Visualizzazione post con etichetta Usa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Usa. Mostra tutti i post

Raid USA in Siria e Iraq, oltre 300 civili rimasti uccisi negli ultimi due mesi.


di BEATRICE GALLUZZO - Nel corso della guerra, non è raro che vengano chiamati “danni collaterali”. Questi danni collaterali, sono uomini, donne, bambini; civili pressocchè innocenti, che rimangono uccisi nel corso di incursioni militari. Dall’agosto 2014, quando l’amministrazione Obama decise che era arrivato il momento di iniziare una campagna di raid anti-Isis in Iraq e poi in Siria, si contano 484 morti, per errore. Per accidentale fatalità.

Ma da quando nello Studio Ovale della Casa Bianca è andato ad accomodarsi Mister Donald J. Trump, le cose sono leggermente cambiate. Solo nei due mesi di marzo e aprile il numero dei “morti per errore” ha subito un’energica impennata, in modo particolare dall’inizio della riconquista di Mosul e Raqqa, e al momento si contano più di 300 vittime civili confermate dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti.

Secondo le stime dell’organizzazione non governativa Airwar però, che si occupa di monitorare costantemente il numero delle vittime innocenti dei raid aerei, negli ultimi tre anni il numero dei civili rimasti uccisi oscillerebbe tra i 3.817 e i 6.025. Questi però, imputabili a USA e alleati. Il numero totale prendendo in considerazione anche le operazioni della Russia sale vertiginosamente, arrivando a collocarsi tra i 10,331 e i 15,233.

Il Presidente Trump ha detto più volte di considerare la politica del suo predecessore “troppo debole”nei confronti dell’isis. Da qui la volontà di condurre delle operazioni militari più violente e incisive. A quanto pare, a qualunque costo.

Non si placano le tensioni tra Corea del Nord e Usa


WASHINGTON - Non si placano le tensioni tra Corea del Nord e Usa. Secondo il segretario alla Difesa americano Jim Mattis la nazione guidata dal Leader máximo, Kim Jong-un, si sta muovendo sempre più velocemente e con sempre maggior pressione, per poter realizzare un missile nucleare che sia in grado di minacciare seriamente gli Stati Uniti e tutte le altre nazioni. Questo, è considerato dagli Usa, "un pericolo chiaro e attuale".

Trump, gli USA si ritireranno dall'accordo di Parigi sul clima


STATI UNITI - Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti si ritireranno dall'accordo di Parigi sul clima. "Gli Stati Uniti cominceranno a negoziare un nuovo accordo sul clima. Vogliamo un accordo che sia giusto. Se ci riusciremo benissimo, altrimenti pazienza", ha affermato Trump spiegando come "Gli Usa non onoreranno più le parti non vincolanti dell'accordo di Parigi a partire da oggi". "L'accordo negoziato da Obama impone target non realistici per gli Stati Uniti nella riduzione delle emissioni, lasciando invece a paesi quali la Cina un lasciapassare per anni": è quanto si legge nel documento riportato da alcuni media americani e distribuito in Congresso dalla Casa Bianca per spiegare la decisione del presidente Donald Trump di ritirarsi dall'accordo sul clima di Parigi.

OBAMA: SUL CLIMA RIFIUTA IL FUTURO - "L'amministrazione Trump si sta unendo a una piccola manciata di nazioni che rifiutano il futuro". Così l'ex presidente Barack Obama, che risponde a muso duro alla decisione, annunciata da Donald Trump, di ritirare gli Usa dall'accordo sul clima di Parigi. Con l'addio all'accordo di Parigi gli Stati Uniti si uniscono a questi paesi che "rifiutano il futuro", ha continuato Obama, sottolineando di aver "fiducia nel fatto che gli stati, le città e le aziende faranno un passo avanti e aiuteranno a proteggere il pianeta per le future generazioni". Con l'addio gli Stati Uniti si vanno ad unire a Nicaragua e Siria, gli unici dei paesi che non hanno firmato l'intesa.

Un piccolo team di esperti, tra i quali il capo dell'agenzia per la difesa dell'ambiente (Epa) Scott Pruitt, starebbe già lavorando per mettere a punto i dettagli su come avverrà il ritiro dall'accordo. Nello specifico si deve definire se vi sarà un completo ritiro formale - atto che potrebbe avvenire in massimo tre anni - o solamente un'uscita dal trattato delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che risulterebbe essere una soluzione più veloce, anche se più radicale.

