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Borsa: Europa in cauto rialzo con Macron


di MARCO MONGELLI - In Europa le contrattazioni dopo la conquista di Emmanuel Macron dell’Eliseo tirano un sospiro di sollievo. L'inizio di seduta è positivo ma il risultato era forse già scontato. A Parigi il Cac-40 è poco variato (+0,18%), a Francoforte il Dax guadagna lo 0,33%, a Londra il Ftre-100 si posiziona a quota 7.297 (+0,1%), Madrid guadagna lo 0,4% e Milano che era la migliore in apertura con un aumento dello 0,65% a quota 21.623 è già girata in calo dello 0,40%.

Sì della Ue a vendita 3 good bank a Ubi

(Foto IL SOLE 24 ORE)

di MARCO MONGELLI - La Commissione Europea ha acconsentito alla manovra di acquisizione delle tre good bank da parte di Ubi Banca . Secondo il direttivo Ue, infatti, la vendita di Nuova Banca Marche, Nuova Banca Etruria e Nuova CariChieti a Ubi, proclamata lo scorso 12 gennaio è stata aperta alla concorrenza e ha consentito la scelta della migliore offerta disponibile.

Con parere giunto in data 30 marzo, si legge nel periodico settimanale dell'Authority, l'IVASS non ha evidenziato nell'operazione la sussistenza di elementi idonei ad alterare l'assetto concorrenziale nei mercati assicurativi.

L'acquisto è vincolato alla vendita a terzi dei restanti crediti inesigibili (Non Performing Loans). In questo contesto il fondo di risoluzione ha versato capitale aggiuntivo per 810 milioni di euro nelle tre banche-ponte, fornendo garanzie per i rischi legati alle entità acquisite. Anche l'Antitrust ha dato il via libera all'acquisizione.


Loy (UIL), serve un’accelerazione di politiche di investimenti


I dati sull’andamento dell’economia italiana diffusi oggi, confermano in maniera inequivocabile che, seppur il nostro paese cresce, fa fatica però ad agganciare il gruppo delle maggiori economie.

Queste le parole di Guglielmo Loy, segretario confederale UIL, il quale spiega che "Serve, in vista della stesura del Documento di Economia e Finanza, una direzione di rotta chiara e agire su più fronti: dare fiducia a imprese con iniziative che contribuiscano a migliorare le aspettative e favorire un potenziamento della domanda interna.

Al tempo stesso servirebbe un’accelerazione di politiche di investimenti mirate alla creazione di nuovi e buoni posti di lavoro, così come andrebbero affrontati i divari territoriali tra Nord e Sud.

Insomma, una grande operazione che abbia come cardine la flessibilità dei conti indirizzata a mettere in campo una strategia efficace di politica industriale mirata alla modernizzazione del “sistema Italia” e alla crescita della competitività e, iniziative forti per ridare slancio alla domanda interna con una forte riduzione delle tasse e del costo del lavoro.

Auto: Psa acquista Opel per 1,3 miliardi euro


di MARCO MONGELLI - Il gruppo automobilistico francese PSA (Peugeot Citroen) ha annunciato ufficialmente l'acquisto della tedesca Opel per 1,3 miliardi di euro. Il gruppo diventa così il secondo costruttore auto in Europa dietro Volkswagen. Oggi a Parigi la conferenza stampa con cui, la casa francese, dovrebbe ufficializzare l'accordo raggiunto con General Motor, a cui Opel fa capo.

Dall'unione fra Psa e Opel nascera' un colosso da 4,3 milioni di veicoli, di cui 3 milioni in Europa, con 2 miliardi di utile grazie - come ha sottolineato il numero uno di Psa Carlos tavares - alla "graduale convergenza delle piattaforme e dei motori". Un "campione europeo" dell'auto con una radice franco-tedesca.

Oltre all'acquisto di Opel e del marchio britannico Vauxhall - che spera far tornare in attivo entro il 2020 - Peugeot-Citroen-Ds, riprenderà insieme alla banca BNP Paribas la filiale finanziaria di GM Europe per 900 milioni di euro.

La divisione europea di Gm è in deficit permanente, con la perdita di 257 milioni di dollari lo scorso anno. In 16 anni, il conto ammonta a 15 milioni di dollari. Psa punta ad un ritorno agli utili di Opel/Vauxhall nei prossimi tre anni, con un "margine operativo del 2% entro il 2020 e del 6% entro il 2026". Con l'acquisto, il costruttore aumenta la sua capacità di produzione, passando da tre milioni di veicoli prodotti annualmente a oltre quattro milioni.

