Prosegue l’escalation militare in Medio Oriente dopo un’altra notte di raid incrociati tra Stati Uniti e Iran, mentre la tregua appare sempre più fragile. Lo Stretto di Hormuz, snodo strategico per il commercio mondiale di petrolio, registra un traffico marittimo quasi completamente fermo, alimentando le preoccupazioni sui possibili effetti economici a livello globale.
Secondo quanto riferito, gli Stati Uniti hanno colpito oltre cento obiettivi militari in Iran in risposta ai recenti attacchi avvenuti nell’area dello Stretto di Hormuz. Teheran ha reagito lanciando nuovi attacchi contro basi militari statunitensi in Qatar, Bahrein e Kuwait. Missili iraniani sarebbero stati intercettati anche nello spazio aereo della Giordania.
Sul fronte israeliano, il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che le forze armate sono pronte a colpire nuovamente l’Iran «una terza volta, se necessario», lasciando intendere che il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto resta elevato.
Le autorità iraniane hanno reso noto che i due giorni di bombardamenti statunitensi avrebbero provocato 14 vittime e 78 feriti.
Nonostante le tensioni, da Bruxelles arrivano rassicurazioni sugli effetti economici della crisi. Il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, ha affermato che il blocco del traffico nello Stretto di Hormuz avrà inevitabilmente conseguenze, ma ha sottolineato come l’economia europea stia dimostrando una buona capacità di resilienza.
Intanto, nella città iraniana di Mashhad, migliaia di persone hanno partecipato ai funerali della Guida Suprema, in una cerimonia che ha richiamato una folla imponente per l’ultimo saluto.
Sul piano diplomatico, la Commissione europea ha trasmesso ai 27 Stati membri la proposta di nuove sanzioni nei confronti dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani. Il documento sarà esaminato lunedì dai ministri degli Esteri dell’Unione europea, in un contesto internazionale segnato da una crescente instabilità.
Secondo quanto riferito, gli Stati Uniti hanno colpito oltre cento obiettivi militari in Iran in risposta ai recenti attacchi avvenuti nell’area dello Stretto di Hormuz. Teheran ha reagito lanciando nuovi attacchi contro basi militari statunitensi in Qatar, Bahrein e Kuwait. Missili iraniani sarebbero stati intercettati anche nello spazio aereo della Giordania.
Sul fronte israeliano, il ministro della Difesa Israel Katz ha dichiarato che le forze armate sono pronte a colpire nuovamente l’Iran «una terza volta, se necessario», lasciando intendere che il rischio di un ulteriore allargamento del conflitto resta elevato.
Le autorità iraniane hanno reso noto che i due giorni di bombardamenti statunitensi avrebbero provocato 14 vittime e 78 feriti.
Nonostante le tensioni, da Bruxelles arrivano rassicurazioni sugli effetti economici della crisi. Il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, ha affermato che il blocco del traffico nello Stretto di Hormuz avrà inevitabilmente conseguenze, ma ha sottolineato come l’economia europea stia dimostrando una buona capacità di resilienza.
Intanto, nella città iraniana di Mashhad, migliaia di persone hanno partecipato ai funerali della Guida Suprema, in una cerimonia che ha richiamato una folla imponente per l’ultimo saluto.
Sul piano diplomatico, la Commissione europea ha trasmesso ai 27 Stati membri la proposta di nuove sanzioni nei confronti dei prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani. Il documento sarà esaminato lunedì dai ministri degli Esteri dell’Unione europea, in un contesto internazionale segnato da una crescente instabilità.
