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Lavoro. Battisti: "Le Ferrovie dello Stato assumeranno 4mila dipendenti nel 2019"

"Abbiamo piani ambiziosi per il futuro dell’azienda e dei nostri dipendenti" ha dichiarato Gianfranco Battisti, Ad di Fs Italiane durante il saluto alla 'Giornata del Cantoniere' di Anas "E' già stato avviato un importante processo di ricambio generazionale che sarà consolidato nell’anno appena iniziato con oltre 4 mila assunzioni, di cui 450 per Anas, tutte da mercato. Assunzioni che interesseranno tutti i settori operativi e strategici dell’azienda. Capistazione, macchinisti e capitreno, ma anche manutentori di treni e di infrastrutture ferroviarie e stradali, senza dimenticare le assunzioni previste per potenziare l’assistenza e la security per le persone che ogni giorno scelgono il treno per muoversi e quelle per nuovi autisti e nei settori della logistica e delle merci. Il piano di assunzioni, che coinvolge tutte le società operative del Gruppo perché le persone sono la vera forza delle aziende, permetterà di consolidare il ricambio generazionale, già avviato, per le figure professionali a maggiore valenza industriale e produttiva. Con il nuovo piano di assunzione sarà data l’opportunità, a tanti giovani neolaureati e a figure con esperienze già consolidate, di lavorare in uno fra i più grandi gruppi industriali, primo per investimenti in Italia. I settori interessati dalle assunzioni sono quelli strettamente legati al trasporto ferroviario, il core business aziendale e il centro di tutte le attività. In particolare, circa duemila persone saranno selezionate per ruoli quali macchinisti, capotreno, capostazione e addetti all’assistenza ai viaggiatori e alla security. Oltre mille neoassunti saranno invece occupati nella manutenzione dei treni e dell’infrastruttura, garantendo il costante miglioramento delle performance del trasporto ferroviario in termini di affidabilità, disponibilità e puntualità. Sono previsti, inoltre, nuovi ingressi in settori considerati strategici nel nuovo Piano industriale quinquennale: nella logistica, 600 persone saranno impiegate nel Polo Mercitalia impegnato nel rilancio del trasporto merci su ferrovia; nel TPL, 250 nuovi autisti viaggeranno sui mezzi di Busitalia per migliorare gli standard qualitativi del trasporto urbano ed extraurbano nelle regioni dove Fs Italiane svolge il servizio. Accanto alle assunzioni previste nel 2019, il Gruppo FS Italiane prosegue collaborazioni e partnership con alcune delle più prestigiose università italiane con l’obiettivo di favorire l’approccio al mondo del lavoro di migliaia di neolaureati e scoprire talenti che possano crescere e sviluppare le proprie capacità".

Carburanti: fermi i prezzi di benzina e diesel

"Si è arrestata venerdì 11 gennaio la corsa quotazioni petrolifere internazionali, e fermi risultano anche i prezzi consigliati dei carburanti alla pompa. Sui prezzi praticati si riverberano i rialzi della scorsa settimana" si legge nella nota dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 15mila impianti "Benzina self service a 1,497 euro/litro (+2 millesimi, pompe bianche 1,482), diesel a 1,431 euro/litro (+3, pompe bianche 1,413). Benzina servito a 1,628 euro/litro (+1, pompe bianche 1,532), diesel a 1,561 euro/litro (+1, pompe bianche 1,461). Gpl a 0,649 euro/litro (-2, pompe bianche 0,638), metano a 0,995 euro/kg (-1, pompe bianche 0,983). Queste le quotazioni dei prodotti raffinati in Mediterraneo alla chiusura di venerdì: benzina a 339 euro per mille litri (-2), diesel a 421 euro per mille litri (-1, valori arrotondati)".

Ugl. Capone: "La manovra cerca di combattere seriamente la povertà con il reddito di cittadinanza"

La Legge di Bilancio 2019 approvata lo scorso mese di dicembre alle Camere è stata al centro di un dibattito organizzato al Palazzo delle Stelline di Milano dall’Ugl.  
"Sono convinto che vada nella direzione giusta che è quella di aver predisposto una serie di misure per l’edilizia, le infrastrutture e il riassetto idrogeologico" ha dichiarato il segretario generale dell'Ugl, Paolo Capone "Secondo me, è la manovra ‘più a sinistra’ degli ultimi anni poiché cerca di combattere seriamente la povertà con il reddito di cittadinanza e dà un forte contributo al ricambio generazionale con ‘quota 100’". 
"La manovra varata a dicembre riduce la pressione fiscale introducendo la flat tax per le partite iva fino a 65 mila euro. Per l’anno prossimo ci proponiamo di estenderla a tutti" ha sottolineato invece il vice ministro per l’Economia Massimo Garavaglia. 

