Nel primo trimestre del 2015 la crescita trimestrale del PIL reale dell’area dell’euro si è confermata allo 0,4 per cento. È quanto emerge dal Bollettino della Bce.
"L’espansione è stata sostenuta dalla domanda interna, attraverso i cospicui contributi dei consumi privati e adesso anche degli investimenti - spiega la Banca Centrale Europea -. I risultati delle ultime indagini congiunturali, fino a giugno, restano coerenti con il procedere di una crescita moderata nel secondo trimestre. In prospettiva, è atteso un ulteriore ampliamento della ripresa economica. La domanda interna dovrebbe essere sorretta dalle misure di politica monetaria della BCE e dal favorevole impatto sulle condizioni finanziarie, nonché dai progressi compiuti sul fronte del risanamento dei conti pubblici e delle riforme strutturali. Inoltre, i bassi prezzi del petrolio dovrebbero continuare a sostenere il reddito disponibile reale delle famiglie e la redditività delle imprese, e quindi i consumi privati e gli investimenti. In aggiunta, la domanda di esportazioni dell’area dell’euro dovrebbe beneficiare della maggiore competitività di prezzo".
"L’inflazione ha raggiunto il livello minimo agli inizi dell’anno, tornando in territorio positivo negli ultimi mesi. In giugno ha mostrato una lieve riduzione, portandosi allo 0,2 per cento dallo 0,3 di maggio. Secondo le informazioni disponibili e i prezzi correnti dei contratti future sul greggio, l’inflazione sui dodici mesi misurata sullo IAPC dovrebbe rimanere bassa nei prossimi mesi per poi aumentare sul finire dell’anno, in parte per gli effetti base connessi al calo delle quotazioni petrolifere al termine del 2014 - sottolinea la Bce nel Bollettino -. Nel 2016 e nel 2017 l’inflazione dovrebbe aumentare ancora, sostenuta dall’atteso recupero dell’economia, dall’impatto del deprezzamento dell’euro e dall’ipotesi, incorporata nei contratti future, di un lieve rincaro del greggio nei prossimi anni. L’aggregato monetario ampio e quelli ristretti continuano a evidenziare una dinamica vigorosa. In un contesto di bassi tassi di interesse, l’espansione dell’aggregato monetario esteso è trainata dagli effetti di sostituzione dei portafogli, oltre che dal contributo tuttora consistente dei depositi overnight alla crescita di M3. La dinamica dei prestiti è migliorata ulteriormente ma resta debole, specie per il credito alle società non finanziarie. I tassi sui prestiti delle banche sono diminuiti ancora e l’indagine più recente sul credito bancario nell’area dell’euro segnala un ulteriore miglioramento delle condizioni di finanziamento e della domanda di credito. In aggiunta, si è ridotta la frammentazione della domanda di credito a livello dei singoli paesi e le operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine hanno concorso ad allentare termini e condizioni dell’offerta".
