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Nomina direttore generale all’azienda ospedaliera “San Carlo” di Potenza, Pedicini (M5S): “Un colpo di mano”

“Quello che sta succedendo all’azienda ospedaliera "San Carlo" di Potenza è gravissimo e come M5S agiremo in tutte le sedi per fare in modo che venga ripristinata la legalità e il rispetto delle procedure”. L’eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini interviene sulla “oscura” nomina del nuovo direttore generale della più grande realtà ospedaliera della Basilicata. Massimo Barresi, 51enne napoletano, ha firmato nei giorni scorsi il contratto triennale che gli affida la guida del nosocomio lucano e dei presidi distaccati di Melfi, Lagonegro e Villa d'Agri. Un atto che ha fatto scattare un ricorso al Tar e un esposto alla procura della Repubblica di Potenza da parte di Giuseppe Spera che secondo la graduatoria della commissione tecnica avrebbe dovuto prendere il posto di Angelo Cordone che aveva rinunciato alla nomina per restare a Milano e precedeva lo stesso Barresi. “Tutto avvenuto praticamente a legislatura scaduta dopo che per 12 mesi la giunta Pittella ha provveduto a nominare commissari con provvedimenti che hanno portato all’apertura di indagini per abusi d’ufficio a carico di 10 componenti dell’esecutivo” afferma Pedicini. Ma non solo “il nuovo direttore generale del San Carlo ha un curriculum meno ricco del concorrente escluso con la delibera della nomina, una delibera che per giorni non è stata disponibile nell’albo pretorio regionale e l'accesso agli atti per i ricorrenti è stato possibile solo dopo la sottoscrizione del contratto con Barresi”. “E per finire - aggiunge l’eurodeputato del M5S -la richiesta delle certificazioni per la partecipazione alla selezione è partita solo dopo la firma dell’accordo”. “La vicenda del San Carlo è esemplificativa di quello che non va in Basilicata: anche questa è la nomina politica di una giunta che fino alla fine sta cercando di occupare tutte le poltrone disponibili. Non possiamo più permetterlo - ha concluso Piernicola Pedicini - e siamo certi che le ormai prossime elezioni regionali daranno una svolta al futuro della Basilicata, con il candidato presidente del M5S Antonio Mattia e con gli altri 19 candidati della lista”.

Sanità: firmato il contratto per la ricerca

ROMA. "Firmato oggi il contratto per la ricerca nel comparto sanità. E’ una bella notizia che corona lo sforzo fatto dalle istituzioni regionali e ultima un percorso portato avanti per la chiusura di tutti i contratti collettivi di lavoro delle funzioni locali e del servizio sanitario”, lo ha annunciato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. "Non è tutto ciò che avremmo voluto, ma è un inizio incoraggiante che dà maggiore sicurezza a lavoratori che fino ad oggi avevano garantito la loro professionalità in un quadro di grande incertezza contrattuale", ha aggiunto Bonaccini che ha voluto anche ringraziare per la collaborazione L’Aran (l’agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), i ministeri della Salute e dell’Economia, le organizzazioni sindacali – con cui non sono mancati momenti di confronto anche serrato - che hanno sottoscritto l’accordo e,  infine, il Comitato di Settore Regioni-Sanità, presieduto dall’assessore dell’Emilia-Romagna, Sergio Venturi.
E proprio Sergio Venturi ha sottolineato che "Finalmente si è chiuso anche il ‘tassello’ del ‘contratto Ricerca’ che rappresenta una sezione del comparto sanità. La sottoscrizione di oggi – ha spiegato Venturi – rappresenta un primo passo per strutturare il personale della ricerca che fino ad oggi non ha avuto un proprio contratto collettivo nazionale di riferimento e che ha fruito solo di contratti di lavoro atipici e borse di studio. Il nuovo contratto coinvolge circa 3000 lavoratori oggi impegnati soprattutto negli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e negli istituti zooprofilattici sperimentali, e dà loro maggiori tutele e certezze economiche. Naturalmente – ha concluso Venturi - quello odierno è solo l’inizio di un percorso di valorizzazione, ma voglio sottolineare che con le risorse disponibili è stata scelta la migliore soluzione possibile".

Sanità: via libera al protocollo con la Federazione nazionale degli ordini degli infermieri

ROMA. "La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato oggi il testo di un protocollo d’intesa con la Federazione nazionale delle Professioni Infermieristiche, Fnopi. Dopo il protocollo sottoscritto con la federazione nazionale degli ordini dei medici, FnomCeo – ha dichiarato il presidente Stefano Bonaccini - le Regioni aggiungono così un altro tassello importante nel processo di collaborazione con le professioni del mondo della sanità. Solo lavorando assieme ed ascoltando le esigenze di chi tutti i giorni è impegnato per assicurare il diritto alla salute possiamo contribuire al miglioramento degli standard e della qualità del nostro servizio sanitario nazionale".

