli ha gridato "buffone", lanciando bottiglie di plastica vuote contro la sua auto. Tra il portone del municipio e la folla un cordone di polizia.

"Conto di vedere sicuramente gli alleati a livello locale del centrodestra - ha detto Salvini - perché sicuramente alcune elezioni regionali ci sono: in Umbria sono fissate il 27 ottobre, in Emilia Romagna dovrebbbero essere a dicembre e poi ci saranno Calabria, Marche, Toscana. Sicuramente su questo l'alleanza che ha vinto tutte le elezioni negli ultimi mesi deve ritrovarsi e proporre candidati comuni prima possibile. Penso che già la settimana prossima ci ritroveremo con gli alleati per le regionali, ovviamente si parlerà anche di altro".

Migranti: fermati scafisti nel Ragusano

RAGUSA - Fermati dalla polizia di Ragusa due extracomunitari ventenni che erano a bordo della nave Gregoretti, un senegalese ed un gambiano, perché ritenuti gli scafisti dell'imbarcazione su cui viaggiava un gruppo di migranti soccorsi dalla nave della Guardia Costiera. Sono indiziati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Le Squadre Mobili di Ragusa e Siracusa hanno lavorato insieme tutta la notte per raccogliere gli indizi a loro carico. Le indagini sono tuttora in corso per individuare i complici.

Scoperta casa di riposo dell'orrore


RAGUSA - Gli anziani chiedevano aiuto per ore, ma le tre donne che dovevano aiutare gli anziani in una casa di riposo di Ragusa, invece di farlo li umiliavano, maltrattavano, minacciandoli e spintonandoli. La Procura di Ragusa, dopo prolungate indagini della Squadra mobile, ha posto agli arresti domiciliari due donne, mentre una è stata sottoposta all'obbligo di firma per maltrattamenti ai danni di anziani, ospiti di una casa di riposo di Ragusa.

E gli insulti continui "testa di m", "animale", "capra" ed ancora "mi fai schifo, puzzi come una bestia" oppure "sei pazza" o "scema", "incrasciata" che in dialetto è termine di disprezzo che significa 'molto sporca'. Minacce a cui gli anziani molti anche malati di Alzheimer non erano in grado di opporsi: "cambiati o ti prendo a legnate", "se non ti lavi ti prendo a schiaffi" e ancora, muoviti che mi fai schifo o ti do uno schiaffo", fino alle minacce di morte "io ti ammazzo".

E poi violenze, schiaffi, spinte, strattoni e umiliazioni. Una delle indagate si è anche sdraiata sopra una anziana per non farla alzare. La Polizia di Stato, Squadra mobile, grazie ad una segnalazione, ha installato più telecamere e microspie per registrare le violenze fisiche e psicologiche ai danni dei poveri anziani ed ha eseguito le misure cautelari, disposte dal Gip presso il Tribunale di Ragusa su richiesta della Procura della Repubblica, a carico delle donne L.D. classe '78, M.A.R. classe '56 e F.D. classe '88, per maltrattamenti ai danni di anziani.

Qualche mese fa, la Polizia aveva raccolto la segnalazione di alcuni cittadini che con grande senso civico, aveva riferito che erano stati notati dei comportamenti non corrispondenti all'obbligo di assistenza a favore di anziani all'interno di una casa di riposo; sentivano urlare e quindi si sono recati presso gli uffici della Squadra mobile per segnalare i sospetti.

Mesi di appostamenti, controlli, attività di osservazione, hanno permesso di raccogliere inequivocabili fonti di prova a carico di tre assistenti sanitarie. Le donne, chi più e chi meno, anziché prendersi cura di soggetti vulnerabili facevano esattamente il contrario.

