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Gaetano Falcicchio: "Sfido la crisi a colpi di servizi al cliente e specializzazione"


di ALESSANDRO NARDELLI - Questa la mission di Gaetano Falcicchio, pugliese, decoratore e titolare del centro di consulenza “Mister Muffa”. Egli, appassionato fin da ragazzino al mondo del colore e della decorazione, ha fatto tanta gavetta. Dopo aver aperto il Colorificio Falcicchio, negli anni ha deciso di specializzarsi nel settore delle muffe, diventando da subito, per tutti “il Consulente della Muffa” o meglio detto “Mister Muffa”. Il Giornale di Puglia lo ha intervistato:

1) Gaetano, leggendo il tuo curriculum, noto che già dall’adolescenza eri un appassionato del settore edile, per la precisione del mondo del colore. Come e perché nasce questa tua attrazione?

- Nel mio caso, è una questione di DNA, avendo mio padre che faceva il decoratore nel mio paese. Dal punto di vista professionale, assomiglio molto a mio papà, cosa non scontata. Da bambino, ho sempre visto lui armeggiare con colori e pennelli, e per me, quella del decoratore, è rimasta, quindi, una passione che ho coltivato attorno ai 14 anni, quando, durante le vacanze estive, ho iniziato a lavorare. Ben presto, ho preso, così, conoscenza del settore.

2) Descrivendoti, hai detto di te che sei una spugna, e che ancora oggi prendi il buono da ogni esperienza. Nel professionalizzare il tuo mestiere ha influito maggiormente la tua capacità d’imitazione o l’aver facilmente assimilato i trucchi che i tuoi maestri lavorativi ti hanno insegnato?

- La base per ogni professione deve essere quella di fare un lavoro con passione. Quando c’è la passione, e ti piace quel che fai, riesci ad assimilare ogni trucco del mestiere. Se invece svolgi un lavoro che non ti piace, non riuscirai mai a entrare al 100 % in quella che è la tua professione.

Personalmente, il fatto di essere una spugna, mi ha aiutato moltissimo dal punto di vista professionale, proprio perché il lavoro da decoratore mi è sempre piaciuto, quindi, fin dall’inizio, ho appreso e assimilato, con facilità, quelli che erano i diversi metodi per realizzare delle decorazioni, o anche una semplice pitturazione. Adesso ho tanta esperienza, ma non smetto di prendere il buono da tutte le mie esperienze. In passato, ad esempio, ho fatto anche il venditore, facendo mie quelle che sono le tecniche di vendita. Ancora oggi continuo a leggere libri sul business, sul marketing, e, ovviamente sulle muffe, la mia professione.

3) Prima mi raccontavi che tuo padre ti diceva sempre “Lascia perdere questo mestiere, fai altro”. Cosa ti ha spinto a superare questo “vento contrario”?

- Diciamo che sono sempre stato un ragazzo molto indipendente, quindi ho cercato fin dalla mia adolescenza, di avere una mia indipendenza economica, e di imparare un nuovo mestiere. Ciò che ha fatto scattare questa molla in me, è stato un evento molto intimo e personale, la scomparsa di mio padre.

4) Parlaci del tuo mestiere. Colorificio Falcicchio nasce come e con quale mission?

- Nel 2009, ho lasciato il posto fisso in un’azienda nella provincia di Bari, e mi sono trasferito a Brindisi, aprendo la mia attività, il Colorificio Falcicchio, che non nasce non come ferramenta, ma come una rivendita di solo colori, decorativi, carte da parati. La mission della mia attività, è sempre stata quella di dare tutta la consulenza e il supporto possibile ai miei clienti, soprattutto a chi vuole dedicarsi al fai da te, e avendo io una grande esperienza nel settore, questo compito mi riesce molto facile.

5) Sicuramente ci saranno stati anche per te dei momenti in cui hai sofferto la pressione della crisi incombente e della concorrenza. Come sei riuscito a fare quel salto di qualità, che ti ha permesso di differenziarti nel tuo settore?

