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Nel pesce c'è il mercurio: Ministero Salute ritira tranci di pesce smeriglio decongelato


ROMA - L'avviso è stato pubblicato sul sito del Ministero della Salute. Il richiamo riguarda tutto il territorio nazionale e nello specifico interessa il lotto 1900498 dei tranci di pesce smeriglio a marchio “Brasmar", venduto in cartone da 8 chilogrammi con scadenza minima del 25.02.2020 ma prodotto in Portogallo nello stabilimento di Av Fwerreira De Castro n 73 Guidoes 4745 - 251 Trofa.

Il motivo del richiamo, una concentrazione di mercurio sopra i limiti consentiti. Se vi imbattete nel cartone, no consumate il prodotto e riportatelo al punto vendita. Lo smeriglio, conosciuto anche come “vitello di mare“, è un pesce di discrete dimensioni, non molto dissimile da squali, verdesche e tonni. E’ una specie considerata oggi a rischio.

Il Ministero della Salute invita, chiunque abbia acquistato il pesce dei lotto specificato, a non consumarlo, ma di restituirlo al punto vendita. "Il prodotto non deve essere assolutamente consumato. Pertanto Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, consiglia i consumatori, quando si va in pescheria, di preferire pesci mediterranei di piccole dimensioni, come alici e sardine, ricchi di nutrienti e meno a rischio di estinzione. Il buonsenso e le linee guida dei nutrizionisti suggerirebbero di non superare i 100 grammi alla settimana di pesce spada o tonno, mentre per le altre specie complessivamente si può consumare fino a 300-400 grammi di pesce alla settimana, alla luce dei grandi benefici per la salute che ne derivano.

L’importante è variare molto le specie da portare in tavola, seguendo la stagionalità anche per il pesce e preferendo il mercato ittico locale. Inoltre, per quanto riguarda questa partita di pesce, chiunque avesse acquistato questi prodotti è invitato a non consumarli e a consegnarli al rivenditore o al Servizio igiene degli alimenti e nutrizione della ASL locale.

Farina di farro integrale richiamata per soia non dichiarata in etichetta

ROMA - Salute sempre più a rischio fra gli scaffali dei supermercati. Continuano le allerte alimentari per prodotti potenzialmente pericolosi. L’ultima è quella di oggi segnalata dal ministero della Salute che ha diffuso il richiamo di un lotto di farina di farro integrale richiamata per soia non dichiarata in etichetta a marchio ‘"Lo Conte" per la presenza dell’allergene soia non dichiarato in etichetta. Il prodotto interessato è venduto in confezioni da 400 grammi con il lotto di produzione 18339 con scadenza 31/12/2020.

La farina richiamata è stata prodotta da Ipafood srl nello stabilimento di viale Taverna Annibale, a Frigento. Errori e disattenzione nella fase del confezionamento alla base della decisione. Presa immediatamente alla prima segnalazione perché l’etichetta non forniva le esatte indicazioni al consumatore. Ovvero non erano riportato un ingrediente invece presenti all’interno della confezione: soia che potrebbe nuocere gravemente alle persone allergiche e intolleranti a questa sostanza. La sensibilità a questi allergeni porta a sintomi abbastanza gravi come difficoltà respiratoria, fiato corto, asma, tosse.

I sintomi che potrebbero essere scatenati in caso di allergia includono prurito e gonfiore a labbra, palato e gola, nausea o vomito, crampi e gonfiori addominali, diarrea, flatulenza, orticaria, difficoltà respiratorie e mal di testa. In caso di reazione allergica grave si può avere a che fare con uno shock anafilattico, situazione caratterizzata da seri problemi respiratori e brusche cadute di pressione che può portare anche alla perdita di coscienza. Nel caso in cui compaiano sintomi di questo tipo è importante cercare subito l’aiuto di un medico.Da un punto di vista sanitario si tratta di una non conformità con un elevato indice di rischio per gli allergici o colori i quali presentano un’intolleranza alla soia.

Si raccomanda ai soggetti allergici alla soia, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, di non consumare il prodotto richiamato e di riportarlo al punto vendita di acquisto per il rimborso. La farina è del tutto sicura per i consumatori che non soffrono di allergia alla soia.

Vongole con escherichia coli ma anche pericoli da cozze: allerta RASFF per le nostre tavole

ROMA - L’allarme riguarda l’Italia ma anche la Spagna ed altri paesi membri della UE. Attenzione al consumo rispettivamente di vongole e di cozze: possono contenere la temibile Escherichia Coli e la Diarroica Shellfish Poisoning, batteri pericolosi per l’organismo umano. Le allerte sono state lanciate dal sistema di allarme rapido per gli alimenti e i mangimi Rasff dell’Unione Europea il 4 ottobre 2019. Si tratta della rete informativa sanitaria che consente alle autorità di agire velocemente su numerose minacce per la sicurezza alimentare, prima che rischino di diventare dannose per i consumatori europei.

Nel report 2019.3488 si lancia l’avviso riguardo ad alcune partite di vongole prodotte in Italia e destinate al consumo interno ma anche quello in Spagna di vongole veraci (genere Venus Gallina). Secondo il report c’è un rischio di livello “serio” di contaminazione delle vongole con il micro-organismo patogeno Escherichia coli. Tuttavia non viene specificata l’area di produzione o i lotti interessati. L’Escherichia coli si presenta sotto diverse famiglie ed è in grado di produrre uno o più tipi di tossina (shiga-tossine) che possono danneggiare seriamente le mucose dell’apparato digerente e i reni: spesso causano diarrea con tracce di sangue e possono provocare insufficienza renale, soprattutto nei bambini piccoli o nei pazienti con il sistema immunitario compromesso.