Istat: "A novembre 2018 produzione industriale in calo"

ROMA - "A novembre 2018 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dell’1,6% rispetto a ottobre. Nella media del trimestre settembre-novembre 2018 il livello della produzione registra una flessione dello 0,1% rispetto ai tre mesi precedenti. L’indice destagionalizzato mensile mostra un aumento congiunturale solo nel comparto dell’energia (+1,0%); variazioni negative registrano, invece, i beni intermedi (-2,4%), i beni strumentali (-1,7%) e i beni di consumo (-0,9%)" si legge nella nota stampa dell'Istat "Corretto per gli effetti di calendario, a novembre l’indice è diminuito in termini tendenziali del 2,6% (i giorni lavorativi sono stati 21 come a novembre 2017). Nella media dei primi undici mesi dell’anno la produzione è cresciuta dell’1,2% rispetto all’anno precedente. Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a novembre una moderata crescita tendenziale solo per i beni di consumo (+0,7%); diminuzioni rilevanti si osservano, invece, per i beni intermedi (-5,3%), per l’energia (-4,2%) e, in misura più contenuta, per i beni strumentali (-2,0%). I settori di attività economica con variazioni tendenziali positive sono le industrie alimentari, bevande e tabacco (+2,7%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+1,3%) e le altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine ed apparecchiature (+1,1%). Le maggiori flessioni si rilevano, viceversa, nell’industria del legno, della carta e stampa (-10,4%), nell’attività estrattiva (-9,7%) e nella fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-6,7%)".

Savona: "Completare subito l'unione bancaria nell'Ue"

ROMA - "La soluzione del Governo per fronteggiare la crisi di Carige conferma l'incompletezza dell'Unione Monetaria ed Economica Europea denunciata dallo stesso Presidente Draghi nel corso del suo intervento alla Normale di Pisa, ma anche l’effetto esplosivo che ciò comporta se si incontra con comportamenti inadeguati interni, privati e pubblici" ha dichiarato il ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona, in un intervento sul Sole 24 Ore.

"Ancor prima di stigmatizzare i comportamenti delle autorità, dei proprietari e dei gestori, va detto che una qualsiasi banca non può reggere a lungo un periodo di crisi economica senza vedere deteriorati i suoi crediti e bloccate le prospettive di crescita e di rendimento dell’attività. Chiedere che una siffatta situazione venga affrontata con aumenti dei capitali delle banche ed economie di costo è velleitario. Senza crescita reale trainata dagli investimenti reali si rischiano crisi sistemiche. Se a questo stato precario dell’habitat in cui operano attualmente le banche in Europa si somma una campagna sistematica sulla possibile insostenibilità dei debiti pubblici, si mina la fiducia dei risparmiatori su quella che considerano la loro ricchezza finanziaria e si trasmettono effetti negativi anche sulla parte composta da depositi bancari. Nasce un circolo vizioso tra necessità e vincoli europei difficilmente gestibile. Senza una politica fiscale a livello europeo che sospinga la crescita reale, l’intervento degli Stati membri a sostegno delle banche e dei depositanti causa un continuo inseguimento del problema fatto di non soluzioni strutturali. Una forte divisione si è registrata finora sugli elementi necessari per poter intavolare una discussione politica sullo schema europeo di assicurazione dei depositi, anche a causa dell’insistenza di alcuni paesi a includere la questione delle esposizioni bancarie ai titoli sovrani e a escludere i crediti in sofferenza tra i punti da considerare. Nonostante si sia deciso di creare un gruppo di lavoro ad alto livello per fare progressi entro giugno 2019, resta l’incertezza sulla reale volontà di superare i sospetti reciproci e per raggiungere l’obiettivo di completare l’unione monetaria e quella bancaria dotandole degli strumenti di intervento necessari. Che cosa deve succedere, più di quanto sta succedendo, per convincere le autorità nazionali ed europee a superare le reciproche diffidenze e a sedersi al tavolo per discutere seriamente il da farsi? Possibile che esse seguano il noto principio di management secondo cui l’uomo non agisce per prevenire i disastri, ma solo reagisce a essi? I gruppi dirigenti non possono permetterselo e i cittadini non lo consentono. Abbiamo tutte le conoscenze per farlo, forse è giunto il momento di utilizzarle".

Banca d'Italia: a novembre 2018 prestiti +2,3% annuo

"A novembre 2018 i prestiti al settore privato, corretti per tener conto delle cartolarizzazioni e degli altri crediti ceduti e cancellati dai bilanci bancari, sono cresciuti del 2,3 per cento su base annua (2,7 per cento in ottobre)" ha dichiarato la Banca d'Italia nella pubblicazione 'Banche e moneta: serie nazionali'.