- Faccio una premessa, non possiamo nascondere che le grandi distribuzioni, hanno come punto di forza, il prezzo e la quantità di articoli venduti. Inizialmente c’è stata l’adrenalina tipica dell’apertura di una nuova attività. Dopo un po’ ammetto, però, che ho iniziato a sentire la tensione, non tanto dovuta alla crisi, ma al fatto, come dicevo prima, che i grossi centri, pur avendo dei prodotti differenti dei miei, puntavano molto sul prezzo basso. Ecco, io invece, ho deciso di specializzarmi sempre di più nel mio settore, dando maggiori servizi al cliente, che riceve anche consulenza e assistenza. Infatti, ritengo che saper dare una risposta ai problemi del potenziale compratore, fa la differenza in un processo di vendita.

6) Quanto è importante il settore vendita e commerciale per un’azienda? E com’è cambiato questo settore da quando hai aperto la tua attività, ad oggi?

- Secondo me è fondamentale, non tanto essere un bravo venditore, (anche se comunque, è necessario esserlo), ma studiare approfonditamente il proprio settore, per capire come fare la differenza. Venti anni fa, invece, era tutto più semplice, non essendo ancora arrivato il boom di internet e dei grandi centri commerciali. Aprivi la tua attività commerciale e c’era tanta richiesta di prodotti, quindi era facile riuscire a guadagnare abbastanza bene.

7) Secondo te, che rapporto c’è tra il settore commerciale, e le strategie di marketing e di vendita?

- Il marketing è la base, ciò che aiuta la vendita. Molti pensano che il marketing sia la stampa di un semplice volantino, in realtà alle spalle, c’è tutto uno studio del settore, del cliente ideale. Un processo che ti aiuta a entrare nella testa del tuo cliente per capire ciò che lui desidera, e potergli così offrire un servizio o un prodotto che lo aiuti a risolvere il suo problema. Se non ti metti nei panni del tuo cliente, non riuscirai mai a dare lui il giusto aiuto.


8) Come nasce la tua idea di dare realizzazione a una nuova figura che in Italia ancora NON esisteva, “il Consulente della Muffa” o meglio detto “Mister Muffa”?

- Come spiegavo prima, oggi, se vuoi fare la differenza, devi trovare la tua differenza. In tutta la mia esperienza lavorativa nel settore, uno dei problemi più persistenti, è stato sempre quello della muffa. Da qui, la scelta di specializzarmi nella risoluzione di questo specifico problema. Io faccio sempre l’esempio del medico generico e dello specialista. Inizialmente vado dal primo, ma, se lui non riesce a risolvere il mio problema, mi affido al secondo. Ho creato, quindi, questa figura, il consulente della muffa, e ben presto, i miei clienti, hanno iniziato a darmi il soprannome di Mister Muffa. In fondo, chi di noi non ha mai desiderato di diventare un supereroe? La cosa fondamentale, per me, essendo un padre di famiglia, è far capire alla gente che la muffa fa male, soprattutto ai bambini, e non è soltanto una macchia da pulire. Non dobbiamo utilizzare assolutamente candeggina o prodotti simili, perché la muffa va trattata in maniera specifica, in quanto potrebbe crearci seri problemi di salute.


9) Hai realizzato anche una guida di “Mister Muffa”. Di cosa parli nello specifico in questo manuale?

- Internet ha segnato un punto di svolta nel capo professionale. Se da un lato ha dato una grossa mano nel far conoscere le diverse attività commerciali, dall’altro lato ha dato spazio a tuttologi che fanno circolare bufale solo per spillare soldi. Allora io che cosa ho fatto? Ho scritto una guida in cui spiego nel dettaglio, perché la muffa non è una macchia nera, non è dello sporco, ma è un fungo, proprio come quello che troviamo nei boschi. Io inizio con la spiegazione di tutti i rischi e tutte le cause della muffa, per evitare che qualcuno possa vendere all’ignaro, mio potenziale cliente, un prodotto inutile.


10) Dove vuole arrivare “Mister Muffa”? Quali sono i progetti per il tuo futuro?

- “Mister Muffa” ha un ambizioso progetto a lungo termine. Ritengo che tutti debbano averlo, suddividendolo poi in vari step con dei traguardi. Io vorrei aprire dei centri di consulenza “Mister Muffa” in altri luoghi, anche fuori dalla mia città, per aiutare i miei colleghi del settore, a professionalizzarsi e specializzarsi.



I Camera a Sud si raccontano su Italia Notizie


Camera a sud, è una band siciliana fondata da Carmelo Siracusa (Contrabasso) nel 2011. Si uniscono a lui Gaetano Miano (Chitarra), Ivan Newton (Batteria) e Manuel Castro (Voce). I quattro musicisti, sono tutti appassionati di swing e rock “n” roll. L’idea è di riproporre classici italiani anni ’30,’40 e ’50.