Nel vertice di venerdì Ue e Cina, invece, faranno presente la loro volontà di continuare a rispettare l'accordo di Parigi sul clima, e verranno annunciati "dettagli sulle misure concrete di attuazione" dell'accordo. Lo indicano fonti europee a soli due giorni dal vertice che di fatto comincerà domani sera con la cena del premier Li Keqiang con i presidenti Donald Tusk e Jean-Claude Juncker all'Europa Building di Bruxelles.

Trump annuncerà stasera la sua decisione sul clima VIDEO


STATI UNITI - Dopo mesi di tergiversazioni, il presidente Usa Donald Trump annuncerà stasera alle 21 ora italiana (le 15 negli Stati Uniti) la sua decisione sulla partecipazione degli Usa all’accordo di Parigi sul clima, che il presidente repubblicano aveva promesso di annullare durante la campagna elettorale.
“Annuncerò la mia decisione sull’accordo di Parigi giovedì alle 15. Nel Giardino delle Rose della Casa Bianca. RESTITUIRE ALL’AMERICA LA SUA GRANDEZZA!”, ha twittato ieri sera Trump, riprendendo lo slogan della sua campagna. Secondo i media americani, un rititro dall’accordo è altamente probabile.


Un piccolo team di esperti, tra i quali il capo dell'agenzia per la difesa dell'ambiente (Epa) Scott Pruitt, sarebbe al lavoro per definire i dettagli su come il ritiro dall'accordo verrà eseguito, scrive ancora Axios, secondo il quale in particolare si deve stabilire se avviare un completo ritiro formale - che potrebbe richiedere fino a tre anni - o una uscita dal trattato delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, che potrebbe essere una soluzione più veloce ma anche più estrema. Molto media americani stanno rilanciando la notizia, in particolare Abc e Cbs, che confermano le indiscrezioni con proprie fonti alla Casa Bianca.

Di contro, nel vertice di venerdì Ue e Cina annunceranno che continueranno a rispettare l'accordo di Parigi sul clima e nelle conclusioni, già "stabilizzate" sul tema, e saranno annunciati "dettagli sulle misure concrete di attuazione" dell'accordo. Lo indicano fonti europee a due giorni dal vertice che formalmente comincerà domani sera con la cena del premier Li Keqiang con i presidenti Donald Tusk e Jean-Claude Juncker all'Europa Building di Bruxelles. L'eventuale ritiro degli Usa "non è la fine del mondo", aggiungono le fonti.

Russiagate: nel mirino dell'inchiesta anche Kushner, il genero di Trump

(Foto REUTERS)

di ILEANA CIRULLI - Continua l'inchiesta sul Russiagate e l'Fbi rivolge la sua attenzione anche a Jared Kushner, stretto consigliere e genero del presidente Usa, Donald Trump. A diffondere la notizia è stato il quotidiano Washington Post, secondo cui il lavoro degli inquirenti sarebbe indirizzato su una serie di incontri tenuti da Kushner con rappresentanti russi. Secondo il giornale americano, lo scorso dicembre il marito di Ivanka Trump ha incontrato l'ambasciatore russo, Serghei Kislyak, a Washington; all'incontro era presente anche Michael Flynn, l'ex consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, costretto alle dimissioni dopo 24 giorni in carica per aver negato, mentendo, di aver discusso di sanzioni contro la Russia con il diplomatico di Mosca. Nello stesso periodo, dopo le elezioni e prima dell'insediamento, Kushner ha visto anche Serghei Gorkov, numero uno della banca russa Vnesheconombank, oggetto di sanzioni Usa in seguito all'annessione unilaterale della Crimea da parte della Russia. Tuttavia, giunge voce che sul Russiagate stiano indagando anche la Camera dei Rappresentanti e il Senato degli Stati Uniti. Jamie Gorelick, uno degli avvocati di Kushner, ha ricordato che il suo assistito «si era già offerto volontariamente di condividere con il Congresso ciò che sa di tali incontri. Farà lo stesso se contattato in relazione a qualsiasi altra inchiesta».

