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Nazionale: 5-0 al Liechtenstein, 9 vittorie di fila per azzurri

(credits: Nazionale italiana calcio)
di STELLA DIBENEDETTO - Dopo aver staccato il biglietto per Euro 2020 con tre giornate d'anticipo, nonostante i numerosi cambi operati da Roberto Mancini, l'Italia non sbaglia battento il Liechtenstein 5-0. A Vaduz, gli azzurri centrano iol nono successo di fila ed eguagliano il primato appartenente a Pozzo, risalente a 80 anni fa. Dopo un primo tempo che si è concluso sull'1-0, nella ripresa arriva la goleada azzurra.

A sbloccare il match, dopo appena due minuti dal fischio d'inizio, è Federico Bernardeschi. Per tutta la prima frazione di gara, gli uomini di Mancini giocano e cercano il gol del raddoppio che, però, non arriva grazie anche ad un Liechtenstein, bravo a non scoprirsi. Nella ripresa il copione non cambia, ma l'Italia trova gli imput giusti per colpire gli avversari. Comincia così la lunga serie di gol azzurri che portano la firma di Belotti, autore di una doppietta, Romagnoli ed il subentrato El Shaarawy. Da registrare anche l'esordio assoluto per Di Lorenzo e Tonali.

Tanta soddisfazione per Roberto Mancini che, ai microfoni di Rai Sport, esprime la grande voglia di vincere con gli azzurri. "Ho avuto risposte positive" - ha dichiarato il C.T. che ha poi ammesso - "nel primo tempo non abbiamo fatto fatica. Non abbiamo trovato il secondo gol subito, ma è normale cambiando tanti giocatori. Nel complesso però sono soddisfatto. Certo, altre cose si possono migliorare ma il problema è che abbiamo giocato poco insieme". Infine, sul record di Pozzo eguagliato, ha detto: "Non mi interessa del record di vittorie consecutive, sarebbe più importante vincere due Mondiali e un'Olimpiade. Ma mi accontenterei dell'Europeo", conclude il ct.

Calcio: Italia-Francia 1-3, debutto amaro per Ventura, il San Nicola non porta bene

di STELLA DIBENEDETTO - Esordio amaro per Giampiero Ventura sulla panchina della Nazionale Italiana. Allo stadio San Nicola, contro i cugini di Francia, gli Azzurri cadono sotto i colpi di Martial,Giroud e Kurzawa. Inutile la rete azzurra firmata da Pellè. Il nuovo C.T. della Nazionale, però, può consolarsi non solo perché la Francia non si lascia battere in casa nostra da 54 anni ma perché prima di lui altri C.T. hanno esordito con una sconfitta come Prandelli, Donadoni e Vittorio Pozzo.

In uno Stadio San Nicola addobbato a festa nonostante il dolore per le vittime del terremoto dello scorso 24 anni, Ventura sceglie il collaudato 3-5-2 affidando le chiavi della regia difensiva ad Astori, in campo al posto di Bonucci, assente per problemi personali mentre in attacco si riparte dalla collaudata coppia Eder-Pellè. Deshamps risponde mandando in campo dal primo minuto un fischiatissimo Pogba accanto a Matuidi e Kantè mentre il tridente è formato da Griezmann, Giroud, Martial. Nonostante il buon gioco espresso all’inizio del match, l’Italia si ritrova subito sotto con Martial che sfrutta gli errori difensivi e batte Buffon. Gli Azzurri, spinti da Ventura, reagiscono e acciuffano il pari con Pellè che trova un gol importante soprattutto per il morale dopo il rigore sbagliato ad Euro 2016 contro la Germania. La Francia, però, è superiore agli Azzurri e trova nuovamente il vantaggio, stavolta con Giroud.

Nella ripresa, Ventura dà spazio agli esordienti. In campo ci sono Donnarumma, Rugani e Belotti mentre la Uefa fa debuttare la Var ovvero la moviola in campo. Anche Verratti si riprende il posto in mezzo al campo ma il gioco dell’Italia non è all’altezza di quello francese. Nonostante i vari tentativi degli azzurri, a trovare il gol per il definitivo 3-1 è la Francia con Kurzawa. Contro Israele, prima gara di qualificazione ai Mondiali del 2018, l’Italia di Ventura dovrà fare qualcosa di più.

Calcio, a Bari la Nazionale affronta questa sera la Francia

Al via stasera alle ore 21 a bari, in diretta su Raiuno, la stagione della Nazionale targata Gian Piero Ventura. Il neo ct farà il suo esordio sulla panchina azzurra a Bari, nella stessa città che due anni fa aveva tenuto a battesimo l’Italia di Antonio Conte, ora al Chelsea. E anche stasera, come nel 2014 con l’Olanda (successo per 2-0 degli Azzurri grazie alle reti di Immobile e De Rossi), lo stadio ‘San Nicola’ ospiterà un’amichevole ricca di fascino: l’Italia dovrà vedersela infatti con i vice campioni d’Europa della Francia, un grande classico del calcio internazionale.

Ventura per l'esordio si affiderà al 3-5-2, in linea di continuità con il modulo di Conte: davanti a Buffon, Barzagli, Astori (Bonucci è ancora in permesso per motivi familiari) e Chiellini, esterni di centrocampo Candreva e De Sciglio, in mezzo De Rossi con ai lati Parolo e Bonaventura (Verratti dovrebbe scattare dalla panchina); attacco composto da Eder e Pellè.

Quella di stasera sarà una sfida che comunque rimarrà nella storia del calcio per la sperimentazione VAR (Video Assistant Referees), con la Fifa che ha deciso di effettuare al ‘San Nicola’ il primo test con video assistenti arbitrali con l’obiettivo di supportare l’Ifab nella creazione di linee guida per l’implementazione del progetto e con l’intento di apportare miglioramenti al processo di revisione degli episodi controversi.