Stessa modalità di avviso per le cozze prodotte e distribuite in Italia e destinate anche all’esportazione in Austria, Repubblica Ceca, Slovacchia e in Slovenia. Per loro c’è il serio rischio di contaminazione da “Diarroica Shellfish Poisoning” (DSP) ed è una delle intossicazioni gravi legate al consumo di bivalvi, causata dall’acido okadaico. Ed è diventata un motivo di allerta sanitario serio per le cozze allevate in mare in Italia. Tanto da finire nell’elenco degli allerta rapidi europei ed essere protagonista di un ritiro di prodotti contaminati nel nostro mercato. Il Sistema di allerta RASFF, con la notifica notifica 2019.3475 sempre del 4 ottobre 2019, non specifica quali lotti e quali partite di cozze sono interessati dall’allarme.

L’unico consiglio che può mettere al riparo da queste pericolose intossicazioni, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, oltre ad acquistare i molluschi esclusivamente attraverso "canali autorizzati all’interno di sacchetti con etichette che ne riportano la provenienza", sta nella cottura delle cozze e delle vongole, sistema che inattiva le tossine e mette al riparo da qualunque patologia del genere.

Usa: 11 morti per un nuovo virus propagato dalle zanzare

ROMA - Un raro virus che si diffonde attraverso le zanzare ha causato 11 vittime negli USA. Proprio come l’Encefalite Giapponese o il West Nile, malattie simili che sono trasmesse dalle zanzare, anche l’encefalite equina dell’est colpisce il cervello della persona infettata, provocando dopo un periodo di 4-10 giorni di incubazione l’insorgenza improvvisa di sintomi come mal di testa, vomito, brividi e febbre alta. Nelle forme più gravi, però, si riscontrano disorientamento, convulsioni e coma, condizioni estreme che possono portare alla morte della vittima.

Il tasso di mortalità riscontrato finora è di circa il 30%, mentre chi sopravvive mantiene danni cerebrali da lievi a gravi. Sebbene la statistica si basi su questi pochi casi registrati, sembra che le persone più a rischio siano gli over 50 e gli under 15. I Centers for Disease Control and Prevention hanno segnalato che quest'anno c'è stato un aumento insolito del numero dei casi segnalati e dei decessi: solitamente, infatti, ci sono solo da 5 a 10 casi nel Usa ogni 12 mesi, con circa il 30% di questi che portano alla morte. Nel 2019, invece, già quattro persone sono decedute in Michigan, tre in Massachusetts, tre in Connecticut e una nel Rhode Island.

Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sempre puntuale nell’avvisare i cittadini, ricorda che il virus si trasmette principalmente dalle punture della zanzara e sta colpendo soprattutto l’America orientale. Al momento non esiste una cura specifica contro questo tipo di infezione: gli antibiotici sono inutili contro i virus e non è stato ancora approntato un antivirale efficace, perciò l’unica terapia attuabile consiste nella cura dei sintomi in ospedale. Per questo motivo è ancora più importante la prevenzione, limitando il più possibile le punture di zanzara attraverso l’uso di abiti coprenti e prodotti repellenti, oltre che all’adozione di pratiche virtuose per combattere la diffusione di questi insetti.

L'Ema: "Tutti i farmaci vanno testati per impurità cancerogene"

ROMA - Tutti i farmaci in vendita nell'Ue devono essere controllati per verificare l'eventuale presenza di nitrosammine. A chiederlo è l'Ema, l'Agenzia europea per i medicinali.

Paura della cellulite per la prova costume? Alcuni consigli pratici


Molte donne non si sentono pronte per la prova costume e quindi tendono a rimandarla il più possibile. Per riuscire però a liberarsi di questa paura, è bene mettere in campo una serie di consigli pratici che aiuteranno a risolvere questo problema ed eliminare una volta per tutte il brutto inestetismo. La cellulite può essere combattuta, basta applicare una serie di giusti rimedi che aiuteranno a superare la temuta prova costume. Per tenere lontana la cellulite bisogna avere delle gambe toniche e leggere che possono essere facilmente ottenute grazie alla serie di esercizi e di trattamenti che aiuteranno a mantenere la forma perfetta in spiaggia.

Come combattere la cellulite, i segreti
Per combattere la cellulite, bisogna innanzitutto mantenere la propria forma fisica. Generalmente la cellulite si manifesta sull'addome, sui glutei e sulle gambe. Per combatterla è bene innanzitutto evitare l'accumulo di liquidi perché la prima causa della cellulite è la presenza di ritenzione idrica. Si tratta di tutta quell'acqua che il corpo non è in grado di drenare. Così, la pelle si infiamma e porta alla comparsa della cellulite. A condizionare la presenza di cellulite vi sono anche fattori ereditari. Bisogna bere molto però per eliminare questo problema. Un'altra importante cosa da fare è cercare di avere una dieta variata ed equilibrata cercando di eliminare il sodio. È bene anche utilizzare una serie di prodotti a base di frutti di bosco e mirtilli che sono dei preziosi alleati in tal senso. Può essere utile sotto questo aspetto, anche consumare frutti come l'ananas che ha delle proprietà depurative davvero preziose.

Combattere la cellulite grazie a prodotti cosmetici
Molte donne decidono di utilizzare fluidi specifici per il trattamento cosmetico della cellulite che aiutano a contrastare il problema alla radice. Questi prodotti sono in grado di trasformare la pelle dando dei risultati davvero sorprendenti. Non esistono creme specializzate che aiutano in tal senso e che riescono a contrastare il fenomeno “buccia d'arancio”. Da soli, a volte i prodotti cosmetici possono bastare soprattutto quando la cellulite si trova in uno stadio fibroso o sclerotico. È bene cercare di evitare che la cellulite si diffonda però, sul tutto corpo, in modo tale da riuscire a contrastarla in maniera decisa. Un altro modo per tenere lontana la cellulite dal proprio fisico è quello di puntare ad un'attività fisica costante.

