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Istat: "A maggio 2018 esportazioni in calo"

ROMA - "A maggio 2018" si legge nella nota dei dati Istat "si stima un calo congiunturale per le esportazioni (-1,6%) e un più contenuto aumento per le importazioni (+0,8%). La flessione congiunturale dell'export è da ascrivere prevalentemente alla diminuzione delle vendite verso i mercati extra Ue (-3,1%), mentre la riduzione verso l'area Ue è più lieve (-0,5%). La flessione dell'export su base annua è pari a -0,8% e coinvolge esclusivamente l'area extra Ue (-2,8%) mentre per i paesi Ue si registra una crescita (+0,7%).

Tra i settori che contribuiscono in misura più rilevante alla diminuzione tendenziale dell'export nel mese di maggio, si segnalano autoveicoli (-10,0%), macchinari e apparecchi n.c.a (-3,0%), articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti. medici e altri prodotti n.c.a. (-7,8%) e sostanze e prodotti chimici (-4,2%), mentre nello stesso mese contribuiscono positivamente i prodotti petroliferi raffinati (+14,1%) e gli articoli di abbigliamento, anche in pelle e in pelliccia (+5,1%). Su base annua, i paesi che contribuiscono maggiormente al calo delle esportazioni sono paesi OPEC (-16,6%), Turchia (-11,3%), Belgio (-6,8%), Russia (-10,7%) e Cina (-5,7%).

Nel periodo gennaio-maggio 2018, la crescita tendenziale dell'export è pari a +3,0% ed è principalmente determinata da metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+6,4%), prodotti tessili e dell'abbigliamento, pelli e accessori (+3,6%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,9%) e articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+4,7%). Il surplus commerciale è stimato che diminuisca di circa un miliardo (da +4.344 milioni a maggio 2017 a +3.378 milioni a maggio 2018).

Nei primi cinque mesi dell'anno l'avanzo commerciale raggiunge +13.895 milioni (+29.644 milioni al netto dei prodotti energetici). A maggio si stima inoltre che l'indice dei prezzi all'importazione aumenti dello 0,6% su aprile 2018 e del 2,3% su base annua. Al netto dei prodotti energetici, l'indice diminuisce dello 0,1% in termini congiunturali e dello 0,4% in termini tendenziali".

Banca d'Italia: "A maggio 2018 debito pubblico ha raggiunto 2327 miliardi"

"A maggio il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 14,6 miliardi rispetto al mese precedente, raggiungendo quota 2327,4 miliardi" si legge nella nota della Banca d'Italia nel supplemento al Bollettino Statistico 'Finanza pubblica, fabbisogno e debito' "L’incremento è dovuto al fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (7,6 miliardi) e all’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (5,4 miliardi, a 57,6; erano 58,9 a maggio 2017). L’effetto complessivo degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio ha aumentato il debito di 1,5 miliardi. Il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 14,9 miliardi e quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,3 miliardi. Il debito degli Enti di previdenza è rimasto pressoché invariato. Sempre a maggio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 33,6 miliardi, sostanzialmente stabili rispetto allo stesso mese del 2017".

Corte dei Conti: "In futuro il bilancio pubblico sarà condizionato dall’invecchiamento della popolazione"

