Meloni alla Camera: “Riforma della giustizia occasione persa”, tensioni su Iran e difesa della linea su Trump e Ue


Roma – Quasi un’ora di intervento alla Camera per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha illustrato l’azione del governo toccando politica estera, economia e riforme istituzionali, con particolare riferimento al recente referendum sulla giustizia.

Nel suo intervento, Meloni ha difeso l’operato dell’esecutivo e ribadito la volontà di portare a termine la legislatura, respingendo al tempo stesso le critiche di subordinazione agli Stati Uniti e al presidente americano Donald Trump. La premier ha definito “scontato” il dibattito sulla presunta subalternità e ha rivendicato la continuità della collocazione internazionale dell’Italia.

Sul piano interno, la presidente del Consiglio ha commentato l’esito del referendum sulla giustizia, parlando di “occasione storica persa per l’Italia”, ma escludendo conseguenze politiche immediate come dimissioni o rimpasti. “Non servono nuove linee programmatiche”, ha affermato, sottolineando la solidità della maggioranza e la volontà di proseguire il percorso di governo per l’intera legislatura.

Meloni ha inoltre difeso le recenti scelte dell’esecutivo, compresi alcuni cambiamenti nella squadra di governo, definiti “non semplici ma necessari”, ribadendo di aver sempre anteposto “l’interesse nazionale a quello di parte”.

Ampio spazio anche alla politica estera e alla crisi in Medio Oriente. La premier ha definito la situazione in Iran “vicina al punto di non ritorno”, sottolineando la necessità di perseguire una fragile prospettiva di pace e di garantire la libertà di circolazione nello Stretto di Hormuz, considerato un nodo cruciale per la stabilità economica globale.

Nel corso dell’informativa, Meloni ha ribadito anche la coesione della maggioranza e la collaborazione tra i vicepremier, rivendicando la compattezza dell’esecutivo e invitando le opposizioni a un confronto “nel merito delle soluzioni per i cittadini”.

L’informativa verrà replicata nel pomeriggio al Senato.

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