L'Italia di Conte è già vincente: parte bene Euro 2016

Dal caldo di Natal al fresco di Oslo le condizioni per il calcio italiano cambiano, e non solo sul piano climatico: il 24 giugno gli azzurri perdevano con l'Uruguay e toccavano uno dei punti piu' bassi della loro storia, stasera battendo 2-0 a domicilio la Norvegia con gol di Zaza e Bonucci sembrano gia' avere invertito la tendenza. Riscopre il piacevole sapore della vittoria in una gara ufficiale, la nazionale italiana che aveva fatto l'antipasto, sempre con un 2-0, nella partita molto amichevole con l'Olanda la settimana scorsa: e anche fatta la tara del modesto valore dell'avversario di oggi (ma da queste parti avevano vinto solo gli azzurri di Pozzo e quelli di Vicini, Sacchi e Lippi avevano sofferto assai) il fatto deve essere rimarcato. Anche perche' questa pare essere da subito una squadra di Conte, vincente e ossessiva come il suo tecnico. Impostata con un giro palla intelligente, mai in calo di concentrazione: e sicuramente impreziosita, rispetto alla triste avventura del mondiale brasiliano, dalle presenze di Giaccherini e Zaza oltre che dall'inaspettato ruolo di leader in campo assegnato dal ct a Bonucci. Il risultato di tutto cio' e' che l'Italia e' in testa al girone di qualificazione europea, sebbene a pari punti con Croazia (che pero' a vinto in casa contro Malta)e Bulgaria (2-1 in Azerbaigian). Viste le premesse estive, crisi federale compresa, non era scontato. Conte ha scelto in avvio di replicare in pratica la formazione vittoriosa in amichevole con l'Olanda, con l'innesto di Florenzi al posto dello squalificato Marchisio e il rientro del titolare Buffon in porta. Trio difensivo formato da Ranocchia-Bonucci-Astori, a centrocampo De Rossi metronomo a dettare i tempi delle incursioni di Florenzi e Giaccherini ai suoi fianchi e di Darmian e De Sciglio sulle fasce laterali. In avanti gli attesissimi Immobile e Zaza, dirompenti giovedi' scorso a Bari. Il ct norvegese Hoegmo rispondeva con un prudente 4-5-1, con King unica punta. Pressavano molto, i padroni di casa: e sicuramente piu' dell'arrendevole Olanda di Bari. Lo scopo evidente era quello di mettere in difficolta' Bonucci, abituato a fare da quarterback nelle squadre di Conte con le sue sventagliate in avanti. Agiva da vero e proprio regista arretrato, lo juventino: lanci a destra e sinistra, dove trovava puntuali i compagni per sviluppare la manovra. Cosi' l'Italia faceva la prova generale del gol gia' al 3' (Bonucci lungo per Darmian che al volo metteva al centro, Immobile e Zaza non sfruttavano per un pelo). Rete del vantaggio che poi trovava poco dopo, al 16': Bonucci innescava De Sciglio sulla sinistra, tocco in mezzo sul quale facevano velo sia Giaccherini sia Immobile: sulla palla si buttava Zaza, che batteva Nyland con un sinistro deviato da Nortdveit. La reazione della Novegia regalava una lunga fase di possesso palla e solo un paio di brividi: una girata d King, fuori di poco al 20', e una mischia gigante in area azzurra al 27'. Ma in realta' a rendersi pericolosa era ancora l'Italia: a 31' con una gran botta di Giaccherini, autentico uomo ovunque, respinta con fatica dal portiere (e Immobile falliva il tap in). E in chiusura di tempo con un contropiede che portava gli azzurri in superiorita' numerica davanti alla porta avversaria, vanificato pero' da un passaggio impreciso di De Sciglio e da un conseguente tiro affrettato di Giaccherini. Nella ripresa, dopo lunghe fasi di confusa offensiva norvegese, Conte sostituiva Darmian con Pasqual, invertendo le fasce di competenza con De Sciglio: e alla prima palla giocata l'esterno della Fiorentina da sinistra confezionava un cross al bacio per Bonucci, bravo a celebrare la propria grande estazione con una schiacciata di testa vincente. Il gol del addoppio azzurro chiudeva di fatto la gara: ci provava con un sinistro rugbystico (palla altissima) Elyounoussi. L'arbitro ritardava la sostituzione di Zaza con Poli al 32' e l'attaccante per poco non si prendeva lo sfizio di andare a segnare un altro gol in contropiede (traversa piena, con il successivo colpo di testa di Florenzi neutralizzata dal portiere) e poi costringendo qualche minuto dopo un difensore al salvataggio disperato. Cosi' Conte ci ripensava e al posto di Zaza inseriva Destro, poco dopo Poli rilevava Florenzi mentre Immobile lasciava il campo in barella per infortunio, unica nota stonata della giornata.

Calcio. Conte: ''La Ferrari? Ha fatto anche buone plusvalenze..''

''Sapete tutti quanto io consideri le vittorie: detto questo, la storia della Ferrari degli ultimi anni è fatta di cose molto buone e anche di plusvalenze generose''. Antonio Conte commenta così le polemiche sulla nazionale rossa della Ferrari tra l'ad Fiat Marchionne e Luca di Montezemolo. ''Certo,tutti ci auguriamo che si torni a vincere''.
- ''Mi è stato spiegato, è stato spiegato, che Lotito e' consigliere federale e dunque sta qui'': lo ha detto Antonio Conte parlando della presenza in nazionale di Claudio Lotito, alla vigilia di Norvegia-Italia. ''Non dà fastidio, finché non entra nelle cose di calcio: ma lui e' una persona intelligente, non lo farà''.
''Su Chiellini è successo questo episodio, ci servirà di esperienza per gestire meglio la prossima volta queste situazioni da parte nostra e della Juve''. Lo ha detto Antonio Conte, parlando del caso del difensore infortunato, prima concesso e poi richiamato dal club bianconero. ''Ma io sono qui per unire, non per dividere''.
''Non ho mai parlato col direttore Marotta: con la Juve ci sono state solo delle incomprensioni''. Così il presidente Figc Carlo Tavecchio all'Ansa ha parlato del caso Chiellini, prima della partenza degli azzurri per Oslo. ''Non ci sono problemi tra la nazionale e la Juve, e non si è trattato di uno sgarbo a Conte" ha spiegato.. 
"I rapporti tra lui e il suo vecchio club sono rimasti ottimi - ha aggiunto Tavecchio parlando del nuovo ct azzurro - La Juve e' la prima squadra italiana, ha una posizione di rilievo in Champions. In momenti delicati, mentre siamo concentrati a preparare una partita importante, può darsi ci siano state incomprensioni o difetti di comunicazione. Ma non ci sono problemi né da parte della Juve, né dallo staff della nazionale''. Quanto a Oriali, ''doveva esser un team manager, ma dalle prime mosse vedo che è di più: un ds, in simbiosi con la squadra''.
'Limite stranieri in campo? Agiremo su rose' - ''Agiremo presto sul tema stranieri, non sugli obblighi di formazione titolare ma sulle rose: per i 28 paesi della comunità europea è difficile immaginare norme che vietino di scendere in campo. Interverremo sulle rose ristrette e sulla presenza al loro interno di giocatori provenienti dal vivaio''. Così il presidente Figc, Carlo Tavecchio commentando le ipotesi di un obbligo di 4 italiani in campo, fatte da alcuni media. ''Sensibilizzeremo il governo per avere strumenti legislativi, anche se è dura. Ma lo sport ha sua specificità''. ''Lotito? La sua esuberanza e' nota. Ma un conto è essere esuberanti e leali, un altro esuberanti e maliziosi. E in lui non c'è alcuna malizia''. Lo ha detto Carlo Tavecchio circa le polemiche sul presenzialismo azzurro del presidente della Lazio. ''A Bari pioveva, gli hanno prestato una giacca. Avessero avuto l'ombrello, gli avrebbero prestato quello - ha aggiunto - La nazionale è sacra, né io né alcun altro siamo entrati o entreremo nello spogliatoio. Ora a Oslo - ha concluso scherzando - spero che Lotito si porti un giaccone suo...''.