Rispetto alle nuove sfide nel settore sanitario e all’esigenza di tutelare il diritto alla salute attraverso il sistema sanitario pubblico e universalistico in questa fase di transizione demografica, epidemiologica, sociale ed economica. Il protocollo focalizza ambiti d’intervento comuni e vista l’opportunità, dal 2019, di procedere a una revisione delle disposizioni nazionali delle professioni infermieristiche per garantire al Sistema Sanitario Nazionale un adeguato numero adeguato di professionisti mediante la programmazione di un conforme percorso formativo e professionale degli stessi.

Conferenza e FNOPI costituiscono un Tavolo di confronto permanente per affrontare congiuntamente le seguenti tematiche: sviluppo di nuovi modelli organizzativo-assistenziali e delle competenze esperte e specialistiche anche alla luce del nuovo CCNL del personale del comparto Sanità e delle responsabilità definite dalla legge 24/2017; standard del personale infermieristico del SSR anche in considerazione della riduzione degli organici per il blocco del turn over; sviluppo professionale e di carriera, formazione ed aggiornamento del personale infermieristico del SSR - formazione manageriale; definizione del fabbisogno formativo degli infermieri e infermieri pediatrici; avvio di percorsi per lo sviluppo del corpo docente universitario afferente ai settori scientifico-disciplinari dei corsi di laurea delle professioni sanitarie.

Il Tavolo di lavoro permanente che presidierà l’attuazione del protocollo sarà composto, per la parte regionale e provinciale, dal Coordinatore della Commissione Salute della Conferenza e dal Presidente del Comitato di settore Regioni-Sanità; per la Federazione nazionale delle Professioni Infermieristiche, dalla Presidente della Fnopi e dalla Segretaria Nazionale Fnopi.

Il Tavolo nazionale potrà riunirsi anche a livello tecnico con i rappresentanti delegati dalle parti e potranno essere costituiti Tavoli permanenti regionali con gli Ordini provinciali per l’esame delle tematiche su esposte.

Bonaccini: "60 milioni per la riduzione del superticket"

ROMA. "60 milioni di euro per ridurre la quota fissa di 10 euro sulle ricette un obiettivo di equità raggiunto grazie anche alla collaborazione delle Regioni che oggi danno il via libera al decreto sul fondo previsto proprio per questo scopo. E’ uno strumento in più a disposizione delle Regioni per ridurre o eliminare il superticket, soprattutto per le categorie particolarmente vulnerabili". Lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, preannunciando l’Intesa sul decreto in Conferenza Stato-Regioni.
L’80% della cifra sarà ripartito fra tutte le Regioni a statuto ordinario, più la Sicilia, per quota d’accesso al fabbisogno sanitario standard 2018. Il 20% della cifra sarà ripartito alle sole Regioni che avevano ampliato il numero dei soggetti esenti o adottato misure alternative: Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana, Umbria e Basilicata.

Regioni: via libera a riparti per l’edilizia scolastica e sanitaria

ROMA. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 31 ottobre esprime l’Intesa sul decreto per il "Riparto del Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese" e dà il via libera all’Accordo che prevede il rifinanziamento del Fondo per assicurare lo sviluppo infrastrutturale che interessa anche l’edilizia scolastica e sanitaria. I provvedimenti sono all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni.

"Entrambi questi fondi" spiega il Presidente Stefano Bonaccini "sono attesi per far ripartire in particolare le opere nel settore dell’edilizia sanitaria. Lo stanziamento complessivo per le infrastrutture di oltre 264 milioni fino al 2019 permetterà di continuare a intervenire nell’ammodernamento e messa in sicurezza, oltre delle scuole, di ospedali e strutture sanitarie. Ma le regioni chiedono anche un raccordo sui futuri criteri con il Ministero della Salute al fine di meglio definire la destinazione delle risorse".

Nell’Accordo sono previsti ulteriori interventi per un ammontare pari a 295,130 milioni per edilizia sanitaria e 55 milioni per la ricerca.

Sanità. Oms: "Stare attenti alle punture di zanzare in Italia"

ROMA - Bisogna stare sempre attenti e proteggersi dalle punture di zanzare. A tal proposito, l'Oms, l'Organizzazione mondiale della sanità, ha diffuso un documento che mette in guardia i viaggiatori sui casi di Chikungunya, la malattia virale trasmessa dalla puntura di zanzare infette che ha già fatto registrare 64 casi nel Lazio.

"C'è il rischio di un'ulteriore trasmissione", si legge nella nota dell'Oms "La zanzara è ormai stanziata nel bacino del Mediterraneo. Il vettore ha dimostrato in passato la sua capacità a sostenere focolai di Chikungunya. L'area in cui si sono registrati i casi è altamente popolata e frequentata da molti turisti, soprattutto nei mesi estivi. La malattia solitamente si verifica in Africa, Asia, nelle Americhe e nel subcontinente indiano. Nel 2007 la trasmissione è stata documentata per la prima volta in Europa, in Emilia Romagna, dove si verificarono 217 casi accertati. Al momento c'è un altro focolaio autoctono nel dipartimento del Var, in Francia".

