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Governo: lo spread vola a 160 punti

MILANO - Continua imperterrita al rialzo la corsa dello spread tra il Btp e il Bund. Il differenziale di rendimento tocca i 160 punti base, il livello più alto dal 4 gennaio scorso. Il tasso sul titolo decennale del Tesoro cresce al 2,22%.

Tra gli investitori ci sono timori per le ingenti spese previste nel contratto di governo, che potrebbero mettere a rischio i conti pubblici.

Revisione auto: dal 20 maggio i nuovi cambiamenti

Cambia in Italia la revisione auto: dal 20 maggio sarà infatti introdotto un certificato di revisione che verrà rilasciato dai centri autorizzati e dalle officine dopo il controllo tecnico del veicolo.

Per quel che riguarda il documento, messo a disposizione dell'intestatario dell'auto in forma cartacea, dovrà contenere alcuni dati come il numero e la targa del telaio, il luogo e la data del controllo, la lettura del contachilometri, la categoria del veicolo, le carenze individuate e il livello di gravità, nonché il risultato del controllo tecnico, il nome dell'organismo che lo ha effettuato e la data del successivo controllo.

Il certificato è reso obbligatorio dall'entrata in vigore del dm 214/2017, introdotto a seguito della recezione della Direttiva europea 2014/45.

Gli intervalli per la revisione rimangono gli stessi: il primo controllo deve essere effettuato dopo 4 anni dalla prima immatricolazione e poi ogni 24 mesi.

Il certificato di revisione verrà rilasciato dalle autorità competenti che hanno effettuato un controllo tecnico e conterrà una valutazione del veicolo. Tali dati saranno trasmessi anche al ministero Infrastrutture e Trasporti. In caso di 're-immatricolazione' di un veicolo già immatricolato in un altro Stato membro dell'Unione europea, il certificato di revisione rilasciato da tale Stato sarà riconosciuto valido in Italia a condizione che tenga conto della frequenza dei controlli in Italia. Il certificato di revisione rimane comunque valido in caso di trasferimento di proprietà del veicolo relativamente al quale è stato rilasciato un valido attestato di controllo tecnico periodico.

Il certificato riporterà anche il numero di chilometri percorsi dal veicolo. Durante la revisione, si legge nel decreto, verrà effettuato il controllo e la lettura del contachilometri, se di normale dotazione. Una misura pensata per contrastare chi cerca di manomettere il contachilometri.

A svolgere le revisioni saranno "ispettori ministeriali" o, nel caso di centri di controllo privati, "ispettori autorizzati che soddisfano i requisiti minimi di competenza e formazione".

Chi circola con una vettura non revisionata rischia una multa che va da 168 a 674 euro, che può raddoppiare in caso di recidiva.

Lavoro: arriva l'assegno di ricollocazione per i disoccupati

Novità nel mondo del lavoro: si parte con l'assegno di ricollocazione. E' possibile presentare la domanda sul sito dell'Agenzia nazionale per le politiche attive sul lavoro (Anpal) per ottenere un voucher fino a 5mila euro da spendere per ricollocarsi sul lavoro.

Non si tratta di una somma di denaro destinata alla persona, ma è un buono per ricevere un servizio di assistenza intensiva alla ricerca di occupazione da parte di un centro per l'impiego o di un'agenzia per il lavoro accreditata. Al momento possono fare domanda di assegno di ricollocazione i beneficiari di NaspI disoccupati da almeno 4 mesi.

Chi richiede l'assegno potrà scegliere liberamente l'ente da cui farsi assistere. Il centro per l'impiego o l'agenzia per il lavoro accreditata prescelta assegnerà un tutor che lo affiancherà attraverso un programma personalizzato di ricerca intensiva per trovare nuove opportunità di impiego adatte al suo profilo.

Gli operatori dei centri per l'impiego possono: inserire la domanda di assegno di ricollocazione per conto degli utenti; validare le domande, rilasciando l'assegno e gestire le pratiche se il centro per l'impiego è stato scelto come erogatore del servizio di assistenza intensiva.

Per la gestione degli assegni, rilasciati in fase di sperimentazione, gli operatori dovranno continuare a utilizzare le funzioni già attive nella sezione operatori del sito internet Anpal. A partire dal 28 maggio 2018, l'assegno di ricollocazione potrà essere richiesto rivolgendosi agli Istituti di Patronato convenzionati con Anpal.

Per ulteriori informazioni inviare una mail a info@anpal.gov.it oppure telefonare al contact center di Anpal 800.00.00.39.

