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ICC: la Juve si aggiudica il derby d'Italia ai rigori

di ANTONIO GAZZILLO - Quando si affrontano Juventus e Inter non è mai un'amichevole e infatti le due squadre hanno dato il loro massimo. Nel primo tempo la squadra di Conte, alla prima partita contro la sua ex squadra, ha espresso meglio il suo calcio fatto di aggressività e compattezza e ha trovato anche il vantaggio con un autogol di De Ligt. Su un calcio d'angolo di Sensi, il difensore olandese ha deviato nella sua rete. 

Nella ripresa i bianconeri si sono ripresi sfruttando un calo della squadra nerazzurra. Ronaldo ha siglato il pareggio con un calcio di punizione deviato da Gagliardini. Il match è stato poi deciso ai calci di rigore per 5 a 4 a favore della Juventus che ha battuto il penalty decisivo con Demiral.

Serie A, Juve cinica contro l'Empoli, il Milan passa contro il Sassuolo tra le polemiche. Nainggolan stende l'Inter

SERIE A. Juventus-Empoli 2-0, settima vittoria consecutiva per i bianconeri


di FRANCESCO LOIACONO - La Juve ha vinto per 2-0 in casa contro l’Empoli. Tre punti importanti per i bianconeri nella corsa verso lo scudetto. Si portano a +12 sul Napoli sconfitto a sorpresa 2-0 al “San Paolo” dall’Atalanta. Nel primo tempo la squadra di Allegri insidiosa. Un tiro di destro di Higuain è terminato di poco fuori. Si è fatto notare Mandzukic con una botta di sinistro, palla di un soffio a lato. L’Empoli in contropiede. El Kaddouri in girata non ha inquadrato la porta.Mandzukic tutto solo ha incredibilmente tirato addosso al portiere Skorupski.Per i toscani Pucciarelli si è fatto anticipare dal portiere Neto. Un colpo di testa di Mandzukic ha lambito il palo.

Nel secondo tempo la Juve più propositiva. Una acrobazia di Higuain è stata intercettata da Skorupski. L’Empoli in contropiede. Josè Mauri al volo, Neto ha detto di no. La Juve è passata in vantaggio con una autorete di Skorupski che ha deviato involontariamente nella sua porta una inzuccata di Mandzukic. La squadra di Martuscello ha replicato. El Kaddouri di sinistro, sfera di poco lontana dalla porta.I bianconeri hanno raddoppiato per merito di Alex Sandro il quale con un tiro di sinistro ha sorpreso Skorupski. Per il difensore brasiliano secondo gol stagionale. Higuain è andato vicino alla terza rete con un diagonale di destro che ha sfiorato la traversa. Un tentativo di Dani Alves non ha avuto fortuna. Annullato un gol all’argentino della Juve Dybala per un fuorigioco di Higuain. La squadra di Allegri velocissima. Un destro di Dybala si è perso di un niente sul fondo. Settima vittoria consecutiva in serie A per i bianconeri.

Trentesimo successo della Juve allo “Stadium” davanti ai suoi tifosi se si comprende anche quelli dello scorso campionato. Eccellente la prova di Bonucci al rientro dopo l’esclusione per motivi disciplinari nella gara di andata vinta per 2-0 in trasferta col Porto in Coppa dei Campioni. Abbastanza rapido e concreto Mandzukic. Valido il contributo di Higuain. La Juve è in grado di vincere il sesto scudetto consecutivo.

SERIE A. Il Milan sfata tra le polemiche il tabù Mapei Stadium


di PIERO CHIMENTI - Il Milan regala il successo a quella che dovrebbe essere l'ultima domenica da presidente di Silvio Berlusconi, dopo 31 anni alla guida del club, che il 3 marzo dovrebbe cedere la mano alla cordata cinese SES. La partita ha subito regalato emozioni con il rigore al 12' per il Sassuolo, per fallo di Kucka per Duncan. Dal dischetto Berardi calcia al lato. Dopo appena dieci minuti di gioco è il Milan a vedersi assegnare il penalty per fallo di Aquilani su Bertolacci. Dal dischetto Bacca, seppur scivolando, realizza il vantaggio rossonero.