"I prestiti alle famiglie sono cresciuti del 2,7 per cento (2,8 per cento nel mese precedente), mentre quelli alle società non finanziarie sono cresciuti dell’1,1 per cento (1,5 per cento in ottobre). I depositi del settore privato sono cresciuti del 3,3 per cento su base annua (3,6 per cento nel mese precedente); la raccolta obbligazionaria è diminuita del 17,2 per cento (era diminuita del 17,3 per cento nel mese precedente). Le sofferenze sono diminuite del 25,3 per cento su base annua (-24,3 per cento in ottobre), per effetto di alcune operazioni di cartolarizzazione".

Istat: "A novembre 2018 disoccupazione al 10,5%"

"A novembre 2018 la stima degli occupati risulta sostanzialmente stabile rispetto a ottobre; anche il tasso di occupazione rimane invariato al 58,6%" ha dichiarato l'Istat in una nota "Come già accaduto in ottobre, l'andamento degli occupati è sintesi di un lieve aumento dei dipendenti permanenti (+15 mila) e una diminuzione di quelli a termine (-22 mila). Cresce l'occupazione maschile, mentre cala quella femminile. Torna a calare, dopo due mesi di crescita, la stima delle persone in cerca di occupazione (-0,9%, pari a -25 mila unità). Il calo si concentra prevalentemente tra le donne e le persone da 15 a 34 anni. Il tasso di disoccupazione si attesta al 10,5% (-0,1 punti percentuali), quello giovanile scende al 31,6% (-0,6 punti). A novembre si stima un aumento degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+0,2%, pari a +26 mila unità). L'aumento si concentra tra le donne e le classi di età estreme dei 15-24enni e degli over50. Il tasso di inattività sale al 34,3% (+0,1 punti percentuali).
Nel trimestre settembre-novembre 2018 l'occupazione registra una lieve flessione rispetto al trimestre precedente (-0,1%, pari a -26 mila unità). La diminuzione riguarda le donne e le età centrali tra i 25 e i 49 anni. Nell'arco del periodo crescono i dipendenti a termine (+13 mila) mentre calano i permanenti (-23 mila) e gli indipendenti (-17 mila). Nel trimestre al calo degli occupati si associa quello degli inattivi (-0,2%, pari a -32 mila) mentre aumentano i disoccupati (+1,3%, +35 mila). Su base annua, l'occupazione cresce dello 0,4%, pari a +99 mila unità. L'espansione interessa solo gli uomini e i lavoratori a termine (+162 mila); risultano lievemente in crescita gli indipendenti, mentre si registra una flessione dei dipendenti permanenti (-68 mila). Nell'anno aumentano esclusivamente gli occupati ultracinquantenni (+275 mila), mentre si registra una flessione tra i 15-49enni (-175 mila). Al netto della componente demografica si stima comunque un segno positivo per l'occupazione in tutte le classi di età. Nei dodici mesi, la crescita degli occupati si accompagna al calo dei disoccupati (-4,3%, pari a -124 mila unità) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,4%, -49 mila). I dati relativi a novembre confermano un quadro di sostanziale stazionarietà dei livelli occupazionali. La stabilità congiunturale dell'occupazione a novembre deriva, come a ottobre, da una lieve crescita dei dipendenti permanenti e una diminuzione di quelli a termine. La disoccupazione è in calo dopo due mesi di crescita sostenuta. Nella media degli ultimi tre mesi l'occupazione registra una leggera flessione rispetto al trimestre precedente. Nell'arco dei dodici mesi la crescita occupazionale rimane positiva anche se molto ridimensionata rispetto ai mesi passati, spinta soprattutto dai dipendenti a termine e concentrata tra gli ultracinquantenni".

Decreto Carige: 3 miliardi di garanzie bond

ROMA - Il decreto Carige, firmato ieri dal Presidente della Repubblica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale, entra in vigore. Prevede garanzie statali sulle obbligazioni, per un massimo di 3 miliardi di euro, attivabili fino al 30 giugno e un fondo pubblico da 1,3 miliardi per coprire gli oneri dei bond e della eventuale sottoscrizione di azioni della banca per un massimo di un miliardo in caso di ricapitalizzazione precauzionale.

Banche, Di Maio: "A Carige non abbiamo dato neanche un euro"

ROMA - Il ministro del Lavoro Luigi Di Maio è intervenuto nella polemica politica scoppiata dopo che il Cdm ha varato ieri il decreto salva-Carige: "Quante balle dei giornali, di Renzi e della Boschi sulle banche. Proprio loro parlano! - scrive in un post su Facebook - le smonto tutte in 10 punti che vi prego di diffondere al massimo!".

