Visualizzazione post con etichetta ECONOMIA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ECONOMIA. Mostra tutti i post

Spread apre a 156 punti

(Pixabay)
ROMA - Apre poco mosso lo spread tra Btp e Bund che segna 156 punti come ieri sera. Il rendimento del decennale italiano scende all'1,26%.

Bce: tasso principale resta fermo a zero

FRANCOFORTE - La Banca Centrale Europea lascia fermi i tassi d'interesse: il tasso principale resta a zero, quello sui prestiti marginali allo 0,25% e quello sui depositi a -0,50%. Lo comunica la Bce.

Davos: Conte grande assente al Forum economico mondiale

(Afp)
ROMA - Il premier Giuseppe Conte non parteciperà oggi al Forum economico mondiale in Svizzera. A renderlo noto l'organizzazione del World Economic Forum. Il premier era atteso nel primo pomeriggio. Alle 16 avrebbe pronunciato il suo 'special address' alla comunità di investitori e leader politici a Davos. Secondo rumors Conte non sarà a Davos per altri urgenti impegni di governo che lo trattengono a Roma.

Milano: il 21 gennaio l'evento "Qatar Business Opportunities"

MILANO. Il 21 gennaio 2020, a Milano, si è svolto il “Qatar Business Opportunities”, organizzato dalla Dott.ssa Rossana Rodà, presidente di ASIGITALIA (Italian Eurasiatic Mediterrean Economic Exchange Association), in collaborazione con il Consolato Generale del Qatar di Milano.

Il console generale del Qatar di Milano, Sua Eccellenza e il Dott. Fahad Ibrahim Al Musha ha messo in evidenza l’importanza per le aziende di cooperare con strutture come Asigitalia, organizzazione riconosciuta ed apprezzata nel mondo economico internazionale.

Tra le aziende fortemente orientate all’innovazione selezionate in base a criteri di eccellenza a livello internazionale, citiamo il Consorzio BDP (High Tech Engineering and Manufacturing), KIKO Spa (Innovative Cosmetics), Ortopedica Srl (Medical Devices), Nanomnia Srl (biotech), Emoby Srl (Sustainable Smart Mobility), 3D.I.V.E. Srl (3D floating contents), MediaSynapse Srl (Audio-visual media A.I.Solutions), StudioZero Srl (DALab Italian Design Hub), BRUNELLI Srl (Innovative Marble Process).

I relatori hanno argomentato sugli aspetti tecnici, sulle opportunità, sulla cultura, sulle normative, e sui finanziamenti che le imprese devono conoscere prima di investire o collaborare con partners in Qatar.

È stato messo in evidenza che il Medio Oriente, essendo un mercato ricco di opportunità per le aziende italiane, pullula di consulenti improvvisati, oltre che di veri e propri truffatori, che non è semplice riconoscere a prima vista. Le aziende devono affidarsi a persone che siano in grado di garantire sufficienti esperienze e competenze.

Lo scopo del convegno è quello di organizzare una missione imprenditoriale con incontri d’affari in Qatar in primavera 2020, con il fine di cogliere le numerose opportunità commerciali offerte dal Paese e avviare collaborazioni con i partner locali.

Sono intervenuti durante l’evento il Dott. Ali Abdulrazzaq Al-Hashmi del Dipartimento Economico del Consolato del Qatar, il Dott. Roberto Scalia Professore di diritto Tributario (Università di Bergamo) e Partner GTL (GCC Tax Law), il Dott. Massimo Facchinelli Equity; Blockchain Financing Trends- Aequitor GBR con un intervento sulla nuova finanza e sulle opportunità BlockChain e il Dott. Cristian Crippa - Unit Manager - Banca Mediolanum-Ufficio del Consulenti Finanziari, la Dott.ssa Laura Specchio Presidente Commissione Relazioni Estere-Comune di Milano,
Dott. Stefano Valdegamberi responsabile relazioni esterne Asigitalia.

L’evento è stato moderato dal Dott. Andrew Spannaus - Consigliere Delegato, Associazione della Stampa Estera Milano.

Si ringraziano i ragazzi dell’istituto de Amicis di Milano che hanno dato un contributo accogliendo gli ospiti con un sorriso: perché Asigitalia è anche questo.