Il secondo tempo, come la prima frazione, è piena di veleni con i neroverdi che reclamano due presunti rigori su un fallo di mano di Sosa prima, ed atterramento di Paletta su Politano poi, ma l'arbitro Calvarese fa proseguire. Gli uomini di Di Francesco, a caccia del pareggio, cercano di schiacciare il Diavolo nella loro metà campo, collezionando corner, ma sono gli ospiti prima con Zapata e poi con Suso a sfiorare più volte il raddoppio.

Super Nainggolan a San Siro: la Roma è superiore dell’Inter


di LUIGI LAGUARAGNELLA - A San Siro la Roma comanda. Ributta indietro i sogni d’alta classifica dell’Inter confermando di essere più vicina al passo della Juve e non a quello delle altre avversarie che guarda dall’alto. Nel posticipo serale i giallorossi contro l’Inter vincono per 3-1 con assoluto merito: gli uomini di Spalletti sono reattivi, rapidi, sicuri dei propri schemi e delle indicazioni date dal loro allenatore.

I nerazzurri sono imbrigliati negli schemi degli ospiti. La dinamicità di Salah e Nainggolan destabilizza la qualità di Brozovic, Gagliardini e Perisic. Alle discese di Bruno Peres e agli spazi che ha creato Dzeko, la squadra di Pioli ha proposto troppo spesso lanci lunghi su cui Icardi non può far niente dinanzi alla stazza di Fazio. 

La Roma passa già nel primo tempo. Nainggolan sfodera un tiro ad effetto pregevole, dopo aver vinto un duello con Gagliardini. Il centrocampista giallorosso è il protagonista della gara: testardo, veloce, intelligente, aggressivo. E’ l’uomo ovunque. Il secondo gol arriva nel secondo tempo. Dopo una lunga cavalcata il tiro potente è imprendibile per Handanovic. Tra le due reti l’Inter ha provato a reagire, ma perdendosi in eccessivi individualismi Szczesny non corre grandi pericoli. Joao Mario ci va solo vicino, mentre Perisic è lontano molte volte dal gioco. La Roma, invece, continua ad essere padrona del campo e il tiro velenoso di Dzeko è intercettato da Handanovic.

Nel secondo tempo l’Inter appare un po’ più caparbia. Ci provano Candreva e Perisic, ma sono imprecisi. La Roma approfitta degli spazi e oltre alla seconda rete di Nainggolan, offendono con Salah e col rientrante Perotti. C’è un rigore che l’Inter potrebbe recriminare per fallo su Eder, sul risultato del 2-1. La rete di Icardi, rapace sul tiro in diagonale di Perisic, riaccende le speranze, ma dopo una ripartenza il fallo di Medel su Dzeko è da rigore che Perotti realizza. 

La Roma espugna San Siro e ottiene adrenalina per provare almeno a preoccupare la Juve. L’Inter è ridimensionata, ma probabilmente il suo non può essere lo stesso campionato dei giallorossi.

Serie A, successi per Inter e Roma, Gabigol e Salah sugli scudi


SERIE A. Bologna-Inter 0-1, Gabigol regala il successo ai nerazzurri

di FRANCESCO LOIACONO - Nell’anticipo mattutino di serie A l’Inter ha vinto per 1-0 a Bologna. Tre punti di grande valore per i nerazzurri che restano in corsa per la qualificazione ai preliminari di Coppa dei Campioni. Nel primo tempo la squadra di Pioli insidiosa. Palacio tutto solo in area di rigore ha incredibilmente tirato alto. Un tiro cross di D’Ambrosio ha centrato la traversa. Il Bologna arrembante. Dzemaili è stato anticipato all’ultimo momento dal portiere Handanovic. I lombardi propositivi. Un destro da fuori area di Perisic è terminato di un soffio fuori. Gli emiliani incisivi. Una conclusione di Krejcl ha visto la valida opposizione di Handanovic. Si è fatto notare Dzemaili con un diagonale che ha sfiorato il palo. L’Inter in contropiede. Una incursione rapida di Gagliardini è stata neutralizzata dal portiere Da Costa.

