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Coppa Italia: trionfo Juve tra le polemiche, contro il Napoli la decidono Dybala e Higuain

(Foto ANSA)

di ALESSANDRO NARDELLI - Trionfo Juve nell'importantissimo match di andata di Coppa Italia che ha visto Dybala e compagni superare 3-1 il Napoli di Maurizio Sarri. Una gara che ha visto alcune decisioni dubbie da parte di Valeri, che ha concesso due rigori agli uomini di Max Allegri, scatenando la violenta reazione della dirigenza azzurra a fine match, con il ds Giuntoli che ha tuonato: "Sono decisioni vergognose che fanno male al calcio italiano". I bianconeri, messi da parte screzi di spogliatoio, e rinsaldata la posizione del proprio tecnico, come sempre accade, sembrano usciti ancora più forte da dicerie, voci e quant'altro, e, la vittoria contro l'Empoli di sabato, prima, e il successo contro i partenopei ieri, poi, lo hanno dimostrato appieno. Sembra finalmente una squadra matura quella di Massimiliano Allegri, pronta a dare l'assalto a qualsiasi obbiettivo, senza paura e conscia di avere finalmente quella capacità di poter controllare ogni match, che appartiene solo alle grandi dell'Olimpo del calcio. Tornando alla sfida di Coppa Italia, la Vecchia Signora, leggermente in sofferenza nel primo tempo, è passata in svantaggio al 36', con il Napoli in vantaggio grazie a Callejon. Nella ripresa invece, meglio la Madama, che al 47' ha trovato il pari con un rigore di Dybala, ha raddoppiato al 64' con l'ex Higuain, e ha messo il sigillo alla gara ancora con Dybala, sempre su rigore, questa volta al 69' minuto.

Questa sfida ha dimostrato, se ce ne fosse stato ancora bisogno, che la Juventus diventa devastante con il 4-2-3-1, modulo ideale che permette di esaltare le caratteristiche dei tanti campioni presenti tra le file dei bianconeri. Ieri, con il 3-4-3 iniziale, si è si vista una squadra pericolosa, ma poco cinica e oramai meno abituata a giocare in questo modo, avendo acquisito, molto in fretta a dire il vero, i giusti automatismi con il nuovo sistema tattico. Infatti, nel secondo tempo, con l'entrata del colombiano Cuadrado e il conseguente cambio di modulo, la partita è svoltata. Se Allegri capirà che l'unica soluzione è schierare così la squadra, allora nulla potrà essere precluso ai suoi uomini.

Migliori in campo in assoluto, proprio Cuadrado e Dybala, veri e propri trascinatori della squadra bianconera. Il primo con la sua velocità e la sua costante spinta, ha mandato in tilt il malcapitato Strinic. inoltre si è procurato il secondo rigore trasformato dalla "Joya", ed è stato perfetto anche in fase difensiva, salvando su una pericolosa azione avversaria con una chiusura difensiva meravigliosa. Dybala, invece, dopo un primo tempo così e così, si è acceso nella ripresa, realizzando dal dischetto per due volte, glaciale dagli undici metri. Inoltre, tra le linee ha dato spettacolo, illuminando il gioco bianconero

Male invece Lichtsteiner ed Asamoah, il primo molto nervoso e mai puntuale, il secondo protagonista in negativo sul gol del vantaggio del Napoli di Callejon. Il ghanese non ha chiuso sullo spagnolo, suo diretto avversario, facendo la frittata.

La prossima sfida verrà disputata dalla Juventus, questa domenica alle ore 15:00 al Dacia Arena di Udine, contro i friulani dell'ex Gigi Del Neri, primo tecnico della Vecchia Signora, nell'era Marotta. Per Allegri potrebbe essere l'occasione per far riposare qualche titolare, che ha giocato dal primo minuto contro il Napoli in Coppa Italia.

Coppa Italia: un rigore elimina il Cesena, Roma in semifinale

(Foto ANSA)

di ANTONIO GAZZILLO - Si è chiuso ieri il turno dei quarti di finale di Coppa Italia che ha visto la Roma come altra semifinalista, dopo Napoli, Juventus e Lazio. La squadra di Spalletti ha eliminato con molta fatica un Cesena organizzatissimo che ha quasi annullato il divario tecnico che la etichettava come sfavorita.
Spalletti ha deciso di affidare l’attacco a Totti e Perotti, lasciando in panchina Dzeko e inserendo tra i pali Alisson. Camplone, invece, ha schierato un 3-5-2 compatto che ha concesso pochi spazi mettendo in difficoltà la squadra giallorossa. Nella prima frazione a giocare a calcio è stato solo il Cesena, e solo il palo e due interventi miracolosi di Alisson non hanno consentito alla squadra romagnola di tornare negli spogliatoi in vantaggio. Nella ripresa, i cambi nella Roma hanno svoltato la partita. Spalletti ha inserito Nainggolan per creare superiorità a centrocampo mentre l’infortunio di Perotti aveva già permesso a Dzeko di entrare in campo nel primo tempo. Il goal giallorosso è arrivato proprio da un’azione dei nuovi entrati: al 23’ Nainggolan, dopo aver ricevuto palla da Strootman, ha lanciato El Shaarawy che di prima ha servito in area Dzeko per cui è stato un gioco da ragazzi battere Agliardi. Il Cesena non si è arreso e poco dopo ha trovato il pareggio: su un cross di Balzano, Alisson ha sbagliato l’uscita aerea scontrandosi con Manolas e lasciando lì il pallone che Garritano ha calciato con prontezza nella porta vuota. Quando la partita, decisamente equilibrata, sembrava doversi prolungare fino ai supplementari, nei minuti di recupero, uno scontro tra Agliardi e Strootman ha indotto l’arbitro a fischiare rigore per la Roma: Totti ha spedito nell’angolino basso il pallone pesante della qualificazione per la squadra giallorossa. Con molta sofferenza la Roma ha riscattato la sconfitta con la Sampdoria in campionato e ora si prepara ad affrontare il derby in semifinale di Coppa Italia. Onore al Cesena che ha lottato da grande squadra sfiorando l’impresa.
ROMA: 3-4-3: Alisson; Rudiger, Manolas, Juan Jesus ( 1’ s.t. Nainggolan), Peres, Strootman, Paredes, Mario Rui, Perotti ( 21’ p.t. Dzeko), Totti, El Shaarawy ( 37’ s.t. Emerson)

