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Mondiali: la Croazia vola in finale

(credits: Fifa)
di PIERO CHIMENTI - L'orgoglio croato supera l'Inghilterra: dopo vent'anni la Croazia sfiderà di nuovo la Francia, questa volta per una partita che vale il titolo mondiale. Gli uomini di Dalić hanno battuto l'Inghilterra per 2 a 1 ai tempi supplementari. Il vantaggio inglese arriva al quinto minuto con la punizione micidiale di Trippier che di Potenza supera Subasic.

Nella ripresa la Croazia va alla ricerca di una reazione che le è mancata nel primo tempo. Al minuto 68 arriva il pareggio con Perisic che con un balzo con gamba alta devia in rete un cross dalla destra di Vrsaljko. La Croazia cresce e al minuto 72 prende un palo con un pericoloso Perisic. Si va quindi ai tempi supplementari. Nel secondo tempo delle extra time la Croazia completa il sorpasso con un gol di Mandzukic. L'attaccante della Juventus è bravo è freddo dinanzi al portiere inglese su suggerimento di testa di Perisic che intercetta un disimpegno della difesa avversaria.

Mondiali: corsi e ricorsi coreani fra Italia e Germania

di NICOLA ZUCCARO. Dopo la Corea italiana con provenienza da Nord, la Corea tedesca con provenienza da Sud. Cinquantadue anni dopo la storia - quella del Mondiale - si ripete.

E' il 19 luglio 1966 quando a Middlesbrough, l'Italia viene sorprendentemente eliminata dall'ottava edizione della Coppa del Mondo, organizzata dall'Inghilterra.

I corsi e ricorsi storici, riferiti al calcio, sono tornati alla ribalta nel pomeriggio di mercoledì 26 giugno, con la clamorosa eliminazione della Germania. A decidere il congedo anticipato della Nazionale Campione del Mondo uscente dal Mondiale di Russia ci ha pensato un'altra Corea. E' quella del Sud che con un secco 2-0, oltre a lasciare una ferita nella storia del calcio tedesco, probabilmente segnerà anche quel risultato di ripartenza per il pallone germanico.

Mondiali: l'Argentina bloccata sull’1-1 dall’Islanda, Messi sbaglia un rigore

(getty)
di FRANCESCO LOIACONO - Risultato a sorpresa nel primo match del gruppo D ai mondiali di calcio in Russia. A Mosca l’Argentina ha solo pareggiato 1-1 contro l’Islanda. Nel primo tempo al 19’ i sudamericani sono passati in vantaggio con Aguero, tiro di destro su assist di Rojo. Ma al 23’ l’Islanda ha pareggiato con Finnbogason, tocco di sinistro dopo una mischia in area di rigore.

Nel secondo tempo al 19’ Messi si è fatto clamorosamente parare dal portiere Halldorsson un rigore concesso per un fallo di Magnusson su Banega. Messi ha poi calciato una punizione sulla barriera e alto da fuori area. Debutto poco convincente per la squadra di Sampaoli. L’Argentina tornerà in campo giovedì 21 giugno alle 20 con la Croazia, l’Islanda venerdì 22 alle 17 contro la Nigeria.

#Liberopensiero. Mondiale di Russia 2018: per chi tifano gli italiani?

di DANIELE MARTINI. E' iniziato da poco il Mondiale di Calcio di Russia 2018 e, purtroppo, la nostra Nazionale Italiana non gioca nella competizione. Un grande rammarico per tutti perché l'Italia del bel calcio non mancava all'appuntamento iridato dal lontano 1958.

Ma, in questo mondiale in Russia, per chi faranno comunque il tifo i nostri cittadini? Da un sondaggio, pare che la più gettonata sia l'Argentina di Leo Messi che, a 32 anni di distanza, potrebbe mettere in bacheca il suo terzo Mondiale. Ma la grande favorita resta il Brasile (che punta al suo sesto mondiale), come anche il Portogallo del sempre leader Cristiano Ronaldo.

Ai posteri l'ardua sentenza: a luglio sapremo il verdetto definitivo. Intanto i tifosi italiani chiedono, a gran voce, al neo ct Roberto Mancini di riportare la nostra amata Nazionale sul tetto d'Europa e poi, chissà, anche sul tetto del mondo in Qatar nel mondiale del 2022.