Visita in Israele per Trump, consolidati i rapporti con Netanyahu

(Foto IL FATTO QUOTIDIANO)

di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - Donald Trump è volato insieme alla moglie Melania, la figlia Ivanka e il genero Jared Kushner, in Israele. Il Presidente statunitense ha incontrato il premier israeliano Benyamin Netanyahu, che ha fatto un discorso di benvenuto. Netanyahu ha ringraziato Trump per la sua storica visita in Israele, che avviene nella sua prima missione estera, aggiungendo "grazie per il cambiamento della politica americana verso Teheran, che ha portato anche per la prima volta nella mia vita una reale speranza di apertura del mondo arabo verso Israele". Trump ha preso la parola dichiarando, "nel mio viaggio in questi giorni ho trovato nuove ragioni di speranza e abbiamo l'opportunità di equilibrare la regione". Il Tycoon ha parlato del suo incontro in Arabia Saudita, con il Re Salman, che spera in una pace tra Israele e Palestina.

Trump ha poi, ribadito con pugno duro, che l'Iran non avrà mai l'arma nucleare e che i rapporti solidi con Israele, impediranno una tale possibilità. Egli ha in seguito invitando il governo iraniano, a non finanziare i gruppi terroristici. A queste dichiarazione, si è subito espresso il Presidente dell'Iran Hassan Rohani, che ha parlato dell'incontro tra Trump e i capi di Stato arabi come uno "show" senza valenza politica, che il vero terrorismo non si combatte finanziando la vendita di armi, lasciando intendere che gli Usa siano in prima fila in questo giro d'affari. Anch'egli ha lanciato un messaggio a Trump "l'epoca delle interferenze negli affari degli altri Paesi, avviando guerre è finita". Dopo gli incontri ufficiali, Trump e la sua famiglia, hanno visitato a Gerusalemme il Santo Sepolcro, incontrando i rappresentati del mondo cattolico e il Muro del Pianto, mentre Melania e Ivanka hanno visitato la zona riservata alle donne.

Trump in Arabia Saudita, atteso discorso sull'Islam

(ANSA/EPA)

RIAD - Oggi è la giornata dell'atteso discorso che il presidente americano si appresta a pronunciare domani davanti a 50 leader musulmani. A dominare dovrebbe essere l'appello all'unità nella lotta al terrorismo, e l'invito ai Paesi musulmani a combatterlo con determinazione al loro interno, dando la caccia ai militanti jihadisti e contribuendo a fermare il flusso di ritorno dei foreign fighter in America e in Europa.

Intanto prosegue a ritmi serrati l'inchiesta sul Russiagate. Alcuni funzionari russi, durante le conversazioni intercettate dagli 007 Usa durante la campagna presidenziale di Donald Trump, si vantarono di coltivare una forte relazione con l'ex generale Michael Flynn. Tanto da ipotizzare un suo utilizzo per influenzare il tycoon e la sua squadra. Lo rende noto la Cnn.

I legali della Casa Bianca avrebbero infatti iniziato a studiare le procedure di impeachment per essere pronti nel caso in cui Donald Trump dovesse essere messo in stato di accusa, rivela sempre la Cnn, citando fonti dell'amministrazione statunitense.

Intanto l'alto funzionario della Casa Bianca che gli uomini dell' Fbi ritengono una "persona di interesse" e che avrebbero intenzione di ascoltare potrebbe essere il genero del presidente Jared Kushner. Lo riporta l'Independent, che rilancia voci su un coinvolgimento del genero del presidente americano Donald Trump.

Russiagate, il genero di Trump potrebbe essere interrogato

(Foto REUTERS)

di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - Non sembra attenuarsi la crisi che sta colpendo Trump e la sua amministrazione. Dopo le notizie dei giorni scorsi, sul Russiagate, rivelate da due importanti quotidiani, New York Time e il Washington Post, questa volta è stata la Cnn, che ha riportato delle conversazioni scomode per il Tycoon. Tali conversazioni sono state intercettate dagli 007 Usa, durante la campagna elettorale di Trump, in cui dei funzionari russi, si vantavano d'avere dei legami forti con l'ex generale Michael Flynn, e che poteva essere "usato" per influenzare il Presidente americano e la sua squadra.