CESENA: 3-5-2: Agliardi; Perticone, Rigione, Ligi, Balzano, Konè, Vitale, Laribi ( 12’ s.t. Garritano), Renzetti, Ciano ( 28’ s.t. Cocco), Rodriguez ( 40’ s.t. Panico)

Arbitro: Maresca di Napoli
Ammoniti: Laribi, Garritano, Manolas

Coppa Italia: Si ferma l'Inter, Lazio in semifinale

(Foto LAPRESSE)

di ANTONIO GAZZILLO - Si è fermata a nove la striscia di vittorie consecutive dell’Inter che, nella partita di ieri a San Siro, è stata eliminata dalla Coppa Italia da una Lazio intraprendente e ben organizzata, con il match che si è chiuso sul 2 a 1 per i biancocelesti, risultato che però sta stretto alla squadra nerazzurra.

Si sono viste due squadre molto in forma che non hanno mai dato segno di arrendevolezza neanche quando sono rimaste in inferiorità numerica.

Squadra che vince non si cambia. E infatti Pioli ha confermato quasi tutti i titolari cambiando solo Kondogbia al posto di Gagliardini, che ha fatto già sentire la sua mancanza a centrocampo, Palacio al posto di Icardi e sulla trequarti uno spento Banega a sostituire Joao Mario. Anche Inzaghi ha cambiato poco inserendo il giovane Murgia e ritrovando Immobile dopo la squalifica in campionato.

Nel primo tempo è stata l’Inter a soffrire dando l’impressione di aver perso quell’equilibrio che aveva tanto faticato a trovare mostrando una difesa in difficoltà che risentiva di una scarsa copertura a centrocampo, e un Miranda irriconoscibile. E dopo le tante occasioni concesse, è arrivato il goal del vantaggio biancoceleste: un cross preciso di Lulic ha pescato Felipe Anderson in area, dimenticato da Ansaldi, che ha girato in rete di testa.

La situazione è peggiorata nella ripresa quando Miranda ha ingenuamente steso Immobile in area, concedendo il rigore e facendosi espellere. Ci ha pensato Biglia a calciare con rabbia dal dischetto il pallone del doppio vantaggio.

La partita, però, non si è spenta. L’Inter non si è disunita e ha stretto la Lazio in un assedio che ha portato all’espulsione di Radu e al goal della speranza: su assist di un immenso Perisic, di gran lunga il migliore dei suoi, una bellissima parabola di testa, alzata da Brozovic, ha sorpreso Marchetti nel punto in cui non sarebbe mai arrivato.

Non è bastato il cuore all’Inter che si è dovuta arrendere sotto i colpi di una Lazio abile a sfruttare tutti gli spazi. La squadra nerazzurra deve ritrovarsi in vista della difficile trasferta allo Juventus Stadium Domenica sera.

La Lazio invece passa in semifinale dove incontrerà la vincente di Roma – Cesena, di scena questa sera. C’è aria di derby?

INTER: 4-2-3-1: Handanovic; D’Ambrosio, Murillo, Miranda, Ansaldi ( 13’ s.t. Medel), Brozovic, Kondogbia, Candreva, Banega ( 1’ s.t. Joao Mario), Perisic, Palacio ( 1’ s.t. Icardi)

LAZIO: 4-3-3: Marchetti; Radu, De Vrij, Hoedt, Patrick, Parolo, Biglia, Murgia ( 33’s.t. Wallace), Anderson ( 30’ s.t. Milinkovic- Savic), Immobile, Lulic ( 30’ s.t. Lukaku)
Arbitro: Guida di Torre Annunziata

Ammoniti: Hoedt, Patrick, D’Ambrosio, Lulic, Parolo, Radu, Brozovic
Espulsi: Miranda, Radu

Juve, hai visto che Pjanic? Milan in 10 e KO, ora il Napoli per i bianconeri

(Foto LAPRESSE)

di ALESSANDRO NARDELLI - Alla terza finalmente vittoria, questa la frase che potrebbe riassumere l'ennesima sfida stagionale tra la Juventus di Massimiliano Allegri, uscita con le pive nel sacco per ben due volte su tre, ed il Milan di Vincenzo Montella. Una gara che ha visto i fantasiosi e più lucidi bianconeri superare i comunque caparbi rossoneri, per 2-1, con reti di Dybala al 10' minuto su assist di Cuadrado, e di Pjanic al 21', su un perfetto calcio di punizione che non ha lasciato scampo a Donnarumma, per i padroni di casa, e di Bacca al 53' per gli ospiti, rimasti in 10 uomini dal 54' dopo l'esplusione per doppia ammonizione di Locatelli. Adesso la Vecchia Signora dovrà affrontare in semifinale il Napoli di Maurizio Sarri, vittorioso martedì contro la Fiorentina di Paulo Sousa.