Com'è nata l'idea di riproporre un grande successo come Caravan Petrol?
La scelta nasce dalla voglia di rispolverare e reinterpretare un classico della musica italiana che ebbe tanto successo negli anni ’50 e che racconta con spensieratezza e l’inossidabile ironia napoletana la ricerca spasmodica della ricchezza attraverso il petrolio…

Abbiamo voluto dare una veste “modernamente retrò” per omaggiare a nostro modo i grandi Renato Carosone e Gegè Di Giacomo.

Ci sono sempre piaciute le loro canzoni, infatti nel nostro repertorio ve ne sono incluse parecchie. Caravan Petrol, è stato il primo brano a indossare la veste elettronica all’interno dell’album e quindi c’è stata una continua ricerca sonora ed interpretativa per personalizzare qualcosa di conosciuto e che fa parte integrante della storia della musica italiana. Ci piace molto riproporre brani irriverenti, questo esperimento lo abbiamo fatto anche nel primo album con la cover di “Pippo non lo sa” che ci ha portato parecchia fortuna, infatti è stata inclusa in una compilation insieme ad artisti come Carosone, Arigliano, Toquinho e distribuita dalla Putumayo Records, etichetta americana di World music.

Qual è il genere musicale che vi rispecchia?
L’idea iniziale era quella di riproporre classici italiani anni ’30,’40 e ’50.

Durante questi anni in maniera naturale c’è stata un’evoluzione di sound e di approccio al singolo strumento.

Il nostro singolo background musicale ha creato il sound della band in maniera naturale. La policromia di stili dal blues, al rock al jazz, è stata incanalata all’interno di uno Swing decisamente contaminato, volutamente più “sporco”.

Gli artisti di riferimento sono Fred Buscaglione, Renato Carosone, Nicola Arigliano, Renzo Arbore a cui si aggiungono grandi interpreti degli anni ’60.

Cosa dobbiamo aspettarci dai Camera a Sud?
Il nostro progetto è in continua crescita ed è già attivo da 5 anni, per adesso contiamo di pubblicizzare al meglio il nostro nuovo lavoro attraverso i concerti, dove c’è una grande interazione con il pubblico, per il futuro ci sono tantissime e interessanti nuove idee, ma ancora è tutto rigorosamente top secret

Ci sarà un disco d'inediti e un tour?
Assolutamente si, intanto abbiamo ultimato il nostro terzo lavoro discografico che uscirà a settembre e che conterrà due brani inediti. Nel frattempo continueremo il nostro tour per proporre il nuovo spettacolo in chiave elettro swing

Mauro Tummolo: "Non smetto mai di sognare’


di ALESSANDRO NARDELLI - Dopo il grande successo dell’evento ‘Vittima Tribute Modà’ che si è svolto il 24 Febbraio presso il Teatro Pime di Milano, il cantautore lucano Mauro Tummolo, presenta al pubblico il suo nuovo progetto discografico ‘Parto da qui’, un lungo viaggio per scoprire il mondo di un artista che non smette mai di credere nei propri sogni.

L’EP, composto da sei tracce, è stato pubblicato per la Like Music ed è stato registrato presso l’Auditoria Records del produttore Aki Antonio Chindamo. ‘Parto da qui’ – spiega l’artista – è un mix di emozioni e sensazioni che ho vissuto nell’arco della mia vita. Ringrazio per la collaborazione la LIkeMusic di Gianni Bientinesi, il quale ha creduto molto nel mio progetto per far sì che venisse pubblicato’’.

I ringraziamenti per il concerto vanno a: Teatro Pime di Milano, la band di Mauro Tummolo, FixForb, LikeMusic, Service Audio Luci Denny Ferrari, Marino Cuccato Photographer e ad Aki Antonio Chindamo della nota etichetta discografica Auditoria Records.

Cosa racconta 'Parto da qui'?
Praticamente racconta quello che è successo negli anni della mia carriera finora.Ascoltandolo per intero il disco il messaggio è chiaro:restare sempre coi piedi per terra ma senza smettere mai di sognare e descrivere ogni attimo la realtà che vivi. Il mio grazie va alla LikeMusic che come me ci ha creduto sin dall'inizio per la pubblicazione dell'album.