Conte: "Dormo poco e voglio un'Italia speciale. Il Paese ci guarda, siamo d'esempio"

Nessun dorma. La vigilia di Antonio Conte alla prima da commissario tecnico azzurro è di quelle da notte ad occhi sbarrati. Di paura e brividi non vuol sentir parlare, l'uomo chiamato dopo il disastro azzurro ai Mondiali brasiliani per ricomporre lo spartito del calcio italiano, in assenza di tenori di fama internazionale; però ammette di sperare ''in qualche ora di sonno in più del solito. Alle vigilie dormo poco, penso molto e mi viene qualche buona idea...'' confessa in vista di Italia-Olanda, il suo debutto da ct. Il suo chiodo fisso ora e' rivedere nella nazionale già da domani sprazzi della sua idea di calcio: ''Perdere non piace a nessuno, vincere a tutti, ma vincere non e' facile: e' per persone speciali. E noi vogliamo cominciare ad essere speciali'', la massima con la quale inaugura i suoi due anni in cerca di una rifondazione. Anche se è solo un'amichevole, e l'esame da tre punti arriverà martedì prossimo a Oslo, con la Norvegia. I cinquantamila spettatori attesi oggi allo stadio San Nicola, intanto, sono un dato sorprendente viste le delusioni brasiliane.
Eppure Conte se la deve essere immaginata esattamente così, non fosse altro per la sua fama di vincente costruita vivendo ogni partita come fosse una finale mondiale. ''Siamo 22 in campo, e anche io gioco...Ma dietro di noi c'è un Paese intero, in un momento di difficoltà per gli italiani - dice allargando l'orizzonte anche oltre i problemi calcistici - E' una responsabilità, e dobbiamo essere di esempio. Ho esordito in azzurro da giocatore a ridosso del mondiale del '94, dormivo di più ma avevo i brividi. Oggi non li posso mettere in conto: quando ho accettato conoscevo la mia responsabilità, sapevo di dover portare il nostro calcio lontano da dove si è arenato''. Anche a costo di conservare la sua fama. ''Dite che sono simpatico agli azzurri dopo il mio primo approccio? Non credo che nessuno dei giocatori con i quali ho lavorato mi considerasse antipatico - e' la sua risposta - anche perchè con loro ho vinto tanto e quando si vince si crea empatia. Sono franco, diretto: preferisco una brutta verità a una bella falsità''.
E preferisce essere fedele a idee e abitudini, compresa quella di portare la figlia - Vittoria, nomen omen - e tutta la famiglia allo stadio per l'emozione della sua prima Anche i maestri del gioco totale, gli olandesi avversari di oggi, hanno rinnovato la panchina, dopo Van Gaal c'è Hiddink al secondo mandato, e già avversario dell'Italia in Corea nella sciagurata notte di Byro Moreno. Ma quello orange e' un cambiamento nella continuità. L'Italia di Conte deve ricominciare tutto da capo e ha un solo punto fermo, al momento: la mentalità del suo nuovo demiurgo.
''Cosa mi deluderebbe? Vedere che non ho dato il 110 per cento, io per primo''. Non lo preoccupa la mancanza di acuti tecnici per il suo spartito azzurro: a quella dovrà pensare la Federcalcio del neopresidente Tavecchio, presente da oggi a Bari, ''perchè non so se la via scelta dalla Russia di limitare a sei il numero di stranieri in campo sia applicabile, ma di sicuro qualcosa per i nostri vivai si farà: la nazionale vuole essere il traino del calcio, ma tutti devono supportarla''. Con tre giorni di allenamento, e una fama di 'antipatico' vincente che non gli pesa per nulla, il primo obiettivo e' trasformare Immobile e Zaza in uno spauracchio per Hiddink e il suo amato 3-5-2 in un'Italia offensiva, anche con tante seconde linee.
''Sei allenamenti sono pochi, ma i giocatori hanno cominciato col piede giusto: sono stati un libro aperto, per questo ho fiducia che già domani vedremo qualcosa: nella mia Italia l'organizzazione deve essere a servizio del talento, non viceversa''. Vincere, provare a vincere: Conte conosce solo queste parole, ''e quell'altra, perdere, proprio non mi riesce di dirla''. Passerà la notte, e Conte saprà se si è già preso l'Italia.

