"Le condizioni economiche sono favorevoli, la ripresa si sta lentamente concretizzando. La prudenza è d'obbligo, anche per l'incognita terrorismo. Potrebbe essere il primo Natale dopo sette anni con il segno positivo. Le famiglie hanno più reddito, più fiducia, più propensione ai consumi natalizi e ai regali. Ma il governo non ha ancora vinto la scommessa, vale a dire trasformare in diffusa e robusta la ripresa, tagliando tasse, spese improduttive, riducendo il deficit di legalità e annullando la cattiva burocrazia. Solo così nel 2016 sarà possibile la crescita del Pil ed eliminare nel 2017 le clausole di salvaguardia". A dichiararlo il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, a margine della presentazione delle stime dell'Ufficio Studi sui consumi di Natale. A Natale la spesa media pro capite per i regali crescerà del 5% rispetto al 2014. La spesa, rispetto al 2009, diminuirà invece del 30%. Ammonta a 166 euro pro capite la spesa per i soli regali di Natale, rispetto ai 237 del 2009. La 13ma destinata a consumi aggiuntivi dei lavoratori autonomi cresce dell'1,6% rispetto al 2014.
