Nuovi raid iraniani sugli Emirati: tensioni crescenti in Medio Oriente

Le tensioni nel Golfo Persico si intensificano con nuovi raid iraniani sugli Emirati Arabi Uniti. Sirene di allarme missilistico hanno risuonato a Dubai e in Bahrein, mentre Riad ha annunciato di aver distrutto due droni e il Kuwait sei, segnalando un’escalation militare che coinvolge diversi Paesi della regione. Tra gli obiettivi colpiti figura anche la base aerea americana di Al-Harir, nel Kurdistan iracheno.

In risposta alle crescenti minacce, la Turchia ha annunciato che un sistema di difesa aerea Patriot è in fase di preparazione per essere reso operativo nella parte orientale del Paese, nell’ambito degli sforzi coordinati con la Nato per rafforzare la protezione dello spazio aereo nazionale.

Scambi di minacce tra Stati Uniti e Iran

Il presidente americano Donald Trump ha rilanciato le tensioni tramite la piattaforma Truth, dichiarando che se l’Iran “fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz”, gli Stati Uniti reagirebbero “venti volte più forte” di quanto fatto finora. Il capo del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale iraniano, Ali Larijani, ha respinto le minacce, ammonendo Washington: “Fate attenzione a non essere eliminati voi”.

Sempre Trump, in un’intervista a Fox News, ha dichiarato che è possibile un’apertura al dialogo con Teheran, ma subordinata a precise condizioni. Il presidente statunitense ha inoltre espresso la sua sfiducia nei confronti del nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, affermando: “Non credo che possa vivere in pace”.

Impatto regionale e internazionale

La situazione ha spinto l’ambasciata americana a Beirut a invitare i cittadini statunitensi a trovare rifugi sicuri, se non intendono lasciare il Libano. Intanto, l’IDF ha annunciato attacchi imminenti su Tiro e Sidone, con l’obiettivo di colpire infrastrutture militari di Hezbollah.

Dal fronte diplomatico, si segnala una telefonata di un’ora tra il presidente americano e quello russo, definita “costruttiva e aperta”, mentre i mercati reagiscono alle tensioni: il prezzo del petrolio scende sotto i 100 dollari al barile e le borse statunitensi e asiatiche mostrano segni di ripresa.

Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, ha ricordato che “la libertà degli iraniani non si ottiene con le bombe”, sottolineando la necessità di soluzioni politiche.

In Italia, domani sono previste comunicazioni della premier Giorgia Meloni alle 16 alla Camera, in un contesto di crescente attenzione sulla sicurezza internazionale.

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