Approvato il decreto sull'obbligo di vaccinare i bambini. Ecco le sanzioni in cui si potrà incorrere


di ILEANA CIRULLI - Il governo ha approvato il decreto legge che reintroduce l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione a scuola. Il provvedimento, denominato «Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale», prevede la somministrazione obbligatoria di 12 tipologie di vaccini, come spiega il ministro Beatrice Lorenzin: «Le vaccinazioni obbligatorie diventano da 4 a 12. Tra queste ci sono anche vaccini importanti come quello contro il morbillo e la meningite che diventeranno obbligatori, attraverso modalità transitorie per consentire alle famiglie di adeguarsi gradualmente». Dal momento dell’entrata in vigore della legge, prevista entro il prossimo settembre, l'obbligo di vaccinarsi sarà correlato a «l'impossibilità di iscriversi al sistema scolastico 0-6 anni». Oltre a nidi e asili, saranno richiesti anche nelle scuole dell’obbligo, elementari, medie, e i primi due anni delle scuole superiori (fino a 16 anni), ma in questo caso non è previsto il divieto di iscrizione a scuola, bensì sanzioni pecuniarie ingenti, erogate dalle Aziende sanitarie locali e che andranno dai 500 ai 7.500 euro. Il dirigente scolastico sarà tenuto a segnalare alla Asl la presenza di minori non vaccinati e il genitore o l’esercente la potestà genitoriale sul minore che violi l’obbligo di vaccinazione «sarà segnalato dalla Asl al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della potestà genitoriale». Il premier, Paolo Gentiloni, ha spiegato il motivo di tale provvedimento: «La mancanza di misure appropriate e il diffondersi di teorie antiscientifiche ha provocato un abbassamento dal punto di vista della protezione. Non si tratta di uno stato di emergenza ma di una preoccupazione alla quale il governo intende rispondere».

Dodici morti negli USA per E. coli. Undici sono bambini deceduti con sindrome emolitico-uremica.


Dodici di cui undici bambini morti per sindrome emolitico-uremica, gravissima complicanza di un’infezione intestinale batterica caratterizzata da anemia emolitica microangiopatica (distruzione dei globuli rossi nei piccoli vasi sanguigni), piastrinopenia (ridotto numero di piastrine) e insufficienza renale. È successo tra gennaio e febbraio in cinque stati, Arizona, California, Oregon, Maryland e New Jersey, in America. Altri bambini erano stati ricoverati con gli stessi sintomi, ma si sono salvati. Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) ha poi reso noto che le infezioni sono state causate da un ceppo del batterio Escherichia coli (E. coli) che produce verocitotossina (VTEC), una tossina che aggredisce alcuni tipi di cellule. La colpa sembra essere di un burro vegetale di noci di soia della I.M. Healthy. La Food and Drug Administration (Fda) e il California Department of Public Health venerdì, tramite le principali testate americane ha reso noti i risultati delle analisi effettuate congiuntamente alle autorità sanitarie statali e federali sulle persone colpite da E.Coli a cavallo tra gennaio e febbraio di quest'anno. Tali risultati riconducono, quindi, al burro vegetale di noci di soia tra cui il muesli contenuto all'interno dei prodotti della SoyNut Butter IM Co., uno tra i principali retailers non solo in America e comprende i prodotti venduti anche in grandi catene alimentari e rivenditori. Stando a quanto rivela la FDA, tutti i prodotti della I.M. Healthy potrebbero essere potenzialmente contaminati. Pertanto alla luce dei nuovi risultati delle analisi, venerdì la Food and Drug Administration (FDA) ha ampliato il ritiro dei prodotti alimentari, che ora include tutti gli articoli Butter IM Co., tra cui muesli. Secondo il CDC nove vittime, per i quali le informazioni erano disponibili, avevano mangiato i prodotti SoyNut Butter prima di ammalarsi. Il Centers for Disease Control and Prevention (CDC) raccomanda ai consumatori, agli asili nido, scuole e alle altre istituzioni di non mangiare o servire i prodotti SoyNut Butter della marca IM o i muesli IM. Anche se il prodotto responsabile non è più in vendita, la Fda sostiene che il numero di persone intossicate potrebbe aumentare nelle prossime settimane, dato che le malattie trasmesse per via alimentare tendono ad impiegare più tempo per manifestarsi. I medici chiamati in causa hanno riferito che la specie di batterio in questione, ovvero E.coli O157, potrebbe portare seri rischi alla vita delle persone. Il caso arriva sulla scia di un' altra epidemia di E. coli scoppiata nei ristoranti Chipotle.

