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Spread apre stabile a 237 punti

ROMA - Apre invariato il differenziale fra Btp e Bund tedesco che ieri ha toccato, nel corso della giornata, i minimi dal maggio scorso. Il differenziale segna 237 punti sullo stesso livello della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale è pari al 2,45%.

Istat: "A gennaio 2019 fatturato e ordini dell'industria in crescita"

"A gennaio 2019 si stima che il fatturato dell'industria aumenti in termini congiunturali del 3,1%.  Nella media degli ultimi tre mesi, sui precedenti tre, l'indice complessivo mostra comunque un calo dell'1,8%. Anche gli ordinativi registrano una crescita congiunturale dell'1,8% rispetto al mese precedente, mentre nella media degli ultimi tre mesi si rileva anche in questo caso una riduzione rispetto ai tre mesi precedenti (-2,1%)" si legge in una nota dell'Istat "L'incremento congiunturale del fatturato riguarda sia il mercato interno (+2,3%) sia, in misura più accentuata,  quello estero (+4,5%). La crescita degli ordinativi è la sintesi di una flessione delle commesse provenienti dal mercato interno (-1,1%) e di un marcato aumento di quelle provenienti dall'estero (+6,0%). Tutti i raggruppamenti principali di industrie segnano una variazione congiunturale positiva: +4,6% l'energia, +4,1% i beni strumentali, +2,5% i beni intermedi e +2,4% i beni di consumo. Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22, come a gennaio 2018), il fatturato totale cresce in termini tendenziali dello 0,6%, con un calo dello 0,1% sul mercato interno e un incremento dell'1,9% su quello estero. Con riferimento al comparto manifatturiero il fatturato corretto per gli effetti di calendario registra la crescita tendenziale maggiore nel settore dei macchinari e attrezzature (+8,8%) e la flessione più rilevante nell'industria farmaceutica (-13,8%). L'indice grezzo degli ordinativi mostra un calo tendenziale dell'1,2%, derivante da diminuzioni sia per il mercato interno (-1,9%) sia, in misura meno rilevante, per quello estero (-0,2%). La crescita maggiore si registra per le industrie tessili (+5,4%), mentre la diminuzione più marcata si rileva nell'industria farmaceutica (-5,1%)". 

Italia: Cgia, deficit infrastrutturale costa 40 miliardi annui

MESTRE - La CGIA segnala che, secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), il deficit di competitività del nostro sistema logistico-infrastrutturale ci costa 40 miliardi di euro all’anno.

A detta della SACE (gruppo Cassa Depositi e Prestiti), questo gap con gli altri competitori europei ci fa perdere 70 miliardi di euro di export ogni anno. Importi, ovviamente, che non si possono sommare, ma che danno la dimensione dell’arretratezza delle grandi reti di trasporto e di logistica presenti nel nostro Paese.

“Lacune – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – che anche la Commissione Europea ha avuto modo di ribadire proprio in questi giorni. Il nostro Paese, infatti, necessita di una qualità delle infrastrutture di trasporto più elevata degli altri, dal momento che nel 2017 gli italiani hanno trascorso mediamente 38 ore in situazioni di congestionamento, rispetto a una media europea di 30 ore“.

Istat: "Nel 2018 tasso di disoccupazione in calo al 10,6%"