Eliminare la cellulite grazie alle attività fisica Esistono delle specifiche attività che possono aiutare a eliminare la cellulite e contrastare l'accumulo di liquidi. Tra questi esercizi vi sono quelli alle gambe ed in particolare, la corsa. Le attività cardiocircolatorie infatti, sono i miglior rimedi per tenere lontano la cellulite ed in più, un'attività costante è in grado anche di aiutare a sentirsi più sani e a mettere in moto la circolazione del sistema linfatico. Fare anche esercizi specifici per le gambe aiuterà ancora di più in questo senso in modo tale da riuscire a superare la prova costume in maniera sana, pratica e senza troppe difficoltà. Tonificare e drenare sono le parole chiave per chi vuole tenere vicina la serenità della propria vita.

Allarme dal confine per le capre infette: diverse persone all’ospedale con la Febbre Q

(pixabay)
ROMA - Si respira una certa apprensione al confine italiano con la Svizzera. Nella zona di Avegno-Gordevio, infatti, è già allarme rosso per la cosiddetta Febbre Q. Tecnicamente si chiama “Coxiella Burnetii" ed è causata da un parassita legato a uno specifico tipo di zecca che alla base di diversi ricoveri di persone verificatisi di recente. A portare il battere in Ticino, e di conseguenza agli esseri umani, sarebbero state alcune capre arrivate dalla Svizzera interna qualche mese fa. Il focolaio non sarebbe stato ancora arginato. 

Il contagio avviene passando dalla capra alla persona. Ad esempio, semplicemente accarezzando la capra. Oppure attraverso il consumo di formaggio a latte crudo. Particolarmente sotto osservazione sarebbero due stalle che si trovano nel giro di poche decine di metri. I numeri delle persone colpite sarebbero piuttosto importanti. Si parla di oltre una decina con influenze, polmoniti, problemi alle articolazioni. Il problema di per sé non riguarda solo gli esseri umani. Bensì anche gli altri animali che, in un modo o nell’altro, entrano in contatto con queste capre. Ad esempio, i ruminanti. Le spore del battere vengono disperse nell’aria. Viaggiano dunque anche per diverse decine di metri. Potenzialmente possono colpire anche bestie selvatiche o animali domestici. 

Tutta colpa delle temperature relativamente miti dello scorso inverno, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, le zecche, attive quando la temperatura supera i sette gradi, hanno approfittato della meteo particolarmente mite di gennaio e febbraio per importunare gli ovini. Il picco di attività di questi parassiti corrisponde ai mesi di maggio e giugno. Secondo gli esperti la situazione è delicata, anche se non è stato ancora diramato un comunicato pubblico sulla questione. Semplicemente perché non si vuole creare allarmismi anche se il problema c’è. La situazione, secondo le autorità cantonali, è sotto controllo.

Due alghe marine riducono i valori della glicemia nel sangue

(Pixabay)
BOLOGNA – Il 6% dei cittadini italiani soffre di ridotta tolleranza glucidica. Si tratta di una condizione che aumenta di quattro volte il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 e le sue complicanze. In totale nel nostro Paese questi potenziali pazienti sono oltre due milioni e mezzo e devono prestare grande attenzione al proprio stile di vita controllando il peso, seguendo una dieta equilibrata e praticando regolare attività fisica. Ma oltre a queste imprescindibili abitudini, oggi c’è un’arma in più che può venire in loro aiuto. 

Dalla ricerca nutraceutica, branca che si occupa dello studio dei benefici per la salute determinati da alcuni nutrienti, arriva un integratore alimentare derivato, con una particolare metodica produttiva, da due alghe marine: Ascophyllum nodosum e Fucus vesiculosus. Si chiama Gdue ed è in grado di rallentare la digestione degli zuccheri a livello intestinale e abbassare così il livello della glicemia. Utile quindi anche per chi non è ancora diabetico ma corre il serio rischio di diventarlo. Alle ultime novità della ricerca scientifica sul trattamento del pre-diabete domani sarà dedicata una speciale sessione del IX Congresso Nazionale della SINut (Società Italiana di Nutraceutica) di Bologna. “Attraverso la somministrazione di prodotti come Gdue possiamo contenere il continuo aumento d’incidenza della malattia metabolica - sottolinea il prof. Arrigo Cicero, Presidente della SINut e Ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna -.

I vantaggi maggiori sono per tutti quei giovani adulti che presentano già un’alterazione importante del glucosio ma non hanno ancora sviluppato il diabete vero e proprio. Il nutraceutico è una soluzione efficace ma non impegnativa come un farmaco ipoglicemizzante orale. Possiamo così migliorare il quadro clinico ed evitare che i pazienti siano costretti ad assumere per il resto della vita una terapia cronica antidiabetica. Oppure ritardiamo in modo determinante la necessità di cure più pesanti e il presentarsi delle complicanze della patologia diabetica che spesso sono già evidenti alla diagnosi. E’ fondamentale però riuscire ad intervenire il prima possibile”. Da oltre 10 anni la SINut dedica particolare attenzione alla ricerca scientifica sulla prevenzione e il trattamento precoce di condizioni metaboliche che possono determinare gravi patologie croniche. 