Sport. Parte l'era Conte: "Troppi stranieri,cambiamo verso"

L'allarme per i troppi stranieri, la necessità delle riforme per il calcio italiano, la voglia di fare della Nazionale un esempio di cui andare fieri. Parole come meritocrazia, disciplina, sacrificio, senso di appartenenza, emozione abbondano nel primo giorno da ct di Antonio Conte a Coverciano. ''Un investimento non solo economico ma soprattutto etico, calcistico, tecnico, con lui si apre una nuova pagina'' il benvenuto dato dal dg della Figc Valentini. ''Con me vince la meritocrazia, chi non merita va a casa, io non faccio regali, nessuno nella vita me li ha mai fatti, ho faticato per ottenere risultati - esordisce Conte - Voglio un'Italia umile e cattiva che torni dove merita, l'obiettivo è riportarla lì''. Per riuscirci non bastano i buoni propositi, servono giocatori di spessore e qualità e il nostro calcio da tempo fatica a sfornarli. Di qui l'invito a correre ai ripari: ''Con la Roma la Fiorentina ha iniziato senza italiani, Inter e Napoli appena due, così altre. E' un segnale allarmante che non facilita il mio compito, serve gente che sia titolare nel proprio club invece pure le Primavere sono piene di stranieri.

Riparte l'Italia del dopo Brasile: ct Conte non convoca Balotelli

C'è Simone Zaza del Sassuolo, torna Stephan El Shaarawy, manca Mario Balotelli tra i 27 giocatori azzurri della prima convocazione di Antonio Conte, come ct della nazionale, per l'amichevole contro l'Olanda del 4 settembre e la prima partita di qualificazione a Euro 2016 contro la Norvegia a Oslo, il 9 settembre. 

Questa la lista dei 27 giocatori convocat

Portieri: Buffon, Padelli, Perin e Sirigu
Difensori: Astori, Bonucci, Chiellini, De Sciglio, Paletta e Ranocchia
Centrocampisti: Candreva, Darmian, De Rossi, Florenzi, Giaccherini, Maggio, Marchisio, Parolo, Pasqual, Poli, Verratti
Attaccanti: Destro, El Shaarawy, Giovinco, Immobile, Osvaldo e Zaza.

Antonio Conte nuovo ct dell'Italia: "Sponsor? Decido solo io"

"Sono sulla panchina sulla quale vorrebbero stare tutti gli allenatori: per me è un orgoglio che Carlo Tavecchio abbia pensato a me''. Sono le prime parole di Antonio Conte da commissario tecnico della nazionale.  L'ex tecnico della Juve ha firmato il contratto che lo legherà agli azzurri per i prossimi due anni. "Non pensavo di rientrare in pista dopo soli 35 giorni - ha poi detto Conte -  pensavo di aggiornarmi in giro dell'Europa. Aspettavo un top club, durante la stagione o a fine anno; poi è arrivato un top top club e a me piacciono le sfide. Mi affascinano. Per me la vittoria e' sempre stata una dolce condanna la sconfitta una 'morte' temporanea: cercherò di portare questa mentalità anche in nazionale. Chi conosce Antonio Conte - sottolinea il nuovo ct azzurro sulle polemiche per il peso dello sponsor all'interno del suo contratto - sa che niente e nessuno potrà mai decidere al posto mio. Il miostipendio - prosegue - e' nei parametri della Figc: poi c'e' la mia immagine, costruita nel tempo, e per la quale ho ceduto i diritti alla Figc come non avevo mai fatto prima.  E' stato dato il giusto riconoscimento ai miei diritti d'immagine'', ha aggiunto, precisando di aver ''rinunciato'' a qualcosa rispetto ai suoi precedenti parametri ''E' stato un investimento'', ha commentato il presidente Tavecchio.
Il neo ct ha dribblato una domanda su Balotelli. "In questo momento non parlo dei singoli - ha spiegato - e tutti i calciatori italiani sono convocabili, ma la convocazione va meritata. Io valuto il giocatore, ma anche gli uomini. Guardo a quel che succede in campo e anche fuori. Ho sempre fatto così: tra un buon giocatore ottimo uomo e un ottimo giocatore buon uomo, scelgo sempre il primo''. 
Inevitabile una domanda sulla possibile convocazione di Andrea Pirlo, che dopo l'annuncio del proprio ritiro dall'azzurro era tornato sui suoi passi, e si era detto pronto a ripensare alla sua decisione se il nuovo ct lo avesse chiamato. ''E' un campione - dice Conte - e  un punto di riferimento, e' tra i convocabili. E' inevitabile che dopo le sue parole debba parlargli: lo sentirò, mi sentirà Ho poco tempo, partirò dal blocco Juve e da quel che ho fatto in questi anni: con me sono tutti convocabili, purchè siano bravi, corrano e facciano quel che chiedo''.
"Sui quattro mesi di squalifica per calcioscommesse - dice infine Conte - non ho cambiato idea, ora che sono in Federcalcio: e' stata un'ingiustizia. E' stato un momento difficile per me e per la mia famiglia: ma questo percorso mi ha fatto crescere sotto il profilo umano, ed essere qui ora e' la risposta migliore''.
 "Per ingaggiare Conte - ha spiegato Tavecchio - abbiamo usufruito del supporto dello sponsor, con un contratto innovativo. Ma la nazionale è affidata a Conte chiavi in mano: non ha bisogno di consigli. Puma - ha proseguito - è partner privilegiato, ma non ci sono situazioni compromesso. Antonio Conte - ha proseguito - e' uno dei tecnici più importanti d'Europa: non si poteva non scegliere l'eccellenza per il maggior assett del calcio italiano. E' un condottiero, capace di far venire i brividi quando si alza la bandiera tricolore, e di rappresentare un Paese che vuole sentirsi unito'', ha aggiunto.
Gli emissari di Conte fino all'ultimo hanno limato i dettagli del contratto definito 'complesso'. 

Tavecchio: "Sono meravigliato dalle polemiche di Conte ct della Nazionale"

"Polemiche? Resto meravigliato. A noi interessava avere un grande tecnico, un condottiero, e l'abbiamo ottenuto con condizioni vantaggiose. Gli auguro tanta fortuna". Così il presidente della Figc, Carlo Tavecchio, a 'Tutti Convocati' su Radio 24 sull'ingaggio di Antonio Conte come ct della nazionale. "Conte è la persona che ci voleva ora per dare una scossa alla nostra situazione" ha detto Tavecchio che si è definito "molto soddisfatto" per l'operazione portata a termine dalla federazione. "Abbiamo inaugurato una nuova stagione di fare marketing e nello stesso tempo di recuperare fondi per la federazione - ha proseguito Tavecchio - che saranno in futuro con l'immagine di Conte importanti per portare all'estero il nostro modello". "Lo stipendio che paga la federazione è inferiore o comunque in linea con quello che pagava precedentemente - ha sottolineato tornano sul discorso dell'ingaggio-. Qui non hanno capito una cosa: il Paese è addormentato e in un momento in cui non si fanno investimenti, questo invece deve rientrare in un'ottica di prospettiva di investimento anche del marchio Italia. Noi dobbiamo portare all'estero accademie e altre cose, è inutile che stiamo ancorati a principi vecchi. I fondi che arrivano a Conte provengono dagli Stati Uniti e Conte li spenderà in Italia. Non so cosa dire".