Dopo l'esperimento riuscito contro la Lazio domenica scorsa, Allegri ha riproposto lo stesso modulo vincente, il 4-2-3-1 con gli stessi interpreti in mediana e in attacco, e, come unici cambi, l'inserimento di Neto in porta, di Barzagli come terzino e di Rugani come difensore centrale. Una tattica coraggiosa che ancora una volta ha premiato, con la Juventus totalmente padrona del campo per i primi 45 minuti di gioco, in cui sembrava aver messo in ghiaccio il match, con due gol pesantissimi, soprattutto il primo, di Dybala, fondamentale per scacciare gli incubi di Doha. Nella ripresa però, è venuto fuori anche il Milan, approfittando di un calo più mentale che fisico da parte degli uomini di Allegri, che potranno dirsi perfetti quando saranno in grado di gestirsi per tutto il match, vera pecca della squadra bianconera al momento.

Migliore in campo in assoluto Pjanic, un giocatore che pian piano si sta ritrovando, riuscendo a mettere in mostra il grandissimo talento che lo contraddistingue, ma che finora aveva quasi centellinato, mostrandosi discontinuo e decisivo principalmente su calcio di punizione. Nel suo nuovo ruolo da playmaker, dopo la grande prestazione contro la Lazio, il bosniaco si è ripetuto contro i rossoneri, portando in vantaggio la sua squadra sempre su calcio piazzato, un tiro perfetto che ha battuto Donnarumma, ma anche mostrandosi perfetto in cabina di regia, illuminando la scena con lanci precisi ed intelligenti. Ottima anche la prestazione di Dybala, che realizza la rete del vantaggio su assist di Cuadrado, senza sbagliare come accaduto in finale di SuperCoppa, gioca la solita partita da uomo ovunque, trequartista a volte anche regista avanzato, e, cosa non da poco, costringe Locatelli a commettere l'ingenuo fallo che gli costa l'espulsione.

La prossima sfida verrà disputata dai rossoneri questa domenica alle ore 15:00 al Mapei Stadium contro il Sassuolo di Eusebio Di Francesco e di Domenico Berardi.

Coppa Italia: La Juventus aspetta il Milan per il riscatto


di PIERO CHIMENTI - Allo Juventus Stadium andrà in scena il quarto di coppa italia tra Juventus-Milan, sotto la guida dell'arbitro Irrati. La Juventus potrà riscattarsi, dopo le sconfitte patite ai danni dei rossoneri in campionato ed in finale di Super coppa a Doha. Nello Stadium, i padroni di casa non hanno mai perso. L'unico mezzo passo falso risale al pareggio contro il Frosinone nel 2015.

In casa Milan c'è da rassenerare gli animi dopo i risultati poco incoraggianti in campionato, ultima è la sconfitta contro il Napoli. Il tecnico Montella ha deciso di non convocare Niang, distratto dalle voci di mercato per far posto a Deulofeu in attesa del transfert.

La Juventus cerca di raggiungere un altro record: essere l'unica squadra ad aver vinto la Coppa Italia tre volte consecutive. Gli allenatori pare abbiano deciso di schierare gli uomini con lo stesso modulo del 4-3-3, con la possibilità di dare spazio a qualche seconda linea, come Rincon e Pjaca per i padroni di casa ed Lapadula per l'attacco del Diavolo, mentre è ballottaggio tra Zapata-Paletta per affiancare Romagnoli al centro della difesa.

Coppa Italia: l’Inter batte il Bologna e va ai quarti, ma che fatica

(Foto ANSA/AP)

di ANTONIO GAZZILLO - Proseguono ancora i match di qualificazione ai quarti di Coppa Italia che si concluderanno oggi con Sassuolo – Cesena e Lazio – Genoa e domani con Roma – Sampdoria.

Ieri, l’Inter, si è aggiudicata un posto ai quarti battendo il Bologna non senza sofferenza e ora attende la vincente tra Lazio e Genoa.

Nella formazione di partenza, è stato ampio il turnover di Pioli che ha lanciato dall’inizio il tanto atteso Gabigol e confermato Gagliardini, che tanto aveva impressionato nella partita con il Chievo. Anche Donadoni non è stato da meno e ha cambiato sei interpreti della formazione titolare.

La partita è stata molto intensa e piena di colpi di scena perchè ha visto affrontarsi due squadre sempre arrembanti ma molto disattente.

E’ bastato un secondo tempo incerto e svogliato per far tornare agli occhi dei tifosi il ricordo dell’Inter di inizio stagione, quella squadra sempre in balia dell’avversario e capace di subire goal ad ogni azione nella sua area: infatti, dopo aver siglato il doppio vantaggio, i nerazzurri si sono fatti rimontare dagli uomini di Donandoni, per poi decidere il match all’inizio dei tempi supplementari fissando il risultato sul 3 a 2.

La gara è partita in discesa per gli uomini di Pioli che hanno sbloccato il risultato al 33’minuto con un capolavoro di Murillo: da calcio d’angolo, Joao Mario ha pennellato la palla in direzione del colombiano che, con una coordinazione pazzesca, in rovesciata, l’ha spedita nell’angolo alto, là dove l’estremo difensore del Bologna non ci sarebbe mai arrivato. E’stato un vero e proprio pezzo di bravura che contenderà il premio per il miglior goal dell’anno. Pochi minuti più tardi è arrivato anche il doppio vantaggio: ancora una volta Joao Mario ha pescato al centro dell’area l’ottimo movimento di Palacio che, conservando sempre il suo fiuto per il goal, ha messo in rete con un precisissimo diagonale rasoterra.

Ancora emozioni però, con il Bologna che allo scadere della prima frazione di gioco, ha accorciato il risultato grazie ad un tiro di Dzemaili che ha trovato una sfortunata deviazione di Kondogbia a spiazzare completamente Carrizo.

Il secondo tempo, invece, ha visto un’Inter stranamente assente dal gioco, nella morsa dei felsinei, e giustamente punita con il goal del 2 a 2 firmato da Donsah, abile a sfruttare la dormita della difesa nerazzurra con un preciso colpo di testa.