Mondiali, la Russia si esalta all’esordio: 5-0 all’Arabia Saudita

(getty)
di LUIGI LAGUARAGNELLA - Partono i Mondiali in Russia e padroni di casa si esaltano all’esordio con un sonoro 5-0. La nazionale di Cherchesov annientano l’Arabia Saudita. Davanti a Putin e al principe saudita è grande spettacolo. Non ha deluso le attese Golovin, la stella russa da dove partono le reti e autore di una pregevole punizione.

Il primo tempo termina sul risultato di 2-0 con le reti di Gazinsky di testa e un tocco elegante di Cheryshev. Quest’ultimo nella ripresa si concede la doppietta dopo il tris Dzyuba.

Il risultato sonante proietta la Russia in cima al girone A. Per i padroni l’inizio del Mondiale 2018 è una gran festa, ma contro l’Arabia Saudita c'era da aspettarselo.

Mondiali: all'Olanda la finalina, 3 a 0 sulla Selecao

di Andrea Stano - L’Olanda conclude il suo percorso ai Mondiali arrivando terza dopo aver battuto il Brasile per 3 a 0. E’ la prima volta che gli Oranje si aggiudicano la finale 3°/4° posto.
Si gioca nella capitale, Brasilia, all’Estadio National. 
Molti cambi tra le file del Brasile con Maxwell che esordisce dal primo minuto e un inedito tridente d’attacco formato da Willian, Ramires e Jo. Quest’ultimo sostituisce il criticatissimo Fred, autentico caprio espiatorio (ma non solo lui a dire la verità) del naufragio verdeoro in questa competizione. 
Van Gaal, che non ci ha pensato due volte a definire la finalina “inutile” (e come dargli torto) schiera il giovane Clasie e De Guzman sulla linea della mediana in sostituzione degli acciaccati Snejider e De Jong. 
Nonostante stimoli e ambizioni siano stati ragionevolmente sedati, il match è comunque pimpante e divertente. 
L’Olanda passa immediatamente in vantaggio al terzo minuto. Contropiede letale: sciagurata lettura difensiva di David Luiz e Robben viene steso da Thiago Silva fuori l’area di rigore; l’arbitro, che erroneamente non espelle l’ex centrale del Milan, fischia il penalty. Della battuta dagli undici metri se ne incarica Van Persie che supera Julio Cesar. 
Al 16esimo il raddoppio: percussione sull’out di destra di De Guzman, servito da un indemoniato Robben, traversone in area malamente respinto da Luiz che regala il pallone al difensore Blind che controlla col mancino e scaraventa la sfera col destro sotto la traversa. 
I brasiliani rivedono i fantasmi del Mineirao. Fortunatamente la compagine carioca non va nel pallone e la risposta emotiva è soddisfacente. Tuttavia i soli Oscar e Maicon, autentici trascinatori, creano le occasioni da gol più pericolose senza però riuscire ad accorciare le distanze. 
Squadre negli spogliatoi sul punteggio di 2 a 0. 
Brasile più intraprendente nella ripresa, in virtù anche degli ingressi di Hulk e Hernanes. I padroni di casa non ci stanno a lasciare il torneo con l’ennesima umiliazione ma, malgrado ce la mettano tutta, stentano terribilmente a creare palle gol effettive e per poco Robben non segna la terza rete in ripartenza. Bravissimo in questa occasione Thiago Silva a murarne la conclusione. 
La selecao è anche sfortunata quando Oscar viene palesemente atterrato in area dal difensore Blind ma il giudice di gara lo ammonisce per simulazione. 
Prestazione a dir poco negativa dell’arbitro algerino Hajmoudi. 
Al 91esimo arriva anche il sigillo finale di Wijnaldum che impreziosisce il suo splendido Mondiale col 3 a 0 conclusivo. Assist di Janmaat e piattone destro del talentuoso centrocampista del Feyenord. 
Finisce con un ulteriore delusione il percorso mondiale del Brasile che si deve accontentare, dunque, di un poco accattivante quarto posto. La notizia peggiore è che la rete di Wijnaldum è la 14esima subita in questa edizione: record negativo di tutti i tempi per la selezione brasiliana nella manifestazione iridata. 
L’Olanda vince la finalina, una magra consolazione. Van Gaal, prossimo allenatore del Manchester United, ha però messo in campo una squadra compatta, tecnica ma soprattutto giovane, pronta a maturare e migliorare in vista degli Europei in Francia nel 2016. 
Domani sera questo emozionante e vibrante Mondiale chiuderà il sipario, non prima della finalissima tra Germania e Argentina dove sul campo ci sarà almeno un italiano: si tratta di Nicola Rizzoli che ha vinto la concorrenza di Webb per arbitrare la partita più importante del pianeta. 