Quindi il vicepremier inizia l'elenco: "1. Non abbiamo dato un euro alle banche. 2. Abbiamo scritto in una legge che se serve lo stato potrà garantire nuovi titoli di Stato e potrà ricapitalizzare. Speriamo non serva. 3. Se si dovesse usare quella garanzia o se si dovessero mettere soldi pubblici, banca Carige deve diventare di proprietà dello Stato. Ovvero deve essere nazionalizzata. 4. In questo modo non ci sarà nessun regalo ai banchieri e nessun azionista e obbligazionista truffato".

"Mentre Renzi e Boschi i risparmiatori li hanno ignorati e dimenticati, noi siamo intervenuti subito a loro difesa senza fare favori alle banche, agli stranieri o agli amici degli amici. Bene l’azione a tutela dei risparmiatori liguri e Italiani e bene il miliardo e mezzo stanziato in manovra per gli altri cittadini truffati”. Così il ministro dell'Interno, Matteo Salvini.

Camera di Commercio: "A Milano 4mila imprese in più in un anno"

MILANO. "Crescono le imprese nell'area metropolitana di Milano" si legge nei dati della Camera di commercio "Sono 303 mila, circa 4 mila in più in un anno (+1,3%). Negli ultimi tre anni l'incremento e' stato del 3,6%. Nel 2018 traina la crescita il capoluogo (+1,8%; +5% in tre anni) rispetto alla cintura (+0,6% e +1,6%) formata da oltre cento comuni. Bene anche la direttrice Est (+0,9%) trainata da Cologno (+1,8%). Tra i comuni con oltre 1.500 imprese, crescono Paderno (+2%), Cernusco e Cologno (+1,8%). Il 59% delle imprese si concentra nel capoluogo (180 mila) mentre quasi 124 mila hanno scelto di insediarsi nella cintura (il 41% del totale). Tra i primi comuni per numero di imprese attive, dopo Milano, ci sono Sesto San Giovanni (5.486 imprese) e Legnano (5.116). Seguono Cinisello Balsamo (4.797) e Rho (3.675). Ma anche Cologno Monzese (3.404), Paderno Dugnano (3.108), Rozzano (2.489), San Giuliano Milanese (2.452) e Bollate (2.368). Nell’area metropolitana sono due milioni gli addetti ed è di circa 500 miliardi il fatturato annuale.  I più turistici, per peso del settore alloggio e ristorazione, sono Bubbiano (11% di tutte le imprese), Trucazzano (10%), Bellinzago e Mediglia (9%), ma anche Garbagnate, Bresso, Cassano d’Adda (8%) ma anche Milano (7%). Per peso delle imprese femminili, spiccano Nosate (30%), Besate, San Vittore Olona (24%). A Milano il dato è del 17,3% in linea con l’area metropolitana (17,6%). Per imprese straniere sul totale si segnalano Baranzate (48,8%), Pioltello (32%), Cinisello (28%), Lacchiarella e Sesto (27%). A Milano il peso è del 17% rispetto alla media territoriale del 16%".

Agenzia delle Entrate: "Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni del 2019"

"Sono 2,8 milioni le fatture elettroniche emesse nei primi 4 giorni da sua entrata in vigore da parte di oltre 120 mila operatori Iva" si legge nella nota dell'Agenzia delle Entrate "Marginale la percentuale di errore: solo il 6% di scarti, dovuti nella maggior parte dei casi ad errori sostanziali, quelli cioè che avrebbero inficiato anche documenti su qualsiasi altro supporto".
La fattura elettronica, però, non soddisfa tutti con alcuni operatori che accusano confusione e malfunzionamenti nel sistema. 
"Ci risultano segnalazioni di utenti che, collegandosi al portale Fatture e corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate, visualizzano il messaggio 'Il sistema non è al momento disponibile, ci scusiamo per l'inconveniente e si prega di riprovare più tardi'" ha dichiarato Marco Cuchel, presidente dell'Associazione dei commercialisti. 
"Nessuna anomalia sul server Sogei" ribadisce dal canto suo l'Agenzia delle Entrate che sottolinea "un attento monitoraggio effettuato sui sistemi".

Fisco: al via 'saldo e stralcio' delle cartelle

ROMA - Al via l’operazione “saldo e stralcio” delle cartelle. Agenzia delle entrate-Riscossione ha pubblicato sul proprio sito internet il modello per presentare la domanda di adesione al provvedimento contenuto nella Legge di Bilancio 2019 (Legge n. 145 del 30 dicembre 2018, articolo 1 commi 184 e seguenti) che consente, alle persone in situazione di grave e comprovata difficoltà economica, di pagare i debiti fiscali e contributivi in forma ridotta, con una percentuale che varia dal 16 al 35 per cento dell’importo dovuto già “scontato” delle sanzioni e degli interessi di mora.