ArcelorMittal: stop Acciaieria 1

TARANTO - Oggi l'azienda ArcelorMittal ha convocato i sindacati annunciando il fermo immediato dell'Acciaieria 1 di Taranto e una riduzione di personale da 477 a 227 unità, determinando la collocazione di 250 lavoratori in Cig. A renderlo noto Fim, Fiom e Uilm. La previsione di fermata è di circa 2 mesi, fino al 31 marzo 2020.

I sindacati spiegano che - secondo il colosso dell'acciaio - i nuovi assetti produttivi sono dovuti a "uno scarso approvvigionamento di materie prime e all'attuale capacità produttiva legata alle commesse".

Palombella (Uilm): “Scongiurata la fermata dell’afo 2, a Taranto si continuano a fermare gli impianti” - “Come abbiamo avuto modo di evidenziare ripetutamente nel corso di questi mesi, la sola continuità di marcia dell’altoforno 2 decisa lo scorso 7 gennaio, con l’accoglimento da parte del Tribunale di Taranto del ricorso presentato dai Commissari di Ilva AS, non avrebbe modificato le quantità di ghisa prodotta e aumentato i livelli occupazionali e produttivi. Oggi a Taranto i tre altoforni hanno una marcia ridotta, vicina ai minimi storici, con meno di 4 milioni di tonnellate all’anno prodotte”. Così Rocco Palombella, Segretario Generale Uilm, dopo la decisione di ArcelorMittal di chiudere dal prossimo 23 gennaio l’acciaieria 1, fino al 31 marzo, del sito di Taranto con la conseguente messa in cigo di ulteriori 250 lavoratori.

“Paradossalmente – dichiara il leader Uilm - con tre altoforni in marcia si ferma l’acciaieria 1, avendone già predeterminato, nei mesi scorsi, le condizioni fermando una linea di agglomerato. Non può essere sufficiente la temporanea marcia del treno lamiere, prevista dal prossimo 10 febbraio per quattro settimane, a far considerare positivamente il bilancio produttivo, dopo la decisione di fermare l’acciaieria 1 per due mesi”.

“ArcelorMittal – prosegue - continua a programmare assetti di marcia che vedono un ricorso molto elevato alla cassa integrazione, a rallentare gli investimenti di ambientalizzazione. Con meno di 4 mln di tonnellate all’anno prodotte si continuano a perdere consistenti quote di mercato. Tra qualche giorno scoppierà nuovamente il tema del mancato pagamento dello scaduto alle aziende dell’appalto”.

“In questo scenario – conclude - così complicato e drammatico, il Governo e ArcelorMittal continuano a perdere tempo prezioso. La scadenza di fine gennaio è ormai imminente e si continuano a prefigurare, attraverso organi di stampa, assetti societari che aumentano le nostre preoccupazione e di tutti i lavoratori. Perché bisogna attendere altro tempo? Ilva, Alitalia, Whirlpool, ancora una volta tre grandi vertenze che continuano a rimanere drammaticamente irrisolte”.

Cuneo fiscale: taglio tasse su redditi fino ai 40mila euro

ROMA - Primo taglio delle tasse del governo giallorosso, che con i 3 miliardi stanziati in manovra per il 2020 alleggerirà la busta paga per circa 16 milioni di lavoratori.

Il taglio del cuneo fiscale sarà pari a 100 euro al mese per i redditi fino a 28mila per scendere gradualmente a 80 euro per chi guadagna 35mila euro. Oltre questa soglia ci sarebbe una riduzione a scalare fino ad azzerarsi a 40mila euro di reddito. E’ l’ipotesi per ridurre le tasse ai lavoratori illustrata dal governo al tavolo con i sindacati a palazzo Chigi. Gli attuali beneficiari del bonus Renzi avrebbero, quindi, 80 euro in più.

"A dispetto di quanto ha sostenuto una certa propaganda, è la prova che la manovra riduce davvero le tasse" ha detto a Cgil, Cisl e Uil il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, assicurando, come ha sottolineato anche il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri, che si tratta di un "primo passo" per arrivare alla riforma dell'Irpef. Che, nelle intenzioni, coinvolgerà tutti i lavoratori, non solo i dipendenti, e anche i pensionati.