La Cnn ha inoltre messo in evidenzia, l'intenzione dell'Fbi di interrogare un alto funzionario della Casa Bianca, molto vicino a Trump, il genero Jared Kushner che sarebbe visto dall'intelligence Usa, come "persona interessata" e che potrebbe avere dei legami con Mosca. Il Washington Post ha rivelato che nel caso Russiagate, sarebbero coinvolti molti altri funzionari e che il caso sta ormai toccando i livelli più alti del governo.

Trapelano le notizie su un eventuale stato d'accusa di Trump, e i legali della White House hanno consultato nei giorni scorsi, documenti e procedure di impeachment. Ipotesi remota ma non impossibile ha dichiarato la Cnn.

Trump ancora nella bufera dopo una registrazione


di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - Donald Trump è nuovamente nell'occhio del ciclone per un audio ascoltato dal Washington Post, di cui è stata riportata una frase detta dal leader dei repubblicani alla Camera Kevin McCarthy. La frase che il quotidiano ha messo nero su bianco è: "penso che Putin paghi Trump". Questo è quanto dichiarato dal senatore durante una conversazione registrata a Capitol Hill con altri del partito, nel giugno del 2016.

L'audio è stato registrato dopo l'incontro tra McCarthy e il primo ministro ucraino Vladimir Groysman, dove ha spiegato la tecnica di Mosca per mettere in crisi il sistema politico democratico. Secondo Groysman, il Cremlino ha pagato politici populisti per danneggiare le istituzioni democratiche in Europa e non solo. Dopo un anno dalla conversazione McCarthy si è difeso dichiarando che era solo uno scherzo.

Panico a Times Square: un'auto viaggia sul marciapiede e investe la folla di pedoni. Ma non è terrorismo


di ILEANA CIRULLI - Quella di ieri è stata una giornata di panico per New York: intorno a mezzogiorno, ora locale - le 18 in Italia -, un'auto ha fatto inversione e ha percorso tre isolati e mezzo, viaggiando sul marciapiede affollato. Ciò è accaduto tra la 45ma e Broadway, dove un poliziotto è subito riuscito a deviare la direzione della vettura, la quale ha terminato la sua corsa schiantandosi contro un paletto e prendendo fuoco. Alla guida del veicolo vi era un giovane di 26 anni del Bronx, il quale era «sotto effetto di droghe»; si tratta di un ex militare della Marina, avente precedenti penali, oltre a fermi per guida in stato di ebbrezza. Il conducente è ora in custodia cautelare e dovrà rispondere anche della morte di una ragazza di 18 anni, la quale ha perso la vita dopo essere stata travolta dall'auto. Nell'incidente sono state ferite altre 22 persone, tra cui la sorella 13enne della vittima, e 4 di loro sono state portate nelle strutture ospedaliere in gravi condizioni. L’area dell’incidente è stata prontamente chiusa e invasa dalla polizia, fra artificieri e unità anti-terrorismo, e dai cani, che dovevano verificare la presenza di esplosivi, mentre gli elicotteri sorvolavano la zona. Sul posto sono arrivati il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, e il sindaco della città, Bill De Blasio: «In base alle informazioni che abbiamo al momento, non ci sono indicazioni che a Times Square a New York si sia trattato di un atto di terrorismo». Alcuni testimoni hanno così raccontato alle tv americane gli attimi in cui l'auto si è schiantata contro i pedoni: «Abbiamo sentito un forte colpo, ci siamo girati e abbiamo visto persone a terra sul marciapiede e gente che fuggiva» e poi: «La gente fuggiva ovunque, avevano tutti paura per la propria vita, abbiamo visto fumo e fiamme uscire dalla macchina». Al momento non vi sono italiani coinvolti nella vicenda.

Novità sul caso Russiagate, nuovo procuratore alle indagini


di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - Il Dipartimento di Giustizia americano per calmare le acque, tranquillizzare l' Fbi e sotto la pressione dei democratici che hanno più volte chiesto indagini più indipendenti, ha nominato un procuratore speciale, con il compito di portare avanti le indagini federali sul caso Russiagate. Il super commissario è l'ex direttore dell' Fbi Robert Muller, molto stimato all'interno del Dipartimento che ha guidato per 12 anni, dal 2001 al 2013.