La gara, quindi, si è prolungata fino ai tempi supplementari, in cui i cambi di mister Pioli hanno prodotto il goal del definitivo vantaggio e della qualificazione: Icardi, lanciato sul filo del fuorigioco da D’ambrosio, ha trovato al centro dell’area Candreva che ha bucato per la terza volta la rete bolognese con un tiro sporcato dalla deviazione di un difensore.

Nonostante la sofferenza, l’Inter continua la sua striscia di vittorie e conferma di essere stata rivitalizzata dalla cura Pioli. C’è sicuramente tanto lavoro da fare soprattutto sulla gestione del match ma consolano le buone prestazioni di Gabigol e Gagliardini.

INTER: 4-2-3-1: Carrizo; D’ambrosio, Medel, Murillo, Ansaldi, Gagliardini, Kondogbia, Gabigol ( 26’s.t. Candreva), Joao Mario, Eder ( 4’1 t.s. Brozovic), Palacio ( 27’ Icardi)

BOLOGNA: 4-3-3: Da Costa; Krafth, Oikonomu, Maietta, Masina, Donsah, Pulgar, Dzemaili ( 27’ s.t. Nagy), Di Francesco, Destro ( 34’ s.t. Okwonkwo), Rizzo( 16’ s.t. Mounier)

Arbitro: Mariani di Aprilia



Ammoniti: Donsah, D’ambrosio, Medel, Di Francesco

Coppa Italia: Il Milan in rimonta sul Torino prenota un posto ai quarti


di PIERO CHIMENTI - Mister Montella fa rifiatare 5 titolari, con un centrocampo inedito con Bertolacci-Sosa e Kucka. In difesa riposa Romagnoli mentre l'attacco è sulle spalle di Lapadula. Il Torino lancia dal primo minuto Iturbe accanto a Belotti e Ljajic. Entrambe le squadre sono schierate col 4-3-3.

Il Torino, con la maglia bianca da trasferta, inizia bene pressando il Milan e collezionando calci d'angoli. Al 27' passa in vantaggio, con il passaggio di Iturbe per Belotti che può così battere il portiere. Dopo 2 minuti di recupero concessi dall'arbitro Russo, si conclude la prima frazione di gioco.

Nella ripresa si ripresenta un Milan più convinto dei suoi mezzi, formato dagli effettivi iniziali. Al 49' il portiere granata Hart si fa male dopo aver subito una tacchettata involontaria da Lapadula. Dopo un iniziale spavento, il portiere inglese può tornare a difendere i pali con una vistosa fasciatura. Al 62' i rossoneri trovano il pareggio con Kucka. Tutto nasce da una conclusione di Suso, respinta da Hart, su cui si avventa Bonaventura che ripropone il pallone al centro per il centrocampista slovacco che da posizione defilata sigla il gol del pareggio.

Tre minuti più tardi, i padroni di casa 'mettono la freccia' e passano in vantaggio con Bonaventura. il centrocampista bergamasco servito da Suso batte al volo l'estremo di difensore per il vantaggio del Milan, accompagnato dal boato del pubblico. All'84' è ancora Bonaventura ha tra i piedi il pallone che potrebbe chiudere l'incontro, ma tutto solo dinanzi al portiere calcia alto. Nei 7' di recupero, anche il bomber del Diavolo, si divora il gol della tranquillità; saltato il portiere, tira a colpo sicuro in porta trovando la respinta di Moretti.

L'ultima occasione Toro è nei piedi di Ljajic col calcio di punizione, bloccato in due tempi da Donnarumma. Finisce così l'incontro tra due squadre, che lunedì concederanno la replica, nella sfida di campionato che metterà in palio 3 punti.

Coppa Italia: Juve, Atalanta KO, super Dybala, ma che sofferenza

(Foto ANSA)

di Alessandro Nardelli - Qualificazione sofferta per la Juventus, che, trascinata da uno stratosferico Dybala, autore di un gol e di un assist, supera la tenace e vogliosa Atalanta di Gasperini, con un risultato di 3-2, fino alla fine in discussione. Sempre la solita Juve, bella per una parte di match, e poi in calo, fino a soffrire maledettamente, specie squadre che corrono e non mollano mai come l'Atalanta. Autori dei gol Dybala al 22', Mandzukic al 34' e Pjanic al 75' su rigore per i bianconeri, e Konko al 72' e Latte Lath all'81' per i bergamaschi. A nulla è servito l'ingresso di Gomez per la Dea, nel finale, mossa con la quale Gasperini puntava a raggiungere il pari. La Vecchia Signora adesso affronterà nei quarti, la vincente tra Milan e Torino, che giocheranno questa sera.

Turnover per Allegri, che conferma in porta Neto, e come terzino sinistro Asamoah, a dimostrazione della volontà di puntare sul ghanese come vice Alex Sandro, visto l'ormai imminente addio di Evra. A centrocampo esordio, molto positivo, di Rincon, che ci mette grinta e il carattere necessario al centrocampo bianconero, e sfiora anche la rete con un tiro da fuori.  Ma il migliore in campo in assoluto, come già detto è lui, la "Joya" Paulo Dybala, che con una prestazione monstre mette in vetrina tutto il suo bagaglio tecnico, spazzando via le ultime critiche. Un gol e un assist per lui. In occasione della rete dell'1-0 Mandzukic gli serve di testa la palla perfetta, e l'argentino fulmina l'incolpevole Berisha con un sinistro al volo meraviglioso. Poi ricambia il favore, offrendo un passaggio al bacio per l'attaccante croato, che raddoppia. La Juventus ora più che mai deve affrettarsi a rinnovare il contratto a Dybala, stoppando le sirene che lo vorrebbero in Spagna, destinazione Real Madrid. Male infine Neto e Lichtsteiner. Il primo colpevole sul secondo gol dell'Atalanta di Latte Lath, nato proprio da un errore dello svizzero, che non riesce a chiudere sul giovane calciatore della Dea.