MIGLIORE IN CAMPO: ROBBEN (7) 

E’ stato uno dei giocatori che ha più brillato in questo Mondiale. Oggi si procura il calcio di rigore e propizia le altre due reti fornendo i palloni agli assistmen De Guzman e Janmaat. Tra i dieci candidati a vincere il Pallone d’oro dei Mondiali, Aryan Robben è sicuramente uno dei più papabili assieme all’attuale capocannoniere James Rodriguez, in attesa naturalmente dei più attesi Muller e Messi in campo domani nella finale del Maracanà. 

La Germania gioca a tennis col Brasile: 7 a 1 storico ed umiliante

di Andrea Stano - Allo stadio Mineirao di Belo Horizonte la Germania scrive con inchiostro indelebile una delle pagine più tristi della storia del calcio brasiliano sconfiggendo i pentacampeones (che a questo punto rimarranno tali per almeno altri quattro anni) addirittura 7 a 1. (FOTO: EPA)
I tedeschi volano in finale per l'ottava volta nella loro storia (si considerano anche le partecipazioni della Germania dell’Ovest). E’ record assoluto.
Il Brasile palesa tutta la sua vulnerabilità già intravista in questo Mondiale ma non aveva ancora affrontato una squadra che sottolineasse le sue enormi difficoltà e l’evidente assenza di un calcio dall’elevato tasso tecnico. Forse con Neymar e Thiago Silva avremmo assistito ad una partita diversa ma certamente questo non dovrà tramutarsi in un alibi per Scolari e i suoi uomini in campo.
Eppure le premesse erano ben diverse almeno nei primi dieci minuti dove il Brasile ha sfoggiato una verve finora ancora mai vista.
Ma da qui in poi sarà un vero e proprio massacro. All’undicesimo la Germania comincia la mattanza: Muller, più solo di un eremita, su calcio d’angolo battuto da Kroos, col piattone destro segna il vantaggio. E’ il suo quinto gol in questo Mondiale, il decimo in due manifestazioni iridate da lui disputate.
Al 23esimo ancora Kroos imbecca il centravanti del Bayern Monaco che fa la sponda per Klose il cui primo tiro viene ribattuto da Julio Cesar ma sulla respinta dell’ex portiere dell’Inter re Miroslav non sbaglia. Si tratta di un gol leggendario essendo la sua quindicesima rete messa a segno in un Mondiale scavalcando così Ronaldo fermo a 14.
Passano due minuti e Kroos segna il terzo gol con una botta da fuori aria per poi bissare al 26esimo su assist di Khedira.
Sugli spalti si è così passati repentinamente dagli scrosci di applausi entusiastici per i propri beniamini a fiumi di lacrime che non possono che ricordare il nefasto Maracanazo del 1950.
Il Brasile è totalmente nel pallone. Ogni schema è saltato, si fa penetrare con una facilità disarmante. Psicologicamente i verdeoro sono KO.
Il primo tempo termina col ridicolo punteggio di 5 a 0: c’è gloria persino per Khedira nell’ennesima semplice perforazione in area di rigore avversaria.
Ma il festival delle amnesie carioca non termina qui.
Nella ripresa la Germania (senza Hummels risparmiato per la finale ipotecata) si ammorbidisce per qualche istante, giusto il tempo par favorire gli avversari nel confezionare tre nitide palle gol puntualmente sventate da quell’omone che prende il nome di Neur, attualmente l’estremo difensore più forte al mondo.
Muller, con l’uscita dal campo del mito Klose (gli subentra Schurrle), gioca più avanzato e col sinistro a giro sfiora la doppietta personale ma Julio Cesar smanaccia in corner.
Azione corale della Germania al minuto 69: triangolo Khedira-Lahm, il terzino bavarese pesca Schurrle in area che trafigge per la sesta volta i padroni di casa.
Pubblico, giocatori, spettatori televisivi uniti da un’unica sensazione: l’incredulità.
C’è spazio anche per la settima e devastante marcatura, sempre di Schurrle, imbeccato da un indomabile Muller, probabilmente dotato di occhi extra sulla nuca, che di spalle serve l’attaccante del Chelsea che sfodera una sassata di sinistro sulla quale neanche Spiderman avrebbe potuto far nulla. 
Sul finale Ozil, cercato a più riprese dai compagni, si divora clamorosamente l’ottavo sigillo e sull’azione successiva Oscar sorprende la retroguardia teutonica siglando il gol della bandiera, una magrissima consolazione.
Termina 7 a 1. I tifosi tedeschi urlano “Brazil, Brazil” in segno di rispetto amichevole per la tifoseria ospitante ma il risultato non si dimenticherà così facilmente.
La Germania non ha sbagliato praticamente nulla, eccetto la sbavatura della rete di Oscar, largamente perdonabile su un risultato non acquisito, ma di più.
Abbandona la competizione un Brasile pienamente in affanno. Non solo in questa semifinale. I verdeoro avevano dimostrato di essere una compagine ai limiti della sufficienza già nel corso del girone qualificatorio.
Domani scopriremo la seconda finalista nel match tra Olanda e Argentina.