"Il 2018, complessivamente, si caratterizza per un nuovo aumento dell'occupazione - sia nei valori assoluti sia nel tasso - che coinvolge anche i giovani di 15-34 anni. Inoltre, al calo della disoccupazione si associa la diminuzione del numero di inattivi" si legge in una nota dell'Istat "Il tasso di disoccupazione cala dall'11,2% del 2017 al 10,6%. Nel corso dell'anno il quadro occupazionale ha mostrato un lieve peggioramento: nel quarto trimestre 2018 si osserva una diminuzione dell'occupazione rispetto al trimestre precedente, in un contesto di aumento della disoccupazione e di calo dell'inattività. Queste dinamiche congiunturali del mercato del lavoro riflettono il calo dei livelli di attività economica rilevato nello stesso periodo, con una flessione del Pil (-0,1%) per il secondo trimestre consecutivo, dopo quattordici trimestri di espansione. Con riferimento all'input di lavoro, nel nostro Paese, alla flessione congiunturale del Pil si associa quella delle ore lavorate su base congiunturale (-0,3%) e un rallentamento della crescita in termini tendenziali (+0,4%). Dal lato dell'offerta di lavoro, nel quarto trimestre del 2018, il numero di persone occupate diminuisce rispetto al trimestre precedente (-36 mila, -0,2%) a seguito di un modesto calo per i dipendenti, in particolare a termine, e di una riduzione più accentuata per gli indipendenti. Il tasso di occupazione rimane stabile al 58,6%. Nei dati mensili più recenti (gennaio 2019), al netto della stagionalità, il tasso di occupazione rimane invariato e il numero di occupati mostra una lieve crescita rispetto a dicembre 2018, sintesi del calo degli indipendenti e dei dipendenti a termine più che compensato dall'aumento dei dipendenti a tempo indeterminato. Nell'andamento tendenziale si riscontra una crescita di 87 mila occupati (+0,4% in un anno), dovuta ai dipendenti a termine e agli indipendenti (+200 mila e +12 mila, rispettivamente) mentre calano i dipendenti a tempo indeterminato (-125 mila); l'incidenza dei dipendenti a termine sul totale dei dipendenti raggiunge nel 2018 il 17,1% (+1,1 punti). Rallenta la crescita degli occupati a tempo pieno mentre tornano ad aumentare i lavoratori a tempo parziale, a seguito dell'ulteriore incremento della componente involontaria che in termini di incidenza sale al 64,4% (+3,2 punti) dei lavoratori a tempo parziale e al 12,0% del totale degli occupati".

Banca d'Italia: "A gennaio 2019 prestiti a settore privato +1%"

ROMA - "A gennaio 2019" si legge nella nota dei dati della Banca d'Italia "i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti dell’1% su base annua (1,9% in dicembre). I prestiti alle famiglie sono cresciuti del 2,6% (come nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono diminuiti dello 0,7% (erano aumentati dell’1,2% in dicembre). I depositi del settore privato sono cresciuti del 2,3% su base annua (2,6% nel mese precedente); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 10,4% (-12,5 per cento nel mese precedente). Le sofferenze sono diminuite del 32,5% su base annua (-33,2% in dicembre), per effetto di alcune operazioni di cartolarizzazione. I tassi d'interesse sui prestiti erogati nel mese alle famiglie per l’acquisto di abitazioni, comprensivi delle spese accessorie, sono stati pari al 2,31% (2,26% in dicembre); quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo all’8,19%. I tassi di interesse sui nuovi prestiti alle società non finanziarie sono risultati pari all’1,47% (come nel mese precedente); quelli sui nuovi prestiti di importo fino a 1 milione sono stati pari al 2,03%, quelli sui nuovi prestiti di importo superiore a tale soglia all’1,04%. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono stati pari allo 0,36%".