Antonio Conte verrà presentato a Roma martedì 19 agosto. "Il presidente della Figc Carlo Tavecchio e Antonio Conte si sono sentiti telefonicamente definendo direttamente gli ultimi aspetti della collaborazione che legherà alla Figc Conte fino al 31 luglio 2016. Il nuovo ct - spiegano in federcalcio - ha condiviso con il presidente Tavecchio il progetto di rilancio della Nazionale, quello di formazione dei nuovi calciatori azzurri attraverso i centri di formazione federale, con un forte impegno del ct nell'ambito del settore tecnico anche come coordinatore delle squadre giovanili posizione già ricoperta da Arrigo Sacchi".

Quanto al contratto "prevede un compenso allineato ai costi della precedente gestione (1,6 milioni) con un bonus legato alla qualificazione a Euro 2016, un bonus ulteriore legato al miglioramento del ranking Fifa di almeno cinque posizioni (se l'Italia entra tra le prime nove Nazionali) e un altro bonus in caso di partecipazione alla finale Euro 2016. Contestualmente la Figc ha definito un nuovo rapporto di partnership commerciale con alcuni dei nuovi sponsor con termini assai innovativi per la internazionalizzazione del marchio Figc e la valorizzazione della Nazionale e che prevedono anche l'utilizzo dell'immagine del nuovo ct come testimonial". 

Antonio Conte nuovo ct della Nazionale: "Contentissimo"

Accordo raggiunto. Antonio Conte è il nuovo commissario tecnico della Nazionale. Lo ha confermato il presidente della Figc Tavecchio all'Ansa. Conte si è detto "contentissimo" per la nuova avventura che l'attende alla guida della Nazionale. Il neo Ct, in barca con degli amici in Croazia, rientrerà in Italia nel week-end in tempo per la presentazione di martedì a Roma in cui spiegherà i motivi che l'hanno portato ad accettare l'incarico.

"L'impegno economico della federcalcio per il contratto di Conte - apprende l'Ansa - è in linea con quello per il precedente ct Prandelli. L'ingaggio di Conte, reso possibile anche dall'intervento di un pool di sponsor, prevede premi ad obiettivo: qualificazione e eventuale finale degli europei di calcio, miglioramento di cinque posizioni in classifica Fifa".

Antonio Conte verrà presentato a Roma martedì 19 agosto. "Il presidente della Figc Carlo Tavecchio e Antonio Conte si sono sentiti telefonicamente definendo direttamente gli ultimi aspetti della collaborazione che legherà alla Figc Conte fino al 31 luglio 2016. Il nuovo ct - spiegano in federcalcio - ha condiviso con il presidente Tavecchio il progetto di rilancio della Nazionale, quello di formazione dei nuovi calciatori azzurri attraverso i centri di formazione federale, con un forte impegno del ct nell'ambito del settore tecnico anche come coordinatore delle squadre giovanili posizione già ricoperta da Arrigo Sacchi".

Quanto al contratto "prevede un compenso allineato ai costi della precedente gestione (1,6 milioni) con un bonus legato alla qualificazione a Euro 2016, un bonus ulteriore legato al miglioramento del ranking Fifa di almeno cinque posizioni (se l'Italia entra tra le prime nove Nazionali) e un altro bonus in caso di partecipazione alla finale Euro 2016. Contestualmente la Figc ha definito un nuovo rapporto di partnership commerciale con alcuni dei nuovi sponsor con termini assai innovativi per la internazionalizzazione del marchio Figc e la valorizzazione della Nazionale e che prevedono anche l'utilizzo dell'immagine del nuovo ct come testimonial". 

Figc: Carlo Tavecchio eletto nuovo presidente

Figc, Carlo Tavecchio e' il nuovo presidente Il candidato delle Leghe eletto con il 63.63% alla terza votazione. "Sarò il presidente di tutti soprattutto di quelli che hanno espresso il loro dissenso'': sono le prime parole di Carlo Tavecchio dopo l'elezione a presidente Figc: ''Cercherò di migliorare il mio modo un po' ruvido e poco glamour come qualcuno lo ha definito giustamente'', ha detto ringraziando tutti, in lacrime. ''Con le parole sono poco a mio agio ha detto Tavecchio, dopo aver ringraziato dal palco tutti senza trattenere le sue lacrime - ma invito le componenti ad abbandonare le divisioni e mettersi al lavoro".

Nessuna conferenza stampa di insediamento, solo ringraziamenti alla platea che lo ha votato: Carlo Tavecchio assicura che ''entro il 18 agosto mi presenterò con la lista delle cose fatte, non ho avuto alcun approccio con il ct, nessuna operazione di governance che va condivisa con il consiglio federale". Il neoeletto presidente si affida a quanto lui stesso confessa si è fatto scrivere "dai miei collaboratori", ma decide subito dopo essere stato eletto a presidente della Figc di rinviare qualsiasi confronto quando avrà già cominciato a lavorare da capo della federazione.

Albertini,: ''Io alternativa ma si è visto corporativismo''
"Volevo essere un'alternativa diversa ma si è rivisto il corporativismo del patto delle Leghe. Il blocco è sempre difficile da scardinare. In bocca al lupo a Tavecchio, non sarà semplice sostituire Abete". Lo ha detto Demetrio Albertini, sconfitto da Carlo Tavecchio nella corsa alla presidenza della Federcalcio. Il neo presidente Figc, Carlo Tavecchio, dovrà ora cercare di unire le varie anime della federazione. "E' possibile? Il presidente Abete l'ha fatto - ha rilevato lo sconfitto Albertini - dipenderà dai decreti, dai cambiamenti dello statuto, dall'incisività che si potrà avere. Cosa farò ora? Torno a casa da mia moglie e i miei figli". 