Il vecchio bonus Irpef intanto non sparirà ma sarà portato a 100 euro al mese, cioè 20 euro in più dell'attuale beneficio: si tratta quindi di 600 euro nel 2020, quando sarà erogato per 6 mesi, e di 1.200 euro l'anno a regime (il beneficio minimo per i redditi più alti si fermerà invece a 192 euro l'anno, ovvero 16 euro al mese).

Piazza Affari chiude in rialzo (+0,74%)

MILANO - Chiude in rialzo Piazza Affari. Il Ftse Mib ha guadagnato lo 0,74% a 23.940 punti.

Dazi: firmato accordo tra Usa e Cina


WASHINGTON - Donald Trump e il vice premier cinese Liu He hanno firmato il mini accordo commerciale fra Stati Uniti, aprendo di una fatto una tregua nella guerra commerciale in atto.

"La Fase 1 è un importante passo in avanti verso scambi commerciali corretti con la Cina". Così il Donald Trump aprendo la cerimonia per la firma del mini-accordo commerciale fra Stati Uniti e Cina. Trump, definendo la cerimonia "un'occasione straordinaria", ringrazia il presidente cinese Xi Jinping e dice che andrà in Cina in un futuro non lontano .

Il tycoon dopo oltre 40 minuti ha ceduto la parola al rappresentante Usa per il commercio, Robert Lighthizer, dopo il quale ha preso la parola il segretario al commercio, Steven Mnuchin. Al termine degli interventi c'è stata la firma dell'intesa.

I dazi esistenti saranno rimossi se la Fase 2 dell'accordo commerciale con la Cina sarà chiusa.

Al via i saldi: acquisti per 2 italiani su 3

ROMA - Quasi due italiani su tre saranno intenti a fare shopping approfittando degli sconti da oggi al via ufficialmente in tutta Italia (dopo il debutto il 2 gennaio in Basilicata, Sicilia e Valle d'Aosta). La percentuale di chi quest'anno farà acquisti durante il periodo dei ribassi rimane stabile al 61,8%, con le donne tra i 35 e i 44 anni e residenti soprattutto al Sud a farla da padrone.

Questa fascia di popolazione rappresenta infatti l'identikit del consumatore-tipo che approfitterà degli sconti per rinnovare il proprio guardaroba. Questi i risultati dell'indagine realizzata da Confcommercio. Tra i prodotti più gettonati, capi di abbigliamento (95,9%), calzature (82%), accessori (37%) e biancheria intima (30%).

Ilva, Emiliano: "Disposti a diventare soci"

BARI - "Ci sono 10 miliardi del Green new deal se il Governo nazionale ci concede una deroga, io come Regione entro nel capitale sociale dell'ex Ilva, non si può fare ma se il governo inserisce una deroga nel decreto io lo faccio. Abbiamo resistito per 4 anni e mezzo, ma ora siamo riusciti a convincere gli altri, un risultato straordinario per la Regione Puglia". Sono le parole del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano parlando della decarbonizzazione dell'ex Ilva durante il confronto televisivo su TeleNorba con gli altri tre sfidanti alle primarie del centrosinistra, Fabiano Amati, Elena Gentile e Leonardo Palmisano.

"Ci siamo battuti a lungo affinché non si semplificasse la vicenda Ilva. Ci siamo impegnati - ha continuato il governatore pugliese - in uno studio approfondito sulle tecnologie innovative, sulla decarbonizzazione. Dopo essere stati irrisi, adesso il governo nazionale in carica approva la nostra linea, la sostiene e si accinge a chiedere all'Ue i finanziamenti e ha deciso di entrare nel capitale della fabbrica".

Effetto Zalone fa sorridere Mediaset

di PIERO CHIMENTI - Mediaset ha chiuso in positivo la giornata di Borsa, nonostante la tensione per i titoli per i fatti nel Medio Oriente. Merito di Checco Zalone, che col suo 'Tolo Tolo' sta registrando incassi record da 8.680.232 spettatori. Il film è infatti prodotto da Taodue, controllata da Mediaset.