Istat: "A marzo 2018 export +1,2%"

"A marzo 2018 si stima un aumento su base mensile sia per le esportazioni (+1,2%) sia per le importazioni (+1,9%). La crescita dell'export, dopo due mesi di flessione, è la sintesi del marcato aumento delle vendite verso i mercati extra Ue (+4,6%) e della flessione verso l'area Ue (-1,4%)" a dichiararlo è l'Istat attraverso una nota "A marzo 2018 la diminuzione dell'export su base annua è pari a -1,8% e coinvolge sia l'area extra Ue (-2,2%) sia i paesi Ue (-1,5%). La correzione per gli effetti di calendario porta la variazione dell'export a +0,7% e quella dell'import a +3,1%. Tra i settori che contribuiscono in misura più rilevante al calo tendenziale dell'export nel mese di marzo, si segnalano metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-4,8%), autoveicoli (-7,5%), macchine e apparecchi n.c.a (-1,9%); mentre nello stesso periodo contribuiscono positivamente i prodotti petroliferi raffinati (+7,2%) e gli articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+3%). Nel primo trimestre 2018, la crescita tendenziale dell'export è pari a (+3,3%) ed è diffusa a tutti i settori, a eccezione di autoveicoli (-4,2%) e prodotti dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca (-5,8%) mentre rimane sostenuta la crescita per i prodotti alimentari, bevande e tabacco (+5,6%). Su base annua, le flessioni delle vendite che a marzo contribuiscono maggiormante al calo delle esportazioni riguardano paesi OPEC (-11,5%), Regno Unito (-9,2%) e Belgio (-12,3%). In aumento le  esportazioni verso Paesi Bassi (+8,3%) e Stati Uniti (+1,6%). Si stima che il surplus commerciale diminuisca da +5.306 milioni a marzo 2017 a +4.531 milioni a marzo 2018. Nei primi tre mesi dell'anno l'avanzo commerciale raggiunge +7.538 milioni (+16.938 milioni al netto dei prodotti energetici). Nel mese di marzo 2018 si stima che l'indice dei prezzi all'importazione diminuisca dello 0,1% su febbraio 2018 e aumenti dell'1,0% su base annua. Al netto dei prodotti energetici, l'indice aumenta dello 0,1% in termini congiunturali mentre rimane invariato in termini tendenziali. Nonostante la ripresa a marzo, nel primo trimestre 2018 la dinamica dell'export risulta negativa in termini congiunturali (-1,9%) e positiva, ma in rallentamento, su base annua (+3,3%). Complessivamente, l'export verso i paesi dell'Unione europea mostra una maggiore tenuta rispetto alle vendite verso l'area extra-Ue. Sul fronte dei prezzi allì'importazione, si consolida un quadro disinflazionistico".

Acea: "Mercato auto +9,6% ad aprile 2018"

"Ad aprile 2018 le immatricolazioni di auto nuove nell'Unione Europea hanno fatto segnare il ritorno a una forte crescita, con +9,6% a 1.306.273 unità" si legge nella nota di Acea "In tutti e cinque i maggiori mercati europei si registra un aumento consistente: Spagna (+12,3%), Regno Unito (+10,4%), Francia (+9%), Germania (+8%) e Italia (+6,5%). Da gennaio ad aprile le vendite di auto nuove nell'Ue sono aumentate del 2,7%".

Governo: mercati nervosi, balza lo spread

ROMA - I mercati reagiscono con un certo nervosismo alle indiscrezioni sulla bozza di contratto sul programma di un possibile governo giallo-verde. In rialzo lo spread.

In particolare è stata brusca la reazione all'ipotesi, contenuta in una bozza di contratto di governo tra Lega e Movimento Cinque Stelle, che venga richiesta una cancellazione di 250 miliardi di debito pubblico italiano acquistato dalla Banca centrale europea nell'ambito del quantitative easing. L'ipotesi in giornata è stata definita superata dai due partiti.

Milano la peggiore borsa d'Europa con un rosso del -2,32% a Piazza Affari.

SPREAD - Resta sotto pressione lo spread tra Btp e Bund che in chiusura tocca i 151 punti base, il livello più alto da quattro mesi. Il mercato guarda con apprensione ai possibili piani d'azione di un governo Lega-M5s, a partire dall' ipotesi della cancellazione dei 250 miliardi di debito con la Bce. Il rendimento del titolo decennale italiano è in rialzo al 2,10%.

BORSA - La Borsa di Milano, la peggiore in Europa, chiude in calo del 2,32% e scende sotto la soglia del 24mila punti, a 23.734. Migliora lievemente lo spread-bund, a 147,6 punti.

