Tensioni USA-Iran, indiscrezioni su possibili nuovi attacchi mentre proseguono i negoziati con mediatori internazionali


Washington - Gli Stati Uniti si starebbero preparando a una nuova serie di possibili attacchi contro l’Iran, anche se una decisione definitiva da parte dell’amministrazione Trump non sarebbe ancora stata presa. È quanto riportato dalla Cbs, che cita fonti vicine ai dossier di sicurezza e intelligence.

Secondo le indiscrezioni, diversi funzionari militari e dell’intelligence avrebbero annullato impegni e permessi per il fine settimana, segnale interpretato come una possibile fase di allerta operativa. Lo stesso presidente Donald Trump ha fatto sapere che non parteciperà alle nozze del figlio, Don Jr., dichiarando di voler restare a Washington “in un momento importante per il Paese”.

Parallelamente proseguono i tentativi diplomatici sul dossier iraniano. A Teheran, secondo quanto riportato, sarebbero presenti diversi mediatori internazionali, tra cui il Pakistan, con l’obiettivo di raggiungere una prima intesa preliminare che possa aprire la strada a un accordo più ampio.

Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha parlato di “lievi progressi” nei contatti, sottolineando però la necessità di predisporre un “piano B” nel caso in cui l’Iran non accetti una riapertura delle rotte nello Stretto di Hormuz. Da parte iraniana, invece, arrivano dichiarazioni più caute: “Non possiamo dire che un accordo sia imminente”.

Secondo alcune ricostruzioni circolate sui media arabi, una bozza di intesa potrebbe essere finalizzata a breve e includere un cessate il fuoco immediato e un alleggerimento delle sanzioni, mentre i nodi legati al programma nucleare e missilistico verrebbero affrontati in una fase successiva.

Sul fronte internazionale, resta alta l’attenzione anche sul caso della Global Sumud Flotilla. La procura di Roma, che indaga sull’abbordaggio della missione, valuta ipotesi di reato che vanno dal sequestro di persona alla tortura e alla violenza sessuale. I magistrati stanno analizzando i video acquisiti, tra cui quello del ministro israeliano Itamar Ben-Gvir, per verificare la presenza di cittadini italiani e ricostruire le modalità dell’intervento.

Intanto, una cinquantina di attivisti risulterebbero ricoverati a Istanbul, alcuni dei quali con lesioni serie, mentre l’Unione Europea ha accolto la richiesta italiana di inserire il caso all’ordine del giorno del Consiglio Affari Esteri del 15 giugno.

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