"Nei prossimi anni il rapido invecchiamento della popolazione eserciterà pressioni molto significative sulla spesa pubblica di tutti i paesi europei, inclusa l’Italia" si legge nella nota del Rapporto 2018 sul coordinamento della finanza pubblica della Corte dei Conti, presentato a Montecitorio "In futuro il bilancio pubblico sarà fortemente condizionato dall’invecchiamento della popolazione e dalle modifiche della struttura demografica. È un fenomeno i cui tratti essenziali sono noti da tempo, ma che, stando a nuove stime prodotte nelle sedi preposte, potrebbe avere effetti sulla spesa per la protezione sociale (previdenza, assistenza e sanità) più acuti di quanto finora atteso. Il triennio 2018-2020 si presenta come un’eccezionale finestra, dal punto di vista delle opportunità offerte dal contesto macroeconomico alla riduzione del debito: il congiunto operare della ripresa dell’inflazione e del permanere del costo medio del debito su livelli particolarmente bassi, dovrebbe garantire, diversamente dal passato, un differenziale favorevole tra crescita economica e costo del debito (0,2 in media nel triennio). Di questa situazione si dovrebbe approfittare per rendere più spedito il processo di riduzione del rapporto debito/Pil. Parlando del sistema previdenziale, i giudici contabili sottolineano come sia essenziale preservare i miglioramenti di fondo che il sistema ha realizzato in questi decenni. Ogni elemento di possibile flessibilizzazione dell’attuale assetto dovrebbe contemplare compensazioni in brado di salvaguardare la sostenibilità finanziaria di lungo periodo, è cruciale non creare debito pensionistico aggiuntivo.  Sulla Legge Fornero l’insieme delle evidenze di cui oggi si dispone, soprattutto quelle in materia di proiezioni della spesa nel lungo periodo, spinge a ritenere che sono stretti, se non del tutto esauriti, gli spazi per ulteriori attenuazioni degli effetti correttivi, a meno di un ripensamento complessivo del sistema. Sul versante fiscale, nel confronto europeo l’Italia si colloca tra i paesi che meno hanno inciso sulle entrate per risanare il bilancio pubblico: l’aumento della pressione fiscale tra il 2007 e il 2017 è stato modesto se confrontato con la media dell’area, pari a meno di un punto di Pil, e si è concentrato soprattutto nella prima metà del decennio, come conseguenza dell’insorgere della crisi del debito. L’auspicio, poi, è quello di attuare una riforma strutturale del sistema fiscale, abbandonando la logica degli aggiustamenti a margine". 

Tria: nessuna manovra correttiva nel 2018

ROMA - Il titolare del ministero dell'Economia, Giovanni Tria, esclude una manovra correttiva. "Per il 2018 non cambiamo i nostri obiettivi, si vedrà a consuntivo. Non ci sarà un manovra correttiva, riteniamo che sia sufficiente per raggiungere gli obiettivi", ha dichiarato Tria al termine della riunione dell'Ecofin, dove ha avuto un incontro con il commissario Ue Pierre Moscovici.

"Io non considero i cigni neri sennò non dovrei mai uscire di casa perchè potrebbe cadermi una tegola in testa e potrei morire. Ma io sono avventuroso e quindi esco di casa", ha poi aggiunto Tria ai giornalisti che chiedevano un commento alle parole del ministro degli Affari europei, Paolo Savona, che aveva evocato 'il cigno nero' riguardo all'eventualità di una uscita dell'Italia dall'euro.

Piazza affari apre in rialzo: +0,43%

MILANO - Apertura in rialzo della Borsa di Milano che apre positiva nell'ultima seduta della settimana. Il Ftse Mib ha avviato gli scambi in crescita dello 0,43% a 21.882 punti.

Telefonia: inizia l'era della rete 5G

ROMA - "Inizia oggi una nuova tappa del percorso che porterà l’Italia a dotarsi di una tecnologia innovativa, la rete 5G , che non è semplicemente un’evoluzione del 4G ma è una piattaforma che apre nuove opportunità di sviluppo per il nostro sistema economico, una tecnologia che rappresenta un punto di rottura con il passato, sia per quanto riguarda la velocità sia il tempo di latenza e offre potenzialità enormi sul fronte dei servizi che potranno essere sviluppati" ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali Luigi di Maio.