Tommasi: ''Tavecchio? Mancata voglia di cambio marcia''
"Purtroppo non c'è stata la voglia di dare un cambio di marcia. Si conoscono chi sono gli elettori e gli sponsor del presidente federale. Purtroppo è fuori dalle nostre possibilità". Lo ha detto il presidente dell'Assocalciatori, Damiano Tommasi, commentando l'elezione di Carlo Tavecchio alla presidenza della Figc, a scapito del candidato supportato dalle componenti tecniche Demetrio Albertini. "La nostra candidatura era delineata - ha aggiunto il numero uno dell'Aic -, non è andata come volevamo, ma nonostante Demetrio fosse candidato solo dalle componenti tecniche ha preso i voti anche dagli altri. Speriamo che la nuova presidenza dia un nuovo ordine ma ne dubito".

Abete: ''Ora serve sforzo di tutti per unità'' 
"Ci sono forti diversità ma serve uno sforzo per l'unità, le grandi riforme non si fanno con maggioranze del 51% come avviene nel Paese. Bisognerà cercare di migliorarci tutti insieme". Lo ha detto l'ex presidente della Figc, Giancarlo Abete, commentando la situazione della federazione dopo l'elezione di Carlo Tavecchio alla guida della Federcalcio. "Il calcio, con tanti problemi ha comunque una sua dimensione importante nel sistema paese - ha sottolineato - e merita più del rispetto avuto negli ultimi periodi da parte dell'opinione pubblica". La prima cosa che dovrà fare il neo presidente? "Lo sapete tutti: l'individuazione del nuovo ct - ha concluso Abete -. E' alle porte la ripresa dell'attività ed è necessario dare di nuovo una guida alla nazionale italiana. Gli ho dato un consiglio? Assolutamente no".

Lotito: 'litigio con Juve infondato, c'è rispetto' 
"Un litigio con la Juve? Voi raccontate cose infondate, non c'è stato nessun litigio e confronto serrato. C'è un rapporto di rispetto e considerazione". Lo ha detto il presidente della Lazio, Claudio Lotito, rispondendo a chi gli chiedeva dello screzio tra il numero uno della Juve, Andrea Agnelli e il patron del Genoa, Enrico Preziosi, avvenuto a margine dell'assemblea elettiva che scelto Carlo Tavecchio neo presidente della Figc. "C'è stata una condivisione sul programma e non sulla persona - ha aggiunto Lotito -. Il risultato elettorale ha decretato Tavecchio presidente. Chi è in minoranza deve farsene una ragione. Ma non ci devono essere vincitori e vinti ma compartecipazione al progetto di cambiamento". Il patron laziale ha commentato proprio l'esito dell'urna. "Non abbiamo sbagliato ad investire su Tavecchio - ha rilevato -. Dove ha vinto? Sul programma e la politica del fare, sulla condivisione delle Leghe e sul fatto che contano più i fatti delle parole. E' sotto la mia tutela? Non ne ha bisogno: è nella condizione di decidere autonomamente. Il suo curriculum parla da solo: ha trasformato la lega dilettanti e l'ha resa competitiva. Io vice? Non contano le persone ma i programmi". 

Lotito: ''Successo anche mio? Vittoria del calcio''
"Una vittoria anche di Claudio Lotito? Non è una vittoria di una persona, ma del calcio e della possibilità di rinnovarlo". Il patron della Lazio commenta così il successo di Carlo Tavecchio, neo presidente della Figc. "C'è un programma - aggiunge - e mi auguro sia condiviso anche con le componenti tecniche, me lo auguro perché fino adesso non hanno dimostrato disponibilità ad allargare il consenso". Lotito parla anche della spaccatura in Lega di Serie A: "In tutte le associazioni ci sono posizioni maggioritarie e minoritarie - spiega il patron laziale -. Mi sembra che i dati parlino da soli. La dialettica è salutare altrimenti diventa un regime. La dialettica messa in campo poteva avere toni diversi ma mi auguro che anche le componenti minoritarie assumano un senso di responsabilità e condividano, cosa che hanno già fatto a livello programmatico, la persona di Tavecchio".

Italia batte Inghilterra 2 a 1 all'esordio mondiale: non tradisce le attese

Più forti dell’afa di Manaus. Più forti delle scorribande inglesi. L’Italia versione mondiale non tradisce le attese. Gli azzurri di Cesare Prandelli fanno il loro esordio nella competizione brasiliana con una vittoria meritata sull’undici di Roy Hodgson. Marchisio e Ballotelli, in mezzo il pareggio inglese di Sturridge, firmano le reti del successo italiano al termine di una gara di gran sacrificio, condizionata dall’asfissiante caldo amazzone. Sirigu non fa rimpiangere l’infortunato Buffon; l’esperimento del doppio play con Pirlo e Verrati premia il nuovo modulo di Prandelli, dove decisiva risulta la posizione di De Rossi a protezione della difesa dietro i due inventori del gioco. Darmian, la sorpresa più lieta della serata, e Candreva sulla destra sono inarrestabili. Il terzino granata nell’esordio mondiale fa tutto ciò che si chiede ad un laterale: difende, spinge e s’incunea nella difesa avversaria. Il centrocampista laziale, invece, crea la supremazia in mezzo al campo, e soprattutto disegna l’assist perfetto per la rete decisiva di Balotelli. Regge la difesa azzurra: Barzagli sopperisce con esperienza alla serata non felice di Paletta; Chiellini sull’out mancino è impegnato più in fase di copertura, che in quella propositiva. Prandelli, così, può festeggiare questi primi tre punti, contento di aver allontanato, almeno momentaneamente, le polemiche e qualche malumore che hanno accompagno la sua squadra alla vigilia di questo mondiale. Venerdì si torna in campo contro la sorpresa Costa Rica, capace di superare l’ Uruguay nel primo match del girone con un 3 a 1 in rimonta.

