Accordo Usa-Iran, Trump annuncia la riapertura dello Stretto di Hormuz: firma prevista a Ginevra


Teheran - Si apre un nuovo scenario diplomatico in Medio Oriente dopo l’annuncio del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha dichiarato il raggiungimento di un accordo destinato a «portare pace e sicurezza nell’intera regione». Secondo quanto riferito, lo Stretto di Hormuz sarà «completamente aperto venerdì», mentre nella stessa giornata è prevista a Ginevra la firma dell’intesa, preceduta da colloqui preparatori a Doha.

Trump ha inoltre affermato che numerose petroliere stanno già riprendendo la navigazione attraverso lo stretto, uno dei punti nevralgici per il commercio energetico mondiale.

Da Iran arrivano segnali di soddisfazione. Fonti di Teheran sostengono che l’intesa metta «immediatamente fine alla guerra», mentre le forze armate iraniane hanno rivendicato di aver imposto la propria volontà agli avversari, sostenendo che Stati Uniti e Israele non avessero altra scelta se non accettare la sconfitta.

Non mancano però le reazioni critiche. Itamar Ben-Gvir ha dichiarato che l’accordo promosso da Trump «non è vincolante per Israele», sottolineando la piena sovranità dello Stato israeliano nelle proprie decisioni.

Anche l’Europa segue con attenzione gli sviluppi. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha affermato che l’Italia sarebbe pronta a contribuire alle operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz attraverso l’invio di unità navali, precisando però che sarà necessario il via libera del Parlamento.

Sul fronte internazionale, il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato che la missione marittima istituita da Francia e Regno Unito è pronta a supportare la riapertura della rotta commerciale.

Secondo indiscrezioni riportate dall’agenzia iraniana Fars, una delle clausole dell’accordo prevederebbe il transito gratuito delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz per un periodo limitato di 60 giorni. Un dettaglio che evidenzia il carattere ancora delicato dell’intesa e la necessità di ulteriori sviluppi diplomatici nelle prossime settimane.

La firma prevista a Ginevra rappresenta ora il passaggio decisivo per trasformare gli annunci politici in un accordo formale destinato a incidere sugli equilibri strategici ed energetici dell’intera regione.

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