Istat: "A marzo 2018 fatturato industria +0,8% su base mensile"

"A marzo 2018 si stima che il fatturato dell'industria aumenti su base mensile dello 0,8%, dopo la sostanziale stabilità rilevata nel mese precedente. Nella media del primo trimestre 2018, l'indice complessivo diminuisce dello 0,7% sul trimestre precedente" si legge in una nota dell'Istat "Anche gli ordinativi registrano un incremento su base mensile (+0,5%), che segue le flessioni registrate nei due mesi precedenti, determinando una riduzione pari al 2% nella media del primo trimestre 2018 sul trimestre precedente. L'andamento congiunturale del fatturato a marzo è trainato soprattutto dal mercato interno (+1,0%), mentre quello estero registra una crescita più contenuta (+0,3%). La variazione congiunturale degli ordinativi è sintesi di un aumento delle commesse raccolte sul mercato interno (+1,5%) e di una flessione di quelle provenienti dall'estero (-0,8%).
Gli indici destagionalizzati del fatturato segnano incrementi congiunturali per tutti i raggruppamenti principali di industrie ad eccezione dell'energia (-3%); il maggior aumento è quello relativo ai beni di consumo (+2,1%). Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 23 di marzo 2017), il fatturato totale cresce su base annua del 3,6%, con incrementi del 2,8% sul mercato interno e del 5,1% su quello estero. Per il fatturato l'incremento tendenziale più rilevante si registra nelle industrie farmaceutiche (+9,3%), mentre - limitatamente ai settori manifatturieri - la maggiore diminuzione riguarda le industrie del comparto plastico (-2,1%). L'indice grezzo degli ordinativi segna un aumento tendenziale del 2,6%, con un incremento maggiore per il mercato estero (+4,2%) rispetto a quanto rilevato per il mercato interno (+1,5%). L'incremento più ampio si registra per i mezzi di trasporto (+16,0%), mentre la flessione più rilevante riguarda il comparto dell'elettronica e dell'ottica (-8%). Nonostante la ripresa nel mese di marzo, nel complesso del primo trimestre la variazione congiunturale del fatturato dell'industria è negativa, soprattutto a causa della flessione della componente estera. La diminuzione del primo trimestre risulta generalizzata a tutti i raggruppamenti principali di industrie con l'eccezione dell'energia. L'indice destagionalizzato in volume del comparto manifatturiero segue un andamento analogo, positivo nel mese di marzo in termini congiunturali ma negativo nel primo trimestre. Per quanto riguarda gli ordinativi si evidenzia che la forte crescita dei mezzi di trasporto su base annua è influenzata positivamente dalla dinamica del comparto ferrotranviario".

Governo: Ue, Italia mantenga la rotta sulla riduzione del deficit

ROMA - "Nell'approccio alla formazione del nuovo governo e nell'approccio alla stabilità finanziaria" l'Italia deve "mantenere la rotta" degli ultimi anni "riducendo gradualmente il deficit e il debito". E' l'avvertimento lanciato dal vice-presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, durante il suo intervento ad un dibattito organizzato da Politico.eu.

Confcommercio: "La stima del Pil è dell'1% su anno"

ROMA - "I dati statistici congiunturali continuano a mostrare segnali contraddittori che inducono a valutare con prudenza le prospettive a breve dell'economia italiana" si legge in una nota della Confcommercio.

"La produzione industriale ha registrato a marzo, al netto dei fattori stagionali, un aumento dell'1,2% su base mensile e del 3,6% su base annuale. L'occupazione ha presentato, nello stesso mese, una crescita congiunturale dello 0,3%. Ad aprile il sentiment delle famiglie è risultato in lieve peggioramento con una diminuzione dello 0,4% (m/m), mentre il clima di fiducia delle imprese manifatturiere ha segnalato un calo dell'1,2%. Particolarmente significativo è risultato, nello stesso mese, il ridimensionamento del sentiment delle imprese al dettaglio con un calo del 7,5% (m/m). In linea con queste indicazioni, si stima per maggio una variazione congiunturale nulla del Pil mensile e una variazione tendenziale dell'1% (1,1% ad aprile). Confermando un ulteriore rallentamento rispetto al primo trimestre. La crescita acquisita per l'anno in corso è dello 0,8%. In linea con un quadro congiunturale non particolarmente dinamico, le famiglie hanno mantenuto un comportamento molto prudente in materia di consumi. Ad aprile l'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha registrato un calo dello 0,1% rispetto a marzo e un aumento dello 0,4% nei confronti dello stesso mese del 2017. In termini di media mobile a tre termini l'evoluzione degli ultimi mesi ha segnalato un modestissimo recupero". 

Economia. Confapi: "Siamo favorevoli ad azioni che interrompano la proliferazione dei contratti"

TORINO - "La piccola e media industria privata rappresenta un modello non soltanto industriale ed economico, ma anche culturale e sociale: centro di aggregazione nella quale l’imprenditore svolge una funzione sociale, simile a quella del pater familias della Roma antica con funzioni di guida e conduzione del nucleo" ha dichiarato il presidente di Confapi, Maurizio Casasco, al salone del libro di Torino nell’ambito dell’evento organizzato da Confapi e Cgil, Cisl, Uil per promuovere gli enti bilaterali.

