Cucchi, Grasso parla da Bari: "Chi sa parli, no alla violenza impunita"

"Vorrei fare un appello. Ci sono dei rappresentanti delle Istituzioni che sono certamente coinvolti in questo caso. Quindi, chi sa parli. Che si abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, perché lo Stato non può sopportare una violenza impunita di questo tipo". Sono le parole pronunciate a Bari dal presidente del Senato, Piero Grasso, parlando di Cucchi.

"La Procura Generale di Roma - ha detto Ciampoli - esaminerà, con la lettura delle sentenza, la motivazione che darà la Corte d'assise di appello alla decisione di non accogliere le richieste di condanna degli imputati, fatte con ampia e argomentata requisitoria dal Pg di udienza, valutandone la congruità, la coerenza e la legittimità". "Valuterà, di conseguenza - ha aggiunto Ciampoli - la sussistenza di motivi di ricorso in Cassazione, dove - ha sottolineato - già pende altro ricorso, sempre presentato dalla Procura Generale di Roma, contro un'altra sentenza relativa alla presunta responsabilità del personale medico del carcere di Regina Coeli che diede assistenza a Cucchi prima del trasferimento all'ospedale Pertini", dove il giovane morì.

"Noi abbiamo affrontato questo processo che era prevalentemente un processo a Stefano. Con questa seconda sentenza non abbiamo perso noi, quello che dicevamo da cinque anni è stato riconosciuto, questo è il fallimento della Procura di Roma, è il fallimento della giustizia". E' quanto ha detto in diretta Ilaria Cucchia a Radionorba, stamattina, nel corso del programma "Morning News". "Io e la mia famiglia - ha detto Ilaria Cucchi - per 5 anni abbiamo combattuto, perchè così devo dire, un processo assurdo nel quale se non si fosse trattato della morte di mio fratello sarebbe sembrata una barzelletta. Abbiamo sentito dire di tutto e soprattutto abbiamo cercato con ogni forza sentir negare quelle fratture e le conseguenze di quelle fratture. Oggi abbiamo due sentenze che ci dicono che Stefano è stato pestato e ci dicono che non si è in grado di stabilire chi ne siano gli stato autori di quel pestaggio". Come avete accolto - le è stato chiesto - l'esito dell'incontro con il procuratore di Roma? "Io e la mia famiglia - ha risposto Ilaria Cucchi - veniamo presi in giro da cinque anni quindi sicuramente l'abbiamo accolto con grande apertura, con quella disponibilità con la quale io e i miei genitori da soli, senza avvocati e senza nessuno, siamo andati dal procuratore capo della Repubblica di Roma siamo andati lì come famigliari di Stefano Cucchi a dire semplicemente questo: 'bene procuratore capo, ci sono queste sentenze come si intende andare avanti per assicurare alla giustizia i responsabili di quel pestaggio', questo era il nostro spirito".

Posta un commento

Nuova Vecchia

Modulo di contatto