Due delle indagate, commentando tra loro la notte appena trascorsa, auguravano la morte della donna: dava fastidio. I comportamenti inumani sono stati tutti videoregistrati e la Procura della Repubblica di Ragusa diretta dal procuratore capo Fabio D'Anna, ha richiesto l'applicazione della misura cautelare a carico delle indagate. Dopo le notifiche dei provvedimenti a loro carico, due delle indagate sono state sottoposte agli arresti domiciliari e la terza (a suo carico sono stati documentati meno episodi) è stata sottoposta alla misura cautelare dell'obbligo di presentazione in Questura.

Si schianta mentre fa una diretta Facebook alla guida: era sotto effetto di droga


PALERMO - I test tossicologici hanno confermato la positività per l'uomo che due settimane fa perse il controllo della sua auto sull'A29 Palermo-Mazara del Vallo, provocando la morte di uno dei figli che erano a bordo. Fabio Provenzano, 34enne originario di Partinico tuttora ricoverato all'ospedale Villa Sofia di Palermo assieme al figlio Antonino di nove anni, guidava sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. L'uomo è risultato positivo al livello due del test eseguito a margine dell'indagine della Polizia Stradale di Trapani.

All'uomo, che era già indagato dalla procura di Trapani per omicidio stradale avendo causato la morte del figlio Francesco di 13 anni, adesso viene contestata l'aggravante "del fatto commesso sotto l'effetto di sostanze stupefacenti". Il dramma si consumò nella tarda serata di venerdì 12 luglio nei pressi dello svincolo autostradale Alcamo Est, in cui gli agenti della Polizia Stradale hanno segnalato l'assenza di tracce di frenata.

Nuvole di cenere dall'Etna, chiusi cieli


CATANIA - L'Etna si riaccende con un'eruzione caratterizzata da un'intensa attività stromboliana dai crateri sommitali con 'fontane di lava', boati e la fuoriuscita di una colata. Il fenomeno, 'concentrato' nella zona alta e desertica del vulcano, è accompagnato da una forte emissione di cenere che ha portato alla chiusura degli spazi aerei su Catania e Comiso (Ragusa) che impedisce gli atterraggi e i decolli nei due scali. L'unità di crisi della Sac tornerà a riunirsi domani alle 6.30 per le decisioni di adottare per i due aeroporti.

Anniversario morte Borsellino, le immagini della strage di Via D'Amelio

PALERMO - Sono partite le celebrazioni per il ventisettesimo anniversario della strage di via D'Amelio in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti di scorta della polizia di Stato Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Per il primo anno non ci sarà Rita Borsellino, morta lo scorso ferragosto. Le immagini sono state registrate pochi istanti dopo l'esplosione della bomba quel 19 luglio del 1992 (Courtesy Vigili del fuoco).

Sea Watch: Carola Rackete arriva in Procura ad Agrigento per l'interrogatorio

AGRIGENTO - Carola Rackete, il comandante della 'Sea Watch3', è in Procura ad Agrigento per essere interrogata nell'ambito dell'inchiesta aperta a suo carico per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e disobbedienza a nave da guerra. Fonte: Twitter/@seawatch_intl

Mafia: svelato asse con il clan Gambino, arresti


PALERMO - Duro colpo al patto di mafia sulla rotta Palermo-New York. La Polizia di Palermo ha annientato vertici e affari del mandamento di Passo di Rigano con un blitz scattato all'alba e condotto da oltre 200 uomini della Squadra mobile, del Servizio centrale operativo e dell'Fbi di New York. 

Eseguiti numerosi arresti e fermi, disposti dalla Dda del capoluogo siciliano, di boss e gregari del mandamento mafioso di Passo di Rigano (Palermo). Il blitz, denominato "New connection", ha svelato il forte legame tra Cosa Nostra palermitana e la criminalità organizzata statunitense, in particolare il potente Gambino Crime Family di New York. 

A Passo di Rigano avevano ricostituito la loro roccaforte criminale importanti esponenti della famiglia Inzerillo, una storica cellula mafiosa palermitana, decimata negli anni '80 dalla seconda guerra di mafia. Agli esiti delle indagini, è risultato che questi "scappati", rientrati in Italia nei primi anni duemila, avessero ricostituito le file della "famiglia", anche grazie al ritrovato equilibrio con la fazione criminale avversa.

