Escalation in Libano: Israele amplia l’offensiva, scontri e tensioni diplomatiche


Beirut
– Prosegue l’offensiva israeliana nel sud del Libano, con un’ulteriore intensificazione delle operazioni militari e un rapido deterioramento del quadro sul campo e sul piano diplomatico.

Secondo quanto dichiarato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, l’Idf avrebbe ricevuto ordine di colpire “obiettivi terroristici nel quartiere di Dahiya”, nella periferia sud di Beirut, area considerata da Israele una roccaforte di Hezbollah.

Parallelamente, le forze israeliane sarebbero avanzate in profondità nel territorio libanese, oltre il fiume Litani per circa 25 chilometri, dichiarando “zona di combattimento” un’area che si estenderebbe fino a 50 chilometri dal confine. Nelle ultime ore, inoltre, l’Idf avrebbe occupato il castello di Beaufort, posizione strategica che domina l’area di Nabatiye e le vie verso Tiro e Sidone.

Netanyahu ha definito l’operazione una “svolta nei combattimenti”, affermando che l’obiettivo è dividere in due il Libano meridionale e isolare Hezbollah dalle proprie retrovie.

Dal lato libanese, il presidente Joseph Aoun ha parlato di “feroce e riprovevole aggressione israeliana”, mentre la Francia ha richiesto la convocazione urgente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, riunione prevista per oggi.

Sul fronte diplomatico, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto colloqui con Netanyahu e con le autorità libanesi. Secondo fonti internazionali, dopo i negoziati previsti a Washington tra delegazioni israeliane e libanesi, gli Stati Uniti potrebbero annunciare un nuovo accordo per un cessate il fuoco.

Nel frattempo, la situazione sul terreno resta estremamente instabile. L’Idf ha diffuso nuovi ordini di evacuazione per nove villaggi nel sud del Libano, chiedendo ai civili di spostarsi verso nord o in aree considerate sicure. Israele giustifica le operazioni accusando Hezbollah di aver violato gli accordi di cessate il fuoco e di aver ripreso gli attacchi contro il proprio territorio.

Hezbollah, da parte sua, continua a lanciare razzi verso il nord di Israele: nelle ultime ore un ordigno è stato intercettato sopra l’Alta Galilea. Entrambi i fronti segnalano vittime e feriti, mentre il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto resta elevato.

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