Beirut - L'esercito israeliano ha annunciato di aver esteso le proprie operazioni nel Sud del Libano, avanzando oltre il fiume Litani e assumendo il controllo del castello di Beaufort, una delle postazioni strategiche più simboliche dell'area. Sulla fortezza è stata issata la bandiera israeliana, mentre il governo di Tel Aviv conferma l'intenzione di consolidare la propria presenza nelle zone precedentemente controllate da Hezbollah.
Il premier Benjamin Netanyahu ha dichiarato di aver dato istruzioni alle Forze di Difesa Israeliane (Idf) di ampliare la manovra militare. «Ho ordinato di consolidare ed estendere la nostra presa sui territori che erano sotto il controllo di Hezbollah», ha affermato il capo del governo israeliano.
Anche il ministro della Difesa Israel Katz ha celebrato l'operazione, ricordando il valore simbolico del castello di Beaufort. «Quarantaquattro anni dopo la battaglia eroica sul Beaufort, i combattenti della Brigata Golani sono tornati sulla vetta e hanno issato nuovamente la bandiera di Israele», ha scritto sui social. Katz ha definito la fortezza uno dei punti strategici più importanti per la difesa della Galilea e per la sicurezza delle truppe israeliane, aggiungendo che la campagna militare contro Hezbollah non è ancora conclusa.
L'avanzata israeliana ha però suscitato forti reazioni internazionali. La Francia ha chiesto una riunione d'emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot ha criticato l'operazione, sostenendo che l'ingresso delle truppe israeliane in territorio libanese viola sia gli impegni assunti nel quadro del cessate il fuoco in vigore dal 17 aprile sia il diritto internazionale.
Sul piano diplomatico emergono intanto segnali di possibile distensione. Secondo fonti riportate dall'emittente libanese LBCI, il segretario di Stato americano Marco Rubio potrebbe annunciare un nuovo accordo di cessate il fuoco tra Israele e Libano al termine dei colloqui previsti a Washington il 2 e 3 giugno.
Il castello di Beaufort rappresenta da decenni uno dei simboli della contesa tra Israele e Libano. Nel 1982 venne conquistato dall'Idf durante l'invasione del Libano e rimase uno degli avamposti principali della cosiddetta "fascia di sicurezza" nel sud del Paese. Quando Israele decise il ritiro dal Libano nel 2000, sotto il governo di Ehud Barak, Beaufort fu uno degli ultimi presidi abbandonati dalle forze israeliane. Oggi il ritorno delle truppe sulla storica fortezza riporta al centro della crisi uno dei luoghi più emblematici del conflitto tra i due Paesi.