"Siamo favorevoli ad azioni anche drastiche che interrompano la proliferazione dei contratti, di quelli sottoscritti tra organizzazioni, sia datoriali sia sindacali, che ben poco o nulla rappresentano. Ma che sia chiaro a tutti: siamo ugualmente pronti a combattere con ogni forza qualsiasi tentativo di omologazione e unificazione della rappresentanza industriale. In Italia un male da sconfiggere è quello della disoccupazione giovanile. Non possiamo più permetterci di perdere talenti, di non fornire prospettive alle nuove generazioni. Siamo riusciti a inserire anche all’interno dei contratti collettivi di lavoro elementi di novità che rendono il nostro sistema bilaterale, creato tra noi imprenditori e le Organizzazioni sindacali, unico e decisamente moderno fornendo servizi fondamentali di welfare aziendale, di sostegno al reddito e alla famiglia, di previdenza complementare, di formazione e di salute e sicurezza sul lavoro. Proprio su quest’ultimo tema, a fronte di una necessaria semplificazione burocratica degli adempimenti, imprenditori e lavoratori devono convergere per fare della sicurezza un elemento strategico anche in termini di incremento della produttività e delle efficienze aziendali. Con la nostra esperienza abbiamo cercato di dare a lavoratori e imprese servizi concreti in linea con le reali esigenze del contesto economico che stiamo vivendo".

Mef: "In 9 anni stipendi aumentati di 72 euro"

ROMA - "Il reddito procapite degli italiani nel 2017 aumenta per il quarto anno consecutivo arrivando a 22.226 euro e finalmente, per la prima volta negli ultimi 9 anni, riesce a superare di 72 euro il record del 2008. Dividendo l'importo per i 12 stipendi annuali si tratta di ben 6 euro al mese" si legge in una nota dei dati del Mef.

"Gli indicatori di benessere mostrano un reddito medio disponibile aggiustato procapite nel 2008 pari a 22.154 euro. Con l'arrivo della crisi si è registrata una riduzione, nei 5 anni successivi, che ha portato i redditi a scendere fino a 21.179 euro, segnando una riduzione del 4,4%. Dall'anno successivo, il 2014, inizia la risalita che prosegue ininterrotta fino al 2017, quando finalmente è stato superato il record fissato nove anni prima. Per l'anno in corso si stima un incremento annuo di ben 619 euro, che dovrebbe portare il totale a 22.845 euro e, in solo quattro anni, si prevede un aumento di ben 2.359 euro che dovrebbero far salire il totale a 24.585 euro. In particolare il reddito medio disponibile passerebbe da 22.226 euro del 2017, a 22.845 euro del 2018, a 23.378 euro del 2019, a 23.996 del 2020, a 24.585 euro del 2021. Un'altra informazione che va letta insieme ai dati illustrati è quella che arriva dall'indice di disuguaglianza del reddito disponibile. Nel dossier parlamentare, che accompagna il Documento di economia e finanza, si sottolinea che negli ultimi anni la distanza tra poveri e ricchi è andata aumentando, raggiungendo il livello massimo nel 2017. Secondo la tabella che prende in considerazione il periodo 2005-2017 il livello minimo è stato raggiunto nel 2007 (5,2); mentre lo scorso anno è stato registrato il punto massimo (6,4). Nel documento si evidenzia, inoltre, che 'la disuguaglianza assume maggiore rilievo al sud'. Le previsioni per il periodo 2018-2021 mostrano un miglioramento rispetto al 2017, con un valore che dovrebbe attestarsi a 6,2 nel triennio 2019-2021".

Cgia: "Con l'aumento dell'Iva, +242 euro a famiglia"

"Se il prossimo esecutivo non riuscisse a sterilizzare l'aumento dell'Iva, nel corso del 2019 ogni famiglia italiana subirà un incremento medio di imposta pari a 242 euro. Nel dettaglio, tale rincaro sarà pari a 284 euro per famiglia al Nord, a 234 euro nel Centro e a 199 euro nel Mezzogiorno" si legge in una nota dell'Ufficio studi della Cgia che, attraverso una simulazione di carattere teorico, ha dimensionato gli effetti economici che graveranno sulle famiglie dal prossimo 1 gennaio.

