Roma - Andrea Sempio, indagato nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco, è arrivato ieri a Roma per sottoporsi a una perizia psicologica disposta nell’ambito delle attività difensive. L’intervento rientra nella consulenza “personologica” affidata a una psicoterapeuta-criminologa dal suo pool legale, che mira a costruire un profilo psicologico dell’indagato. Le valutazioni, secondo quanto riferito, richiederanno diversi giorni prima di essere completate.
Al suo arrivo, secondo quanto riportato dal Messaggero, Sempio avrebbe risposto a chi gli chiedeva come stesse: “faccio fatica a lavorare quindi…”, mentre la sua avvocata Angela Taccia ha ribadito la piena innocenza del proprio assistito.
Sul fronte investigativo, la Procura di Pavia sostiene che da alcune intercettazioni ambientali emergerebbero elementi rilevanti ai fini dell’inchiesta. In particolare, un audio dell’8 febbraio 2017, registrato tramite microspia e già acquisito nelle precedenti indagini, conterrebbe riferimenti che gli inquirenti collegano all’orario in cui Sempio si sarebbe trovato nella villetta di Chiara Poggi il giorno dell’omicidio.
Nell’audio, secondo la trascrizione agli atti, Sempio avrebbe pronunciato frasi frammentarie tra cui un riferimento alle “nove e mezza”. Per i magistrati, questo elemento, letto insieme ad altre intercettazioni e risultanze investigative, potrebbe inserirsi nella ricostruzione temporale del delitto.
La Procura ha inoltre ricostruito la sequenza degli eventi della mattinata del 13 agosto 2007 sulla base di nuove consulenze medico-legali e analisi informatiche, sostenendo che Chiara Poggi fosse ancora in vita alle 9.45. Secondo questa ipotesi, la finestra temporale dell’omicidio si collocherebbe tra le 9.30 e le 9.50 circa, con una durata dell’aggressione stimata in 15-20 minuti.
Gli inquirenti ritengono inoltre che alcuni elementi non siano compatibili con il coinvolgimento di Alberto Stasi, che viene indicato come distante dalla scena del crimine in quella fascia oraria.
La difesa di Sempio contesta integralmente la ricostruzione accusatoria, definendo le interpretazioni degli audio e delle prove come non univoche e da verificare in contraddittorio. Il caso resta quindi al centro di un complesso confronto tra consulenze tecniche, ricostruzioni investigative e interpretazioni divergenti degli elementi raccolti.