Teheran - Si alza ulteriormente la tensione in Medio Oriente, con una nuova escalation militare che coinvolge Iran, Stati Uniti e Israele e che ha conseguenze dirette anche sulla sicurezza della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz.
Secondo quanto riportato, gli Stati Uniti avrebbero intercettato droni iraniani e condotto nuovi attacchi contro obiettivi considerati una minaccia per le proprie truppe e per il traffico marittimo internazionale. In risposta, i Pasdaran avrebbero reagito colpendo una base americana nella regione, ampliando così il livello dello scontro diretto.
Parallelamente, forze iraniane avrebbero aperto il fuoco contro quattro navi in transito nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi strategici per il commercio globale di petrolio. La situazione ha riacceso i timori di un blocco o di una destabilizzazione dell’area, con possibili ripercussioni sui mercati energetici internazionali.
Sul fronte politico, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che “non c’è nessun accordo con l’Iran” e ha aggiunto che “potremmo tornare e finire il lavoro”, sottolineando inoltre che “nessuno controllerà Hormuz: sarà aperto”, in riferimento alla libertà di navigazione nello stretto.
Nel frattempo, si registra anche un aumento delle tensioni sul fronte nord di Israele, dove droni attribuiti a Hezbollah avrebbero colpito la zona, causando un morto e due feriti.
A completare il quadro, il Kuwait ha annunciato che le proprie difese aeree stanno “reagendo ad attacchi ostili di missili e droni”. Le autorità militari hanno precisato che eventuali esplosioni udite nel Paese sono da ricondurre all’intercettazione degli attacchi da parte dei sistemi di difesa, senza però indicare con certezza la provenienza delle minacce né segnalare vittime.
La situazione resta estremamente fluida e in evoluzione, con un rischio concreto di ulteriore allargamento del conflitto nell’area del Golfo.