Latina - Svolta nelle indagini sulla scomparsa di Alisya e Sarah Di Giacinto, le due sorelle di 16 e 12 anni ritrovate ieri sera a Formia, in provincia di Latina, dopo quindici giorni di ricerche. All’alba sono stati fermati tre familiari con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso.
I provvedimenti, disposti dalla Procura di Sulmona, riguardano la madre delle ragazze, Valentina D’Acunto, il compagno della donna Vincenzo Esposito e il nonno materno Marco D’Acunto. La madre è stata trasferita nel carcere di Teramo, mentre il compagno e il nonno si trovano nella casa circondariale di Sulmona.
Gli investigatori stanno proseguendo gli accertamenti per chiarire ogni dettaglio della vicenda e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone nell’allontanamento delle due minorenni, avvenuto nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila.
Il ritrovamento a Formia
Le due sorelle sono state rintracciate nella serata del 21 giugno dai carabinieri a Formia, all’interno di un’abitazione nel quartiere Rio Fresco - Scacciagalline. Secondo gli inquirenti, quel luogo potrebbe essere stato utilizzato come rifugio già dai primi giorni successivi alla scomparsa.
A condurre i militari sulle loro tracce sarebbe stata una segnalazione arrivata da un familiare, preoccupato per le possibili conseguenze della vicenda. Le ragazze sono state trovate in buone condizioni e successivamente trasferite in una struttura protetta.
Il padre, Stefano Di Giacinto, appena appresa la notizia del ritrovamento è corso alla caserma dei carabinieri per riabbracciare le figlie. Secondo quanto riferito, l’uomo avrebbe avuto un malore dopo l’incontro.
Il messaggio del padre: “Si riparte da zero”
“Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia e preoccupazione, ma mai ho pensato in negativo. Si inizia una nuova vita, si riparte da zero”, ha scritto Di Giacinto in un post sui social.
“Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere. Papà c’è. Vi amo”, ha aggiunto il padre, ringraziando quanti lo hanno sostenuto durante le settimane di ricerche.
Le indagini restano ora concentrate sulla ricostruzione degli spostamenti delle due ragazze e sulle responsabilità di chi avrebbe favorito o agevolato il loro allontanamento dalla struttura di accoglienza.