Istat: dopo 9 anni stipendi aumentati

ROMA - Tornano a salire nel 2018 in Italia gli stipendi. Si tratta di una crescita che mancava da quasi un decennio. A rilevarlo l'Istat nell'Annuario. "Dopo una fase di decelerazione che perdurava da nove anni, le retribuzioni contrattuali orarie nel totale economia sono tornate ad aumentare (+1,5%).

La variazione è stata determinata per più di due terzi dai miglioramenti economici intervenuti nell'anno. Il contributo maggiore è derivato dagli aumenti retributivi previsti per la quasi totalità dei dipendenti pubblici (+2,6%) dopo il blocco contrattuale che si protraeva dal 2010".

"Le famiglie, 25 milioni e 700 mila, sono sempre più numerose e sempre più piccole". Così l'Istat nell'Annuario. "Il numero medio di componenti è passato da 2,7 (media 1997-1998) a 2,3 (media 2017-2018), soprattutto per l'aumento delle famiglie unipersonali che in venti anni sono cresciute di oltre 10 punti: dal 21,5% nel 1997-98 al 33,0% nel 2017-2018, ovvero un terzo del totale delle famiglie", spiega l'Istituto.

Coldiretti: 6 mln in partenza per Capodanno


Sei milioni di italiani hanno scelto di partire per trascorrere il Capodanno fuori casa con un aumento di circa il 20% rispetto allo scorso anno. E' quanto emerge da una indagine Coldiretti dalla quale si evidenzia che resta in Italia l'81% dei vacanzieri. "Sul podio delle destinazioni nelle vacanze di fine anno - si legge nel dossier - salgono le città e le località d'arte con il 48% delle preferenze, seguite dalla montagna con il 38%".

Coldiretti: a Natale 2,6 miliardi spesi dagli italiani a tavola

ROMA - Quanto avranno speso gli italiani sulle tavole per questo Natale? Il bilancio stimato dalla Coldiretti è del  2,6 miliardi di euro per i cibi e le bevande consumati tra la cena della vigilia e il pranzo di Natale. Quasi nove persone su dieci (85%) hanno trascorso queste festività a casa con parenti o amici.

FCA, “Fusione con PSA non bloccherà il piano industriale per l'Italia”


ROMA - Il piano di investimenti da 5 miliardi per l'Italia va avanti. A dichiararlo il responsabile delle attività europee di Fca Pietro Gorlier nell'incontro a Mirafiori richiesto dalle organizzazioni sindacali dopo la firma dell'accordo con Psa per la fusione, riferiscono fonti sindacali presenti alla riunione.

Palombella (Uilm): “La fusione con PSA non bloccherà il piano industriale per l’Italia” - “La prima notizia di fondamentale importanza per i lavoratori è che il piano industriale per l’Italia procederà come da programma, senza essere intaccato o ritardato dal processo di fusione con PSA”. Lo riferisce il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, che ha partecipato con il segretario nazionale responsabile di settore, Gianluca Ficco, all’incontro con FCA, presieduto dal responsabile Emea Pietro Gorlier, dedicato all’illustrazione del combination agreement siglato due giorni or sono con PSA.

“Ci è stato ulteriormente chiarito - prosegue Palombella - che i 3,7 miliardi di euro di risparmi annuali, da conseguire a regime con la fusione, saranno raggiunti non con chiusure di stabilimento, bensì soprattutto da economie di scala su investimenti e forniture. Il nostro compito resta comunque quello di vigilare su eventuali ricadute occupazionali, poiché ogni fusione per sua natura comporta sia opportunità sia rischi”.

“La presenza di rappresentanti dei lavoratori - conclude Palombella - nel primo board della nascente società dovrà costituire un’ulteriore garanzia per i suoi quattrocentomila dipendenti e ha un grande valore simbolico. Non è ancora definito quale sarà il metodo di scelta del rappresentante dei lavoratori di provenienza FCA, ma per noi è importante che si tratti di una persona qualificata per poter esercitare al meglio una funzione così delicata”.