La legge prevede che versano in una situazione di grave e comprovata difficoltà economica le persone fisiche con ISEE (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) del nucleo familiare non superiore a 20 mila euro, oppure per le quali, alla data di presentazione della dichiarazione di adesione, risulti già aperta la procedura di liquidazione prevista dalla cosiddetta legge sul sovraindebitamento (articolo 14-ter della legge 27 gennaio 2012, n. 3).

Il modello SA–ST, dove “SA–ST” indica “saldo e stralcio”, deve essere presentato entro il 30 aprile 2019 ed è disponibile, oltre che sul sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it, anche in tutti gli sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione. Vediamo quindi chi può beneficiare del provvedimento e cosa prevede nel dettaglio.

CHI PUÒ ADERIRE - Il modello SA-ST per aderire al “saldo e stralcio” è riservato ai contribuenti persone fisiche che dimostrino di avere i requisiti reddituali e patrimoniali indicati dalla legge (ISEE del nucleo familiare non superiore a 20 mila euro) e che abbiano debiti affidati all’agente della riscossione tra il 1° gennaio 2000 e il 31 dicembre 2017 derivanti esclusivamente da:

·         omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di cui all’art. 36-bis del Decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 e all’articolo 54-bis, del Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, a titolo di tributi e relativi interessi e sanzioni;
·         omesso versamento di contributi dovuti dagli iscritti alle casse previdenziali professionali o alle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi dell’Inps con esclusione di quelli richiesti a seguito di accertamento.

Possono aderire al “saldo e stralcio” anche le persone fisiche per le quali risulta già aperta la procedura di liquidazione di cui all’art. 14-ter della Legge n. 3/2012 (legge sul sovraindebitamento) alla data di presentazione della dichiarazione di adesione.

Rientrano nell’agevolazione anche i contribuenti che, nel rispetto dei requisiti in termini di ISEE e per le sole tipologie di debiti previste dalla legge, hanno aderito alle precedenti “rottamazioni delle cartelle” previste dal DL n. 193/2016 e dal DL n. 148/2017 e non hanno perfezionato integralmente e tempestivamente i pagamenti delle somme dovute.

QUANTO SI PAGA - Sarà possibile estinguere i debiti riportati nelle cartelle e negli avvisi interessati dal “saldo e stralcio” senza corrispondere le sanzioni e gli interessi di mora e pagando una percentuale che varia in base alla situazione economica del contribuente.

In particolare si verserà il 16% dell’importo dovuto a titolo di capitale e interessi in caso di ISEE del nucleo familiare non superiore a 8.500 euro, il 20% con ISEE da 8.500 fino a 12.500 euro e il 35% se il contribuente ha un ISEE compreso tra 12.500 e 20 mila euro. Nel caso di persone fisiche per le quali risulta aperta la procedura di liquidazione prevista dalla legge sul sovraindebitamento, la percentuale per il pagamento è pari al 10% delle somme dovute a titolo di capitale e interessi.

Saranno comunque dovute le somme maturate a favore dell’agente della riscossione a titolo di aggio e di rimborso spese per le procedure esecutive e di notifica della cartella di pagamento.

COME E DOVE PRESENTARE LA DOMANDA - Il modello SA–ST deve essere correttamente compilato in tutte le sue parti: dopo aver riportato i dati personali, bisogna indicare le cartelle o gli avvisi per i quali ci si vuole avvalere del provvedimento “saldo e stralcio”. Successivamente bisogna attestare di trovarsi in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica, riportando i riferimenti della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) presentata ai fini ISEE e segnalando il valore ISEE del proprio nucleo familiare o allegando, nel caso di procedura di liquidazione, la copia conforme del relativo decreto. Nel modello il contribuente deve inoltre specificare se intende procedere al versamento della somma dovuta in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2019 oppure in 5 rate di importo variabile (35% del totale dovuto entro il 30 novembre 2019, il 20% entro il 31 marzo 2020, il 15% entro il 31 luglio 2020, il 15% entro il 31 marzo 2021 e il restante 15% entro il 31 luglio 2021) con un interesse annuo del 2 per cento a decorrere dal 1° dicembre 2019.

Il modello SA–ST deve essere presentato entro il 30 aprile 2019 tramite posta elettronica certificata (PEC), insieme alla copia del documento di identità e alla documentazione allegata, alla casella PEC della Direzione Regionale dell’Agenzia delle entrate-Riscossione di riferimento (l’elenco delle PEC è pubblicato nel modello e sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione), oppure consegnato agli sportelli dell’Agenzia delle entrate-Riscossione. Eventuali ulteriori modalità di presentazione saranno pubblicate, tempo per tempo, sul portale www.agenziaentrateriscossione.gov.it.