“Il diabete è una tra le più diffuse a livello mondiale - prosegue il presidente SINuT -. Il numero di nuovi casi è in aumento soprattutto tra i giovani adulti. In Italia colpisce ben il 3% degli under 50 e quindi non va sottovalutata o considerata solo come una malattia della terza età. Gdue rappresenta un rimedio naturale per migliorare il metabolismo degli zuccheri. Rispetto ai farmaci tradizionali ha dimostrato di essere meglio tollerato e di non provocare effetti collaterali. Inoltre, seppur efficace, non determina repentine riduzioni del livello di glicemia che possono avere effetti negativi sulla qualità di vita. Quindi, nella maggioranza dei casi, è ben accettato da chi lo assume e viene considerato come un trattamento “meno pesante”. Al congresso di Bologna sono infine discussi, da specialisti di diverse discipline, i risultati di uno studio condotto dall’Università di Pavia e dall’Università di Bologna su 65 persone e recentemente pubblicato su Phytotherapy Research. “La ricerca dei due prestigiosi atenei italiani ha dimostrato tutte le potenzialità del nuovo nutraceutico - conclude Cicero -. Abbiamo analizzato uomini e donne in condizione di pre-diabete e i vantaggi che derivano dall’utilizzo dell’integratore. I prossimi studi che vogliamo avviare saranno invece indirizzati verso pazienti cronici che già assumono farmaci contro la malattia”.

Salute: salgono a 15 i casi di epatite legati al consumo di integratori di curcuma

(Pixabay)
ROMA - Sono saliti a 15 i casi di epatite colestatica acuta, non infettiva e non contagiosa, riconducibili al consumo di curcuma. A renderlo noto il Ministero della Salute sulla base delle segnalazioni ricevute dall'Istituto superiore di sanità (Iss). Sono in corso verifiche sul territorio da parte delle autorità sanitarie per individuare la causa responsabile dei casi di epatite.
  
In attesa delle analisi, sottolinea il Ministero, i consumatori sono invitati a titolo precauzionale a sospendere temporaneamente il consumo di tali prodotti. Le ultime segnalazioni risalivano al 17 maggio per un totale di nove casi.
   
Il 27 maggio sono stati associati nuovi casi di epatite colestatica acuta a tre prodotti: Versalis - Geofarma s.r.l., prodotto da Labomar; Rubigen curcuma e piperina, lotto 250119, di Naturfarma, e Curcumin+piperin - Vegavero -, prodotto da Vanatari International GMBH a Berlino. Questi si vanno così ad aggiungere a quelli già segnalati nei precedenti avvisi: Tendisulfur Forte bustine - Laborest Italia prodotto da Nutrilinea; Cartijoint Forte - Fidia Farmaceutici prodotto da Sigmar Italia; Curcuma liposomiale più pepe nero - lotto 1810224, scadenza 10/21, prodotto da LABORATORIES NUTRIMEA con sede e stabilimento di produzione rue des Petits Champs 20, FR 75002, Parigi; Curcuma 95% Maximum - lotto 18L264, scadenza 10/2021, prodotto da EKAPPA LABORATORI per conto di Naturando; Curcuma complex - B.A.I. aromatici per conto di Vitamin shop; Tumercur - Sanandrea; MOVART - Scharper SpA, Farmaceutici Procemsa spa Nichelino; Curcuma Meriva 95% 520mg Piperina 5 mg - Farmacia dr. Ragazzi, Malcontenta; Curcuma "Buoni di natura" - Terra e Sole; Curcumina Plus 95% - lotto 18L823 - NI.VA prodotto da Frama; Curcumina 95% Kline - lotto 18M861 - NI.VA prodotto da Frama; Curcumina Plus 95% piperina linea@ - lotto 2077-LOT 19B914 - NI.VA prodotto da Frama; Curcumina Plus 95% piperina linea@ - 18c590 - NI.VA prodotto da Frama. 

Tumori: in Italia +15% di guarigioni fra gli uomini in 20 anni


ROMA – Oggi il 54% degli uomini e il 63% delle donne colpiti dal cancro sconfiggono la malattia. In un ventennio (1990-2009) la sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è aumentata rispettivamente del 15% e dell’8%. Un obiettivo raggiunto grazie alle campagne di prevenzione e ad armi sempre più efficaci, come quelle che rientrano nell’oncologia di precisione. Un approccio a cui AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) e Fondazione AIOM dedicano oggi e domani a Roma un convegno nazionale. Per la complessità dei temi trattati, AIOM ha ritenuto fondamentale coinvolgere nel convegno esperti appartenenti a varie società scientifiche (SIAPEC-IAP, SIBioC, SIF). Inoltre, per facilitare un’adeguata informazione ai pazienti e ai cittadini, Fondazione AIOM terrà domani una sessione parallela durante il convegno. 

“Ogni persona colpita dal cancro presenta caratteristiche che la differenziano dagli altri pazienti oncologici – afferma Stefania Gori, Presidente Nazionale AIOM e Direttore dipartimento oncologico, IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-Negrar -. Per questo si parla di oncologia di precisione: grazie a dati biologici e clinici, è possibile individuare le caratteristiche del cancro che colpisce la singola persona e costruire una terapia su misura, cioè la strategia di trattamento migliore per ogni paziente. Oggi sappiamo che non esiste ‘il’ tumore ma ‘i’ tumori, e che la malattia si sviluppa e progredisce diversamente in ogni persona. Le conoscenze delle alterazioni genetiche e molecolari dei tumori sono notevolmente aumentate negli ultimi anni, anche grazie alla disponibilità di nuove tecniche di indagine. In particolare, è stato possibile individuare, in alcuni sottotipi tumorali, peculiari alterazioni genetico-molecolari che rappresentano non solo la causa di alcuni tipi di neoplasie ma anche i punti deboli che possono essere attaccati con armi”. 

Queste alterazioni, chiamate anche biomarcatori, permettono di individuare i pazienti che possono rispondere alle terapie target (cioè a bersaglio molecolare), disegnate per colpire in maniera precisa e specifica il bersaglio a cui sono destinate. “Anche l’immuno-oncologia, che si fonda sul potenziamento del sistema immunitario contro il tumore, rientra nel concetto di oncologia di precisione – sottolinea la presidente Gori -. Oggi un solo biomarcatore viene utilizzato nella pratica clinica per la prescrizione di alcuni farmaci immunoterapici, ma sono in corso molti studi internazionali per valutare vari biomarcatori utili all’identificazione dei pazienti che possono trarre maggiori benefici da questa terapia”.