Istat: 2 mln di giovani in sofferenza

ROMA - I giovani italiani sempre più a rischio. Sono quasi due milioni i soggetti tra i 18 e i 34 anni in condizioni di sofferenza, ovvero a cui mancano due o più dimensioni del benessere (dalla salute al lavoro, dalla sfera sociale a quella territoriale, passando per l'istruzione). Sono alcuni dei dati indicati dal rapporto Istat sul Benessere equo e sostenibile (Bes). Quella che l'Istituto chiama la "multi-deprivazione" è più alta, si sottolinea, "tra i giovani adulti di 25-34 anni e nel Mezzogiorno". 

Tra i giovani del secondo anno delle scuole superiori la quota di coloro che non "raggiunge la sufficienza (low performer) nelle competenze è del 30,4% per l'italiano e del 37,8% per la matematica". Lo rileva l'Istat nel Rapporto Bes, con riferimento all'anno scolastico 2018/2019. "Nelle regioni del Mezzogiorno la quota di studenti che non raggiungono un livello sufficiente sale - viene sottolineato - al 41,9% per le competenze in italiano e al 53,5% per quelle in matematica".

Groupe PSA e FCA raggiungono accordo per fusione: nasce quarto costruttore al mondo

E' stato raggiunto dai gruppi Fca e Psa l'accordo per la fusione. La nuova società sarà il quarto costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi e il terzo in base al fatturato, con vendite annuali di 8,7 milioni di veicoli e ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro. Il gruppo genererà sinergie annuali che a regime sono stimate in circa 3,7 miliardi di euro, senza chiusure di stabilimenti in conseguenza dell'operazione e con un flusso di cassa netto positivo già nel primo anno.

Grazie alla solidità finanziaria ed alle competenze congiunte il nuovo Gruppo sarà ben posizionato per poter fornire soluzioni di mobilità innovative, ecologiche e sostenibili, sia in contesti urbani che rurali. Le efficienze generate dai maggiori volumi, oltre che i benefici derivanti dall’unione delle forze e delle competenze delle due società, permetteranno al nuovo gruppo di offrire ai propri clienti prodotti, tecnologie e servizi d’eccellenza e di rispondere con maggiore agilità alla trasformazione in atto in questo settore altamente sfidante. La società risultante dalla fusione avrà vendite annuali pari a 8,7 milioni di veicoli, con ricavi di quasi 170 miliardi di euro3 , un utile operativo corrente di oltre 11 miliardi di euro4 e un margine operativo del 6,6%, sulla base dell’aggregazione dei risultati del 20185 .

La solida struttura patrimoniale congiunta offre significativa flessibilità finanziaria e ampi margini sia per implementare piani strategici che per investire in nuove tecnologie, per tutto il ciclo. Il nuovo gruppo avrà una presenza bilanciata e attività redditizie a livello globale, con un portafoglio di brand iconici e altamente complementari a copertura di tutti i principali segmenti da luxury a premium, dai veicoli passeggeri mainstream fino ai SUV, ai truck e ai veicoli commerciali leggeri. Questo grazie alla forza di FCA in Nord America e in America Latina e alla solidità di PSA in Europa. Il nuovo gruppo avrà una presenza geografica molto più bilanciata, con il 46% dei ricavi generati in Europa e il 43% in Nord America, sulla base dell’aggregazione dei dati 2018 delle due società. L’aggregazione fornirà anche al nuovo gruppo l’opportunità di ridefinire la strategia in altre regioni.

Le efficienze che risulteranno dall’ottimizzazione degli investimenti in piattaforme veicoli, famiglie motori e nuove tecnologie e dalla maggiore scala consentiranno al business di incrementare la sua capacità di acquisto e la creazione di valore per gli stakeholder. Oltre due terzi dei volumi a regime sarà concentrato su 2 piattaforme, con volumi annuali di circa 3 milioni di veicoli sia sulla piattaforma small che su quella compact/mid-size. Si prevede che i risparmi associati alle tecnologie, ai prodotti e alle piattaforme rappresenteranno il 40% circa dei 3,7 miliardi di euro di sinergie annuali a regime, mentre i risparmi relativi agli acquisti – che beneficeranno principalmente delle economie di scala e degli allineamenti al miglior prezzo – rappresenteranno un ulteriore 40% di tali sinergie. Il restante 20% sarà rappresentato da risparmi in altre aree, tra cui marketing, IT, spese generali e amministrative e logistica.