Svizzera, dopo Dj Fabo nuovo suicidio assistito, questa volta per un pensionato veneziano

(Foto ANSA)

Ancora un suicidio assistito di un italiano nella stessa struttura svizzera in cui Dj Fabo ha detto basta alle sue sofferenze, una scelta che ha fatto scalpore, dividendo l'Italia intera. Questa volta a decidere per il fine vita è stato Gianni Trez, un pensionato veneziano di 65 anni."Non ha sofferto, era sereno, io e mia figlia gli abbiamo stretto le mani fino all'ultimo" ha detto la moglie Emanuela Di Sanzo, che ha fatto sentire la sua voce chiedendo ai parlamentari di fare una legge che impedisca questi pellegrinaggi crudeli.

Intanto è intervenuto il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata mondiale delle malattie rare, spiegando come: "Nessun malato, ovunque, ma particolarmente nella nostra Repubblica, deve sentirsi invisibile o dimenticato. E' da come una società affronta i problemi di chi è più fragile che si misura la sua civiltà e anche la sua vera forza. I pazienti di malattie rare sono vulnerabili più di altri".

"Ai carabinieri ho precisato che ci sono altre persone in attesa di andare in Svizzera per il suicidio assistito. Due persone hanno già preso un appuntamento e io le aiuterò, una economicamente e l'altra materialmente". A sottolinearlo Marco Cappato, tesoriere dell'associazione Luca Coscioni, dopo essersi denunciato davanti ai carabinieri della Compagnia Duomo di Milano per aver portato Dj Fabo in Svizzera ed averlo aiutato al suicidio assistito.

Si apre la polemica sull'assunzione di medici non obiettori al San Camillo. Lorenzin: "La legge non lo prevede"

di ILEANA CIRULLI - Ha fatto subito parlare l'assunzione di due ginecologi all'ospedale San Camillo di Roma, avvenuta tramite un concorso "ad hoc" finalizzato al servizio di interruzione volontaria di gravidanza, quindi all'applicazione della legge 194. Una formula giustificata dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il quale sostiene che: "garantisce alle donne un diritto sancito dalla legge".

A tale iniziativa non è stata per niente favorevole il ministro Lorenzin, che ha dichiarato: "E' evidente che abbiamo una legge che non prevede questo tipo di selezione. Non e' possibile reclutare personale sanitario con contratti a tempo indeterminato e chiedendo fra i requisiti l'essere non obiettore. Fermo restando che si tratterebbe di una modalità discriminatoria di reclutamento del personale, il diritto all'obiezione di coscienza, contemplato dalla 194 prevede anche la possibilita' di cambiare idea nel corso della carriera lavorativa, da non obiettore a obiettore e viceversa".

I medici cattolici la giudicano una "grave discriminazione", mentre don Carmine Arice, direttore dell'Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, afferma: "Snatura l'impianto della legge 194 che non aveva l'obiettivo di indurre all'aborto, ma quello di prevenirlo. Predisporre di medici appositamente a questo ruolo è una indicazione chiara. Non si rispetta un diritto di natura costituzionale, quale è l'obiezione di coscienza".

Fondo sanitario nazionale, Emiliano: "Taglio c'è ma Puglia avrà comunque 90 mln in più"


BARI - Nel pomeriggio di ieri a Roma si è svolta la discussione, all’interno della Commissione Salute della Conferenza Stato Regioni, sulla proposta di riparto del fondo Sanitario nazionale 2017. L’accordo tra tutte le regioni prevede un riparto del Fondo sanitario che, seppure con una diminuzione della distribuzione delle risorse, viene incrementato, rispetto al 2016, di 1 miliardo e mezzo di euro. Il Fondo quindi sarà di 112,578 miliardi di euro anziché di 113 originariamente previsti e promessi. Per le Regioni ordinarie sono 422 i milioni in meno rispetto al previsto, quota che avrebbero dovuto versare le regioni a statuto speciale.

Naturalmente ora la discussione continua e dovrà essere condivisa dalle regioni in Commissione Salute per poi passare all’attenzione della Conferenza delle Regioni.

Per la Puglia, la cui quota di accesso al Fondo sanitario nazionale è del 6,11%, l’incremento rispetto al 2016, rappresenta 90 milioni di euro in più.

“Certamente il taglio al Fondo Sanitario Nazionale al momento c’è ed è pesante e questo ci mette preoccupazione – ha commentato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano – noi abbiamo preferito però allinearci ad una gestione del Fondo concertata dalle regioni anzichè subire una decisione monocratica da parte dei ministeri. Questo è il motivo che, nonostante le preoccupazioni, ci ha portato a condividere la proposta portata in Commissione”.

“Ora – ha continuato Emiliano - il problema vero sarà il piano assunzionale. La battaglia della Regione Puglia sarà questa, con l’obiettivo concreto di superare il blocco del turn over e rafforzare le piante organiche. Certo resta il problema di fondo che è legato all’attuale sistema di riparto che non tiene conto di alcune specificità delle regioni del Sud”.

Alla Commissione Salute e agli incontri di ieri pomeriggio a Roma, ha partecipato il direttore del Dipartimento Politiche della salute e benessere sociale della Regione Puglia, Giancarlo Ruscitti.

