Medio Oriente, nuova ondata di attacchi Usa: tensione alle stelle tra Hormuz e Mar Rosso


Nuova ondata di attacchi statunitensi nella notte, anche con l'impiego dei super-bombardieri B-1. Secondo le prime informazioni, due persone sarebbero rimaste uccise nei pressi del confine con l'Iraq.

Nel frattempo, gli Houthi yemeniti avrebbero attaccato due petroliere saudite che avrebbero tentato di violare il blocco nel Mar Rosso. Almeno nove navi, secondo quanto riferito, avrebbero fatto dietrofront nello stretto di Bab al-Mandab.

La tensione resta altissima anche nello Stretto di Hormuz. Secondo i pasdaran, una petroliera avrebbe preso fuoco dopo un'esplosione, mentre altre due navi avrebbero invertito la rotta. Una situazione che sta alimentando i timori per la sicurezza delle rotte commerciali e per le forniture energetiche globali.

A risentirne è anche il mercato del petrolio. Il Brent è salito di oltre il 2% prima dell'apertura delle Borse europee, superando quota 96 dollari al barile. Il greggio di riferimento per il mercato europeo ha raggiunto i 96,47 dollari, il livello più alto dall'8 giugno.

Sul fronte diplomatico e strategico, intanto, arriva una svolta nei rapporti tra Stati Uniti e Arabia Saudita. Il presidente Donald Trump avrebbe dato il via libera a un accordo trentennale che consentirebbe a Riad di sviluppare un programma di nucleare civile, con un ruolo esclusivo riservato alle aziende americane nella realizzazione delle infrastrutture. L'intesa potrebbe aprire anche il delicato capitolo dell'arricchimento dell'uranio. Russia e Cina sarebbero così escluse dal progetto, mentre Israele avrebbe accolto con sorpresa la decisione.

Trump è tornato inoltre a minacciare direttamente l'Iran, affermando che a ogni attacco contro una nave nello Stretto di Hormuz gli Stati Uniti potrebbero rispondere colpendo un ponte o una centrale. Da Teheran è arrivata una risposta altrettanto dura: se Washington dovesse attuare le minacce, «non passerà più una goccia di petrolio da Hormuz».

Lo Stretto di Hormuz torna così al centro della crisi internazionale: un'eventuale interruzione del traffico marittimo attraverso uno dei principali snodi energetici mondiali potrebbe avere conseguenze pesanti sui mercati e sull'economia globale.

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