Queste stime di sinergie non prevedono alcuna chiusura di stabilimenti in conseguenza dell’operazione. Si prevede che le sinergie stimate genereranno un flusso di cassa netto positivo già dal primo anno e che l’80% circa delle sinergie sarà raggiunto entro il quarto anno. Il costo una tantum per raggiungere tali sinergie è stimato in 2,8 miliardi di euro. Tali sinergie consentiranno al nuovo gruppo di investire fortemente nelle tecnologie e nei servizi che definiranno la mobilità in futuro, contribuendo al raggiungimento degli stringenti requisiti normativi globali sulle emissioni di CO2. Grazie alla solidità delle sue attività in ambito ricerca e sviluppo, il nuovo gruppo potrà contare su una robusta base per promuovere e stimolare ulteriormente l’innovazione e determinare lo sviluppo di competenze all’avanguardia nel campo dei veicoli alimentati a energie alternative, della mobilità sostenibile, e della guida autonoma e connessa. Il nuovo gruppo beneficerà di una struttura di governance efficace disegnata per favorire l’efficienza, con un consiglio di amministrazione composto da 11 membri, la maggioranza dei quali indipendenti .

Cinque membri del consiglio di amministrazione saranno nominati da FCA e dal proprio azionista di riferimento (incluso John Elkann in qualità di Presidente) e cinque da Groupe PSA e dai propri azionisti di riferimento (incluso il Senior Non-Executive Director e il Vice Presidente). Al perfezionamento dell’operazione il Consiglio includerà due membri in rappresentanza dei lavoratori di FCA e di Groupe PSA7 . Carlos Tavares sarà Chief Executive Officer, oltre che membro del Consiglio di Amministrazione, per un mandato iniziale di cinque anni. Carlos Tavares, Mike Manley e i rispettivi team sono conosciuti per i loro recenti successi in turnaround aziendali e aggregazioni di costruttori con culture diverse. Il loro bagaglio di esperienze contribuirà alla velocità di esecuzione della fusione, che si basa sulle forti performance recentemente ottenute dalle due società e sui loro solidi bilanci.

Il nuovo gruppo si muoverà con agilità ed efficienza in un’industria dell’auto che sta attraversando trasformazioni epocali. La nuova capogruppo con sede in Olanda sarà quotata su Euronext (Parigi), Borsa Italiana (Milano) e al New York Stock Exchange e beneficerà della sua forte presenza in Francia, Italia e negli Stati Uniti. In base allo statuto proposto per la società risultante dalla fusione nessun azionista avrà diritto di voto in misura eccedente il 30% dei voti espressi in assemblea. Si prevede inoltre che non ci sarà alcun trasferimento dei diritti di doppio voto esistenti, ma che i nuovi diritti di doppio voto speciale matureranno dopo un periodo di detenzione delle azioni di tre anni dal perfezionamento della fusione.

È previsto un periodo di standstill di 7 anni a partire dal perfezionamento della fusione per le partecipazioni azionarie di EXOR N.V., Bpifrance8 , Dongfeng Group (DFG) e la famiglia Peugeot (EPF/FFP). Unica eccezione, a EPF/FFP sarà concesso di aumentare del 2,5% la propria partecipazione nella società risultante dalla fusione (o del 5% a livello di Groupe PSA), tramite l’acquisto di azioni da Bpifrance e/o da DFG e/o sul mercato9 . EXOR, Bpifrance e EPF/FFP saranno inoltre soggetti ad un periodo di lock-up di 3 anni in relazione alle rispettive partecipazioni. Unica eccezione, a Bpifrance sarà concesso di ridurre del 5% la propria partecipazione in Groupe PSA o del 2,5% nella società risultante dalla fusione. DFG ha concordato di vendere, e Groupe PSA ha concordato di acquistare, 30,7 milioni di azioni prima del closing (tali azioni saranno cancellate).

