Perugia, 11 febbraio 2026 – È attesa per oggi la sentenza della Corte d’Appello di Perugia nel processo d’appello bis sul disastro dell’Hotel Rigopiano, avvenuto il 18 gennaio 2017 a Farindola. Quel giorno una valanga travolse l’albergo, causando la morte di 29 persone su 40 presenti nella struttura tra clienti e personale.
Nel processo di primo grado, celebrato a Pescara, erano state pronunciate cinque condanne e 25 assoluzioni, mentre nell’appello a L’Aquila le condanne erano salite a otto. A fine 2024 la Cassazione aveva però annullato le condanne, riaprendo le posizioni di sei dirigenti regionali.
Il procuratore generale di Perugia, Paolo Barlucchi, ha chiesto la conferma delle condanne per due dirigenti della Provincia di Pescara, l’allora sindaco di Farindola e un tecnico comunale per reati già prescritti secondo la Cassazione. Secondo il procuratore, però, i termini di prescrizione potrebbero essere rivalutati, facendo riferimento a quelli previsti per i reati dolosi.
Per cinque dirigenti della Regione Abruzzo – Caputi, Visca, Primavera, Antenucci e Giovani – Barlucchi ha chiesto la condanna a 3 anni e 5 mesi per omicidio colposo plurimo non aggravato. È stato invece chiesto il proscioglimento dell’ex dirigente della Regione Abruzzo Sabatino Belmaggio.
L’ex sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, ha annunciato la sua rinuncia alla prescrizione alla vigilia della sentenza. Stamattina l’udienza è iniziata alle 10 con l’intervento dell’avvocato Catenacci, difensore di Belmaggio, e subito dopo il collegio giudicante si è ritirato in Camera di Consiglio. La lettura del dispositivo è prevista nel tardo pomeriggio.
Il ricordo della strage e le parole del sindaco
Pochi giorni fa è ricorso il nono anniversario della tragedia. In occasione delle commemorazioni, l’attuale sindaco di Farindola, Luca Labricciosa, ha denunciato la mancanza di risposte concrete da parte delle istituzioni, lanciando un appello per la viabilità montana e la ricostruzione. “Molte parole, pochi fatti”, ha sottolineato il primo cittadino, ricordando che il tessuto economico e sociale del territorio resta profondamente segnato: attività cessate, famiglie costrette ad andare via e una ferita che resta ancora aperta.
Il disastro
Il 18 gennaio 2017, alle 16:41, dopo alcune scosse di terremoto, una valanga di 120 mila tonnellate si staccò dal Monte Siella e, due minuti dopo, travolse l’Hotel Rigopiano. All’interno c’erano 28 clienti, tra cui quattro bambini, e 12 membri dello staff. Sopravvissero soltanto 11 persone.

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