PER CHI RESTA FUORI SCATTA LA ROTTAMAZIONE-TER - In assenza dei requisiti, la presentazione della domanda di adesione al “saldo e stralcio”, come previsto dalla legge, sarà considerata in automatico come richiesta di accesso alla definizione agevolata prevista dall’art. 3 del DL n. 119/2018, la cosiddetta rottamazione-ter.

LA COMUNICAZIONE DELLE SOMME DOVUTE - Entro il 31 ottobre 2019 Agenzia delle entrate-Riscossione comunicherà al contribuente l’ammontare delle somme dovute e le scadenze delle singole rate per il “saldo e stralcio” oppure, in mancanza dei requisiti ovvero in caso di debiti comunque definibili ai sensi dell’art. 3 del DL n. 119/2018, gli importi dovuti calcolati secondo la cosiddetta rottamazione-ter, con le relative scadenze di pagamento.

Boccia: "Il reddito di cittadinanza non deve disincentivare il lavoro"

"Il reddito di cittadinanza è una misura che ha alcune criticità che dovremmo rimuovere se si vuole mettere al centro l'occupazione, non deve essere un elemento di disincentivo al lavoro, occorre aggiungere un grande piano di inclusione giovani al lavoro" ha dichiarato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, ospite a 'L'intervista' di Maria Latella su Skytg24.

"Abbiamo segnalato - prosegue Boccia - alcune criticità che speriamo si possano rimuovere nel confronto con il governo. Si deve anche evitare che sia un elemento che aumenta il sommerso. Noi temiamo che il 2020 sia l'anno della recessione, con il rischio delle clausole di salvaguardia dell'Iva. Speriamo che nel 2019, con l'apertura dei cantieri, si possano compensare gli effetti recessivi. La manovra, così come è emersa potrebbe anche essere recessiva, per il rallentamento dell'economia globale che è in atto. Occorrono elementi compensativi: attivare investimenti per nuove infrastrutture per grandi e piccole opere nel Paese", conclude Boccia.

Istat: "Nel terzo trimestre 2018 rapporto deficit/pil in calo a 1,7%"

"Nel terzo trimestre 2018" si legge nel rapporto dei dati Istat "l'indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche (AP) in rapporto al Pil è stato pari al -1,7% (-1,8% nello stesso trimestre del 2017). Le uscite totali nel terzo trimestre 2018 sono aumentate dell'1,5% rispetto al corrispondente periodo del 2017 e la loro incidenza sul Pil (pari al 45,8%) è rimasta invariata in termini tendenziali. Nei primi tre trimestri del 2018 la relativa incidenza è stata pari al 45,9%, in riduzione di 0,9 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2017. Le uscite correnti hanno registrato, nel terzo trimestre 2018, un aumento tendenziale del 3,0% mentre le uscite in conto capitale si sono ridotte in termini tendenziali del 15,9%. Le entrate totali nel terzo trimestre 2018 sono aumentate in termini tendenziali di 1,7% e la loro incidenza sul Pil è stata del 44,1%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2017. La pressione fiscale è stata pari al 40,4%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Nei primi tre trimestri dell'anno, l'incidenza delle entrate totali sul Pil è stata del 44,0%, in diminuzione di 0,1 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2017. Le entrate correnti nel terzo trimestre 2018 hanno segnato, in termini tendenziali, un aumento dell'1,7% mentre quelle in conto capitale sono scese del 9,2%. Complessivamente, nei primi tre trimestri del 2018 le AP hanno registrato un indebitamento netto pari a -1,9% del Pil, in miglioramento rispetto al -2,6% del corrispondente periodo del 2017. Nei primi nove mesi del 2018, in termini di incidenza sul Pil, il saldo primario e il saldo corrente sono risultati positivi, risultando pari, rispettivamente, all'1,8% (1,2% nello stesso periodo del 2017) e allo 0,9% (1,0% nel corrispondente periodo del 2017). Nello stesso periodo, la pressione fiscale si attesta al 39,7% del Pil, in riduzione di 0,2 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo del 2017".

Boccia: "Sarà un 2019 difficile: il lavoro è la prima delle emergenze"

ROMA - "Sarà un 2019 difficile. Il rallentamento della economia globale e della Germania, la fine del Quantitative Easing e una manovra economica cosiddetta espansiva ma che in questo scenario sarà prociclica, invece di contrastare la frenata, non possono che generare preoccupazione nel nostro mondo. Dobbiamo evitare che la preoccupazione si trasformi nel peggior male per il Paese e per l’economia del Paese, ossia in ansia" ha dichiarato il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, in un'intervista al Corriere della Sera.