"Se non verranno recuperati entro la fine di quest'anno 12,4 miliardi di euro, l'aliquota ordinaria passerà dal 22 al 24,2 per cento, mentre quella ridotta dal 10 salirà all'11,5 per cento.  Non solo. Se non verrà disinnescato l'aumento, dal 2019 l'Italia sarà il Paese con l'aliquota Iva ordinaria più elevata dell'area dell'Euro. Dall'attuale 22 per cento, infatti, si passerà al 24,2 per cento. Questo balzo ci consentirebbe di scavalcare tutti e di posizionarci in testa alla classifica dei più tartassati dalle imposte indirette. Dalla sua apparizione ad oggi, sono trascorsi 45 anni. L'aliquota ordinaria dell'Iva, infatti, è stata introdotta per la prima volta nel 1973 e fino a quest'anno è aumentata 9 volte. Tra i principali Paesi della zona euro siamo quello in cui è cresciuta di più: ben 10 punti, un record, ovviamente, che nessuno ci invidia. Se nel 1973 l'aliquota era al 12 per cento, ora si attesta al 22 per cento, con un aumento, come dicevamo più sopra, di ben 10 punti. Seguono la Germania, con una variazione di +8 punti (era all'11 adesso si attesta al 19 per cento), l'Olanda, con un aumento di 5 punti (era al 16 oggi è al 21 per cento), l'Austria e il Belgio, con degli aumenti registrati nel periodo preso in esame rispettivamente del +4% e del +3%. La Francia è l'unico Paese presente in questa comparazione che non ha registrato alcun incremento. Questi sono i beni e servizi che saranno interessati dall'eventuale aumento dell'aliquota IVA dal 10 al 11,5 per cento: sono carni, pesce, spezie, cacao, prodotti della pasticceria e biscotteria, cioccolato, salse, condimenti composti, preparati per zuppe e minestroni, acqua minerale, aceto; legna da ardere in tondelli, ceppi, etc.; energia elettrica per uso domestico; gas metano uso domestico (limitatamente al consumo dei primi 480 metri cubi annui); prestazioni alberghiere; ristrutturazioni edilizie; acquisto o costruzione abitazione non di lusso (che non sia utilizzata come prima casa); spettacoli teatrali, attività circensi; somministrazione alimenti e bevande; piante e fiori. E quelli che, eventualmente, vedranno salire l'aliquota dal 22 al 24,2 per cento: vino; abbigliamento; calzature; riparazione di abbigliamento e calzature; elettrodomestici; mobili; articoli di arredamento; biancheria per la casa; servizi domestici; riparazione di mobili, elettrodomestici e biancheria; detersivi; pentole, posate e stoviglie; tovaglioli e piatti di carte e contenitori di alluminio; lavanderia e tintoria; auto e mezzi di trasporto; pezzi di ricambio, olio e lubrificanti; manutenzioni e riparazioni; giochi e giocattoli; radio, televisori, hi-fi, video-registratori, etc.; computer, macchine da scrivere e calcolatrici; cancelleria; prodotti per cura personale; barbiere, parrucchiere, istituti di bellezza; argenteria, gioielleria, bigiotteria e orologi; borse, valige ed altri effetti personali; onorari liberi professionisti".

Bce: "I rischi per la crescita rimangono bilanciati"

FRANCOFORTE - "I rischi per le prospettive di crescita nell’area dell’euro rimangono sostanzialmente bilanciati, sebbene i rischi connessi a fattori di carattere globale, fra cui la minaccia di un maggiore protezionismo, abbiano assunto maggiore rilievo. Nel complesso, il vigore di fondo dell’economia continua ad alimentare la fiducia del Consiglio direttivo nel fatto che l’inflazione convergerà verso l’obiettivo di un tasso inferiore ma prossimo al 2 per cento nel medio termine" ha dichiarato la Banca Centrale Europea nel Bollettino economico.

