Militare francese ucciso a Erbil, tensione crescente in Medio Oriente


Un militare francese ha perso la vita durante un attacco nella regione di Erbil, in Iraq, come annunciato dal presidente Emmanuel Macron su X. “Diversi nostri militari sono rimasti feriti. La Francia è al fianco loro e dei propri parenti. Questo attacco contro le nostre forze impegnate nella lotta contro l’Isis dal 2015 è inaccettabile. La loro presenza in Iraq si inserisce nel quadro della lotta al terrorismo. La guerra in Iran non può giustificare tali attacchi”, ha dichiarato il capo di Stato francese.

Intanto, il primo messaggio alla nazione della nuova guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha rilanciato la linea dura di Teheran: “Lo Stretto di Hormuz rimane chiuso, i Paesi della regione chiudano le basi americane. Non ci arrenderemo mai e vendicheremo il sangue dei nostri martiri”, ha affermato il leader, apparso solo in foto, mentre le sue condizioni restano avvolte nel mistero. Secondo il New York Times, l’Iran avrebbe iniziato a posare mine nello Stretto di Hormuz.

Il conflitto ha provocato forti ripercussioni sui mercati: il petrolio ha superato i 100 dollari al barile e la produzione nel Golfo è in calo. L’Italia ha disposto lo svincolo di quasi 10 milioni di barili dalle proprie riserve strategiche, mentre le Borse europee chiudono in rosso.

Sul fronte internazionale, il presidente Donald Trump ha commentato: “Quando i prezzi del greggio salgono guadagniamo un sacco di soldi, ma è più importante impedire a un impero malvagio di possedere armi nucleari”. Israele, dal canto suo, ha accusato l’Iran di lanciare missili e ha temporaneamente sospeso l’accesso ai luoghi di culto a Gerusalemme, sebbene alcuni video circolati risalgano al 28 febbraio.

Il raid contro la base militare italiana di Erbil è stato definito “un attacco deliberato” dal ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha annunciato lo spostamento programmato dei 141 militari presenti. Il ministro degli Esteri Gianfranco Tajani ha confermato la riduzione del personale anche all’ambasciata italiana a Baghdad e al consolato di Erbil, sottolineando che tutti i militari sono al sicuro.

La situazione resta altamente instabile, con la comunità internazionale in allerta per le prossime mosse di Teheran e per le possibili escalation regionali.

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