Nel secondo tempo i nerazzurri hanno spinto maggiormente sull’acceleratore. Una pennellata col destro di Eder su punizione è finita di un niente a lato. Ci ha provato il portoghese Joao Mario da trenta metri senza particolare fortuna. Per il Bologna una conclusione di Verdi su calcio piazzato non ha inquadrato la porta. L’allenatore dell’Inter Pioli ha fatto entrare in campo l’attaccante brasiliano Gabriel Barbosa detto Gabigol al posto di Candreva. Scelta davvero indovinata questa. Infatti a dieci minuti dalla fine i nerazzurri sono passati in vantaggio proprio con Gabriel Barbosa il quale con un preciso tiro di destro ha sorpreso Da Costa. Primo gol stagionale per la punta sudamericana. Gabigol ci ha riprovato ma questa volta il difensore Masina è riuscito ad intercettare in corner. E’ stato ammonito nei nerazzurri Miranda. Un giallo che non ci voleva per i lombardi. Il difensore era in diffida. Sarà squalificato e non potrà giocare Inter-Roma. Al secondo dei cinque minuti di recupero Handanovic ha salvato il risultato riuscendo a respingere il colpo col sinistro del greco Torosidis.

Secondo successo consecutivo dell’Inter dopo il 2-0 in casa contro l’Empoli. Buon momento per la squadra di Pioli che conferma la sua grande forza d’urto in trasferta. Il Bologna ha subito ben 15 gol nell’ultimo quarto d’ora delle partite. L’Inter ha grandi possibilità di concorrere fino in fondo per il terzo posto in classifica.


SERIE A. Roma show all'Olimpico: 4-1 al Torino 

di STELLA DIBENEDETTO - E' tutto facile per la Roma di Luciano Spalletti che batte il Torino per 4-1 portando a casa i 3 punti e difendendo il secondo posto in classifica. Una vittoria netta quella dei capitolini con le reti di Dzeko, Salah, Paredes e Nainggolan.

La Roma scende in campo con il collaudato 3-4-2-1 con Salah e Nainggolan a sostegno dell'unica punta Dzeko. Proprio il bosniaco sblocca il match dopo appena 10 minuti con un gran gol al termine di un'azione di forza personale. E' il 29esimo gol stagionale per Dzeko, sempre più leader della squadra capitolina. La Roma è padrona del campo e al 17' arriva il raddoppio con Salah che, in gran serata, è autore di una rete straordinaria. Il Torino subisce il colpo del ko con i giallorossi che potrebbero dilagare la il primo tempo siu conclude sul 2-0 per i padroni di casa.

Nella ripresa, il Torino di Mihajlovic cerca di reagire ma è ancora la Roma a costruire azioni e palle da gol. Il 3-0 giallorosso arriva al '20 con Paredes che, da fuori area, s'inventa un gol splendido. Con il risultato al sicuro, Spalletti decide di non rischiare e in vista del prossimo match contro l'Inter toglie Manolas e Strootma squalificati facendo entrare Vermaelen e Totti. I giallorossi abbassano la concentrazione e il Torino ne approfitta segnando la rete del 3-1 con Maxi Lopez ma i giallorossi mettono ancora il risultato al sicuro con il 4-1 definitivo firmato da Nainggolan.

SERIE A. Juve - Inter, la polemica infinita, tra video su presunti errori arbitrali e dichiarazioni al vetriolo




di ANTONIO GAZZILLO - Juventus – Inter non finisce mai. Dentro e fuori dal campo. La partita, giocata domenica sera e vinta dalla squadra bianconera con un goal di scarto su un’ Inter comunque propositiva, ha lasciato una scia interminabile di polemiche generando un continuo botta e risposta tra le due società.

Al centro del dibattito e delle recriminazioni della squadra nerazzurra c’è la prestazione non molto convincente dell’arbitro Rizzoli, accusato dagli uomini di Pioli di non aver valutato in maniera corretta alcuni episodi avvenuti in area di rigore e di essere stato troppo severo per quanto riguarda le squalifiche di Perisic e del capitano Icardi.

