Bordighera, Imperia - Svolta nelle indagini sulla morte della piccola Beatrice, la bimba di due anni deceduta lo scorso febbraio a Bordighera. All’alba di sabato i carabinieri hanno arrestato Manuel Iannuzzi, 42 anni, compagno della madre della bambina, con l’accusa di maltrattamenti aggravati. Contestualmente è stato fermato anche il padre dell’uomo per detenzione di materiale esplodente: nella perquisizione è stato infatti rinvenuto circa due chili di tritolo in una cantina a lui riconducibile.
Già in precedenza era stata arrestata la madre della bambina, accusata di maltrattamenti aggravati dalla morte della figlia. Secondo gli inquirenti, la donna avrebbe anche trasportato la piccola già priva di vita prima di lanciare l’allarme.
La ricostruzione della Procura di Imperia descrive un quadro gravissimo. La piccola sarebbe morta il 9 febbraio in casa della madre, a Montenero, frazione del comune di Bordighera, in seguito a una crisi respiratoria e a un arresto cardiaco. Tuttavia, già in fase di soccorso, i sanitari del 118 avrebbero rilevato segni compatibili con violenze pregresse, successivamente confermati dall’autopsia.
Secondo quanto emerso dalle indagini, coordinate dalla Procura di Imperia, le prove a carico degli indagati includerebbero messaggi WhatsApp, fotografie sul cellulare, testimonianze e le immagini dei sistemi di videosorveglianza. Proprio dalle chat emergerebbero elementi ritenuti compatibili con episodi di maltrattamento.
Il procuratore Alberto Lari ha parlato di “violenza brutale”, sottolineando come le ricostruzioni iniziali fornite dagli indagati siano risultate “non veritiere e concordate per depistare le indagini”. Gli inquirenti ritengono infatti che la bambina sia stata portata già priva di vita nell’abitazione della madre prima della chiamata al 118.
Ulteriori elementi inquietanti emergono dalle dichiarazioni delle due sorelline della vittima, oggi affidate a una struttura protetta. Secondo quanto riferito agli inquirenti e agli psicologi, la piccola sarebbe stata sottoposta a ulteriori violenze prima del decesso.
Il padre biologico della bambina, attualmente detenuto per altra vicenda, ha appreso degli sviluppi e ha espresso il proprio dolore tramite il legale: “È distrutto e chiede solo di poter riabbracciare le figlie”.
Le indagini proseguono per chiarire nel dettaglio la dinamica dei fatti e verificare eventuali ulteriori responsabilità.