Qual è il messaggio che vuoi mandare con le tue canzoni?
Di restare umili ed essere se stessi sempre senza cambiare mai la propria persona per far si che gli altri ti possano amare cosi per come sei.

Stai pensando al prossimo singolo?

Sì, sono in attesa di sapere se qualcosa di forte questa volta potrebbe accadere.Magari chissà una collaborazione mirata e che il brano possa diventare un tormentone.

Adesso cosa ti aspetti?

Non voglio fermarmi perchè le belle sensazioni che sono nell'aria voglio raccoglierle tutte.

Cosa ci anticipi del tour?
A maggio partirà dal sud, ovviamente senza tralasciare quello che sto costruendo al nord, un lungo tour dove presenterò i miei brani.

Mario Ricchiuti, un giovane pugliese alla sua attesissima svolta artistica.

Italia Notizie intervista Mario Ricchiuti, un giovane artista pugliese, di Castellaneta, che dopo aver iniziato a lavorare con un importante uomo di spettacolo e tv come Paolo Bonolis e aver preso parte ad alcuni eventi, ha finalmente imboccato la strada del successo. Queste le sue parole in esclusiva per la nostra testata:

1) Come inizia la tua carriera artistica?

1) Ho partecipato ad alcune trasmissioni televisive con Bonolis e molti casting per importanti eventi, ma il mio salto di qualità avviene proprio in questi giorni in quanto il noto regista Carlo Micolano mi ha invitato a partecipare ad un fotoromanzo che mi vedrà coprotagonista insieme a Massimo Ciavarro.

2) Dove nasce artisticamente la tua formazione?

2) Per me, giovane appassionato di spettacolo, fiction e cinema, e nato a Castellaneta nella città del mio illustre concittadino qual è Rodolfo Valentino è davvero un grande privilegio inserirmi in questa nuova realtà che matura sul set.

3) In questo tuo esordio quale momento ricordi con più piacere?

3) Trovarmi a Spoleto mentre si stanno ultimando le riprese degli episodi di Don Matteo che raggiunge oltre 10 milioni di telespettatori è stato molto emozionante e significativo. Ho avuto il grande privilegio di colloquiare affabilmente con il grande Nino Frassica che interpreta con passione e professionalità il Commissario Cecchini. Un abbraccio con lui che è per me di grande auspicio per l’avvio dei miei progetti futuri nel settore dello spettacolo.

4) Se ti proponessero di essere testimonial in qualche campagna pubblicitaria per noti brand commerciali, accetteresti anche questo impegno?

4) Si stanno perfezionando alcuni accordi che per ovvi motivi di riservatezza non voglio anticipare, ma sulla mia immagine qualcuno ha deciso di puntare.

Intervista alla presidentessa di Haziel Rossana Rodà

(Rossana Rodà, presidentessa di Haziel)
di Redazione - Intervista di Italia Notizie alla presidentessa di Haziel, Rossana Rodà. Haziel è attiva da appena un anno ma vanta già numerose iniziative di carattere sociale ed umanitario sul territorio lombardo e nazionale.


Rossana, perchè Haziel?
Ho fondato Haziel perche’ tutti in qualsiasi situazione devono sapere che c’e’ sempre qualcuno ad incoraggiarli a vivere a vincere! Come dico sempre ai miei figli la vita non e’ un gioco e nei momenti difficili e bui sapere che c’e’ qualcuno che ti incoraggia per esperienza personale conta piu’ di ogni altra cosa.

Un anno di Haziel. Cosa ha fatto di concreto la tua associazione?
Ad un anno della fondazione della mia associazione posso dire che di cose ne ho fatte grazie a tutte le persone che hanno creduto in me e che mi hanno incoraggiata ogni giorno.

Un consiglio che dai ai giovani che si approcciano alla vita ed al mondo del lavoro...
Io sono solo me stessa e dimostro con la mia vita che non importa da che famiglia provieni o da dove arrivi, l'importante e’ decidere ogni giorno di essere migliore di ieri. E' il consiglio che dò a tutti i giovani.

Rossana, parlaci un pò della tua infanzia.
Dietro grandi personalità a volte si nascondono tante sofferenze. Io ho realizzato, se pur giovanissima, tutto quello volevo.