Nel corso dell'operazione "New Connection" sono stati sequestrati beni mobili, immobili e quote societarie per circa tre milioni di euro riconducibili agli Inzerillo che avevano ricostituito parte dell'esercito degli 'Scappati', sfuggiti alla furia dei Corleonesi di Totò Riina e negli ultimi tempi tornati a comandare in un pezzo di Palermo.

E' morto anche l'altro bambino travolto dal suv


RAGUSA - Non ce l'ha fatta nemmeno l'altro bambino, 12 anni, investito da un Suv lanciato a grande velocità in una stradina del centro storico di Vittoria. A renderlo noto fonti investigative di Messina. Da venerdì mattina il piccolo, che aveva perso le gambe, quasi del tutto tranciate nel terribile impatto, era ricoverato al Policlinico di Messina dove era stato trasferito con in elisoccorso.

Intanto sono stati celebrati oggi a Vittoria i funerali dal cuginetto morto anche lui dopo essere stato investito mentre giocava davanti casa. Il bambino era ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale del policlinico di Messina. "Al suo arrivo avevamo già giudicato le sue condizioni gravissime. Abbiamo tentato in tutti i modi di salvarlo, ma ogni terapia non è bastata a farlo rimanere in vita. Siamo rammaricati", dichiara Eloise Gitto, direttrice del reparto.

L'uomo che aveva travolto i due cuginetti era stato arrestato dalla polizia per omicidio stradale aggravato. Il più piccolo dei due è morto sul colpo.

Travolge bimbi col suv: in manette 34enne

RAGUSA - Dramma nel Ragusano, dove un terribile incidente ha sconvolto la cittadina di Vittoria. E' stato arrestato dalla polizia di Stato per omicidio stradale aggravato l'uomo che alla guida di un suv ieri sera ha travolto due cuginetti di 11 e 12 anni nel centro storico del paese. Uno dei bimbi è morto sul colpo e l'altro è in gravissime condizioni.

L'investitore è un 34nne, risultato positivo all'assunzione di droga e alcol. La Squadra mobile gli contesta anche la detenzione di oggetti atti a offendere: nel suv c'erano uno sfollagente telescopico e una mazza da baseball. I passeggeri che erano con lui, e che come l'autista sono fuggiti a piedi dopo l'incidente, si sono presentati volontariamente in Questura spiegando di essere scappati per paura di essere aggrediti. Sono stati denunciati per omissione di soccorso.

Lampedusa: nuovo sbarco di migranti


LAMPEDUSA - Stamani sono giunti sull'isola 19 tunisini, la loro imbarcazione è stata intercettata dai carabinieri. L'Ong Mediterranea: "Le indagini chiariranno tutto ciò che è accaduto con la nave Alex, presentato un esposto in Procura". Il ministro della Difesa Trenta a Salvini: "Un errore chiudere la missione Sophia, sulle Ong avevo messo in guardia il Viminale".

Trema la terra in Sicilia: scossa magnitudo 3.9 nel Catanese


ROMA - Una forte scossa di terremoto di magnitudo 3,9 è stata registrata alle 6:38 di stamane un km a Sud Est di Adrano (Catania), ad una profondità di 18 km. L'evento è stato localizzato dalla Sala operativa Ingv-OE (Catania). Al momento non si hanno notizie di danni alle persone o alle cose.

Trema la Sicilia: scossa magnitudo 2.9 tra Catania e Messina


ROMA - Trema la terra in Sicilia. Una scossa di magnitudo 2.9 è stata registrata alle 5:27 tra Catania e Messina. Secondo i rilevamenti dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), il sisma ha avuto ipocentro a 28 km di profondità ed epicentro vicino Randazzo (Catania). Al momento non si segnalano danni a persone o cose.