Con riferimento alla restante quota di partecipazione in Groupe PSA, DFG sarà soggetta a lock-up fino al perfezionamento dell’operazione. Successivamente al closing, DFG deterrà quindi il 4,5% del nuovo gruppo. EXOR, Bpifrance, la famiglia Peugeot e Dongfeng si sono individualmente e irrevocabilmente impegnati a votare a favore dell’operazione nelle rispettive assemblee di FCA e Groupe PSA. Prima del closing, FCA distribuirà ai propri azionisti un dividendo speciale di 5,5 miliardi di euro mentre Groupe PSA distribuirà ai propri azionisti la quota del 46% detenuta in Faurecia.

Inoltre, FCA continuerà a lavorare alla separazione della partecipazione detenuta in Comau, che sarà effettuata quanto prima successivamente al perfezionamento dell'operazione, a beneficio degli azionisti del nuovo gruppo. Questo permetterà agli azionisti del nuovo gruppo di condividere equamente le sinergie e i benefici derivanti da una fusione, riconoscendo al contempo il valore significativo degli asset e dei punti di forza di Groupe PSA e di FCA in termini di quote di mercato e potenziale dei brand. Ciascuna società intende distribuire un dividendo ordinario di 1,1 miliardi di euro nel 2020 relativo all’esercizio 2019, soggetto all’approvazione dei rispettivi consigli di amministrazione e azionisti.

Al closing, gli azionisti di Groupe PSA riceveranno 1,742 azioni della società risultante dalla fusione per ogni azione di Groupe PSA detenuta, mentre gli azionisti di FCA avranno una azione della società risultante dalla fusione per ogni azione detenuta in FCA. Il perfezionamento dell’aggregazione proposta è previsto in 12-15 mesi, soggetto alle consuete condizioni di closing, tra cui le approvazioni degli azionisti delle due società nelle rispettive assemblee straordinarie e il soddisfacimento dei requisiti antitrust e altri requisiti normativi.

Carlos Tavares, Presidente del Consiglio di Gestione di Groupe PSA, ha dichiarato: “Questa fusione rappresenta una grande opportunità per raggiungere una posizione ancora più forte nel settore attraverso il nostro impegno a guidare la trasformazione verso un mondo con una mobilità ecologica, sicura e sostenibile e a offrire ai nostri clienti prodotti, tecnologie e servizi d’eccellenza. Sono pienamente convinto che grazie al loro immenso talento e approccio collaborativo, i nostri team saranno in grado di massimizzare le performance con energia ed entusiasmo”.

Mike Manley, Amministratore Delegato di FCA, ha aggiunto: “Questa è l’unione di due società con marchi incredibili e persone appassionate e competenti. Entrambe hanno affrontato momenti di estrema difficoltà e ne sono uscite ancora più agili, intelligenti e formidabili. Le nostre persone hanno un tratto in comune, quello di guardare alle sfide come opportunità da cogliere perché rappresentano la strada per renderci ancora migliori nel fare quello che facciamo”.

Banca Popolare di Bari: via libera al salvataggio da 900 mln. Gli azionisti: "Rivogliamo i nostri risparmi"

ROMA - Arriva il salvataggio della Banca popolare di Bari: il governo approva un decreto che stanzia 900 milioni per Invitalia perché finanzi il Microcredito centrale e gli consenta di acquisire quote della banca.

Ieri sera un Consiglio dei ministri durato circa 90 minuti ha dato il via libero al decreto legge per salvare la banca popolare barese. "Misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento". E' il titolo del decreto per il salvataggio di Banca Popolare di Bari, così come modificato in Consiglio dei ministri.

A quanto si apprende, il testo sarebbe stato approvato senza modifiche sostanziali, ma in Cdm si è scelto di modificare il titolo, esplicitando il sostegno al sistema del Sud. Il dl era annunciato come "Misure urgenti per la realizzazione di una banca di investimento".

"Tuteleremo i risparmiatori e non concederemo nulla ai responsabili di quella situazione critica e auspichiamo anzi azioni di responsabilità a loro carico", afferma il premier Giuseppe Conte.

Intanto è stato convocato alle 21 il Consiglio dei ministri per il varo del decreto sulla banca popolare barese, secondo quanto si apprende da fonti di governo. All'ordine del giorno figura un decreto recante misure urgenti per la realizzazione di una banca di investimenti.