Proprio un video diffuso dall’Inter sugli episodi dubbi del match di Torino, ha suscitato la reazione in primis di Marotta che si è detto imbarazzato dal comportamento della società nerazzurra rivendicando una cultura della sconfitta assente in Italia.

La dichiarazione che più ha fatto scalpore, però, è stata quella di John Elkann che, riprendendo le parole di Marotta, ha sottolineato l’incapacità dell’Inter di non saper perdere nonostante, ha aggiunto, fosse anche abituata.


La risposta dell’Inter non è tardata ad arrivare. Prima Moratti ha appoggiato il “saggio silenzio di Zhang”, la miglior medicina alle polemiche. La sera, invece, il sito web della società nerazzurra ha diffuso il comunicato di risposta all’attacco di Elkann:

“ Abbiamo, nei toni corretti e nelle sedi appropriate, creato un confronto su quelle che riteniamo decisioni discutibili in una partita importante per noi e per la serie A. Ognuno ha la propria storia, noi abbiamo la nostra e ne siamo orgogliosi.”

Per quanto ancora proseguiranno le polemiche?

Delirio Juventus, Cuadrado cola a picco l'Inter di Pioli

(Foto ANSA)

di ALESSANDRO NARDELLI - Delirio Juventus nel match più sentito per la tifoseria bianconera, quello contro l'Inter di Stefano Pioli, con gli uomini di Allegri che avevano il compito di riscattare la sconfitta patita in trasferta nel match di andata, quando i nerazzurri erano ancora allenati da Frank De Boer. In quello che si può tranquillamente definire un crocevia per il sesto scudetto di fila per la Vecchia Signora, ci ha pensato Juan Cuadrado a stendere l'Inter al 45', con un missile da fuori area che non ha lasciato scampo all'incolpevole Handanovic. Un successo che porta i bianconeri a + 6 dal Napoli e a + 7 dalla Roma, che deve giocare però martedì contro la Fiorentina. La Juventus invece, deve recuperare, questo mercoledì, il match contro il Crotone, rimandato per dar spazio alla Supercoppa.

Una sfida che ha visto scendere in campo le squadre con un modulo speculare, un 4-2-3-1, interpretato benissimo da Pjanic e compagni, nell'ennesima grande prestazione di questa Juve. La svolta tattica sta dando i suoi frutti, consentendo, anche ieri, di avere equilibrio in mediana con una grandissima prova di sostanza di Khedira, protagonista tra l'altro di una chiusura fondamentale nella ripresa su Eder. Inoltre, ieri hanno fatto la differenza Cuadrado, Chiellini, Mandzukic e Higuain. La tecnica e la velocità del primo sono state importanti; il colombiano, partito un po' in ombra, ha avuto il merito di sbloccarla con un siluro a fine primo tempo, e da allora la sua prestazione è migliorata. Ottimo in difesa Chiellini, che ha spento quasi ogni velleità dei calciatori nerazzurri presenti nella sua zona, dimostrando di essere pienamente ritrovato. Decisive infine, ancora una volta, la forza fisica e l'intelligenza tattica di Mandzukic e Higuain, con il croato che è stato schierato nel solito ruolo di esterno sinistro di centrocampo, ma che ha agito quasi da terzino, recuperando palloni importantissimi. L'argentino invece, sembra essere completamente rinato nel suo ruolo di centravanti puro, con compiti di recupero palla a centrocampo; ieri per lui un passaggio bellissimo non sfruttato da Pjanic, due tiri sbagliati e tanto lavoro sporco.

L'unico difetto per la Juventus nel match di ieri è stato quello di non chiudere la partita quando avrebbe potuto, un po' per errori propri, un po' per una prestazione monstre del portiere avversario Handanovic.

La prossima sfida vedrà i bianconeri impegnati all'Ezio Scida, contrapposti al Crotone di Davide Nicola, nel recupero del 18° turno, non disputato da Juventus e Milan, impegnate in Supercoppa Italiana.

Coppa Italia: l’Inter batte il Bologna e va ai quarti, ma che fatica

(Foto ANSA/AP)

di ANTONIO GAZZILLO - Proseguono ancora i match di qualificazione ai quarti di Coppa Italia che si concluderanno oggi con Sassuolo – Cesena e Lazio – Genoa e domani con Roma – Sampdoria.

