Teheran - Nuova escalation nella tensione tra Stati Uniti e Iran, mentre il presidente Donald Trump ha incaricato i suoi inviati di avviare un canale negoziale diretto con Teheran. Secondo fonti citate da Axios, a guidare la squadra saranno Jared Kushner e Steve Witkoff.
Parallelamente, Trump ha alzato il livello dello scontro con un duro ultimatum: se l’Iran non riaprirà completamente e senza condizioni lo Stretto di Hormuz entro 48 ore, gli Stati Uniti colpiranno le infrastrutture energetiche iraniane, a partire dalle principali centrali elettriche.
La risposta di Teheran non si è fatta attendere: le autorità iraniane hanno dichiarato di essere “pronte a colpire infrastrutture energetiche Usa”, lasciando presagire un possibile allargamento del conflitto.
Secondo quanto riferito dall’agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, l’Iran avrebbe posto sei condizioni per porre fine alle ostilità con Stati Uniti e Israele: garanzie che il conflitto non si ripeta, chiusura delle basi militari statunitensi nella regione, pagamento di un risarcimento a Teheran, cessazione delle operazioni contro gruppi regionali affiliati all’Iran, introduzione di un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz e perseguimento ed estradizione di operatori dei media ritenuti anti-iraniani.
La situazione resta estremamente fluida e ad alto rischio. Lo Stretto di Hormuz rappresenta uno snodo cruciale per il traffico energetico globale, e qualsiasi blocco o escalation militare potrebbe avere ripercussioni significative sui mercati internazionali e sulla sicurezza globale. L’apertura di un canale negoziale, se confermata, potrebbe rappresentare un tentativo di de-escalation, ma al momento il confronto tra Washington e Teheran appare ancora dominato da minacce incrociate e posizioni molto distanti.
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