Islamabad - Sono iniziati a Islamabad i colloqui tra Iran e Stati Uniti, secondo quanto riferito da diversi media iraniani, tra cui Irna e Mehr. L’avvio dei negoziati segna un nuovo tentativo di dialogo tra le due potenze, in un contesto internazionale particolarmente teso.
Il governo del Pakistan ha confermato che il primo ministro Shehbaz Sharif ha incontrato il vicepresidente statunitense JD Vance prima dell’apertura ufficiale dei colloqui nella capitale. Islamabad ha ribadito la volontà di facilitare il processo negoziale, dichiarando l’intenzione di sostenere entrambe le parti nel percorso verso una “pace duratura nella regione”.
Sul fronte americano, il presidente Donald Trump ha nuovamente accusato Teheran di non rispettare gli accordi relativi allo Stretto di Hormuz, minacciando possibili nuove azioni militari in caso di mancata intesa. In parallelo, il vicepresidente Vance — a capo della delegazione statunitense — ha adottato una linea dura, avvertendo che Washington non accetterà ulteriori rinvii o ambiguità da parte iraniana.
Teheran, dal canto suo, ha posto condizioni preliminari al proseguimento dei negoziati, chiedendo un cessate il fuoco in Libano e lo sblocco degli asset finanziari iraniani congelati all’estero.
Nel frattempo, si registra un ulteriore elemento di tensione: secondo fonti citate dai media, alcune unità della Marina statunitense avrebbero attraversato lo Stretto di Hormuz senza coordinamento con le autorità iraniane, un fatto che non si verificava dall’inizio del conflitto.
Il quadro internazionale resta complesso anche sul fronte economico ed energetico, con l’allarme lanciato dagli aeroporti europei per la possibile esaurimento delle riserve di cherosene nelle prossime settimane e un aumento dell’inflazione negli Stati Uniti legato al caro energia, che incide sulla fiducia dei consumatori, ai minimi storici.
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