“Stiamo cercando di fare squadra con i direttori degli assessorati delle altre regioni italiane – ha detto Ruscitti – per poi condividere politicamente con le Regioni la proposta emersa ieri nel corso della Commissione Salute. Certo, seppure in presenza di una minore redistribuzione delle risorse, la Puglia avrà 90 milioni in più, risorse che serviranno a garantire il turn over, lavorare sui Lea e rafforzare le piante organiche”.

Lotta al virus Zika, importante primo passo dei ricercatori per combattere la malattia

I ricercatori del Centro ospedaliero universitario svizzero (CHUV), in collaborazione con la Martinica ha compiuto un importante passo avanti nella comprensione di Zika. Il virus tende a scomparire dal liquido amniotico, rendendo così più difficile la sua identificazione secondo i risultati di uno studio pubblicato dalla rivista Lancet ID. La ricerca è stata condotta da una équipe del professore David Baud, capo del servizio di ostetricia del CHUV svizzero e dalla dottoressa Manon Vouga sulle donne incinte in Martinica, dall'inizio dell'epidemia nel 2016 che sono sottoposte a controlli regolari. "A dipendenza dal momento in cui è effettuata l'amniocentesi non si vede il virus, perché quest'ultimo si nasconde nel cervello del bebè", spiega il ricercatore svizzero. Soltanto le malformazioni cerebrali segnalano la presenza del virus. Il virus Zika, si trasmette principalmente dalle punture della zanzara del genere Aedes aegypti e sta colpendo in modo massiccio soprattutto l’America del Sud. Attualmente non esite un vaccino contro Zika e la maggior parte delle persone colpite dal virus si trovano in Brasile e Colombia dove sono stati registrati casi di microcefalia, grave malformazione pre parto. Per evitare sorprese si raccomanda alle coppie che vogliono procreare di evitare viaggi nei Caraibi o nelle altre zone tropicali. Alle donne che intendono concepire viene consigliato di aspettare almeno sei mesi se si sono recate in paesi a rischio.

Statali, ecco come cambieranno le visite fiscali


La medicina fiscale convergerà in un polo unico in capo all'Inps, che si occuperà di statali e non solo di privati. A sancire la novità il decreto Madia, con l'obiettivo di rafforzare l'efficacia degli accertamenti grazie al 'cervellone' informatico dell'Inps, che permette di fare verifiche mirate.

Dovrebbe essere assicurata così la continuità professionale per i medici iscritti alle liste speciali. Ci dovrebbe poi essere la possibilità di condurre accertamenti ripetuti. Dovrebbero inoltre essere armonizzate le fasce orarie di reperibilità.

Ad essere assicurata anche la continuità professionale ai 1.300 medici inseriti nelle liste speciali per le visite fiscali, con un rafforzamento del regime di convenzione per i 'camici bianchi' deputati agli accertamenti, in modo da garantire maggiore specializzazione e l'attività in via esclusiva.

Sono queste in sintesi le novità in arrivo con il decreto che, attuando la riforma della Pubblica amministrazione, realizzerà il polo unico della medicina fiscale, in capo all'Inps, competente sia per i dipendenti privati che pubblici.

Puglia: Piano di Riordino, Zullo (Cor): basta chiacchiere, chiarezza sui conti

Non è più tempo di chiacchiere e di giri di parole. Un Piano di Riordino Ospedaliero impatta non solo sulla Salute dei pugliesi, ma anche sulle loro tasche in termini di ticket e superticket. Impatta sul Bilancio regionale provocando deficit a cui poi bisogna mettere mano per non provocare disastri a disastri. Per questo richiamo il Pd e anche il presidente della Commissione al Bilancio Amati a maggiore responsabilità. Il giro di parole, le precisazioni da azzeccagarbugli non servono. Poco importa come il Piano di Riordino Ospedaliero torna in Commissione Bilancio. L’importante è fare chiarezza e si diano risposte alle nostre domande:

- questo Piano che declassa ospedali e taglia reparti porta a una riduzione della spesa sanitaria o paradossalmente aumenta i costi?

- rispetta il DM 70 del 2015 (che detta le linee guida dei Piani di Riordino) lì dove prevede la clausola di invarianza finanziaria?

- rispetta la Legge di Stabilità 2016 che stabilisce il rapporto costi/ricavi negli ospedali non deve creare uno squilibrio superiore al 10% e comunque non deve essere superiore ai 10 milioni di euro?

- rispetta gli Indicatori tendenziali di finanziamento dei macro-livelli di assistenza che consigliano di ripartire le risorse sanitarie per il 51% alla medicina territoriale, il 44% all’assistenza ospedaliera e il 5% alla prevenzione?

Infine, al collega Amati, a cui piacciono tante le citazioni e le poesie, dico (prendendo in prestito le parole di William Shakespeare): “Ciò che chiamiamo rosa anche con un altro nome conserva sempre il suo profumo”. Quindi dica e faccia quello che vuole ma la Puglia richiede che questo Piano abbia il profumo della responsabilità e non sapore delle chiacchiere!