Per la seconda domenica consecutiva un gruppo di azionisti della Banca Popolare di Bari, con megafono e volantini, ha protestato davanti alla sede centrale dell'istituto di credito, in Corso Cavour a Bari. Il gazebo, allestito dagli iscritti all'Associazione Vittime del Salva-Banche che raccoglie al momento circa 200 azionisti, è servito a informare i passanti della situazione della banca, da due giorni commissariata.

Nell'occasione sono stati invitati i cittadini a partecipare alla manifestazione organizzata per mercoledì 18 dicembre, a partire dalle 10.30, cercando anche di coinvolgere gli azionisti che ancora non hanno avviato azioni contro la banca. "Da qui partirà un corteo - dicono al megafono gli azionisti in protesta - per dar voce ai nostri diritti.

Tutti insieme 'incazzatissimi'", "rivogliamo i nostri risparmi perché ci avete imbrogliati".

Banca Popolare di Bari, Conte: necessario intervento per tutelare i risparmiatori

ROMA - "Sì, stasera chiuderemo su Banca popolare di Bari. Faremo un intervento". Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla fine del concerto di Natale in Senato.

"Tuteleremo i risparmiatori e non concederemo nulla ai responsabili di quella situazione critica e auspichiamo anzi azioni di responsabilità a loro carico", afferma il premier.

Intanto è stato convocato alle 21 il Consiglio dei ministri per il varo del decreto sulla banca popolare barese, secondo quanto si apprende da fonti di governo. All'ordine del giorno figura un decreto recante misure urgenti per la realizzazione di una banca di investimenti.

Banca Popolare di Bari commissariata da Bankitalia. Tensioni nel governo

ROMA - La Banca d'Italia ha disposto lo scioglimento degli organi con funzioni di amministrazione e controllo della Banca Popolare di Bari e la sottoposizione della stessa alla procedura di amministrazione straordinaria, ai sensi degli articoli 70 e 98 del Testo Unico Bancario, in ragione delle perdite patrimoniali. Lo si legge sul sito della banca pugliese.

Bankitalia ha nominato Enrico Ajello e Antonio Blandini commissari straordinari e Livia Casale, Francesco Fioretto e Andrea Grosso componenti del comitato di sorveglianza. A questi ultimi, si legge nella nota, è affidato il presidio della situazione aziendale, la predisposizione delle attività necessarie alla ricapitalizzazione della banca nonché la finalizzazione delle negoziazioni con i soggetti che hanno già manifestato interesse all'intervento di rilancio della banca.

Nonostante il commissariamento il governo non è riuscito in serata a varare il decreto per portare in salvo l'istituto barese, con un intervento attraverso un aumento di capitale di Mediocredito Centrale. In particolare per la popolare di Bari, che non rispetta i requisiti patrimoniali minimi e necessita di un miliardo di euro, il decreto ipotizza un salvataggio in tandem con il sistema bancario, attraverso il Fidt, e dello Stato, che dovrebbe mettere in campo Mediocredito Centrale. Lo schema di Decreto predisposto dal Mef prevede un potenziamento delle capacità patrimoniali e finanziarie della Banca del Mezzogiorno-Mediocredito Centrale (MCC), interamente controllata da Invitalia, attraverso un primo aumento di capitale per consentire a MCC, insieme con il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD) e ad eventuali altri investitori, di partecipare al rilancio della Banca Popolare di Bari (BPB).
"Al momento non c'è nessuna necessità di intervenire con nessuna banca". Lo dice il premier Giuseppe Conte nella conferenza stampa al termine dell'Eurosummit, rispondendo a una domanda su un possibile salvataggio della Banca Popolare di Bari.

"Come può nel giro di poche ore il premier sostenere che sulla Banca popolare di Bari non ci sarà nessun intervento salvo convocare un cdm d'urgenza a distanza di poche ore mentre Bankitalia ordina il commissariamento dell'istituto? Un pacato "no comment" avrebbe evitato una farsa e sarebbe stato più serio anche a mercati aperti. Vorremmo capire cosa è successo: dal tutto bene al fallimento. Siamo nelle mani di una persona instabile o incapace che guida il governo del Paese. Conte si dimetta immediatamente: facciamo appello ai partiti di questa maggioranza per far finire al più presto questa disastrosa e pericolosa esperienza". Lo dichiarano Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti.