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Tria: "Il tasso di crescita non si negozia"

"Il tasso di crescita non si negozia" ha dichiarato il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giovanni Tria, smentendo le voci e indiscrezioni apparse sui giornali secondo cui il tasso di crescita dell’Italia sia stato o sia oggetto di dibattito politico "Le previsioni di crescita sono infatti il risultato di valutazione squisitamente tecnica. Per questo non possono diventare oggetto di negoziato alcuno dentro o fuori dal Governo".

Tria: "Lo spread non può dipendere dal deficit"

ROMA - "E' chiaro che è un livello di spread che preoccupa se viene mantenuto a lungo, è chiaro che l'osservazione è costante. Riaffermo che lo spread non può dipendere dal disavanzo al 2,4%, qualunque economista può dire che non è questo livello di deficit che mette in discussione il mantenimento di sostenibilità del nostro debito pubblico" ha dichiarato il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, in audizione presso le Commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato.

"Il governo è stato autorizzato dal Parlamento a realizzare un deficit massimo del 2,4%, il governo si è impegnato a rispettare questo limite. Il governo si trova ad operare in una situazione economica caratterizzata da un rallentamento che interessa l'intera area europea. La Nadef ha preso atto di questa situazione rivedendo al ribasso la previsione ufficiale di crescita del Pil per l'anno in corso. Tuttavia le prime evidenze mostrano un ulteriore peggioramento delle condizioni dell'economia, questo rispetto alle stime effettuate alla fine di settembre. Questo contesto aggiornato rafforza ulteriormente la ragione degli obiettivi che si pone la manovra". 

Istat: "A settembre 2018 produzione industriale -0,2% su mese"

"A settembre 2018 si stima che l'indice destagionalizzato della produzione industriale diminuisca dello 0,2% rispetto ad agosto. Anche nella media del terzo trimestre il livello della produzione registra una flessione dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti" si legge in una nota dell'Istat "L'indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali nei comparti dei beni intermedi (+1,1 %) e dei beni di consumo (+0,3%); variazioni negative registrano, invece, i beni strumentali (-1,6%) e l'energia (-0,1%). Corretto per gli effetti di calendario, a settembre 2018 l'indice è aumentato in termini tendenziali dell'1,3% (i giorni lavorativi sono stati 20 contro i 21 di settembre 2017). Nella media dei primi nove mesi dell'anno la produzione è cresciuta dell'1,7% rispetto all'anno precedente. Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a settembre 2018 una rilevante crescita tendenziale per l'energia (+4,2%) mentre incrementi più contenuti si osservano per i beni strumentali (+2,9%) e i beni intermedi (+0,8%); in diminuzione, invece, la produzione di beni di consumo (-0,8%). I settori di attività economica che registrano la maggiore crescita tendenziale sono la fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria (+7,0%), la produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (+5,1%) e la fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (+4,5%). Le maggiori flessioni si rilevano invece nell'attività estrattiva (-11,2%), nella fabbricazione di coke e  prodotti petroliferi  raffinati (-4,7%) e nell'industria del legno, della carta e stampa (-2,7%)".

Milionari per caso: tre storie di fortuna inaspettata e di guadagni incredibili

(Pixabay)
La fortuna, si sa, è cieca: a volte basta un po’ di ingegno, altre volte nulla si frappone tra il proprio destino e il fato. In ogni caso, è sempre divertente e interessante scoprire le storie di persone che dal nulla sono riuscite a ottenere risultati incredibili: dal creativo Gary Dahl, al soldato Jon Heywood fino allo studente Alex Tew, la ricchezza può arrivare in maniera inaspettata! Gary Dahl: milionario per (un) gioco Correva l’anno 1975 quando il pubblicitario americano Gary Dahl, ascoltando i suoi amici lamentarsi dei propri animali domestici in un bar californiano, ebbe un’idea più che strampalata: vendere un cucciolo diverso da tutti gli altri, che non desse problemi di nessun genere e non richiedesse alcuna cura. L’idea, nata come uno scherzo, si rivelò invece geniale: come racconta il portale GreenMe, l’autore realizzò i primi Pet Rock (letteralmente cucciolo di pietra) grazie alle pietre provenienti dalla spiaggia messicana di Rosarito e decise di commercializzarli inserendoli in una confezione con tanto di buchi per permettere ai cuccioli di “respirare”. Punto di forza della nuova invenzione era il manuale di istruzioni che spiegava come prendersi cura del nuovo animale domestico, ricco di battute e scherzi pungenti. Il progetto, apparentemente semplicissimo, si rivelò un grande successo: complice il periodo natalizio, ideale per l’aumento delle spese, che vide i Pet Rock come regalo perfetto per bambini di ogni età, vennero vendute più di un milione e mezzo di scatole contenenti pietre di ogni genere (personalizzabili con graziosi occhi mobili di plastica). Il prezzo di vendita di 4 dollari ciascuna rese Gary milionario in una sola stagione, anche se l’inventore del fortunato gadget scelse di continuare a lavorare e non cercare a tutti i costi di bissare il successo dei Pet Rock.
(Unsplash.com)
L’incredibile storia di Jon Heywood: milionario in 25 minuti 

Il caso del soldato britannico Jon Heywood è uno dei più grandi colpi di fortuna della storia. Può certamente capitare che avvengano vincite milionarie con lotterie e biglietti giocati nei punti vendita dal vivo, ma la storia di Jon ha dell’incredibile, anche considerato il fatto che aveva investito meno di un euro per giocare online! Nell’ottobre 2015 il ragazzo, aveva appena aperto il proprio profilo per giocare online tramite il game provider Betway: giocando alla slot machine online Mega Moolah vide una ruota continuare a girare sul suo schermo, e pensando di aver vinto 10.000 sterline fu più che incredulo… ma in realtà la cifra effettivamente vinta fu molto più alta: Jon vinse 13.213.838,68 £. La vincita da record è anche entrata nell’eccentrico guinness dei primati, come “montepremi più alto vinto con una slot machine online”, e sebbene il giovane non abbia mai smesso di lavorare, l’altissima cifra vinta ha influenzato positivamente la sua vita. La notizia, infatti, si è diffusa rapidamente sia online che tramite i media tradizionali, rendendolo famoso anche per la sua generosità visto che come prima azione ha deciso di aiutare suo padre con i trattamenti medici dovuti di cui aveva bisogno e ancora oggi continua a vivere una vita normale nonostante l’essere diventato milionario da un momento all’altro.

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Alex Tew: come pagarsi l’università e guadagnare grazie ad un’intuizione 

Quello di Alex Tew è un caso più che curioso: nel 2005 l’allora ventunenne studente inglese decise di provare a guadagnare denaro per sostenere i suoi studi universitari in maniera creativa. Alex progettò e realizzò The Million Dollar Homepage con un investimento di soli 50 €, e riuscì a guadagnare tramite il suo progetto oltre un milione di dollari, per l’esattezza 1.037.100 $, a fronte di un impegno economico così basso. Ma come è stato possibile? L’idea alla base del sito era molto semplice: il sito constava di una sola pagina con un milione di pixel, divisi in blocchi da 10 pixel ognuno: ogni casella era in vendita per il valore di 1$. L’offerta era rivolta a chiunque volesse acquistare lo spazio online necessario a contenere un piccolo banner con link al proprio sito, per portare ulteriore visibilità alla propria attività con un investimento minimo. Grazie al passaparola The Million Dollar Homepage diventò virale nel giro di pochi giorni, portando il giovane a guadagnare già solamente nella prima settimana migliaia di dollari. Vari media si occuparono della notizia e l’ultimo blocco di pixel venne venduto all’asta su eBay, per la cifra record di 38.100$, accrescendo ulteriormente la cifra sperata dallo studente. La scelta della vendita in dollari fu dovuta al favore di cambio verso la sterlina e per ampliare il mercato, decisione che si rivelò fondamentale poiché l’attenzione verso il progetto di Alex fu mondiale e gli permise in soli 4 mesi di raccogliere tutta la cifra necessaria per la sua carriera universitaria. Il sito è attualmente online, anche se buona parte dei link non ha più un riscontro con pagine ancora esistenti. Ironia della sorte? Alex lasciò l’università di economia dopo il primo semestre per dedicarsi a progetti imprenditoriali diversi, che non riscossero però il successo della prima idea (d’altronde grandi successi di questo genere capitano raramente, proprio come è successo ai fondatori ora miliardari di Instagram che ora si sono concentrati su opportunità differenti). Attualmente Alex lavora a San Francisco, dove ha fondato l’app di meditazione Calm, ed è riuscito a sorpassare di molto i guadagni del suo primo progetto: l’app è infatti stata nominata app dell’anno per il 2017 ed ha un valore stimato di 37 milioni di dollari.

(Unsplash.com)
Che sia frutto della propria abilità, della fortuna o semplicemente del trovarsi al posto giusto nel momento giusto, la ricchezza può arrivare davvero in maniera imprevedibile e inaspettata, proprio come dimostrano queste tre storie incredibili.

Carburanti: prezzi ancora in ribasso

"Ancora ritocchi al ribasso sulla rete carburanti italiana. Con le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo in lieve recupero per la benzina e in calo sul diesel, infatti, IP e Italiana Petroli hanno limato di 1 centesimo i prezzi raccomandati della verde. Sul territorio si estende ancora di conseguenza la tendenza alla diminuzione dei prezzi praticati" si legge nei dati dell'elaborazione di Quotidiano Energia dei dati alle 8 di ieri comunicati dai gestori all'Osservaprezzi carburanti del Mise "Nel dettaglio, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,646 euro/litro, con i diversi marchi che vanno da 1,642 a 1,671 euro/litro (no-logo a 1,628). Il prezzo medio praticato del diesel è a 1,552 euro/litro, con le compagnie che passano da 1,548 a 1,570 euro/litro (no-logo a 1,536). Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato è di 1,776 euro/litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,755 a 1,860 euro/litro (no-logo a 1,674), mentre per il diesel la media è a 1,683 euro/litro, con i punti vendita delle compagnie da 1,675 a 1,750 euro/litro (no-logo a 1,581). Il Gpl, infine, va da 0,695 a 0,707 euro/litro (no-logo a 0,680).

Istat: "Persiste la debolezza del ciclo economico"

ROMA - "La crescita dell'economia statunitense procede a ritmi più sostenuti di quelli dell'area euro. In Italia, il Pil nel terzo trimestre ha segnato una variazione congiunturale nulla interrompendo la fase costantemente espansiva iniziata nei primi tre mesi del 2015. Sia le componenti interne della domanda (al lordo delle scorte) sia le esportazioni nette hanno fornito un contributo pari a zero" si legge in una nota dell'Istat.

"Pur segnando a settembre un marginale peggioramento, nella media del terzo trimestre è aumentato il tasso di occupazione e si è ridotta la disoccupazione. E' quanto emerge dalla Nota mensile dell'Istat sull'andamento dell'economia italiana. A ottobre è ripreso l'aumento dei prezzi al consumo e, rispetto agli altri paesi dell'area euro, il divario inflazionistico a nostro favore si è leggermente ridimensionato. Nello stesso mese, l'indicatore anticipatore ha evidenziato un'ulteriore flessione, segnalando la persistenza di una fase di debolezza del ciclo economico. A ottobre la fiducia ha mostrato andamenti discordanti tra i consumatori e le imprese. Il clima di fiducia dei consumatori è lievemente aumentato con un miglioramento del clima futuro e delle prospettive sulla disoccupazione. Risultano in peggioramento sia i giudizi sia le attese sulla situazione economica del Paese. L'indice composito del clima di fiducia delle imprese ha evidenziato un'ulteriore flessione diffusa tra tutti i settori economici con un miglioramento solo per le imprese delle costruzioni. Nel settore manifatturiero il clima di fiducia diminuisce condizionato dal peggioramento dei giudizi sugli ordini e delle attese sulla produzione. L'indicatore anticipatore registra un'ulteriore flessione, segnalando la persistenza di una fase di debolezza del ciclo economico".

Istat: "A settembre 2018 in calo le vendite al dettaglio"

"A settembre 2018 si stima che le vendite al dettaglio siano diminuite, rispetto al mese precedente, dello 0,8% in valore e dello 0,7% in volume. La variazione negativa, che riguarda soprattutto i beni non alimentari (-1,1% in valore e -1,0% in volume), non risparmia i beni alimentari (-0,3% in valore e -0,2% in volume)" si legge in una nota dell'Istat "Nel trimestre luglio-settembre 2018, rispetto al trimestre precedente, le vendite al dettaglio sono aumentate in valore dello 0,3% e in volume dello 0,2%. Sono in crescita sia le vendite dei beni alimentari (+0,5% in valore e +0,3% in volume), sia quelle dei beni non alimentari (+0,3% sia in valore sia in volume). Su base annua, le vendite al dettaglio diminuiscono del 2,5% in valore e del 2,8% in volume. In flessione sia le vendite di beni alimentari (-1,6% in valore e -3,1% in volume) sia quelle di beni non alimentari (-3,1% in valore e -2,6%in  volume). Per quanto riguarda le vendite di beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali negative in quasi tutti i gruppi di prodotti, ad eccezione di Elettrodomestici, radio, tv e registratori (+2,1%) e Altri prodotti (+0,1%). I cali maggiori riguardano Calzature, articoli in cuoio e da viaggio (-7,1%) e Abbigliamento e pellicceria (-6,3%). Sempre a livello tendenziale, il valore delle vendite al dettaglio registra un calo dell'1,2% per la grande distribuzione e una diminuzione ancora più sostenuta, del 4,3%, per le imprese operanti su piccole superfici. Il commercio elettronico registra una crescita del 2,7%. Pur in presenza di una forte volatilità nei singoli mesi, il terzo trimestre del 2018 presenta nel complesso una crescita congiunturale delle vendite al dettaglio, sia in valore sia in volume; l'andamento moderatamente positivo riguarda, inoltre, sia il comparto alimentare sia quello non alimentare".

Mef: "Nei primi 9 mesi del 2018 entrate fisco +1,8%"

"Nel periodo gennaio-settembre 2018 le entrate tributarie erariali ammontano a 321.761 milioni di euro, segnando un incremento di 5.738 milioni di euro rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+1,8%). Al risultato contribuiscono sia le imposte dirette (+1,5%) sia quelle indirette (+2,1%)" ha dichiarato il ministero dell'Economia e delle Finanze "Il dato del gettito del periodo considerato risulta influenzato dallo spostamento, dal mese di maggio al mese di novembre, del pagamento dell’acconto dell’imposta sulle assicurazioni. Tali versamenti a maggio dello scorso anno erano ammontati a circa 1,2 miliardi si euro.  Al netto di questo acconto le entrate tributarie erariali del periodo gennaio-settembre 2018 mostrano un incremento del 2,2%. Il gettito delle imposte dirette risulta pari a 173.085 milioni di euro, con un aumento di 2.633 milioni di euro (+1,5%) rispetto ai primi nove mesi del 2017. Le ritenute Irpef sui lavoratori dipendenti e sui pensionati mostrano una crescita di 4.318 milioni di euro (+3,9%). Nel periodo mostra un incremento significativo il gettito dell’imposta sostitutiva sui redditi da capitale e sulle plusvalenze (+28,1%), per effetto del versamento nel mese di febbraio dell’imposta sui risultati della gestione individuale di portafoglio in regime di risparmio gestito, che riflette la performance positiva dei mercati nel corso del 2017. Significativo anche il gettito dell’imposta sostitutiva sul valore dell’attivo dei fondi pensione (+38,9%) che evidenzia i risultati positivi dei rendimenti medi ottenuti nel 2017 dalle diverse tipologie di forme pensionistiche complementari. Il Mef segnala l’incremento del 6,9% dell’imposta sulle riserve matematiche rami vita assicurazioni e dell’imposta sostitutiva per rideterminazione valori di acquisto di partecipazioni non negative (+ 37,3%, pari a 344 milioni di euro) per effetto della conferma, anche per il 2018, delle aliquote relative alla rideterminazione del valore di acquisto di terreni e partecipazioni qualificate e non qualificate. Le entrate dell’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e le ritenute sugli interessi ed altri redditi di capitale mostrano una lieve crescita pari a +0,2% per effetto dell’andamento positivo delle ritenute sui redditi da capitale diversi dai dividendi e delle ritenute su proventi di fondi d’investimento in valori mobiliari di diritto estero. Il gettito dell’IRES evidenzia una diminuzione di 1.744 milioni di euro (-9,8%) per effetto della riduzione di 3,5 punti percentuali dell’aliquota prevista dalla Legge di Stabilità per il 2016 e dell’applicazione della maggiorazione della deduzione degli ammortamenti (cosiddetto superammortamento) contenuta nella Legge di Bilancio per il 2017. Il gettito delle imposte indirette, che ammonta a 148.676 milioni di euro, registra una crescita di 3.105 milioni di euro (+2,1%). Il risultato è legato all’andamento del gettito dell’IVA (+3.254 milioni di euro +3,7%) e, in particolare, della componente sugli scambi interni che aumenta di 2.681 milioni di euro. Positiva la dinamica del prelievo sulle importazioni che mostra un incremento di 573 milioni di euro (+5,7%). Il Mef segnala una diminuzione dell’entrata delle imposte sulle assicurazioni (-52,9%) dovuto, come illustrato poc’anzi, allo spostamento dei termini di versamento (da maggio a novembre) dell’acconto dell’imposta, secondo quanto previsto dalla Legge di Bilancio per il 2018. Tra le imposte indirette, mostrano un significativo incremento le entrate dell’imposta di registro (+4,2%, pari a 148 milioni di euro), i versamenti del canone di abbonamento radio e TV (+3,4%, pari a 45 milioni di euro) e dell’imposta di bollo (+9,7%, pari a 482 milioni di euro). Le entrate dei giochi, nei primi nove mesi del 2018, ammontano a 10.715 milioni di euro con una variazione positiva di 410 milioni di euro (+4%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le entrate tributarie derivanti dalle attività di accertamento e controllo si sono attestate a 7.160 milioni (- 489  milioni di euro, pari a -6,4%) di cui: 3.612 milioni di euro (-17,5%) sono affluiti dalle imposte dirette e 3.548 milioni di euro (+8,5%) dalle imposte indirette. Il risultato del periodo gennaio-settembre è stato condizionato dall’andamento negativo del mese di agosto dell’anno corrente rispetto allo stesso mese del 2017 (-891 milioni di euro, pari a -45,3%), nel quale si erano registrati consistenti entrate derivanti dalla 'Definizione agevolata' delle controversie tributarie, introdotta dal D.L. 193/2016".

Istat: "In Italia la produttività del lavoro è inferiore alla media dell'Ue"

ROMA - "Nel 2017 il valore aggiunto dell'intera economia ha registrato una crescita in volume del 2,1% rispetto al 2016. La produttività del lavoro - calcolata come valore aggiunto per ora lavorata - è aumentata dello 0,8%, quella del capitale - misurata dal rapporto tra il valore aggiunto e l'input di capitale - dell'1,2%" ha dichiarato l'Istat in una nota.

"Nello stesso anno, la produttività totale dei fattori, che misura la dinamica del valore aggiunto attribuibile al progresso tecnico e ai miglioramenti nella conoscenza e nell'efficienza dei processi produttivi, è cresciuta dell'1%, con un rafforzamento della tendenza positiva in atto dal 2012, stimolata anche dall'aumento della propensione innovativa delle imprese, soprattutto industriali. Complessivamente, nel periodo 1995-2017 la produttività del lavoro è aumentata a un tasso medio annuo dello 0,4% mentre quella del capitale è diminuita dello 0,7%. La produttività totale dei fattori ha, invece, registrato in media una variazione nulla. Tra il 1995 e il 2017 la crescita della produttività del lavoro in Italia (+0,4%) è risultata decisamente inferiore alla media Ue (1,6%). Tassi di crescita in linea con la media europea sono stati registrati da Germania (1,5%), Francia (1,4%) e Regno Unito (1,5%). La Spagna ha segnato un tasso di crescita dello 0,6%, di poco superiore a quello dell'Italia. Il gap di crescita della produttività del lavoro del nostro Paese, rispetto alla media Ue, è risultato dell'ordine di un punto percentuale medio annuo in tutte le diverse fasi cicliche del periodo in esame, segnando solo una lieve riduzione nell'ultimo biennio".

CGIA: "57 miliardi di tasse a novembre 2018"

ROMA - "Tra gli acconti Ires e Irpef, i versamenti dell’Iva, dell’Irap e il pagamento delle addizionali regionali, comunali e le ritenute dell’Irpef, entro la fine di questo mese i lavoratori dipendenti, i possessori di altri redditi ma soprattutto gli imprenditori e i lavoratori autonomi saranno chiamati a corrispondere al fisco poco più di 57 miliardi" si legge nella nota dell’Ufficio studi della CGIA.

"In Italia il gettito tributario (imposte, tasse e tributi)  si aggira attorno ai 500 miliardi l’anno. Questa cifra così importante affluisce nelle casse dell’erario rispettando una serie di scadenze fiscali che si concentrano prevalentemente tra novembre (il mese top dell’anno) e dicembre e nei mesi di giugno e luglio. L’imposta più onerosa che le imprese e i lavoratori autonomi verseranno questo mese sarà l’Iva che comporterà un incasso per l’erario  di 15 miliardi. Seguirà l’acconto Ires in capo alle società di capitali (Spa, Srl, Società cooperative, etc.): queste ultime anticiperanno al fisco 14 miliardi.  I collaboratori e i  lavoratori dipendenti, attraverso i rispettivi datori di lavoro, daranno al fisco le ritenute per un importo pari a  11,5 miliardi. L’acconto Irpef, invece, costerà alle aziende 7,4 miliardi, mentre  l’Irap implicherà un prelievo di 6,5 miliardi. Infine, le ritenute Irpef dei lavoratori autonomi e l’addizionale regionale Irpef peserà in entrambi i casi per poco più di 1 miliardo. L’addizionale comunale Irpef  e le ritenute bonifici detrazioni Irpef, infine, preleveranno dalle casse delle aziende rispettivamente 400 e 177 milioni. La CGIA, infine, tiene a precisare che in questa analisi non sono stati conteggiati i contributi previdenziali che dovranno essere versati entro il prossimo 16 novembre".

Regioni: via libera a riparti per l’edilizia scolastica e sanitaria

ROMA. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 31 ottobre esprime l’Intesa sul decreto per il "Riparto del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese" e dà il via libera all’Accordo che prevede il rifinanziamento del Fondo per assicurare lo sviluppo infrastrutturale che interessa anche l’edilizia scolastica e sanitaria. I provvedimenti sono all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni.

"Entrambi questi fondi" spiega il Presidente Stefano Bonaccini "sono attesi per far ripartire in particolare le opere nel settore dell’edilizia sanitaria. Lo stanziamento complessivo per le infrastrutture di oltre 264 milioni fino al 2019 permetterà di continuare a intervenire nell’ammodernamento e messa in sicurezza, oltre delle scuole, di ospedali e strutture sanitarie. Ma le regioni chiedono anche un raccordo sui futuri criteri con il Ministero della Salute al fine di meglio definire la destinazione delle risorse".

Nell’Accordo sono previsti ulteriori interventi per un ammontare pari a 295,130 milioni per edilizia sanitaria e 55 milioni per la ricerca.

Sigarette: probabile un nuovo aumento del prezzo

ROMA - "L'aumento dell'imposta sulla produzione e sui consumi di tabacchi lavorati introdotto dall'articolo 86 della legge di bilancio potrebbe avere un effetto di incremento di 10 centesimi per ogni pacchetto" si legge nella relazione tecnica che accompagna la manovra.

"L'incremento della fiscalità potrebbe essere recuperato dai produttori con un aumento dei prezzi di vendita di circa 10 centesimi a pacchetto, per tutte le fasce di prezzo. Tuttavia l'aumento non è automatico in quanto i produttori potrebbero anche decidere di ridurre i margini mantenendo il prezzo stabile. Nella legge di bilancio sono previsti per il 2019 rincari della tassazione per le sigarette, per il tabacco trinciato e per i sigari, per un totale di 132 milioni.

Lo spread apre in calo a 293 pt

(Pixabay)
MILANO - In apertura di seduta il differenziale tra Btp e Bund tedeschi si colloca a 293 punti contro i 299 punti della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale frena al 3,353% contro il 3,390% di ieri.

Istat: "Pil invariato nel terzo trimestre del 2018"

ROMA - "Nel terzo trimestre del 2018 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. Il tasso tendenziale di crescita è pari allo 0,8%" si legge in una nota dell'Istat.

"Il terzo trimestre del 2018 ha avuto due giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero rispetto al terzo trimestre del 2017. La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nel comparto dell'agricoltura, silvicoltura e pesca e dei servizi e di una diminuzione in quello dell'industria. Dal lato della domanda, la stima provvisoria indica un contributo nullo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta. La variazione acquisita per il 2018 è pari a +1,0%".

Visco: "Allarme per il rialzo dei rendimenti dei titoli di stato su banche e famiglie"

ROMA - "Allarme per le conseguenze gravi di un prolungato rialzo dei rendimenti dei titoli di stato su banche e famiglie" ha dichiarato il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, nell'intervento alla giornata del Risparmio.

"Il loro incremento deprime il valore dei risparmi accumulati dalle famiglie direttamente o indirettamente che detengono 100 miliardi di titoli pubblici mentre le banche e società a cui affidano i loro risparmi ne hanno 850 miliardi. Per le banche, spiega, gli effetti si vedono sull'aumento del costo della raccolta, caduta delle azioni (-35% da maggio). All'ampliamento del premio di rischio sui titoli di Stato ha contribuito l'incertezza sull'orientamento delle politiche di bilancio e strutturali e sull'evoluzione dei rapporti con le istituzioni europee. Sono riemersi i timori degli investitori nazionali ed esteri per la dinamica del debito pubblico e per il rischio di una sua ridenominazione. Il debito pubblico dell'Italia è sostenibile: tuttavia deve essere chiara la determinazione a mantenerlo tale, ponendo il rapporto tra debito e prodotto su un sentiero credibile di riduzione duratura. La normalizzazione della politica monetaria è un processo molto delicato: l'Italia può comunque fronteggiare un'uscita dal regime di bassi tassi di interesse senza rischi per l'attività produttiva o per le finanze pubbliche, a condizione che la politica di bilancio rimanga ancorata alla stabilità e che prosegua il processo di riforma volto al rafforzamento dell'economia. I costi sociali delle riforme possono essere attenuati anche con l'intervento pubblico. Se ne può discutere in sede europea ma le differenze di opinioni non devono però tradursi in un conflitto istituzionale. Nel 2019 dovranno essere collocati titoli pubblici per quasi 400 miliardi di euro e che un clima di fiducia reciproca è indispensabile perché possa essere condotto a termine il processo di riforma della governance economica europea".

Spread Btp-Bund sopra i 300 punti

ROMA - Tensioni ancora sul secondario italiano, con il differenziale tra Btp e Bund che apre sopra i 300 punti, a 306,1 con un rendimento al 3,44%.

Istat: "A settembre 2018 la disoccupazione sale al 10,1%"

"Dopo l'aumento del mese scorso, la stima degli occupati a settembre 2018 torna a calare leggermente (-0,1% su base mensile, pari a -34 mila unità). Il tasso di occupazione scende al 58,8% (-0,1 punti percentuali)" si legge in una nota dell'Istat "Il calo congiunturale riguarda donne e uomini e si distribuisce tra le persone di età compresa tra i 25 e i 49 anni. Nell'ultimo mese si stima una netta diminuzione dei dipendenti permanenti (-77 mila) mentre aumentano sia quelli a termine (+27 mila) sia gli indipendenti (+16 mila). Dopo due mesi di diminuzione, a settembre torna a crescere la stima delle persone in cerca di occupazione (+3,2%, pari a +81 mila unità). L'aumento della disoccupazione si distribuisce su entrambe le componenti di genere e tutte le classi di età. Il tasso di disoccupazione sale al 10,1% (+0,3 punti percentuali su base mensile), quello giovanile aumenta lievemente e si attesta al 31,6% (+0,2 punti). A settembre stima un calo degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,3%, pari a -43 mila unità). La diminuzione coinvolge uomini e donne e si distribuisce tra i 25-34enni e i 50-64enni. Il tasso di inattività scende al 34,5% (-0,1 punti percentuali). L'andamento discontinuo dell'occupazione negli ultimi mesi determina nel terzo trimestre una sostanziale stabilità rispetto al trimestre precedente. Tale stabilità è sintesi di un aumento tra gli uomini e un calo tra le donne. Riguardo all'età si registra una diminuzione degli occupati tra i 15 e i 49 anni a cui si contrappone l'aumento tra gli ultracinquantenni. Nel trimestre crescono in misura intensa i lavoratori a termine (+3,2%, +98 mila), mentre calano sia i dipendenti permanenti (-85 mila) sia gli indipendenti (-23 mila). Nell'arco del trimestre alla sostanziale stabilità degli occupati si accompagna un forte calo dei disoccupati (-6,5%, pari a -180 mila) e un aumento degli inattivi (+1,0%, +126 mila). Su base annua, a settembre l'occupazione cresce dello 0,9%, pari a +207 mila unità. L'espansione interessa uomini e donne e si concentra fortemente tra i lavoratori a termine (+368 mila); in lieve ripresa anche gli indipendenti (+22 mila), mentre si registra una forte flessione dei dipendenti permanenti (-184 mila). Nell'anno aumentano principalmente gli occupati ultracinquantenni (+333 mila) e, in misura più contenuta, anche i 15-34enni (+27 mila), mentre calano i 35-49enni (-154 mila). Al netto della componente demografica si stima comunque un segno positivo per l'occupazione in tutte le classi di età. Nei dodici mesi, a fronte della crescita degli occupati si stima anche un forte calo dei disoccupati (-9,9%, pari a -288 mila) e una lieve diminuzione degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,1%, -19 mila). A settembre l'occupazione torna a calare, seppure lievemente, dopo la crescita registrata ad agosto, mentre torna a crescere la disoccupazione dopo due mesi di ampia diminuzione. Il calo dell'occupazione si concentra tra i dipendenti permanenti, segnali positivi si hanno invece per dipendenti a termine e indipendenti. Nella media del terzo trimestre l'occupazione è stabile rispetto ai tre mesi precedenti. Nell'arco dei dodici mesi la crescita occupazionale rimane positiva, spinta soprattutto dai dipendenti a termine".

Lettera dell'Ue al Mef: "Debito troppo elevato per la manovra"

Nuovo monito di Bruxelles all'Italia sui conti pubblici. Il Mef ha ricevuto una nuova lettera dalla Commissione europea, in cui si chiede "di fornire una relazione sui cosiddetti 'fattori rilevanti' che possano giustificare un andamento del rapporto Debito/Pil con una riduzione meno marcata di quella richiesta". E' quanto si legge sul sito del ministero dell'Economia, in cui si precisa che la risposta "dovrà essere trasmessa entro il prossimo 13 novembre".

Una lettera simile era stata inviata anche negli anni passati. La risposta "sarà inviata a Bruxelles rispettando la scadenza indicata".

"L'ampia espansione di bilancio prevista per il 2019 è in netto contrasto con l'aggiustamento di bilancio raccomandato dal Consiglio", ricorda la Commissione Ue nella lettera inviata all'Italia. "Questa traiettoria di bilancio, unita ai rischi al ribasso per la crescita del Pil nominale - si legge nella lettera - sarà incompatibile con la necessità di ridurre in maniera risoluta il rapporto debito/PIL dell'Italia".

Crisi, Istat: Pil italiano fermo nel 3° trimestre. Piazza affari chiude in rosso

ROMA - Rimane invariato nel terzo trimestre del 2018 il prodotto interno lordo (Pil) rispetto al trimestre precedente. Lo rende noto l'Istat che diffonde i dati preliminari corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati. Il tasso tendenziale di crescita è pari allo 0,8%. Il terzo trimestre del 2018 ha avuto due giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero rispetto al terzo trimestre del 2017.

"Nel terzo trimestre del 2018 la dinamica dell'economia italiana è risultata stagnante, segnando una pausa nella tendenza espansiva in atto da oltre tre anni". E' il commento dell'Istat alla stima preliminare del Pil nel terzo trimestre.

"Giunto dopo una fase di progressiva decelerazione della crescita, - continua l'istituto - tale risultato implica un abbassamento del tasso di crescita tendenziale del Pil, che passa allo 0,8%, dall'1,2% del secondo trimestre".

La variazione acquisita per il 2018 è pari all'1%, è la stima preliminare della crescita che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nell'ultimo trimestre dell'anno.

Nel terzo trimestre cala il valore aggiunto dell'industria rispetto al trimestre precedente, mentre aumenta nei comparto dell'agricoltura, silvicoltura e pesca e dei servizi.

Palpabile il nervosismo per Borse europee che virano tutte in territorio negativo, con Milano che cede lo 0,2% ma arriva anche a sfiorare la perdita di un punto percentuale (-0,98%).

Istat: "A settembre 2018 prezzi produzione industriale in crescita"

ROMA - "A settembre 2018" si legge nella nota dei dati Istat "si stima un aumento congiunturale dello 0,4% dell'indice dei prezzi alla produzione dell'industria. Su base annua si registra una crescita del 4,7%. Sul mercato interno i prezzi alla produzione dell'industria aumentano dello 0,4% su agosto e del 5,6% su base annua. Al netto del comparto energetico, la crescita congiunturale è più contenuta (+0,1%) e si riduce inoltre in ampia misura l'incremento tendenziale (+1,2%). Sul mercato estero la dinamica congiunturale è lievemente positiva (+0,1%) e su base annua si registra un aumento del 2,0% (+1,7% area euro, +2,2% area non euro). Al netto dell'energia il ritmo di crescita tendenziale dei prezzi all'export è più contenuto e simile per le due aree di sbocco (+1,2% per l'area euro e +1,4% per quella non euro).

Nel trimestre luglio-settembre, si stima un incremento dei prezzi alla produzione nell'industria del 2,1% sul trimestre precedente. La dinamica congiunturale dei prezzi è più sostenuta sul mercato interno (+2,8%) rispetto a quello estero (+0,3%). Il settore manifatturiero che registra il più ampio aumento tendenziale è la fabbricazione di prodotti petroliferi raffinati (+15,7% sul mercato interno, +33,5% in area euro e +27,8% in area non euro). Il  settore della fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica è in diminuzione tendenziale in tutti i mercati (-0,8% sul mercato interno, -1,0% area euro e -2,3% aerea non euro); si riscontra inoltre una flessione per i prodotti farmaceutici sul mercato estero che coinvolge entrambe le aree (-1,7% area euro e -1,0% area non euro).

Per il mercato estero area non euro si rileva una riduzione dei prezzi alla produzione per il settore della fabbricazione di mezzi di trasporto (-1,7%).  Per quanto riguarda l'indice dei prezzi alla produzione delle costruzioni per gli edifici residenziali, a settembre si stima che l'indice decresca dello 0,1% su agosto ed aumenti dell'1,6% su base annua".