Trump celebra i 250 anni dell'Indipendenza: «L'America non sarà mai comunista»


Washington - Grande partecipazione a Washington per le celebrazioni dei 250 anni della Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti. Il presidente Donald Trump è salito sul palco del National Mall insieme alla first lady Melania Trump per l'evento "Salute to America", nonostante il maltempo e l'allerta per i temporali che avevano ritardato l'inizio della cerimonia.

La manifestazione si è aperta con l'esecuzione dell'"Ave Maria" di Franz Schubert, seguita da "Nessun dorma" dalla Turandot di Giacomo Puccini. Successivamente Trump ha pronunciato un discorso di circa 40 minuti, durante il quale ha ripercorso la storia degli Stati Uniti, rivendicando i risultati ottenuti dal Paese.

«Gli americani non permetteranno mai a nessuno di portar via la loro libertà», ha dichiarato il presidente, aggiungendo che gli Stati Uniti sono oggi «più ricchi, più sicuri e più orgogliosi che mai». Nel corso dell'intervento sono state esposte anche alcune storiche bandiere che, secondo Trump, sventolavano durante la Guerra d'Indipendenza.

Uno dei passaggi più significativi del discorso è stato dedicato all'attacco al comunismo. «Non vogliamo i comunisti, non ne abbiamo bisogno e l'America non diventerà mai un Paese comunista», ha affermato, ribadendo inoltre il proprio sostegno al Secondo Emendamento della Costituzione, che tutela il diritto dei cittadini a possedere e portare armi.

Trump ha poi sottolineato il valore dell'unità nazionale, sostenendo che gli americani sono «un solo popolo, una sola famiglia con una sola bandiera», e ha richiamato i principi contenuti nella Dichiarazione d'Indipendenza, affermando che tutti gli uomini sono «creati a immagine di un unico Dio Onnipotente».

Nel suo intervento il presidente ha esaltato anche la forza militare degli Stati Uniti, sostenendo che le forze iraniane sarebbero state «annientate» durante il conflitto di quest'anno. Ha inoltre invitato il Congresso ad approvare il "Save America Act", provvedimento volto a introdurre l'identificazione obbligatoria degli elettori e a limitare il voto per corrispondenza, salvo specifiche eccezioni.

Nel finale del discorso Trump ha ricordato alcune figure simbolo della storia americana, dai fratelli Wright ai veterani della Seconda guerra mondiale, presentando anche l'equipaggio della missione spaziale Artemis II e rilanciando l'obiettivo di riportare gli astronauti sulla Luna e successivamente su Marte.

Al termine dell'intervento, il presidente ha assistito all'esecuzione dell'inno nazionale insieme alla first lady, rendendo il saluto militare. La serata si è conclusa con uno spettacolo pirotecnico senza precedenti: circa 850.000 fuochi d'artificio hanno illuminato il cielo di Washington per 40 minuti, celebrando il 250° anniversario dell'indipendenza americana.

Nonostante il caldo intenso e il rinvio causato dal rischio di forti temporali, la manifestazione si è svolta regolarmente. Secondo il National Special Security Event Joint Information Center, i soccorritori hanno assistito 51 persone colpite da malori legati alle alte temperature, dodici delle quali sono state trasportate in ospedale. Altre 22 persone sono state ricoverate per diversi problemi di salute, tra cui disturbi cardiaci e ipertensione. Le autorità hanno inoltre comunicato che durante l'evento non sono stati effettuati arresti.

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