"Non si tratta di un 'lamento' degli imprenditori. Non è questione di lamento, ma di partire dalle criticità per trovare soluzioni e non subire traumi. Lo facciamo ogni giorno nelle nostre imprese per reagire alla concorrenza e concentrarci sulle potenzialità cercando di rimuovere e superare le criticità. La Finanziaria è una manovra espansiva, la crescita è un’altra cosa. Quello che occorre, adesso che la legge di Bilancio è approvata, è aprire tutti i cantieri pronti a partire. I costruttori dell’Ance hanno calcolato che sono bloccate in Italia 27 grandi opere al di sopra dei 100 milioni che se si avviassero darebbero lavoro a 400 mila persone con una ricaduta sull’economia di 86 miliardi. Nel Paese c’è una grande emergenza che si chiama lavoro. Occorre trovare soluzioni, creare occasioni di lavoro. Le analisi di impatto devono partire e puntare al calcolo dei posti di lavoro che attivano. Solo nel settore costruzioni ne abbiamo persi oltre 600 mila dall’inizio della crisi. Il lavoro è la prima delle emergenze. Serve un’attenzione al mondo del lavoro "con un taglio netto del cuneo fiscale che tra tasse e contributi incide per oltre il 70%, nonché detassazione e decontribuzione totale dei premi di produzione per i contratti di secondo livello aziendale. Elementi che eleverebbero il netto in busta dei lavoratori cui andrebbe completamente a favore come indicato nel patto della fabbrica sottoscritto con Cgil, Cisl e Uil. Da avviare, inoltre, un grande piano di inclusione giovani con la decontribuzione e la detassazione totale per le assunzioni a tempo indeterminato. Così si può affrontare l’emergenza lavoro e lo si può fare guardando oltre la manovra perché molte misure non impattano sul primo anno".

Istat: "A dicembre 2018 rallentamento dell'inflazione"

ROMA - "Nel mese di dicembre 2018 l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, diminuisce dello 0,1% su base mensile e aumenta dell'1,1% su base annua (in rallentamento, da +1,6% del mese precedente)" si legge nelle stime preliminari dell'Istat.

"In media, nel 2018 i prezzi al consumo registrano una crescita dell'1,2%, replicando la dinamica annua del 2017. L'"inflazione di fondo", al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è stabile a +0,7%. Sono i Beni energetici non regolamentati (i cui prezzi decelerano da +7,8% di novembre a +2,6%) a spiegare gran parte del rallentamento dell'inflazione a dicembre, determinato, ma in misura minore, anche dai prezzi dei Beni alimentari lavorati (da +1,1% a +0,7%) e dei Servizi relativi ai trasporti (da +2,0% a +0,6%). L'inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici rallentano entrambe, portandosi a +0,6%, da +0,7% del mese di novembre. La lieve diminuzione su base congiunturale dell'indice generale dei prezzi al consumo è dovuta principalmente al consistente calo dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (-4,2%) e, in misura minore, dei Beni alimentari lavorati (-0,4%), solo in parte mitigato dall'aumento dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+1,1%), dovuto per lo più a fattori di carattere stagionale. L'inflazione decelera sia per i beni (da +1,7% di novembre a +1,3%) sia per i servizi (da +1,4% a +1,1%); il differenziale inflazionistico tra servizi e beni rimane quindi negativo e pari a -0,2 punti percentuali (era -0,3 nel mese precedente). Per i prodotti di largo consumo, la crescita dei prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona da +0,9% di novembre si porta a +0,8%, mentre i prezzi dei prodotti ad alta frequenza d'acquisto rallentano in modo marcato (da +1,9% a +1,3%), a causa della flessione dei Beni energetici non regolamentati. Secondo le stime preliminari, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,1% su base mensile e aumenta dell'1,2% su base annua (era +1,6% nel mese precedente). La variazione media annua del 2018 è pari a +1,2% (era +1,3% nel 2017). Il dato di dicembre 2018, in netto rallentamento, conferma un quadro di oscillazioni dell'inflazione largamente condizionato dall'andamento dei prezzi dei Beni energetici. Sono infatti gli Energetici non regolamentati (combustibili per l'abitazione e carburanti) a spiegare per lo più la frenata della crescita dei prezzi al consumo. Analogamente, in media annua, quasi metà dell'inflazione del 2018 è dovuta ai Beni energetici nel loro complesso, al netto dei quali i prezzi al consumo sono aumentati dell'1,0% nel 2017 e dello 0,7% nel 2018".

