Milano - Nuovi sviluppi emergono dall’Uruguay sul caso di adozione che coinvolgerebbe il figlio di Nicole Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani. Secondo quanto riportato dall’emittente uruguaiana
Telenoche, il minore avrebbe vissuto per circa due anni, in modalità part-time, con un’altra coppia residente a Maldonado, che aveva avviato un percorso di preadozione successivamente non approvato dall’Istituto Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza (Inau).
La ricostruzione della coppia coinvolta
I due aspiranti genitori hanno riferito di aver seguito l’iter previsto dalla normativa locale, comprendente colloqui, valutazioni psicologiche e la consegna della documentazione necessaria. Sempre secondo la loro versione, avrebbero mantenuto contatti regolari con il minore e partecipato ad alcune fasi della sua quotidianità, prima della decisione finale dell’Inau.
La posizione dell’Inau e le verifiche
L’istituto uruguaiano avrebbe avviato una revisione del fascicolo relativo alla procedura di adozione. Parallelamente, secondo fonti di stampa locale, le autorità italiane avrebbero richiesto chiarimenti attraverso i canali di cooperazione internazionale, per ottenere informazioni sulle verifiche svolte e sull’intero iter.
Profili giuridici e indagini amministrative
Nel quadro della vicenda emergono anche riferimenti, riportati dalla stampa uruguaiana, a elementi collaterali e a precedenti giudiziari connessi all’ambiente legale coinvolto, attualmente oggetto di ulteriori approfondimenti da parte della magistratura locale.
La difesa del minore ha ribadito che la procedura adottata sarebbe stata conforme alla normativa uruguaiana vigente, sottolineando la regolarità formale dell’iter adottivo.
Scenario aperto
Le autorità competenti dei due Paesi stanno ora esaminando la documentazione complessiva per chiarire tutti gli aspetti della vicenda, che resta aperta sia sul piano amministrativo sia su quello delle verifiche internazionali.
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