La prossima gara verrà disputata dalla Vecchia Signora, questa domenica alle ore 20:45, in trasferta al Franchi di Firenze, contro la squadra viola dell'ex Paulo Sousa. Una gara molto sentita, vista la storica rivalità tra le due compagini.

Coppa Italia: Napoli ai quarti, stasera tocca alla Juve

(Foto ANSA)

Un ottimo Napoli quello che ieri sera, al San Paolo, ha battuto lo Spezia per 3 a 1 nel match di apertura degli ottavi di finale di Coppa Italia.
Nonostante le molte riserve mandate in campo da Sarri, ieri assente per squalifica, il Napoli è riuscito comunque a proporre il bellissimo gioco che lo contraddistingue. Pronti via e al terzo minuto la squadra partenopea è passata già in vantaggio con Zielinski che, dopo una delle sue tipiche incursioni nella difesa avversaria, ha battuto l’estremo difensore dello Spezia, Chichizola, con un tiro a giro.
Sul finale del primo tempo, il Napoli ha abbassato i ritmi ed è stato punito. In una delle poche accelerazioni offensive dello Spezia, è arrivato il pareggio: Piu ha affondato sulla fascia, mettendo in area un cross che, dopo la respinta del portiere, è stato calciato da Piccolo, trovando la sfortunata deviazione di Albiol a spiazzare Rafael.
Nella ripresa non c’è stato più alcuno spazio per la leziosità, e il Napoli in tre minuti ha colorato la partita di tinte azzurre. Al decimo Insigne ha scucchiaiato la palla in area di rigore per Giaccherini che, con un movimento alle spalle del difensore degno del miglior Callejon, ha colpito in rete al volo. Il Napoli non si è però ferma e al dodicesimo ha ottenuto il punto della sicurezza grazie ad un’ avanzata del talentino Rog che ha trovato il petto vincente di Gabbiadini, attaccante che continua a segnare nonostante sia sul piede di partenza. La squadra partenopea accede così ai quarti di finale grazie soprattutto all’ottima prestazione del suo centrocampo che ha visto in gran spolvero Diawara, Rog e Zielinski.

Questa sera alle ore 21.00, invece va in scena Juventus – Atalanta, seconda gara del torneo. Si prospetta un match molto importante per le due squadre. La Juve deve rispondere alla vittoria del Napoli e dimostrare di poter arrivare fino in fondo anche in Coppa. L’Atalanta, invece, vuole proseguire le sue prestazioni positive e confermare la sua posizione nell’olimpo delle grandi squadre. Chi passa il turno affronterà la vincente di Milan- Torino. Arbitra Giacomelli della sezione di Vicenza.

PROBABILI FORMAZIONI: Entrambi gli allenatori effettueranno turnover. La Juve dovrebbe giocare con il 4-3-3: Neto in porta; Lichsteiner, Barzagli, Rugani e Asamoah in difesa; a centrocampo Khedira, Hernanes e Rincon; tridente offensivo con Cuadrado, Mandzukic e Pjaca.
L’Atalanta si disporrà invece con un 3-5-2: tra i pali Sportiello; Raimondi, Caldara e Masiello in difesa; D’alessandro e Spinazzola sugli esterni con Freuler, Kurtic e Grassi in mediana; attacco formato da Petagna e Pesic.

STATISTICHE: Sono tredici le volte in cui queste due squadre si sono incontrate in Coppa Italia: tre vittorie per parte e sei pareggi. Ma sono tre le volte in cui si sono affrontate agli ottavi: due volte ha passato il turno l’Atalanta e una volta la Juve. L’Atalanta ha battuto la Juve nell’ultimo incrocio in questa competizione nel 2004/05. Le ultime dieci volte in cui i bianconeri hanno giocato gli ottavi di finale, hanno sempre passato il turno mentre i bergamaschi, nelle ultime quattro edizioni sono sempre stati eliminati ai quarti di finale.

Calcio, Mancini: "Sarri razzista, non puo' stare nel mondo del calcio"

"Sarri e' un razzista, non puo' stare nel mondo del calcio". Finale incandescente al San Paolo al termine di Napoli-Inter di Coppa Italia con Roberto Mancini che lancia pesanti accuse al collega a seguito di un diverbio che ha portato entrambi all'espulsione. "Il battibecco? Dovete domandare a Sarri, e' un razzista e gli uomini come lui non possono  stare nel calcio. Ha usato parole razziste, mi sono alzato per parlare con il quarto uomo e chiedere come mai cinque minuti di recupero e lui mi ha detto 'frocio, finocchio'. Io casomai sono orgoglioso di esserlo. Le persone come lui non possono stare nel calcio, siamo stati allontanati tutti e due. Della partita non mi interessa niente, una persona di 60 anni che si comporta cosi' e' una vergogna - ha aggiunto il tecnico nerazzurro visibilmente scosso -. Negli spogliatoi mi ha chiesto scusa, ma si dovrebbe vergognare, in Inghilterra non avrebbe piu' messo piede in una partita. Ora sono troppo nervoso, devo andarmene".