Donald Trump ha commentato così la notizia, "Le indagini dimostreranno che non c'è stata nessuna collusione tra la mia campagna ed alcuna entità straniera, spero che questa questione si chiuda rapidamente, nel frattempo, non smetterò mai di combattere per la gente e per le questioni che più importano per il futuro del Paese".

La Casa Bianca però, non appare tranquilla, perché Muller godrà di molta indipendenza e autonomia, avendo infatti la facoltà di decidere fino a quale punto consultare e informare il Dipartimento di giustizia, sugli sviluppi delle indagini.



Panico alla Casa Bianca: un uomo scavalca le recinzioni ma viene fermato

(Foto CORRIERE DELLA SERA)

di ANTONIO GAZZILLO - Ieri, nel giorno dell’importante incontro tra Donald Trump e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, un uomo è riuscito ad eludere il servizio di sicurezza, scavalcando le recinzioni della Casa Bianca dal lato nord lungo Pennsylvania Avenue.

Successivamente però l’individuo è stato fermato, arrestato e identificato: si tratta di Jonathan Tuan-Ann Trann, ragazzo di 26 anni, originario della California. Al momento dell’atto, l’edificio è stato evacuato e i visitatori, presenti nell’area aperta al pubblico, sono stati fatti uscire ma per fortuna non è accaduto nulla di grave.

E’la prima volta che si verifica una cosa simile da quando è stato eletto presidente Trump, che in quel momento si trovava proprio nel suo ufficio alla Casa Bianca. La minaccia è stata sventata ma non sono ancora chiare le ragioni che hanno portato l’uomo a compiere questo folle gesto.

Scambio di informazioni top secret tra Trump a Mosca, Casa Bianca nega tutto


di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - Il Washington Post citando come fonte alcuni funzionari precedenti e attuali della Casa Bianca, ha dichiarato che il presidente Donald Trump avrebbe rivelato al ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov e al suo ambasciatore Sergey Kislya, informazioni top secret. Le notizie coperte da segreto, sarebbero state riferite durante un incontro della settimana scorsa e riguarderebbero lo Stato islamico. Questa informazione altamente segreta, sarebbe stata trasmessa a Trump da un partner alleato, che non avrebbe dato l'autorizzazione alla divulgazione. Con la trasmissione delle informazioni alla Russia, il Tycoon avrebbe messo in pericolo la cooperazione con un alleato fondamentale. Il quotidiano della capitale ha scritto infatti, che dopo quanto accaduto i funzionari della White House avrebbero cercato di rimediare al danno, chiamando la Cia e la Nsa. 

Tutto ciò confermerebbe quanto sospettato dall'Fbi e dal suo ex direttore James Comey, sui legami tra amministrazione Trump e Mosca. In aiuto al Presidente statunitense sono corsi il generale Herbert Raymond McMaster consigliere per la sicurezza nazionale e Rex Tillerson, segretario di Stato, che hanno bollato l'articolo del quotidiano, come falso. Loro hanno dichiarato di esserci stati all'incontro tra Trump e rappresentanti del governo russo e che non sarebbero state rivelate informazione di nessun genere. Duro il commento del leader della minoranza democratica in Senato, Chuck Schumer "Rivelare informazioni classificate a questo livello è estremamente pericoloso e mette a rischio le vite degli americani e di quelli che raccolgono informazioni di intelligence per il nostro Paese".

Accordo commerciale Usa-Cina: Pechino aprirà le porte a manzo e gas ed esporterà pollo cotto


di ILEANA CIRULLI - Dopo l'incontro tra il presidente americano, Donald Trump, e il presidente cinese, Xi Jinping, avvenuto lo scorso aprile a Mar-a-lago - Florida -, è stato sancito un accordo commerciale tra le due nazioni in questione. Tale compromesso prevede l'apertura delle porte della Cina al manzo americano e consentirà alle aziende statunitensi di portare nel Paese gas naturale (liquefatto); la seconda parte dell'accordo sancisce che tra non molto le carni di pollo cotte, provenienti dallo Stato cinese, potranno essere importate negli Stati Uniti. L'accordo commerciale bilaterale tra i due Stati è stato presentato dall'amministrazione Usa come un passo significativo per dare slancio all'export degli Stati Uniti, oltre che a ridurre la distanza con la seconda economia mondiale. L'intesa si rivelerà infatti molto fruttuosa per le due potenze, andando ad influenzare una serie di barriere in campi che vanno dall'agricoltura all'energia, fino alle operazioni in Cina da parte di aziende finanziarie americane. Inoltre, il segretario al Commercio Usa, Wilbur Ross, ha definito tale accordo un "risultato erculeo", raggiunto in tempi record.