Meningite, studente ricoverato a Bari


BARI -E'stata eseguita nella giornata di ieri da un medico dell'Asl di Bari nell'istituto Marconi del capoluogo la profilassi ai compagni di classe di uno studente di 17 anni che è stato ricoverato con urgenza all'ospedale pediatrico 'Giovanni XXIII' di Bari dopo aver contratto una meningite di origine meningococcica. La notizia del ricovero del ragazzo ha trovato conferma dalla responsabile dell'Osservatorio epidemiologico regionale, dott.ssa Cinzia Germinario. La Asl barese ha provveduto anche alla profilassi nei confronti di famigliari e amici del 17enne e di quanti in qualche modo negli ultimi giorni hanno avuto contatti con lui.

Piano di Riordino, Zullo a Emiliano: la colpa non puo' essere sempre degli altri

La Sanità in Puglia va a rotoli? Per il presidente Emiliano è sempre colpa di qualcun altro: del suo predecessore Nichi Vendola o dei medici di famiglia che ora minaccia di mettere “sotto controllo”.

Emiliano, invece, dovrebbe avere l’umiltà di ammettere che da quando si è insediato, ormai circa un anno e mezzo fa, non è stato fatto nulla, ma soprattutto dovrebbe assumersi anche la responsabilità delle scelte del governo Vendola visto che all’epoca la stragrande maggioranza degli assessori alla Sanità erano del suo partito, il Pd, mentre lui ricopriva i ruoli di presidente o segretario regionali.. Il suo IO smisurato fa ricadere le colpe sempre sugli altri. E siamo certi che lo farà anche alla fine dell’anno quando i conti di questo sciagurato Piano di Riordino si ritorceranno contro il Sistema Sanitario Regionale costringendoci a manovre correttive per scongiurare deficit e piani di rientro.

E allora siamo ancora una volta a invitare Emiliano a non procedere con l’attuazione del Piano in mancanza di una valutazione economico-finanziaria. Il provvedimento se attuato rischia di portare molti ospedali oltre il deficit consentito dal combinato disposto del DM 70 del 2015 e Legge di Stabilità 2016 e quindi in Piano di Rientro. Questo accadrà senza uno straccio di business-plan che metta a confronto costi e ricavi in un sistema che prevede l'assoggettamento al piano di rientro di quegli ospedali che non pareggiano i conti nel limite di uno squilibrio del 10% o di perdite superiori a 10 milioni di euro. Per questo ribadiamo la richiesta che il Piano faccia un passaggio anche in Commissione Bilancio, lo diciamo anche nell’interesse dello stesso Emiliano ma soprattutto dei pugliesi, anche per verificare se vengono rispettate le percentuali di spesa che prevedono che di tutta la spesa sanitaria regionale solo il 44 per cento venga spesa per gli ospedali, mentre il restante vada per il 5 alla prevenzione e per il restante alla medicina territoriale. È chiaro che se la spesa ospedaliera supera il 44 per cento si andranno a togliere risorse dalla prevenzione e dal territorio, due settori importanti per assicurare la salute e le cure dei pugliesi.

PUGLIA: Emiliano: "Il piano di riordino ospedaliero è diventato finalmente definitivo


Dichiarazione del Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il quale afferma in merito al piano di riordino ospedaliero:

"Il piano di riordino ospedaliero è diventato finalmente definitivo. Dopo un'analisi collettiva e partecipata durata esattamente un anno abbiamo finalmente terminato il lungo lavoro di approvazione del Piano che riconvertirà ospedali inutili, pericolosi, che consentivano il sottoutilizzo del personale, in moderne strutture di lungodegenza per malati cronici, in ambulatori diagnostici territoriali e in ospedali di comunità. Gli ospedali riconvertiti erano il frutto di scelte sbagliate del passato che avevano fatto aprire ospedali in molti comuni consentendo il moltiplicarsi inutile dei primari e dei reparti. Gli ospedali piccoli disperdono il personale che così viene sprecato, lasciando l'organico degli ospedali più efficienti senza adeguato rinforzo.

Si aggiunga che solo grandi numeri per ricoveri ed interventi fanno l'efficienza di una struttura ospedaliera. Un punto nascita sotto 1000 parti all'anno (poco più di tre parti al giorno) non giustifica strutture aperte 24ore su 24 e mette a rischio le puerpere perché il personale non ha sufficiente esperienza dei casi più difficili. Analogamente avere punti nascita e pronto soccorso senza terapia intensiva e sala rianimazione era un rischio troppo grande per la salute dei pazienti. Anche queste strutture aperte 24 ore su 24 consentivano il sottoutilizzo di personale (anche dei preziosissimi ed introvabili anestesisti) a scapito dei pronto soccorso dei grandi ospedali, gli unici dotati dei reparti per gestire codici gialli e rossi, gli unici che giustificano davvero l'esistenza di un pronto soccorso. Alcuni ospedali poi sono stati classificati come ospedali di base. Sono ospedali essenziali con pochi reparti dotati di pronto soccorso. In alcuni casi le scelte che abbiamo fatto sono state dolorose. Stabilito che due ospedali vicini non possono essere entrambi di primo livello, è stato drammatico scegliere alle volte tra due strutture eccellenti decidendo se dovessero diventare di base o di primo livello.