Un saluto ai lettori di IN!
Un salutone a tutti i lettori di Italia Notizie! Seguite sempre le iniziative di Haziel su tutto il territorio nazionale! :)))


CONTATTI: www.associazionehaziel.org

Musica. Borrkia Big Band: "Il Festival di Sanremo? Perché no!"

D. Chi sono i Borrkia Big Band?

R. Siamo una band formata da 9 musicisti. Siamo nati nel 2010 e abbiamo fatto due dischi di Rock'n Roll american style cantato in italiano. Dal vivo facciamo circa due ore di show con nostre canzoni e qualche grande classico del genere. Siamo ispirati dal grande Chuck Berry ma anche da Jerry Lee Lewis, Carl Perkins, Elvis e il nostro Celentano.

D. Come nascono le canzoni che troviamo in "Squattrinato"?

R. Sono canzoni che nascono da semplici esperienze di vita quotidiana. Nella  mia  testa passano un sacco di  storie, pensieri e argomenti: quando uno di questi ha un carattere più Blues o Rock'n'Roll mi fermo, prendo foglio , penna, chitarra e scrivo! Poi, in un secondo momento, ci troviamo in sala prove con tutta la band e diamo forma al pezzo.

D. Il Festival di Sanremo vi piacerebbe?

R. Anche se ci sono cose che apprezzo più o meno del Festival di Sanremo, riconosco che sia  tra le vetrine più importanti d'italia per un musicista ... quindi rispondo di sì.

Musica: esce il singolo "E' sera" dei The Blonde Brothers. L'intervista per Italia Notizie

ASIAGO. Dopo la vittoria della borsa di studio per il famoso ‘CET’ la scuola fondata dal grande paroliere Mogol, i BlondeBrothers pubblicano il nuovo singolo "E' sera", brano che fa parte del loro ultimo progetto discografico dal titolo "Brucia".
Abbiamo avuto l'onore di intervistarli: 

D. Com'è nata la vostra passione per la musica?

R. La nostra passione per la musica è nata sul divano di casa mentre studiavamo i primi accordi di chitarra. Tentavamo di suonare il blues e le canzoni dei cantautori italiani come quelle di Battisti/Mogol, Rino Gaetano... La musica ci ha affascinati a tal punto da non poterne più fare a meno.

D. Avete di recente vinto la borsa di studio al CET, la scuola di Mogol. Com'è stato per voi arrivare alla vittoria di questo premio e, soprattutto, che cosa vi ha insegnato Mogol?

R. Vincere una borsa di studio presso la scuola del grandissimo Mogol è stato per noi la realizzazione di un piccolo sogno, non vediamo l'ora di andare al CET per seguire i corsi e passare del tempo con questo grande artista che già in pochi incontri occasionali ci ha insegnato come la vita vada vissuta nel profondo, per meglio coglierne l'essenza e infonderla nelle canzoni.

D. Il vostro singolo "E' sera" parla di un sogno. Com'è nata l'idea di scrivere questo brano? Credete nei sogni?

R. È sera parla proprio di un sogno, un appuntamento mancato che noi abbiamo deciso di descrivere pensando a come potrebbe essere stato. La canzone è stata scritta proprio nel luogo dove l'appuntamento non è andato a buon fine e anche il Video è stato girato lì, sul mitico Monte Rasta, che sovrasta la cittadina di Asiago.
Crediamo che un sogno sia fatto per essere realizzato. (Citazione dal libro Atrapa tu sueño, di Herman e Candelaria Zapp).

D. Nel 2013 avete visitato l'Australia in tour. Cosa vi ha colpito di questo continente? Qual'è stato l'entusiasmo della gente?

R. L'Australia è una terra meravigliosa, con grandi distese che ben si adattano al clima delle nostre canzoni, abbiamo per questo motivo girato dei video e siamo stati intervistati da diverse radio, il calore della gente si è fatto sentire nelle serate dal vivo dove abbiamo incontrato tantissimi emigranti italiani che ci chiedevano notizie sull'Italia. Ci siamo sentiti come una finestra italiana nel mondo.

D. Cosa ne pensate dei talent show? Partecipereste a qualcuno?

R. Pensiamo che i Talent siano una vetrina importantissima per un artista, per ora abbiamo scelto la via della composizione di canzoni e la realizzazione di Album, poiché crediamo nel potere immenso delle canzoni. Stiamo ancora valutando se un talent show potrebbe dare spazio alla nostra musica.