“Alla base della precisa selezione del paziente in relazione alle caratteristiche molecolari della neoplasia, vi è infatti, nei pazienti accuratamente selezionati, il potenziale maggior beneficio clinico ottenibile rispetto al trattamento tradizionale - spiega Fabrizio Nicolis, presidente Fondazione AIOM -. Grandi vantaggi che possono essere garantiti anche da una ‘attenzione costante’ agli effetti collaterali. Gli effetti collaterali devono essere conosciuti dagli oncologi e riconosciuti quanto più precocemente possibile quando si manifestano al fine di assicurarne una gestione ottimale. Anche i pazienti devono esserne informati: ecco perché Fondazione AIOM da anni sviluppa il progetto dei Quaderni informativi per i pazienti oncologici, disponibili sul sito di Fondazione AIOM”.

Usa: studio choc, gel per le unghie collegato a rischio di tumore


STATI UNITI - C'è un legame diretto tra "beautician" e insorgenza di tumori: le impiegate dei saloni di bellezza che trattano gel, agenti chimici e sostanze sintetiche aggressive per il trattamento delle unghie corrono un rischio di 100 volte superiore di sviluppare il cancro rispetto a chi non maneggia queste sostanze. Lo dimostra una nuova ricerca dell’Università del Colorado condotta dal team della dottoressa Lupita Montoya. Secondo i risultati, l’esposizione a questi agenti durante il corso di 20 anni può incrementare la probabilità di sviluppare il cancro di ben 100 volte.

Tra le malattie più comuni il carcinoma dello stomaco, dell’esofago e dei polmoni, ma anche il tumore cutaneo spinocellulare, il linfoma di Hodgkin e la leucemia. Ai partecipanti è stato chiesto di condividere anche altre esperienze e sintomi tra cui mal di testa, problemi di pelle o irritazione agli occhi. I ricercatori precisano che il cliente medio non corre questo rischio. «Dipende da quanto tempo trascorriamo in quel tipo di ambiente», ha dichiarato la leader dello studio.

«Le clienti normalmente passano una frazione del tempo di chi lavora nei saloni. A meno che non parliamo di gravi allergie o asma, non è una situazione preoccupante per le clienti».La percentuale di rischio, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” è stata determinata secondo i calcoli della Environmental Protection Agency (EPA) e il Center for Disease Control and Prevention degli USA.

È boom di infezioni ospedaliere: 49mila morti l'anno in Italia


ROMA - Ospedali sempre meno sicuri e anzi ricettacolo di possibili infezioni che metterebbero a rischio la salute dei pazienti? Si, secondo quanto riportato da Osservasalute, secondo il cui rapporto si è passati dai 18.668 decessi del 2003 a 49.301 del 2016. I dati sono stati presentati al Gemelli a Roma. 

"Abbiamo osservato il fenomeno per anni - spiega il direttore dell'Osservatorio nazionale sulla Salute, Walter Ricciardi - e oggi possiamo dirlo: quella delle sepsi in ospedale è una vera emergenza, c'è una strage in corso, con numeri più che raddoppiato in pochi anni. Eppure il fenomeno è sottovalutato e non si interviene come si dovrebbe, per esempio applicando il piano nazionale contro l'antibioticoresistenza che è rimasto lettera morta". "Il fenomeno viene sottovalutato, si è diffusa l'idea che si tratti di un fatto ineluttabile", ha detto Walter Ricciardi. I dati Osservasalute mostrano come il fenomeno incida maggiormente fra gli over 75, con 36.824 decessi solo nel 2016.

Casi di epatite correlati a integratori alimentari, il Ministero: "Non consumare i lotti"


ROMA - L’Istituto Superiore di Sanità ha segnalato che gli integratori alimentari a base di curcuma della ditta NI.VA di Destro Franco & Massetto Loretta S.N.C con sede legale in via Padova 56, Vigonza (PD), prodotti dallo stabilimento FRAMA S.R.L. sito in via Panà 56/A, Noventa Padovana (PD) Curcumina Plus 95% lotto di produzione 18L823 scadenza 10/2021 Curcumina 95% lotto di produzione 18M861 scadenza 11/2021 sono stati associati a due casi di epatite acuta colestatica che si sono risolti favorevolmente.

In attesa delle verifiche da parte delle competenti autorità sanitarie territoriali si raccomanda di non consumare tali lotti. La ditta,evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha confermato di aver attivato il ritiro ed il richiamo dei prodotti nel proprio sito web. L’avviso di richiamo degli integratori è stato pubblicato sul nuovo portale dedicato alle allerte alimentari del Ministero della salute.

Addio all'epatologo di fama mondiale Nicola Dioguardi


di LIVALCA - E' scomparso a 97 anni Nicola Dioguardi, scienziato epatologo di fama mondiale e, dopo averlo appreso, quasi all’istante,  ho pensato a quello che avevo letto, la scorsa estate, su di lui in  un libro affascinante, inviatomi con dedica da Salvatore Giannella «In viaggio con i maestri. Come 68 personaggi hanno guidato i grandi del nostro tempo» (Minerva 2018). Il libro di Salvatore recava una dedica bellissima per il sottoscritto che non riporto non per pudore, ma solo perché il volume mi è stato ‘sfilato’ da uno dei tanti amici che mi fanno compagnia il sabato e la domenica e potrei ‘errare’  il ricordo delle parole ( caro ‘scippatore’ di libri - per questo assolto senza riserve  - ora che mi leggerai potrai far rientrare alla base una testimonianza per me ‘speciale’).