Ieri, l’Inter, si è aggiudicata un posto ai quarti battendo il Bologna non senza sofferenza e ora attende la vincente tra Lazio e Genoa.

Nella formazione di partenza, è stato ampio il turnover di Pioli che ha lanciato dall’inizio il tanto atteso Gabigol e confermato Gagliardini, che tanto aveva impressionato nella partita con il Chievo. Anche Donadoni non è stato da meno e ha cambiato sei interpreti della formazione titolare.

La partita è stata molto intensa e piena di colpi di scena perchè ha visto affrontarsi due squadre sempre arrembanti ma molto disattente.

E’ bastato un secondo tempo incerto e svogliato per far tornare agli occhi dei tifosi il ricordo dell’Inter di inizio stagione, quella squadra sempre in balia dell’avversario e capace di subire goal ad ogni azione nella sua area: infatti, dopo aver siglato il doppio vantaggio, i nerazzurri si sono fatti rimontare dagli uomini di Donandoni, per poi decidere il match all’inizio dei tempi supplementari fissando il risultato sul 3 a 2.

La gara è partita in discesa per gli uomini di Pioli che hanno sbloccato il risultato al 33’minuto con un capolavoro di Murillo: da calcio d’angolo, Joao Mario ha pennellato la palla in direzione del colombiano che, con una coordinazione pazzesca, in rovesciata, l’ha spedita nell’angolo alto, là dove l’estremo difensore del Bologna non ci sarebbe mai arrivato. E’stato un vero e proprio pezzo di bravura che contenderà il premio per il miglior goal dell’anno. Pochi minuti più tardi è arrivato anche il doppio vantaggio: ancora una volta Joao Mario ha pescato al centro dell’area l’ottimo movimento di Palacio che, conservando sempre il suo fiuto per il goal, ha messo in rete con un precisissimo diagonale rasoterra.

Ancora emozioni però, con il Bologna che allo scadere della prima frazione di gioco, ha accorciato il risultato grazie ad un tiro di Dzemaili che ha trovato una sfortunata deviazione di Kondogbia a spiazzare completamente Carrizo.

Il secondo tempo, invece, ha visto un’Inter stranamente assente dal gioco, nella morsa dei felsinei, e giustamente punita con il goal del 2 a 2 firmato da Donsah, abile a sfruttare la dormita della difesa nerazzurra con un preciso colpo di testa.

La gara, quindi, si è prolungata fino ai tempi supplementari, in cui i cambi di mister Pioli hanno prodotto il goal del definitivo vantaggio e della qualificazione: Icardi, lanciato sul filo del fuorigioco da D’ambrosio, ha trovato al centro dell’area Candreva che ha bucato per la terza volta la rete bolognese con un tiro sporcato dalla deviazione di un difensore.

Nonostante la sofferenza, l’Inter continua la sua striscia di vittorie e conferma di essere stata rivitalizzata dalla cura Pioli. C’è sicuramente tanto lavoro da fare soprattutto sulla gestione del match ma consolano le buone prestazioni di Gabigol e Gagliardini.

INTER: 4-2-3-1: Carrizo; D’ambrosio, Medel, Murillo, Ansaldi, Gagliardini, Kondogbia, Gabigol ( 26’s.t. Candreva), Joao Mario, Eder ( 4’1 t.s. Brozovic), Palacio ( 27’ Icardi)

BOLOGNA: 4-3-3: Da Costa; Krafth, Oikonomu, Maietta, Masina, Donsah, Pulgar, Dzemaili ( 27’ s.t. Nagy), Di Francesco, Destro ( 34’ s.t. Okwonkwo), Rizzo( 16’ s.t. Mounier)

Arbitro: Mariani di Aprilia



Ammoniti: Donsah, D’ambrosio, Medel, Di Francesco

L'Inter frena a Palermo

Partenza da brivido per l'Inter: dopo soli 3' i rosanero si portano in vantaggio. A segnare Franco Vazquez, che approfitta di un'incredibile leggerezza di Vidic, gli sradica il pallone dai piedi e da posizione defilata ma ravvicinata infila il pallone alle spalle di Handanovic.