"Siamo fiduciosi nella significativa accelerazione del risanamento di Opel/Vauxhall con il nostro sostegno, nel rispetto degli impegni assunti da Gm verso i dipendenti", dice in una nota il numero uno di Psa, Carlos Tavares, tornando a fornire tutte le garanzie ai lavoratori di Germania e Gran Bretagna, dopo le rassicurazioni dei giorni scorsi.

La transazione posiziona il gruppo parigino al secondo posto in Europa, con una quota di mercato del 17%. Questo intervento sui mercati europei dovrebbe servire come nuovo trampolino di crescita internazionale

Snapchat, debutto boom a Wall Street: +44%. Vale 33 miliardi $

(FOTO ap)

di MARCO MONGELLI - Con la rapidità dello schiocco evocato dal suo marchio e simbolo in Borsa, dove è stato collocato a 17 dollari, Snap ha tenuto fede alle attese di entusiasmo e al suo stesso nome, scattando rapidamente in rialzo. È stato scambiato al debutto odierno al Nyse a 24,6 dollari ai blocchi di partenza, in rialzo del 44% e con una capitalizzazione di mercato di oltre 33 miliardi - nettamente superiore ai 24 miliardi stimati - un’Ipo seconda solo a Alibaba nelle Ipo dal 2014 a oggi. Alla fine del primo giorno di contrattazioni a Wall Street, il titolo dell’app di messaggini che svaniscono chiude in progresso del 44% a 24,48 dollari.

Durante il collocamento Snap Inc ha venduto 200 milioni di azioni a 17 dollari l'una, un prezzo superiore alla forchetta di 14-16 dollari precedentemente fissato e che valuta la società 24 miliardi di dollari. Con l'initial public offering Snap Inc ha raccolto 3,4 miliardi di dollari, una somma che potrà usare per finanziare l'ulteriore espansione. E che manda un segnale di fiducia agli altri "unicorni", come vengono chiamate le società tecnologiche, da Uber in giù, con una valutazione superiore al miliardo di dollari. Negli ultimi mesi molti di loro si sono tenute lontani dalla Borsa nella convizione che non confermasse gli enormi valori riconosciuti loro dal mercato degli investitori privati.

Le perplessità sugli orizzonti di Snap restano, evidenziate dai dati resi noti dall'azienda californiana proprio in vista del collocamento: la frenata nella crescita degli utenti, i misteri della futura monetizzazione, l'agguerrita concorrenza di app con simili premi per la privacy e infine una struttura societaria che lascia un insolito grado di controllo ai fondatori. I co-fondatori, il 26enne Ceo Evan Spiegel e il 27enne chief technology officer Bobby Murphy, controlleranno quasi il 90% dei diritti di voto e hanno collocato solo azioni senza alcun potere. E va ricordato che anche Twitter nel giorno del suo debutto nel novembre 2013 aveva fatto segnare un rialzo eccezionale dell’85% a 48 dollari per azione e si era issato fino alla soglia dei 70 dollari salvo poi precipitare agli attuali 15,80 dollari. Esattamente opposto il cammino di Facebook, che dopo un avvio pessimo (-31% il primo anno) ha preso il volo e ora è scambiata a valori superiori del 260% al prezzo dell’Ipo.

Trump smantella la riforma della finanza di Obama


di MARCO MONGELLI - La grande controriforma di Donald Trump arriva a Wall Street. La legge Dodd-Frank, varata dall’amministrazione di per scongiurare nuovo collassi provocati dagli abusi della finanza, ha i giorni
contati. Donald Trump questa volta ha firmato ordini e memorandum per dare il via alla demolizione
anziché alla costruzione di un «muro», quello delle regole per le banche. «Oggi firmiamo i principi
chiave per la regulation del sistema finanziario: taglieremo molto della Dodd-Frank», ha annunciato
dallo Studio Ovale apponendo il proprio nome in calce ai documenti.

I “principi quadro” - ai quali seguiranno altre azioni presidenziali e del Congresso a maggioranza
repubblicana, dove sta nascendo la nuova legge Choice Act - prescrivono al Dipartimento del Tesoro
e alle authority una revisione della riforma del 2010 che a quanto emerso ha molteplici obiettivi.