Raccontava Giannella che  un lustro prima aveva invitato a cena, in un famoso e vetusto ristorante di Milano, due eccellenze italiane della medicina e della moda : Nicola Dioguardi e Ottavio Missoni.

I due, con sorpresa del giornalista che tra le molteplici attività svolte è stato anche direttore di  ‘Airone’, Genius’ e ‘L’Europeo’,  ‘coadiuvati’ da un vino sublime - voglio sperare pugliese ! - iniziarono a discutere di sport e il ricordo approdò alle Olimpiadi di Londra del 1948 che li aveva visti  entrambi impegnati con la squadra nazionale italiana per la scherma e l’atletica : di Missoni, giunto sesto a Londra nei 400 ostacoli,  sapevo, del professore Dioguardi che facesse parte della squadra che aveva in Edoardo Mangiarotti (13 medaglie olimpiche ) la sua stella più luminosa  ignoravo tutto (… non ero ancora nato nel 1948).

Dal libro di Giannella ho appreso che Dioguardi è stato campione del mondo a Parigi nel 1949 per il fioretto, uno sport, all’epoca, ritenuto elitario.  Dioguardi a Londra nel 1948, mentre rientrava in albergo dopo aver sostenuto gli allenamenti, fu avvicinato da una bellissima ragazza che volle affidare a lui parole di ammirazione per Ottavio Missoni “ talmente bello quando corri da sembrare un angelo”.  Quella ragazza era la stupenda Lucia Bosè, che divenne amica di Missoni e forse gli presentò la  futura moglie Rosita.

Quella sera Giannella non parlò solo di sport con Dioguardi, ma rimase colpito  dal fatto che il famoso epatologo era, come dire, sempre sulle orme di Galileo e  impostava le sue ricerche  sulla pre-visione,  ossia uno scienziato, in qualsiasi campo operi,  deve poter pre-vedere  la dinamica non solo della scienza, ma del corpo umano.   Se ricordo bene Dioguardi asseriva che la malattia è un dato di fatto, ma studiando alcune parti del corpo si può evidenziare la loro usura.  A tal proposito Dioguardi stava perfezionando una macchina dal nome ‘dinamometro’, ma il mio ricordo va su un esempio di pre-visione che ritengo calzante per l’epoca in cui viviamo : perché creare 10.000  ingegneri se poi non sono ‘idonei’ per ricoprire  quei 10.000 posti disponibili?  L’intervista di Giannella si concludeva con un decalogo di lunga vita del professore che, affinché i consigli non fossero mai dimenticati anche da lui medesimo, li  aveva trascritti su una lavagna all’ingresso  del suo studio.    Impossibile ricordarli senza l’aiuto del libro, ma almeno la metà posso provare a ‘riesumarli’ :« Alla morte bisogna arrivare vivi», « Essere in buona salute non è uno stato ottimale», « Essere persone serie non ci autorizza a prenderci sul serio», « Si può essere felici, senza saperlo», « Cresci corvi e ti caveranno gli occhi».

“Sit  tibi terra levis’ illustre scienziato, non a caso nato a Bari.

Il 'vaccino' anti tumore ha guarito tre pazienti

di PIERO CHIMENTI - Da New York arriva una nuova speranza per la lotta al tumore. Si tratterebbe di una specie di vaccino, che crea un'immunizzazione per combattere la malattia, sperimentata dai ricercatori del Mount Sinai Hospital. 

Secondo i dati forniti dalla rivista Natural Medicine, il trattamento sarebbe stato sperimentato su 11 pazienti, su cui i risultati sono stati molto confortanti, tanto da estendere la sperimentazione anche su altri pazienti di un altro ospedale, affetti tra gli altri di tumore alla gola e al seno. Nel corso del periodo di osservazione, è stato riscontrato che tre pazienti sono stati guariti totalmente dalla malattia.

Allergene non dichiarato, Ministero segnala richiamo polpette di pesce e seppia

ROMA - La tutela del consumatore e la sua salute, prima di tutto. Cresce l’attenzione per la sicurezza alimentare ancora di più se ha a che fare con le allergie. Per questo il Ministero della salute in data odierna ha diffuso il richiamo di quattro lotti di polpette di pesce e seppia, a marchio Yu chi ball per la presenza di allergeni non segnalati in etichetta. Il prodotto interessato è venduto in confezioni da 360 grammi con i numeri di lotto 27052019 e il termine minimo di conservazione 27/05/2019, lotto 12072019 con scadenza 12/07/2019, lotto 02042020 con scadenza 02/04/2020 e lotto 13032020 con scadenza 13/03/2020. 

Le polpette Yuchi richiamate sono state prodotte ME FU SHL S.L., che ha sede a Madrid c/o Carlos Jmenez Diaz n 14 Alcala De Hernares. Si raccomanda ai soggetti allergici alla soia e uova di non consumare il prodotto con il numero di lotti segnalati e di restituirli al punto vendita d’acquisto. Per i consumatori che non sono affetti da allergie alla soia e uova il prodotto è considerato sicuro. Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, raccomanda ai consumatori “ALLERGICI ALLA SOIA E ALLE UOVA” di non consumare il prodotto con il numero di lotti segnalati e di restituirlo al punto vendita d’acquisto. La segnalazione è stata pubblicata sul nuovo portale dedicato alle allerta alimentari del Ministero della salute. L’avviso è stato diffuso anche attraverso il Rasff.

Protesi mammarie ritirate in Francia per rischio tumore

PARIGI - L'agenzia sanitaria francese per la sicurezza dei prodotti medici (Ansm) ha reso noto sul proprio sito, «come misura precauzionale», il ritiro dal mercato un tipo di impianto di protesi mammarie macrotesturizzate e degli impianti mammari con superficie ricoperta da poliuritene, per il rischio connesso con l'insorgenza di una rara forma tumorale, il linfoma anaplastico. La misura che entrerà in vigore domani, prevede il divieto di immissione di tali protesi sul mercato, il divieto di distribuzione ed utilizzo ed il ritiro delle protesi presenti. L'agenzia non raccomanda però l'espianto preventivo per le donne portatrici di tali protesi. Nel 2017 il numero di donne portatrici di questo tipo di impianti mammari in Francia è stimato in 400 mila. 