"Nel contempo, le misure dell’inflazione di fondo rimangono contenute e devono ancora mostrare segnali convincenti di una protratta tendenza al rialzo. In questo contesto, il Consiglio direttivo continuerà a seguire gli andamenti del tasso di cambio e di altre condizioni finanziarie in relazione alle possibili implicazioni per le prospettive di inflazione. Nel complesso permane la necessità di un ampio grado di stimolo monetario affinché le spinte inflazionistiche di fondo continuino ad accumularsi e sostengano la dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo. Gli indicatori delle indagini a livello mondiale rimangono in generale coerenti con un’espansione economica stabile. Tuttavia, gli annunci delle ultime settimane sull’imposizione di dazi costituiscono un rischio per la crescita a livello mondiale. Gli indicatori del commercio internazionale hanno fornito segnali contrastanti, ma nel complesso mostrano un rallentamento all’inizio dell’anno. I rischi di natura geopolitica, inoltre, hanno determinato una ripresa nelle quotazioni petrolifere. I rendimenti delle obbligazioni sovrane dell’area dell’euro hanno subito un calo e i differenziali fra i rendimenti dei titoli di Stato si sono ridotti. Quest’ultimo elemento indica un miglioramento nei fondamentali macroeconomici specifici per paese, sullo sfondo dell’espansione economica in atto. Analogamente, le quotazioni azionarie dell’area dell’euro sono salite nonostante alcuni episodi di elevata volatilità. Sui mercati dei cambi l’euro è rimasto sostanzialmente stabile in termini effettivi nominali. Sulla base dei risultati dell’analisi economica e dei segnali provenienti dall’analisi monetaria, il Consiglio direttivo ha confermato la necessità di un grado elevato di accomodamento monetario per assicurare un ritorno durevole dei tassi di inflazione verso livelli inferiori ma prossimi al 2 per cento nel medio termine. Il perdurare del sostegno monetario proviene dagli acquisti netti di attività, dalle notevoli consistenze di attività acquistate e dai reinvestimenti attuali e futuri, nonché dalle indicazioni prospettiche sui tassi di interesse. Di conseguenza, il Consiglio direttivo ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse di riferimento della BCE e continua ad attendersi che rimangano sui livelli attuali per un prolungato periodo di tempo, e ben oltre l’orizzonte degli acquisti netti di attività. Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo ha confermato l’intenzione di condurre acquisti netti di attività all’attuale ritmo mensile di 30 miliardi di euro sino alla fine di settembre 2018, o anche oltre se necessario, e in ogni caso finché il Consiglio direttivo non riscontrerà un aggiustamento durevole dell’evoluzione dei prezzi coerente con il proprio obiettivo di inflazione. Infine, il Consiglio direttivo ha ribadito che l’Eurosistema continuerà a reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nell’ambito del programma di acquisto di attività per un prolungato periodo di tempo, dopo la conclusione degli acquisti netti di attività, e in ogni caso finché sarà necessario".

Tajani: "Un'Europa più politica per riavvicinare i cittadini alle istituzioni"

ROMA - "Nessuno Stato europeo può competere con giganti quali Usa, Cina, Russia o India. Se l’Italia fosse in Cina sarebbe l’ottava provincia in ordine di popolazione. Solo esercitando insieme, a livello Ue, una parte della sovranità nazionale, possiamo proteggere i cittadini nella realtà sempre più complessa del mondo globale" ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, intervenendo a 'The State of the Union', in corso a Firenze.

"Non serve un super Stato europeo. Non dobbiamo occuparci di ogni cosa fino nei dettagli. Al contrario, l’Unione è più forte se si concentra sulle sfide per le quali rappresenta davvero un valore aggiunto. Dobbiamo dare atto a chi ci critica che quest’Unione è lungi dall’essere efficace. Solo un’Europa diversa, più politica, più democratica, più solidale, può riavvicinare i cittadini alle sue istituzioni. Un’Europa che guardi al futuro, ha bisogno di una visione chiara, orientata a darsi mezzi adeguati per poter agire. Il primo cambiamento, per cui non serve modificare i Trattati, è un bilancio politico, con risorse adeguate che riflettano le priorità dei cittadini".

Geraci: "L'Italia e l'Europa devono studiare la Cina per comprendere le nuove sfide"

"L'Italia e l'Europa devono studiare la Cina per comprendere le sfide e le opportunità che si possono presentare, ma soprattutto per comprendere a fondo il successo sociale ed economico di un paese, grande come un continente anche per popolazione, che ci sembra lontano e che forse ci fa un po' paura. Un successo che si fonda su cinque pilastri fondamentali: controllo dei dazi; controllo della migrazione; controllo della demografia; controllo del tasso di cambio; controllo dei tassi d'interesse" ha dichiarato Michele Geraci, 50 anni, che da dieci vive in Cina, ex banchiere d'affari della City, economista internazionale, nato a Palermo, dove si è laureato in Ingegneria elettronica. "Al di là del giudizio etico e morale che si può esprimere riguardo questa tipologia di politiche, il fatto che la Cina sia riuscita a raggiungere i suoi obiettivi resta una realtà concreta e a dircelo sono proprio i numeri di un Paese che negli ultimi 40 anni ha visto PIL crescere di quasi il 10% annuo in media, il reddito nominale dei cittadini sia rurali che urbani aumentare di circa 100 volte, l'eradicazione della poverta' per circa 800 milioni di abitanti, lo sviluppo di infrastrutture e la modernizzazione di un'economia che era stata lasciata in uno stato disastroso dalla rivoluzione culturale degli anni '60 e '70. Un miracolo economico che non ha precedenti nella storia dell'umanità se si considera che in Cina abitano 1 miliardo 400 milioni di persone. Cosa possiamo imparare dalla Cina? Quali sono le politiche economiche e sociali che potrebbero essere attuate anche da noi e portare dei vantaggi? Cosa deve chiedersi il nostro Paese? Aprirsi al liberismo commerciale dettato da una scuola di pensiero che sintetizzo con 'Pro Europa, Pro Mercato, Pro Euro' o prendersi una pausa di riflessione e guardare come le economie stataliste hanno raggiunto i loro obiettivi? Perchè, che si sappia, è con loro che si competerà da oggi in poi, ad armi più o meno pari. Un fatto che è emerso chiaramente in questi mesi è che soltanto poche forze politiche hanno prestato attenzione ai temi di politica estera in chiave economica ed internazionale, pochi partiti se ne sono occupati. Nel dibattito elettorale, purtroppo, diversi hanno trascurato temi fondamentali come per esempio quale politica estera intende promuovere l'Italia nei confronti dell'India, dell'Asia in generale, ma non si è parlato nemmeno dell'Europa e della Germania. E' bene essere chiari: la Cina e di conseguenza le relazioni con la Cina costituiscono la variabile dei prossimi cinque anni di legislatura. E non credo di esagerare se affermo che ci vorrebbe un ministero per i rapporti con la Cina".

