"Eliminiamo l'articolo 18, certo, totem di un passato che non c'è più. Ma soprattutto diamo all'Italia un mercato del lavoro moderno e funzionale, con regole certe ed inclusive". Lo scrive il premier Renzi commentando su Facebook l'ok al Jobs Act di ieri al Senato.
"Finalmente è legge. Se ne parlava da anni, oggi riscriviamo le norme sul lavoro. Lo facciamo per dare garanzie innanzitutto a tutti quelli che sinora hanno lavorato come e più degli altri, ma senza gli stessi diritti", scrive ancora il presidente del Consiglio.
"Finalmente è legge. Se ne parlava da anni, oggi riscriviamo le norme sul lavoro. Lo facciamo per dare garanzie innanzitutto a tutti quelli che sinora hanno lavorato come e più degli altri, ma senza gli stessi diritti", scrive ancora il presidente del Consiglio.
"Penso ai tanti - spiega il presidente del Consiglio nel suo post - soprattutto ai ragazzi della mia generazione, che abbiamo chiamato con sigle ed acronimi (co.co.co, co.co.pro.) ed ai quali abbiamo negato diritti elementari, come le ferie e la liquidazione. Penso alle lavoratrici alle quali era negato un diritto universale, come la maternità". "Penso, ancora, a tutti quelli che in questi anni di crisi hanno perso il lavoro ed ai quali lo Stato non ha fornito un supporto economico, né servizi adeguati per l'impiego e neppure una formazione degna di questo nome", prosegue Renzi.
Giusto, non è giusto che ci sia gente senza diritti, mentre altri iper-garantiti. Soluzione? Meno diritti per tutti, dopotutto Renzi ha vinto le primarie, quindi le sue azioni sono legittimate dal suo elettorato di sinistra.
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