Dal 2011, afferma l'agenzia, sono stati dichiarati in Francia 59 casi di ALCL associati a tali impianti mammari. L'Ansm rinnova inoltre la raccomandazione di utilizzare preferibilmente impianti mammari di tipo liscio in chirurgia estetica o ricostruttiva. La misura precauzionale, spiega l'agenzia, è stata decisa per «ridurre l'esposizione delle donne al rischio di Linfoma Anaplastico a Grandi Cellule (ALCL), che resta un rischio raro ma grave». L'Ansm ha anche attivato un numero verde e le donne portatrici di questi impianti sono invitate a consultare il medico in caso di dubbi o problemi. 

Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, sottolinea che nel lontano 1° gennaio 2012, fu il primo in Italia a lanciare l’allarme per il rischio tumori causato da alcune protesi, evidenziando fondate preoccupazioni sul ‘‘probabile uso per scopi di chirurgia estetica specie in strutture non altamente qualificate o ambulatori chirurgici che non rilasciavano cartelle cliniche, oltre l’assenza del registro nazionale degli interventi. Preoccupazioni che nonostante fossero state rese note anche alle Istituzioni sanitarie nazionali, erano rimaste lettera morta. Oggi non possiamo che esprimere sconcerto per il ritardo con cui anche il nostro ministero della Salute, seppur preventivamente e tempestivamente avvisato, sia giunto alla conclusione che debbano essere svolte indagini approfondite che noi per primi avevamo sollecitato. Ci auguriamo quindi, che questa inerzia non sarà foriera di pregiudizi verso tutti coloro che hanno utilizzato protesi potenzialmente letali.

Dieta alternativa con solo con succhi per tre settimane: gravi danni al cervello

ROMA - In molti puntano sulle diete detox, fatte ricorrendo anche a beveroni a base di erbe o altri rimedi alternativi, per purificare il corpo dagli eccessi alimentari. Promettono di far perdere peso, migliorare capelli, unghie e digestione, e stimolare il sistema immunitario. Una moda che però è stata definita dagli esperti "pericolosa e inefficace". E proprio un quotidiano israeliano "Ha Hadashot 12" ricorda il caso di una donna di 40 anni ricoverata dopo aver preso rimedi a base di succhi di frutta per tre settimane e aver bevuto troppa acqua. 

La vicenda, descritta dal giornale, risale a qualche giorno fa, ma è il punto di partenza per parlare del rischio di queste disintossicazioni drastiche risultate fatali per la 40enne israeliana. La donna, che si è nutrita per tre settimane con solo succhi di frutta e acqua, ha perso 40 chili ma è finita in ospedale con danni al cervello, causati da uno squilibrio di sali minerali. Sotto osservazione da tre giorni, i dottori di Tel Aviv pensano che il suo stato sia irreversibile. Il quotidiano sottolinea anche come in Israele non vi sia l'obbligo di qualifica per i terapisti che operano nell'ambito della salute. La 40enne sarebbe stata ricoverata per iponatriemia, ovvero una “intossicazione da acqua”, con bassi livelli di sodio nel sangue. Questi sintomi si verificano comunemente nelle persone che bevono molta acqua durante il recupero da disturbi gastrici senza sostituire gli elettroliti. Ma i prodotti naturali non sono privi di effetti collaterali. 

A bocciare le diete detox anche l'Associazione dei dietisti britannici che ha pubblicato un documento, in cui scrive che "l'idea stessa di disintossicarsi è assurda. Non ci sono infatti pillole, bevande, cerotti o lozioni miracolose che lo fanno. Il corpo ha un sistema ben collaudato con cui si purifica e rimuove scorie e tossine". Organi come la pelle, l'intestino, il fegato e i reni, lo purificano continuamente da alcol, farmaci, prodotti della digestione, batteri, sostanze chimiche da inquinamento. Le diete detox sono più un mito commerciale che una realtà nutritiva,scrivono i dietisti britannici. Molte delle loro promesse sono esagerate, non basate su dati scientifici e i benefici sono di breve durata". 

Fra le mode recenti c'è anche quella del digiuno. Saltare pasti per stare meglio. Anche qui bisogna evitare situazioni estreme. Digiunare è sempre un pericolo a meno che non lo si faccia con un certo criterio, cercando di farsi mancare per un certo periodo solo le calorie, non tutti gli altri nutrienti, compresi vitamine e minerali. Ecco perché quando si parla di digiuno, intermittente o restrizione calorica, non si parla mai di smettere completamente di mangiare per un lungo periodo. Bisogna consumare, durante i periodi di digiuno, verdure poco condite e un po’ di frutta. Quando si cerca di dimagrire si punta anche a prendere una pillola e si diventa magri. È la classica promessa di pulcinella che molti prodotti dimagranti reclamizzano senza alcun fondamento scientifico ed anche pratico. 

Un recente studio della "Stiftung Warentest", evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”,un’associazione di consumatori tedesca con sede a Berlino, fondata nel lontano 1964 che svolge indagini confrontando beni e servizi in modo imparziale, ha sbugiardato una serie di reclame di prodotti dietetici che vediamo su ogni media europeo e che promettono risultati con poco sforzo, ma con la mano costante sul portafoglio. In conclusione, dunque, l'unica medicina è lo sport. La parte fondamentale, il vero disintossicante resta l’attività fisica. Non solo la palestra che anzi, bene che va ci impegna per 3 ore a settimana, vale a dire 3 ore su 168 che tradotto in percentuale non arriva al 2% del tempo. Un pò poco se si vuole rimettere il tempo trascorso a tavola. Quindi via libera nel tempo libero a passeggiate, jogging, nuoto e, vista la stagione, a qualche sport invernale come lo sci.