MIGLIORE IN CAMPO: MULLER (7.5)

E’ vero segna soltanto un gol, ma che giocatore è? A guardarlo non ci scommetteresti neanche un centesimo. Dinoccolato, fisico asciutto, gambe per nulla muscolose. Se cercate la parola efficienza su un qualsiasi dizionario, però, probabilmente troverete la sua immagine in allegato. Muller è ovunque, è infaticabile, ha un passo fuori dal comune. Ti salta con la sua velocità ma non te lo aspetti. Te ne accorgi solo quando ti ha già superato.
Sul 6 a 0 è lì a centrocampo a battibeccare con David Luiz, ad arretrare per dare una mano ai compagni sulla mediana. Non cerca neanche la gloria personale perché sull’1 a 0 serve Klose anziché optare per la conclusione a rete. E poi corre, corre e corre. Sbraita, accorcia, inventa. Se l’Italia tutta avesse avuto solo la metà del suo temperamento e della sua indole caparbia forse adesso ci troveremmo ancora in Brasile. E’ senza ombra di dubbio uno dei migliori giocatori contemporanei. Una delle stelle di questo fantastico Mondiale.

Mondiali: Blatter, all'Italia mancato spirito offensivo

Agli azzurri, eliminati ai gironi ai Mondiali del Brasile, è mancato "lo spirito offensivo". Ad esserne convinto il presidente della Fifa Sepp Blatter in un'intervista al sito della Federazione internazionale. "Fino ad ora lo spirito offensivo è stata una delle caratteristiche di questo Mondiale. Non bisogna aspettare - spiega - Guardate quello che è successo ad alcune grandi squadre europee. Una di queste è l'Italia. Sono fuori perché hanno aspettato. Non potete aspettare, dovete segnare". 

Brasile 2014, Prandelli si dimette: “Mi dimetto ma la colpa è anche dell’arbitro”

di Stella Dibenedetto - Mentre Mario Balotelli e Andrea Pirlo versavano lacrime per un’eliminazione dolorosa, mentre Gigi Buffon cercava di trovare una giustificazione al fallimento azzurro, Cesare Prandelli prende atto del fallimento e lascia la Nazionale: "Ho parlato con Abete dopo la partita, giusto prendersi le responsabilità del progetto tecnico: ho deciso di rassegnare le dimissioni, sono irrevocabili". Abete spera in un ripensamento del C.T. ma anche lui andrà via: “Tra venerdì e lunedì convocherò il Consiglio federale: vi parteciperò rassegnando le mie dimissioni irrevocabili. Spero che Prandelli ci ripensi: è stato fatto il massimo rispetto a quello che oggi è il nostro calcio. Non vanno sottovalutati il secondo posto all'Europeo e il terzo alla Confederations". 
La rabbia di Cesare Prandelli: “Assurdo restare in dieci in una partita come questa - spiega il c.t. della nazionale commentando l'episodio dell'espulsione di Marchisio - Quando lotti su ogni pallone, ci può stare qualche fallo, ma non ho visto nessun fallo da rosso". Per il C.T., il colpevole, è l’arbitro: “Gara condizionata dall'espulsione di Marchisio e quella mancata di Suarez? Assolutamente sì". 
Il bilancio mondiale dell’Italia: “L'Italia ha fatto una gran prima partita, male la seconda, la terza ce la siamo giocata fino in fondo. L'Uruguay non ha mai tirato in porta, dispiace uscire così. Mi assumo tutte le responsabilità del progetto tecnico in ogni caso: la preparazione ce l'avevamo ancora nelle gambe, ma se ti fanno giocare sempre in certe condizioni è dura. Siamo stati l'unica squadra a giocare a Manaus e due volte all'una. Ma non è il caso di aggrapparci a queste cose". 
L’analisi del match: “Balotelli? Non sai mai quando è nervoso e quando è calmo. L'ho sostituito perché avevo paura di restare in dieci. Il mio futuro? Se un rosso mette in discussione tutto dopo un progetto di 4 anni ci può stare, faremo delle riflessioni e vi faremo sapere". 
Prandelli che ha rinnovato il contratto con la Federazione prima dell’inizio dei Mondiali, ha ancora due anni di contratto. Il progetto prevede che Prandelli guidi la Nazionale fino agli Europei 2016 in Francia. Dopo il fallimento mondiale, però, potrebbe succedere di tutto.