Condivido dunque il rammarico dei sindaci e dei sanitari i cui ospedali potevano aspirare ad una classificazione superiore. Ma dovevamo decidere e ci siamo presi la nostra responsabilità. Ringrazio di cuore il Presidente della Commissione Salute Pino Romano per il lavoro eccellente svolto in questo anno. Mi auguro che revochi le sue dimissioni. Non è certo colpa sua se un paio di consiglieri di maggioranza hanno ceduto alla tentazione di fare battaglie a difesa dei loro ospedali. Non sempre si ha la forza di resistere alle provocazioni ed alle pressioni campanilistiche. E soprattutto ringrazio tutto il centrosinistra che compatto ha approvato il Piano di Riordino e lo ha difeso persino da questi incidenti di percorso. Siamo stati davvero bravi a chiudere con tante delicatezza ed attenzione un percorso così accidentato lasciatoci in eredità da un passato purtroppo tutt'altro che brillante. Andiamo avanti. Adesso il Piano divenga realtà effettiva. Buon lavoro a tutti!"

PUGLIA: Sanità: Piano Riordino, Zullo: “Emiliano non ascolta chi ha a cuore davvero gli interessi della Puglia”


Queste le parole del presidente del gruppo regionale dei Conservatori e Riformisti, Ignazio Zullo, sul comportamento del presidente Emiliano dopo la seconda bocciatura del Piano Riordino. 

“Spiace che un uomo di legge, pur di salvare la faccia da politico, si affidi al classico “rispetto della legge” specie se proprio il Piano per molti versi non rispetta, non la singola legge , ma le leggi al plurale! Non sta a me difendere i colleghi Borraccino e Campo, sanno farlo da soli, ma mi indigno nel vedere un Presidente di Regione preso più dal carrierismo politico che dalla riflessione e dal ripensamento di scelte che hanno riscontri negativi che non sono solo dei due colleghi di maggioranza, ma di tutta l’opposizione e larghissima parte delle comunità locali, scientifiche, professionali e sindacali.

Emiliano, invece, si ostina a non voler leggere le motivazioni del voto contrario di tutti i gruppi di opposizione e dei due colleghi di maggioranza e continua ad elogiare- come si legge sul suo profilo Facebook - il comunicato degli altri consiglieri della sua maggioranza, che hanno votato favorevolmente, ‘per avere chiarito la natura pretestuosa e campanilistica dei due voti contrari al piano di riordino da parte di consiglieri di maggioranza’. Un atteggiamento che mi fa tornare in mente la favola di Biancaneve lì dove la matrigna guardandosi nello specchio magico le piaceva sentirsi dire che era la più bella del reame. Così Emiliano si guarda nei “suoi specchi magici” per sentirsi dire ‘sei er più’, mentre allontana da sé quei “grilli parlanti” che, come nella favola di Pinocchio, dovrebbero scuotere la sua coscienza e le sue scelte. Certo Pinocchio era un bugiardo e la matrigna di Biancaneve una strega! E alla Puglia non servono né bugiardi né streghe, non serve soprattutto un Emiliano che di fronte alla bocciatura del provvedimento più importante dell’Assessorato alla Sanità ribatte che rispetterà la Legge quando il Piano non rispetta in larghissima misura le leggi.

Noi come gruppo CoR abbiamo più volte sottolineato e argomentato il divario tra il Piano di Riordino e le norme del D.M. 70/2015, in modo particolare con riferimento: all’assenza di analisi di fondo dei bisogni di salute dei pugliesi; alla verifica dei requisiti dell’autorizzazione e dell’accreditamento delle strutture; alla disomogeneità di distribuzione di posti letto per disciplina all’interno di ciascun territorio; alla mancanza di un chiaro disegno delle reti per patologia tempo-dipendenti e della rete del trauma; all’indefinitezza della rete dell’emergenza urgenza con riguardo ai percorsi e alla dipartimentalizzazione aziendale e interaziendale; alla indefinita continuità ospedale-territorio. Tutte questioni che il D.M. 70/2015 richiede e alle quali non c’è risposta. Inoltre, la legge di stabilità 2016 obbliga l’attivazione delle unità di valutazione del rischio clinico in ogni ospedale ma, anche di questo non c’è traccia nel Piano quantunque Emiliano affermi ‘rispetteremo la legge’.