Il tecnico del Napoli non si è sottratto ai microfoni della Rai spiegando quanto accaduto:"Mi ero innervosito per la decisione su Mertens, non ce l'avevo con lui, ho visto che si lamentava per l'entita' del recupero. Sono cose da campo che dovrebbero finire li', mi hanno insegnato cosi'. Era meglio se non succedeva, ma sono le classiche litigate da campo. Negli spogliatoi gli ho chiesto subito scusa, credo che domani accettera' le scuse e mi aspetto anche da lui le scuse, perche' da uomini di sport si accettano le scuse e dovrebbe finire tutto. Omofobo mi sembra un'esagerazione, era solo rabbia, non ce l'ho con Mancini, mi e' scappata una parola, dall'espulsione di Mertens ho perso lucidita', mi e' sembrata un'ingiustizia forte, la simulazione mi e' sembrata un po' troppo. Mi e' sembrata anche poca l'entita' del recupero" la replica di Sarri.

Allegri: "La Coppa Italia è un obiettivo per la Juve"

Dal campionato alla Coppa Italia con un unico obiettivo, vincere. È in sostanza il pensiero di Allegri alla vigilia della trasferta di Roma contro la Lazio nei quarti di finale in gara unica: “La Coppa Italia è un obiettivo per la Juventus”, ha dichiarato il tecnico bianconero che sulla formula del torneo ha poi aggiunto: “Giocare le partite secche fuori casa può essere uno svantaggio così come giocare la semifinale di andata in casa. Quando arrivi in semifinale e finale, la Coppa Italia ha un valore, come per noi l'anno scorso quando la vincemmo dopo vent'anni. È un obiettivo: vincere un trofeo non è mai semplice e a casa bisogna sempre portare qualcosa”.

La qualificazione dell'Alessandria non ha fatto perdere ulteriore valore a un torneo che per molte squadre viene comunque considerato di seconda fascia: “Vuol dire che per vincere bisogna sempre essere concentrati - ha risposto Allegri commentando il successo dei 'grigi' sullo Spezia -. L'Alessandria è arrivata meritatamente in semifinale, non è facile eliminare squadre di A e B, gioca molto bene e credo si sia meritata la semifinale contro il Milan, se la giocheranno e avranno le loro chance. Cose di questo genere in Inghilterra spesso capitano, è il bello della coppa”.

Coppa Italia: battuta la Roma. Il Napoli in finale contro la Fiorentina

NAPOLI. Il Napoli si qualifica per la finale di Coppa Italia contro la Fiorentina battendo la Roma per 3-0 nella semifinale di ritorno dopo il 2-3 dell'andata. Reti di Callejon, Higuain e Jorginho. 
"Meritavamo la finale": Gonzalo Higuain, protagonista e goleador, nella vittoriosa semifinale contro la Roma (3-0) è "felice di questa grande partita. Abbiamo disputato una partita fantastica - dice nel dopo gara ai microfoni della Rai - contro una grande squadra. Abbiamo meritato la finale, lo meritava questa gente. Abbiamo fatto gol quando serviva e la difesa oggi ha giocato molto bene". "Abbiamo perso la qualificazione forse all'andata, prendendo due gol sul 2-0 e quando abbiamo avuto tre occasioni oggi nel primo tempo e non abbiamo segnato". Rudi Garcia non cerca alibi per la brutta sconfitta della Roma al San Paolo. "Dobbiamo essere più cinici in attacco e anche in difesa - le parole del tecnico in conferenza stampa - L'inizio di secondo tempo non è stato buono, dobbiamo migliorare. Complimenti al Napoli e in bocca al lupo a loro per la finale".
Pochi minuti prima dell'inizio della semifinale di Coppa Italia Napoli-Roma un centinaio di ultra' del Napoli dal volto coperto ha cercato di superare lo sbarramento delle forze dell'ordine per raggiungere la strada dove era atteso il passaggio del convoglio con i tifosi della Roma. I facinorosi, che erano in piazzale Tecchio, hanno lanciato petardi, pietre e fumogeni contro le forze dell'ordine venendo allontanati. Un principio d'incendio si è sviluppato in un'edicola a ridosso del commissariato di Fuorigrotta. (ANSA)

Coppa Italia: questa sera il big match Roma-Napoli

Questa sera, allo Stadio Olimpico di Roma, a partire dalle ore 20:45, si terrà l'atteso big match tra Roma e Napoli, gara valevole per la semifinale d'andata di Coppa Italia. Ecco le probabili formazioni:

ROMA (4-3-3): De Sanctis; Maicon, Benatia, Castan, Torosidis; Nainggolan, De Rossi, Strooman; Gervinho, Totti, Ljajic. All. Garcia

NAPOLI (4-2-3-1): Reina; Maggio, Fernandez, Albiol, Reveillere; Inler, Jorginho; Callejon, Hamsik, Mertens; Higuain. All. Benitez

ARBITRO: Bergonzi

Coppa Italia: passa il Napoli. Sfiderà la Roma in semifinale

NAPOLI. Sarà il Napoli a sfidare la Roma nella semifinale di coppa Italia. Un gol di Higuain è bastato alla squadra partenopea per sconfiggere la Lazio, in una delle sfide più avvincenti della serie A.
La rete qualificazione è arrivata al 37’, quando Callejon ha calciato dal limite dell’area. Il pallone sembrava destinato a lato, ma la deviazione di Higuain ha regalato al Napoli la semifinale con la Roma.