Mondiali: Italia, dentro o fuori contro l’Uruguay, si punta su Immobile-Balotelli

di Stella Dibenedetto - Dentro o fuori senza alternative. Contro l’Uruguay, la Nazionale di Cesare Prandelli non ha scelta. Il Paese intero chiede agli Azzurri la prova della vita per continuare il sogno mondiale come accadde nel 1982 e nel 2006. Per qualificarsi agli ottavi di finale, l’Italia deve guadagnare almeno un punto contro la Celeste. Con un pareggio gli Azzurri sarebbero secondi del girone D e affronterebbero la Colombia agli ottavi. C’è anche la possibilità di arrivare primi nel girone ma in questo caso l’impresa è ancora più ardua: l’Italia, infatti, dovrebbe battere con due gol di scarto l’Uruguay e sperare che anche l’Inghilterra faccia lo stesso contro la Costa Rica. 
I calcoli, però, almeno per una volta, lasciamoli a casa. Il popolo italiano chiede la prestazione con la P maiuscola agli Azzurri chiamati a riscattarsi dopo la pessima figura contro la Costa Rica. Osannati dopo il match contro l’Inghilterra, sono stati distrutti e sbeffeggiati dopo la seconda partita del Mondiale. Contro l’Uruguay, Prandelli e i suoi avranno il compito di riscattarsi contro una Nazionale che ha fatto fuori il Brasile e dominato la scena calcistica sudamericana grazie a quello spirito guerriero che gli è stato tramandato dagli indigeni. E se a questo aggiungiamo i gol del pistolero Suarez e del matador Cavani, è evidente l’impresa che dovrà compiere l’Italia per non tornare in anticipo a casa. 
Al di là degli schemi tattici, gli Azzurri dovranno giocare con la testa. In conferenza stampa, Prandelli è stato chiaro in tal senso: “Conterà arrivare primi sulla palla, conquistarla con voglia, dare tutto. Gli uruguaiani lo faranno. Hanno più orgoglio di patria”. 
Contro il pistolero Suarez, Prandelli è pronto a schierare tre sceriffi. Il popolo azzurro si affida soprattutto ad Andrea Barzagli, il migliore finora del reparto difensivo nonostante gli acciacchi. Accanto a lui ci saranno Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci per riformare il trio difensivo che ha fatto la fortuna della Juventus. A loro tre il compito di fermare le incursioni e le ripartenze sia di Suarez che di Cavani. Si cambia anche a centrocampo. Con De Rossi out per infortunio, si punta su un centrocampo di qualità. Sulle fasce, oltre a Darmian, uno dei migliori finora, ritroviamo De Sciglio, al debutto mondiale. Al centro dell’azione ci sarà come sempre Andrea Pirlo e al suo fianco Verratti e Marchisio a cui spetterà il compito sia d’interrompere il gioco avversario ma anche di creare gli spazi per le ripartenze. 
In attacco, infine, la coppia gol inedita e che l’Italia ha richiesto a gran voce. Per la prima volta nella storia della Nazionale, giocheranno insieme Mario Balotelli e Ciro Immobile. Il capocannoniere della serie A, chiamato in causa da tutto il popolo azzurro dopo la disfatta contro la Costa Rica, potrebbe essere l’uomo della provvidenza. Veloce, scaltro e con un gran senso del gol Ciro potrebbe regalarci la qualificazione. Sia a Immobile che a Balotelli, però, oltre ai gol, Prandelli chiederà un po’ di sacrificio. Entrambi, infatti, dovranno aiutare la squadra in fase di copertura. Tutto questo è solo teoria. Tra poche ora sapremo se Immobile e Balotelli riusciranno a portarci in Paradiso. Nel frattempo, avere i brividi è più che lecito. 