"La connessione sarà sempre più veloce e alla portata di tutti, coerentemente con gli obiettivi della Next Generation Mobile Networks Alliance, l’associazione di operatori, venditori, produttori e istituti di ricerca operanti nel settore della telefonia mobile, che prevede che le reti 5G dovranno anche soddisfare le esigenze di nuovi casi d'uso, come l'Internet of things (dispositivi connessi a Internet) nonché servizi di trasmissione e linee di comunicazione d'importanza vitale in occasione di disastri naturali. E' stato approvato il bando di gara e il relativo disciplinare, i cui testi dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale saranno disponibili sul sito internet del Ministero. La procedura di gara per l’assegnazione dei diritti d’uso di frequenze radioelettriche da destinare a servizi di comunicazione elettronica in larga banda mobili terrestri bidirezionali nelle bande 694-790 MHz, 3600-3800 MHz e 26.5-27.5 GHz prende l’avvio delle disposizioni della legge di bilancio 2018 che prevedeva importanti misure economiche per favorire la transizione alla nuova tecnologia 5G. Con la pubblicazione del bando e del disciplinare di gara, l'Italia si conferma tra i paesi leader in Europa per lo sviluppo del 5G. Questo atto rappresenta, infatti, un’importante decisione strategica che ci pone all'avanguardia sia per la quantità e la qualità dello spettro messo a disposizione degli operatori di comunicazione elettroniche sia per le potenzialità di sviluppo di servizi innovativi per i cittadini, le imprese e per la stessa pubblica amministrazione. Le caratteristiche di tale nuova tecnologia consentirà la digitalizzazione di ampi settori economici: dai trasporti all’industria, all’agricoltura, alla cultura, alla scuola, alla sanità, al turismo, all’ambiente, garantendo ampi margini di crescita per il nostro Paese. Le differenze tra il 4G e il 5G vanno al di là della maggiore velocità e si traducono, come già anticipato, in un più elevato numero di dispositivi connessi simultaneamente, in una più elevata efficienza spettrale di sistema (volume di dati per unità di area), un più basso consumo delle batterie, una migliore copertura, alte velocità di trasmissione in porzioni più grandi dell'area di copertura, latenze inferiori, un più elevato numero di dispositivi supportati, costi più bassi per l'installazione delle infrastrutture, una più elevata versatilità e scalabilità e, infine, una più elevata affidabilità delle comunicazioni. Voglio infine rimarcare come la connessione a Internet sia espressione di democrazia e debba essere considerata un diritto primario di ogni cittadino. Tutti i consumatori avranno diritto alla fruizione dei servizi di fonia e internet a un prezzo accessibile, come stabilito dagli artt. 79 e 80 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche approvato dal Parlamento Europeo. C’è libertà degli Stati di prevedere fondi interamente nazionali o privati per sostenere la misura. C’è inoltre libertà degli Stati di prevedere che le fasce deboli abbiano pacchetti agevolati in modo tale che non siano socialmente escluse arrivando a erogare il servizio gratis, se ritenuto necessario, compatibilmente con il regolamento sul regime di aiuti di stato. Internet deve essere considerato un bene di prima necessità, alla stregua dell’acqua e dell’energia elettrica, accessibile a tutti, in special modo ai più svantaggiati economicamente".

Farmindustria: "L’Italia è il primo produttore farmaceutico dell’Unione Europea"

ROMA - "L’Italia è il primo produttore farmaceutico dell’Unione Europea. Dopo anni di inseguimento il bel Paese, infatti, ha superato la Germania con una produzione di 31,2 miliardi, contro i 30 dei tedeschi" si legge in una nota dei dati che emergono dall'Assemblea pubblica di Farmindustria 2018.

"Il successo dell'industria farmaceutica in Italia è dovuto al boom dell’export che oggi sfiora i 25 miliardi. Un export che è cresciuto dal 1991 al 2017 di 15 volte, passando da 1,3 a 24,8 miliardi. Nella classifica per export dei 119 settori dell’economia in Italia, nel 1991 i medicinali erano al 57° posto, oggi sono al quarto (dopo due settori della meccanica e gli autotrasporti). E nella classifica nazionale per export dei poli tecnologici di tutti i settori, i primi due sono farmaceutici, Lazio e Lombardia, e Toscana e Campania sono rispettivamente al quarto e al settimo posto. La farmaceutica rappresenta il 55% dell’export hi tech del Paese. Crescono anche gli occupati che nel 2017 hanno raggiunto quota 65.400 (93% a tempo indeterminato), 1.000 in più rispetto al 2016. Nell’ultimo triennio le assunzioni sono state 6.000 ogni anno. Fiore all’occhiello del settore è l’occupazione giovanile: secondo i dati INPS, dal 2014 al 2016 gli addetti under 35 nell’industria farmaceutica sono aumentati del 10%, rispetto al +3% del totale dell’economia. Rappresentano il 55% del totale degli addetti in più e quasi tutti sono a tempo indeterminato (3 su 4). Tante anche le donne pari al 42% degli occupati, molto di più rispetto alla media del totale industria (25%). Dal 1978 a oggi gli italiani hanno guadagnato circa 10 anni di vita, grazie allo straordinario impegno nella prevenzione, all’attenzione agli stili di vita, ai progressi della scienza medica. E al lavoro di ricercatrici e ricercatori delle imprese farmaceutiche in tutto il mondo. Il 1978 è stato un anno cruciale per la Sanità italiana perché nasce il Servizio Sanitario Nazionale, un’eccellenza europea. Molti paradigmi sono cambiati in 40 anni. Soprattutto negli ultimi 5 anni, grazie all’accelerazione tecnologica dovuta alla rivoluzione digitale e ai Big Data, le innovazioni hanno trasformato il mondo dei farmaci. Che non sono più "solo" un prodotto, ma fanno parte di un processo di cura più complesso e interconnesso insieme a diagnostica di precisione, medical device e servizi di assistenza. Nel nostro Paese, grazie anche ai medicinali, ora si vive di più e meglio. Secondo Farmindustria è calata, infatti, la mortalità per le prime cinque cause di decesso degli anni ’80: 64% per malattie del sistema cardiocircolatorio; 25% per i tumori maligni. E 2 persone su 3 a cui è diagnosticato un cancro sopravvivono dopo 5 anni, 30 anni fa non arrivavano a 1 su 3; 47% per le malattie del sistema respiratorio; 63% per le patologie dell’apparato digestivo; 87% dal 1985 per l’HIV/AIDS".

Patuelli: "Più Ue per l'Italia oppure rischio default"

ROMA - "La scelta strategica deve essere di partecipare maggiormente all'Unione europea impegnando di più l'Italia nelle responsabilità comuni, anche con un portafoglio economico nella prossima Commissione europea" ha dichiarato il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, nella sua relazione all'assemblea annuale.

"Altrimenti l'economia italiana potrebbe finire nei gorghi di un nazionalismo mediterraneo molto simile a quelli sudamericani. In questa primavera, in Argentina, il tasso di sconto ha perfino raggiunto il 40%. Con la lira italiana, negli anni Ottanta, il tasso di sconto fu anche del 19%. Occorre una nuova spinta per un'Unione bancaria con regole identiche, con testi unici di diritto bancario, finanziario, fallimentare e penale dell'economia e con coerenza fra regole contabili e prudenziali. In Italia, per diminuire la pressione fiscale, si deve ridurre il debito pubblico. La Bce di Mario Draghi ha garantito assai bassi tassi che, penalizzando le banche, hanno favorito la ripresa e salvato la Repubblica nella gestione del debito pubblico il cui peso, altrimenti , sarebbe caduto fiscalmente drammaticamente sulle imprese e sulle famiglie italiane. Il peso maggiore della crisi l'hanno sostenuto le banche, compresse dalla crisi, da tassi infimi e da norme in continuo mutamento, talvolta anche da eccessi di burocratizzazione che non servono all'Europa".

Tria: "Le condizioni di salute dell'economia italiana sono ancora buone"

ROMA - "Le condizioni di salute dell'economia sono ancora buone, tuttavia l'osservazione degli indicatori economici più recenti sembrano profilare un rischio a ribasso delle crescita. I motivi principali sono il rallentamento della produzione e le esportazioni" ha dichiarato il ministro dell'Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, durante il suo intervenendo all'Assemblea annuale dell'Abi.

"Il primo punto qualificante dell'azione di governo è la crescita dell'economia. Questo risultato può essere ottenuto solo contrastando il rallentamento dell'economia con un'azione anticliclica, in grado di contemperare stimolo all'economia con la stabilità e sostenibilità delle finanze pubbliche".

Boeri: "Quello dei voucher può essere uno strumento giusto e molto importante"

ROMA - "Quello dei voucher può essere uno strumento giusto e molto importante" ha dichiarato Tito Boeri, presidente dell'Inps, a SkyTg24 Economia, riguardo alla possibilità di reintrodurre dei buoni lavoro.

"In Italia quando c'è un abuso di qualcosa, si tende a eliminarlo. Noi avevamo fatto delle proposte per evitare questi abusi e limitare l'uso dei voucher alle giuste fattispecie, è uno strumento del quale riusciamo a gestire la transazione. E' tracciabile, possiamo assicurarci che vengano pagati i lavoratori e i contributi, perché chiediamo alle aziende il versamento della remunerazione prima che venga effettuato il lavoro".

Visco: "Bisogna evitare tensioni per difendere la stabilità del sistema finanziario"

"Mantenere condizioni ordinate sul mercato dei titoli di Stato è indispensabile per difendere la stabilità del sistema finanziario e tutelare efficacemente il risparmio degli italiani" ha dichiarato il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, nel suo intervenendo all'Assemblea annuale dell'Abi."

Durante le tensioni di fine maggio i corsi azionari del settore bancario sono bruscamente diminuiti. La situazione finanziaria del settore pubblico può influenzare quella delle banche attraverso molteplici canali. La riduzione del valore dei titoli di Stato detenuti dagli intermediari incide direttamente sul loro patrimonio; riduce inoltre l’ammontare delle garanzie che le banche possono utilizzare nelle operazioni di rifinanziamento presso l’Eurosistema. Le difficoltà della finanza pubblica possono determinare un complessivo deterioramento del merito di credito delle imprese, con conseguenze sulla qualità dei prestiti bancari".

Istat: "Nel primo trimestre del 2018 in calo i prezzi delle abitazioni"

"Secondo le stime preliminari, nel primo trimestre 2018 l'indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie, sia per fini abitativi sia per investimento, diminuisce dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,4% nei confronti dello stesso periodo del 2017 (era -1,2% nel quarto trimestre 2017)" ha dichiarato l'Istat in una nota "La flessione tendenziale dell'IPAB è da attribuire esclusivamente ai prezzi delle abitazioni esistenti che manifestano una variazione negativa pari a -0,8%, in attenuazione da -1,5% del trimestre precedente. I prezzi delle abitazioni nuove, invece, accelerano su base tendenziale passando dal +0,2% del quarto trimestre del 2017 al +1,3% del primo trimestre del 2018. Su base congiunturale la diminuzione dell'IPAB è dovuta esclusivamente al calo dei prezzi delle abitazioni nuove (-1,3%), mentre quelli delle abitazioni esistenti registrano un aumento dello 0,2%. Il tasso di variazione acquisito dell'IPAB per il 2018 risulta pari a -0,5%. Con i dati del primo trimestre 2018 sono stati aggiornati, come di consueto, i pesi utilizzati per la sintesi degli indici delle abitazioni nuove e di quelle esistenti. In particolare, il peso delle abitazioni nuove continua a diminuire ed è pari a circa il 19% (era quasi il 35% nel 2010) contro circa l'81% delle abitazioni esistenti". 

Conti italiani, Draghi: "Vedere dai fatti, per ora parole"

"Dobbiamo vedere i fatti prima di esprimere un giudizio, i test saranno i fatti, finora ci sono state le parole e le parole sono cambiate". Così Mario Draghi, il presidente della Bce, risponde in un'audizione all'Europarlamento a una domanda sulle linee di politica di bilancio del nuovo governo in Italia.

"La nostra fiducia sulla dinamica dell'inflazione sta anch'essa aumentando", ha aggiunto il presidente della Bce, assicurando comunque che "la fine attesa degli acquisti netti di titoli a dicembre 2018 non significa che la nostra politica monetaria cesserà di essere espansiva".

Secondo Draghi, "in questi tempi di aumentate incertezze globali, è più importante che mai che l'Europa resti unita".

Boccia: "Bisogna evitare le delocalizzazioni selvagge e ridurre le dimensioni della precarietà"

ROMA - "Noi comprendiamo i fini del decreto dignità: evitare le delocalizzazioni selvagge e ridurre le dimensioni della precarietà. Critichiamo gli strumenti che sono stati individuati" ha dichiarato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in un'intervista a Repubblica.

"Nessuna marcia indietro, abbiamo sempre espresso critiche sugli strumenti individuati dal governo. Il decreto dignità può ancora essere corretto in Parlamento. Ripeto, ne comprendiamo gli obiettivi ma non l’avremmo fatto così. Le proposte di Confindustria? Sul fronte delle delocalizzazioni vanno evitate aree grigie, dal punto di vista normativo, che possano dar luogo a conflitti interpretativi. Per quel che riguarda i contratti a termine pensiamo che sia un errore passare da 36 mesi di contratti senza causale a 12. È un meccanismo che provocherà un maggiore turn over dei lavoratori. La nostra proposta è di allungare a 24 mesi il periodo entro il quale poter ricorrere al contratto a termine senza dover specificare la motivazione".

CGIA: "I lavoratori invisibili sottraggono 42,6 miliardi al fisco"

ROMA - "Sono 3,3 milioni i lavoratori 'invisibili' che ogni giorno si recano nei campi, nei cantieri, nei capannoni o nelle case degli italiani per prestare la propria attività lavorativa. Pur essendo sconosciuti all’Inps, all’Inail e al fisco, gli effetti economici che producono questi soggetti sono importanti e pesantissimi" si legge in una nota delle ultime stime elaborate dall’Ufficio studi della CGIA.

"Questo esercito di irregolari genera 77,3 miliardi di fatturato in nero all’anno, sottraendo al fisco un gettito di 42,6 miliardi. Un importo, quest’ultimo, pari a oltre il 40% dell’evasione di imposta annua stimata dai tecnici del ministero dell’Economia e delle Finanze. A rimetterci non sono solo le casse dell’Erario, ma anche le tantissime attività produttive e dei servizi, le imprese artigianali e quelle commerciali che, spesso, subiscono la concorrenza sleale di questi soggetti. Questi lavoratori in nero, infatti, non essendo sottoposti ai contributi previdenziali, a quelli assicurativi e a quelli fiscali consentono alle imprese dove prestano servizio di beneficiare di un costo del lavoro molto inferiore e, conseguentemente, di praticare un prezzo finale del prodotto/servizio molto contenuto. Prestazioni, ovviamente, che chi rispetta le disposizioni previste dalla legge non è in grado di offrire. Tre milioni di persone, costituite da lavoratori dipendenti che fanno il secondo/terzo lavoro, da cassaintegrati o pensionati che arrotondano le magre entrate o da disoccupati che in attesa di rientrare nel mercato del lavoro sopravvivono 'grazie' ai proventi riconducibile a un’attività irregolare. Per contrastare questo fenomeno la reintroduzione dei voucher potrebbe essere una prima risposta. Oltre ai voucher, ovviamente, per contrastare questo fenomeno c’è la necessità, in particolar modo, di abbassare le tasse e i contributi previdenziali, di ridurre il carico amministrativo e di incentivare le misure dissuasive e di stimolo all’emersione, sostenendo, soprattutto, l’attività di controllo eseguita dagli organi preposti. Senza contare, infine, che è necessario mettere in campo una grande operazione educativa in tutti gli ambiti sociali per promuovere la cultura della legalità. La regione più a 'rischio' è la Calabria che presenta 146 mila lavoratori in nero, ma un’incidenza percentuale del valore aggiunto da lavoro irregolare sul Pil regionale pari al 9,9%. Un risultato che è quasi doppio rispetto al dato medio nazionale (5,2%). Questa situazione si traduce in quasi 1,6 miliardi di mancate entrate per lo Stato dalla Calabria. Segue la Campania che con 382.900 unità di lavoro irregolari 'produce' un Pil in 'nero' che pesa su quello ufficiale per l’8,8%. Le tasse che mediamente vengono a mancare in Campania ammontano a 4,4 miliardi all’anno. Al terzo posto di questa particolare graduatoria troviamo la Sicilia: con 312.600 irregolari e un peso dell’economia sommersa su quella complessiva pari all’ 8,1%, le imposte e i contributi non versati sfiorano i 3,5 miliardi all’anno. Il territorio meno interessato dalla presenza dell’economia sommersa è il Veneto: i 199.400 lavoratori in nero 'causano' 5,2 miliardi di valore aggiunto sommerso (pari al 3,8% del Pil regionale) che sottraggono al fisco quasi 2,9 miliardi".

Scatta la guerra commerciale Usa-Cina: via a dazi per 34 mld

ROMA - Allo scoccare delle 6:01 italiane (00:01 di Washington) è ufficialmente scattata la guerra commerciale tra Usa e Cina con l'operatività dei dazi al 25% sull'import di 818 beni, tra parti di auto, apparecchiature medicali, aerospazio e information technology. Si tratta di misure del valore di 34 miliardi di dollari, prima tranche di un'azione preliminare da 50 miliardi.

"Gli Stati Uniti - dichiara il ministero del Commercio cinese - hanno imposto dazi per 34 miliardi di dollari sull'import cinese con una mossa da "bullismo commerciale" che ha dato il via alla più grande guerra commerciale nella storia economica". E scattano le contro-misure di Pechino da 34 miliardi sull'importazione di beni Usa.

Nel mirino delle Dogane cinesi sono così finiti soia, carne, whiskey e altri alcolici e auto.

Ma l'escalation degli ultimi giorni non basta perchè il presidente Trump minaccia dazi ulteriori per 500 miliardi di dollari nel caso Pechino decida ritorsioni: il tycoon ha detto ai giornalisti al seguito di considerare, nel resoconto dei media americani, ulteriori dazi per questa cifra. Prima "34 miliardi e dopo ci sono altri 16 miliardi in due settimane e poi, come sapete, altri 200 miliardi in sospeso e dopo ancora altri 300 miliardi in sospeso. Ok? Quindi abbiamo 50 più 200 più quasi 300", ha detto Trump. Si tratta di giudizi che rafforzano i propositi di esclation di guerra commerciale con conseguenti effetti turbolenti a cascata sui mercati finanziari, azionari, valutari e delle materie prime, dalla soia al carbone

Ryanair: proclamato lo sciopero di piloti e assistenti di volo per il 25 luglio

"Proclamato lo sciopero di 24 ore di piloti e assistenti di volo Ryanair basati in Italia, per il prossimo 25 luglio" hanno dichiarato le segreterie nazionali di Filt Cgil e Uiltrasporti "L’agitazione si inserisce in un quadro internazionale di scioperi del personale navigante Ryanair, proclamati dalla maggioranza dei sindacati europei del trasporto aereo, contro l’approccio della compagnia irlandese verso i propri lavoratori. In Italia rappresentiamo la grande maggioranza di piloti e assistenti di volo Ryanair ed è inaccettabile che la compagnia, nonostante le sentenze della magistratura ed a dispetto dei più elementari diritti costituzionali, continui a 'preferire' unilateralmente interlocutori minoritari. Questo indebolisce il potere negoziale dei lavoratori e impedisce di avviare un tavolo di trattativa ufficiale con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative che giunga in tempi brevi alla definizione di un contratto collettivo di lavoro, per garantire al personale dignità professionale e salariale,  tutele sociali, previdenziali e sindacali. Invitiamo i ministri Di Maio e Toninelli a far sì che il Governo intervenga urgentemente, affinché le imprese straniere che operano in Italia rispettino le leggi del nostro Paese e non eludano né le sentenze della magistratura, né i diritti dei lavoratori garantiti dalla Costituzione. La nostra battaglia di civiltà, legalità e dignità per i lavoratori e le lavoratrici di Ryanair non si fermerà fino a che la proprietà della compagnia non comprenderà che l’approccio sinora tenuto dal management è contrario agli interessi degli azionisti, dei dipendenti e dei passeggeri".

