Massa, pestaggio mortale davanti al figlio: cinque indagati per l’omicidio di Giacomo Bongiorni


Massa - Sarebbe stato ucciso con una violenta sequenza di pugni e calci Giacomo Bongiorni, 47 anni, morto a Massa al culmine di un’aggressione avvenuta davanti al figlio di 11 anni, alla compagna e al cognato. Secondo una delle ipotesi investigative, uno dei colpi potrebbe aver provocato una frattura fatale alla scatola cranica.

La tragedia si è consumata in pochi istanti, dopo che il cognato della vittima, Gabriele Tognocchi, avrebbe rimproverato un gruppo di giovani intenti a lanciare bottiglie contro la vetrina di un negozio. Da lì sarebbe scaturita una violenta escalation culminata nell’aggressione mortale.

Le indagini, coordinate dalla Procura, hanno portato all’individuazione di cinque persone indagate per concorso in omicidio volontario: tre sono minorenni, mentre i due maggiorenni sono stati fermati. Si tratta di un 23enne residente a Montignoso, che ha già fornito una versione dei fatti agli inquirenti, e di un 19enne di Marina di Massa, che si è avvalso della facoltà di non rispondere. La sua posizione sarà chiarita nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip.

Per i tre minorenni procede la Procura per i minorenni di Genova: uno di loro è attualmente sottoposto a fermo in una struttura di accoglienza nel capoluogo ligure.

Secondo quanto emerso finora, l’aggressione sarebbe avvenuta senza l’uso di armi e senza che gli indagati presentassero evidenti segni di alterazione da alcol o sostanze. Gli investigatori parlano di un possibile caso di “dolo d’impeto”, ovvero un’azione violenta scaturita improvvisamente, senza motivazioni pregresse. Le due parti, infatti, non si conoscevano prima dell’episodio.

Le immagini di videosorveglianza e le testimonianze raccolte descrivono una scena rapida ma estremamente violenta: anche dopo la caduta a terra della vittima, l’aggressione sarebbe proseguita con colpi ripetuti.

Sarà ora l’autopsia a chiarire con precisione le cause del decesso e a stabilire quale colpo abbia avuto un ruolo determinante. Al momento, gli inquirenti ritengono che non sia stato un singolo colpo a provocare la morte, ma una serie di percosse ravvicinate.

Intanto, dalle famiglie di alcuni degli indagati arrivano parole di dolore e scuse rivolte ai familiari della vittima. Resta però lo sgomento per una tragedia improvvisa e brutale, che ha spezzato una vita sotto gli occhi del figlio e lasciato una comunità sotto shock.

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