Enoturismo: approvate le linee guida in Conferenza Stato-Regioni

ROMA. "La Conferenza delle Regioni ha approvato le Linee guida sull’attività enoturistica per rafforzare e meglio organizzare un settore in continua espansione. L’intesa resa in Conferenza Stato-Regioni consentirà la rapida adozione del provvedimento". Così l’Assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia e Coordinatore della Commissione Agricoltura della Conferenza delle Regioni, Leonardo Di Gioia.
"Si tratta – spiega di Gioia – di prescrizioni che aiuteranno l’attività enoturistica nel garantire soprattutto sicuri standard di qualità, a partire dai requisiti per l’esercizio. Si intende così promuovere, in particolare, le produzioni vitivinicole del territorio. La conoscenza del vino e, quindi, delle indicazioni geografiche (DOP, IGP, STG), permetterà agli utenti di vivere esperienze coinvolgenti che si svilupperanno nei vari territori rurali, favorendo, in tal senso, le visite guidate ai vigneti, alle cantine, valorizzando la storia e la cultura del vino. Il tutto naturalmente si abbinerà con quelle che sono le altre peculiarità del territorio, favorendo i prodotti agroalimentari trasformati o prodotti dalle stesse aziende".
"Nelle Linee guida – precisa Di Gioia - sono previsti requisiti e standard minimi, come un sito web e del materiale informativo dell’azienda e delle attrazioni turistiche presenti nel territorio. Obiettivo è rendere l'enoturismo un sistema integrato, promuovendo e allargando la diffusa ricchezza culturale e paesaggistica del nostro Paese".
"Le Regioni – rileva Di Gioia - avranno il compito di vigilare e controllare l’osservanza delle Linee guida e potranno attivare anche dei corsi di formazione per le aziende e i loro addetti. Nel contempo, si potranno integrare altri indirizzi di sviluppo e miglioramento della qualità dei servizi offerti. Queste Linee guida – conclude di Gioia - rappresentano una risposta positiva attesa da tutti gli operatori e addetti del settore".

Fondimpresa: formate 188mila donne nel 2018

"Parlano chiaro i dati della formazione al femminile per il 2018: 188 mila donne formate, il 49% tra i 25 e i 44 anni, nel 29,5% con laurea e successiva specializzazione. Per quanto riguarda gli ambiti di formazione i più partecipati: soft skills per il 19,7%, sicurezza sul luogo di lavoro al 15,14% e gestione aziendale al 13,5%" si legge nella nota dei numeri legati alla formazione delle donne dipendenti dalle aziende aderenti a Fondimpresa, il Fondo Interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil "A fronte di un dibattito acceso e ricorrente sulla questione della parità di genere, il principale indicatore, il livello retributivo, evidenzia ancora un netto divario fra i generi. Tutto questo stona con uno dei valori fondamentali dell’Unione Europea. La formazione continua è una leva fondamentale per riconoscere e implementare professionalità e agevolare il raggiungimento della dovuta parità. Un valore aggiunto essenziale che può accompagnare nei processi di Digital Transformation ed innovazione le aziende italiane, coinvolgendo la platea di lavoratrici".

Istat: "A gennaio 2019 in crescita le vendite al dettaglio"

"A gennaio 2019 si stima, per le vendite al dettaglio, un aumento congiunturale dello 0,5% in valore e dello 0,6% in volume. La crescita complessiva è dovuta soprattutto all'andamento dei beni alimentari (+1,0% in valore e +1,1% in volume), mentre si registra una dinamica più moderata per quelli non alimentari (+0,1% in valore, +0,2% in volume)" si legge in una nota dell'Istat "Nel trimestre novembre 2018-gennaio 2019 le vendite al dettaglio registrano un contenuto aumento, rispetto ai tre mesi precedenti, dello 0,1% in valore e dello 0,2% in volume. Le vendite di beni alimentari crescono dello 0,1% in valore e dello 0,3% in volume, mentre quelle di beni non alimentari sono stazionarie in valore e aumentano dello 0,3% in volume. Su base annua, le vendite al dettaglio aumentano dell'1,3% in valore e dell'1,5% in volume. Risultano in crescita sia i beni alimentari (+2,3% in valore e +1,9% in volume) sia, in misura minore, quelli non alimentari (+0,5% in valore e +1,2% in volume). Per quanto riguarda le vendite di beni non alimentari, gli aumenti tendenziali maggiori riguardano Calzature e articoli in cuoio e da viaggio (+2,3%) ed Elettrodomestici, radio, tv e registratori (+2,2%). Le flessioni più marcate si registrano per Cartoleria, libri, giornali e riviste (-1,6%) e Prodotti farmaceutici ( 1,2%). Sempre a livello tendenziale, il valore delle vendite al dettaglio registra un aumento per la grande distribuzione (+2,8%) e una flessione per le imprese operanti su piccole superfici (-0,8%). In forte crescita il commercio elettronico (+13,3%). La grande distribuzione registra a gennaio l'aumento tendenziale più elevato da marzo 2018, mese quest'ultimo condizionato dall'effetto positivo delle festività Pasquali. Diversamente, le piccole superfici si caratterizzano per una flessione tendenziale, dovuta al calo delle vendite di prodotti non alimentari. Le vendite online tornano a crescere in modo decisamente sostenuto a gennaio dopo la battuta d'arresto registrata nel mese di dicembre".