Calcio. Coppa Italia: questa sera Napoli-Lazio per un posto in semifinale

NAPOLI. L'arbitro Luca Banti di Livorno dirigerà la partita fra Napoli e Lazio, in programma questa sera, alle 20:45, nello stadio San Paolo e valida come ultimo quarto di finale della Coppa Italia. Il direttore di gara toscano sarà assistito da Di Fiore e Padova, mentre Damato sarà il quarto uomo.
"Sappiamo che è una Lazio diversa, sarà difficile, ma abbiamo fiducia in noi stessi e nella nostra qualità, sicuramente sarà una partita in cui possiamo fare bene". Rafa Benitez parla ai microfoni di Radio Kiss Kiss della partita di domani sera al San Paolo contro la Lazio di Edy Reja, che vale la qualificazione alle semifinali di Coppa Italia. "La squadra - dice il tecnico spagnolo - è stata spettacolare in allenamento, tutti sono stati concentrati ed attenti. Credo che siamo preparati in vista del match di Coppa Italia contro la Lazio". "C'è un atteggiamento perfetto - conclude Benitez - noto molta attenzione alle cose che vogliamo fare in questa partita, la squadra sa che dobbiamo continuare così, con intensità".
"Mai come stavolta la formazione la farà il medico, ma abbiamo le stesse possibilità del Napoli, è una partita da dentro e fuori: 50% delle possibilità noi e 50% loro, può succedere di tutto e chi scenderà in campo darà battaglia". Nonostante le tante defezioni, il tecnico della Lazio, Edy Reja, non si dà per vinto in vista del quarto di Coppa Italia con il Napoli, in programma domani al San Paolo. Per l'allenatore goriziano, doppio ex, si tratta di un derby personale. "Con Benitez ci siamo sentiti un mesetto fa - rileva -, son andato a trovarlo ad inizio campionato. E' preparatissimo su tutte le situazioni. È uno spagnolo italiano, molto bravo a preparare la gara, lo apprezzo molto. Il Napoli è una squadra con qualità importanti in avanti, ma ha dei punti deboli e dovremo sfruttarli". Poi in semifinale si prospetta un vero derby con la Roma. "Ci tengo ad andare avanti il più possibile - ammette Reja -, non solo per il derby possibile che è molto sentito. Sarebbe bello affrontare la Roma". (ANSA)

C. Italia, passano Roma e Udinese

(Foto Ansa)

(ANSA) La Roma si qualifica ai quarti di Coppa Italia battendo 1-0 la Sampdoria all'Olimpico. Nel prossimo turno la squadra di Garcia affronterà, sempre in casa e sempre in gara secca, la Juventus in una possibile rivincita dopo il ko in campionato. La gara con la Samp è stata decisa da un gol al 6' di Torosidis, che ha raccolto una respinta di Fiorillo. I giallorossi hanno poi mancato molte occasioni, grazie anche alle parate del portiere blucerchiato. Nella Roma esordio di Nainggolan, in campo per 70'.

'Udinese elimina l'Inter negli ottavi di Coppa Italia. 1-0 il risultato al Friuli, grazie a un gol di Maicosuel al 32' del primo tempo. Nei quarti i friulano incontreranno la vincente dell'altro ottavo tra Spezia e Milan. Inconsistenti nella rima parte di gara, i nerazzurri hanno reagito dopo il gol subito, colpendo una traversa con Kuzmanovic. Nella ripresa Mazzarri mette dentro Palacio e Alvarez ma senza ribaltare il risultato. I nerazzurri lamentano anche la mancata concessione di un rigore .

Coppa Italia, la Roma vola ai quarti: il 21 gennaio contro la Juventus


di Stella Dibenedetto - Ancora la Juventus. La Roma batte la Sampdoria per 1-0 negli ottavi di Coppa Italia e vola ai quarti di finale dove, martedì 21 gennaio, allo stadio Olimpido di Roma, affronterà nuovamente la Juventus. Contro la squadra di Mihajlovic è stato sufficiente un gol del greco Torosidis, in apertura di match. A sorpresa, Rudi Garcia ha fatto esordire dal primo minuto il neo acquisto Radja Nainggolan, sbarcato nella capitale solo due giorni fa.

Dopo le convocazioni di ieri, il debutto del centrocampista belga sembrava rimandato alla gara di campionato contro il Genoa di domenica prossima, ma l’immediata cessione dell’americano Bradley, ceduto al Toronto per sette milioni di euro, ha convinto il tecnico francese a convocare Nainggolan per concedere un turno di riposo a Strootman.

I giallorossi partono forte, decisi a conquistare la vittoria che vale la rivincita contro la Juventus di Antonio Conte e il gol del vantaggio arriva dopo appena sei minuti: bel cross dalla sinistra di Dodò, Destro devia sottorete ma Fiorillo si oppone. Il portiere della Sampdoria devia il pallone sui piedi di Torosidis che, da due passi, non sbaglia e batte a rete. Intorno alla metà del primo tempo, la Roma confeziona due occasioni da gol: prima è Nainggolan ad andare vicina al raddoppio ma il belga colpisce male. Poi i giallorossi si rendono nuovamente pericolosi con Destro, autore di una splendida giocata in area di rigore ma Fiorillo in serata di grazia si oppone ancora.

Ad inizio ripresa i capitolini calano il ritmo. Garcia toglie Nainggolan e inserisce Strootman. Poco dopo Destro si divora il gol del raddoppio mentre sul finire di gara è Torosidis a cercare la doppietta personale con un bel pallonetto che finisce di poco alto sopra la traversa. Il risultato non cambia più: la Roma lancia la sfida alla Juventus per continuare a rincorrere la stella della Coppa Italia.

Coppa Italia, buona Fiorentina, piccolo Chievo, i viola passano ai quarti.

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La Fiorentina archivia facilmente la pratica ottavi di finale, superando tranquillamente il ChievoVerona di Eugenio Corini. La gara si dimostra più semplice del previsto per gli uomini di Montella, tanto da riuscire a mettere al sicuro il risultato già nel primo tempo, grazie alle reti di Joaquin, autore di un gran gol con un sinistro dal limite e del giovane talento Rebic, lesto a insaccare in rete una palla che Borja Valero aveva mandato sulla traversa dopo una deliziosa punizione. Nella ripresa, un'espulsione per parte, Sardo per il Chievo e Ambrosini per i viola.

Per quel che riguarda le formazioni, Montella lancia in difesa Roncaglia e Tomovic e fa fare l'esordio a Wolski e Rebic, al posto di Ryder Matos.Corini invece schiera in porta Silvestri e in difesa un pessimo Pamic, autore di una brutta figura contro uno scatenato Joaquin. In cabina di regia Bentivoglio, mentre in avanti spazio a Sestu ed Estigarribia come ali, con il compito di fornire palloni giocabili all'unica punta Paloschi.

Nel primo tempo le occasioni più importanti capitano sui piedi di Joaquin, che prima riceve palla da Mati Fernandez calciando malamente alto e poi su cross di Wolski con un sinistro fulminante incenerisce Silvestri. Nel mentre da segnalare anche un cross dal fondo di Paloschi viene toccato da Roncaglia e vede Neto mettere in calcio d'angolo. Ad accendere la luce è Joaquin: l’ex Malaga va costantemente via allo spaesato Pamic, costretto peraltro a uscire dal campo per farsi medicare una ferita al naso. E proprio quando l’ex Sparta Praga non c’è, lo spagnolo ne approfitta: sinistro perfetto dal limite su cross arretrato di Wolski, ed è l’1-0 per la Fiorentina. Ancora viola con Roncaglia che costringe l'estremo difensore dei veronesi Silvestri alla respinta. Infine Rebic, al secondo di recupero, realizza il 2-0 di testa, dopo che lo spagnolo Borja Valero aveva colpito la traversa su punizione.

Nel secondo tempo solo Fiorentina, con l'ottimo Mati Fernandez, che colpisce l'incrocio dei pali a Silvestri battuto e Ryder Matos che realizza il 3-0, annullato però su un fuorigioco dubbio.

Tim Cup: Juve ai quarti, battuto l'Avellino 3-0


di Piero Ladisa – Obiettivo centrato. Prossimo step i quarti.  La Juventus, con il punteggio di 3-0, si è imposta sull’Avellino allo J-Stadium. Nel prossimo turno di Tim Cup, i campioni d’Italia in carica affronteranno la vincente della sfida che opporrà la Roma alla Sampdoria. Come preventivato alla vigilia, Conte ha attuato ampio turnover facendo scendere in campo ci ha giocato meno. Rastelli, invece, rispetto alla gara contro il Trapani ha cambiato poco per cercare di giocarsi la partita. Ma, come capita in partite del genere, la differenza di categoria tra le due compagini ha fatto la differenza.

Il match si mette subito in discesa per i bianconeri che passano in vantaggio al 7’. Giovinco, servito da Quagliarella, con un destro a giro batte Di Masi. Dopo 9’ la Juventus raddoppia: punizione dellaFormica Atomica che pesca Caceres, l’uruguayano lasciato completamente libero dalla retroguardia biancoverde insacca indisturbato in scivolata.
Nonostante il doppio svantaggio gli irpini non si danno per vinti e, sospinti da circa 4.000supporters, sfiorano il gol al 30’. Zappacosta serve Castaldo, il numero dieci dei lupi  mette di testa a lato, con Storari comunque sulla traiettoria.
La truppa di Conte cala il tris al 35’. Ancora una punizione calciata da Giovinco, il pallone spizzato di testa da Quagliarella  batte Di Masi che nella circostanza non è esente da colpe.

Nella seconda frazione di gioco le uniche occasioni sono di marca bianconera. La prima (59’) con Quagliarella su punizione. La seconda (67’) con Motta di testa. Il portiere irpino nella circostanza è abile a rifugiarsi in corner. La terza (89’) con Lichtsteiner che, imbeccato da Marchisio, tenta il tiro a giro senza inquadrare la porta.
Da segnalare il ritorno di Pepe (82’), accolto con il boato dello Stadium, dopo un calvario durato più di un anno a causa dell’infortunio alla coscia sinistra.
Archiviata la gara di Tim Cup, Juventus e Avellino si ritufferanno nel week-end nei campionati di appartenenza. I bianconeri saranno impegnati in casa dell’Atalanta, i biancoverdi ospiteranno il Modena.

Coppa Italia: Juve-Avellino 26 anni dopo. Ampio turnover per i bianconeri


di Alex Nardelli - Dopo aver archiviato definitivamente la delusione europea, guadagnando in campionato altri due punti sulla Roma di Garcia, la Juventus si tuffa nel primo impegno stagionale di Coppa Italia. Un’avversario modesto l’Avellino, ma assolutamente da non sottovalutare, per evitare conseguenze impreviste. Anche perché il triplete è alla portata di una squadra come quella bianconera, che sta trovando in Tevez il suo uomo gol.

Ampio turnover quello attuato da Antonio Conte, che darà spazio a chi ha giocato di meno come Motta, Padoin, De Ceglie, Peluso e Giovinco. In porta spazio a Storari, come sempre pronto a sostituire Gigi Buffon in caso di necessità.

Per quel che riguarda le statistiche, Juventus ed Avellino si sono affrontate per 12 volte, con la Madama vittoriosa in 10 occasioni, e fermata sul pari in 2 gare. L’ultimo precedente risale al lontano 1987/88 proprio in un match di Coppa Italia, in cui i bianconeri hanno sconfitto gli irpini per 3-0. In quell’anno la squadra dei Lupi, allenata prima da Luis Vinicio e poi da Bersellini retrocesse in serie B dopo aver chiuso al 15° posto nel massimo campionato. Piccola curiosità, l’attacco dell’Avellino, in quel torneo poteva contare sulla presenza di due stranieri, l’austriaco Walter Schachner, autore di 9 gol in 29 presenze, e il greco Nikos Anastopoulos, arrivato con un carico di belle speranze, ma ben presto rivelatosi un “bidone”.