Le probabili formazioni: 

ITALIA 3-5-2: Buffon, Barzagli, Bonucci, Chiellini, Darmian, Verratti, Pirlo, Marchisio, De Sciglio, Balotelli, Immobile 

URUGUAY 4-3-1-2: Muslera, Caceres, Gimenez, Godin, Pereira, Gonzalez, ArevaloRios, C. Rodriguez, Lodeiro, Suarez, Cavani 

Mondiali Brasile 2014: Italia-Costarica 0-1

Il Costarica ha battuto l'Italia 1-0 (1-0) in una partita della seconda giornata del gruppo D dei mondiali di calcio. Costa Rica promossa e Inghilterra eliminata: questi i primi verdetti dopo il secondo turno del Gruppo D dei Mondiali brasiliani (quello degli azzurri). Con 6 punti in due partite, per i 'Ticos', sarà ininfluente l'ultimo match del 24 giugno contro l'Inghilterra, a sua volta eliminata con zero punti in due partite. Basterà un pari all'Italia contro l'Uruguay, martedì 24 giugno, per accedere agli ottavi del Mondiale. Gli azzurri e la Celeste hanno gli stessi punti in classifica nel gruppo D, tre, ma l'Italia ha una miglior differenza reti.

Italia batte Inghilterra 2 a 1 all'esordio mondiale: non tradisce le attese

Più forti dell’afa di Manaus. Più forti delle scorribande inglesi. L’Italia versione mondiale non tradisce le attese. Gli azzurri di Cesare Prandelli fanno il loro esordio nella competizione brasiliana con una vittoria meritata sull’undici di Roy Hodgson. Marchisio e Ballotelli, in mezzo il pareggio inglese di Sturridge, firmano le reti del successo italiano al termine di una gara di gran sacrificio, condizionata dall’asfissiante caldo amazzone. Sirigu non fa rimpiangere l’infortunato Buffon; l’esperimento del doppio play con Pirlo e Verrati premia il nuovo modulo di Prandelli, dove decisiva risulta la posizione di De Rossi a protezione della difesa dietro i due inventori del gioco. Darmian, la sorpresa più lieta della serata, e Candreva sulla destra sono inarrestabili. Il terzino granata nell’esordio mondiale fa tutto ciò che si chiede ad un laterale: difende, spinge e s’incunea nella difesa avversaria. Il centrocampista laziale, invece, crea la supremazia in mezzo al campo, e soprattutto disegna l’assist perfetto per la rete decisiva di Balotelli. Regge la difesa azzurra: Barzagli sopperisce con esperienza alla serata non felice di Paletta; Chiellini sull’out mancino è impegnato più in fase di copertura, che in quella propositiva. Prandelli, così, può festeggiare questi primi tre punti, contento di aver allontanato, almeno momentaneamente, le polemiche e qualche malumore che hanno accompagno la sua squadra alla vigilia di questo mondiale. Venerdì si torna in campo contro la sorpresa Costa Rica, capace di superare l’ Uruguay nel primo match del girone con un 3 a 1 in rimonta.

Brividi per Buffon: in dubbio debutto

Allarme Buffon alla vigilia di Italia-Inghilterra: il portierone azzurro e' uscito in anticipo dall'allenamento all'Amazonas Arena, ''per una lieve distorsione alla caviglia e - come ha riferito lo stesso Prandelli - si è sottoposto alle cure''. Il ct conta di recuperare il portiere, ma la sua presenza a questo punto non può essere data per certa.
Il portiere azzurro si e' sottoposto poi nella tarda serata ora locale a una prima seduta di fisioterapia alla caviglia sinistra.
Al risveglio in albergo, col riscontro degli effetti, si farà il punto e Prandelli potrà prendere una decisione se impiegare o meno il portiere per la partita che comincia alle 18 ora locale, le 24 in Italia. 

Calcio: Clamoroso Blatter: "Mondiale in Qatar? Probabilmente è stato un abbaglio"

In un'intervista a insideworldfootball.com, Sepp Blatter, presidente Fifa, ha ammesso che la nomina del Qatar per Mondiali del 2022 potrebbe essere stata un abbaglio: "Forse abbiamo sbagliato, ma dall'altro lato dobbiamo considerare l'esistenza di altre realtà geopolitiche. Dobbiamo accettare il fatto che il calcio non è più solo appannaggio di Europa e Sudamerica. Spostare l'evento in inverno? Sì, abbiamo deciso che non fosse saggio giocare lì in estate con il caldo".