Di Maio: "Non intendiamo vendere asset delle aziende pubbliche partecipate"

"Non intendiamo vendere asset delle aziende pubbliche partecipate, come mi aveva detto che intende fare,  qualche mese fa, il ministro dell'economia francese Bruno Le Maire" ha dichiarato Luigi Di Maio, ministro dello Sviluppo economico, intervenendo alla presentazione del Fondo nazionale Innovazione alle Ogr di Torino "Speriamo che nei prossimi anni, gli investimenti fatti insieme alle partecipate possano essere un'ulteriore scintilla per azionare il detonatore dell'innovazione. Tante persone mi fermano e mi dicono che il figlio è all'estero. Mi rendo conto che investire nell'innovazione vuol dire tenere sul nostro territorio giovani che abbiamo formato. E' un modo anche per far venire qua, le idee innovative prodotte all'estero".

Reddito di cittadinanza: dal 6 marzo si potranno inviare le domande

ROMA - Partono le domande per ottenere il Reddito di cittadinanza, cardine della campagna elettorale dei Cinquestelle: dal 6 marzo sarà possibile inviare le domande per ottenere la misura di contrasto alla povertà che sostituirà il Rei mentre per metà aprile sono attese le prime "card" con le quali sarà erogato il sussidio.

Da mercoledì 6 quindi sarà possibile fare domanda o nelle sedi dei Caf, o online sul sito del Reddito di cittadinanza se si è in possesso dell'identità digitale Spid, o negli uffici postali compilando il modulo Inps. Il modulo è naturalmente basato sulle regole del decreto in vigore ma potrebbe essere modificato se in sede di conversione (la settimana prossima il testo è atteso alla Camera) ci dovessero essere emendamenti che lo cambiano.

Potranno intanto chiedere il reddito i cittadini italiani o comunitari e gli extracomunitari con permesso di lungo soggiorno residenti in Italia da 10 anni di cui gli ultimi 2 in via continuativa che abbiano un reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza (al massimo 2,1 nel caso di famiglia numerosa). La soglia del reddito è elevata a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in una abitazione in affitto. Il beneficio che si ottiene è un'integrazione del reddito familiare fino a 6.000 euro annui per un single (9.360 euro se si vive in affitto) moltiplicato per la scala di equivalenza. In pratica una famiglia di quattro persone con due figli maggiorenni con un reddito pari a zero può arrivare fino a 1.050 euro al mese ai quali si aggiungerebbero 280 euro al mese per l'affitto.

Per poter fare domanda di Reddito bisogna avere un Isee, indicatore della situazione economica, aggiornato (quindi bisogna aver già presentato la Dsu, dichiarazione sostitutiva unica). Le informazioni contenute nella domanda di Reddito sono comunicate all'Inps entro dieci giorni lavorativi dalla richiesta. L'Inps verifica il possesso dei requisiti nei successivi cinque giorni e, in caso di esito positivo, riconosce il beneficio che sarà erogato attraverso una carta di pagamento elettronica emessa da Poste Italiane. Oltre all'acquisto di beni e servizi di base, si legge nel sito governativo sul Reddito, essa consente di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore a 100 euro per i nuclei familiari composti da un singolo individuo (incrementata in base al numero di componenti il nucleo). È vietato usare la card per giochi che prevedono vincite in denaro. E' prevista la decadenza dal beneficio nel caso non si faccia la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, non si partecipi alle eventuali iniziative di formazione o si rifiuti un'offerta di lavoro congrua. Nel caso si scopra che sono state presentate dichiarazioni o documenti falsi il beneficiario è punibile con una pena da due a sei anni di reclusione. Sarà inoltre richiesta la restituzione di quanto indebitamente percepito.

