ROMA - "Non possiamo illuderci che altri facciano le guerre per noi, e aspettare di lucrarne i benefici. Poi le forme di coinvolgimento di ciascun Paese saranno da valutare secondo i mezzi e le possibilità di ciascuno. Ma qualcosa dovremo fare certamente". A dirlo il leader di Fi, Silvio Berlusconi, in un'intervista al Corriere della Sera, sulla possibilità che l'Italia partecipi a operazioni di terra in Siria nel caso di un intervento internazionale.
"Io credo che primo compito di un presidente del Consiglio italiano sia di obbedire all’identità e alla storia del nostro Paese, secondo l’insegnamento che da De Gasperi in poi ci ha consentito di svolgere un ruolo inclusivo sul piano delle alleanze. Mi sono già impegnato e mi sto impegnando per favorire la comprensione tra Russia e Occidente. E sono - ha aggiunto - a piena disposizione del mio Paese per sostenere il costituirsi di una coalizione sotto l’egida dell’Onu. Un incontro in Italia dei leader più importanti del fronte contro lo Stato Islamico avrebbe una valenza organizzativa e simbolica importantissima". Berlusconi condivide la posizione di Renzi sul fatto che in Siria non si debbano ripetere gli errori commessi in Libia. "Condivido certamente il fatto che non si debbano ripetere gli errori commessi in Libia. Quanto a Renzi, la prudenza nel combattere il regime di Assad in assenza di un’alternativa migliore è un atteggiamento saggio. La prudenza nel combattere lo Stato Islamico - che di Assad è mortale nemico - è una ambiguità che non ci possiamo permettere". Sui rischi attentati nel caso di intervento attivo dell’Italia, osserva: "La pavidità non ci mette certamente al riparo. L’unico modo per stare al sicuro è estirpare il cancro alla radice. L’Isis è un’organizzazione criminale, ma molto lucida e con molto senso politico. La sua strategia è proprio quella di colpire e accentuare le debolezze dell’Occidente".
"Io credo che primo compito di un presidente del Consiglio italiano sia di obbedire all’identità e alla storia del nostro Paese, secondo l’insegnamento che da De Gasperi in poi ci ha consentito di svolgere un ruolo inclusivo sul piano delle alleanze. Mi sono già impegnato e mi sto impegnando per favorire la comprensione tra Russia e Occidente. E sono - ha aggiunto - a piena disposizione del mio Paese per sostenere il costituirsi di una coalizione sotto l’egida dell’Onu. Un incontro in Italia dei leader più importanti del fronte contro lo Stato Islamico avrebbe una valenza organizzativa e simbolica importantissima". Berlusconi condivide la posizione di Renzi sul fatto che in Siria non si debbano ripetere gli errori commessi in Libia. "Condivido certamente il fatto che non si debbano ripetere gli errori commessi in Libia. Quanto a Renzi, la prudenza nel combattere il regime di Assad in assenza di un’alternativa migliore è un atteggiamento saggio. La prudenza nel combattere lo Stato Islamico - che di Assad è mortale nemico - è una ambiguità che non ci possiamo permettere". Sui rischi attentati nel caso di intervento attivo dell’Italia, osserva: "La pavidità non ci mette certamente al riparo. L’unico modo per stare al sicuro è estirpare il cancro alla radice. L’Isis è un’organizzazione criminale, ma molto lucida e con molto senso politico. La sua strategia è proprio quella di colpire e accentuare le debolezze dell’Occidente".