D. Qual'è il cosiglio che date ai giovani che vogliono intraprendere la carriera musicale?

R. Il consiglio che possiamo dare ai giovani è quello di lavorare molto su se stessi, costruendo la propria particolarità e unicità, cercando di distanziarsi da imitazioni perché ognuno di noi con i pregi e i difetti è unico. Consigliamo di prendere la musica come un gioco, non a caso in francese e in inglese il verbo che indica il suonare è jouer e play.

Ernesco Schinella si racconta ad IN, "Sogno il palco del Festival"

di Redazione. Cosa ti piacerebbe fare in tv?

- A me piace soprattutto cantare e esibirmi davanti al pubblico, comunque anche presentare e recitare.

. Se ti offrissero una parte in un film?

- Ho già avuto due esperienze in altrettanto fiction una con Massimo Boldi (Benvenuti al centro commerciale ) e con Enrico Brignano (I fratelli detective), piccole parti che mi piacerebbe ripetere di nuovo, speriamo di avere altre proposte, devo comunque studiare recitazione e perfezionarmi nella dizione.

. In autunno in quali progetti ti vedremo impegnato?

- Ancora non so, continuo a esibirmi con il mio spettacolo sia nelle piazze che nei teatri e provo a fare le selezioni di Sanremo giovani.

. Sei innamorato?

- Oggi no.



Tonia Antonelli, "Dentro di me" è'un singolo che cerca con amore di allontanare tutte le distanze e fare in modo di accorciarle


Di Alessandro Nardelli- Italia Notizie intervista la giovanissima cantante Tonia Antonelli, che lancia il suo ultimo singolo, "Dentro di me" che anticipa l'album "Brucia". Dopo aver vinto un concorso nel 2013 con il suo brano d'esordio, "Le cose che non sai", Tonia Antonelli firma il suo primo contratto discografico con la casa discografica Eden Music, che gli permette adesso, per il suo ultimo lavoro artistico, di avvalersi della collaborazione di artisti importanti quali Alfredo Golino, Paolo Costa, Matteo Fasolino, Maco Tafulli e Luca Combo. Queste le parole della cantante:

D: Tonia, come inizia la tua carriera artistica?

R: La mia carriera artistica inizia nel 2012 quando inizio a frequentare un corso formativo, una scuola in particolare per arrivare su un palco, dove ti spiegano la dizione, la lettura delle note e la presenza scenica, tutto quello che riguarda essere un'artista. Nel 2013 vinco un concorso con il singolo d'esordio, il brano "Le cose che non sai" e firmo il contratto discografico con la casa Eden Music.


D: Tonia, che cos’è per te la musica?

R: La musica per me è un modo di esprimere le emozioni, perché a volte a parole non riesco a esprimermi bene, così preferisco buttare giù dei testi e poi cantare.


D: Il 17 giugno è stato lanciato nelle radio il tuo brano “Dentro di me”, il singolo che anticipa l’album “Brucia”. Parlaci di questo tuo progetto artistico.

R: "Dentro di me" come io ho detto è il singolo che anticipa l'album "Brucia". E'un singolo che cerca con amore di allontanare tutte le distanze, e fare in modo di accorciarle, di avvicinarci sempre di più alle persone che amiamo.


D: Com’è lavorare al fianco di artisti importanti quali Alfredo Golino, Paolo Costa, Matteo Fasolino, Maco Tafulli e Luca Combo?

R: Sicuramente incredibile, a loro devo molto. Li ringrazio tantissimo, ringrazio la Eden che mi ha dato questi musicisti per mettermi in gioco.


D: Ipotizziamo di fare un salto di 20 anni in avanti, come ti vedresti?

R: Sicuramente la persona che sono, l'umiltà e la semplicità, nel mondo passato e futuro è sempre importante. L'arte mi piace tutta, con questo album racconto qualcosa di me, e spero che le persone attraverso i miei testi possano emozionarsi, quindi prenderò quello che verrà.


D: Se in un futuro ti proponessero di partecipare a Sanremo tu accetteresti?

R: Sicuramente accetterei. Abbiamo già fatto la domanda per quest'anno, che era poi a Ottobre, solo che per un problema burocratico non eravamo passati.


D: Quali sono i tuoi prossimi impegni artistici oltre all’album “BRUCIA”?

R: Sicuramente le piazze italiane quest'estate, stiamo ancora lavorando sulle date. Intanto questo, poi man mano vedremo il programma.