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Palermo: arrestati due lupi solitari


PALERMO - Hanno svolto addestramenti durati mesi al fine di compiere atti terroristici e di sabotaggio preparandosi all'uso di armi e allenandosi per raggiungere una preparazione fisica e militare idonea a combattere a fianco dei miliziani dell'Isis in Siria. E' una delle accuse che i pm di Palermo muovono a Giuseppe Frittitta, 25 anni, palermitano, e a Ossama Gafhir, marocchino, fermati per istigazione a commettere areati di terrorismo e autoaddestramento per compiere atti terroristici. I due si sarebbero conosciuti su internet. Il giovane marocchino avrebbe spinto Frittitta alla radicalizzazione. Il palermitano vive ora a Brescia dove fa l'autotrasportatore. Gli inquirenti hanno monitorato la sua intensa attività di propaganda sui social.

L'italiano ha anche intrattenuto per alcuni mesi rapporti, tramite il web, con una jihadista americana che vive negli Usa che gli forniva indicazioni riservate sulle zone teatro delle battaglie dell'Isis. Gli inquirenti stanno cercando di identificarla. Nei giorni scorsi, l'uomo, che si fa chiamare Yusuf, si è sposato a Brescia con una cittadina marocchina. L'inchiesta che ha portato ai fermi è stata coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Marzia Sabella e dal pm Gery Ferrara.

A tradirlo la vanità. Si faceva numerosi selfie, che poi postava sui social, con in mano un coltello che definiva "mio compare 26 centimetri", si era fatto crescere una lunga barba nera e inneggiava alla vendetta dei combattenti dell'Isis morti in battaglia. Più volte, in rete e nelle conversazioni via web, invocava l'uccisione di "tutti gli occidentali". Per mesi la Digos, coordinata dalla Procura di Palermo, ha monitorato le sue attività sui social e lo ha tenuto sotto controllo.

Secondo i pm, il palermitano e il marocchino acquisivano materiale video con istruzioni per la partecipazione ai combattimenti, studiavano tecniche di guerriglia e scaricavano notizie sulle azioni kamikaze. Sarebbe stato il giovane marocchino, appena 18enne, a spingere progressivamente Frittitta, 25 anni, a forme estreme di radicalizzazione e a istigarlo ad addestrarsi per andare a combattere nei territori occupati dall'Isis a sostegno dei miliziani jihadisti. Entrambi praticavano il soft air, la simulazione di azioni militari, per imparare l'uso delle armi e per allenarsi fisicamente. Per i magistrati sarebbero due ‘lupi solitari', "che - scrivono i pm nel provvedimento di fermo - intraprendono il jihad senza una ben precisa e chiara organizzazione ma spinti e motivati solo dal crescente odio verso i Kuffar, parola araba che indica, attraverso una grande varietà di sfumature, la persona che non crede nel Dio islamico". Due "mujaheddin virtuali" , insomma, secondo la Procura, "che promuovono una guerra culturale, anche a colpi di tweet e di notizie artatamente piegate alla propaganda radicale".

Palermo, mutilazioni agli arti per truffare le assicurazioni: centinaia di indagati

PALERMO - Truffavano le assicurazioni attraverso mutilazioni agli arti. In Sicilia vasta operazione, in esecuzione del fermo di indiziato di delitto emesso dalla Procura di Palermo, volta a disarticolare una pericolosa organizzazione criminale dedita alle frodi assicurative realizzate attraverso le mutilazioni di arti di vittime compiacenti.

Le indagini degli agenti delle Squadre Mobili di Palermo e Trapani hanno permesso di scoprire numerosi episodi criminosi in frode alle compagnie assicurative. Decine le persone destinatarie del provvedimento tra cui un avvocato che curava la parte legale di molti dei falsi sinistri.

Indagate centinaia di persone. L’associazione criminale ha evidenziato la particolare cruenza dei suoi componenti che, per procurare delle fratture che spesso costringevano anche per lunghi periodi all’uso di stampelle e sedie a rotelle, scagliavano pesanti dischi di ghisa sugli arti delle vittime come quelli utilizzati nelle palestre.

Uccide l'ex moglie, poi va a scuola dai figli: "Ho ucciso mamma"

ENNA-  Nuova terribile storia di femminicidio dalla Sicilia. Protagonista Filippo Marraro, che ha esploso due colpi di pistola alla moglie, 'rea' di averlo lasciato. L'uomo, andato a scuola, ha fatto chiamare il figlio più piccolo di 12 anni per dirgli che la sua mamma era morta, perché lui, il suo papà, le ha sparato. Il ragazzino sotto shock è fuggito col motorino ed avrebbe vagato fino al primo pomeriggio.