Boccia: "La nostra crescita è dovuta alla bravura delle imprese che hanno intercettato una domanda mondiale"

MILANO - "La nostra crescita è dovuta certamente alla bravura delle imprese che hanno intercettato una domanda mondiale. Ma anche a riforme come il Jobs act e Industria 4.0 che stanno avendo oggi effetti positivi. Peccato che ci siano segnali di rallentamento della crescita mondiale. E che nel frattempo la Francia si stia avviando a recuperare il terreno perduto con riforme simili alle nostre, sulle pensioni e sul lavoro. Non è che il mondo aspetta noi. Tanto più se si rischiamo di trovarci all’indomani delle elezioni con un risultato analogo" ha dichiarato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in un'intervista al Corriere della Sera.

"Il voto è democrazia. Diciamo solo che sarebbe meglio andarci con una legge elettorale diversa. Nessuno ha vinto il 4 marzo. Ci sono stati partiti e coalizioni che hanno preso più voti della tornata precedente. Ma per avere la maggioranza dovevano trovare un’intesa con altri. Non hanno seguito il metodo tedesco di mettersi attorno a un tavolo e stilare le cose da fare e quelle da accantonare. Ma voi credete che fare un accordo come il Patto sulla fabbrica tra Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, sia stata una cosa semplice? No, ci vuole pazienza e soprattutto volontà di trovare un’intesa, partendo da una comune direzione e punti di convergenza. Le imprese con quel Patto hanno acconsentito di far arrivare tutti i tagli al cuneo fiscale nelle tasche dei lavoratori rinunciando a nostri possibili vantaggi. Questo significa fare accordi, avere senso di responsabilità. Mentre ora si tornerà in campagna elettorale senza nessuno che vorrà dire la verità. Sterilizzare l’aumento dell’Iva costa 12,4 miliardi, il reddito di cittadinanza almeno 15 secondo i 5 stelle, l’abolizione della Fornero e magari la flat tax altri 15-20 miliardi, per un totale tra i 40 e i 50. La verità dei numeri. E dove si crede di trovare queste risorse? Ma è evidente, alzando il deficit e quindi il debito. Debito che pagheremo come Paese. Ci sarebbe bisogno invece di un’iniezione di realtà e verità. Ma dire la verità fa perdere voti. Molto meglio redistribuire il presente che preoccuparsi e avere una visione di medio periodo. Molto meglio prendersela con l’Europa usandola come gigantesco alibi".

Padoan: "Il governo ha elaborato il Def 2018: può essere evitato il rialzo dell'Iva"

ROMA - "Il governo ha elaborato il Def 2018 in un momento di transizione politica. Il documento non formula un nuovo quadro programmatico, bensì si limita, alla descrizione dell’evoluzione del quadro economico – finanziario, all’aggiornamento delle previsioni macro economiche per l’Italia" ha dichiarato il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso dell’audizione nelle commissioni speciali sul Documento di Economia e Finanza.

"Come già avvenuto negli anni scorsi il rialzo dell’Iva può essere evitato, mediante futuri interventi legislativi, per esempio con la legge di Bilancio 2019. In questi anni l’economia italiana ha percorso un cammino difficile e in salita, un sentiero stretto. Sono state reperite risorse per il sostegno alla crescita e introdotte riforme strutturali. E' dal 2014 che l’economia italiana cresce ininterrottamente, la ripresa si è consolidata nel biennio 2015-2016 per acquistare slancio nel biennio in corso".