Chi presenterà la domanda per il reddito di cittadinanza tra il 6 e il 31 marzo avrà una risposta dall'Inps tra il 26 e il 30 aprile: se la domanda sarà accolta a maggio partirà il pagamento. Lo ha spiegato la Consulta dei Caf nella conferenza stampa che ha seguito l'ok alla preaccordo con l'Inps. La risposta arriverà per sms o per e-mail. Se la domanda verrà accolta arriverà un messaggio da Poste per la consegna della carta.

Landini: "Riguardo il lavoro serve il patto con le imprese"

"E' interesse di lavoratori ed imprse mettere al centro l'aumento degli investimenti e dei salari, oltre a una nuova fiscalità orientata a ridurre gli squilibri e le diseguaglianze e non a premiare chi ha di più e a punire chi ha di meno come accade con la tassa piatta" ha dichiarato, in un'intervista a Il Sole 24 ore, il segretario della Cgil, Maurizio Landini "Insieme possiamo mettere al centro il tema del lavoro, il lavoro di qualità e non quello prcario che, nel frattempo, è aumentato. So che, per fare questo, bisogna prima dare attuazione al patto della fabbrica con cui abbiamo già concordato nuove regole per la rappresentanza e per tracciare nuovi perimetri dei contratti. Bisogna che sindacati ed imprese chiedano con forza al ministero di applicare le convenzioni che, tramite Inps, possano certificare la reale rappresentanza di chi firma gli accordi. Per quel ch riguarda, invece, il cuneo fiscale, non si devono ridurre i contributi per le pensioni o per la sanità, ma bisogna trovare un sistema che ne garantisca il funzionamento".

Istat: "A gennaio 2019 occupazione +0,7% su anno"

"A gennaio 2019" si legge nella nota dei dati Istat "la stima degli occupati è in lieve crescita rispetto a dicembre (+0,1%, pari a +21 mila unità); il tasso di occupazione rimane stabile al 58,7%. L'andamento degli occupati è determinato da un aumento consistente dei dipendenti permanenti (+56 mila), mentre si osserva un calo dei dipendenti a termine (-16 mila) e degli indipendenti (-19 mila). La crescita coinvolge esclusivamente gli uomini (+27 mila) mentre risultano in lieve calo le donne (-6 mila). A gennaio la stima delle persone in cerca di occupazione aumenta dello 0,6% (+15 mila). La crescita riguarda quasi esclusivamente gli uomini e le persone oltre i 35 anni. Il tasso di disoccupazione è stabile rispetto al mese precedente, e si attesta al 10,5%. Il tasso di inattività resta stabile al 34,3% per il terzo mese consecutivo. Nel periodo da novembre 2018 a gennaio 2019 l'occupazione registra un lieve calo rispetto ai tre mesi precedenti (-0,1%, pari a -19 mila unità), a cui si associa un aumento delle persone in cerca di occupazione (+1,3%, pari a +35 mila) mentre diminuiscono gli inattivi (-0,4%, -53 mila). Su base annua l'occupazione cresce dello 0,7%, pari a +160 mila unità. Crescono soprattutto i dipendenti a termine (+126 mila) ma si registrano segnali positivi anche per i dipendenti permanenti (+29 mila) e gli indipendenti (+6 mila)".

Auto: scattano da oggi ecotassa e ecobonus

ROMA - Scattano da oggi l'ecobonus, che premia chi acquista auto elettriche e ibride, e l'ecotassa che prevede un tributo da 1.100 a 2.500 euro in base alle emissioni di CO2 della vettura. L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato una risoluzione ad hoc con le prime indicazioni relative all'imposta sui veicoli inquinanti e sulle detrazioni fiscali per l'installazione dei punti di ricarica e la rottamazione di mezzi ad alte emissioni di CO2. 

L'ecotassa interessa soltanto le auto acquistate e immatricolate dal primo marzo fino al 31 dicembre 2021. Il suo importo è parametrato in base a 4 scaglioni di emissioni di CO2 e va versata tramite F24. L'imposta non è applicata ai veicoli per uso speciale come camper, veicoli blindati, ambulanze, veicoli con accesso per sedia a rotelle.

Pronta anche la piattaforma on line per chiedere gli incentivi all'indirizzo ecobonus.mise.gov.it, sarà attivata alle ore 12.

Istat: fiducia imprese ai minimi da 4 anni

ROMA - Nel mese di febbraio l'Istat ha stimato un ampio calo dell’indice del clima di fiducia dei consumatori, che passa da 113,9 a 112,4; anche l’indice composito del clima di fiducia delle imprese si caratterizza per una evidente flessione (da 99,1 a 98,3), confermando una evoluzione negativa in atto ormai dallo scorso luglio. Per le imprese si tratta dei minimi da quattro anni, da febbraio 2015.

Ue: "Italia rischia di contagiare altri Paesi"

L'Ue bacchetta ancora l'Italia sui conti. "Equilibri eccessivi del quadro macro, debito pubblico elevato e  produttività debole, con un rischio di effetto contagio nei confronti degli altri paesi". E' il quadro a tinte fosche che la Commissione Ue disegna per il Belpaese nel suo pacchetto d’inverno del semestre europeo, in cui valuta i progressi compiuti dagli stati membri sulle priorità economiche e sociali. 

La Commissione europea nelle comunicazioni che accompagnano il Rapporto sostiene che l’Italia sta vivendo una fase di “squilibri eccessivi” dei conti: “debito pubblico elevato e le deboli dinamiche della produttività protratte implicano rischi con rilevanza transfrontaliera, in un contesto di livelli ancora elevati di prestiti in sofferenza e alta disoccupazione”.

Tassi più alti rispetto ai livelli di inizio 2018 stanno intaccando i costi di funding delle banche e i buffer di capitale, pesando sulla fornitura del credito all'economia e sulla crescita del Pil". A renderlo noto la Commissione Ue nel Country Report sull'Italia, aggiungendo che "lo stock di sofferenze bancarie ha continuato a scendere significativamente, ma mantenere il passo di riduzione degli npl sarà impegnativo date le condizioni del mercato".

"La manovra 2019 include misure che rovesciano elementi di importanti riforme fatte in precedenza, in particolare sulle pensioni, e non include misure efficaci per aumentare il potenziale di crescita": si legge nelle conclusioni del Country Report sull'Italia. "Nonostante alcuni progressi nel riparare i bilanci delle banche, riforme sul diritto fallimentare e politiche attive del mercato del lavoro, lo slancio delle riforme è ampiamente in stallo nel 2018", aggiunge.

Istat: "Nei primi mesi del 2018 il livello di vita è soddisfacente per il 42,3% degli italiani"

"Nei primi mesi del 2018, la soddisfazione dei cittadini per la vita mostra segnali di crescita dopo la stasi registrata nel 2017, riportandosi così sui livelli del 2016" si legge in una nota di un'indagine dell'Istat "Alla domanda 'Attualmente, quanto si ritiene soddisfatto della sua vita nel complesso?', in base a un punteggio da 0 a 10, le persone di 14 anni e più danno in media un voto pari a 7. Il 41,4% dei rispondenti indica i livelli di punteggio più alti (8-10), il 42,3% giudica la propria vita mediamente soddisfacente (6-7) e il 14,7% la valuta con i punteggi più bassi (0-5). Rispetto al 2017, aumenta la quota di chi esprime i punteggi più alti (tra 8 e 10) mentre diminuisce soprattutto quella delle persone che indicano un punteggio contenuto (tra 0 e 5). Tale andamento si riflette sul giudizio medio che passa da 6,9 del 2017 a 7,0 del 2018. La soddisfazione per la dimensione lavorativa è stabile: il 76,7% degli occupati si dichiara molto o abbastanza soddisfatto, sostanzialmente come nel 2017. Sono più soddisfatte del lavoro le donne (77,6%) rispetto agli uomini (76,1%). Nel 2018, aumenta la quota di famiglie che giudicano la propria situazione economica stabile (dal 59,5% del 2017 al 62,5%) o migliorata (dal 7,4% all' 8,1%). Anche il giudizio sull'adeguatezza delle risorse economiche familiari mostra segnali di miglioramento: la quota di famiglie che le valuta adeguate sale dal 57,3% del 2017 al 59,0% del 2018. Le relazioni familiari confermano i più alti livelli di apprezzamento: nel 2018 il 90,1% delle persone si ritiene soddisfatto. Elevata e in leggero aumento la quota di individui molto o abbastanza soddisfatti per le relazioni amicali (dall'81,7% del 2017 all' 82,5%). È stabile e su livelli alti anche la soddisfazione  per il proprio stato di salute (80,7% delle persone di 14 anni e più) e  per il tempo libero (66,2%). Per le relazioni interpersonali prevale un atteggiamento di cautela. Il 77,7% delle persone ritiene che bisogna stare molto attenti nei confronti degli altri mentre solo il 21% pensa che "gran parte della gente è degna di fiducia. Le donne sono le più diffidenti: il 19,6% esprime un'opinione improntata a un atteggiamento di apertura verso gli altri, contro il 22,5% degli uomini. La scarsa fiducia verso gli altri si esprime anche con la modesta quota di persone che reputano probabile vedersi restituire da parte di uno sconosciuto il portafoglio eventualmente smarrito (13,1%). La fiducia nella restituzione da parte di un vicino di casa sale invece al 72,1% e quella verso le forze dell'ordine è all'82,8%".

Tria: "Manovra bis? E' presto per parlarne"

(ANSA)
ROMA - "Il documento di economia e finanza verrà presentato secondo i termini di legge", vale a dire entro il 10 aprile. Così il ministro dell'Economia Giovanni Tria al Question time alla Camera rispondendo a un'interrogazione di Leu. Secondo Tria, parlare di "eventuale manovra correttiva risulta alquanto prematuro a poco più di due mesi dal confronto con le istituzioni europee che hanno valutato positivamente la manovra di bilancio a seguito del negoziato".

"Sono state accantonate e rese indisponibili" risorse "per due miliardi di euro. Qualora dal monitoraggio dell'andamento dei conti pubblici si mostrasse coerente con gli obiettivi programmatici, al netto di maggiori entrate e dismissioni, gli accantonamenti con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Economia, possono essere resi disponibili. Questi margini di riserva appaino più che sufficienti", ha spiegato Tria.

"Certamente nel prossimo Def si aggiorneranno le previsioni economiche: l'aggiornamento porterà a una valutazione e alla verifica dei saldi che saranno oggetto del confronto con l'Unione europea".

Istat: "A dicembre 2018 in calo il fatturato dell'industria"