Al quarto d'ora il 'Mudo' rischia il raddoppio: la sua conclusione da fuori è deviata da Ranocchia, Handanovic è fuori giri, ma la palla termina a lato. Alla mezz'ora si sveglia l'Inter, con il gran destro di Guarin che sfiora il palo. Al 42' poi l'Inter pareggia con Kovacic, che riceve palla da Osvaldo e spara una sassata sotto la traversa.

A pochi istanti dall'intervallo Vidic prova a farsi perdonare trovando la rete di testa, ma il gioco era stato (correttamente) fermato per un fuorigioco attivo di Osvaldo. Nel prosieguo della frazione ci provano Guarin e Medel, ma è ancora Vazquez il principale protagonista del 'Barbera': un suo sinistro deviato da Ranocchia coglie la traversa.

E' lo stesso argentino a vanificare l'occasione del vantaggio rosanero. Infine, negli ultimi minuti, quindi, Belotti viene lanciato da Barreto a tu per tu con Handanovic, ma sbaglia l'aggancio, Nagatomo gli toglie la palla, l'attaccante se la riprende con le cattive e segna, ma l'arbitro annulla. Iachini si fa espellere, ma a regalargli l'ultimo sorriso è Sorrentino, prodigioso su un maligno colpo di testa di Osvaldo.