Nazionale: l’Italia non sa più vincere, solo 1-1 contro il Lussemburgo

di Stella Dibenedetto - A nove giorni dal debutto nel Campionato del Mondo del Brasile contro l’Inghilterra, i dubbi e le perplessità intorno alla Nazionale di Cesare Prandelli sono davvero tanti. Quest’Italia non sa più vincere e partirà per il Sudamerica con tanti punti interrogativi a cui, per il momento, nessuno sa dare una risposta. Contro il Lussemburgo, una delle Nazionali più scarse d’Europa, battuta qualche giorno fa per 5-1 dal Belgio, l’Italia riesce a portare a casa solo uno sterile 1-1 al termine di una partita in cui si è visto poco gioco e poca fantasia.
Quella scesa in campo a Perugia, dovrebbe essere la stessa formazione che tra nove giorni affronterà l’Inghilterra. Le paure tra i tifosi sono tante e hanno ragione d’esistere. Mario Balotelli, da solo, non riesce a reggere il peso dell’attacco; la squadra non è veloce e fa fatica a costruire azioni da gol pericolose. Cesare Prandelli ha mandato in campo gli Azzurri con un 4-1-4-1 difficile da interpretare con De Rossi davanti alla difesa formata da De Sciglio, Bonucci, Chiellini e Abate; Pirlo e Verratti in mezzo al campo sostenuti da Marchisio e Candreva e con il solo Balotelli in attacco. L’avvio del match illude tutti con Marchisio, tra i migliori anche contro l’Irlanda, che dopo nove minuti trafigge il portiere avversario. Sembra l’inizio di una goleada e, invece, dietro l’angolo, c’è la sorpresa. Gli Azzurri fanno fatica; sui piedi di Mario Balotelli arrivano palle importante che, però, l’attaccante del Milan non riesce a trasformare in rete.
Il Lussemburgo regge bene e per cercare il raddoppio l’Italia si affida ai piedi magici di Andrea Pirlo che, su calcio di punizione, chiama all’intervento il portiere avversario. A inizio ripresa, Mario Balotelli ci prova ancora per serve l’estro e la fantasia di Antonio Cassano per animare il match. Il fantasista del Parma inventa due assist magici per Mario Balotelli, fermato, stavolta, solo dalla traversa. Appalusi a scena aperta per Fantantonio che dimostra di essere già in forma mondiale.
Il Lussemburgo, però, prende le contromisure e sul finire del match, con un colpo di testa micidiale, trafigge Buffon portando a casa un pareggio storico. Per Cesare Prandelli, a pochi giorni dall’inizio dei Mondiali, sono davvero tanti gli interrogativi. Vale la pena puntare sempre e solo su Mario Balotelli? Non sarebbe meglio cambiare sistema di gioco e fare una sorta di 4-3-3- con Cerci, Immobile e Insigne in attacco? Questa Nazionale ha davvero tanto da lavorare e, speriamo, che come nel 2012, i brutti risultati della vigilia, siano di buon auspicio per un grande Mondiale! 

L'Italia ai Mondiali: Rossi fuori dai 23 azzurri, dentro Insigne

Non c'è Giuseppe Rossi nella lista dei 23 azzurri per il Mondiale. Lo ha deciso Cesare Prandelli nello stilare l'elenco da consegnare alla Fifa. Al suo posto entra Insigne.
Oltre al portiere Mirante, che era il 31esimo, restano fuori dunque rispetto alla prelista dei 30: Maggio, Pasqual, Montolivo, Romulo, Destro e Rossi. Ranocchia andrà in Brasile come riserva, 24esimo uomo.
Questa la lista dei 23 azzurri per il Mondiale, comunicata alla Fifa 
PORTIERI: Gianluigi Buffon (Juve), Salvatore Sirigu (Psg), Mattia Perin (Genoa) 
DIFENSORI: Giorgio Chiellini (Juve), Andrea Barzagli (Juve), Leonardo Bonucci (Juve), Gabriel Paletta (Parma), Mattia De Sciglio (Milan), Ignazio Abate (Milan), Matteo Darmian (Torino). 
CENTROCAMPISTI: Andrea Pirlo (Juve), Daniele De Rossi (Roma), Claudio Marchisio (Juve), Thiago Motta (Psg), Marco Verratti (Psg), Antonio Candreva (Lazio), Alberto Aquilani (Fiorentina), Marco Parolo (Parma) 
ATTACCANTI: Mario Balotelli (Milan), Antonio Cassano (Parma), Alessio Cerci (Torino), Ciro Immobile (Torino), Lorenzo Insigne (Napoli). Riserva: Andrea Ranocchia (Inter).
''Vai scugnizzo, metti il samba nelle gambe e il partenopeismo della tua grande personalità per ballare in mezzo al campo''. Così il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis omaggi su Twitter Lorenzo Insigne per la convocazione nei 23 di Prandelli per i Mondiali. De Laurentiis, sempre sul social network, consola anche Christian Maggio, escluso dai convocati: ''Caro Christian - scrive - mi spiace per la mancata convocazione. In Italia siete in tanti a meritarla e purtroppo non potete partire tutti. Le scelte di un allenatore non si discutono. Sei un grande professionista e a Napoli tutti ti stimiamo e ti consideriamo tale''.
Riccardo Montolivo è arrivato a Milano. Il centrocampista del Milan e della nazionale, dopo l'infortunio di sabato nell'amichevole tra Italia e Irlanda, è atteso a una serie di esami che verranno effettuati alla clinica 'La Madonnina', dove il giocatore è stato trasferito subito dopo l'arrivo a Linate. In mattinata il giocatore dovrebbe essere sottoposto a operazione per la frattura della tibia.
 "La prima cosa che mi ha chiesto Montolivo è il tipo di intervento a cui sarebbe stato sottoposto, poi i tempi di recupero che sono di qualche mese. Conoscendolo, Riccardo è un ragazzo razionale, saggio, sono sicuro che affronterà tutto alla grande, compresa la fase di recupero". Lo ha detto il responsabile medico della Nazionale Enrico Castellacci. "Rispetto a ieri sera Riccardo è più sereno, ha una grande forza d'animo, una volta resosi conto di quello che gli è successo sta affrontando tutto con grande tranquillità - ha continuato Castellacci - in mattinata si opererà poi inizierà il solito percorso post-operatorio. E' stata ieri una giornata intensa per noi tutti e drammatica per il giocatore, ma Montolivo è davvero un ragazzo eccezionale".
"E' un infortunio che non ci voleva assolutamente, siamo tutti vicini a Montolivo a partire dal presidente Berlusconi e speriamo che i tempi di recupero non siano lunghissimi". Lo ha detto Adriano Galliani ai microfoni di Sky al suo arrivo alla clinica 'La Madonnina', dove il centrocampista rossonero è ricoverato per l'infortunio alla tibia rimediato ieri sera durante Italia-Irlanda.

