Teheran - Si riaccende la tensione tra Stati Uniti e Iran dopo le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha negato l’esistenza di qualsiasi accordo con Teheran e ha affermato che “potremmo tornare e finire il lavoro”, smentendo al contempo le indiscrezioni su una bozza d’intesa circolata sui media iraniani.
Secondo la Casa Bianca, le ipotesi di un accordo che prevederebbe la revoca del blocco navale ai porti iraniani in cambio della ripresa del traffico commerciale nello Stretto di Hormuz sarebbero “una totale invenzione”.
Iran: aperture diplomatiche e prontezza militare
Sul fronte iraniano, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato che una nuova guerra con gli Stati Uniti è “poco probabile” nell’attuale fase di negoziati diplomatici, pur sottolineando di essere “pronte ad affrontare un nuovo attacco”.
Le tensioni restano elevate anche in relazione alle attività militari nella regione del Golfo, dove lo Stretto di Hormuz continua a rappresentare un punto strategico per i traffici energetici globali.
Operazioni militari e attacchi incrociati
Nel frattempo, fonti militari statunitensi riferiscono di interventi contro obiettivi iraniani, tra cui un sito di lancio missilistico nel sud del Paese, e operazioni contro unità navali riconducibili ai Pasdaran impegnate in attività considerate ostili nell’area di Hormuz.
Da parte iraniana, la posizione ufficiale resta quella della difesa della sovranità nazionale, con minacce di risposta a eventuali ulteriori attacchi.
Fronte Israele-Libano: estensione delle operazioni
Parallelamente, si registra un’ulteriore escalation sul fronte nord di Israele. Dopo il lancio di droni verso il territorio israeliano, le Forze di difesa israeliane Israel Defense Forces (IDF) hanno ampliato le operazioni terrestri nel sud del Libano, oltre la cosiddetta “linea gialla” della tregua.
Secondo quanto comunicato, nelle ultime 24 ore sarebbero stati colpiti oltre 150 obiettivi legati al gruppo Hezbollah, in particolare nelle aree di Tiro, Nabatieh e nella valle della Beqaa.
Quadro regionale in rapido deterioramento
L’intreccio tra negoziati diplomatici, operazioni militari e attacchi incrociati contribuisce a un quadro regionale altamente instabile, con più fronti attivi e il rischio di un’ulteriore escalation tra attori statali e gruppi armati.
Le prossime ore saranno decisive per capire se la fase di confronto potrà rientrare in un alveo diplomatico o se prevarrà una nuova intensificazione del conflitto nell’area mediorientale.