Istat: "Rallenta la crescita dell'economia italiana"

"Il commercio internazionale e l'economia dell'area euro mostrano lievi segnali di rallentamento" si legge nella Nota mensile sull'economia italiana dell'Istat "Nel primo trimestre del 2018 l'economia italiana è cresciuta allo stesso ritmo dei trimestri precedenti. La produzione del settore manifatturiero e le esportazioni registrano invece alcuni segnali di flessione. L'occupazione è tornata ad aumentare anche se il processo di crescita dell'occupazione femminile ha segnato una pausa. L'inflazione si conferma moderata e in ripiegamento. L'indicatore anticipatore si mantiene su livelli elevati anche se si rafforzano i segnali di rallentamento delineando uno scenario di minore intensità della crescita economica". 

Sangalli: "Mi aspetto un supplemento di responsabilità della politica per dare un governo al Paese"

"Siamo al terzo giro di consultazioni e mi aspetto un supplemento di responsabilità della politica tutta per dare un governo al Paese" ha dichiarato, in un'intervista al Corriere della Sera, il presidente della Confcommercio, Carlo Sangalli "Stiamo entrando in 'zona Cesarini' e mi pare che l’allarme lanciato dal commissario Moscovici, quasi un ultimatum, sia stato sottovalutato. Non so quanto le cancellerie europee e i mercati potranno accettare senza tensioni questa prolungata fase di stallo. Mi auguro di non tornare alle urne. A settembre ci aspettano due esami in Europa: presentare la legge di Bilancio e contrattare un’ulteriore quota di flessibilità proprio per non fare aumentare l’Iva. Percorso impervio e accidentato. Già in questi mesi il rallentamento dell’economia e l’aumento dell’incertezza stanno riducendo la fiducia, indispensabile per rilanciare i consumi e la ripresa. Non sta a noi indicare formule ma è evidente che serve un governo per mettere i conti in sicurezza e rendere più esplicita la via delle riforme, prima fra tutte quella fiscale".

Coldiretti: "Sale ad oltre 100 miliardi il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo"

ROMA - "Sale ad oltre 100 miliardi il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio, per effetto della pirateria internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per alimenti taroccati che non hanno nulla a che fare con il sistema produttivo nazionale" si legge in una nota dello studio presentato dalla Coldiretti all’inaugurazione del Cibus di Parma dove per la prima volta è stata aperta la più grande esposizione sul 'Made in Italy rubato'.

"A far esplodere il falso è stata paradossalmente la 'fame' di Italia all’estero con la proliferazione di imitazioni low cost ma anche le guerre commerciali scaturite dalle tensioni politiche come l’embargo russo con un vero boom nella produzione locale del cibo Made in Italy taroccato, dal salame Italia alla mozzarella 'Casa Italia', dall’insalata 'Buona Italia' alla Robiola, ma anche la mortadella Milano, Parmesan o burrata tutti rigorosamente realizzati nel Paese di Putin. A preoccupare è anche la nuova stagione degli accordi commerciali bilaterali inaugurata con il Canada (CETA) che per la prima volta nella storia l’Unione Europea legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicità nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele, ma è anche liberamente prodotto e commercializzato dal Canada il Parmigiano Reggiano con la traduzione di Parmesan. Una strada che è stata poi il riferimento degli accordi conclusi successivamente con Giappone, Singapore e Messico che hanno tutelato una percentuale residuale dei prodotti tipici nazionali mentre pesanti possono essere gli effetti del negoziato in corso con i Paesi del Sud America (Mercosur) dove la produzione locale del 'falso' è tra i più fiorenti del mondo. Il cosiddetto 'Italian sounding' colpisce in misura diversa tutti i prodotti, dai salumi alle conserve, dal vino ai formaggi ma anche extravergine, sughi o pasta e riguarda tutti i continenti. In realtà a differenza di quanto avviene per altri articoli come la moda o la tecnologia, a taroccare il cibo italiano non sono i Paesi poveri, ma soprattutto quelli emergenti o i più ricchi a partire proprio dagli Stati Uniti e dall’Australia. In testa alla classifica dei prodotti più taroccati ci sono i formaggi partire dal Parmigiano Reggiano e dal Grana Padano con la produzione delle copie che ha superato quella degli originali, dal parmesao brasiliano al reggianito argentino fino al parmesan diffuso in tuti i continenti. Ma ci sono anche le imitazioni di Provolone, Gorgonzola, Pecorino Romano, Asiago o Fontina. Tra i salumi sono clonati i più prestigiosi, dal Parma al San Daniele, ma anche la mortadella Bologna o il salame cacciatore ma anche gli extravergine di oliva o le conserve come il pomodoro San Marzano che viene prodotto in California e venduto in tutti gli Stati Uniti. Dal Bordolino argentino nella versione bianco e rosso con tanto di bandiera tricolore al Kressecco tedesco, ma anche il Barbera bianco prodotto in Romania e il Chianti fatto in California, il Marsala sudamericano e quello statunitense sono invece solo alcuni esempi delle contraffazioni e imitazioni dei nostri vini e liquori più prestigiosi".