Calcio. Contro l’Armenia Balotelli non basta: l’Italia non è testa di serie

ROMA. I timori della vigilia si sono avverati. Nonostante la qualificazione conquistata con due giornate d’anticipo, il girone per l’accesso ai Mondiali 2014 si chiude con l’amaro in bocca per la Nazionale di Cesare Prandelli. L’Italia, infatti, non sarà testa di serie ai sorteggi di dicembre.  Le vittorie di Uruguay (3-2 con l'Argentina) e Colombia (2-1 in Paraguay) escludono l'Italia dalla Top 8 del calcio mondiale. Tutta colpa del pareggio in casa con l’Armenia frutto di un approccio troppo molle degli Azzurri a cui non ha potuto rimediare neanche Mario Balotelli che, però, nella ripresa ha rischiato di vincere da solo la partita.
La squadra mandata in campo da Prandelli è schierata con il 4-1-4-1 con Osvaldo come unica punta, Pirlo davanti alla difesa, Montolivo e Aquilani coppia centrale con Florenzi e Insigne esterni larghi. Quello degli Azzurri è stato forse l’approccio più brutto alla gara nella storia della Nazionale guidata da Prandelli. Squadra distratta, errori a non finire e brividi dopo appena quattro minuti di gioco per una leggerezza di Astori, di cui Movsisyan non ha approfittato. La seconda volta, però, l’attaccante armeno non ha perdonato e complice un rimbalzo sbagliato da Aquilani, l’avversario dopo aver saltato Astori ha trafitto Marchetti. Lo svantaggio non ha scosso la squadra azzurra che è rimasta sotto le grinfie degli avversari fino a quando la scossa non è stata suonata da Lorenzo Insigne, l’idolo di casa, che ha spaventato l’Armenia colpendo un palo al 22’ e poi permettendo a Florenzi, con un bellissimo gioco di prestigio, di segnare il gol dell’1-1. La partita cambia e nella ripresa in cui è ancora una volta Insigne a creare pericoli, Prandelli si gioca la carta Balotelli, subentrato ad Osvaldo al 9’ della ripresa.
Nonostante la superiorità degli Azzurri, arriva la beffa per un doppio errore di Marchetti: il portiere prima ha letteralmente regalato un corner agli armeni con una presa difettosa, poi sugli sviluppi dell’azione è uscito a vuoto consentendo a Mikhitaryan di rimandare sotto l’Italia. Un colpo di genio di Pirlo, però, concede all’Italia la possibilità di ritornare subito in partita: il fantasista della Juventus trova un tiro perfetto per Balotelli che davanti al portiere non sbaglia. Super Mario ha la possibilità di regalare una preziosa vittoria agli Azzurri quando, nei minuti di recupero, guadagna metri con un’azione personale irresistibile ma il tiro esce di un soffio. Finisce 2-2 con l’Italia fuori dalla Top 8.

Stella Dibenedetto

Sport. Questa sera la partita Italia-Armenia: Prandelli in cerca dell’imbattibilità con il dubbio Balotelli

ROMA. Questa sera la Nazionale Italiana di calcio di Cesare Prandelli sfiderà l'Armenia e cercherà, questa sera, di diventare testa di serie.
"Abbiamo vissuto una settimana ricca di distrazioni e piena di polemiche: evidentemente si sente già aria di Coppa del Mondo" ha dichiarato Cesare Prandelli "Ci siamo abituati, questa volta a qualificazione ottenuta si sono anticipati i tempi. Però non tirate fuori il luogo comune della nazionale pronta a esaltarsi in situazioni del genere: l'Italia gioca per, non contro...".
"L'Italia avrà motivazioni, anche se è già qualificata, ma sono certo che le nostre motivazioni sono molto molto più forti" ha invece dichiarato il ct dell'Armenia, Vardan Minasyan "Non abbiamo esaurito tutte le opportunità, ma è chiaro che il nostro cammino nelle qualificazioni è stato pesantemente influenzato dagli infortuni. Questa è una buona squadra e può giocarsi le proprie carte anche nelle prossime qualificazioni agli Europei 2016".

LE PROBABILI FORMAZIONI

ITALIA (4-3-3):
12 Marchetti, 20 Abate, 19 Bonucci, 4 Astori, 14 Pasqual, 7 Aquilani, 21 Pirlo, 18 Montolivo, 16 Florenzi, 17 Insigne, 10 Osvaldo. (1 Buffon, 13 Sirigu, 3 Chiellini, 15 Ranocchia, 2 De Silvestri, 5 Thiago Motta, 8 Marchisio, 6 Candreva, 9 Balotelli 22 Giaccherini, 23 Diamanti, 11 Rossi). All.: Prandelli.

ARMENIA (4-4-1-1): 1 Berezovski, 13 Hovhannisyan, 5 Arzumanyan, 15 Mkoyan, 20 Hayrapetaryan, 23 Ozbiliz, 6 Mkrtchyan, 7 Yedigaryan, 10 Ghazaryan, 18 Mikhitaryan, 14 Movsisyan. (12 Kasparov, 16 Aleksanyan, 17 Avagyan, Haroyan, 3 Voskanyan, 8 Marcos Pizzelli, 9 Edgar Malakyan, 21 Manoyan, 22 Dashyan, 11 Sarkisov). All.: Minasyan.

ARBITRO: Dirige la gara l'inglese Oliver, classe 1985, internazionale dal 2012.

Calcio: Classifica Fifa: Italia sale due gradini, è quarta

Grosse novità nella top 10 della classifica Fifa, in cui solo la posizione della Spagna resta invariata, al primo posto. Dietro sale l'Argentina, ora seconda, (+2) che scalza la Germania, terza (-1). Nella settimana in cui ha guadagnato la qualificazione al Mondiale 2014, sale anche l'Italia, passando dal sesto posto del mese scorso al quarto. Entra nei primi 10 l'Uruguay (settimo), mentre ne esce il Portogallo (11/o). Salto in avanti del Belgio (che guadagna quattro posizioni) e si attesta al sesto posto, scavalcando Brasile (8/o) ed Olanda (9/a). Salgono prepotentemente anche gli Usa, ora 13/i (+6).