Trump, via a programma per blocco test missilistici e nucleari di Pyongyang


di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - La Cia ha creato una tarsk force speciale, con l'obbiettivo di ostacolare il programma nucleare e quello missilistico di Pyongyang. Il numero uno dell'intelligence Usa, Mike Pompeo ha dichiarato, che il "Korea Mission Center" permetterà agli Stati Uniti di combattere la minaccia del regime di Kim Jong-Un.

Il programma funzionerà con il coordinamento di tutti gli 007 Usa e usufruirá delle risorse Cia e di quelle di tutte le altre agenzie federali di intelligence statunitense. La nascita di questo progetto fa alzare il tiro all'amministrazione Trump, contro il regime nordcoreano. Intanto all'indomani dell'insediamento del nuovo presidente eletto Moon Jae-In, Pyongyang ha chiesto al governo di Seul, di interrompere l'esercitazione militare congiunte con gli Usa. Moon durante la campagna elettorale, ha espresso la voglia di migliorare i rapporti con il governo di Pyongyang.

Ieri ha dichiarato di voler visitare la Corea del Nord alle giuste condizioni, e porre le basi per nuovi negoziati. Il quotidiano nordcoreano Rodong Sinmun ha scritto che Nord e Sud dovrebbero avviare un dialogo a diversi livelli e diminuire la tensione.

Trump licenzia Comey, capo Fbi che indaga sul caso Russagate.


di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - Con effetto immediato il Presidente statunitense Donald Trump è riuscito a licenziare il capo dell'FBI James Comey, così da poter nominare a suo piacimento un nuovo capo. Comey era stato nominato nel 2013 dall'ex Presidente Barack Obama, e aveva affrontato le polemiche sorte a fine campagna elettorale, per la sua gestione dell'e-mail riguardanti Hillary Clinton, scontrandosi con le opinioni di Trump.
Il licenziamento del capo dell'Fbi è arrivato in un momento delicato per la polizia federale americana, che sta seguendo un'inchiesta sulle presunte interferenze della Russia nelle elezioni presidenziali dello scorso 8 Novembre 2016. L'opposizione democratica ha subito chiesto la nomina di un procuratore speciale, per finire il lavoro iniziato da Comey nel Russiagate e non compromettere così le indagini. La decisione di Trump è certamente lecita, ma politicamente controversa. 

Nella lettera che è stata consegnata a mano a Comey, il tycoon ha scritto " Pur apprezzando notevolmente il fatto che mi avete fatto sapere, in tre diverse occasioni, che non sono sotto inchiesta, non posso che concordare con il dipartimento di Giustizia: Lei non è in grado di guidare in modo efficace il bureau". Il motivo apparente è che Comey ha violato i principi dello stesso dipartimento per le inchieste sulla e-mail. Lo stesso Trump durante la campagna elettorale ha lodato l'operato dell'allora capo dell'Fbi, che nel luglio 2016 durante un indagine riguardante l'uso di un server privato da parte della Clinton, ex segretario di Stato di Obama, ha dichiarato che non sarebbe stata incriminata, malgrado il comportamento imprudente. Secondo il vicesegretario alla Giustizia Rod Rosenstein, Comey ha scavalcato per quella vicenda, l'allora segretario alla Giustizia Loretta Lynch. Rosenstein ha dichiarato che "La reputazione e la credibilità dell'Fbi hanno sofferto un danno notevole e ciò ha condizionato tutto il dipartimento di Giustizia".

Le critiche verso questa decisione sono sostenute da James Clapper, ex capo dell'intelligence Usa, che ha dichiarato "l'addio di Comey è una grande perdita per l'Fbi". Per i democratici questo è un "grande errore" e molti si chiedono il perché di questo licenziamento, ora e non quando il 45esimo Presidente degli Stati Uniti si è insediato alla Casa Bianca. L'opinioni pubblica teme un insabbiamento delle indagine sul legame Trump-Russia durante le elezioni.