Stromboli, Canadair al lavoro per spegnere gli ultimi focolai


STROMBOLI - Notte di paura a Stromboli, dove i vigili del fuoco sono ancora al lavoro con i Canadair per spegnere gli ultimi focolai provocati dalla violenta eruzione del vulcano con il lancio di lapilli lavici incandescenti che hanno innescato il fuoco tra la vegetazione e i canneti.

Gli aerei stanno operando sulle zone meno accessibili dell'isola dell'arcipelago delle Eolie. Emergenza finita che si riavvia alla normalità anche per gli abitati di Stromboli, sono rimasti molti residenti e pochi turisti: la stragrande maggioranza degli 'ospiti' ha preferito lasciare l'arcipelago con traghetti e aliscafi diretti a Milazzo.

E' presente in zona anche la motovane Helga della Caronte & Tourist Isole Minori inviata dalla Regione Siciliana su richiesta del sindaco di Lipari come misura precauzionale nel caso in cui dovesse verificarsi la necessità di allontanamento della popolazione presente sull'Isola. Scenario al momento escluso.

Eruzione dello Stromboli: turisti in fuga


di PIERO CHIMENTI - Il vulcano dell'isola di Stromboli ha ripreso la sua attività eruttiva, con fumi ed esplosioni dal cratere e lapilli che stanno dando vita ad incendi nella zona dei canneti, nei pressi del vulcano, con molti turisti che, presi dal panico, si sono gettati in mare. La Guardia costiera tranquillizza tutti, dando la possibilità a chi lo volesse di lasciare l'isola, mentre la Protezione civile sta monitorando il fenomeno, con elicotteri che perlustrano la zona.

Carola Rackete è di nuovo libera

di PIERO CHIMENTI - La comandante della Sea Watch torna in libertà. Il gip di Agrigento non ha convalidato l'arresto, ritenendo che la 31enne avrebbe operato nell'adempimento del dovere di salvare vite umane. Esultano i manifestanti di Palermo, che attendevano la decisione del gip davanti al porto. 

Di umore opposto è Salvini, che definisce la comandante come "pericolosa per la sicurezza nazionale", per il quale è pronto il provvedimento di espulsione, che potrà avvenire solo dopo il 9 luglio in quanto Carola è indagata dalla magistratura agrigentina per il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Sea Watch, pm: "Non c'era necessità di forzare"


AGRIGENTO - E' terminata l'udienza di convalida, davanti al gip Vella, dell'arresto della capitana della Sea Watch3, Carola Rackete. L'ordinanza sarà emessa martedì. La trentunenne tedesca resta, intanto, ai domiciliari in un'abitazione privata di Agrigento. Secondo il procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio, l'ingresso in porto "non è stata un'azione necessitata. Non c'era uno stato di necessità poiché la Sea Watch attraccata alla fonda aveva ricevuto, nei giorni precedenti, assistenza medica ed era in continuo contatto con le autorità militari per ogni tipo di assistenza, per cui, per il divieto imposto dalla Guardia di finanza di attraccare, non si versava in stato di necessità".

"Cosa diversa è il favoreggiamento dell'immigrazione clandestina per cui si procede separatamente - ha spiegato Patronaggio - Quella sarà la sede (l'altro fascicolo - ndr) dove valutare se l'azione di salvataggio dei migranti effettuata nelle acque antistanti la zona Sar libica sia stata un'azione necessitata. In quell'altro parallelo procedimento andremo a verificare se i porti della Libia possono ritenersi sicuri o meno e andremo a vedere se la zona Sar libica è efficacemente presidiata dalle autorità della guardia costiera libica, andremo a verificare le concrete modalità del salvataggio cioè a dire se vi sono stati contatti tra i trafficanti di esseri umani e la Sea Watch, se il contatto è avvenuto in modo fortuito o ricercato. Tutta una serie di elementi che servono a verificare se si è trattato di un'azione di salvataggio in mare oppure un'azione concertata".