Poi ha fatto una telefonata alla figlia diciassettenne che era in gita con la scuola in Puglia ed anche a lei ha comunicato che è orfana. Marraro aveva già nascosto vicino al suo autolavaggio la pistola con la quale aveva ucciso Loredana Calì, madre dei due ragazzi che dopo 18 anni di convivenza lo ha lasciato e si era diretto verso casa da dove avrebbe poi chiamato i carabinieri dopo avere fatto una doccia.

È quanto emerge dalle indagini. L'uomo si doveva preparare all'arresto, perché come lui stesso dirà ai militari "è giusto pagare per quello che ho fatto". Ora toccherà a indagini, accertamenti psichiatrici e iter processuale ad accertare se Marraro con lucidità abbia tentato di costruire l'immagine di un uomo che ha agito "in preda alla gelosia", tanto che anche durante la confessione ai carabinieri dirà che lei frequentava qualcuno.

Quel che è certo è che negli ultimi tempi era diventato ossessivo verso Loredana e nel piccolo centro di Catenanuova in molti raccontano di un'aggressione, che sarebbe avvenuta circa un mese fa nei confronti di un uomo che secondo Marraro, "si vedeva" con la sua ex compagna.

Secondo la confessione dell'uomo, Marraro avrebbe sparato due colpi al cuore di Loredana, che pare fosse inginocchiata davanti a lui, implorandolo di non sparare e chiedendo, nell'estremo tentativo di salvarsi la vita, di perdonarla per averlo lasciato.

Loredana era stata dai carabinieri, forse dopo l'aggressione all'uomo che Marraro accusava di frequentarla, ma non aveva presentato alcuna denuncia. Ieri si è svolta una fiaccolata per ribadire il no alla violenza e quanto accaduto a Loredana, da parte di tutta la comunità del piccolo centro siciliano.

Droga e stupri, in manette 10 latitanti nigeriani

(ANSA)
CATANIA - La Squadra Mobile ha tratto in arresto una decina di cittadini nigeriani, tutti latitanti in Italia e considerati appartenenti ad un'organizzazione criminale che per diverso tempo ha operato in Sicilia, sono stati arrestati in Francia e Germania dalla Polizia in collaborazione con le forze di polizia francesi e tedesche. Il soggetto ritenuto a capo dell'organizzazione, Happy Uwaya, e un'altra persona, sono stati arrestati a Parigi, mentre gli altri sono stati bloccati a Nancy, Marsiglia, Nizza e, in Germania, a Ratisbona.

I nigeriani sono tutti destinatari di un mandato di arresto europeo in seguito all'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip di Catania il 26 gennaio scorso perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di droga, violenza sessuale e violenza sessuale di gruppo.

Secondo le indagini della squadra mobile di Catania e dello Sco apparterrebbero ad un'organizzazione criminale nigeriana diffusa in vari Paesi europei ed extraeuropei, di matrice cultista chiamata 'Vikings' o 'Supreme Vikings Confraternity' e avrebbero tutti fatto parte della cellula siciliana che operava a Catania e aveva la base nel Cara di Mineo

Droga a fiumi nel rione popolare, in manette 25 persone

CATANIA - Blitz antidroga a Catania. Ventiquattro persone sono state arrestate dalla polizia su richiesta della Procura della Repubblica perchè ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione, con l'aggravante delle modalità mafiose e di avere agevolato l'organizzazione mafiosa Santapaola-Ercolano, il gruppo di Picanello.

Le indagini condotte dalla Squadra mobile e dal commissariato di Nesima hanno accertato l'esistenza di una piazza di spaccio attiva nel popolare rione di San Giovanni Galermo, nella zona settentrionale della città di Catania. In particolare, sono stati individuati tre distinti gruppi, tutti legati alla criminalità organizzata, operativi nella più grande piazza di spaccio dell'hinterland catanese, all'interno di un complesso di edilizia popolare.

Abusi sessuali di gruppo su 19enne statunitense: 3 fermi

CATANIA - Ancora una brutta storia di violenza sulle donne dalla Sicilia. Protagonisti tre giovani, fermati dai carabinieri di Catania per violenza sessuale di gruppo nei confronti di una 19enne statunitense. Gli abusi sono stati commessi il 15 marzo scorso in un'auto, posteggiata in un luogo isolato del lungomare, dopo che la vittima era stata accompagnata a bere in locali della 'movida' della città e ripresi dai tre coi loro telefonini. 

I giovani sono stati identificati grazie a un video che la ragazza aveva girato con loro in un locale del centro e da quello inviatole l'indomani da uno dei violentatori che la invitata a uscire ancora insieme. 

Il fermo è stato emesso dalla Procura di Catania nei confronti dei tre giovani, di cui due 19enni ed un 20enne, e poi convalidato dal Gip che ha disposto per i tre la detenzione cautelare in carcere.

Massoneria: scoperta loggia nel Trapanese, arresti

TRAPANI - E' stata scoperta a Castelvetrano, il paese natale del boss latitante Matteo Messina Denaro, una loggia massonica segreta. I carabinieri, coordinati dalla Procura, stanno eseguendo 27 arresti per reati contro la Pubblica Amministrazione, contro l'amministrazione della Giustizia nonché associazione a delinquere segreta. Altre dieci persone sono indagate a piede libero. 

Arrestati anche esponenti politici locali come l'ex deputato regionale di Fi Giovanni Lo Sciuto, l'ex sindaco di Castelvetrano Felice Errante e l'ex presidente dell'Ars ed ex deputato nazionale di Forza Italia Francesco Cascio.

Trapani, ritrovato il corpo di Nicoletta: arrestati due giovani

TRAPANI - Sono scattati gli arresti per due persone per l'uccisione di Nicoletta Indelicato, 25 anni, la giovane scomparsa domenica scorsa a Marsala, il cui corpo è stato trovato dagli investigatori in contrada Sant'Onofrio, nelle campagne di Marsala. Si tratta di un 34enne e di una 29enne, indagati per omicidio e soppressione di cadavere. Il decreto di fermo è stato emesso dalla procura di Marsala.

Bufera alla Blutec: arrestati i vertici, sequestrata azienda

(ANSA)
Arresti domiciliari per il presidente del consiglio di amministrazione e l'ad della Blutec di Termini Imerese, la società che si è insediata nell'ex stabilimento Fiat. In corso di esecuzione decreto di sequestro dell'intero complesso aziendale e di beni per oltre 16,5 milioni di euro. Il blitz è scattato nell'ambito di un'attività investigativa coordinata dalla procura della Repubblica di Termini Imerese. 

Contestualmente, è stato emesso un decreto di sequestro preventivo dell'intero complesso aziendale e delle relative quote sociali, nonché delle disponibilità finanziarie, immobiliari e mobiliari riconducibili agli indagati fino all'importo di 16,5 milioni di euro.

Sotto choc gli operai Blutec a Termini Imerese: uomini della Guardia di finanza stanno apponendo i sigilli agli impianti della fabbrica su disposizione della Procura che ha emesso provvedimenti di arresto nei confronti del presidente e dell'amministratore delegato, Roberto Ginatta e Cosimo Di Cursi, per malversazione ai danni dello Stato. I lavoratori stanno assistendo al sequestro da parte dei finanzieri che si trovano negli uffici amministrativi.

Palermo: rapina a mini market sfocia nel dramma: ucciso bandito

PALERMO - Sfocia nel dramma una rapina nel centro storico di Palermo. Un magrebino ha tentato di portare a segno un colpo in un minimarket all'alba di oggi ma in una violenta colluttazione con il gestore del mini market, un cittadino del Bangladesh, ha perso la vita. Ad intervenire in difesa del commerciante anche un suo dipendente. La vittima sarebbe stata presa a bastonate.

Quando gli agenti della Squadra mobile sono intervenuti hanno trovato il rapinatore per terra, un bastone sporco di sangue e alcuni cocci di vetro di una bottiglia in frantumi. Gli investigatori stanno visionando le immagini di una telecamera di sorveglianza per ricostruire la dinamica dell'omicidio.

Sicilia, maxi-operazione antimafia: arrestato ex deputato regionale

TRAPANI - Le forze dell'ordine hanno assestato un durissimo colpo alla riorganizzazione della mafia di Trapani. Sono 25 gli arresti eseguiti nell'intera provincia dai carabinieri su richiesta dei pm della Dda di Palermo. Tra i destinatari della misura restrittiva anche un ex deputato regionale del Pd, accusato di associazione mafiosa e considerato a disposizione del clan nel regno di Matteo Messina Denaro. L'indagine è coordinata dal procuratore capo Francesco Lo Voi, dall'aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Gianluca De Leo e Claudio Camilleri.

Contestati i reati di associazione mafiosa, scambio elettorale politico mafioso, estorsione, danneggiamento e altro. Duecento i carabinieri in azione nell'operazione denominata "Scrigno" che smantella il mandamento mafioso di Trapani e permette, per la prima volta, di individuare l'articolazione di Cosa nostra di Favignana.

La famiglia trapanese aveva creato una nuova cellula sull'isola di Favignana e tre sono finiti in carcere. Arrestati i fratelli capimafia Francesco e Pietro Virga, figli di Vincenzo Virga boss ergastolano di Trapani, in carcere dal 2001 quando fu arrestato da latitante. I due - secondo le indagini - decidevano le cose importanti della famiglia trapanese e avrebbero raccolto voti per il politico, tre volte parlamentare regionale, nella scorsa legislatura anche deputato questore, in cambio di favori e soldi. Il politico è stato arrestato con l'accusa di associazione mafiosa.

'Mafiabet', affari e giochi online all'ombra di Messina Denaro: 3 fermi

PALERMO - I carabinieri del Comando Provinciale di Trapani, della Compagnia di Mazara del Vallo e del Ros hanno eseguito tre fermi e un sequestro beni per circa 5 milioni di euro. Il fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Dda di Palermo riguarda tre imprenditori nel settore delle scommesse di Campobello di Mazara.

Le indagini hanno permesso di monitorare la rapidissima ascesa imprenditoriale di uno dei tre nel mondo delle scommesse e giochi on line. Ascesa favorita dagli affiliati ai mandamenti mafiosi di Castelvetrano e Mazara del Vallo, che obbligavano i vari esercizi commerciali ad istallare le apparecchiature delle società degli imprenditori, a fronte di pesanti ritorsioni. 

Sono accusati di associazione mafiosa, estorsione e altro.

Sea Watch: Procura di Catania apre inchiesta


CATANIA - La Procura di Catania ha aperto un'inchiesta sullo sbarco di 47 migranti della Sea Watch. Il fascicolo, a carico di ignoti, ipotizza l'associazione a delinquere finalizzata all'agevolazione dell'immigrazione clandestina. Secondo il procuratore Carmelo Zuccaro, "dalle risultanze investigative sul soccorso in mare non è emerso, pertanto, alcun rilievo penale nella condotta tenuta dai responsabili della nave della Ong.

Le indagini, affidate allo Sco della polizia di Roma, alla squadra mobile della Questura e alla guardia di finanza di Catania, sono "finalizzate ad individuare i trafficanti libici e gli scafisti che hanno condotto il gommone poi soccorso dalla Sea Watch 3 ed accertare la liceità della condotta tenuta dai responsabili" della nave della Ong.

Su quest'ultimo punto, le attenzioni degli investigatori si sono concentrate su "alcuni aspetti critici ritenuti meritevoli di approfondimento", costituiti da "un lato dalla scelta della motonave di non dirigersi verso le coste tunisine, come fatto da alcuni pescherecci che in condizioni di mare critiche si erano rifugiati presso quelle coste", dall'altro dalle dichiarazioni rese dal comandante della motonave e dal coordinatore del team sul "non funzionamento del motore e la mancanza di una persona che fosse alla guida del gommone, dichiarazioni che apparivano contraddette da quelle rese da alcuni migranti che hanno invece asserito che il motore del gommone era funzionante al momento del soccorso e che il natante era guidato da uno di loro".

Sea Watch: Guardia costiera emette divieto di avvicinamento


SIRACUSA - Dopo l'intervento di ieri di alcuni parlamentari, saliti a bordo dell'imbarcazione, il comandante della Capitaneria di porto di Siracusa, Luigi D'Aniello, ha emesso un'ordinanza che dispone il divieto di navigazione, ancoraggio e sosta nel raggio di 0,5 miglia dalla posizione della Sea Watch, la nave olandese con 47 migranti ancorata ad un miglio dalla Baia di Santa Panagia.

Il provvedimento, che vieta anche la balneazione, le immersioni e la pesca, è stato sollecitato dal prefetto di Siracusa: "Alla luce di quanto emerso durante l'odierna riunione tenutasi in prefettura in presenza delle forze di polizia", ha richiesto alla Capitaneria di porto di Siracusa "l'adozione di urgenti provvedimenti di disciplina della navigazione e dell'accesso nell'area di mare circostante il punto di fonda dell'unità Sea Watch 3, nell'ambito della baia di santa Panagia, mediante interdizione del tratto di mare interessato in considerazione del fatto che la presenza e/o la navigazione di altre imbarcazioni attorno alla stessa motonave possono creare problemi riguardanti l'ordine pubblico e la sanità pubblica".

Migranti: la Sea Watch è al largo di Siracusa, Toninelli: "Se ne occupi Olanda"


SIRACUSA - La ong Sea Watch 3 è entrata nelle acque territoriali italiane ed è ancorata ad un miglio a largo delle coste di Siracusa, a nord di Punta Maglisi: a renderlo noto la Guardia Costiera italiana. L'ingresso è stato consentito a causa delle cattive condizioni meteo per garantire la sicurezza dei 47 migranti che si trovano a bordo, ormai da una settimana, e della stessa imbarcazione.

L'imbarcazione è affiancata da motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza.

"Per riparare dalle condizioni meteo in ulteriore peggioramento - scrive Sea Watch in un tweet - ci hanno assegnato un 'posto di fonda' a 1,4 miglia dal porto di Augusta, Marina di Melilli, Siracusa. Un 'posto di fonda' invece di un Pos".

"Io fornisco anche un'alternativa: siccome sulla Sea Watch c'è una bandierina olandese che sventola e siccome non mi pare che gli olandesi abbiano ancora detto nulla, trovino la maniera migliore per prendersi in carico i migranti". Lo afferma il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, a margine della commemorazione delle vittime della tragedia ferroviaria di Pioltello

Mafia, Cupola 2.0: due boss pentiti, nuovo blitz


PALERMO - Prosegue l'operazione 'Cupola 2.0' in Sicilia. In queste ore si registra il fermo di sette persone, tra cui i due boss di Ciaculli e San Lorenzo, eseguiti dai carabinieri del Roni e del Comando provinciale, la recente collaborazione dei due capi mandamento Francesco Colletti e Filippo Bisconti.

I due boss hanno ammesso il loro ruolo ai vertici di Villabate e Belmonte Mezzagno; poi hanno confermato la riorganizzazione della commissione provinciale di Cosa nostra, specificando le dinamiche interne, fornendo importanti elementi a sostegno delle accuse nei confronti di Leandro Greco e Calogero Lo Piccolo, nipoti di Michele Greco e Salvatore Lo Piccolo e hanno anche detto di avere preso parte al summit che voleva ridare vigore alla 'Cupola' di Cosa nostra. L'importanza della loro collaborazione viene sottolineata alla procura diretta da Francesco Lo Voi.

L'operazione "Cupola 2.0" il 4 dicembre aveva aveva già assestato un colpo durissimo all'intero gotha della mafia di Palermo, pilastri della rinnovata commissione provinciale. Tra i 46 fermati di allora, il nuovo capo della 'Cupola', l'80enne gioielliere palermitano Settimo Mineo (capo mandamento di Pagliarelli), prescelto, quale più anziano tra i capi mandamento, e una parte dei componenti della commissione provinciale, Francesco Colletti (capo mandamento di Villabate), Filippo Bisconti (capo mandamento di Belmonte Mezzagno) e Gregorio Di Giovanni (capo mandamento di Porta Nuova).

Tir piomba sulla pattuglia della stradale: 3 morti

MESSINA - Dramma sulla Messina-Catania, dove una pattuglia della stradale è stata travolta da un camion. Il grave incidente è costato la vita a tre persone e si è verificato intorno alle 4 del mattino sull'autostrada A18 all'altezza di Itala (Messina). Tra i morti anche un poliziotto, in servizio alla Polizia stradale. L'agente era lì per gestire un altro incidente.

Ancora incerta dinamica. L'incidente si è verificato all'altezza del chilometro 13: secondo una prima ricostruzione, un camion per cause da accertare è finito contro alcune auto tra cui quella della Polizia. Il Tir sarebbe piombato su un furgone proprio mentre l'equipaggio della pattuglia cercava di soccorrere l'autista di un camion fermo sulla corsia di emergenza. Tratto della A18 chiuso, rilievi in corso.

Terrorismo: 15 fermi a Palermo e Brescia


PALERMO - Scacco al terrorismo con l'operazione "Abiad", coordinata dalla procura di Palermo e condotta dai carabinieri del Ros, nelle province di Palermo, Trapani, Caltanissetta e Brescia. I militari hanno eseguito un fermo di indiziato di delitto nei confronti di 15 indagati. Le accuse vanno dal terrorismo e associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

In particolare il traffico di uomini era molto attivo tra Tunisia e Mazara del Vallo. Ad essere fermati, gli organizzatori della tratta, ma è ricercato il capo dell'organizzazione accusato di aver fatto sui social, su Facebook, propaganda jihadista. La tariffa sarebbe stata di 5 mila dinari, che raddoppiava per coloro che in Tunisia erano latitanti per reati anche di terrorismo.

Le accuse vanno, a vario titolo, dall'istigazione a commettere più delitti in materia di terrorismo all'associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e al contrabbando di sigarette; oltre ad episodi di ingresso illegale di migranti clandestini nel territorio nazionale e all'esercizio abusivo di attività di intermediazione finanziaria, reati questi aggravati dall'averli commessi avvalendosi del contributo di un gruppo organizzato impegnato in attività criminali in più di uno Stato. Un pentito avrebbe parlato di "rischio esercito kamikaze in Italia".

Il maltempo non dà tregua all'Italia: correnti dall'Artico, gelo e bufere fino a domenica

ROMA - Italia ancora nella morsa del maltempo, che imperverserà ad ondate fino a domenica con il termometro pronto a salire e scendere anche sensibilmente da un giorno all'altro. Un flusso di correnti fredde presente in quota determinerà nelle prossime ore un rafforzamento dei venti su buona parte dell'Italia, con raffiche di burrasca su diverse regioni.

Sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile ha emesso una allerta meteo che prevede, a partire dal pomeriggio di oggi, venti forti occidentali con raffiche di burrasca su Sardegna, Sicilia e Calabria centro-meridionale in estensione, dalla serata, a Piemonte, Emilia-Romagna e Lombardia, ma a anche la Puglia sarà interessata da temporali e gelo perdurante.

Secondo i meteorologi di ILMeteo.it un nuovo impulso gelido proveniente dall'Europa nord-orientale si scaglierà tra mertedì e mercoledì verso l'Italia, provocando ancora una volta condizioni di maltempo, soprattutto al Centro-Sud, che entro la notte su mercoledì sarà interessato da precipitazioni diffuse, nevose a quote via via più basse. Un po' ai margini solamente la Toscana, per quanto riguarda le regioni centrali, ma anche tutto il Nord.

Antonio Sanò, direttore e fondatore del sito, avverte che nella giornata di mercoledì avremo rovesci e temporali ancora frequenti al Centro-Sud, con neve a quote collinari. Interessati soprattutto il medio versante adriatico e i settori meridionali del Paese. Ancora instabilità sulle stesse aree nella giornata di giovedì. Le temperature tenderanno dunque nuovamente ad abbassarsi, non solo sulle regioni centro-meridionali, ma anche su quelle settentrionali.

Etna: 100 sgomberi nell'area. Terra trema ancora

CATANIA - Il sindaco di Zafferana Etnea, Alfio Vincenzo Russo, ha firmato un centinaio di ordinanze di sgombero per inagibilità, totale o parziale, delle case causata dal sisma di Santo Stefano. A renderlo noto il Comune sottolineando che i proprietari degli immobili inutilizzabili potranno "attingere al Contributo di autonoma sistemazione la cui entità varia a seconda del numero di componenti del nucleo familiare".

Fino ad ora sono 1.322 i sopralluoghi eseguiti fino per la verifica dell'agibilità delle costruzioni a Zafferana Etnea - soprattutto nelle frazioni maggiormente colpite dal movimento tellurico: Fleri, Poggiofelice e Pisano - a fronte di 2.289 richieste.

Al momento gli immobili agibili sono 566, quelli parzialmente agibili 364 e 392 gli edifici inagibili. Gli sfollati sono 501, e sono alloggiati in alberghi grazie alla convenzione stipulata con la Regione siciliana. La via Vittorio Emanuele, strada principale che attraversa l'abitato di Fleri, resta ancora chiusa per alcune criticita' post terremoto non ancora del tutto risolte. Intanto la terra stamattina ha continuato a tremare: due scosse sono state rilevate a Milo, alle 6.15 e alle 6.42, di magnitudo, rispettivamente, di 2.4 e 2.2.