Cambio di programma in Afghanistan per gli Usa e nuove trattative con i talebani


di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - Donald Trump sta valutando un cambio di strategia in Afghanistan, così da avviare nuovi negoziati con i talebani. Il Washington Post ha riportato, citando fonti certe, che il programma autorizzerebbe il Pentagono a fissare il numero delle truppe in Afghanistan (fino ad oggi decisione presa dalla Casa Bianca) e darebbe più autorità ai militari sul campo. Il piano non è ancora stato approvato dal tycoon, che può sempre contare sul sostegno di alti funzionari governativi. Questa decisione è opposta a quella dell'ex presidente Obama che pensava ad una diminuzione del ruolo statunitense all'interno del territorio afgano.

Usa: armi negli atenei della Georgia, legge approvata


di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - Lo Stato americano della Georgia ha dato il via libera alla legge che permetterà dal prossimo luglio, agli studenti universitari, di girare armati nelle università pubbliche dello Stato. Molte le critiche rivolte al governatore repubblicano Nathan Deal, da parte degli stessi atenei, che non sono riusciti a fermare il provvedimento.

La legge autorizza l'ingresso nei campus di pistole e altre armi da fuoco, purché siano tenute nascoste. Il permesso vale per tutte le zone degli atenei, tranne per i dormitori. La Georgia non è l'unico Stato ad avere questa legge. Gli stati americani dove gli studenti possono portare armi all'interno dei campus, sono Texas, Colorado, Kansas, Mississipi, Wisconsin, Oregon, Idaho e Utah.

Camera Usa ko, approvata la nuova riforma sanitaria di Trump


di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - Donald Trump è riuscito a "smantellare" l'Obamacare, la riforma principale dell'ex presidente Obama. La camera ha provato il nuovo progetto di legge dell'amministrazione Trump, con soli 4 voti di scarto, 217 "si" e 213 "no". La riforma sanitaria di Obama che si basava su una sanità diritto inalienabile di tutti senza distinzione di reddito, è stata abolita e sostituita con il progetto repubblicano, che dopo settimane di incertezze e 2 passaggi alla camera, ora deve essere valutato dal Senato. Al nuovo disegno di legge sono stati aggiunti 8 miliardi di dollari, per finanziare chi soffre di malattie prima di stipulare l'assicurazione sanitaria. Questo non è bastato a fermare le critiche verso Trump. L'American Medical Association ha annunciato "molti pazienti riceveranno danni da questa riforma e milioni di americani perderanno l'assicurazione sanitaria come diretto risultato del progetto". Le critiche sono arrivate anche dal mondo repubblicano più moderato che ha promesso battaglia al Senato.

Usa: si preparano nuove sanzioni per la Corea del Nord

(Foto ANSA)

di BEATRICE GALLUZZO - Il Segretario di Stato Rex Tillerson ha dichiarato di stare preparando un ulteriore programma di sanzioni per la Corea del Nord, che continua con le sue esercitazioni militari (l’ultimo lancio di un missile balistico, rivelatosi poi fallimentare, risale al 29 aprile). Ma anche i Paesi diversi dalla Corea che non rispettano l’ultima risoluzione ONU, per esempio continuando a intrattenere rapporti commerciali che finanzierebbero il programma nucleare del Regime coreano, potrebbero andare incontro a delle misure punitive di varia natura.

I rapporti internazionali USA-Corea del Nord, insomma, continuano a scivolare sull’orlo di un immaginario baratro diplomatico. Il dittatore nord-coreano non pare voler smettere di indispettire il suo nemico a stelle e strisce attraverso tentativi di lancio di missili balistici (sono nove dall’inizio della presidenza Trump) e dichiarazioni incandescenti; paventa una guerra nucleare; fa sfoggio della sua tecnologia bellica durante le parate militari. D’altro canto, anche l’amministrazione di Washington sta adottando la strategia del pugno di ferro, perchè, con o senza l’aiuto della Cina, che spinge verso una soluzione diplomatica attraverso dei colloqui di pace, Trump vuole arginare il pericolo dagli occhi a mandorla.