"A dicembre si stima che il fatturato dell'industria diminuisca su base mensile del 3,5%. Nel quarto trimestre l'indice complessivo ha registrato un calo dell'1,6% rispetto al trimestre precedente. Anche gli ordinativi registrano una diminuzione congiunturale sia rispetto al mese precedente (-1,8%), sia nel complesso del quarto trimestre rispetto al precedente (-2%)" lo dichiara l'Istat in una nota "Il calo congiunturale del fatturato riguarda sia il mercato interno (-2,7%) sia, in misura più accentuata,  quello estero (-4,7%). La flessione degli ordinativi è la sintesi di un incremento delle commesse provenienti dal mercato interno (+2,5%) e di una marcata contrazione di quelle provenienti dall'estero (-7,4%). A dicembre tutti i raggruppamenti principali di industrie segnano una variazione congiunturale negativa: -1,8% i beni di consumo, -5,5% i beni strumentali, -1,7% i beni intermedi e -9,7% l'energia. Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 19 contro i 18 di dicembre 2017), il fatturato totale diminuisce su base annua del 7,3%, con un calo del 7,5% sul mercato interno e del 7,0% su quello estero. Sempre con riferimento al fatturato corretto per gli effetti di calendario, tutti i principali settori di attività economica registrano cali tendenziali. I più rilevanti sono quelli dei mezzi di trasporto ( 23,6%), dell'industria farmaceutica (-13,0%) e dell'industria chimica (-8,5%). L'indice grezzo degli ordinativi segna un calo tendenziale del 5,3%, derivante da diminuzioni sia per il mercato interno (-3,6%) sia per quello estero (-7,6%). Si registra una crescita per il solo comparto dei macchinari e attrezzature (+5,4%), mentre la diminuzione più marcata si rileva per l'industria delle apparecchiature elettriche (-21,4%). Nella media dell'anno, il fatturato dell'industria registra una crescita del 2,3% rispetto al 2017, più sostenuta per il mercato estero (+3,5%) rispetto a quello interno (+1,8%). Al netto dell'energia, la crescita si riduce all'1,7%, risultando più ampia della media solo per i beni intermedi (+2,4%). A dicembre il fatturato industriale subisce una marcata diminuzione, sia in termini congiunturali sia su base annua. La flessione riguarda in maniera diffusa tutti i settori, ma è particolarmente ampia nel settore degli altri mezzi di trasporto, dove si confronta con un dato particolarmente positivo nell'anno precedente. La flessione congiunturale registrata nell'ultimo trimestre del 2018 è pressochè di pari entità sui mercati interno ed estero, anche se in termini di ordinativi è il mercato estero a segnalare una prospettiva più sfavorevole. Nel corso del 2018 il fatturato ha mostrato un andamento tendenzialmente stabile nei primi nove mesi, con un peggioramento nell'ultimo trimestre. Nella media dell'anno il fatturato dell'industria presenta, comunque, una dinamica moderatamente espansiva rispetto al 2017, anche al netto della componente di prezzo".

Imprese: Cgia, frena caduta prestiti bancari

(Pixabay)
MESTRE - E’ in frenata la contrazione dei presti bancari alle imprese. Nell’ultimo anno (novembre 2017 su novembre 2018) gli impieghi vivi (prestiti al netto delle sofferenze) sono scesi di 4,9 miliardi di euro (-0,7 per cento). Nulla a che vedere, comunque, con quanto è accaduto negli ultimi 7 anni. Dal novembre 2011 (anno di picco massimo delle erogazioni bancarie alle imprese) allo stesso mese del 2018, la diminuzione è stata del 27 per cento: in termini assoluti si conta una riduzione di impieghi vivi per 252,8 miliardi di euro.

Nell’ultimo anno, tuttavia, in alcune regioni, come la Lombardia e il Piemonte, i prestiti sono tornati con il segno positivo. E questo lascia presagire che il peggio, probabilmente, è alle nostre spalle. A segnalarlo è l’Ufficio studi della CGIA che ha elaborato i dati della Banca d’Italia.

“E’ vero – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – che la domanda di credito da parte delle imprese è diminuita sia in termini di qualità che di quantità. Inoltre, non va nemmeno dimenticato che le sofferenze bancarie hanno assunto dimensioni preoccupanti, inducendo molte banche a chiudere i rubinetti del credito o a concedere i prestiti a condizioni più rigide. Tuttavia, la contrazione registrata in questi ultimi anni è stata eccessiva, soprattutto nei confronti delle piccole realtà produttive che, tradizionalmente più solvibili delle altre imprese, sono state, invece, le più penalizzate”.

Fitch taglia le stime del Pil italiano


MILANO - Fitch ha tagliato le stime di crescita dell'Eurozona nel 2019 dall'1,7% all'1% sottolineando come "negli ultimi mesi i dati sull'attività economica dell'Eurozona si sono deteriorati in modo più drastico che in altre parti del mondo". L'Italia, tra i paesi Ue, è quello che frena di più, con le previsioni sul Pil ridotte dall'1,1% allo 0,3%, assieme alla Germania (dall'1,7% ad appena sotto l'1%). Per la Francia la revisione è dall'1,7 all'1,4% e per la Spagna dal 2,3 al 2,1%.