"Erba velenosa nei fagiolini finissimi surgelati": Eurospin ritira le buste dal mercato

ROMA - Dopo l’allerta lanciata in data 14 marzo da parte dello “Sportello dei Diritti”, che segnalava la potenziale presenza di erba tossica nei fagiolini surgelati venduti in Francia da Carrefour, arriva oggi la comunicazione da parte del Ministero della Salute per lo stesso prodotto commercializzato in Italia da Eurospin Italia Spa a marchio “Delizia Dal Sole”. E’, infatti, sono stati ritirati dal mercato due lotti di fagiolini finissimi surgelati per il rischio legato alla presenza di un’erba velenosa nella confezione, la “Datura”. Si tratta di una pianta infestante molto pericolosa che nel raccolto può confondersi con gli altri vegetali commestibili e che sarebbe finita in alcune buste di fagiolini surgelati a marchio “Delizie Dal Sole”.

L’azienda ha ritirato «in via precauzionale» gli interi lotti, dopo che il ministero della Salute ha pubblicato un richiamo con la richiesta di togliere al più presto il prodotto dagli scaffali. La datura è una pianta molto tossica, il cui consumo può portare a gravi effetti sulla salute. Viene anche chiamata "l'erba del diavolo". Il prodotto non deve essere consumato assolutamente. E il ministero della Salute raccomanda categoricamente ai consumatori di non mangiare questi fagiolini, che potrebbero provocare seri fastidi. In particolare si tratta dei lotti 9043M e 9043MX, che contengono buste da 600 grammi con la data di scadenza 02/2021 e 01/2021. Il prodotto, confezionato dall’azienda Greenyard Frozen France sas di Moreac, in Francia, è stato distribuito in alcune catene di grandi supermercati del Nord Italia, come Eurospin Italia Spa. Saranno ora le analisi comunque a stabilire se insieme ai fagiolini fossero mischiate anche le foglie di questa pianta velenosa. 

Ma non c’è da scherzare: a seconda delle quantità di erbe ingerite, l’intossicazione da Datura, può causare arrossamenti cutanei, allucinazioni, nausea e vomito, tachicardia, ipertensione e malessere generale. In certi casi, addirittura, se non si interviene rapidamente, porta anche al coma e alla morte. Il prodotto è anche stato distribuito in Francia dalla catena Carrefour, che ha immediatamente raccomandato ai consumatori, che hanno acquistato le confezioni, in via cautelativa e precauzionale, di non consumare il prodotto e di riportarlo al punto vendita. Nell’ottica d’informazione quotidiana ai consumatori in materia di allerte alimentari, lo “Sportello dei Diritti”, nella persona del presidente Giovanni D'Agata, ricorda che la procedura di richiamo riguarda solo i lotti in questione anche se è opportuno comunque prestare attenzione nel caso in cui aprendo la confezioni si ravvisi la presenza di un'erba estranea ai fagiolini.

"E' tossica": crema per la pelle per neonati ritirata in tutta Europa

ROMA - Molte creme anti-arrossamento per bebè, usate in una zona estremamente delicata del corpo dei neonati, contengono un conservante, il butilparabene, che ha possibili effetti tossici sulla riproduzione e lo sviluppo. Le paste antiarrossamento agiscono in prossimità degli organi genitali dei bimbi e dunque, ancor più di altri cosmetici, devono essere usate con cautela e prestando la massima attenzione agli ingredienti che contengono.

Il 15 marzo 2019, il sistema RAPEX di informazione rapida per i prodotti non conformi della UE, con la notifica A12 /0418/19, ha invitato a non usare la crema per il bambino "URIAGE PREMIERE CHANGE CREMA PROTETTIVA BEBE 100 ML" in quanto contiene butilparabene (valore misurato: 0,051%). Questo composto organico aromatico, è un conservante ampiamente usato nei cosmetici ma da tempo sotto la lente di ingrandimento per i suoi possibili effetti tossici sulla riproduzione e lo sviluppo. Sospetti che sembrano sempre più fondati se le Agenzie governative per la sicurezza dei medicinali e dei prodotti sanitari della UE sono arrivate a raccomandare di non utilizzare il composto nei cosmetici destinati ai bambini sotto i tre anni di età.

Nello specifico, secondo quanto è riportato dall'allerta del RAPEX, il prodotto è confezionato in tubo di plastica da 100 ml di colore blu e precisamente identifica l'articolo con il numero di lotto / codice a barre: 3661434002298, 801202 - EXP 01/21, prodotto in Francia. Secondo l’elenco degli ingredienti, il prodotto contiene butilparabene. Il contatto cutaneo con prodotti che contengono questo composto organico aromatico può avere una potenziale attività di disturbo endocrino. Le autorità sanitarie europee hanno così allertato gli altri paesi e il consiglio, evidenzia Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, è di non utilizzare questo prodotto per rischio serio di effetti tossici sulla riproduzione e lo sviluppo. 

La crema è stata ritirata dalle vendita nelle Farmacie a scopo preventivo, poichè, conclude RAPEX, "È vietata la vendita di prodotti cosmetici contenenti butilparabene usati dopo ogni cambio di panno." Nel caso delle paste protettive per il cambio dei pannolini, poi, l’invito dello “Sportello dei Diritti”, è di privilegiare prodotti naturali privi non solo di butilparabene, ma anche di parabeni e petrolati, questi ultimi sostanze di bassissima qualità ottenute dal petrolio e che sono diffusissime in questi cosmetici.