Confindustria: in calo la stima di variazione del Pil

In Italia la risalita della produzione industriale, già molto disomogenea tra settori e quindi poco solida, ha subito una nuova battuta d’arresto nel secondo trimestre e, di conseguenza, costringe a rivedere all’ingiù le stime di variazione del Pil. Così Confindustria nell'analisi Congiuntura flash del Csc, evidenziando come l’export è in recupero mentre l’aumento della domanda interna si sta infiacchendo a causa dei consumi, con gli investimenti che invece tengono il passo. Nel mercato del lavoro l’aumento dell’occupazione ora non riguarda più solo le forme contrattuali incentivate: un segnale importante di consolidamento dei progressi avviati ormai da oltre due anni.
Secondo l'analisi del Csc, quindi, in Italia nel secondo trimestre la produzione industriale cala (-0,1% da +0,5% nel primo), nonostante il rimbalzo in giugno (+0,5% su maggio, stima CSC) e le attese non anticipano un’accelerazione (saldo dei giudizi a 9,3 da 9,7); l’attività nelle costruzioni è molto debole. 
Ciò è coerente con un PIL inferiore a quanto previsto (+0,15% contro +0,25% stimato) e non molto più vivace anche nel terzo.
All’incertezza derivante dalla Brexit si sommano le difficoltà del sistema bancario (non solo in Italia). Fattori che accrescono i rischi al ribasso per l’andamento dell’economia italiana. In giugno il PMI Markit composito (pre-Brexit) per l’Italia segnala espansione dell’attività a un ritmo più veloce di quello rilevato in maggio (+1,8 punti, a 52,6); tuttavia, l’indice nel secondo trimestre è inferiore a quello medio del primo (52,2 da 53,4). Il Pmi manifatturiero segnala accelerazione (+1,1 punti a 53,5) grazie alla più forte crescita di produzione, ordini ed esportazioni. Anche nei servizi l’attività è avanzata più delle attese, dopo la stagnazione rilevata in maggio (51,9 da 49,8); dinamica mensile più robusta anche per i nuovi ordini.

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