Tremonti: "Sulle misure contro le delocalizzazioni attenzione ai ricorsi"

"Sulle misure contro le delocalizzazioni attenzione ai ricorsi" ha dichiarato l’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, in un'intervista a 'Il Sole 24Ore', intervenendo nel dibattito sul decreto dignità appena varato dal governo.

"Non lo demonizzo, è un testo certamente migliorabile, diciamo che è un semilavorato su cui si possono fare correzioni ed emendamenti. Sul tema delocalizzazione, vedo molte criticità tanto nella formulazione d’insieme, quanto nelle definizioni specifiche. Che cos’è un investimento produttivo? Cos’è l’attività economica interessata ovvero l’attività analoga? Cos’è una loro parte? Nella formulazione attuale, che auspico venga migliorata e corretta nei passaggi successivi, si profila un forte incremento di contenziosi, che impatta sulla credibilità anche internazionale del nostro ordinamento. Se il decreto non viene precisato e specificato si presenta più che come norma positiva tipica dell’età industriale come norma di secondo grado, come norma manifesto, tipica della normativa preilluministica come il sovrano che 'avrà cura dei popoli della Carinzia'. Un impegno un po’ troppo indefinito".

Boeri: "Bisogna limitare i privilegi e non tagliare le pensioni"

ROMA - "Ci permettiamo di notare che la filosofia degli interventi dovrebbe essere sempre quella di ridurre le differenze di trattamento tra lavoratori di una stessa generazione oltre che tra generazioni diverse. I titolari di cariche elettive vanno perciò trattati come tutti gli altri lavoratori, limando la componente di privilegio delle loro pensioni in modo coerente con quanto si intende fare per gli altri lavoratori e non punendoli per il solo fatto di aver servito il nostro Paese come parlamentari" ha dichiarato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, durante la sua relazione annuale.

"Non si vedono ragioni neanche per tagliare le pensioni per il solo fatto di avere un importo elevato. Non esistono pensioni d’oro, d’argento o di bronzo. Le pensioni oggi erogate sono la combinazione di tre elementi: la pensione contributiva, quella assistenziale e quella di privilegio".

Tria: "Il reddito di cittadinanza ed il taglio delle tasse andranno di pari passo"

ROMA - "Il nuovo governo italiano procederà sia al taglio delle tasse che a un reddito minimo di cittadinanza nella sua prima legge di bilancio, per dimostrare cosi' ai mercati che l'Esecutivo non intende venir meno all'agenda" ha dichiarato il ministro delle Finanze, Giovanni Tria, in un'intervista a Bloomberg.

"Le due misure devono procedere di pari passo, in quanto necessarie a cambiare il sistema e sostenere la crescita economica. L'incremento della crescita economica deve venire dalla graduale attuazione del programma di governo. Tale percorso ci imporrà di agire sia nella composizione delle entrate sia della spesa. La discontinuità rispetto ai precedenti governi, non riguarderà il livello di disavanzo, ma piuttosto il mix delle politiche. Il governo italiano non ha alcuna intenzione di lasciare l'euro e ci sono molte disfunzioni all'interno dell'unione monetaria che devono essere affrontate. Nessuno vuole lasciare l'euro, ma se non lo risolviamo, le cose rischiano di peggiorare. Un probabile rallentamento della crescita economica in Italia e nel resto dell'Europa, può portare il governo a ridurre il ritmo della riduzione del deficit di bilancio che consentirà maggiori finanziamenti in conto capitale, non per una spesa corrente. Il paese può chiudere il 2018 rispettando gli obiettivi tracciati dal precedente governo senza il bisogno di una manovra aggiuntiva. Puntiamo a non peggiorare la nostra situazione di bilancio strutturale, eventualmente a migliorarla, il che implica chiaramente una soglia per il deficit pubblico".