Apple crolla in Borsa

(Pixabay)
NEW YORK - Apple crolla in Borsa. I titoli di Cupertino perdono il 10%. Ad innescare il calo la revisione al ribasso delle stime per i ricavi in seguito al rallentamento dell'economia della Cina e della domanda di iPhone nel paese. Il Dow Jones perde il 2,18% a 22.837,99 punti, il Nasdaq cede il 2,26% a 6.514,60 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,83% a 2.463,52 punti.

Economia: frena il mercato dell'auto

"Il 2018 non è stata una buona annata per il mercato dell'auto: quelle immatricolare sono state 1,9 milioni, con un calo del 3,1% rispetto all'anno precedente" si legge nel rapporto dei dati diffusi dal Mit "Nello stesso periodo sono stati registrati 4,4 milioni di trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -3,3%. Nel solo mese di dicembre, sono state immatricolate 124.078 autovetture, con una variazione di +1,96% rispetto a dicembre 2017. E nello stesso mese sono stati registrati 337.269 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -5,23% rispetto a dicembre 2017. Nell'ultimo mese dell'anno il volume globale delle vendite (461.347 autovetture) ha dunque interessato per il 26,89% auto nuove e per il 73,11% auto usate".
"L'anno appena concluso ha avuto un andamento instabile delle immatricolazioni" ha dichiarato Adolfo De Stefani Cosentino, presidente di Federauto, la Federazione dei concessionari auto "con una seconda parte dell'anno rallentata per effetto dell'entrata in vigore del nuovo ciclo di omologazione WLTP e del conseguente forte impegno delle reti di vendita per smaltire gli stock di vetture già targate in precedenza, nonché per l'indebolimento generalizzato delle prospettive di crescita del nostro Paese. Per quanto riguarda le previsioni per il 2019, ci aspettiamo un anno difficile per il settore, sul quale graverà l'impatto negativo determinato dall'ecotassa, introdotta dalla legge di Bilancio 2019, che sarà operativa sulle immatricolazioni di autovetture nuove (con emissioni di CO2 oltre 160 g/Km) a partire dal 1° marzo 2019. L'aggravio di costo, variabile da 1.100 a 2.500 euro, peserà su moltissimi modelli, anche di fascia media, diffusi sul mercato determinando certamente un'ulteriore flessione dell'immatricolato rispetto ai volumi 2018, che non sarà compensata dagli acquisti di auto elettriche ed ibride che beneficeranno, invece, del bonus governativo. Inoltre, non ci aspettiamo alcun effetto sul rinnovo del vetusto parco circolante (età media 10,8 anni) che contraddistingue il nostro Paese che, al contrario, necessiterebbe di maggior attenzione da parte del legislatore".

Borsa, Piazza Affari apre in rosso: -0,66%

MILANO - La Borsa di Milano apre in rosso con l'indice Ftse Mib che segna -0,66% a quota 18.211. All Share -0,61%.

Confcommercio: la spesa media dei saldi è di 141 euro pro capite

ROMA - Interessano oltre 15 milioni di famiglie, muovono in totale 5,1 miliardi di euro, con una spesa media a famiglia di 325 euro, circa 140 euro pro capite: sono questi, secondo le stime dell'Ufficio Studi Confcommercio, i numeri dei saldi invernali che partono domani in Basilicata e Sicilia, dopodomani in Valle d'Aosta e dal 5 gennaio in tutte le altre regioni.

"Saranno saldi, euro più euro meno" commenta Renato Borghi, presidente di Federazione Moda Italia "in linea con quelli dello scorso anno, ma avranno la straordinaria opportunità di risvegliare i consumi. I consumatori potranno così tornare a trovare 'vere' occasioni nei nostri negozi; noi commercianti potremo affrontare più sereni le prossime scadenze; le vie ed i centri dei nostri Comuni avranno l'opportunità, offerta dalla moda, per rianimarsi. Rinsaldare le relazioni con i clienti all'insegna della trasparenza del rapporto prezzo/qualità e della fiducia, con professionalità e servizio offerti nei negozi di prossimità. Questo è il 'mood' che caratterizza questo particolare momento di vendite. Il 2018 si è chiuso senza botti e con molte preoccupazioni per i commercianti che si vedono schiacciati da consumi che non decollano, concorrenza sleale del 'wild' web, costi incomprimibili e tasse sempre più asfissianti. Bene dunque l'aver sterilizzato per questo 2019 l'incremento di 2,2 punti percentuali dell'IVA che sarebbe schizzata dall'1 gennaio al 24,2%, ma occorre molto di più per rilanciare la nostra economia a partire dall'eliminazione delle clausole di salvaguardia che invece sono incrementate per valore, la riduzione del costo del lavoro e la previsione di una web tax per i colossi del web, vista la difficoltà di avere un'univoca norma comunitaria".