E dico di più! Il Decreto Ministeriale introduce una clausola di invarianza finanziaria e fa obbligo alle Regioni di riordinare la rete ospedaliera senza aumenti di costi per il Servizio Sanitario Regionale. In più la legge di stabilità 2016 prevede che gli ospedali che sforano il rapporto costi-ricavi del 10% o che accumulano deficit per oltre 10 milioni di euro vanno automaticamente in Piano di Rientro. Ed ancora, le norme di pianificazione sanitaria indirizzano la spesa per il 44% per gli ospedali, il 5% per la prevenzione e il 51% per la medicina territoriale e le leggi finanziarie orientate al mantenimento del principio costituzionale della stabilità economica della Repubblica impediscono lo sforamento della spesa sanitaria pena la tassazione dei cittadini. Ora, di fronte a tutte queste norme, il Piano non ha uno straccio di valutazione di impatto economico e finanziario.

Emiliano non si bei di quella parte della maggioranza che sorregge lo specchio magico, ascolti chi lo critica, e analizzi le motivazioni della contrarietà perché la critica è legittima e la contrarietà è dovuta al voler difendere la Salute dei pugliesi da un Piano che produce danni. Chi non lo ammette sorreggere lo specchio magico ‘al più bello del reame’”

Riordino, Gatta: “Giunta vuole depotenziare ospedali di base?”


“Anche oggi, in III Commissione Sanità, mi sono battuto contro il depotenziamento dell’unico ospedale di base della Capitanata, quello di Manfredonia, richiamando Emiliano al rispetto di quanto assicurato dall’ex direttore del Dipartimento sul mantenimento e sul rafforzamento degli ospedali di base”. Lo dichiara in una nota il Vicepresidente del Consiglio regionale della Puglia, Giandiego Gatta (FI).

“Ho chiesto, quindi, al direttore del dipartimento Ruscitti – aggiunge - la revisione totale dell’art.3 commi 5 e 6 della Delibera di Giunta regionale n.1933. Ritengo che sussista una grave contraddizione tra quanto disposto nella delibera dello scorso novembre sul Riordino Ospedaliero e quanto contenuto nel D.M. 70/15: quest’ultimo, infatti, non dispone che gli ospedali di base debbano avere solo strutture semplici in integrazione con le discipline presenti negli ospedali di rango superiore (come invece deciso dal governo regionale). Il dubbio è che la Giunta persegua l’obiettivo di trasformare gli ospedali di base in semplici poliambulatori, il che penalizzerebbe in modo inaccettabile territori che, come la Capitanata, sono particolarmente vasti, orograficamente complessi e con problemi molto seri di mobilità, viabilità e distanze (basti pensare che gli ospedali di primo livello della ASL FG distano dai 55 ai 70 chilometri dall'ospedale di base di Manfredonia, che serve un bacino di oltre centomila persone)”.

“Sul tema - conclude Gatta - ho anche presentato un'interrogazione al presidente Emiliano, da cui attendo risposte chiare e certe sul futuro del nosocomio sipontino".

Asl Lecce, Caroppo: “Escalation di assurdità, ora si assumono infermieri per data di invio della domanda e non per merito”


“Se la Costituzione stabilisce che nella pubblica amministrazione si entra per concorso pubblico, la Asl di Lecce si supera e comunica che per l’avviso pubblico per personale infermieristico il criterio sia l’ordine di arrivo delle domande. Un’escalation di assurdità, proprio a ridosso dalle elezioni amministrative, che avvalora i dubbi sulla questione che abbiamo avanzato nei giorni scorsi: è venuto il momento di un intervento diretto e deciso del presidente Emiliano”. Così il presidente del Gruppo consiliare di Forza Italia, Andrea Caroppo.

“Facciamo un passo indietro. Era già incomprensibile, come abbiamo denunciato insieme ai sindacati, -prosegue- la pubblicazione di un avviso per incarichi infermieristici della durata di 60 giorni, mentre si licenziavano gli infermieri precari già in servizio prima della scadenza dei contratti. Ma se non bastava già questa moltiplicazione di precari, ora arriva la grande beffa: molti interessati non sono riusciti a trasmettere le domande di partecipazione perché la casella Pec della Asl risulta piena. E ancora, il gran finale: la Asl comunica agli infermieri precari di non inoltrare più le domande perché il criterio di assunzione è quello –rullo di tamburi - dell’ordine di trasmissione della stessa domanda. In altre parole, non si assume chi ha più meriti, ma chi ha avuto la fortuna di venire a conoscenza prima dell’opportunità. Il che, chiaramente, ci fa pensare ancora più ad una manovra dal sapore elettorale, ledendo non solo i diritti di coloro che sono stati licenziati prima del tempo, ma anche di chi ha trasmesso la domanda e che magari, pur essendo più meritevole di altri, si vede superato da coloro che hanno appreso dell’avviso prima (magari grazie a qualche ‘uccellino’ che vuole accaparrarsi qualche voto in più)”.

“Per questo – conclude Caroppo - chiedo formalmente l’intervento del presidente-assessore Emiliano per il ritiro immediato dell’avviso pubblico ed il ripristino dei principi di trasparenza e meritocrazia nella pubblica amministrazione”.