Ridimensionare il Financial Stability Oversight Council, il consiglio presieduto dalla Federal Reserve
che imbriglia società bancarie e non bancarie di importanza sistemica. Eliminare misure complesse
come i “living will”, i testamenti biologici degli istituti perché liquidino attività in caso di crack senza
ricorrere al contribuente. E, forse, sbarazzarsi della Volcker Rule, che preclude la speculazione con
capitali propri. La ragione? La finanza americana sarebbe ormai sicura e curata dagli scandali.

Un altro memorandum chiede al Dipartimento del Lavoro, che dovrebbe essere guidato dal magnate
dei fast food Andrew Puzder, che non è parte della Dodd Frank ma da aprile obbligherebbe broker
e consulenti nel settore da tremila miliardi del risparmio pensionistico ad agire nel rigido rispetto del
«miglior interesse» del cliente. L'argomentazione? Limiterebbe troppo, con le commissioni, la scelta
dei consumatori. Trump intende anche accelerare la riorganizzazione dei colossi dei mutui Fannie
Mae e Freddie Mac.

L’intero disegno di controriforma finanziaria ha un artefice ed è uno dei più stretti e potenti
collaboratori di Trump: ex direttore generale di Cohn ha assicurato gli scettici che siamo davanti a
«un ritorno al passato», semplicemente alla constatazione che «abbiamo le banche migliori e più
capitalizzate al mondo come le più appesantite da regolamentazioni».

Trading online: le differenze tra forex e opzioni binarie

Oggi parliamo di investimenti e quale miglior modo se non puntare i riflettori su quello che è più in voga in questo ultimo periodo: il trading online. Ci siamo accorti, però, che sul web c’è non poca confusione sull’argomento in quanto vengono le due branche del tranding, ovvero il forex e le opzioni binarie spesso vengono considerate quasi come sinonimi. Crediamo sia giusto fare qualche piccola precisazione in modo da fare finalmente chiarezza e sciogliere tutti quei dubbi che migliaia di persone hanno sul tema grazie alla informazione su questa tematica.

Differenze tra Forex e Opzioni Binarie
Il mercato del Forex è il più grande del mondo per i miliardi di dollari che ogni giorno vengono scambiati. Consiste essenzialmente nello scambiare una valuta con un’altra con l’obiettivo di prevedere che il prezzo cambi. Affinchè si riesca ad avere un ritorno è necessario, naturalmente, che la valuta acquistata aumenti di valore rispetto a quella venduta. La nostra spiegazione, ce ne rendiamo conto, farà storcere in naso ai più esperti, ma il nostro obiettivo è quello di rendere un argomento così complesso alla portata di tutti. Dunque, il forex consiste essenzialmente nel riuscire a prevedere l’andamento dei prezzi sul mercato e tutto questo richiede una profonda conoscenza del settore. Il consiglio che possiamo dare a chi è interessato a fare trading online con il forex è prima di tutto quello di informarsi, di studiare per carpire tutti i dettagli in quanto sarà assai complicato riuscire a portare a casa risultati positivi.

Le opzioni binarie, invece, vengono considerate dai più una forma di trading online più semplice da apprendere. Il motivo di questo asserto è da ricondurre essenzialmente al fatto che spesso vengono equiparate alle scommesse sportive. Gli asset che coinvolge sono diversi in quanto può essere utilizzato nel mercato dei metalli preziosi, nelle quotazioni del petrolio, nel mercato delle valute e per tanti altri mercati. L’investitore una volta che ha fissato il prezzo di acquisto ha due possibili scelte da compiere:  acquisire un’opzione put quando prevede che il prezzo per quel determinato prodotto alla scadenza della sessione sarà inferiore oppure scegliere l’opzione call quando prevede che alla scadenza il prezzo sarà superiore a quello di acquisto. Facile no? Si, sembra essere piuttosto semplice, ma la linea che divide un buon trader che riesce ad affermarsi nel settore da uno che tenta soltanto la fortuna e basta è piuttosto sottile. Così come consigliato per il forex, serve anche per le opzioni binarie tanta dedizione. Vi segnaliamo, per chi volesse approfondire, la guida alle opzioni binarie in pdf che abbiamo scovato e che ci è servita non poco per comprendere al meglio la materia. Fatene buon uso!