Hernanes a Milano: visite mediche

MILANO. Hernanes è arrivato a Milano per sostenere le visite mediche prima del passaggio dalla Lazio all'Inter che sta per essere ufficializzato. La trattativa è ormai chiusa e il giocatore è - nei fatti - nerazzurro.
"Le mie lacrime sono state male interpretate, nessuno mi obbliga ad andare via: è una mia scelta, ho detto io a Lotito di voler lasciare la Lazio per una crescita professionale. L'ho fatto anche se amo i tifosi". Hernanes interviene in sostanza così sulle polemiche per la trattativa per la sua cessione all'Inter. "E' una scelta mia - afferma testualmente il giocatore sulla sua pagina facebook -. Per seguire l'esigenza mia interiore di raggiungere livelli ancora più alti calcisticamente. Ho detto io al presidente che vorrei andare perché credo possa essere il meglio a livello professionale!". Hernanes sottolinea di aver scelto i nerazzurri nonostante Lotito abbia tentato "di trattenermi con ottime offerte economiche come quella dopo la partita del Napoli". Nel suo messaggio rivolto ai tifosi biancocelesti, Hernanes spiega anche il pianto di ieri, all'uscita del centro sportivo di Formello. "Ho pianto non perché la società nella persona di Igli Tare e del presidente mi stava obbligando ad andarmene - le sue parole -. Non ho pianto per questo!! Ho pianto perché è in corso la trattativa tra le due squadre e io avevo la possibilità di lasciarvi; ho la possibilità di lasciare Roma, il posto che amo, i tifosi che amo, la gente che amo". Il Profeta dopo quattro anni si congeda quindi dai sostenitori laziali: "Ragazzi, grazie dell'amore con cui mi avete amato dal primo giorno ad oggi e sapete che io vi amerò per sempre e non vi dimenticherò mai. Anche se potrete odiarmi per queste parole".
"Quando sono arrivato qui alla Lazio volevo vincere degli scudetti, ho dato tutto per raggiungere questo obiettivo anche se non era facile. La Coppa Italia è stata davvero speciale, ma avevo capito che forse era quello il massimo traguardo che potevo raggiungere. La mia scelta non ha niente a che fare con i soldi o la fama". Dopo le parole affidate a Facebook, Hernanes si congeda così dalla Lazio, attraverso le frequenze della radio societaria. "Da bambino avevo sempre la palla tra i piedi, io voglio giocare a calcio - spiega il centrocampista brasiliano -. Voglio fare qualcosa di importante, questo è il senso della mia scelta. Sono ancora un po' emozionato, ieri non è stata una giornata facile da gestire. Non ho dormito per niente stanotte". Il Profeta ne approfitta per ringraziare il patron Lotito: "lo ringrazio, con me è stato sempre corretto, la società mi ha sempre trattato bene. Ringrazio il mister, i compagni,i magazzinieri, tutti". Il calciatore saluta quindi i tifosi: "vi porterò sempre nel cuore. Mi hanno scritto più di duemila messaggi, sapevo che mi volevano bene, ma non credevo fino a questo punto".
A 24 ore dalla fine della finestra del calciomercato invernale (le 23 di domani) comincia a prendere forma il restyling della Serie A, nonostante le voci, le indiscrezioni e i rumors si autoalimentino nel rush finale. L'arrivo ormai certo di Osvaldo alla Juventus (prestito secco fino a giugno) potrebbe riaprire la voce 'cessioni' in casa bianconera, con Quagliarella e Giovinco in pole soprattutto dopo le parole del procuratore di Vucinic che ha detto che il suo assistito "resta alla Juventus".
Al di là delle intenzioni, per il montenegrino resta comunque sempre percorribile la pista estera (Arsenal, Tottenham, Monaco). Un affare Thohir (atteso ieri nella capitale, ma nessuno lo ha visto) lo ha portato a termine: il laterale del Torino D'Ambrosio che ha firmato un quadriennale. Nelle ultime 24 ore i nerazzurri si dovranno concentrare sull'esterno (o esterni) da dare a Mazzarri: i nomi sul taccuino sempre i soliti: Nani, Hernandez, oltre lo stesso Vucinic. Allo stesso tempo dovranno cercare di fare cassa con Guarin sul quale oggi c'è stato un nuovo no a Marotta, mentre il colombiano punta i piedi e riapre la pista Galatasaray che intanto cerca anche Astori dal Cagliari (emissari isolani sono andati a Istanbul). Dopo aver preso Honda, Rami, Essien e Taarabt per il presente, il Milan pensa anche al futuro e per il dopo-Abbiati prende il giovane Gori dal Brescia. Domani finirà anche il tormentone Biabiany al Guanghzou: dopo aver perso (pare) definitivamente Diamanti, si sapra' se Lippi potrà contare sul 25enne francese di Guadalupa. Il ds della Roma Walter Sabatini sembra invece aver finito di sfogliare la margherita sul difensore centrale: la scelta è caduta su Rafael Toloi, 23enne del San Paolo che ha superato la concorrenza del più navigato Paulo Andrè (30). C'era stato anche un abboccamento per Ranocchia ma gli alti costi dell'operazione hanno rinviato il discorso a gijgno. Il problema del difensore brasiliano resta legato al suo status ma grazie alle sue origini italiane la Roma intende tesserarlo come comunitario. Ufficiali invece l'arrivo nella capitale di due altre giovani promesse: Petar Golubovic, terzino destro classe '94, dall'Ofk Belgrado e Alberto Tibolla (addirittura '96) dal Chievo. La Fiorentina ha ceduto Olivera al Brescia e preso Diakitè, dal Sunderland. Molto attivo il Parma che si tiene stretta i suoi pezzi pregiati (Paletta, Parolo), ufficializza Molinari dallo Stoccarda ed è a un passo da Zaccardo. Scambio Cagliari-Chievo: Agazzi va da Corini, mentre Lopez prende Silvestri. Ufficiali anche Elder Postiga alla Lazio, Estigarribia all'Atalanta, Brighi e Floccari al Sassuolo. Il Napoli, dopo Henrique, è a un passo da Goulham (Saint Etienne), ma ha ancora 24 ore di tempo per sperare nel colpo Capouè (Tottenham) e cercare qualcosa a sinistra, rimasta scoperta dopo l'infortunio a Zuniga e il desiderio di Armero di cambiare aria (West ham insiste). In uscita c'è Cannavaro sul quale c'è sempre il Sassuolo di Malesani. (ANSA)

Guarin: "All'Inter chiedo rispetto"

MILANO. "Chiedo alla società chiarezza e rispetto con me, con i tifosi e il mio procuratore". Lo ha scritto Fredy Guarin sul profilo Twitter rivolgendosi direttamente all'Inter. "Siete voi che mi avete messo sul mercato senza che io lo chiedessi, perché qui ero tranquillo e felice - si legge ancora - Ringrazio i tifosi per l'affetto e la stima che mi hanno dimostrato. Se me ne dovrò andare saranno sempre nel mio cuore e se rimarrò metterò forza, responsabilità e cuore per far vincere l'Inter". (ANSA)

Inter-Thorir, sono giorni decisivi per il passaggio di proprietà

Questo week-end potrebbe essere quello decisivo per chiudere la trattativa che porterà definitivamente la maggioranza delle quote interiste nelle mani di Erick Thohir. Tra oggi e domenica arriveranno che sanciranno il passaggio di proprietà verso l'indonesiano. Lunedì poi ci sarà il cda dove verrà approvata l'operazione.

Inter, con l'arrivo di Thohir cambierà anche il presidente, Moratti lascerà la carica

Dopo il passaggio delle quote societarie al magnate indonesiano Erick Thohir, Massimo Moratti non rimarrà il presidente dell'Inter nonostante per il nuovo proprietario della maggioranza della società milanese non ci sarebbero problemi in merito a un'eventuale scelta di Moratti di rimanere presidente nerazzurro. Il figlio di Moratti, Angelomario, invece, sarà il vicepresidente.

Moratti-Thohir, accordo trovato

Trovato l'accordo per la cessione del 70 % delle quote tra Massimo Moratti e Erik Thohir. E'stato un vertice tenutosi a Parigi, a sbloccare definitivamente la situazione. La maggioranza delle quote del club nerazzurro saranno quindi cedute al tycoon indonesiano. Le firme potrebbero esserci entro massimo una settimana.

Thohir-Moratti, oggi faccia a faccia decisivo

Oggi a Parigi, potrebbe essere il giorno decisivo per l'incontro tra Moratti e Thohir per concludere il passaggio del 70 % delle quote dell'Inter nelle mani dell'indonesiano. Tutti si chiedono, come sarà l'Inter che verrà? Non sarà di certo una squadra che spenderà e spanderà senza ritegno. Si dovrebbe proseguire con la strada dell'autofinanziamento. Non prenderà parte all'operazione Thohir Senior, e sarà solo figlio Erik a prendere parte alla trattativa. Altri soci saranno Roeslani e il ricchissimo gruppo Bakhrie.

Moratti è a Londra, possibile faccia a faccia con Thohir?

Moratti-Thohir, siamo davvero al momento decisivo? Pare proprio di si, vista la presenza sia di Massimo Moratti che dei suoi avvocati a Londra. I legali sono nella capitale inglese proprio per studiare meglio la questione, mentre il presidente dell'Inter ufficialmente è in terra inglese per questioni riguardanti la Saras, anche se probabilmente sarà l'occasione giusta per un faccia a faccia con l'indonesiano Thohir.

Tronchetti Provera, Moratti agirà nell'interesse della squadra

Cessione Inter, parla Tronchetti Provera, il quale in un'intervista alla Reuters, riguardo alla trattativa Moratti-Thohir afferma: "Sta negoziando con un potenziale partner per l'Inter e sicuramente agirà nell'interesse della squadra. Moratti è una garanzia per me e i tifosi che una eventuale scelta sarà fatta nell'interesse dell'Inter".

Moratti-Thohir, l'affare si fa

Sembra ormai in dirittura d'arrivo la trattativa che dovrebbe portare al cambio di proprietà dell'Inter. Massimo Moratti, dopo le ultime rassicurazioni da parte dei propri consulenti, ha deciso di cedere il 70% delle quote societarie dell'Inter al Tycoon indonesiano Erick Thohir. A metà della prossima settimana l'incontro decisivo tra i due, probabilmente a Londra, per poi firmare il passaggio di consegne.

Inter-Thohir, giovedì si chiude?


Giovedì potrebbe essere il giorno definitivo per chiudere finalmente l'accordo tra Moratti e Thohir. Il magnate indonesiano, arriverà a Milano per un definitivo incontro vis-à-vis con l'attuale numero uno dell'Inter. Un summit in cui si dovrebbe discutere degli ultimi dettagli prima della firma definitiva del contratto. Intanto avvocati e studi finanziari continuano ad analizzare il maxi-contratto tra le due parti.